Una 'Maddalena' Fabrianese in mostra a Forlì

Giovedì, 19 Giugno 2008 02:00 | Letto 2543 volte   Clicca per ascolare il testo Una 'Maddalena' Fabrianese in mostra a Forlì Cè stato anche un “pezzo” di Fabriano nella grande mostra su Guido Cagnacci (1601-1663) che si chiude venerdi 20 giugno a Forli dove è stata inaugurata cinque mesi fa. Nella grande mostra dedicata ad un importante “protagonista del seicento fra Caravaggio e Reni”, come è sottotitolata la rassegna, sono presenti anche altri autori a lui coevi fra cui Orazio Gentileschi che a Fabriano ha lasciato fondamentali opere. Tra esse la “Maddalena penitente” un olio su tela di oltre due metri e venti centimetri di altezza per più di un metro e mezzo di larghezza conservato nella chiesa di S. Maria Maddalena. Il quadro venne dipinto per loratorio di Santa Maria Maddalena perché la Pia Università dei Cartai era allora legata allospedale di Santo Spirito in Sassia di Roma nella cui parrocchia si era trasferito allinizio del seicento il Gentileschi dalla natia Pisa. Il catalogo della mostra dedica alla “Maddalena” fabrianese un ampio spazio critico firmato da Massimo Francucci. . Ha scritto Francucci per il catalogo della rassegna: “…si viene colpiti dalla forte fisicità della figura della santa genuflessa…questo tipo di raffigurazione avrà vasta eco in tutto il seicento, per il quale la Maddalena sarà sempre pretesto per raffigurare la bellezza femminile. I lunghi capelli che le scendono dietro la schiena fanno contrasto con la forte commozione suscitata dal crocefisso che la santa regge in mano e con il teschio sullaltare di pietra che ricorda come la bellezza femminile, purtroppo effimera, non durerà a lungo” Guido Cagnacci è una delle personalità più affascinati e misteriose del seicento italiano. Basterà dire che il padre, conciapelli e messo della marchigiana Casteldurante, oggi Urbania, per punire il figlio degli scandali di cui si era reso protagonista a Rimini, nel testamento gli aveva detratto le spese per farlo studiare da pittore a Bologna e Roma! Le sue opere ebbero vasta eco e, in particolare, nel periodo in cui lavorò a Venezia divenne ricercatissimo per i suoi nudi femminili. Morì e venne sepolto a Vienna dove era stato chiamato alla corte degli Asburgo. In allegato la Maddalena “fabrianese”

C'è stato anche un “pezzo” di Fabriano nella grande mostra su Guido Cagnacci (1601-1663) che si chiude venerdi 20 giugno a Forli dove è stata inaugurata cinque mesi fa.

Nella grande mostra dedicata ad un importante “protagonista del seicento fra Caravaggio e Reni”, come è sottotitolata la rassegna, sono presenti anche altri autori a lui coevi fra cui Orazio Gentileschi che a Fabriano ha lasciato fondamentali opere.

Tra esse la “Maddalena penitente” un olio su tela di oltre due metri e venti centimetri di altezza per più di un metro e mezzo di larghezza conservato nella chiesa di S. Maria Maddalena.

Il quadro venne dipinto per l'oratorio di Santa Maria Maddalena perché la Pia Università dei Cartai era allora legata all'ospedale di Santo Spirito in Sassia di Roma nella cui parrocchia si era trasferito all'inizio del seicento il Gentileschi dalla natia Pisa.

Il catalogo della mostra dedica alla “Maddalena” fabrianese un ampio spazio critico firmato da Massimo Francucci. .

Ha scritto Francucci per il catalogo della rassegna: “…si viene colpiti dalla forte fisicità della figura della santa genuflessa…questo tipo di raffigurazione avrà vasta eco in tutto il seicento, per il quale la Maddalena sarà sempre pretesto per raffigurare la bellezza femminile. I lunghi capelli che le scendono dietro la schiena fanno contrasto con la forte commozione suscitata dal crocefisso che la santa regge in mano e con il teschio sull'altare di pietra che ricorda come la bellezza femminile, purtroppo effimera, non durerà a lungo”

Guido Cagnacci è una delle personalità più affascinati e misteriose del seicento italiano. Basterà dire che il padre, conciapelli e messo della marchigiana Casteldurante, oggi Urbania, per punire il figlio degli scandali di cui si era reso protagonista a Rimini, nel testamento gli aveva detratto le spese per farlo studiare da pittore a Bologna e Roma!

Le sue opere ebbero vasta eco e, in particolare, nel periodo in cui lavorò a Venezia divenne ricercatissimo per i suoi nudi femminili.

Morì e venne sepolto a Vienna dove era stato chiamato alla corte degli Asburgo.

In allegato la Maddalena “fabrianese”

Letto 2543 volte

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Trasparenza

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo