Riflettori puntati sulla Lonza di fico.

Mercoledì, 24 Ottobre 2007 02:00 | Letto 3023 volte   Clicca per ascolare il testo Riflettori puntati sulla Lonza di fico. Dallantica Roma alla Vallesina, riflettori puntati sulla Lonza di fico. Alla trasmissione di  RaiTre, “Geo&Geo”, hanno preso parte, con Coldiretti Ancona, Daniela Piccioni, titolare col marito Vittorio dellimpresa Piccioni di Moie di Maiolati Spontini, e lesperto di enogastronomia Gianfranco Mancini, direttore della scuola di cucina Italcook di Jesi. Alla conduttrice Sveva Sagramola limprenditrice ha illustrato passo per passo la preparazione artigianale della lonzetta, dallimpasto di fichi, noci, mandorle e anice alla vestitura con le foglie di fico e il filo di lana, come si usava un tempo nelle campagne. Gianfranco Mancini ha invece ricordato come i primi a produrre questo caratteristico dolce siano stati gli antichi romani, tanto da figurare già nel “De rustica” di Columella. A quei tempi la lonza veniva chiusa in otri di terracotta sigillati con la pece e, assieme al miele, veniva utilizzata come dolcificante. Una tradizione che resta oggi solo nella Vallesina, dove lazienda Piccioni produce circa cinquemila lonzette lanno, richiestissime in tutta Italia e allestero, tanto da essere stata addirittura utilizzate dalla Casa Reale inglese per i regali di Natale. “Usata sino a qualche anno fa come merenda per chi lavorava nei campi e per i bambini che andavano a scuola – spiega il presidente di Coldiretti Ancona, Maurizio Monnati –, oggi la lonza di fico è inserita tra i Prodotti agroalimentari tradizionali, riconosciuti con decreto ministeriale ed è oggetto di una attenta valorizzazione e promozione”. In cucina si abbina bene al miele come dessert, ma è anche ottima accompagnata a formaggi stagionati del territorio.    

Dall'antica Roma alla Vallesina, riflettori puntati sulla Lonza di fico. Alla trasmissione di  RaiTre, “Geo&Geo”, hanno preso parte, con Coldiretti Ancona, Daniela Piccioni, titolare col marito Vittorio dell'impresa Piccioni di Moie di Maiolati Spontini, e l'esperto di enogastronomia Gianfranco Mancini, direttore della scuola di cucina Italcook di Jesi. Alla conduttrice Sveva Sagramola l'imprenditrice ha illustrato passo per passo la preparazione artigianale della lonzetta, dall'impasto di fichi, noci, mandorle e anice alla vestitura con le foglie di fico e il filo di lana, come si usava un tempo nelle campagne. Gianfranco Mancini ha invece ricordato come i primi a produrre questo caratteristico dolce siano stati gli antichi romani, tanto da figurare già nel “De rustica” di Columella. A quei tempi la lonza veniva chiusa in otri di terracotta sigillati con la pece e, assieme al miele, veniva utilizzata come dolcificante. Una tradizione che resta oggi solo nella Vallesina, dove l'azienda Piccioni produce circa cinquemila lonzette l'anno, richiestissime in tutta Italia e all'estero, tanto da essere stata addirittura utilizzate dalla Casa Reale inglese per i regali di Natale. “Usata sino a qualche anno fa come merenda per chi lavorava nei campi e per i bambini che andavano a scuola – spiega il presidente di Coldiretti Ancona, Maurizio Monnati –, oggi la lonza di fico è inserita tra i Prodotti agroalimentari tradizionali, riconosciuti con decreto ministeriale ed è oggetto di una attenta valorizzazione e promozione”. In cucina si abbina bene al miele come dessert, ma è anche ottima accompagnata a formaggi stagionati del territorio.    

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