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Domenica 28 ottobre, alle due e mezzo del pomeriggio, mons. Brugnaro ha fatto il suo ingresso nell'Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche per insediarsi ufficialmente come Arcivescovo e dove è stato accolto con entusiasmo e partecipazione.

Il primo centro visitato dall'Arcivescovo è stato Serravalle di Chienti, uno dei paesi più colpiti dal sisma del 1997; mons. Brugnaro ha voluto fortemente iniziare il suo ingresso in diocesi da questa località proprio per essere vicino alla popolazione provata dal terremoto. Qui l'incontro con il sindaco Rinaldo Rocchi, con il vicario mons. Nello Tranzocchi, e con il parroco don Mario Minnicucci, il più anziano della diocesi, al quale, mons. Brugnaro, ha riservato un saluto speciale.

Dopo Serravalle il corteo Arcivescovile, accompagnato dalla scorta d'onore dei Carabinieri, è giunto a San Severino Marche. L'Arcivescovo è stato accolto in piazza del popolo dal sindaco Cesare Martini, dall'Arcivescovo di Ancona – Osimo mons. Edoardo Menichelli, dal vicario don Aldo Romagnoli, dai sacerdoti, dalle autorità civili e militari e dalla popolazione festante.

Mons. Brugnario, venerate le reliquie di San Severino vescovo, patrono dell' arcidiocesi insieme a San Venanzio martire, è partito alla volta di Camerino.

Alle cinque del pomeriggio l'Arcivescovo è giunto a Camerino, precisamente d'avanti alla basilica di San Venanzio. Ad accoglierlo il sindaco prof. Enzo Fanelli, il rettore dell' Università di Camerino prof. Fulvio Esposito e altre autorità civili e militari presenti. A colpire è senza dubbio la moltitudine di persone che gremiva la basilica del santo patrono di Camerino, fra questi anche i rappresentanti delle confraternite della diocesi e i ministri istituiti. L'arcivescovo accompagnato da mons. Giuseppe Scuppa, parroco della basilica, ha venerato le reliquie del Santo martire patrono di Camerino e successivamente, in solenne processione, si è diretto verso la Cattedrale.

In piazza Cavour, l' Arcivescovo ha ricevuto l'omaggio dei rappresentanti dei comuni della diocesi, poi ha varcato solennemente la porta della sua chiesa cattedrale, qui, ad attenderlo, mons. Giancarlo Vecerrica, vescovo di Fabriano – Matelica e Amministratore Apostolico dell'Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche, e dall'Arcidiacono del Capitolo della Cattedrale mons. Pietro Paolo Ferretti.

Circa alle sei del pomeriggio ha avuto inizio la solenne celebrazione alla quale hanno partecipato il Metropolita Arcivescovo di Fermo mons. Luigi Conti, Mons. Piergiorgio Silvano Nesti , Arcivescovo emerito di Camerino – San Severino Marche, mons. Domenico Crescentino Marinozzi Vescovo di Giocondiana, mons. Giancarlo Vecerrica Vescovo di Fabriano – Matelica, mons. Armando Trasarti Vescovo di Fano – Fossombrone – Cagli – Pergola, mons. Angelo Fagiani arcivescovo emerito di Camerino – San Severino Marche e i sacerdoti dell'Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche.

Durante la celebrazione mons. Vecerrica ha salutato il nuovo Arcivescovo affidandogli l'arcidiocesi che lui, come amministratore apostolico, ha guidato fino a quel momento. Mons. Brugnaro ha poi consegnato al cancelliere arcivescovile don Gianfranco Gabriele Cossu la Lettera Apostolica con la quale il Santo Padre lo ha nominato arcivescovo di Camerino – San Severino Marche. Il cancelliere ha letto all'assemblea dei fedeli il documento e l' Arcivescovo Metropolita di Fermo mons. Luigi Conti ha annunciato l'insediamento del nuovo vescovo e ha invitato mons. Brugnaro a sedere sulla sua Cattedra.

Nella sua prima omelia come Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche mons. Brugnaro ha sottolineato l'importanza della gratitudine verso le cose che Dio ci dona “Non mi lamenterò mai di ciò che non abbiamo, ma ringrazierò sempre per ciò che abbiamo”, poi si è soffermato sull' importanza della Parola Dio “è accogliendo la Parola, che diventiamo comunità autenticamente cristiana, […] tutto il nostro cammino di uomini ci fa incontrare la Parola di Dio che ci riscatta e alimenta la Fede […]. Il primato che dobbiamo alla Parola consiste nel fatto che Essa rovescia la nostra mentalità , mette in discussione il nostro modo di risolvere la vita, rende vivibili i rapporti tra noi, apre le coscienze, soprattutto quelle scettiche, quelle autosufficienti, quelle prive di prospettiva, apre la speranza che il mondo cambierà”. L'Arcivescovo parla anche della famiglie come il nucleo in cui si rivela “il disegno creatore di Dio” e aggiunge “è nostro compito aiutare i giovani a formare delle buone famiglie. […] La famiglia è la chiesa domestica dove viene anche insegnato a sentire la vita come vocazione chiamata a spendersi per il Regno di Dio e per il bene comune. […] Cari genitori, insegnate ai figli, ai ragazzi e alle ragazze, ad amare la vocazione sacerdotale, la consacrazione religiosa femminile, maschile, missionaria. Il Vangelo ha bisogno di gente che si dona a tempo pieno”. L'omelia si conclude con un pensiero ai giovani, prendendo spunto dall' agorà dei giovani di Loreto dello scorso 1 e 2 settembre; “I giovani vanno capiti nelle delusioni, ma vanno anche illuminati sui falsi miraggi, sulle effimere promesse di una vita non autentica”.

Radio C1 inBlu ha seguito tutto l'evento con frequenti collegamenti in diretta, è possibile riascoltare le parti salienti dell' insediamento e l'omelia nella sezione “Contributi Audio”.

Entusiasmo e crescente attesa non solo a Camerino e San Severino, ma nell'intero territorio della diocesi per l'arrivo del nuovo arcivescovo Mons. Francesco Giovanni Brugnaro che domenica 28 ottobre ha preso possesso della sua nuova sede arcivescovile. Il presule è arrivato alle 14.30 a Serravalle di Chienti, paese simbolo del terremoto del 1997, dove, ad accoglierlo, insieme alle autorità locali c'erano volontari della protezione civile giunti da varie parti d'Italia nonché una delegazione di alpini. Dopo una breve cerimonia mons. Brugnaro, percorrendo l'intera Val di Chienti, è giunto a San Severino Marche, la città più popolosa dell'arcidiocesi. In piazza del popolo ha incontrato le autorità, con in testa il sindaco Martini e l'arcivesvoco di Ancona-Osimo Edoardo Menichelli, e i fedeli settempedani prima di partire alla volta di Camerino. Nella città ducale mons. Brugnaro è arrivato alle 17 nel sagrato della basilica di San Venanzo martire. Ad accoglierlo il sindaco Fanelli, il magnifico rettore Esposito e i rappresentanti del mondo istituzionale, militare e civile dell'intera provincia maceratese. Quindi, nella basilica, l'incontro con i ministri istituiti e le confraternite della diocesi che, in processione, hanno accompagnato il vescovo in cattedrale dove ha avuto luogo luogo la solenne celebrazione eucaristica di insediamento, presieduta da Mons. Luigi Conti, vescovo metropolita di Fermo. Presenti, oltre a mons. Giancarlo Vecerrica, anche il predecessore di brugnaro, mons. Angelo Fagiani, il cui arrivo in cattedrale è stato salutato con un fragorosissimo applauso. Nella sua prima omelia mons. Brugnaro ha avuto parole cariche di fede e speranza: "Non mi lamenterò mai per quello che non abbiamo - ha detto - ma ringrazierò sempre il Signore per quello che ci ha dato".

Una delegazione del popolo Azteco è stata ricevuta in Provincia dal presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, dall'assessore Giulio Pantanetti e dal segretario generale, Piergiuseppe Mariotti. La delegazione, accompagnata dal referente dell'Associazione Italia - Messico, Karl Wolfgruber, è impegnata in questo periodo in Italia nella quarta Campagna di solidarietà con il popolo Azteco. Come nelle precedenti edizioni delle stesse iniziative di solidarietà, avviate nel settembre del 1993 dal maceratese Mario Pianesi, fondatore e presidente dell'associazione “Un punto macrobiotico” a seguito di un incontro casuale con un gruppo di Aztechi, la delegazione tenta di diffondere, attraverso gli incontri con le istituzioni ma anche, e soprattutto, con i giovani delle scuole, i tratti salienti della tradizione azteca, quali le danze tradizionali e l'artigianato. Questa mattina, anche in Provincia, la delegazione si è esibita in un canto nell'idioma tradizionale azteco, il Nahuatl, una lingua che sta oramai scomparendo. Ulteriore scopo delle campagne di solidarietà è quello di raccogliere fondi da destinare alla costituzione di spazi e strutture nelle quali poter preservare e divulgare la cultura nativa azteca. “Già nel 1994 – ha ricordato l'assessore provinciale Giulio Pantanetti, all'epoca sindaco del Comune di Urbisaglia – il nostro territorio ha avuto modo di conoscere, nell'ambito di un'altra campagna di solidarietà, la popolazione azteca. La stessa esperienza si è poi ripetuta con il ricevimento di una delegazione in Provincia già nel 1999. Siamo ben lieti di incontrare popoli e culture diverse dalle nostre e sostenerne i diritti”. Anche dal presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, oltre al saluto di benvenuto sono state espresse parole di incoraggiamento per le campagne avviate e sentimenti di affetto nei confronti del popolo Azteco “che – ha assicurato Ramadori – troverà sempre pieno appoggio nella Provincia di Macerata”. Con i fondi raccolti nelle precedenti campagne di solidarietà, l'Associazione Italia – Messico ha potuto acquistare tre ettari di bosco e terreno seminativo, nella quale poter iniziare la coltivazione dei cibi più sani della loro tradizione originale. La nuova campagna, invece, servirà per acquistare un'area edificabile di circa 1.000 metri quadrati sulla quale costruire una struttura per l'insegnamento delle tradizioni originali azteche e dell'idioma Nahuatl.

 

In occasione della programmazione del nuovo anno sportivo 2007/2008 l'associazione “Armonie Verticali”, a tre anni dalla sua costituzione, fa un bilancio delle attività svolte e dell'impatto che l'arrampicata sportiva, disciplina totalmente nuova per Tolentino, ha avuto nel contesto sociale della città, anche grazie alla collaborazione con l'Amministrazione Comunale.

Dopo l'esordio nel settore “gare” nella finale nazionale disputata a L'Aquila con le due giovani promesse Paolo Seghetti e Riccardo Garbuglia, il gruppo dei giovanissimi di “Armonie Verticali” si sta notevolmente ampliando, arrivando a coinvolgere aspiranti climber della fascia d'età tra i 5 ed i 12 anni provenienti anche da comuni come S. Severino Marche, San Ginesio e Civitanova Marche. Tutto ciò è stato possibile grazie all'attenzione ed al l'intenso lavoro degli istruttori Gianluca Dignani, Claudio Ruffini e Saverio Salvemini che hanno dato vita ad un preciso programma di addestramento, allenamento e tracciatura delle vie.

Un ruolo importantissimo ed innovativo è stato ricoperto grazie alla collaborazione con la scuola  secondaria di primo grado “D.Alighieri” dell'Istituto Comprensivo Grandi che ha ormai da anni inserito l'arrampicata sportiva tra le materie scolastiche e realizzato la “settimana verde” sulle Alpi coinvolgendo concretamente centinaia di ragazzi.

Non meno importante è l'interesse verso questa disciplina dimostrato anche dagli adulti che sempre più  numerosi utilizzano la struttura d'arrampicata, per poi confrontarsi nel fine settimana sulle falesie attrezzate presenti nelle Marche.

Tutto ciò avvicina concretamente Tolentino a comuni con anni di tradizione e cultura montana alle spalle, ma l'augurio dell'associazione è che, attraverso l'arrampicata, sempre più giovani e non vivano attivamente e con consapevolezza l'ambiente e la natura che ci circonda.

 

Regione Marche e UniCredit Banca d'Impresa Spa hanno firmato il contratto che consente di attivare ulteriori contributi per l'attuazione degli interventi a sostegno delle imprese e dei comuni delle Marche colpiti dagli episodi alluvionali del settembre 2006. L'istituto di credito è stato individuato a seguito di apposita gara. L'operazione finanziaria consiste in anticipazioni per 30 milioni di euro che il presidente Spacca, commissario delegato per il superamento dell'emergenza – che in questa veste ha siglato il contratto con i vertici dell'azienda di credito - potrà utilizzare in due tranche di 15 milioni di euro ciascuna, entro la fine del 2007 ed i primi sei mesi dell'anno prossimo. L'anticipazione oggetto del contratto sottoscritto quest'oggi verrà rimborsata a UniCredit Banca d'Impresa Spa entro trenta mesi attraverso l'accensione di due mutui con decorrenza, rispettivamente, 2008 -2022 e 2009 – 2023. Gli oneri di questi mutui sono, come stabilito dalla Finanziaria 2007, a totale carico dello Stato.
L'operazione fa seguito a quella di fine settembre che Regione Marche aveva attivato con Banca OPI e che aveva consentito l'utilizzo di circa 16 milioni di euro per i primi contributi ai territori colpiti.
“In poco tempo siamo passati dalle parole ai fatti – ha dichiarato Spacca – e ciò malgrado le complesse procedure previste dalla legge Finanziaria nazionale. Le risorse che mettiamo a disposizione, grazie all'operazione attivata, sono molto importanti per il sostegno e lo sviluppo del distretto colpito dall'alluvione dell'anno scorso. Quello a sud di Ancona è infatti un polo produttivo tra i più dinamici e innovativi del panorama regionale, caratterizzato da imprese eccellenti attive nell'ICT e nel multimediale. Un territorio evoluto, aperto ai mercati internazionali, fonte di numerose iniziative nuove e interessanti”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal Comitato 16 settembre, attraverso il presidente Andrea Pesaresi. “Ringraziamo il presidente Spacca e tutto il gruppo di lavoro – ha detto Pesaresi – per l'attenzione, l'impegno profuso e il coinvolgimento garantito nelle varie fasi a comuni e imprese. Il primo contributo attivato alla fine di settembre ha avuto l'effetto salutare di ridare fiato e fiducia alle imprese colpite, ora questa nuova tranche non può che essere salutata con grande soddisfazione”.
“Questa operazione – commenta Claudio Strocchi, Responsabile della Condirezione Regionale Marche e Romagna di UniCredit Banca d'Impresa – rinnova il nostro concreto supporto alle aziende colpite dall'alluvione. Subito dopo l'evento avevamo stanziato un plafond da 15 milioni di euro di finanziamenti agevolati messi a disposizione delle imprese colpite. Questo nostro ulteriore contributo mette il presidente Spacca - Commissario delegato - nelle condizioni di erogare velocemente gli aiuti pubblici previsti, evitando che l'allungamento dei tempi comprometta l'efficacia dei contributi. Ciò dimostra come la nostra banca, ormai proiettata a livello internazionale, resti ancora vicina alle esigenze delle imprese locali anche in presenza di situazioni eccezionali”.
“Il nostro Ente – ha detto il presidente della Camera di Commercio di Ancona  Giampaolo Giampaoli e consigliere di Gruppo Unicredit commentando la firma del nuovo contratto - assieme alle associazioni di categoria e al Comitato 16 settembre ha seguito l'evoluzione della situazione di emergenza e dato il proprio contributo anche finanziario per il rilancio dell'economia locale, deliberando la previsione di un fondo straordinario corrispondente alla quota del diritto annuale versata nel triennio 2006-2008 dalle imprese colpite. Esprimo inoltre grande soddisfazione come consigliere di Gruppo Unicredit per la decisione raggiunta, avendo avuto personalmente molto a cuore la questione ed essendomi pertanto impegnato sin da subito”
Duemila pasti serviti, oltre il doppio di visitatori e tanti, tantissimi turisti. Si chiude con numeri di tutto rispetto e con una certezza la quinta edizione di “Leguminaria”: i prodotti tipici sono un elemento fondamentale, oggi, per attrarre turisti che cercano nell'enogastronomia e nell'artigianato una chiave di lettura del territorio.Tanto più se accompagnati da percorsi di ricerca sulla qualità.
Non importa il freddo rigido e la pioggia: nel fine settimana il piccolo borgo di Appignano è stato preso letteralmente d'assalto, diventando una “vetrina” del gusto e dell'arte. Complici il ricco mercatino di prodotti tipici, le osterie allestite con cura dalla Pro Loco, le decine di espositori di antichi mestieri, l'estro dei Maestri Vasai che, affiancati dai giovani allievi della Scuola comunale di ceramica, si sono esibiti, domenica pomeriggio, con le mani nell'argilla.
E complici - anzi protagonisti - i 150 volontari impegnati nella gestione della festa, come i cuochi della Pro Loco e dell'Avis, che hanno cotto ben 750 chili di ceci, fagioli e lenticchie secondo le antiche ricette della tradizione locale. Il ristorante “Il Villino” di Treia ha proposto ricercati assaggi di polenta di roveja; l'Azienda Agricola di Villa Forano ha pensato al vino: 500 litri di Rosso Piceno serviti in tavola. Migliaia le ciotole ed i bicchieri di terracotta regalati ai commensali. E mentre spettacoli, musicanti e cantastorie allietavano le vie del paese, non è sfuggita, domenica sera, nell'affollata osteria del Bellente, la serenata al chiaro di luna che la Mabò Band ha dedicato ad un'emozionata Sara Giannini, da poco eletta segretario regionale del Pd, in compagnia del sindaco di Appignano, Maurizio Raffaelli.
Insomma, un successo per la rassegna promossa dal Comune di Appignano e dalla Provincia di Macerata, che rinnova, di anno in anno, l'interesse dei media e importanti collaborazioni, come quella di Slow Food, ed entra a pieno titolo nel novero delle più conosciute dell'autunno marchigiano.

Dall'antica Roma alla Vallesina, riflettori puntati sulla Lonza di fico. Alla trasmissione di  RaiTre, “Geo&Geo”, hanno preso parte, con Coldiretti Ancona, Daniela Piccioni, titolare col marito Vittorio dell'impresa Piccioni di Moie di Maiolati Spontini, e l'esperto di enogastronomia Gianfranco Mancini, direttore della scuola di cucina Italcook di Jesi. Alla conduttrice Sveva Sagramola l'imprenditrice ha illustrato passo per passo la preparazione artigianale della lonzetta, dall'impasto di fichi, noci, mandorle e anice alla vestitura con le foglie di fico e il filo di lana, come si usava un tempo nelle campagne. Gianfranco Mancini ha invece ricordato come i primi a produrre questo caratteristico dolce siano stati gli antichi romani, tanto da figurare già nel “De rustica” di Columella. A quei tempi la lonza veniva chiusa in otri di terracotta sigillati con la pece e, assieme al miele, veniva utilizzata come dolcificante. Una tradizione che resta oggi solo nella Vallesina, dove l'azienda Piccioni produce circa cinquemila lonzette l'anno, richiestissime in tutta Italia e all'estero, tanto da essere stata addirittura utilizzate dalla Casa Reale inglese per i regali di Natale. “Usata sino a qualche anno fa come merenda per chi lavorava nei campi e per i bambini che andavano a scuola – spiega il presidente di Coldiretti Ancona, Maurizio Monnati –, oggi la lonza di fico è inserita tra i Prodotti agroalimentari tradizionali, riconosciuti con decreto ministeriale ed è oggetto di una attenta valorizzazione e promozione”. In cucina si abbina bene al miele come dessert, ma è anche ottima accompagnata a formaggi stagionati del territorio.    

Maria Cristina Ascolani nuovo Comandante della Polizia Municipale di Tolentino

 

Il Sindaco Luciano Ruffini e l'Assessore alla Polizia Municipale Luciano Gagliesi hanno presentato ufficialmente agli agenti di Polizia Municipale e nel corso di una conferenza stampa, ai giornalisti, il nuovo Comandante Maria Cristina Ascolani.

Infatti a seguito di una richiesta di mobilità tra Franco Severini e la stessa Ascolani, l'Amministrazione Comunale di Tolentino, in accordo con quella di Morrovalle, ha espresso parere favorevole al trasferimento, mediante mobilità di scambio.

Il nuovo Comandante è entrato in servizio lunedì 22 ottobre 2007.

Maria Cristina Ascolani vive a Colmurano ed è sposata con Marco Morlupi. Si è laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Macerata dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia del Diritto Italiano. Dal 1991 al 1997 ha collaborato con l'Istituto di Studi Storici dell'Università di Macerata. Agente di Polizia Municipale nel 1998 a Civitanova Marche ha vinto il concorso di Comandante presso il Comune di Morrovalle, nel 1999, dove ha prestato servizio fino a questi giorni. Il Sindaco Ruffini e l'Assessore Gagliesi hanno ringraziato Franco Severini che dal 1° settembre del 1969, dopo essere stato in servizio a Rimini, ha fatto parte del corpo di Polizia Municipale del Comune di Tolentino, ricoprendo il grado di agente, brigadiere, vicecomandante e comandante. In tutti questi anni – hanno sottolineato – Severini con professionalità e dedizione è stato a capo della nostra Polizia Municipale. Alla Signora Ascolani vanno i nostri auguri di buon lavoro confermando la disponibilità dell'Amministrazione nel collaborare per accrescere la sicurezza di tutti i cittadini. Al nuovo Comandante affidiamo il ruolo di coordinamento della Polizia Municipale che deve controllare e prevenire e quando serve, reprimere i comportamenti errati, facendo rispettare norme, regole e leggi. Auspichiamo – hanno concluso Ruffini e Gagliesi – un interscambio proficuo tra i nostri agenti di Polizia Municipale e tutti i cittadini al fine di aumentare la legalità ed i comportamenti virtuosi.      

Ha avuto un grande successo il doppio spettacolo della cantante Mafalda Minnozzi al teatro Feronia di San Severino. La giovane artista, molto conosciuta e amata in sudamerica e soprattutto in Brasile (dove vive ormai da oltre dieci anni), ha emozionato il pubblico con le sue interpretazioni della canzone italiana d'autore. Accompagnata da una band d'eccezione – composta da musicisti brasiliani, statunitensi e italiani – ha registrato così il primo Dvd della carriera (“Teatro Paradiso… in scena la canzone italiana”), inserendovi anche brani suoi ed eseguendo un applaudito duetto con una protagonista della canzone italiana come Mariella Nava. Apprezzato anche l'altro duetto con il Dj Patife, noto a livello internazionale per il suo straordinario modo di avvicinare i ritmi di bossa nova, samba e musica elettronica. Lo spettacolo ha coronato i vent'anni di carriera di Mafalda che iniziò proprio sul palco del Feronia la sua ascesa nel mondo della musica leggera. Al termine del concerto, promosso in collaborazione con il Comune, il sindaco Cesare Martini e l'assessore alla Cultura, Alessandra Aronne, hanno salutato la cantante augurandole le migliori fortune per la sua carriera, non solo in sudamerica, e ringraziandola per essere “ambasciatrice” dell'Italia e, in particolare, dell'immagine di San Severino.

 

 

Nella foto:
Mafalda Minnozzi assieme al sindaco Martini

Fra i tantissimi partecipanti alla marcia della pace di Assisi era presente anche Raffaele Goretti, presidente della federazione delle associazioni italiane paratetraplegici e rappresentante della FISH (Federazione Italiana Superamento dell'Handicap).

Alla manifestazione, che aveva come tema “Diritti umani per tutti”, Goretti era presente per sostenere la convenzione dell' ONU sui diritti delle persone con disabilità, sottoscritta da 177 paesi.

Raffaele Goretti parla anche della giornata nazionale dedicata ai diritti delle persone con lesioni al midollo spinale prevista per il 4 aprile 2008 e del forum nazionale sulle lesioni al midollo spinale, al quale parteciperanno società scientifiche, rappresentanti professionali, rappresentanti dei centri di riabilitazione e delle unità spinali, che si riunirà l'8 novembre a Roma.

Goretti sottolinea l'importanza di queste iniziative in quanto in Italia il trattamento delle lesioni al midollo spinale è ancora scarso; sollecita poi la regione marche a realizzare un'unità spinale unipolare e non un servizio diviso in due o tre tronconi come è stato ipotizzato dall'amministrazione regionale.

Nella sezione “contributi audio è possibile riascoltare l'intervista di Carla Campetella a Raffele Goretti.

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