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Il Gores ha comunicato che nella giornata di oggi, la Sod Virologia ha rilevato 5 tamponi positivi al Coronavirus, tutti provenienti all'Area Vasta 1, provincia di Pesaro e Urbino. Saranno inviati domani all'Istituto superiore di sanità per la conferma. Nessun campione positivo è risultato nelle altre province.
Sale dunque a 11 il numero di campioni positivi nella Regione Marche.

"Continuiamo nell'impegno di informarvi tempestivamente sui risultati delle analisi di laboratorio non appena queste si rendono disponibili - ha detto il presidente Ceriscioli - perché crediamo importante che possiate valutare correttamente, conoscendo le notizie, piuttosto che angosciarvi con le fake news".

E' importante ricordare che in caso di dubbi rispetto alle proprie condizioni di salute, non ci si deve recare al pronto soccorso o negli studi dei medici di famiglia, ma bisogna telefonare a questi ultimi, alla guardia medica o al numero verde 800936677 (attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20)
c.c.
L’emergenza Coronavirus vede attivamente impegnata Confartigianato per fronteggiare nel modo più tempestivo, le possibili ripercussioni sul sistema produttivo della situazione di blocco dovuta all’allerta sanitaria. Intensa in queste ore l’attività di consultazione nei vari tavoli delle Organizzazioni di rappresentanza per venire incontro alle esigenze drammatiche che molti imprenditori stanno vivendo. “ Il nostro lavoro è quello di supportare le imprese  e- afferma Renzo Leonori, presidente di Confartigianato Macerata, Ascoli e Fermo - le diffcoltà che si sono incontrate negli ultimi 20 giorni a causa dellì’emergenza sanitaria, hanno comportato un incredibile danno nella produzione e nel commercio e soprattutto sui dipendenti, con perdita di lavoro e sospensioni dell’attività lavorativa determinate dal Covid-19. L’associazione nazionale, insieme ad altre confederazioni e sindacati ha firmato un accordo che prevede il supporto e uno specifico intervento per tutti i datori di lavoro iscritti al Fondo di Solidarietà bilaterale dell’artigianato, ovvero la cassa integrazione speciale fino a venti settimane nell’arco di due anni del biennio mobile, per le sospensioni di attività aziendale determinate dal coronavirus. Essendo il danno economico non solo circoscritto alle zone rosse dove si sono registrati dei focolai- precisa Leonori- abbiamo chiesto che la misura di supporto relativa a sospensioni determinate dalla causale coronavirus, possa essere applicata a tutto il territorio nazionale e a chi abbia perso produttività e dipendenti. Confartigianato è inoltre a disposizione delle imprese per tutti i chiarimenti e la documentazione che debba essere predisposta per affrontare questa situazione.  La speranza è che gli effetti possano essere fronteggiati nel più breve tempo possibile- conclude Renzo Leonori-, altrimenti il danno diventerebbe sempre più gravoso. Abbiamo fortemente voluto questa opportunità in quanto, pur non essendo l’emergenza sanitaria delle Marche paragonabile a quella di altri territori nazionali, più della metà della regione è colpita dal sisma e per piccole imprese già in crisi che lavorano per i mercati esteri, il coronavirus sta rappresentando un'ulteriroe mannaia e un notevole danno economico”.
c.c.
Bretella di Muccia, via ai lavori. Inizieranno, infatti, a breve i lavori di costruzione della bretella di collegamento della superstrada 77 Valdichienti con la SP 209. Un'opera, realizzata dalla Quadrilatero s.p.a., fondamentale per tutto il territorio soprattutto dopo il terremoto del 2016 che ha messo in ginocchio l'intera zona.
Attualmente il collegamento della superstrada direzione mare-monti con la Valnerina è assicurato da uno svincolo provvisorio realizzato pochi giorni prima dell’apertura della nuova arteria e soprattutto due mesi prima del sisma.
Ritengo questa un'opera essenziale per l'intera viabilità - le parole del presidente della provincia Antonio Pettinari - Altrettanto necessario è il miglioramento della mobilità di quel comprensorio montano attraverso la realizzazione di un altra bretella di collegamento dello stesso svincolo con la vecchia SS 77 e la SP 256 in vista anche dell’innesto della Pedemontana”.

f.u.
Il rinvio al prossimo mese di giugno del Salone del Mobile di Milano, misura prudenziale e legittima vista la situazione legata al diffondersi dei contagi da Coronavirus in Lombardia, sta però già causando danni alle aziende del settore, non ultime quelle del territorio marchigiano. Un comparto, quello del mobile, che presenta fatturati importanti e dove già si parla di oltre 120 milioni di perdite. "Un rinvio che sicuramente mette in crisi molte aziende che avevano già preparato quanto necessario per il Salone in termini di impegno, materiali, personale - a parlare è Corrado Ramundo della Lube Store - Sicuramente uno stop inevitabile, vista la situazione, ma indesiderato considerato che molte aziende puntano in maniera particolare su questa fiera di carattere internazionale. Credo - prosegue - che il danno, anche a livello economico, sia stato creato da tutte quelle persone che generano allarmismo e, di conseguenza, paura. Non sarà un caso montato ad arte per disoglierci dai problemi reali?". Di sicuro gli effetti sull'economia, oltre a quelli che già si stanno vedendo, si avranno soprattutto a lungo termine, a meno che non vengano adottati rimedi immediati. E' quanto s iaugura Gianluca Badaloni, agente di commercio nel settore del mobile. "Mi auguro - le sue parole - che tutto possa tornare presto alla normalità, che la gente torni a frequentare anche i negozi perchè abbiamo bisogno di produrre. Una recessione oggi significherebbe danni economici incalcolabili e posti di lavoro a rischio nel settore artigianali con conseguenze negative sulle famiglie. Una ulteriore crisi economica sarebbe deleteria per tutti". 
Cosa succede negli uffici di Poste italiane? Come ci si prepara ad affrontare i prossimi giorni di maggiore affluenza di persone? Se lo chiedono i dipendenti e i rappresentanti della Cisl Slp Marche in vista del pagamento delle pensioni nel periodo dell'emergenza da Coronavirus.

"Fin dall’inizio ci siamo imposti, con la massima responsabilità, di mantenere la calma per poter affrontare la situazione con tutta la ragionevolezza possibile – dichiara Dario Dominici, Segretario generale della Cisl Slp Marche, il sindacato maggiormente rappresentativo dei lavoratori di Poste Italiane -. Tuttavia, è difficile rimanere silenziosi di fronte alla latitanza della dirigenza di Poste rispetto alle domande dei lavoratori che desiderano essere rassicurati. Finora ci si è limitati a messaggi quotidiani diramati dall’unità di emergenza istituita a livello nazionale volti a ricordare le fondamentali regole di igiene, anche attraverso azioni utili a minimizzare le possibilità di contagio durante il lavoro".

Insieme alle altre organizzazioni di categoria, la Cisl Slp ha chiesto nei giorni scorsi un incontro per sapere se, ad esempio, "saranno fatti inviti alla cittadinanza per evitare affollamenti negli uffici postali nei giorni di pagamento delle pensioni e se sia stata effettuata una ricognizione delle dotazioni di detergenti, salviette asciugamani e gel disinfettanti".
I sindacati avvisano però tramite una nota che "non hanno ancora ricevuto una risposta nel merito, al di là della disponibilità ad una riunione in videoconferenza per il pomeriggio del 2 marzo, cioè dopo la conclusione del primo giorno di pagamento delle pensioni".

Allora i dubbi di chi lavora agli sportelli: "Se non ci sono pericoli, se ci si sta proteggendo da un’influenza, come mai - si domandano - i responsabili rimangono barricati nei palazzi direzionali evitando anche di incontrare i rappresentanti dei lavoratori? - aggiunge Dominici -. Nessuno prende l'iniziativa di verificare che le indicazioni utili ad evitare il contagio siano praticabili all'interno dei posti di lavoro? Ma è davvero così difficile sensibilizzare la clientela ad un accesso regolato agli sportelli in questi giorni, come sta invece avvenendo nella maggior parte dei casi in strutture pubbliche e private?".

GS



Si sono concluse nei giorni le operazioni per l’elezione dei sindaci che entreranno a far parte dell’ Assemblea del Consorzio di Bonifica delle Marche suddivisa per vari comprensori.

Sei i rappresentanti all'interno dell'assemblea: Giuliano Ciabocco, sindaco di San Ginesio, Stefano Filonzi consigliere di Cingoli, Vincenzo Felicioli, sindaco di Fiuminata, Mario Baroni, sindaco di Muccia, Cristina Gentili, sndaco di Bolognola e Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino.

Il Consorzio di Bonifica delle Marche è un ente pubblico economico istituito dalla Giunta Regionale delle Marche nel dicembre 2013

A partire dal primo gennaio 2014 ha incorporato per fusione i tre Consorzi presenti nel territorio: il Consorzio di Bonifica integrale dei fiumi Foglia, Metauro e Cesano, il Consorzio di Bonifica del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera ed il Consorzio di Bonifica di Aso, Tenna e Tronto.

Il territorio regionale è ora suddiviso in sei comprensori che rispondono a caratteristiche comuni a livello idrografico e irriguo.

Il Consorzio di Bonifica delle Marche è impegnato quotidianamente nel promuovere la difesa del suolo e delle zone umide dal dissesto idrogeologico, lo sviluppo equilibrato e sostenibile del territorio, la tutela e la valorizzazione della produzione agricola. Gestisce, poi, l’approvvigionamento e l’uso razionale delle risorse idriche ed è quindi un attore decisivo nella salvaguardia del nostro patrimonio naturale, con funzioni che gli vengono delegate da leggi statali e regionali.

GS
Attende il via libera ufficiale del sindaco di Pesaro Matteo Ricci e di Valeria Mancinelli ma tutto fa presagire che il candidato del PD  per le prossime elezioni regionali possa essere Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e presidente Anci Marche. Impegnatissimo con l'emergenza coronavirus, il governatore uscente Luca Ceriscioli ieri sera ha rilasciato una dichiarazione che lascia pochi dubbi sulla volontà di sostenerne con forza la candidatura, facendo dunque un personale passo indietro.

"La situazione di difficoltà che stiamo attraversando in questi giorni, l’impegno straordinario di tutti, e contestualmente lo stallo che si è determinato nella coalizione di centro sinistra per l’individuazione del candidato Presidente- afferma Ceriscioli-  impongono un atto di forte responsabilità a tutti.
Per questo nei giorni scorsi ho chiesto la disponibilità a Maurizio Mangialardi, presidente dell’Anci Marche e sindaco uscente del comune di Senigallia, persona di grande valore ed ottimo amministratore, di verificare se su una sua ipotetica candidatura a presidente, ci fosse il sostegno degli amministratori delle Marche ".

La nota prosegue alludendo anche al favore dimostrato dalle firme  di oltre 90 sindaci convergenti sul nome di Mangialardi, 11 delle quali apposte da primi cittadini della provincia di Macerata.

"Ho preso atto di una grande risposta e della straordinaria adesione che in queste ore si sta consolidando sulla sua figura- dice Ceriscioli- Invito pertanto Maurizio ad andare avanti con determinazione e con il mio pieno sostegno e chiedo al mio partito, agli alleati, ai sindaci che ancora non hanno aderito, di appoggiarlo con lealtà, convinzione ed entusiasmo per continuare a garantire il buon governo della nostra regione.
Ritrovare una forte unità del centrosinistra e un sostegno da esponenti che ne superano i confini, è il miglior contributo per costruire insieme il futuro della nostra amatissima regione".

 Affidato al segretario Regionale Giovanni Gostoli il percorso che cerca di trovare nuova unità e compattezza all'interno del PD ma, per come si stanno mettendo le cose e se nel frattempo giungeranno ulteriori segnali di sostegno al nome di Maurizio Mangialardi, si può ipotizzare che finisca nel cassetto "la candidatura civica" sostenuta da parte degli alleati e che, per ricomporre i contrasti, lo stesso Gostoli aveva considerata. Gran parte degli alleati di centrosinistra fino ad un settimana fa decisi a tenere unita la coalizione convergendo sul nome forte di un candidato civico, ha fatto tuttavia sapere che nell'ipotesi che tale linea non venga confermata, ognuno potrà sentirsi legittimato a presentare proprie candidature.  
Prova del nove per capire se le divisioni nel partito saranno davvero superate, quella di domenica a Chiaravalle con la Direzione regionale  del PD, presente il vice-segretario nazionale Orlando.

c.c. 
















Dopo il rumore fatto dallo scontro tra Governo e Regione che si è protratto anche ieri, i riflettori tornano ad accendersi sul vero motivo per cui si è dibattuto se l'ordinanza fosse necessaria o superflua: il Coronavirus.
Sembra quasi, infatti, che il braccio di ferro politico abbia sovrastato l'emergenza sanitaria e sia riuscito, almeno nelle Marche, a distogliere l'attenzione sui contagi.
Ecco allora il punto della situazione.
Al primo contagio in provincia di Pesaro-Urbino, reso noto martedì scorso, infatti, secondo la nuova ordinanza regionale mercoledì si sono verificati altri due casi positivi da malattia infettiva COVID-19 sempre nella provincia di Pesaro-Urbino, in attesa di conferma dell’Istituto Superiore di Sanità; ieri si sono verificati ulteriori tre casi positivi nella stessa provincia, anche questi in attesa di conferma.
"Risultano positivi - si legge nell'ordinanza - un totale di sei pazienti di cui solo uno confermato dall'Istituto superiore di sanità e cinque in attesa di conferma. Dei sei positivi, due pazienti risultano ricoverati in Rianimazione".
Passiamo poi ai casi sospetti: "Sono state messe in isolamento domiciliare fiduciario ben 94 persone - si legge nell'ordinanza - di cui 34 sintomatici,così distribuiti: 41 nella provincia di Pesaro-Urbino, 20 nella provincia di Ancona, 17 nella provincia di Macerata, 5 nella provincia di Fermo ed 11 nella provincia di Ascoli Piceno".

GS

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