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Anche Caldarola si prepara a fronteggiare l'emergenza sanitaria.
Si è svolto questa mattina, nella sede del nuovo Comune, un tavolo tecnico per gestire una possibile emergenza Coronavirus, cercando di valutare ogni possibile aspettoper non farsi trovare impreparati.
Hanno partecipato il sindaco Luca Maria Giuseppetti, il suo vice Giovanni Ciarlantini, la coordinatrice della locale Protezione Civile Tamara Carducci, i consiglieri di maggioranza Teresa Minnucci e Simone Ansovini, il capogruppo di minoranza Davide De Angelis insieme al Consigliere Aronne Biondi.
Presente anche il medico di base Renato Filoni e la Polizia Locale rappresentata da Lorenzo Mengoni.
Sono state delineate alcune linee guida che invitano i cittadini a "segnalare qualsiasi sintomo - scrive il Comune in una nota - collegabile al Coronavirus, telefonicamente al proprio medico curante, senza recarsi assolutamente al pronto soccorso o nella sala d'attesa del medico. Questo per evitare ogni possibile contagio, ma soprattutto per evitare inutili allarmismi.
Inoltre - prosegue la nota - è altrettanto importante segnalare al medico, e solamente a lui, un possibile contatto con persone residenti nei comuni cosiddetti “zona rossa” o, se per motivi personali o di lavoro si è soggiornato in uno di questi Comuni (in Lombardia sono Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia e Terranova dei Passerini, mentre per il Veneto solo Vo’ Euganeo)".
GS
Si è svolto questa mattina, nella sede del nuovo Comune, un tavolo tecnico per gestire una possibile emergenza Coronavirus, cercando di valutare ogni possibile aspettoper non farsi trovare impreparati.
Hanno partecipato il sindaco Luca Maria Giuseppetti, il suo vice Giovanni Ciarlantini, la coordinatrice della locale Protezione Civile Tamara Carducci, i consiglieri di maggioranza Teresa Minnucci e Simone Ansovini, il capogruppo di minoranza Davide De Angelis insieme al Consigliere Aronne Biondi.
Presente anche il medico di base Renato Filoni e la Polizia Locale rappresentata da Lorenzo Mengoni.
Sono state delineate alcune linee guida che invitano i cittadini a "segnalare qualsiasi sintomo - scrive il Comune in una nota - collegabile al Coronavirus, telefonicamente al proprio medico curante, senza recarsi assolutamente al pronto soccorso o nella sala d'attesa del medico. Questo per evitare ogni possibile contagio, ma soprattutto per evitare inutili allarmismi.
Inoltre - prosegue la nota - è altrettanto importante segnalare al medico, e solamente a lui, un possibile contatto con persone residenti nei comuni cosiddetti “zona rossa” o, se per motivi personali o di lavoro si è soggiornato in uno di questi Comuni (in Lombardia sono Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia e Terranova dei Passerini, mentre per il Veneto solo Vo’ Euganeo)".
GS
Il Coronavirus è arrivato nelle Marche. Oltre al 30enne di Vallefoglia, nel Pesarese, tornato nelle Marche dalla Lombardia dove lavora, se ne aggiungono altri due.
A renderlo noto è il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, con un video messaggio sulla sua pagina Facebook: "Abbiamo terminato la riunione della cabina di regia - ha detto - , un incontro utile per rendere più chiara l'ordinanza. C'è stata una buona partecipazione da parte delle Prefetture e dei Comuni. Il bollettino dei contagiati - ha aggiunto - sale a tre. Verrà fatta domani la seconda verifica che dovrà confermare che i due tamponi risultati positivi oggi siano confermati come contagiati da Coronavirus".
Salgono quindi a tre i casi positivi, tutti nella provincia di Pesaro e Urbino. "Abbiamo preso l'impegno di informarvi puntualmente perché riteniamo che conoscere le cose come stanno sia sempre la cosa migliore - ha detto il presidente Luca Ceriscioli - ed è meglio poter valutare notizie vere, anche se non positive, piuttosto che angosciarsi con le fake news".
Intanto proseguono le chiamate al Numero Verde che la Regione Marche ha riservato all’emergenza: “Sono state 1099 le telefonate arrivate ieri al Numero Verde Coronavirus 800936677 della Regione Marche - ha scritto Ceriscioli nella sua pagina Facebook - .
Complessivamente 65 medici si alterneranno al telefono. Sono operativi due turni giornalieri di sei ore, dalle 8 alle 20, con 5 postazioni per ogni turno”.
GS
A renderlo noto è il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, con un video messaggio sulla sua pagina Facebook: "Abbiamo terminato la riunione della cabina di regia - ha detto - , un incontro utile per rendere più chiara l'ordinanza. C'è stata una buona partecipazione da parte delle Prefetture e dei Comuni. Il bollettino dei contagiati - ha aggiunto - sale a tre. Verrà fatta domani la seconda verifica che dovrà confermare che i due tamponi risultati positivi oggi siano confermati come contagiati da Coronavirus".
Salgono quindi a tre i casi positivi, tutti nella provincia di Pesaro e Urbino. "Abbiamo preso l'impegno di informarvi puntualmente perché riteniamo che conoscere le cose come stanno sia sempre la cosa migliore - ha detto il presidente Luca Ceriscioli - ed è meglio poter valutare notizie vere, anche se non positive, piuttosto che angosciarsi con le fake news".
Intanto proseguono le chiamate al Numero Verde che la Regione Marche ha riservato all’emergenza: “Sono state 1099 le telefonate arrivate ieri al Numero Verde Coronavirus 800936677 della Regione Marche - ha scritto Ceriscioli nella sua pagina Facebook - .
Complessivamente 65 medici si alterneranno al telefono. Sono operativi due turni giornalieri di sei ore, dalle 8 alle 20, con 5 postazioni per ogni turno”.
GS
L'emergenza Coranavirus arriva anche nelle Marche: la richiesta massiccia di disinfettanti e mascherine, l'assalto alle scorte alimentari non hanno interessato solo i centri più vicini ai focolai del virus, ma si stanno verificando anche nella nostra regione.
Ad accrescere la preoccupazione, l'annuncio di un tampone risultato positivo nel pesarese ieri pomeriggio, su cui si attende in serata la conferma da parte dell'istituto superiore si sanità.
Una preoccupazione tangibile riscontrata anche a Camerino.

"Davvero esponenziale da alcuni giorni la richiesta di articoli quali mascherine protettive e disinfettanti- afferma Enrico Cottini, titolare della farmacia di viale Giacomo Leopardi - Una richiesta e un'esigenza giustificata che, tuttavia, essendo così alta, non riesce ad essere soddisfatta in quanto gli stessi fornitori non riescono a farvi fronte. Noi da parte nostra cerchiamo di tranquillizzare e fornire consigli adatti per affrontare ad esempio la disinfezione attraverso l'utilizzo di prodotti che sono anche di uso comune e corrente come una semplice miscela di acqua e alcool oppure l'utilizzo di acqua ossigenata. Trattandosi infatti di virus anaerobico, il coronavirus in presenza di ossigeno muore".

Preoccupazioni legittime ma che andrebbero affrontate, dunque, con maggiore serenità anche secondo la dottoressa Leila Milesi Ferretti che riferisce di persone che, complice anche la confusione e il bombardamento continuo di notizie non rosee, arrivano nella sua farmacia alla ricerca spasmodica di gel per mani e mascherine. "Il nostro compito - dice - oltre che quello di informare sugli aspetti più propriamente scientifici, è anche quello di tranquillizzare e fornire semplici consigli".

Ma la paura resta tanta, così se i prodotti igienizzanti non si trovano in farmacia si cercano al supermercato, anche se nella città ducale il fenomeno dell'assalto alle attività commerciali risulta più contenuto: "Qui a Camerino la situazione al riguardo è un po' come in tutta Italia ma non così eccessiva - dice Franco Paganelli titolare del Paniere - Abbiamo avuto un afflusso maggiore negli ultimi giorni ma non si può parlare di assalto o scaffali svuotati in pochi minuti".

Di un'affluenza superiore agli standard tradizionali parla anche il direttore del SuperConti, Leonardo Lizzi: "Alcuni beni di prima necessità in alcuni momenti ci sono venuti un po' a mancare, ma abbiamo risolto presto. Pasta, farina, pane, acqua e articoli igienizzanti i più venduti e proprio per questi ultimi prodotti c'è stata difficoltà nel fare scorta, data l'elevata, repentina e inusuale domanda che ha colto un po' tutti impreparati".

Carrelli pieni anche all'Eurospin che già dallo scorso fine settimana ha registrato numeri consistenti nella clientela come dichiara Claudio Borroni, responsabile del supermercato camerte.

Le conseguenze del Coronavirus producono in qualche modo ripercussioni negative anche sul turismo. A preoccupare le agenzie di viaggio locali che si erano da poco riprese dal sisma, sono le disdette e gli effetti economici di ciò che sta accadendo: "Al momento viviamo nell'attesa - dice Elisabetta Bartoccetti di CamarsViaggi -. Clienti che avevano prenotato da noi per aprile o maggio, non hanno ancora annullato e ci auguriamo che il fenomeno possa in certo qual senso stabilizzarsi e non subire aggravamenti. Al momento non si lavora e il fatto che la situazione evolva di ora in ora non tranquillizza".

Una sola cancellazione nelle partenze per l'Agenzia Travelbuy di Anthony Charles Sciortino: "Riguarda un viaggio d'istruzione che sarebbe dovuto partire lunedì 24 febbraio per il Nord d'Italia".
C.C.
Ad accrescere la preoccupazione, l'annuncio di un tampone risultato positivo nel pesarese ieri pomeriggio, su cui si attende in serata la conferma da parte dell'istituto superiore si sanità.
Una preoccupazione tangibile riscontrata anche a Camerino.

"Davvero esponenziale da alcuni giorni la richiesta di articoli quali mascherine protettive e disinfettanti- afferma Enrico Cottini, titolare della farmacia di viale Giacomo Leopardi - Una richiesta e un'esigenza giustificata che, tuttavia, essendo così alta, non riesce ad essere soddisfatta in quanto gli stessi fornitori non riescono a farvi fronte. Noi da parte nostra cerchiamo di tranquillizzare e fornire consigli adatti per affrontare ad esempio la disinfezione attraverso l'utilizzo di prodotti che sono anche di uso comune e corrente come una semplice miscela di acqua e alcool oppure l'utilizzo di acqua ossigenata. Trattandosi infatti di virus anaerobico, il coronavirus in presenza di ossigeno muore".

Preoccupazioni legittime ma che andrebbero affrontate, dunque, con maggiore serenità anche secondo la dottoressa Leila Milesi Ferretti che riferisce di persone che, complice anche la confusione e il bombardamento continuo di notizie non rosee, arrivano nella sua farmacia alla ricerca spasmodica di gel per mani e mascherine. "Il nostro compito - dice - oltre che quello di informare sugli aspetti più propriamente scientifici, è anche quello di tranquillizzare e fornire semplici consigli".

Ma la paura resta tanta, così se i prodotti igienizzanti non si trovano in farmacia si cercano al supermercato, anche se nella città ducale il fenomeno dell'assalto alle attività commerciali risulta più contenuto: "Qui a Camerino la situazione al riguardo è un po' come in tutta Italia ma non così eccessiva - dice Franco Paganelli titolare del Paniere - Abbiamo avuto un afflusso maggiore negli ultimi giorni ma non si può parlare di assalto o scaffali svuotati in pochi minuti".

Di un'affluenza superiore agli standard tradizionali parla anche il direttore del SuperConti, Leonardo Lizzi: "Alcuni beni di prima necessità in alcuni momenti ci sono venuti un po' a mancare, ma abbiamo risolto presto. Pasta, farina, pane, acqua e articoli igienizzanti i più venduti e proprio per questi ultimi prodotti c'è stata difficoltà nel fare scorta, data l'elevata, repentina e inusuale domanda che ha colto un po' tutti impreparati".

Carrelli pieni anche all'Eurospin che già dallo scorso fine settimana ha registrato numeri consistenti nella clientela come dichiara Claudio Borroni, responsabile del supermercato camerte.

Le conseguenze del Coronavirus producono in qualche modo ripercussioni negative anche sul turismo. A preoccupare le agenzie di viaggio locali che si erano da poco riprese dal sisma, sono le disdette e gli effetti economici di ciò che sta accadendo: "Al momento viviamo nell'attesa - dice Elisabetta Bartoccetti di CamarsViaggi -. Clienti che avevano prenotato da noi per aprile o maggio, non hanno ancora annullato e ci auguriamo che il fenomeno possa in certo qual senso stabilizzarsi e non subire aggravamenti. Al momento non si lavora e il fatto che la situazione evolva di ora in ora non tranquillizza".

Una sola cancellazione nelle partenze per l'Agenzia Travelbuy di Anthony Charles Sciortino: "Riguarda un viaggio d'istruzione che sarebbe dovuto partire lunedì 24 febbraio per il Nord d'Italia".
C.C.
Con il contributo di SABE pavimenti in legno-scale. Tolentino e prossimamente Civitanova Marche.
Le parole che il dirigente scolastico del liceo Volta di Milano, Domenico Squillace, ha scritto ai suoi studenti dopo la chiusura delle scuole in Lombardia assumono un aspetto ancora più interessante nelle Marche dove, da lunedì, Regione e Governo giocano a braccio di ferro per decidere se tenere le scuole aperte o chiuse.
E nel marasma della diffusione di notizie, siamo noi giornalisti i primi ad accorgerci che oggi la piazza della rete non è poi così diversa da quella del Duomo nel 1630 che Alessandro Manzoni descrive nel 31esimo capitolo de I Promessi Sposi.
E nel marasma della diffusione di notizie, siamo noi giornalisti i primi ad accorgerci che oggi la piazza della rete non è poi così diversa da quella del Duomo nel 1630 che Alessandro Manzoni descrive nel 31esimo capitolo de I Promessi Sposi.
"Dentro quelle pagine - scrive il preside - c’è già tutto, la certezza della pericolosità degli stranieri, lo scontro violento tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria.
Non sta a me valutare l’opportunità del provvedimento di chiusura delle scuole, non sono un esperto né fingo di esserlo, rispetto e mi fido delle autorità e ne osservo scrupolosamente le indicazioni, quello che voglio però dirvi è di mantenere il sangue freddo, di non lasciarvi trascinare dal delirio collettivo.
Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l’imbarbarimento del vivere civile. L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque, il pericolo è quello di guardare ad ogni nostro simile come ad una minaccia, come ad un potenziale aggressore".
Parole che suonano come una sirena di allarme tra la folla che nelle piazze, reali e della rete, si scontra alla ricerca della verità.
Parole capaci di fermare il tempo e lo spazio e che dovrebbero costringerci a rallentare per cominciare a ragionare sui motivi per cui il Coronavirus abbia monopolizzato l'informazione nazionale ed internazionale.
Parole che servano a farci capire che "Manzoni la peste non l'aveva vista, ma aveva studiato documenti su documenti per descriverne la psicosi, la follia che si accaniva contro gli stranieri". Mentre Boccaccio, anche lui citato dal preside, aveva visto morire anche suo padre per la peste, tanto da riuscire a descrivere appieno la distruzione del vivere civile, quando l'odio era ed è ormai insito in chiunque contro chiunque.
Dove gli uomini erano e sono gli uni contro gli altri.
E l'appello a restare umani, nelle piazze reali e della rete, arriva proprio dalle opere di questi due grandi scrittori che, rispettivamente, uno con I Promessi Sposi, la fede e la cultura, l'altro con il Decameron e la buona civiltà, anche a distanza di centinaia di anni, insegnano che la peste o il Coronavirus vincono solo se decidiamo di cadere nella loro trappola.
Giulia Sancricca
Non sta a me valutare l’opportunità del provvedimento di chiusura delle scuole, non sono un esperto né fingo di esserlo, rispetto e mi fido delle autorità e ne osservo scrupolosamente le indicazioni, quello che voglio però dirvi è di mantenere il sangue freddo, di non lasciarvi trascinare dal delirio collettivo.
Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l’imbarbarimento del vivere civile. L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque, il pericolo è quello di guardare ad ogni nostro simile come ad una minaccia, come ad un potenziale aggressore".
Parole che suonano come una sirena di allarme tra la folla che nelle piazze, reali e della rete, si scontra alla ricerca della verità.
Parole capaci di fermare il tempo e lo spazio e che dovrebbero costringerci a rallentare per cominciare a ragionare sui motivi per cui il Coronavirus abbia monopolizzato l'informazione nazionale ed internazionale.
Parole che servano a farci capire che "Manzoni la peste non l'aveva vista, ma aveva studiato documenti su documenti per descriverne la psicosi, la follia che si accaniva contro gli stranieri". Mentre Boccaccio, anche lui citato dal preside, aveva visto morire anche suo padre per la peste, tanto da riuscire a descrivere appieno la distruzione del vivere civile, quando l'odio era ed è ormai insito in chiunque contro chiunque.
Dove gli uomini erano e sono gli uni contro gli altri.
E l'appello a restare umani, nelle piazze reali e della rete, arriva proprio dalle opere di questi due grandi scrittori che, rispettivamente, uno con I Promessi Sposi, la fede e la cultura, l'altro con il Decameron e la buona civiltà, anche a distanza di centinaia di anni, insegnano che la peste o il Coronavirus vincono solo se decidiamo di cadere nella loro trappola.
Giulia Sancricca
Dopo l'ordinanza regionale anche i Comuni corrono ai ripari. A San Severino, l'invito dell’azienda pubblica dei servizi alla persona è di limitare le visite agli anziani ospiti della Casa di riposo “Lazzarelli” di San Severino Marche. La direzione, nei giorni scorsi, aveva già affisso cartelli che vietano invece categoricamente l’ingresso a tutti i soggetti che siano stati in visita, nelle ultime settimane, nelle zone più a rischio Covid-19.
“Abbiamo alzato il livello di guardia in una struttura che ospita soggetti anziani e fragili, i più colpiti da questa emergenza - sottolinea la presidente della struttura, Teresa Traversa - Ai familiari dei nostri ospiti abbiamo chiesto di limitare un po’ le visite trovando subito grande comprensione visto il momento che tutti stiamo vivendo. Le nostre limitazioni e i nostri inviti sono un po’ più decisi per le persone che vengono da fuori e che non hanno magari un legame diretto con i nostri ospiti, è il caso di amici o conoscenti. A loro chiediamo proprio di evitare prudenzialmente l’ingresso in struttura fino a data da destinarsi. All’interno, comunque, le attività per i nostri ospiti si svolgono con la più assoluta normalità e senza disagi o disservizi di sorta”.
Intanto, nei vari piani del grande stabile che accoglie in tutto una novantina di persone, sono stati sistemati appositi dispenser in gel per la pulizia delle mani mentre i carrelli del personale di servizio e delle pulizie sono stati tutti dotati di specifici disinfettanti per superfici.
Anche ai fornitori esterni è stato raccomandato un percorso per evitare il contatto diretto con gli ospiti e con gran parte del personale che è stato invitato ad applicare le misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria e invitato, qualora si ravvisino i primi sintomi di tosse o raffreddore, a restare a casa.
Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, tramite la presidenza e la direzione della struttura ha fatto sentire la vicinanza delle istituzioni agli ospiti della Casa di riposo in queste stesse ore cercando di tranquillizzarli.
GS
“Abbiamo alzato il livello di guardia in una struttura che ospita soggetti anziani e fragili, i più colpiti da questa emergenza - sottolinea la presidente della struttura, Teresa Traversa - Ai familiari dei nostri ospiti abbiamo chiesto di limitare un po’ le visite trovando subito grande comprensione visto il momento che tutti stiamo vivendo. Le nostre limitazioni e i nostri inviti sono un po’ più decisi per le persone che vengono da fuori e che non hanno magari un legame diretto con i nostri ospiti, è il caso di amici o conoscenti. A loro chiediamo proprio di evitare prudenzialmente l’ingresso in struttura fino a data da destinarsi. All’interno, comunque, le attività per i nostri ospiti si svolgono con la più assoluta normalità e senza disagi o disservizi di sorta”.
Intanto, nei vari piani del grande stabile che accoglie in tutto una novantina di persone, sono stati sistemati appositi dispenser in gel per la pulizia delle mani mentre i carrelli del personale di servizio e delle pulizie sono stati tutti dotati di specifici disinfettanti per superfici.
Anche ai fornitori esterni è stato raccomandato un percorso per evitare il contatto diretto con gli ospiti e con gran parte del personale che è stato invitato ad applicare le misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria e invitato, qualora si ravvisino i primi sintomi di tosse o raffreddore, a restare a casa.
Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, tramite la presidenza e la direzione della struttura ha fatto sentire la vicinanza delle istituzioni agli ospiti della Casa di riposo in queste stesse ore cercando di tranquillizzarli.
GS
Una storia che si ripete, al limite della credibilità. I marchigiani non hanno nemmeno fatto in tempo a convincersi che l'ordinanza regionale fosse reale e non una fake news che subito è arrivato il disappunto del governo che ha messo in crisi genitori e alunni, nonostante Ceriscioli abbia ribadito che le scuole restano chiuse.
Il premier Giuseppe Conte, infatti, dello stesso parere di Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile, ha deciso di impugnare il provvedimento firmato dal governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, nel tardo pomeriggio di ieri e che prevede la chiusura delle scuole dalla mezzanotte del 26 febbraio alla mezzanotte del 4 marzo, così come il blocco delle manifestazioni pubbliche che erano in programma nello stesso periodo, i viaggi di istruzione sia sul territorio nazionale che internazionale, i musei, i luoghi di cultura e le biblioteche ed i concorsi pubblici, fatti salvi quelli relativi a professioni sanitarie per le quali dovranno essere garantite le opportune misure igieniche.
Una ordinanza che ha goduto del suo successo poco più di tre ore ma che sarà comunque applicata, diversamente da quella del giorno precedente, stoppata sul nascere, proprio nel momento della presentazione.
Già ieri, dopo il vertice del premier in videoconferenza con i governatori regionali, il presidente Ceriscioli aveva dimostrato disappunto nei confronti delle modalità di gestione dell'emergenza da parte del Governo, ritenendole "al contrario" e si era detto dispiaciuto per quanto accaduto lunedì in conferenza.
Ieri le acque sembravano essersi placate, tanto che le dichiarazioni di Conte parlavano di una "linea comune", ma così non deve essere stato.
Secondo una nota congiunta deiministri degli Affari Regionali Francesco Boccia, dell'Istruzione Lucia Azzolina e dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, "Con la sua decisione unilaterale di firmare un'ordinanza per la chiusura di tutte le scuole e Università della Regione Marche, il governatore Luca Ceriscioli si sfila dall'accordo che era stato raggiunto solo poche ore prima nel corso dell'incontro tra governo e Regioni alla Protezione Civile e viene meno all'impegno preso con tutti gli altri governatori che invece si stanno attenendo alle disposizioni concordate".
Intanto si attendono per oggi i risultati degli ulteriori esami svolti al centro diagnostico dell'istituto superiore della sanità per il primo tampone risultato positivo al Coronavirus nelle Marche, a Pesaro. Solo dopo il controllo di oggi si potrà dire con certezza che anche nelle Marche c'è il primo contagio.
Una incongruenza, quindi, tra le dichiarazioni del capo dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che ritiene giusta la chiusura delle scuole nelle regioni dove ci sono contagiati e quella di impugnare l'ordinanza di Ceriscioli.
Una querelle che ha il sapore di scontro politico, soprattutto in vista delle prossime elezioni regionali.
GS
Il premier Giuseppe Conte, infatti, dello stesso parere di Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile, ha deciso di impugnare il provvedimento firmato dal governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, nel tardo pomeriggio di ieri e che prevede la chiusura delle scuole dalla mezzanotte del 26 febbraio alla mezzanotte del 4 marzo, così come il blocco delle manifestazioni pubbliche che erano in programma nello stesso periodo, i viaggi di istruzione sia sul territorio nazionale che internazionale, i musei, i luoghi di cultura e le biblioteche ed i concorsi pubblici, fatti salvi quelli relativi a professioni sanitarie per le quali dovranno essere garantite le opportune misure igieniche.
Una ordinanza che ha goduto del suo successo poco più di tre ore ma che sarà comunque applicata, diversamente da quella del giorno precedente, stoppata sul nascere, proprio nel momento della presentazione.
Già ieri, dopo il vertice del premier in videoconferenza con i governatori regionali, il presidente Ceriscioli aveva dimostrato disappunto nei confronti delle modalità di gestione dell'emergenza da parte del Governo, ritenendole "al contrario" e si era detto dispiaciuto per quanto accaduto lunedì in conferenza.
Ieri le acque sembravano essersi placate, tanto che le dichiarazioni di Conte parlavano di una "linea comune", ma così non deve essere stato.
Secondo una nota congiunta deiministri degli Affari Regionali Francesco Boccia, dell'Istruzione Lucia Azzolina e dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, "Con la sua decisione unilaterale di firmare un'ordinanza per la chiusura di tutte le scuole e Università della Regione Marche, il governatore Luca Ceriscioli si sfila dall'accordo che era stato raggiunto solo poche ore prima nel corso dell'incontro tra governo e Regioni alla Protezione Civile e viene meno all'impegno preso con tutti gli altri governatori che invece si stanno attenendo alle disposizioni concordate".
Intanto si attendono per oggi i risultati degli ulteriori esami svolti al centro diagnostico dell'istituto superiore della sanità per il primo tampone risultato positivo al Coronavirus nelle Marche, a Pesaro. Solo dopo il controllo di oggi si potrà dire con certezza che anche nelle Marche c'è il primo contagio.
Una incongruenza, quindi, tra le dichiarazioni del capo dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, che ritiene giusta la chiusura delle scuole nelle regioni dove ci sono contagiati e quella di impugnare l'ordinanza di Ceriscioli.
Una querelle che ha il sapore di scontro politico, soprattutto in vista delle prossime elezioni regionali.
GS
Ad intervenire, dopo l'ordinanza della Presidenza della Regione Marche, ed in attesa di ricevere il comunicato ufficiale della Conferenza Episcopale Marchigiana, l'arcivescovo di Camerino - San Severino Marche, Francesco Massara ha disposto la sospensione delle celebrazioni liturgiche con grande afflusso di fedeli, incluse la celebrazione del mercoledì delle Ceneri, la benedizione delle famiglie e le attività pastorali dove è prevista affluenza di più persone.
"La Madonna, salute degli infermi - ha detto - , sostenga la nostra preghiera".
Gli uffici della diocesi saranno inoltre aperti ai soli dipendenti, ma chiusi al pubblico.
Gli fa eco una nota della Conferenza Episcopale delle Marche: "Le chiese rimangano aperte al culto e alla preghiera individuale - si legge - . Sono sospese le celebrazioni eucaristiche feriali e festive fino al 4 marzo. Per i funerali, si suggerisce di limitarsi al rito delle esequie nella forma breve e con i parenti stretti. Nelle messe anche private si ometta il segno di pace e si riceva la Comunione sulla mano, e non in bocca. Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.
Le benedizioni Pasquali sono sospese fino al 4 Marzo.
Per questa settimana sono sospesi gli incontri di catechismo e dei gruppi parrocchiali, le attività di oratorio, di dopo-scuola, sportive, teatrali, cinematografiche e ogni genere di aggregazione.
I servizi della Caritas diocesana e delle Caritas parrocchiali che prevedono contatto con il pubblico siano sospesi.
Siamo tutti interessati ad affrontare con determinazione - prosegue la nota - , senza panico né leggerezza, una situazione che chiede vigilanza e senso del bene comune. Sperimentiamo tutti la nostra debolezza e fragilità. Proviamo paura e come sempre questa chiede risposte serie e unitarie, per trovare le soluzioni più efficaci per tutti, con la massima attenzione ma senza allarmismi".
GS
"La Madonna, salute degli infermi - ha detto - , sostenga la nostra preghiera".
Gli uffici della diocesi saranno inoltre aperti ai soli dipendenti, ma chiusi al pubblico.
Gli fa eco una nota della Conferenza Episcopale delle Marche: "Le chiese rimangano aperte al culto e alla preghiera individuale - si legge - . Sono sospese le celebrazioni eucaristiche feriali e festive fino al 4 marzo. Per i funerali, si suggerisce di limitarsi al rito delle esequie nella forma breve e con i parenti stretti. Nelle messe anche private si ometta il segno di pace e si riceva la Comunione sulla mano, e non in bocca. Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.
Le benedizioni Pasquali sono sospese fino al 4 Marzo.
Per questa settimana sono sospesi gli incontri di catechismo e dei gruppi parrocchiali, le attività di oratorio, di dopo-scuola, sportive, teatrali, cinematografiche e ogni genere di aggregazione.
I servizi della Caritas diocesana e delle Caritas parrocchiali che prevedono contatto con il pubblico siano sospesi.
Siamo tutti interessati ad affrontare con determinazione - prosegue la nota - , senza panico né leggerezza, una situazione che chiede vigilanza e senso del bene comune. Sperimentiamo tutti la nostra debolezza e fragilità. Proviamo paura e come sempre questa chiede risposte serie e unitarie, per trovare le soluzioni più efficaci per tutti, con la massima attenzione ma senza allarmismi".
GS
Un incontro con il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, organizzato dal Club Ambrosetti e riservato ad un team di imprenditori provenienti da diverse zone d'Italia, quello che si è tenuto nei giorni scorsi per parlare della sfida dell'autonomia differenziata in vista della predisposizione di un disegno di legge su questa importante materia che il Ministro Boccia presenterà a breve. All'incontro ha preso parte, in qualità di membro del consiglio di presidenza dell'Unionturismo, anche Barbara Cacciolari, che ha presentato anche le istanze e le urgenze del territorio maceratese. "Per quanto riguarda la regione Marche - ha dichiarato Barbara Cacciolari - ho evidenziato la necessità e l’urgenza di attivare il prima possibile la macchina della ricostruzione, ad oggi ancora ferma nelle aree interne colpite dal sisma del 2016. Inoltre ho avanzato la richiesta di inserire nel Disegno di Legge la necessità di una particolare attenzione e tutela delle Aree interne e di montagna, patrimonio inestimabile del nostro territorio che conserva i piccoli borghi di storia millenaria, nonche’ prevedere una tutela pertinente alle aree terremotate che hanno bisogno di essere gestite come aree speciali per la ricostruzione immobiliare ed economica".
f.u.
f.u.
Comitato provinciale in riunione, per l’ordine e la sicurezza, con il prefetto Iolanda Rolli.
All’incontro hanno partecipato il presidente della Provincia di Macerata, il sindaco di Macerata, il sindaco di Camerino, i rappresentanti dei comuni di Civitanova Marche e di San Severino Marche, i vertici delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco delle autorità sanitarie nonché il presidente dell’ordine dei medici, il presidente dei farmacisti. Presente anche Nadia Storti, Direttore Generale ASUR Marche.
Durante l’incontro, voluto dal Prefetto per fare un punto della situazione, si è condivisa l’esigenza di raccomandare alla popolazione l’osservanza delle disposizioni in materia di prevenzione della diffusione del virus, emanate dal Governo e dalla Regione.
La situazione nelle Marche e più in particolare nella provincia di Macerata si conferma come nei giorni scorsi, senza casi accertati della malattia.

E’ stato inoltre ribadito che è attivo dalle 8 alle 20 il numero verde 800936677 istituito dalla Regione per fornire informazioni e chiarire i dubbi dei cittadini.
Condivisa l’esigenza di raccomandare alla popolazione l’osservanza delle disposizioni in materia di prevenzione della diffusione del virus, emanate dal Ministero della Salute. Nell’ambito delle attività messe in campo per fronteggiare l'emergenza, la collaborazione dei cittadini è fondamentale. "I cittadini - si legge in una nota - sono fortemente invitati a rivolgersi ai medici di medicina generale che effettuano un primo triage telefonico e successivamente l’eventuale visita domiciliare, attivando se del caso le procedure previste".
Le competenze tecniche sono in capo al GORES, Gruppo operativo Regionale per le Emergenze Sanitarie, tavolo tecnico che la Regione Marche ha costituito da tempo in modo strutturale per dare risposte tempestive alle emergenze sanitarie. E’ inoltre attivo il COR come struttura di emergenza con compiti di raccordo, coordinamento e consulenza che collaborerà in stretta sinergia con le varie sale operative integrate delle diverse province.
Richiesta attenzione, da parte del prefetto, anche per i falsi operatori della Croce Rossa di cui si è parlato negli ultimi giorni: "In merito ai casi già accertati sul territorio nazionale relativi a falsi operatori di Asl e Croce Rossa - si legge nella nota - ed a proposte di effettuazione di tamponi “porta a porta”, il Prefetto ha evidenziato la necessità di far riferimento alle Forze dell’Ordine ove si presentassero tali situazioni ribadendo che le prestazioni sanitarie vengono effettuate esclusivamente nei presidi sanitari abituali e riconosciuti".
GS
All’incontro hanno partecipato il presidente della Provincia di Macerata, il sindaco di Macerata, il sindaco di Camerino, i rappresentanti dei comuni di Civitanova Marche e di San Severino Marche, i vertici delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco delle autorità sanitarie nonché il presidente dell’ordine dei medici, il presidente dei farmacisti. Presente anche Nadia Storti, Direttore Generale ASUR Marche.
Durante l’incontro, voluto dal Prefetto per fare un punto della situazione, si è condivisa l’esigenza di raccomandare alla popolazione l’osservanza delle disposizioni in materia di prevenzione della diffusione del virus, emanate dal Governo e dalla Regione.
La situazione nelle Marche e più in particolare nella provincia di Macerata si conferma come nei giorni scorsi, senza casi accertati della malattia.

E’ stato inoltre ribadito che è attivo dalle 8 alle 20 il numero verde 800936677 istituito dalla Regione per fornire informazioni e chiarire i dubbi dei cittadini.
Condivisa l’esigenza di raccomandare alla popolazione l’osservanza delle disposizioni in materia di prevenzione della diffusione del virus, emanate dal Ministero della Salute. Nell’ambito delle attività messe in campo per fronteggiare l'emergenza, la collaborazione dei cittadini è fondamentale. "I cittadini - si legge in una nota - sono fortemente invitati a rivolgersi ai medici di medicina generale che effettuano un primo triage telefonico e successivamente l’eventuale visita domiciliare, attivando se del caso le procedure previste".
Le competenze tecniche sono in capo al GORES, Gruppo operativo Regionale per le Emergenze Sanitarie, tavolo tecnico che la Regione Marche ha costituito da tempo in modo strutturale per dare risposte tempestive alle emergenze sanitarie. E’ inoltre attivo il COR come struttura di emergenza con compiti di raccordo, coordinamento e consulenza che collaborerà in stretta sinergia con le varie sale operative integrate delle diverse province.
Richiesta attenzione, da parte del prefetto, anche per i falsi operatori della Croce Rossa di cui si è parlato negli ultimi giorni: "In merito ai casi già accertati sul territorio nazionale relativi a falsi operatori di Asl e Croce Rossa - si legge nella nota - ed a proposte di effettuazione di tamponi “porta a porta”, il Prefetto ha evidenziato la necessità di far riferimento alle Forze dell’Ordine ove si presentassero tali situazioni ribadendo che le prestazioni sanitarie vengono effettuate esclusivamente nei presidi sanitari abituali e riconosciuti".
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