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Le nozze d'argento con il volontariato, l'Avis comunale di Castelraimondo le ha festeggiate con una bella cerimonia, in cui insieme alle autorità si sono ritrovati i donatori, le loro famiglie, i simpatizzanti, le Avis dei paesi limitrofi (ben 42 gonfaloni e labari presenti), ma soprattutto tantissimi bambini, che al termine del saluto delle autorità, hanno liberato in cielo, tanti palloncini con il logo dell'associazione. L'Avis è l'associazione più numerosa del paese, raccoglie circa un decimo della popolazione. Fondata da un gruppo di pochi amici, con 31 soci iniziali e otto donazioni, oggi conta 461 iscritti, di cui 242 attivi, con 512 donazioni, che la rendono uno dei gruppi avisini più vivaci per l'attività di donazione. Ogni anno sono circa una trentina i nuovi donatori che entrano a far parte del gruppo. "La nostra breve storia ci ha insegnato che ad ogni traguardo raggiunto se ne presenta uno nuovo – ha detto Angelo Ciarafoni, presidente dell'Avis comunale di C.Raimondo – purtroppo il fabbisogno di sangue è in continuo aumento, per questo abbiamo avviato il progetto Avis a scuola, con lezioni agli alunni dalla terza alla quinta classe della scuola primaria, perchè sono loro il futuro della donazione". Hanno portato il loro saluto, oltre al sindaco di Castelraimondo Luigi Bonifazi, Angelo Sciapichetti, presidente regionale Avis e Silvano Donati, presidente provinciale. Tra i progetti innovativi portati aavanti dall'associazione, l'Avis Sibilla che mette insieme le Avis della zona territoriale 10, con risorse ed interventi comuni, ottenento ottimi risultati, anche per l'incremento delle donazioni.

Venerdì 3 ottobre l'Avis festeggia il patrono San Francesco con una messa, celebrata alle ore 10 dall'arcivescovo di Camerino, mons.Brugnaro. Sabato 4 si terrà al cinema Manzoni, alle 21, la commedia dialettale dal titolo "Ladri in Paradiso", messa in scena dal "Teatro Totò" di Pollenza.

Il ricordo commosso dei deportati ancora in vita, le parole di speranza di tanti giovani, le importanti riflessioni delle autorità presenti. Un cerimonia breve ma densa di significati, dove tutti in maniera unanime hanno riconosciuto l'importanza di mantenere viva la memoria dei fatti legati a Kahla ed ai suoi campi di lavoro, di trasmettere alle giovani generazioni i ricordi dei superstiti e soprattutto di continuare, in una società moderna spesso orientata a nuovi razzismi, a mantenere saldi i più alti valori legati alla pace, alla democrazia, alla libertà ed alla tolleranza ed alla solidarietà.

Su Kahla, Balilla Bolognesi, uno degli scampati che proprio il 2 ottobre compie gli anni, ricorda: “Ci sono mille e mille storie della deportazione, ognuna diversa, ognuna con le sue sofferenze, ma tutte hanno in comune: fame, freddo, morte, pidocchi, malattie, maltrattamenti”.

Questi i temi dell'incontro dibattito “La memoria di Kahla” nel 60° anniversario della nascita della costituzione.

All'evento hanno partecipato una delegazione di studenti provenienti da Kahla, i Consigli comunali dei Ragazzi di Tolentino e San Severino Marche, alcune classi dell'Istituto d'Istruzione Superiore “F. Filelfo”. L'iniziativa è stata promossa dall'Anpi di Tolentino e dal Comune di Tolentino, Assessorati all'Istruzione e alla Cultura, con il patrocinio della Provincia di Macerata e del Consiglio regionale delle Marche per ricordare i tanti deportati in Germania ed in particolare nel campo di lavoro di Kahla.

A coordinare i lavori il Sindaco di Tolentino Luciano Ruffini. Sono intervenuti Cesare Martini, Sindaco di San Severino Marche, il Presidente del Consiglio Regionale delle Marche Raffaele Bucciarelli, il Presidente della Provincia di Macerata Giulio Silenzi, l'Assessore all'Istruzione della Provincia di Macerata Clara Maccari, il Consigliere Regionale Francesco Massi Gentiloni Silverj e il Presidente della Comunità Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti.

Il dibattito è stato moderato da Lanfranco Minnozzi Presidente della sezione Anpi di Tolentino nel corso del quale sono intervenuti i deportati e molti studenti sul tema “La memoria tra culture scolastiche e testimonianze”. Molto pregnanti gli interventi di Sara Menchi Sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi di Tolentino e di Andrea Cruciani Sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi di San Severino Marche.

Le conclusioni sono state fatte da Alessandro Bruni Assessore all'Istruzione del Comune di Tolentino e da Massimo Marco Seri Assessore alla Cultura del Comune di Tolentino.


Taglio del nastro sabato 4 ottobre alle ore 10 per la nuova palestra Colleverde in via Fratelli Cervi. La nuova struttura, realizzata dal Comune in un'area adiacente alla scuola Fratelli Cervi, sarà utilizzata per attività scolastiche durante la mattinata, mentre nel pomeriggio e di sera sarà a disposizione del quartiere e delle società sportive.

L'impianto ha dimensioni interne di 36 x 19 metri, dispone di piccole tribune, di un campo di gioco per attività preagonistiche ed è dotato di servizi igienici, docce, spogliatoi per insegnanti e studenti, locale per visita medica e centrale termica ed idrica.

Collocata su un terreno in pendenza, la palestra ha l'accesso indipendente alle tribune dalla strada principale, sotto cui sono collocati i servizi, mentre il piano della palestra si sviluppa a quota inferiore. Il costo complessivo della struttura ammonta un milione 100 mila euro, cui si aggiungono 150.000 euro per la sistemazione esterna in corso di completamento.

Dopo il taglio del nastro, il saluto delle autorità e la benedizione dei locali, si svolgerà uno spettacolo-performance degli alunni della scuola Cervi, mentre nel pomeriggio la nuova struttura ospiterà un incontro di volley di Coppa Marche Regionale - Trofeo Adrio Giacomini tra la Montalbano Volley Sero Group e la SDS Color Montecassiano.

(Nella foto: la nuova palestra Colleverde).

Le rughe della vecchiaia formano le più belle scritture della vita, quelle sulle quali i bambini imparano a leggere i loro sogni”. Questa frase dello scrittore francese Marc Levy è la dedica che la Provincia di Macerata ha scritto su un cartoncino a firma del presidente Giulio Silenzi e dell'assessore alle Politiche sociali, Alessandro Savi, ai 67 centenari e ultracentenari residenti nell'ambito provinciale in occasione della Festa dei Nonni che cade domani, 2 ottobre.

Il cartoncino, che giungerà per posta nelle case dei più anziani maceratesi, è a forma di piccola pergamena, con il logo della Provincia e riporta il nome del destinatario a cui è aggiunta un frase diretta di ringraziamento “per la lunga vita trascorsa nella comunità e per aver condiviso con tutti conoscenza, esperienza e amore”.

L'iniziativa dell'Amministrazione provinciale, oltre che essere un modo per celebrare la Festa dei Nonni, istituita con la legge n. 159 del 31 luglio 2005, “esaltandone il ruolo e la figura”, come recita una mozione promossa lo scorso anno dal consigliere Andrea Blarasin e fatta propria all'unanimità dall'intero Consiglio, intende sottolineare l'attenzione della Provincia perso la popolazione anziana per la quale è in atto un apposito “progetto di ascolto” denominato “Anziani non più soli” e richiamare l'attenzione di tutti affinché le cosiddette “terza e quarta età” siano considerate “risorse sociali” e patrimonio di esperienza e saggezza da valorizzare.

Dei 67 centenari ed ultracentenari maceratesi, solo dieci sono uomini, di cui otto hanno un secolo esatto di vita e due hanno già compiuto 102 anni. Tra le 57 donne due hanno 106 anni, sei ne hanno compiuti 104 e altrettante sono quelle che ne hanno 103. Otto donne hanno compiuto 102 anni, tredici hanno raggiunto 101 anni, ventuno hanno festeggiato il secolo di vita ed una ha raggiunto la ragguardevole età di 109 anni.



COMUNICATO STAMPA N.690 1 OTTOBRE 2008


2 OTTOBRE, FESTA DEI NONNI (2): VENTUNO COMUNI MACERATESI CON RESIDENTI CENTENARI. A TREIA LA DONNA PIU' ANZIANA, TERESA BRACHETTA, DI 109 ANNI.


La città che conta più centenari è Macerata (13): Maria Battistini, Vittorio Bettucci, Lilia Bontempo, Giovanna Cecchi, Fiorina Ciarulli, Adele Cippitelli, Assunta Cipriani, Luigi Luchetti, Giuseppe Passantino, Maria Sebastiano, Anna Sopranzi, Natalina Gasparrini, Edvige Migliorelli. Seguono Recanati con 8: Assunta Castagnani, Giulia Pizzichini, Filomena Senesi, Teresa Antonucci, Bruna Maccaroni, Tullia Grassi, Teresa Casale, Marino Gabrielloni; Civitanova (7): Maria Benedetti, Elena Angelini, Giuseppa Formiconi, Adelina Alessandrini, Teresa Cecchi, Alessandro Morbiducci, Maddalena Silecchia; Tolentino (7): Giulietta Chioccola, Teodora Rubino, Ginevra Petrucci, Anna Zacconi, Rosa Rozzi, Rosa Tartabini, Elisa Mattioli; Porto Recanati (5): Giuseppina Bianchi, Italia Pagliericcio, Rosa Pilesi, Agata Simoncini, Felicina Torregiani; Appignano (3): Flavia Accorsi, Rosa Giuliani, Gina Zitti; Camerino (3): Dina Magaleppi, Maria Servili, Sesto Severini; Treia (3): oltre alla “più longeva” maceratese Teresa Brachetta, che ha compito 109 anni, ci sono Maria Sterpi e Maria Leonardi; Cingoli (2): Pacifico Chiariotti, Anna Francucci; Corridonia (2): Maria Illuminati e Dina Tentoni; Loro Piceno (2): Emilia Splendiani e Blandina Tiberi; San Severino (2): Rovellina Branciari e Domenico Dari-Mattiacci. Gli altri centenari sono: Sebastiana Ruggeri (Apiro), Luigi Senesi (Belforte del Chienti), Argia Paganelli (Castelraimondo), Maria Garbo (Matelica), Pasqualina Rossini (Mogliano), Cesira Fontanella (Montefano), Attilio Barchetta (Penna San Giovanni), Maria Principi (Pollenza), Ea Ortenzi (Sarnano), Giuseppa Moscatelli (Serravalle di Chienti).





La giunta regionale su proposta dell'assessore alla sanità Almerino Mezzolani ha approvato la presentazione di cinque progetti al Ministero per avere accesso al fondo di cofinanziamento per l'anno 2007 dei progetti attuativi del Piano sanitario nazionale.

Si tratta di iniziative a valenza regionale che interessano tutte le fasce della popolazione dai neonati agli anziani – spiega Mezzolani - e hanno lo scopo di migliorare l'assistenza ai malati anche terminali sia negli ospedali, sia nelle residenze protette sia in casa grazie alle nuove tecnologie oggi a disposizione. Il fine è sempre quello di rispondere in modo più appropriato ai bisogni della popolazione. Allo stesso tempo è prevista una responsabilizzazione dei soggetti coinvolti sugli obiettivi e sui risultati da perseguire per garantire i migliori risultati. ”.


PROGETTO PER L' OTTIMIZZAZIONE CLINICO-GESTIONALE DEL PAZIENTE ONCOLOGICO NEL MODELLO “CASA DELLA SALUTE”

Il progetto prevede di introdurre, nell'ambito delle già sperimentate Case della Salute della Regione un modello di telemedicina per l'assistenza domiciliare di tipo oncologico e la contestuale realizzazione di un sistema di controllo di gestione che consentirà di verificare sia il funzionamento del modello Casa della Salute che dell'assistenza domiciliare “virtuale”.

Finanziamento ministeriale 253.517 euro

Cofinanziamento regionale 130.000 euro


  • TUTELA DELLA SALUTE DELLE DONNE, ITALIANE ED IMMIGRATE E DEI NEONATI

Il progetto di prefigge di garantire la tutela della salute delle donne, italiane ed immigrate e dei neonati con particolare riguardo al percorso nascita e alla scelta consapevole della maternità attraverso interventi regionali volti a favorire la demedicalizzazione dell'assistenza in gravidanza, l'umanizzazione del parto, l'allattamento al seno e la presa in carico della donna, con particolare attenzione alle strategie di comunicazione interculturale ed ad un'offerta culturalmente pertinente alle donne immigrate. Le direttrici lungo le quali si intende raggiungere gli obiettivi sono quelle di rafforzamento di tutti i luoghi dove la sanità intercetta le richieste effettuate in tema a partire dai consultori familiari.

Finanziamento ministeriale: 1.050.000 euro

Cofinanziamento regionale 1.320.000 euro


  • RETE NEONATOLOGICA MARCHIGIANA – TRASPORTO NEONATALE DI EMERGENZA (STEN) E BACK TRANSFER

Questo progetto, a valenza regionale, propone un modello di collaborazione tra tutti i medici pediatri interessati alla cura dei neonati patologici attraverso la messa in rete delle pediatrie e ostetricie della regione. Ciò permetterà l'utilizzo di criteri comuni di classificazione della patologia del neonato con conseguente identificazione dei livelli di gravità dei pazienti e delle strutture più adatte alla loro cura attraverso l'utilizzo di linee guida terapeutiche condivise. Punto di riferimento sarà la Neonatologia dell'ospedale Salesi che propone di portare a regime il trasporto neonatale di emergenza nella struttura di III livello e il back transfer (il ritorno nella struttura di II livello) , di fungere da Centro Epidemiologico Perinatale Regionale per costruire grazie ai dati acquisiti un efficace programma di regionalizzazione delle cure perinatali stesse e di attivare il follow up neonatale (controllo periodico per verificare l'efficacia delle cure). Quest'ultimo è un aspetto essenziale della neonatologia. Nonostante infatti la sopravvivenza dei neonati pretermine sia notevolmente aumentata grazie al miglioramento globale dell'assistenza perinatale, si ha la consapevolezza che questi neonati hanno un elevato rischio di sviluppare deficit neuro-psico-sensoriali che possono gravare sulla qualità della loro vita e su quelle della loro famiglia.

Finanziamento ministeriale: 438.000 euro

Cofinanziamento regionale 136.800 euro


  • IMPLEMENTAZIONE DI UNA UNITA' SPINALE UNIPOLARE E MESSA IN RETE CON LE USU DELLE REGIONI LIMITROFE

L'obiettivo è l'implementazione di un modello organizzativo di tipo multidisciplinare finalizzato a migliorare tutte le necessità curative, assistenziali e riabilitative delle persone affette da lesione midollare garantendo l'ottimizzazione delle risorse. Questo modello viene già sperimentato all'interno dell'Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, complesso che presenta tutte le caratteristiche e le competenze necessarie per supportare una Unità Spinale a servizio della comunità regionale.

Finanziamento ministeriale: 948.537 euro

Cofinanziamento regionale 1.588.000 euro


  • MALATTIE RARE

Per quanto attiene l'Area progettuale delle malattie rare la scelta effettuata a livello nazionale è stata quella di approvare un progetto interregionale a cura della Commissione Salute e coordinato dalla Regione Toscana. Le quote di competenza delle Marche prevedono l'attivazione di reti assistenziali per la presa in carico di soggetti con malattia rara; lo sviluppo e l'utilizzo dei percorsi diagnostici terapeutici; l'attivazione di registri regionali per le malattie rare. Le malattie rare sono un insieme di circa 6000 malattie. La Regione Marche ha individuato nell'Azienda Ospedali Riuniti di Ancona il Centro di riferimento regionale di settore.

Finanziamento ministeriale: 942.627 euro

Cofinanziamento regionale: 282.780 euro


(c.p.)



Mercoledì 24 settembre solenne festa al convento francescano dei frati minori, santuario di s. Pacifico. S. Pacifico è stato festeggiato dal clero con una giornata di ritiro sul tema della parola di Dio in proseguimento del tema della tre giorni diocesana. Ha tenuto la meditazione suor Cristina Cruciani, nativa di Sanseverino Marche, suora della congregazione delle pie discepole del divin Maestro fondata dal beato Giacomo Alberione. Presso il convento di s. Pacifico si sono ritrovati preti da molte parti della diocesi ed una delegazione di sacerdoti e chierici anconetani del seminario regionale di Ancona con l'arcivescovo Edoardo Menichelli. L'incontro è stato aperto dalla celebrazione dell'ora terza della liturgia delle ore.

La mattinata s'è conclusa con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo di Ancona, cui hanno partecipato molti fedeli sanseverinati accorsi presso l'urna di s. Pacifico. Hanno concelebrato la quasi totalità dei sacerdoti presenti e alcuni frati francescani del convento di s. Pacifico e di altri conventi.

All'omelia il vescovo Edoardo ha ricordato come da piccolo al mattino presto del 24 settembre saliva con la mamma al santuario per la via crucis e la santa messa. Poi era molto attesa ,specie dai bambini, la colazione nella vicina osteria.

Il padre guardiano p. Pompeo Massei e i frati minori del santuario di s. Pacifico hanno intrattenuto i sacerdoti a pranzo. Al momento del pranzo è potuto intervenire anche il vescovo diocesano Francesco Giovanni Brugnaro, che ha voluto ricordare come un anno fa, proprio il 24 settembre, incontrò, in anticipo rispetto al suo ingresso ufficiale in diocesi, i suoi presbiteri raccolti ivi in ritiro spirituale insieme con l'amministratore apostolico mons. Giancarlo Vecerrica.


Chi era s. Pacifico?

Il suo nome di battesimo era Carlo Antonio Divini. Era nato a Sanseverino Marche il 1 marzo 1655. A 17 anni entrò tra i frati minori riformati con il nome di Pacifico. Religioso e sacerdote esemplare s'impose all'attenzione già dei contemporanei per la santità di parole e modo di vivere, nella pratica della penitenza, pazienza, raccoglimento, profonda orazione, gioia del servire. Morì nel convento di Sanseverino il 24 settembre del 1786. Fu beatificato nel 1786, canonizzato da papa gregario XVI il 26 maggio del 1839. Le spoglie mortali sono custodite in un'urna di vetro in un cappella laterale della chiesa di s. Maria delle Grazie annessa al convento.

I festeggiamenti in onore di s. Pacifico iniziati il 24 settembre, si sono conclusi domenica 28 settembre con molte manifestazioni religiose e civili.

Vincenzo Finocchio


I consiglieri regionali Massi, Pistarelli, e Viventi hanno presentato una proposta di legge che modifica la legge regionale 1 luglio 2008, n. 18:

Norme in materia di Comunità montane e di esercizio associato di funzioni e servizi comunali” nella parte in cui attribuisce ai Presidenti delle Comunità Montane le funzioni di Commissari”.


Tale norma prevede l'azzeramento delle Giunte e dei Consigli e i Commissari ne assumono tutti i poteri! E' il primo caso al mondo di un Commissario che non gestisce “l'ordinaria amministrazione”, ma esercita tutte le funzioni, anche la straordinaria amministrazione, di Giunta e Consiglio: ciò è abnorme! Per questo è stata chiesta, con forza, una corsia preferenziale così da portare all'esame, del Consiglio regionale, questa modifica in tempo per essere operativa il prima possibile.


Infatti l'attuale legge non prevede nessun tipo di controllo sull'operato dei Commissari dato che non sono previsti organismi di consultazione neanche a titolo gratuito, per tale motivo abbiamo sentito la necessità di modificare la legge prevedendo l'obbligo per i Commissari di nominare una sorta di “Comitato del Commissario” costituito da 9 componenti scelti negli ex consigli comunitari e rappresentativi, per 1/3, della minoranza, che, a titolo gratuito, coadiuvino e, di conseguenza, controllino le funzioni del Commissario.


I nove componenti sono un organismo di “collaboratori del Commissario” a al tempo stesso di controllori per questo un terzo di essi deve essere composto di consiglieri di minoranza. In tal modo, rispettando i limiti di spesa, si assicura anche un controllo ed una dialettica democratica nell'organo di Governo e nel territorio della Comunità stessa.



Il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca ha incontrato i segretari regionali di CGIL-CISL-UIL Gianni Venturi, Stefano Mastrovincenzo, Graziano Fioretti, per fare il punto sulla situazione della crisi dell'A.Merloni e del distretto fabrianese.

Regione e Sindacati chiedono l'immediata definizione e presentazione del piano industriale aziendale: necessità indifferibile, per il rispetto degli impegni ripetutamente assunti dall'Azienda e mai onorati, per l'aggravamento della situazione legata all'indotto e allo svolgimento dei cicli produttivi.

Regione e Sindacati, di fronte alla necessità di individuare nuove prospettive in tempi rapidi e certi, sollecitano l'adozione da parte dell'Azienda di tutte le misure utili al fine di salvaguardare le prospettive industriali e occupazionali del territorio: lavoro e la coesione del territorio: tra queste misure l'attivazione della “legge Marzano”, capace di offrire significativi benefici per il sostegno al reddito dei lavoratori e per il rilancio delle attività sociali ed economiche del territorio. L'applicazione di tale normativa, inoltre, potrebbe essere facilitata ed estesa con una integrazione in sede di conversione del DL 134/08 (decreto Alitalia), ad esempio prevedendo che la disciplina di intervento riguardi non solo le imprese operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali bensì anche situazioni di difficoltà del “made in Italy”.

La Regione Marche ha chiesto al Governo centrale di rafforzare le tutele anche per i lavoratori dell'indotto, con la previsione di un fondo adeguato di ammortizzatori sociali in deroga per le esigenze delle piccole imprese del distretto, che andrebbe ad aggiungersi a quello già operante ed attivato dalla Regione.

Questi temi, così come altri punti dell'accordo di programma proposto, sarà al centro dell'attenzione dell'incontro istituzionale tra il Ministro Claudio Scajola ed i Presidenti delle Regioni Marche Spacca, Umbria Lorenzetti ed Emilia-Romagna Errani, che si svolgerà mercoledì prossimo 1 ottobre a Roma, presso il Ministero allo Sviluppo Economico.





Era stato iscritto per ultimo, ma è risultato primo. “Powerpon Casinò royal” – questo il suo nome – uno “spitz tedesco nano arancio” è risultato, infatti, il cane vincitore della 16^ Esposizione nazionale cinofila che si è svolta domenica scorsa a Villa Potenza di Macerata nell'ambito della 64^ mostra degli uccelli e dei cani organizzata dalla Provincia di Macerata e dal Gruppo cinofilo maceratese. A Premiare il suo proprietario, Riccardo Gentili di Montelupone, è stato il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, intervenuto alla cerimonia di chiusura della manifestazione insieme all'assessore Paola Cardinali, al consigliere referente per la caccia, Ezio Manzi e al presidente del Gruppo cinofilo, Sandro Pacioni.

Al secondo posto si è classificata, “Ruby Rose”, una cagnolina di razza “barbone miniatura” portata in mostra dalla sua proprietaria, Mara Gordini di Lugo (Ravenna).

Sul podio, per la terza piazza, è salito infine “Timber Wolf”, un cane lupo di tipo “cecoslovacco”, proveniente dall'allevamento Arimminum di Rimini

Al concorso cinofilo hanno partecipato quest'anno 360 esemplari di varie razze, provenienti da diverse regioni d'Italia.

La rassegna maceratese prevedeva un concorso anche per la mostra degli uccelli. Come migliore espositore di volatiti nazionali ed esotici ha vinto Maurizio Rossi di Hobby Zoo di Macerata, premiato dal consigliere provinciale Ezio Manzi. Tra gli espositori delle attrezzature è stato premiata la ditta Cigolè di Chiaravalle.



 

Netta e unanime è stata la contrarietà espressa dal Consiglio Direttivo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini alla realizzazione della discarica per rifiuti industriali nel Comune di Pievebovigliana. Il Consiglio - riunitosi lunedì 6 ottobre - e il Presidente Marcaccio esprimono pubblicamente, quindi, tale posizione; se da un lato, infatti, il sito su cui dovrebbe sorgere l'impianto ricade fuori dai confini del Parco, dall'altro appare evidente come tale scelta potrebbe vanificare gli sforzi compiuti finora dal Parco e dai Comuni che vi fanno parte per migliorare la qualità ambientale del territorio.

Oltre ad essere a ridosso dei confini dell'area protetta, la superfice scelta per la realizzazione della discarica si trova a poche centinaia di metri dall'Oasi di protezione faunistica di Polverina, area di svernamento e di transito di alcune importanti specie di uccelli.

L'aspetto che più di altri, però, sembra essere stato preso poco in considerazione è messo in luce dal Presidente Marcaccio: “Bisogna tenere in considerazione il valore turistico dell'area: si tratta, infatti, di uno dei principali accessi al Parco situato nell'asse viario della Val di Chienti. Il piccolo comune di Pievebovigliana racchiude in sé gli elementi che più di altri caratterizzano il Parco dei Sibillini: un ambiente naturale di pregio, modellato con saggezza dal lavoro millenario dell'uomo, unito a testimonianze artistiche ed architettoniche di grande valore storico e culturale.”.

Torna alla ribalta, così, la questione delle aree contigue; “Le aree a ridosso dei confini dei parchi – prosegue, quindi, Marcaccio – sono intrinsecamente connesse, dal punto di vista ecologico e paesaggistico, a quelle protette. La legge quadro del 1991 prevede per queste aree un particolare regime di tutela: sono state pensate come una sorta di ‘cuscinetto' fra l'area protetta e il restante territorio e, in qualche caso, come zone di naturale espansione della stessa area protetta; purtroppo, di questa istituzione, in Italia non vi è ancora traccia. Così facendo si rischia, da un lato, di relegare i territori ricompresi nei parchi ad aree lasciate a sé stesse, come fossero ingessate ed oberate di vincoli, dall'altro, di abbandonare i territori immediatamente limitrofi ad un incontrollato sviluppo industriale che non è assolutamente coniugabile con i principi della tutela della natura e dello sviluppo turistico sostenibile.”.

 

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