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CAMERINO - Adesso basta, è passato più di un anno e la situazione è ulteriormente peggiorata. Si ricordano di noi solo per l'immondizia. A mettersi sul piede di guerra sono gli abitanti di Vallicelle, il popoloso quartiere periferico di Camerino. Da tempo, infatti, fanno i conti con i disagi dovuti all'abbandono ed al degrato a cui l'amministrazione comunale starebbe costingendo l'intero popoloso quartiere. Soprattutto da quando, l'estate scorsa, l'area di sosta attrezzata per camper è stata trasformata in un deposito di immondizia. E' qui, infatti, che è stato installato il container dove i vari mezzi adibiti allla raccolta della nettezza urbana depositano i loro carichi. Lo scorso anno, come gli stessi abitanti di Vallicelle lamentano, l'assessore all'ambiente, Paganelli, e quello al turismo, Pasqui, avevano promesso che quella sarebbe stata una soluzione provvisoria. La zona sarebbe stata sgomberata dall'immondizia e ridestinata ad ospitare camper e turisti nel giro di una settimana o, al massimo, dieci giorni. Invece è passato più di un anno. E la situazione, piuttosto che migliorare, sarebbe decisamente peggiorata. “Dopo tanti avvertimenti - tuonano gli abitanti di Vallicelle - è ora che i nostri amministratori, in particolare l'assessore all'ambiente e quello al turismo, si rendano conto di come lasciano al degrado la nostra città. E' una sofferenza enorme per noi abitanti di Vallicelle sopportare da troppo tempo una situazione scandalosa sotto ogni punto di vista nelle aree adibite al Servizio Protezione Civile, e Aree di accoglienza. Non solo perché si creano problemi di civiltà abitativa e di svalutazione rionale. Ciò che fa più male è osservare come i turisti che arrivano in camper osservano intorno e, delusi, se ne vanno. Che vergogna per la nostra Camerino”. E quello che proccupa di più è che presto Camerino sarà dotata di una nuova zona di sosta per camper più vicina al centro storico e che, probabilmente, segnerà la definitiva trasformazione di quella di Vallicelle in una sorta di discarica provvisoria dove ammassare di tutto. “Con l'avvio della raccolta differenziata Porta a Porta - proseguonoa lcuni abitanti della zona - Camerino si è trasformata in un immondezaio, non vediamo perché proprio Vallicelle debba essere l'immondezaio dell'immondezaio”. Una situazione, dunque, che sta portando all'esasperazione ed a cui, dopo tante promesse, sarebbe davvero ora di porre rimedio.
di Emanuele Pieroni
Prima la degustazione dei migliori Verdicchi di Matelica, poi la visita alla mostra sui Piceni. Accantonati il tifo e la rivalità sportiva, è stata particolarmente intensa e ricca di emozioni la tappa maceratese del press tour che in questi giorni sta interessando una quindicina di giornalisti spagnoli giunti in terra marchigiana nell'ambito di un progetto che mira ad avvicinare i produttori di vini a “tonalità verde”: il portoghese Vinho Verde, lo spagnolo Verdejo, lo sloveno Zelen e il marchigianissimo Verdicchio, prodotto d'eccellenza a livello internazionale. All'incontro, ospitato nella città di Matelica e promosso dall'assessore provinciale all'Agricoltura, Paola Cardinali, e dal sindaco di Matelica, Patrizio Gagliardi, hanno preso parte anche l'assessore spagnolo della Diputacion de Valladolid, Virginia Serrano Rodrìguez, e rappresentanti dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche. La delegazione, giunta in pullman in piazza Enrico Mattei, ha prima fatto visita all'Enoteca comunale e al Centro nazionale di analisi sensoriale dove è stata ricevuta dalla direttrice, Lucia Bailetti, la quale ha spiegato il funzionamento della struttura e l'importante ruolo che essa ha non solo per la produzione enologica ed enogastronomia locale ma anche del resto d'Italia. Poi ci si è spostati sotto il loggiato di piazza dove è stata organizzata la degustazioni di alcuni prodotti tipici locali e di alcuni Verdicchi del territorio alla presenza di tre produttori: le aziende Maraviglia, Gagliardi e Benedetti. “Quello che vede impegnata la Provincia di Macerata – ha spiegato l'assessore Paola Cardinali al termine dell'incontro – è un interscambio di carattere economico e commerciale ma anche culturale. Abbiamo infatti deciso di avvicinare quelle realtà che, in diversi paesi europei, producono vini simili ai nostri, con altrettanto amore e raffinatezza. Quello che abbiamo iniziato è inoltre un percorso che intende creare un vero e proprio collegamento anche da un punto di vista turistico e promozionale. Nella produzione del Verdicchio – ha ancora spiegato la Cardinali – il territorio di Matelica, nelle Marche, ha una particolarità: è l'unica valle parallela al mare con un microclima diverso dalle altre zone della nostra regione che consente di avere produzioni diverse dalle altre zone del Verdicchio e sicuramente uniche”. I giornalisti spagnoli, rappresentanti di diverse testate (Radio nacional de Espana, El Mundo, Europa press, Canal 4 Tv, Abc, La Razon, El Norte de Castilla, Agenzia Ical) hanno concluso la tappa matelicese facendo visita alla mostra sui Piceni.
Nella foto: la delegazione di giornalisti in visita a Matelica con il Sindaco, Gagliardi e l'assessore provinciale all'agricoltura, Cardinali.
Sono 52 gli atleti di Castelraimondo, impegnati in questi giorni nelle Olimpiadi provinciali. La parte del leone la fa il calcio con 16 ragazzi, 13 sono impegnati nella pallacanestro, 8 a pari merito nell'atletica leggera (salto in alto e in lungo, mezzofondo, vortex, velocità) e nella pallacanestro 3 contro 3 mista, 4 nel tiro con l'arco, 2 nel nuoto ed uno nelle bocce. Venerdì scorso il sindaco Luigi Bonifazi e la delegazione comunale hanno partecipato all'inaugurazione ufficiale a Recanati. Giovedì 12 giugno la fiaccola delle Olimpiadi provinciali, ha fatto tappa a C.Raimondo, prima di proseguire per Matelica. La tedofora Lucia Bonacucina l'ha portata nelle sue mani, accompagnata da un gruppo di giovani, in rappresentanza delle diverse discipline sportive. E' seguita una breve cerimonia in piazza Dante, dove il sindaco Bonifazi ha portato il suo saluto.
Cecilia Gianfelici, Riccardo Giachè (3^ elementare), Dalisia Ottavini, Daniel Bottolini, Jeremias Jimenez Garcia, Elena Cambertoni (4^ elementare), Francesco Pio Pasqualoni, Carolina Vissani, Mattia Palazzotti, Alessandra Tacchi, Irene Moscatelli e Alessandro Ortolani (5^ elementare). Sono loro gli alunni delle scuole primarie di San Severino (Circolo didattico “Luzio”) e di Cesolo (Istituto comprensivo “Tacchi Venturi”) i vincitori del concorso “Progetto giovani” lanciato dall'Avis per la selezione dei disegni da pubblicare sul tradizionale calendario dell'associazione. Nell'ambito della festa per i 55 anni di vita della sezione settempedana i bambini sono stati premiati dal sindaco Cesare Martini e dai responsabili avisini Dino Marinelli (comunale), Silvano Donati (provinciale) e Angelo Sciapichetti (regionale), intervenuti alla manifestazione condotta dal presentatore Rai, Paolo Notari, e svoltasi in piazza del Popolo. Tema del concorso era proprio quello dell'anniversario: “1953-2008, 55 anni di Avis”. I disegni presentati dagli alunni erano complessivamente 187. I dodici selezionati – grazie al lavoro di un'apposita commissione tecnica – caratterizzeranno i mesi del calendario 2009 che sarà distribuito dal prossimo autunno. “Lo scopo di questa iniziativa, giunta all'11^ edizione – ha detto il presidente Dino Marinelli –, è quello di sensibilizzare le giovani generazioni e le famiglie verso la donazione del sangue, un gesto gratuito e generoso d'amore e d'altruismo, di solidarietà e fratellanza”.
La cerimonia di premiazione dei bambini si è inserita nella giornata di festa dell'Avis che ha visto salire sul palco anche i donatori (la sezione conta 284 iscritti e nel
Nella foto: i bambini sul palco assieme a Paolo Notari (a sinistra), al sindaco Martini (al centro) e Angelo Sciapichetti (a destra).
L'elisuperficie costruita dalla Provincia di Macerata accanto all'ospedale civile di Civitanova è pronta ad accogliere l'atterraggio del primo elicottero. Fortunatamente il “battesimo” della pista non sarà per una reale emergenza sanitaria o di protezione civile, ma solo per una simulazione che l'Amministrazione provinciale ha organizzato in occasione della cerimonia inaugurale prevista per il mattino del 28 giugno alla presenza di autorità regionali e locali, oltre che di rappresentanti delle strutture sanitarie e di protezione civile. La pista per decollo e atterraggio di elicotteri, infatti, è stata progettata e realizzata dalla Provincia – con un investimento di 150 mila euro – con una duplice valenza: protezione civile ed emergenza sanitaria.
Lo scorso anno – come ha avuto modo di ricordare il presidente Giulio Silenzi - in sede di discussione del programma degli investimenti, la Provincia raccolse l'esigenza del territorio di Civitanova di avere a disposizione una pista di atterraggio per l'eliambulanza il più vicino possibile all'ospedale in modo da poter trasferire in breve tempo i pazienti particolarmente gravi e in condizioni critiche all'ospedale regionale o anche altri presidi specialistici. La richiesta fu presa in considerazione dall'Amministrazione provinciale, unendo i bisogni di emergenza sanitaria con quelli legati alle proprie competenze di protezione civile, soddisfacendo così anche una seconda specifica esigenza del territorio di Civitanova.
L'area su cui la struttura sorge è stata concessa alla Provincia dall'Asur territoriale su autorizzazione della Regione Marche.
L'inaugurazione dell'elisuperficie sarà preceduta da una serie di iniziative che hanno un unico filo conduttore: “Il sistema emergenza”. Martedì 24 giugno si parlerà della donazione di organi e tessuti. Alle ore 6,30 del mattino, dopo la tradizionale S.Messa di San Giovanni, sul lungomare nord (zona Ippocampo) si terrà una rappresentazione teatrale dal titolo “Due di cuori” che in serata (ore 21) sarà replicata ad ingresso gratuito al teatro Annibal Caro di Civitaniova Alta. Venerdì 27, al teatro Cecchetti (ore 17,30) si parlerà sul tema “Pronto, 118…”, un in contro di approfondimento, di educazione sanitaria e di informazione sul percorso del 118 e sul suo corretto utilizzo.
Nella foto, l'elisuperficie appena ultimata
“Grande preoccupazione”. E' lo stato d'animo della giunta regionale presieduta dal presidente della Regione Gian Mario Spacca di fronte alla manovra finanziaria triennale 2009-2001 del governo nazionale. Tre i settori maggiormente a rischio: la sanità, le infrastrutture e il trasporto pubblico. Tra le possibili ricadute per le Marche infatti ci sono 135 milioni di euro in meno nel triennio preso in considerazione nell'ambito del Patto per la salute già siglato (il taglio a livello nazionale sarebbe di 5 miliardi di euro) e 10 milioni in meno all'anno per tre anni nell'ambito della revisione del Patto per il trasporto pubblico oltre al mancato adeguamento del piano straordinario per Ff.ss con conseguente previsioni di tagli dei servizi regionali del 25%. Scendendo nei particolari, per quanto riguarda la copertura delle risorse Ici, in seguito all'abolizione dell'imposta sulla prima casa, il Governo nazionale intende reperirla nelle Marche attraverso la riduzione di 13 milioni di euro del fondo già stanziato per i Piani banda larga e di 3 milioni di euro per la progettazione del lotto della Fano – Grosseto che renderebbe utilizzabile il traforo della Guinza con notevoli vantaggi nel collegamento viario tra Fano e Urbino. “Il decreto sull'Ici sarà pesantemente pagato dalle Regioni e dagli enti locali – ha commentato oggi il presidente Spacca nel corso di una conferenza stampa - Anche se siamo favorevoli all'abolizione dell'imposta sulla prima casa crediamo però che le risorse vadano trovate su altri capitoli di spesa. Per questo motivo chiederemo ai nostri parlamentari di proporre specifici emendamenti. Il nostro atteggiamento – ha sottolineato ancora Spacca – vuole essere collaborativo e dialogico. Non è nostra intenzione metterci in contrasto con il governo nazionale perché tutto il mondo occidentale sta affrontando un difficile momento di declino economico e occorre dunque da parte di tutti un atteggiamento di responsabilità. Quello che chiederemo con forza nell'ambito della Conferenza Stato – Regioni è un atteggiamento collaborativo di concertazione. E' certo però che non accetteremo imposizioni dall'alto”. L'assessore al bilancio Pietro Marcolini e l'assessore alla sanità Almerino Mezzolani hanno dichiarato di condividere pienamente la preoccupazione espressa dal presidente. “Il Patto per la salute – ha aggiunto Mezzolani – ci ha consentito di azzerare il debito pregresso e arrivare al pareggio del bilancio sanitario ma ora si rischia di compromettere tutta l'operazione di riconversione e ristrutturazione delle strutture per raggiungere gli standard di appropriatezza”. L'assessore alla sanità ha poi ricordato la “virtuosità” della Regione: dal 2006 al 2008 le consulenze delle aziende sanitarie sono diminuite del 15% per un risparmio totale di circa un milione di euro. “Il dato più significativo – gli ha fatto eco Spacca – è quello fornito dalla Banca d'Italia; le Marche hanno diminuito del 9,4% la spesa regionale per la pubblica amministrazione in netta controtendenza con il dato nazionale che ha registrato un +3,5%”. Marcolini in conclusione ha chiarito anche la questione relativa allo stop per un anno all'uso dei contratti derivati. “E' un blocco – ha detto – agli strumenti finanziari rischiosi nel mondo della finanza locale: saranno ammessi solo i contratti più semplici di copertura contro i rischi di mercato mentre saranno bloccati quelli strutturati e complessi, forieri di posizione speculative. Le Marche non sono interessate dal provvedimento perché non hanno mai utilizzato operazioni complesse che potessero mettere a rischio i soldi dei cittadini”. (c.p.)
La cooperazione decentrata non è solo un'occasione di solidarietà dei “ricchi” verso i “poveri”, ma soprattutto è un'occasione di sviluppo per tutti i soggetti che vi partecipano e quindi anche per l'Italia e le Marche che su questo fronte sono in prima linea.
E' questa la valutazione unanime emersa nel corso della conferenza internazionale “La cooperazione decentrata italiana con i Balcani: lezioni apprese ed orientamenti futuri” che si è svolta all'hotel La Fonte di Portonovo. Dopo i saluti del sindaco di Ancona è toccato al presidente della Regione Gian Mario Spacca aprire i lavori attraverso un excursus nella storia recente del Mediterraneo: “I legami storico-culturali tra Italia e paesi che si affacciano sull'Adriatico – ha detto - hanno reso da sempre il nostro paese interessato a mantenere nell'area stabili relazioni. La guerra degli anni '90 ha influito profondamente sullo scenario. L'Italia prima con le operazioni di peace keeping, sotto l'egida dell'Onu, poi con le numerose iniziative di cooperazione e gemellaggio, ha mantenuto un ruolo attivo per la stabilizzazione dell'area. Le Marche hanno avuto in questo contesto un ruolo di primo piano – ha proseguito - Vantiamo infatti il maggior numero di progetti di cooperazione allo sviluppo, segno evidente del nostro impegno su questo fronte. La legge 84 del 2001 ha razionalizzato e dato impulso alle tante attività di cooperazione avviate. Un ruolo forte è stato e viene svolto dalla società civile e dagli enti territoriali, soprattutto con i programmi europei Interreg. L'Iniziativa Adriatico Ionica, il segretariato che si insedia oggi, hanno la funzione di fare da sintesi, valorizzare e promuovere ulteriormente i rapporti di collaborazione, amicizia e sviluppo tra i paesi che si affacciano su questi mari. Le Marche centrali nell'Adriatico, l'Italia centrale nel Mediterraneo. Questa collocazione – ha concluso Spacca - ci porta a impegnarci in modo crescente verso i paesi della costa di fronte, per riscoprire l'antica vocazione della nostra terra a guardare a oriente”. Nel corso dell'incontro è stato quindi effettuato un primo bilancio di quanto fatto finora: le Regioni e le Province autonome hanno realizzato 77 progetti coinvolgendo oltre 200 attori e partner (Enti locali, Università, Camere di Commercio, Ong, Fondazioni culturali, Agenzie regionali di sviluppo, Centri di ricerca). “Vivo apprezzamento in particolare per l'attività marchigiana protagonista con la città di Ancona nello scenario internazionale” è stato espresso dal vicedirettore genere della Direzione Europa del Ministero degli Affari Esteri Sergio Busetto:”Il processo di cooperazione decentrata è ormai irreversibile – ha aggiunto – Gli enti locali italiani lavorano per la stabilità dell'area dei Balcani e per la sua crescita economica sociale dimostrando una grande attitudine e soprattutto una lungimiranza in vista di un allargamento dei confini europei”. “L'innovazione – ha sottolineato l'ambasciatore Alessandro Grafini, primo segretario generale dell'Iniziativa Adriatico Ionica - consiste nel mettere insieme Paesi Ue, Nato e non Ue grazie alla cooperazione delle Regioni. Per i paesi che non fanno parte della Ue si tratta di un primo test di ingresso”. Il direttore dell' Oics Gildo Baraldi ha auspicato che da progetti e azioni singole “si passi sempre più, il cambiamento è già iniziato, a piani strategici e a rapporti di parternariato stabili che portino vantaggi reciproci alle parti sia in termini di supporto all'internazionalizzazione che nella valorizzazione positiva dei flussi migratori”. Il direttore del CeSpi Jose Luis Rhi-Sausi ha evidenziato che nei Balcani è stata effettuata “la prima sperimentazione di una diplomazia multilivello. Un'attività – ha proseguito – molto apprezzata e incoraggiata dalla Farnesina. Le Regioni e gli enti locali infatti non stanno facendo un'altra politica estera rispetto al Governo centrale, ma portano un arricchimento a tutto il sistema Paese garantendo continuità e sviluppo nelle relazioni”.
C'è stato anche un “pezzo” di Fabriano nella grande mostra su Guido Cagnacci (1601-1663) che si chiude venerdi 20 giugno a Forli dove è stata inaugurata cinque mesi fa.
Nella grande mostra dedicata ad un importante “protagonista del seicento fra Caravaggio e Reni”, come è sottotitolata la rassegna, sono presenti anche altri autori a lui coevi fra cui Orazio Gentileschi che a Fabriano ha lasciato fondamentali opere.
Tra esse la “Maddalena penitente” un olio su tela di oltre due metri e venti centimetri di altezza per più di un metro e mezzo di larghezza conservato nella chiesa di S. Maria Maddalena.
Il quadro venne dipinto per l'oratorio di Santa Maria Maddalena perché la Pia Università dei Cartai era allora legata all'ospedale di Santo Spirito in Sassia di Roma nella cui parrocchia si era trasferito all'inizio del seicento il Gentileschi dalla natia Pisa.
Il catalogo della mostra dedica alla “Maddalena” fabrianese un ampio spazio critico firmato da Massimo Francucci. .
Ha scritto Francucci per il catalogo della rassegna: “…si viene colpiti dalla forte fisicità della figura della santa genuflessa…questo tipo di raffigurazione avrà vasta eco in tutto il seicento, per il quale la Maddalena sarà sempre pretesto per raffigurare la bellezza femminile. I lunghi capelli che le scendono dietro la schiena fanno contrasto con la forte commozione suscitata dal crocefisso che la santa regge in mano e con il teschio sull'altare di pietra che ricorda come la bellezza femminile, purtroppo effimera, non durerà a lungo”
Guido Cagnacci è una delle personalità più affascinati e misteriose del seicento italiano. Basterà dire che il padre, conciapelli e messo della marchigiana Casteldurante, oggi Urbania, per punire il figlio degli scandali di cui si era reso protagonista a Rimini, nel testamento gli aveva detratto le spese per farlo studiare da pittore a Bologna e Roma!
Le sue opere ebbero vasta eco e, in particolare, nel periodo in cui lavorò a Venezia divenne ricercatissimo per i suoi nudi femminili.
Morì e venne sepolto a Vienna dove era stato chiamato alla corte degli Asburgo.
In allegato la Maddalena “fabrianese”
Giovedì 19 giugno a Buya (Eritrea), in un villaggio della zona più remota, più calda e più povera del mondo, s'inaugura un poliambulatorio che consente di strappare alla morte prematura tante vite umane.
E' un altro tassello del progetto di cooperazione allo sviluppo in favore dell'Eritrea portato avanti da più di due anni dalla Provincia di Macerata. La struttura, costata circa centomila euro, è stata finanziata per il 50% dalla Provincia e per l'altra metà da diverse associazioni ed aziende private che hanno accolto l'appello lanciato a suo tempo dal presidente Giulio Silenzi nel corso del convegno sulla cooperazione in Eritrea all'Università di Macerata alla presenza dell'ambasciatore eritreo in Italia.
Alla cerimonia inaugurale, oltre alle autorità locali, sarà presente lo stesso presidente Silenzi che, al suo arrivo ad Asmara è stato ricevuto dal presidente dell'Eritrea, Isaias Afewerki. Il capo dello Stato eritreo ha ringraziato la comunità maceratese per gli aiuti inviati alla popolazione locale e personalmente Silenzi per il messaggio che il presidente della Provincia gli aveva inviato lo scorso 24 maggio in occasione del quindicesimo anniversario dell'indipendenza dell'Eritrea.
L'iniziativa del poliambulatorio rientra nell'accordo di programma tra Regione Marche, Provincia di Macerata e regione eritrea del “Nord Mar Rosso” che ha permesso di realizzare nell'altipiano di Buya interventi per l'agricoltura, tra cui un invaso artificiale e la costruzione di un mulino. L'assenza di un presidio sanitario in quella vasta area, quasi totalmente priva di strade, costringeva i malati a percorrere oltre
Ora con la nuova struttura, trasportata via mare e ultimata sul posto dai tecnici di una ditta specializzata di San Severino Marche,
Nella foto, il presidente Silenzi con il presidente dell'Eritrea, Isaias Afewerki, in occasione di un incontro di alcuni anni fa.
Scatterà nel fine settimana dal 20 al 22 giugno a Porto Sant'Elpidio DIREFARE MEETING, la 1' Festa Regionale del Volontariato per i giovani promossa dal Centro Servizi Volontariato delle Marche.
L'appuntamento è fissato all'ex stadio 'Orfeo Serafini' di Porto Sant'Elpidio, con una tre giorni di musica, forum, spettacoli, laboratori e workshop, dedicati in particolare agli under 30 e tutti rigorosamente gratuiti, in una festosa cornice di stand dell'associazionismo e testimonianze, con l'intento di offrire ai giovani marchigiani che sono “dentro”, e soprattutto “fuori” il mondo del volontariato, il contesto giusto per avvicinarsi e conoscerlo un po'.
Un'atmosfera ideale dove i ragazzi sperimentino in prima persona che i temi della partecipazione e della solidarietà possono essere affrontati con serietà e leggerezza al tempo stesso, a dimostrazione che il volontariato è uno stile di vita aperto a tante altre esperienze.
Il ricco programma di iniziative che è stato messo a punto dal Centro Servizi per il Volontariato è un ricco contenitore di occasioni ed opportunità: spazi espositivi delle associazioni di volontariato, testimonianze del mondo della solidarietà, spettacoli, musica, cabaret, approfondimenti sui temi dell'economia, dell'informazione e del credo religioso, workshop tematici, laboratori creativi, gioco, sport e tante altre cose ancora, tutte da scoprire (nel dettaglio vedi il programma).
Nella ricorrenza del primo decennale d'attività del Csv Marche, ha preso forza l'idea di un evento di spessore regionale, che fosse un'occasione di apertura delle associazioni all'esterno.
L'obiettivo infatti è anche quello di offrire alle organizzazioni più attive nella ricerca di un dialogo con i giovani, un'ulteriore opportunità di “mettersi in vetrina” per promuovere i valori e le culture di cui sono portatrici.
L'iniziativa è promossa con la collaborazione di Regione Marche - Giunta regionale, Provincia di Ascoli, Comune di Porto Sant'Elpidio e Tam “Tutta un'altra musica”, con il patrocinio delle province di Pesaro-Urbino, Ancona e Macerata. Si ringraziano anche Banca delle Marche e Coop Adriatica. Saranno inoltre presenti Circuml@vorando l'autobus del Ministero del Lavoro e il progetto GEL - Giovani Energie Latenti dell'assessorato Politiche sociali della provincia di Ascoli.
