Etica e volontariato” il tema della interessante relazione tenuta dall’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro nella sala riunioni del Relais Villa Fornari, in occasione dell’incontro organizzato dal Lions Club Camerino Alto Maceratese . Presenti noive associazioni di volontariato giunte da 6 diverse città del territorio provinciale, il presidente prof. Dino Jajani ha introdotto l'autorevole relatore della serata, volta ad approfondire e riflettere sull’importanza dello svolgimento dell’attività di servizio a favore degli altri , in virtù dei valori etici e per un’evoluzione positiva della comunità. “ Il principio e il senso della comunità- ha osservato il presidente Jajani,- salvano le persone,nella loro dignità e dalla omologazione delle personalità dovuta alla globalizzazione. L’appartenenza e lo spirito autenticamente solidale delle persone protagoniste di ogni forma di associazionismo e volontariato, è infatti occasione positiva per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della collettività, con un ruolo di promozione del progresso civile e sociale. Etica come riflessione dell’azione volontaria soggetta alla legge assoluta del dovere e, spirito volontaristico che come, sottolineato dall’arcivescovo, non può prescindere da quella 'compassione cristiana' insita nel mettersi nella situazione della persona che ha bisogno, calandosi nella sua dimensione, per trasformarla completamente. Partendo dalla parabola del buon samaritano, le parole dell’arcivescovo Francesco hanno aiutato a comprendere, come il volontariato non solo sia una grande risorsa, ma abbia anche un’origine che è data dall’esperienza della vita della Chiesa e della vita del popolo cristiano, ma anche dalla sensibilità delle comunità le quali, volendo rispondere alle esigenze delle persone che si trovano nelle varie difficoltà, che possono riguardare la salute, la cultura , l’istruzione, l’accoglienza agli stranieri , naturalmente “ hanno potuto maturare competenze, assistenza, aiuto e concretezza, che hanno permesso  di far nascere quel volontariato che è di varia ispirazione- ha sottolineato Brugnaro- ma che trova soprattutto nell'esperienza cattolica la matrice più autentica e fondata . Ma l’alto profilo alle azioni lo dà la fraternità; non basta  solo la solidarietà che è raccomandata dalla legge, dal buon senso e dalla ragione, bisogna fare un atto in più : cercare cioè di risarcire e di dare, non secondo la misura che ho stabilito io, bensì secondo la misura del bisogno dell'altro e allora, solo la fraternità supplisce a questo; solo con la fraternità io do all'altro secondo il bisogno che lui ha e non secondo quello che io decido. Altrimenti, può essere un atto di generosità lodevole ma, se rimane all'altro qualcosa di insoddisfatto e di incompiuto, vuol dire che ancora non sono maturato fino alla fraternità” 

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Oltre al rispetto del rigore etico e morale, nella relazione è stato approfondito il ruolo sociale e politico del volontariato.

“ Il volontariato significa che la persona ha bisogno di mettersi insieme  quindi di far nascere comunità e le comunità operano dentro delle strutture che sono tipiche proprio dello Stato; creano spazi all'interno del quale lo Stato magari non dà sicurezza e allora, c'è un momento democrazia perché diverse libertà si mettano insieme anche con aspetti critici nei confronti dello Stato e, qualora non si raggiungano adeguatamente le mete che lo Stato si propone, magari  formare una nuova mentalità politica dei responsabili che hanno il compito di trasformare le leggi e dare strumenti ai cittadini, in modo da evitare i danni e i mali che non permettono ai cittadini una vita decorosa”.

“ Abbiamo trovato molto interessanti gli approfondimenti suggeriti dalle parole del nostro arcivescovo - ha detto Jajani- E’ necessario un punto di vista unitario per affrontare tutti i problemi relativi al volontariato, in primo luogo per valutare le necessità della competenza, della gratuità e poi, per operare in modo tale da essere veramente di aiuto agli altri, per ricostruire un senso di comunità, attraverso la solidarietà e nel rispetto delle leggi”. Un appuntamento molto gradito e apprezzato da tutti i presenti, convinti che una riflessione sul proprio operato, sia utile per ogni azione futura , ai fini di un servizio più efficiente e più efficace, a servizio degli altri .

 

Ad un anno e sette mesi dal sisma, a Camerino tornerà ad essere percorribile via Parisani. Ultimate le messe in sicurezza nelle parti danneggiate della basilica di San Venanzio che avrebbero potuto costituire pericolo per l’incolumità pubblica, con l’avvicinarsi della vigilia della festa del patrono e gli eventi dell' Offerta dei ceri e accensione del tradizionale falò, la via tornerà ad essere fruibile. La conferma viene dall’ingegnere Marco Orioli, dell’ufficio tecnico comunale: “ Stiamo predisponendo la riapertura; in un paio di giorni confidiamo infatti di riuscire ad ultimare le pulizie generali e a completare le verifiche finali per consentire il ripristino della viabilità sulla via che gira intorno al complesso di San Venanzio. Salvo condizioni meteo avverse – aggiunge l’ingegnere Orioli- tempo 2-3 giorni dovremmo riuscire a riaprire anche viale Giacomo Leopardi; come noto la chiusura era stata determinata da un problema riscontrato in un edificio a torre incombente sul tratto di strada di largo Et Poi Si more. Si sta lavorando per il ripristino della normale viabilità anche in via Farnese, interdetta a causa di un peggioramento delle condizioni dell’Arco Vannucci, per il quale si è provveduto subito ad avviare con urgenza le procedure di messa in sicurezza e, anche in questo caso, tempo due –tre giorni la via verrà riaperta”. Tempi più lunghi di attesa invece per poter rientrare in piazza Cavour: La problematica in questo caso è riferita ai campanili della cattedrale che hanno subito un peggioramento del danno in seguito alla scossa di aprile. “ Ho visto un progetto di massima redatto dal tecnico che lo sta affinando - afferma Orioli- tuttavia, considerata anche la mole dei campanili, da una prima analisi si è capito che l’ intervento da farsi è abbastanza rilevante. Mi riservo i prossimi giorni di verificarlo, credo comunque che i lavori da eseguire saranno di un certo livello”.

Siamo costretti a chiudere anche Via Farnese” – Lo ha annunciato il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, a seguito del sopralluogo effettuato questa mattina dall’ingegner Marco Orioli, dell’Ufficio Tecnico comunale. “Questa mattina (7 maggio) – ha proseguito Pasqui – abbiamo ricevuto a mezzo PEC la segnalazione di un peggioramento danni dell’edificio denominato Arco Vannucci, da parte dell’ingegner Sauro Liberati a seguito delle scosse degli ultimi giorni di aprile. Immediatamente abbiamo disposto il sopralluogo da parte del nostro ufficio tecnico, che ha confermato quanto già riscontrato dall’ingegner Liberati. Ci troviamo, quindi, costretti a chiudere via Farnese e, vista l’importanza dell’arteria, abbiamo provveduto in somma urgenza ad avviare le procedure di messa in sicurezza, così da poter ripristinare la normale circolazione nel minor tempo possibile”.

Nuovo inizio per TravelBuy Viaggi e Turismo filiale di Camerino. Inaugurati nel pomeriggio di sabato 5 maggio, in via Ridolfini n.19, i nuovi spazi dell’agenzia di viaggi di cui è titolare Anthony Sciortino. Un nuovo capitolo da festeggiare insieme agli amici e ai tanti clienti, arrivati per brindare alla determinazione e alla caparbietà di chi non ha voluto lasciare la città ducale e magari delocalizzare altrove la propria attività. Sorrisi, abbracci e strette di mano calorose in segno di sincero affetto nei confronti del giovane e brillante titolare, la cui originaria sede di lavoro è inagibile e in piena zona rossa . “ La voglia di ripartire è tanta- dice entusiasta Anthony- Speriamo di toglierci tante soddisfazioni un po' come avevamo fatto già nella precedente location di via Largo Feliciangeli, luogo a cui ero tanto affezionato. Tenendo i bei ricordi- continua- oggi ci buttiamo alle spalle un lungo periodo difficile e sono contento di ripartire proprio da qui, all’inizio del centro storico. Il messaggio che voglio lanciare è che c’è il passato ma da qui riparte il futuro”. Nell’accogliente locale, sono stati traslocati gli arredi della precedente sede di TravelBuy .

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Durante quest'anno- spiega Anthony- abbiamo lo stesso portato avanti la nostra attività da casa; ci siamo adeguati un po' a tutto quelle che sono state le esigenze del post sisma e si è lavorato anche dentro le case dei nostri clienti. Ci hanno ospitato loro davanti ad una tazzina di caffè e, nel bene e nel male, non ci siamo mai persi d'animo senza fermarci e questo, è positivo; lo scorso anno abbiamo fatto partire tanti clienti di Camerino e non e, ora ci auguriamo che ci vengano a trovare nella nuova filiale e di costruire insieme qualcosa di bello. Ci riproviamo, contenti di essere rimasti come sede di lavoro a Camerino. Insieme al titolare torna al lavoro anche Vania Valeri, da cinque anni collaboratrice dell’ agenzia e per circa due anni rimasta inattiva. “ Ridarle un’occupazione in un momento così duro- spiega Antony – è per me motivo di grande soddisfazione. Siamo pronti e più forti di prima; speriamo di toglierci tante soddisfazioni personali e professionali . Abbiamo già numerose offerte da proporre e, nei prossimi giorni le pubblicizzeremo tramite la nostra pagina Facebook. Ci stiamo organizzando per rendere la nostra attività, non la solita agenzia ma vogliamo fare più che altro dei consulenti di viaggi quindi l'agenzia sarà aperta con degli orari ridotti; lavoreremo principalmente su appuntamento e l'obiettivo che mi pongo è quella proprio di fare una consulenza viaggi a 360 gradi per i clienti che si affideranno a me e allo staff”. Felice nuovo inizio e buon viaggio a tutti con TravelBuy !!!

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Sala gremita per l’incontro di presentazione di “ Concentrico”, comitato per la salvaguardia e la ricostruzione del centro storico di Camerino. Un comitato aperto che, anche nel corso della stessa serata di presentazione, ha potuto incrementare le già numerose adesioni . In apertura il presidente del comitato Francesco Nobili ha introdotto gli scopi del comitato: aggregare persone e idee, informare in merito alla situazione del centro, anche con incontri divulgativi, proporre idee su cui confrontarsi, monitorare l’andamento della ricostruzione.
È stata ringraziata l’amministrazione per la disponibilità ad intavolare un dialogo costruttivo, ed è stato posto l’accento sulla necessità di ricreare il tessuto sociale ed economico che gravitava intorno al centro.
Prima richiesta avanzata da 'Concentrico' all’amministrazione, quella di  informare la cittadinanza sullo stato e sul programma delle messe in sicurezza del centro storico, pur nella consapevolezza di una situazione in continua evoluzione.
Sono stati introdotti alcuni dei temi dei prossimi incontri divulgativi, su microzonazioni e sismicità storica, mentre  è stato dato appuntamento per la prossima assemblea del comitato al 9 maggio ore 21,30 presso il centro sociale di San Paolo

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Le parole della Ricostruzione, illustrate dall’ingegnere Roberto di Girolamo sono state la prima voce del tavolo degli interventi, al quale sedevano il presidente di ‘Concentrico’ Francesco Nobili, il sindaco Gianluca Pasqui e gli architetti Angelo Tonnarelli e Giovanni Marucci.

Una città quella di Camerino, i cui dati riferiti a CAS e SAE richieste, forniscono la misura della distruzione e disgregazione sociale prodotta dal sisma . Supera il 60 per cento la percentuale delle famiglie che usufruiscono del contributo di autonoma sistemazione , ed è del 10,1 per cento il dato riferito alle famiglie residenti che hanno richiesto Soluzioni Abitative d’Emergenza. I dati sono stati elaborati dallo stesso ingegnere Di Girolamo che di seguito ha snocciolato tutti gli altri termini riferiti alla devastazione: agibilità, inagibilità, livelli di danno, riparazioni, adeguamento e miglioramento sismico, microzonazione sismica, perimetrazioni, ai quali i tecnici sono chiamati a trovare risposte efficaci ,muovendosi in un marasma di norme e “ in un tempo che passa e che rischia di essere distruttivo per la società” come detto dall’architetto Marucci, che auspica una progettazione urbanistica che guardi lontano, per” una città che si identifica nel suo centro , le cui mura storiche racchiudono circa 32 ettari, quasi interamente in zona rossa”. L’architetto è fermo sostenitore di una ricostruzione in cui abbiano la precedenza edifici simbolo della città, attrattori di economia e turismo, quali il teatro Marchetti , i musei, la Casa della musica. Ad evidenziare tale priorità è la stessa petizione che si intende inviare al Presidente della Repubblica, forte di 5000 firme già raccolte.                                                                                                         A sollecitare interventi programmati per far tornare a vivere il centro storico, anche l’architetto  Tonnarelli, il quale, nel ricordare l’ infanzia trascorsa nelle vie e piazze della città ducale, ne ha esaltato le caratteristiche di ” luogo della nostra memoria e della nostra cultura. “ Sin da piccoli abbiamo imparato a relazionarci con la gente che conoscevamo tutta e a rispettarla. Se oggi siamo così- ha sottolineato- è perché abbiamo vissuto in un certo modo con una importantissima vita di relazione che è andata cambiando a motivo di un diverso abitare, disperso in tanti nuclei lontani. Ciò ha portato ad una prima disgregazione e, con l’evento del 2016, la chiusura del centro ci ha privati di tutta la nostra storia. Da qui l’urgenza di discutere di diversi problemi per i quali sono necessari interventi programmati e azioni per riportare la vita nel centro della città, custode della nostra memoria”. Secondo Tonnarelli occorre un piano strategico dettagliato che dica ‘quando’ il centro potrà essere riaperto, fornendo delle ‘date’ che possano permettere alle persone di programmare la loro vita. “Numerose sono le decisioni programmatiche che riguardano la popolazione e sulle quali non si può più aspettare: riportare  gli esercizi commerciali  dentro la città, pensare al turismo, alla viabilità, agli insediamenti produttivi” Pasqui comitatoParole di compiacimento dal sindaco Gianluca Pasqui, per l’istituzione di un comitato di cittadini :" E’ il modo migliore per vivere insieme e portare la voce tra i cittadini. Vedere le questioni dal di fuori, non dà la misura di quello che ci troviamo ad amministrare; viviamo giorno dopo giorno nella più grande delle incertezze; la programmazione andrebbe fatta al secondo ma è impossibile, perché si lavora per livelli, da quello locale, a quello regionale al nazionale. Per fare delle programmazioni, sono necessarie delle certezze ma , giorno dopo giorno, c’è una novità che ci mette a terra. Si è parlato di tempo e priorità – ha continuato il sindaco- ma tempo e priorità non possono essere dati quando un cratere racchiude 138 comuni . Tempo e priorità ( e qui la battaglia la dobbiamo fare tutti insieme), li cadenzano i livelli di danno; non siamo purtroppo tutti uguali . Noi non abbiamo una piazza su cui 5000 persone si ritrovano a cantare davanti ad un palazzo comunale vivo. Nel dire questo, torno a ripetere che non si vuole togliere qualcosa a qualcuno, bensì rimanere tutti insieme uniti con degli interventi che tuttavia danno delle priorità. Se non si arriva a fare prima di tutto questo passo, parleremo solo di ipotesi stupende, mai attuabili . E intanto l’emergenza continua; stiamo controllando ancora edifici, si apre una strada e se ne chiudono due. Per quel che concerne la ricostruzione, la domanda è ancora: come ricostruiamo con questa normativa? Un edificio in centro potrebbe diventare sicuro come quello che sta fuori le mura ma solo se c’è il valore economico che la norma ci attribuisce per poterlo fare . Ma il punto è se questa è una normativa che ci permette di ricostruire in sicurezza ,oppure no, e magari siamo di nuovo di fronte a quello che abbiamo già vissuto nel 1997. E a questo non ho mai ricevuto risposta. Sulla programmazione i problemi sono davvero grandi e insieme dobbiamo fare un percorso. E’ per questo che sono contento che c’è un comitato perché il percorso futuro e le scelte coraggiose vanno affrontate insieme, con tutta la comunità ”.

Da ultimo l’intervento del prof. Pierluigi Pieruccini che, reduce dall’incontro di presentazione dei risultati della microzonazione di III livello tenutasi a Roma, ha riferito che il complesso delle perimetrazioni, ha riguardato l’86 per cento del totale della popolazione coinvolta, su 500 mila persone. A Camerino la microzonazione di III livello è stata effettuata sulla perimetrazione di tutto il centro storico, comprese le zone di Montagnano e Vallicelle, escluse le frazioni. “ Ove l’amministrazione volesse estendere anche alle frazioni tale strumento- ha affermato- consiglierei di cercare dei fondi privati. Del resto si parla di cifre ‘irrisorie’, nell’ordine di qualche migliaio di euro ”. Il docente ha anche assicurato che, con il Centro di Microzonazione Sismica, si provvederà ad organizzare degli incontri sia con la popolazione, sia con i tecnici, per far capire qual è l’operazione che è stata fatta , a cosa serve e, quali sono i risultati.

 

Presentato, nell’ambito delle iniziative della Biblioteca itinerante di Camerino e nell’occasione di Cortili in fiore, il libro- racconto “ Ladri di città”. Al partecipato incontro, tenutosi presso la Geo Tenda del City Park, era presente l’autrice Barbara Re, al suo esordio letterario. Pubblico attento e interessato per tutta la durata della piacevole introduzione all’opera, inframezzata da brani musicali suonati da eccellenti strumentisti. I proventi derivati dalla vendita del libro, attraverso l’intermediazione della Onlus ‘L’anello della vita’, saranno destinati al reparto di oncologia dell’ospedale di Camerino di cui è responsabile la dott.ssa Benedetta Ferretti. L’associazione IoNonCrollo ha adottato il bellissimo progetto, curando la pubblicazione delle copie del racconto, le cui bellissime illustrazioni sono opera di Federica Salvucci.

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“ Nel mio libro- spiega l’autrice- si parla di Camerino. Camerino che si manifesta ferita, perché rubata. La mia è una storia di fantasia, con una macchina che ne è l’ insolita protagonista. E’ una vettura che racconta: sono i suoi amici sveglia ad interrompere ogni giorno il suo sonno notturno: un galletto, un gatto e un cane. Accade però che una mattina i suoi amici restino silenziosi, lasciando la povera macchina a ricercarne il motivo . Da lì, ha inizio tutta la storia; la macchina viene a sapere che la città di Camerino è stata rubata: non si trovano più le vie, le piazze, le case e i negozi. C’è dunque un momento di grande sconforto e desolazione ma , nel contempo, ci si avvia però verso un finale di speranza e di bellezza, perché si apre una luce e la possibilità di tornare a vivere tutti gli amati luoghi della città. L'idea- sottolinea Barbara Re - è nata proprio per mantenere una memoria viva di Camerino nelle nuove generazioni, impossibilitate a vivere la città come l'abbiamo vissuta noi. L’ispirazione è proprio partita dal desiderio di mantenere la memoria di quei posti, di quelle persone che l'hanno vissuta e arricchita col loro fare”. Il libro, già in vendita nella due giorni di “Cortili in fiore”, sarà reperibile all'interno delle successive manifestazioni che verranno organizzate nel territorio comunale.

Carla Campetella

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A Camerino si sono svolti i primi due incontri fissati dall’amministrazione comunale per presentare alla popolazione le perimetrazioni proposte e, in corso di adozione da parte della Regione Marche. Presenti il dirigente dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ing. Cesare Spuri e la Responsabile comunale del servizio di Urbanistica, arch. Barbara Mattei, le prime due riunioni sono state in particolare rivolte alle frazioni.  Prossimi appuntamenti, sempre alle ore 17.30 presso la Geo struttura del City Park, saranno quelli di lunedì 7 maggio per le perimetrazioni riguardanti i quartieri di Vallicelle e Borgo San Giorgio e venerdì 11 maggio per quelle del centro storico. “ Già dai primi due momenti di confronto- riferisce il sindaco Pasqui- sono emerse delle indicazioni importanti sul futuro della città e c’è stata una significativa partecipazione dei cittadini. Del resto- continua il sindaco -  quando si incontra la città questo segnale c’è sempre e, diventa un momento fondamentale di scambio di idee e di visione prospettica. In linea generale abbiamo notato che le perimetrazioni vengono accolte con piacere e soddisfazione, ovviamente, dopo aver ben compreso di cosa si tratta. In questo, fondamentale è l’apporto offerto dalle comunicazioni dell’ingegnere Spuri, oltre che dalle spiegazioni dell’architetto Mattei e degli operatori dell'ufficio Tecnico comunale .

La cosa che mi piace sottolineare- conclude Pasqui- è che sono tante le frazioni cittadine, sulle quali abbiamo previsto la perimetrazione. Ritengo che questo tipo di scelta, rappresenti un’attenzione significativa allo sviluppo di un comune e che, per essere adottata, il comune di Camerino debba esser visto a 360 gradi, partendo dunque dalle frazioni e dirigendosi verso quel centro storico che, insieme alle frazioni stesse, è il cuore pulsante della nostra comunità, per cui si sta lavorando veramente molto. Insieme ai cittadini, mi auguro di poter iniziare a vedere presto quella vera e fondamentale ‘partenza’ che si chiama ricostruzione”.

“Ogni comunità ha bisogno di interventi mirati sulla base delle proprie necessità. Lungi da noi voler fare distinzioni tra terremotati di serie A, B o C”. Difendono la loro posizione i sindaci che hanno chiesto a gran voce una suddivisione del cratere per fasce di danno. Stamattina, dopo un giro nella zona rossa di Camerino, i parlamentari marchigiani hanno avuto la possibilità di ascoltare i sindaci dell’ex unione montana di Camerino per comprendere a fondo la richiesta che ha fatto infervorare il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi. 

Erano presenti i senatori Donatella Agostinelli e Mauro Coltorti, gli onorevoli Patrizia Terzoni, Paolo Giuliodori e Rachele Silvestri per il Movimento 5 Stelle, il senatore Giuliano Pazzaglini e l’onorevole Tullio Patassini per la Lega, l’onorevole Mauro Morgoni per il Pd, e gli onorevoli Francesco Acquaroli e Simone Baldelli rispettivamente per Fratelli d’Italia e Forza Italia. 

Alla prima parte della mattinata, che prevedeva la visita in zona rossa di Camerino, hanno preso parte solo i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e Patassini.

 

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A loro sono state illustrate alcune problematiche, quali ad esempio il fatto che per il centro storico siano previsti 6 milioni di euro di puntellamenti, e al momento ne siano stati realizzati solo per un milione di euro. Oppure la questione che riguarda l’ex tribunale: “Quell’edificio è l’esempio lampante di ciò che può fare il sindaco. Di fronte ad una struttura di quel genere, non può demolire per pubblica sicurezza perché i tecnici GTS dicono che questa, a parte le tamponature lesionate, sia una struttura buona. Poi con la perimetrazione ci sono dei ragionamenti migliorativi. Io questo edificio lo vorrei demolire perché osceno, non si contestualizza con le strutture storiche ed importanti del centro”. Pasqui ha poi parlato brevemente anche della scelta politica di realizzare le aree Sae vicino alle frazioni: “Stiamo aspettando che vengano realizzate 12 aree il più possibili vicino alla città ma anche nelle frazioni, dove le comunità potranno continuare a vivere. Certo - ha sottolineato - sarebbe stato molto più comodo trasferire tutti in una zona più comoda, ma avremmo creato una riserva indiana. Io ho fatto la scelta politica di tenere le persone il più possibile vicino ai loro luoghi di appartenenza”.

 

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Il clou della mattinata, a partire dalle 11:30: i sindaci dell’ex unione montana di Camerino si sono riuniti in una tavola rotonda insieme ai parlamentari per spiegare i motivi che li hanno condotti a richiedere a gran voce la suddivisione del cratere in fasce di danni: “Ogni comunità - ha detto Pasqui introducendo gli altri colleghi - ha bisogno di essere guardata per le necessità che ha. Nessuno ha mai detto di eliminare qualcuno dal cratere o lungi da noi voler creare terremotati di serie A, B o C. Ma non è possibile non considerare quello che noi abbiamo subito”.

Da tutti i primi cittadini la richiesta di dare priorità alle comunità drammaticamente distrutte dal terremoto, di pensare ad interventi ad hoc, mirati per permettere una ripresa. 

Il sindaco di Muccia Mario Baroni ha, dal canto suo, sottolineato l’ingiustizia di chi “si è organizzato a proprie spese dopo il terremoto, realizzando soluzioni abitative temporanee e che oggi stanno ricevendo denunce penali. Il Salva Peppina purtroppo non ha portato grosse soluzioni, serve un provvedimento di provvisorietà”. Sulla stessa lunghezza d’onda, il vicesindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia il quale non riesce a spiegarsi perché non si dia la possibilità di applicare l’ordinanza 9 (pensata per le attività produttive) a chi abbia realizzato le cosiddette casette abusive. “Fiastra ad esempio è un territorio prettamente turistico, per fortuna non ci sono stati danni alla viabilità e questa è stata l’unica porta rimasta aperta. Gli esercizi commerciali sono nei container e il decreto Salva Peppina ci ha lasciato comunque con grossi problemi da affrontare. Ci chiediamo come mai non si applichi, anche per le casette ritenute abusive, l’ordinanza 9 per le attività produttive. Fiastra - ha poi detto in chiusura - ha 1.088 ordinanze di inagibilità, sono stati presentati 82 progetti ma solo 8 finanziati. Si procede troppo lentamente”.

 

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Anche Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, ha ribadito la volontà di non eliminare qualcuno dal cratere, illustrando alcune delle problematiche più sentite: “Ma è chiaro che non si vuole eliminate nessuno, anche perché ci sono già stati dei finanziamenti quindi credo che la lettura del sindaco di Tolentino sia sterile. Il problema è che qui non sappiamo come e dove spendere i finanziamenti, perché non sappiamo nemmeno se potremo ricostruire dove eravamo. Semplifichiamo le procedure - ha sottolineato - altrimenti qui si impantana tutto. Servono norme specifiche e agevolazioni che incentivino la ripopolazione della montagna. Servono interventi mirati, se vogliamo, il buon senso del padre di famiglia. C’è bisogno di accelerare le pratiche sul dissesto idrogeologico, la ricostruzione delle B e un aiuto per l’occupazione”.

In piena sintonia anche il sindaco di Serravalle di Chienti, Gabriele Santamarianova che ha aggiunto anche la problematica delle seconde case: “Nel ’97 non vennero finanziate e quindi oggi esiste innanzitutto una disparità di trattamento (in questa ricostruzione saranno finanziate anche le seconde case, ndr). Inoltre, alcune non sono ancora state ricostruite e dunque hanno subito ulteriori danni col terremoto del 2016”.

Il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, si è da parte sua soffermato sulla questione della zona franca: “I nostri territori possono essere paragonati a chi si rivolge al pronto soccorso. Ci sono i malati in codice verde, giallo o rosso. Ecco, noi siamo in codice rosso avanzato. C’è bisogno di dare priorità a chi è stato drammaticamente distrutto. Per quanto riguarda la zona franca - ha spiegato poi - se mettiamo nelle stesse condizioni comuni più verso la costa e noi, significa che si indirizzano gli investimenti in una parte della provincia che è già molto sviluppata”. 

A chiudere Giuliano Pazzaglini che, in qualità di sindaco di Visso, ha anche lui illustrato alcuni problemi fondamentali. Primo fra tutti, la busta paga pesante che non sarà l’unica spada di Damocle che colpirà i cittadini terremotati. A breve infatti alla restituzione dei tributi si sommerà anche quella delle bollette e poi dei mutui: “Praticamente si guadagnerà di meno e si pagherà di più. C’è poi il problema della convenzione tra Anac e Regioni, che rischia di diventare un tappo perché ci saranno tantissime opere pubbliche da fare e l’Anac non sarà in grado di gestirle tutte. I vincoli paesaggistici - ha poi detto - ci impongono di ricostruire come era prima, ma è una follia anche solo pensarlo”. Secondo Pazzaglini, non sarebbe vero che la ricostruzione verrà finanziata al 100%, poiché basandosi sul modello dell’Emilia Romagna, non tiene in considerazione alcune importanti caratteristiche di edificazione tipiche del territorio: “I nostri edifici non sono fatti alla stessa maniera, e per certe cose non è previsto finanziamento. Mancano i soldi, le normative e tutto ciò che serve per andare avanti. I tempi dettati dalle ordinanze sono ridicoli. Va cambiata l’impostazione di questa ricostruzione”.

 

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Non dimenticare mai. Fare tesoro dell’esperienza che una disgrazia, qual è un terremoto devastante, può insegnare. Trasmetterlo ad altri, affinché, a loro volta, con passione e determinazione, trovino il coraggio di affrontare delle scelte e reagire con forte spirito di unione. Un messaggio commovente e denso di significati quello racchiuso in “Venzone. Storia di un terremoto ad alta voce”, nell’ambito degli appuntamenti della biblioteca itinerante di Camerino. Condensata in un libro, la storia della ricostruzione della cittadina del Friuli, colpita da due drammatici sismi nel 1976; un esempio di ricostruzione riuscita quello della cittadina medievale di Venzone, monumento nazionale dal 1965, rifatta com’era e, per quel che è stato possibile, con le stesse pietre. Ospite di Camerino, l’autore della pubblicazione Aldo Di Bernardo, membro del consiglio di amministrazione dell’associazione ‘Amici di Venzone’ e appassionato relatore di una serie di incontri tenutisi nell’auditorium dell’ITG Antinori, con il coinvolgimento di studenti e cittadini. 6 maggio e 15 settembre le date dei due violenti terremoti che, nel 1976, rasero al suolo Venzone, portando distruzione in altri 136 comuni del Friuli Venezia Giulia, esempi di un modello di ricostruzione che ha funzionato e che ha avuto il suo principio cardine, nell’autodeterminazione della gente. Introducendo l’autore di "Venzone. La ricostruzione di un centro storico”, il dirigente dell’Antinori Giancarlo Marcelli, ha voluto ringraziare la docente del suo istituto, grazie alla quale si è potuto concretizzare l’appuntamento. La scorsa estate, grazie al progetto di gemellaggio “ Incroci di vite e di terre” che ha riunito i gruppi scout di Camerino e Gemona, i ragazzi della città ducale e i loro genitori, sono stati ospiti del comune di Gemona per un campo scout. Durante la loro permanenza in Friuli, le famiglie camerti hanno avuto l’occasione di conoscere diverse realtà del territorio, instaurando bellissimi rapporti di amicizia e scambio; oltre Gemona, una delle mète di particolare suggestione, è stata la visita della cittadina di Venzone, perfettamente ricostruita nel suo centro storico, seguendo l’antico impianto medievale. Affascinati dalla sensibilità e dal senso di appartenenza della comunità venzonese, i genitori dei ragazzi del gruppo scout camerte, hanno pensato che fosse utile per la loro città,  uno scambio di testimonianze con  chi si è trovato ad affrontare e risolvere efficacemente, i vari aspetti drammatici di una crisi dettata dagli eventi sismici.

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 “ La ricostruzione del Friuli è stata un esempio significativo di un’attività molto intelligente condotta in tempi rapidi e secondo modelli efficienti, in una zona oltretutto caratterizzata da alluvioni, frane e fenomeni naturali catastrofici, tanto che da quelle parti,ogni 15 anni bisogna ricostruire qualcosa". Così il preside Marcelli nel presentare al pubblico la testimonianza di Aldo Di Bernardo, le cui parole hanno offerto ai presenti l’esempio di come "quando c’è una volontà corale di farlo" le gravi problematiche derivanti da una catastrofe, possono trovare risoluzione. Il vero messaggio che si lancia dopo il terremoto del Friuli- ha aggiunto- è che tutte le componenti, debbono prendersi la responsabilità di decidere; avere un obiettivo comune e perseguirlo ogni volta. E questa è la particolarità di quanto avvenuto in Friuli; l’ avere avuto in primis un’ unione di intenti a tutti i livelli, ma deve essere la gente a volerlo, in maniera del tutto omogenea, abbandonando i campanilismi e ogni aspetto che possa arrecare disturbo al regolare andamento delle cose, come dovrebbero andare. Il libro che ho curato- ha spiegato  Di Bernardo- è edito dall’ Associazione Amici di Venzone che si è presa un ruolo importante per quello che riguarda la cultura della cittadina; il sodalizio infatti cura la catalogazione e la pubblicazione dei cd. Bollettini, cioè delle pubblicazioni tematiche che ogni anno vengono edite e che in questo caso parlano proprio di quello che è stato fatto nel centro storico di Venzone che, non dimentichiamolo, è Borgo monumento Nazionale già da prima del terremoto. Questo è stato uno dei tanti punti di forza, per decidere cosa fare di un centro storico raso al suolo e capire che si può parlare di restauro.

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La nostra,  è stata una ricostruzione che si è mossa in un periodo storico e in un contesto della politica, profondamente diverso da quello attuale. Il Commissario straordinario Zamberletti - ha ricordato- era un Commissario straordinario all’emergenza e non ha toccato minimamente discorsi correlati alla ricostruzione che è un fatto ordinario e non legato alla straordinarietà dell’emergenza. Una volta terminato dopo pochi mesi un mandato egregiamente svolto, Zamberletti ha lasciato lo spazio a chi doveva gestire la ricostruzione che, nel 1977, erano Regione e comune. E la gente si è presa la possibilità di decidere; non ha avuto paura di nessuno;  la nostra forza è stata quella di aver trovato l'ascolto giusto negli amministratori pubblici di tutti i livelli, dal sindaco, al parlamentare fino al Ministro di allora.. La mia opinione personale – ha sottolineato Di Bernardo- è che la classe politica di allora era rappresentata da persone che sapevano fare vera politica a favore della gente, cosa che oggi difficilmente troviamo a tutti i livelli. Per carità, ci sono dei casi buoni , troppo spesso tuttavia si creano discrasie e situazioni di conflitto che , nel caso del terremoto del Friuli, sono state invece tutte appianate. Quella volta, come nei film di Don Camillo e Peppone, i nostri politici facevano finta di baruffare, però quando si trattava di decidere e di fare le cose, non c'era verso di distruggere quella granitica unione che si era subìto creata  con il terremoto”.

C.C.

Nei giorni scorsi a Camerino c’è stata la visita di turisti di Milano con una modernissima auto Tesla Model X, suv della casa automobilistica TESLA, auto 100% elettrica, innovativa e pionieristica nel campo delle auto elettriche.

La notizia non è certo la presenza dell’auto nella città di Camerino, ma il motivo per cui la stessa si trovasse a Camerino e cioè che era in ricarica nell’area parcheggio della Contram S.p.A. dove, di recente, sono state installate due colonnine Tesla per la ricarica di auto elettriche, ma facciamo un piccolo passo indietro.

Circa un anno fa la Contram S.p.A., l'Università di Camerino ed il Comune di Camerino, dopo gli eventi sismici del 2016, condivisero l’idea e il progetto dello Spin-Off Istambiente s.r.l. di Camerino, di trasformare la città ducale in un modello di città ecosostenibile.

Il tema è forse marginale dopo gli eventi catastrofici del 2016, ma è centrale nella ripresa post sisma; infatti, si cerca di offrire quel servizio in più, quel vivere sano, quello stile di vita sostenibile che è raro trovare nel resto dell’intera penisola.

I bisogni della popolazione, sicuramente, ora sono altri, ma i camerinesi e le loro istituzioni non possono non sperare in un futuro diverso.

Dalle parole ai fatti: l’installazione di colonnine Tesla porta la città di Camerino ad essere l’unica nell’entroterra e una delle poche nella Regione Marche ad offrire tale servizio.

Questa installazione si può considerare come la “posa della prima pietra” e si spera di portare la Città ducale ad un completo sistema di rete di ricarica auto, scooter e biciclette, anche con possibilità di noleggio.

 

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