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“Una grande operazione di architettura amministrativa, tecnica e di compatibilità ambientale”. Così l'assessore regionale ai Lavori Pubblici, Gianluca Carrabs, ha definito l'avvio dell'escavazione del porto di Senigallia, avvenuta, oggi, alla presenza delle autorità regionali, cittadine, portuali e dell'associazionismo nautico locale. L'intervento rientra nell'ambito dell'Accordo di programma sottoscritto dal ministero dell'Ambiente, Regione Marche, Autorità portuale di Ancona e i Comuni di Civitanova Marche, Fano, Numana Senigallia. L'obiettivo dell'intesa, del valore di 18 milioni di euro, è quello di dragare le aree portuali marchigiane, per favorirne lo sviluppo sostenibile e la piena operatività. Il cantiere di Senigallia è il primo intervento avviato, grazie alla disponibilità del Comune di San Benedetto del Tronto che ha messo a disposizione una “cassa di colmata”, per l'ampliamento delle proprie banchine portuali, nella quale conferire il materiale prelevato a Senigallia. “San Benedetto e Senigallia, due eccellenze regionali – ha rimarcato l'assessore senigalliese Maurizio Mangialardi – hanno lavorato in sinergia per favorire la crescita del turismo marchigiano”. Anche Carrabs ha ribadito l'importanza della collaborazione istituzionale: “Quando la pubblica amministrazione lavora insieme, i problemi dei cittadini vengono risolti celermente e con soluzioni tecnologiche avanzate. Sono decenni che i porti marchigiani attendono di essere dragati, per restituirli alla loro completa funzionalità. A Senigallia parte un percorso che coinvolgerà anche le altre località portuali. La cassa di colmata di Ancona sarà presto pronta e lì troveranno la localizzazione gli escavi di tutti gli altri porti interessati all'Accordo di programma”. Secondo le autorità portuali presenti, quanto realizzato nelle Marche (Accordo di programma, con stoccaggio in casse di colmata destinate a migliorare la fruibilità portuale), rappresenta un modello di riferimento per la realizzazione delle opere marittime. Le questioni tecniche sono state illustrate dall'ingegnere della Regione, Vincenzo Marzialetti (Lavori pubblici e Difesa della costa). Complessivamente i porti marchigiani hanno la necessità di dragare 400 mila metri cubi di materiale. Duecento mila verranno presto allocati nel porto di Ancona (è stato già approvato il progetto esecutivo della prevista cassa di colmata), assicurando una “grande risposta” all'operatività degli scali: problema sempre più avvertito dagli amministratori e dagli operatori portuali. L'intervento di Senigallia prevede la movimentazione di 18 mila metri cubi di materiale, con un costo complessivo di 950 mila euro. Secondo i tecnici della ditta appaltatrice (cooperativa San Martino di Marghera), i lavori – senza ostacoli meteorologici - verranno conclusi entro 45 giorni. (r.p.)
Finalmente... Festival!!!! Inaugura domani a Macerata la quarta edizione dello Sferisterio Opera Festival, 45esima stagione lirica di tradizione, con l'attesa 'prima' del nuovo allestimento del Don Giovanni, dramma giocoso in due atti su libretto di Lorenzo Da Ponte, con cui Wolfgang Amadeus Mozart, poco più che trentenne, segna la storia del mito e della musica. Dal 29 ottobre del 1787 - anno della prima rappresentazione a Praga, nel teatro dove sedeva un Don Giovanni in carne e ossa, ovvero Casanova - il viaggio dell'irredento seduttore verso la sua perdizione non si è mai fermato. L'appuntamento con il nuovo allestimento curato nella regia, nei costumi e nelle scene da Pier Luigi Pizzi, e nella direzione da Riccardo Frizza sul podio della Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, sarà al Teatro Lauro Rossi alle ore 21, un teatro gremito di pubblico e di illustri ospiti. Tutte esaurita la prima, ed esaurite anche le repliche del 28 e del 30: una risposta eccezionale per la prima delle quattro opere in cartellone, che nel nuovo allestimento maceratese vanta la presenza di alcuni tra i migliori cantanti che oggi interpretano gli appassionanti personaggi dell'opera. A partire dalla figura del libertino e seduttore protagonista, affidata allo stile e alla vocalità mozartiana di Ildebrando D'Arcangelo, che del capolavoro mozartiano ha interpretato nel corso degli anni i ruoli di Leporello, Masetto ed ora Don Giovanni, nei più grandi teatri del mondo da Salisburgo al Metropolitan di New York. Carmela Remigio, anche lei abruzzese dalla carriera internazionale, debutterà al Lauro Rossi il ruolo di Donna Elvira, la più battagliera e passionale delle amanti di Don Giovanni. Donna Anna è il soprano greco Myrtò Papatanasiu. Il basso marchigiano di Grottammare Andrea Concetti è Leporello, William Corrò è Masetto, Manuela Bisceglie è Zerlina, il tenore americano Marlin Miller è Don Ottavio, Enrico Iori è il Commendatore. Il Coro Lirico V. Bellini è diretto da David Crescenzi. I movimenti coreografici sono di Roberto Pizzuto, le luci sono di Sergio Rossi. Nel Coro dei contadini cantano Giuseppina Brindelli, Francesca Pacileo, Paulo Lopes Paolillo, Andrea Zaupa.
Don Giovanni... e non solo. Perché nel nome dell'Inganno – il tema cardine dello Sferisterio Opera Festival 2009 – saranno a Macerata due illustri presenze. La prima è quella del musicologo e giornalista Lorenzo Arruga, firma di prestigio di testate quali “Panorama” e “Il Giornale”, che presenterà il capolavoro mozartiano nell'ambito dell'Aperitivo Culturale previsto agli Antichi Forni (Piaggia della Torre) di Macerata alle ore 12. Un incontro da non perdere, promosso dall'Associazione Arena Sferisterio in collaborazione con Associazione Sferisterio Cultura.
Alle ore 18 appuntamento all'Auditorium San Paolo con il critico d'arte e antropologo (come ama definirsi) Philippe Daverio, che torna a Macerata per parlare di 'Inganno' nel corso della Conferenza Inaugurale ad ingresso gratuito. L'inganno – spiega il Professor Daverio - non è mai riuscito a diventare vizio capitale come la sua sorella maggiore, l'invidia. Perché l'invidia non e' vizio ma peccato, cioè non pulsione al crimine bensì vero crimine commesso. Vero? Forse no! In quanto esiste una declinazione leggera dell'inganno che ne fa lo strumento necessario alla convivenza fra gli uomini e alla ricchezza delle nazioni".
E' stato presentato nella Sala Consiliare della Provincia di Macerata ill programma della 23° edizione del Camerino festival, rassegna internazionale di musica e teatro da camera. Il presidente della Provincia di Macerata Franco Capponi ed il vicesindaco e assessore alla cultura e al turismo del Comune di Camerino Gianluca Pasqui hanno introdotto il prestigioso calendario del festival sottolineando che la rassegna internazionale è uno degli eventi di punta della proposta estiva della Provincia di Macerata, con appuntamenti da non perdere in cornicii suggestive (Sala consiliare di Palazzo Bongiovanni, Teatro Filippo Marchetti, Galleria dell'Antinori a Castello di Lanciano).
Francesco Rosati, direttore artistico del Camerino Festival e “cuore della rassegna” - come ha sottolineato il vicesindaco di Camerino - è entrato nei dettagli dell'articolato calendario: singolare innesto di musica contemporanea su musica classica, “festival caratterizzato da contaminazioni sorprendenti – ha detto Rosati – che però conserva atmosfere intime, in luoghi d'arte magici: unione singolare tra luogo e oggetto della rappresentazione musicale”. L'edizione 2009 del festival è anche caratterizzata, oltre che per la consueta trasversalità di generi, da una presenza interessante di grandi pianisti che sono attesi a Camerino, dal 27 luglio al 18 agosto, per la 23ª edizione della rassegna internazionale di musica e teatro da camera.
Aprirà il 27 luglio il pianista e compositore Nicola Piovani, autore di indimenticabili colonne sonore, che nella sua formazione in quintetto eseguirà alcune tra le più belle pagine consegnate al cinema (La vita è bella. Pinocchio. Caro diario. La stanza del figlio…), alla televisione e al teatro.
Il 31 luglio il Festival presenterà la formazione da camera per eccellenza del pianoforte, quella in trio con il violino e violoncello, con uno dei maggiori complessi al mondo: il Trio di Parma; bellissimo il programma, con il Trio “Gipsies” di Haydn, il Trio op. 66 di Mendelssohn e il Trio in la minore di Maurice Ravel.
Il 2 agosto il Camerino Festival ospiterà di nuovo la star internazionale Alexander Lonquich, stavolta in duo pianistico a 4 mani con Cristina Barbuti in un programma tutto dedicato a Franz Schubert. Un duo di grande prestigio, più volte lodato dalla stampa internazionale per le interpretazioni piene di armonia e intesa, una coppia che interpreta il fragile mondo emotivo di Schubert tecnicamente in modo stupendo e senza alcun compromesso dal punto di vista emozionale.
Ancora protagonista il pianoforte, il 9 agosto, con il recital di Roberto Prosseda, pianista recentemente salito alla ribalta internazionale in seguito a una serie di registrazioni Decca dedicate a capolavori e musiche inedite di Felix Mendelssohn, cui ha fatto seguito una fortunata serie di concerti in Europa, Cina e America, tra cui la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Berlino e il Gewandhaus di Lipsia. A Camerino presenterà un piacevolissimo programma dal titolo “Romanze senza parole”, impaginato con i celebri Lieder ohne Worte di Menedelssohn ed alcuni Notturni di Chopin.
La musica del Novecento sarà invece la protagonista della serata del 13 agosto con il trombonista americano Mike Svoboda e il pianista Fabrizio Ottaviucci, impegnato quest'ultimo nel nono Klavierstück di Karlheinz Stockhausen.
Una serata dedicata all'arte italiana “La Suave melodia. Il Seicento e il Settecento italiano” è quella di sabato 8 agosto nella barocca Galleria dell'Antinori al castello di Lanciano con Massimo Lonardi (arciliuto), Matteo Mela (chitarra barocca), Lorenzo Micheli (tiorba e chitarra barocca).
Serata finale il 18 agosto con Stefano Bollani, in un concerto jazz con il noto trombettista Enrico Rava; in programma alcuni estratti dagli ultimi successi discografici del duo per l'etichetta ECM.
Prosegue intanto la prevendita dei biglietti presso la segreteria del festival (0737/636041; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..) aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30. Altre informazioni sono disponibili sul sito: www.camerinofestival.it.
Sostegno al reddito dei lavoratori in mobilità, meccanismi di anticipazione della Cassa integrazione, la formazione, l'istituzione di un Osservatorio che monitorizzi l'andamento economico-occupazionale, interventi per assicurare il credito bancario alla imprese, l'apprendistato, interventi per il settore occupazionale del commercio dove più forte è il fenomeno del precariato. Soprattutto di questo si è parlato nel primo incontro che il neo assessore provinciale alle politiche del Lavoro, Andrea Blarasin, ha avuto con i rappresentanti delle segreterie territoriali delle confederazioni sindacali. Un incontro che si è svolto nella sede dell'Assessorato, in via Armaroli, volto alla reciproca conoscenza, ad avviare rapporti costruttivi, ma anche ad avere un confronto complessivo in ordine della situazione socio-economica in provincia di Macerata.
Ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali – erano presenti Marco Ferracuti (Cisl), Roberto Broglia (Uil), Salvatore Zizzi (Ugl), insieme ad alcuni loro collaboratori, mentre la Cgil era assente per concomitanti impegni della Confederazione - l'assessore Blarasin ha comunicato che la Provincia intensificherà tutte quelle funzioni che può svolgere nell'ambito della “programmazione regionale e nel rispetto dei processi di concertazione sociale”. In particolare, l'assessorato assicurerà la gestione delle misure di sostegno all'occupazione e alla creazione di nuova impresa, la gestione ed il controllo delle attività di formazione professionale e di apprendistato, sostegno ai processi aziendali di trasformazione organizzativa e di formazione tecnologica finalizzati alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Inoltre l'assessore ha espresso l'intenzione di attivare il fondo di garanzia di centomila euro per “microcredito” a favore di famiglie in difficoltà e di dare il massimo impulso alla Commissione provinciale per il lavoro, quale struttura in grado di assicurare la concertazione con le parti sociali in ordine all'esercizio delle funzioni dell'ente in materia di formazione e lavoro.
L'assessore Blarasin ha colto l'occasione dell'incontro per consegnare alle organizzazioni sindacali l'ultima rilevazione sul mercato del lavoro (al 30 giugno) effettuata dalla Provincia, attraverso i propri Centri per l'impiego.
Sul fronte delle assunzioni nel primo semestre dell'anno esse sono state 23.750 con una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2008 di circa il 25%. Tale diminuzione riguarda tutte le tipologie contrattuali ad eccezione dei contratti “intermittenti” che sono passati dai 241 dello scorso anno ai 3.098 dell'anno in corso. Le assunzioni a tempo indeterminato nei primi sei mesi del 2009 sono state 3.337, quelle a tempo determinato 13.040. L'andamento delle assunzioni nel corso del semestre registra una ripresa dopo il numero minimo di febbraio (3.035). A marzo sono state 3.199, ad aprile 3.512, a maggio 4.382 a giugno 4.475.
I licenziamenti hanno interessato tutti i comparti, con maggiore incidenza in quelli a più alta densità occupazionale: commercio, costruzioni, industria metalmeccanica. I lavoratori posti in mobilità nel primo semestre 2009 sono stati 1.393 (88% in più rispetto al periodo gennaio-giugno 2008) di cui 623 nel comprensorio del Centro impiego di Civitanova Marche (+ 70%), 370 nel comprensorio di Macerata (+110%), 400 nel comprensorio di Tolentino (+101%). Il 33% dei lavoratori posti in mobilità ha un'età compresa tra 30 e 39 anni, il 30% è nella fascia 40-49 anni e il 24% oltre i 50 anni.
Sommando i lavoratori iscritti in mobilità nel primo semestre 2009 a quelli che vi risultavano già alla data del 31 dicembre, il totale ammonta a 3.529 unità di cui: 749 settore calzaturiero, 389 commercio, 388 industria metalmeccanica, 309 costruzioni, 255 tessile ed abbigliamento.
Gli iscritti come disoccupati o inoccupati nei tre Centri per l'impiego della provincia di Macerata alla data del 30 giugno erano 6.739 di cui 3.568 donne e 3.171 uomini. L'andamento semestrale registra una diminuzione dopo il picco massimo del mese di marzo (1.469): ad aprile le iscrizioni sono state 1.057, a maggio 748, a giugno 711.
Nella foto, un momento dell'incontro
Regione Marche e Guardia di Finanza alleate nella tutela dell'integrità della vita delle persone, nella prevenzione di eventi calamitosi, nella pianificazione di piani d'emergenza, di soccorso e di contrasto di rischi ambientali: tutto ciò grazie ad un accordo di più stretta cooperazione e scambio di competenze professionali tra la Protezione civile regionale e il Comando Regionale Marche.
E' questo il senso del protocollo siglato oggi, nella sede della Regione Marche, dal presidente Gian Mario Spacca e dal Generale Francesco Petraroli, Comandante Regionale Marche della Guardia di Finanza.
Il documento dà il via ad una importante collaborazione tra la Regione e le Fiamme Gialle finalizzata ad accrescere l'impegno sul territorio, con particolare riferimento alla vigilanza, alla lotta agli incendi boschivi e al monitoraggio delle aree a rischio.
Grazie al protocollo d'intesa, la Regione rafforzerà quindi i rapporti esistenti con la Guardia di Finanza, ottimizzando le comunicazioni tra enti e la circolazione delle informazioni tra le rispettive sale operative al fine di intervenire tempestivamente nelle situazioni di rischio.
“Questo accordo – ha detto il presidente Spacca - si inserisce all'interno delle strategie di previsione, prevenzione e studio dei diversi rischi che incombono sul territorio per i conseguenti interventi in caso di crisi e rappresenta uno strumento per accrescere l'interoperatività tra le diverse sale operative avendo come obiettivo l'incolumità delle persone e la salvaguardia delle cose.
Sicuramente l'apporto della Guardia di Finanza sarà decisivo per rendere ancor più tempestiva ed efficace la risposta del Sistema di Protezione Civile regionale”. Il Generale Petraroli, nel sottolineare come la presenza sul territorio di uomini e mezzi del Corpo già assicuri una tutela della collettività nei suoi bisogni di sicurezza, ha evidenziato che “la sinergia che si attuerà tra i diversi enti, non potrà che apportare ulteriori benefici in favore dell'integrità della vita umana e dell'ambiente”.
Il Direttore Regionale della Protezione Civile, Roberto Oreficini, infine, ha ribadito che “la collaborazione così siglata migliorerà sensibilmente il controllo del territorio ed i tempi di reazione ad eventuali eventi di rischio e/o calamità, favorendo una più efficiente ed efficace risposta del dispositivo complessivo”.
La suggestiva cornice del cortile di palazzo Servanzi Confidati a San Severino Marche ospiterà, domenica 2 agosto, lo spettacolo “Affabulazioni sonore – La Sibilla”, inserito nel programma del festival Terra di Teatri 2009 promosso dalla Provincia di Macerata. Lo spettacolo, per la direzione artistica di Serena Cavalletti e la direzione organizzativa di Marco Gasparrini, è un'opera contemporanea che viene presentata in prima esecuzione assoluta dall'attrice Rosetta Martellini e dal pianista Simone Cartuccia su musiche di Tonino Tesei e testo di Ivan Sciapeconi. Si tratta di un'opera da camera per soli voce recitante, violino e pianoforte. Il melologo, sul mito leggenda della Sibilla dell'Appennino maceratese, intende portare a conoscenza i caratteri e la trasmissione di uno dei miti più famosi del nostro territorio poiché il suo intreccio con le caratteristiche fisiche dell'ambiente a cui si lega spiega da un lato la sua origine e dall'altro descrive una parte delle radici della nostra civiltà. Esso, inoltre, pone in relazione la nostra Sibilla con le altre esistenti nel mondo, creando un incontro tra cultura e crea un'opera riproducibile nel tempo che integra musica e testo per rafforzare la componente emotiva della narrazione.
Nella foto: l'attrice Rosetta Martellini
Dopo la levata di scudi delle Regioni, capeggiata dalla Toscana, arriva la precisazione: "Non ho nulla contro le Comunità Montane ma sono contrario a quelle che, come si è verificato, si trovano all'altezza del mare. Siccome dal centro è impensabile verificare cosa serve fare saranno le regioni a fare un censimento, una ricognizione e i tagli ci saranno nel momento in cui queste saranno cancellate dalle leggi dello Stato".
“Siamo lieti” afferma la presidente dell'Uncem Marche, Maria Assunta Paci, “che il Ministro Calderoli abbia meglio precisato il suo pensiero. Siamo d'accordo con lui che le Comunità Montane devono esserci solo dove servono e sono utili alle popolazioni locali, del resto già quasi tutte le regioni le hanno riformate, tagliando territori e ridimensionando organi e indennità.
Le Marche non solo hanno quasi dimezzato le CC.MM. ma, con una modifica da noi sostenuta, ora al vaglio della Commissione Consiliare competente, stanno ancor più semplificando gli organi per renderli maggiormente efficaci e con minori costi, senza però alterare la loro capacità di dare risposte ai bisogni dei piccoli enti locali e dei cittadini della montagna”.
“A questo punto” - dichiara Maria Assunta Paci “si rende urgente un tavolo per discutere, non tanto del futuro delle Comunità Montane, ma per verificare in concreto cosa occorre fare per farle davvero divenire quell'Agenzia di sviluppo dei territori così come auspica la legge regionale di riforma approvata nel giugno scorso. Si tratta di semplificare, razionalizzare i servizi migliorando l'offerta e dove possibile, diminuendo anche la spesa. Proprio in questa ottica”, continua la Paci, “abbiamo accolto con grande soddisfazione la disponibilità dell'Assessore regionale con delega agli enti locali, Stefania Benatti, a visitare i nostri territori in modo che possa rendersi conto in prima persona di ciò che è più opportuno fare per dare risposte ancor più aderenti alle necessità dei cittadini marchigiani.
Inoltre, visto che il ministro Brunetta invoca la trasparenza nella gestione degli enti locali, credo che dovrebbe prendere come modello proprio la montagna dove la trasparenza è di casa perchè, anche volendo, non si possono fare bilanci non-trasparenti. In quanto all'efficienza basti dire che un comune montano vive di stenti e quindi è portato, per fatto
naturale, a ricercare la massima efficienza”.
Le nostre strade comunali e provinciali, mi riferisco in particolare alla sp361 nel tratto Castelraimondo – Macerata, sono state riempite dai nostri amministratori e sindaci di rilevatori di velocità. Forse penserete che ai nostri politici locali stia a cuore la sicurezza e la salute di noi cittadini, ma non è proprio così:
1. abbiamo delle strade obsolete, maltenute, vecchie di 60 anni e bastano alcuni giorni di pioggia o di neve perché esse diventino una miriade di buche e spaccature ;
2. a questo punto i nostri politici pensano, e molti di loro lo hanno attuato, di posizionare i rilevatori di velocità. Alcuni di questi, di colore blu, sono mascherati tra la vegetazione. Colori somiglianti, il verde e il blu, che rendono difficile l'immediata identificazione degli stessi rilevatori;
3. i cartelli “Attenzione strada sottoposta a controllo di velocità“, che dovrebbero essere collocati almeno 400 metri prima dei rilevatori, disattendono tale distanza e addirittura vengono collocati ovunque senza alcun senso logico.
Quanto sopra denota chiaramente che i nostri “politici locali” non hanno compreso cosa significhi veramente la parola prevenzione. Collocare sulla strada dissuasori d'ogni tipo significa fare solo repressione e cassa; far nascondere o mimetizzare i propri vigili urbani muniti di laser dietro siepi, tra muri di abitazioni, non è certamente un buon segno di civiltà, a discapito di quella deontologia professionale tanto osannata dai Testi Unici. Prevenzione è quando i tutori dell'ordine pubblico non diventano lo spauracchio della strada, ma assumono per il cittadino un ruolo di punto di riferimento, realizzano un colloquio fiducioso, mettendo in atto i dovuti controlli con autorevolezza e professionalità, effettuando ad esempio prelievi durante la guida per il tasso di alcool assunto e/o sostanze stupefacenti. Fare in modo che le nostre strade diventino una struttura adeguata per i nostri tempi, “siamo nel 2009 se qualche Autorevole politico non se lo ricorda”. Sarebbe bene togliere quei limiti di 50 chilometri orari, percorrenza limite esclusiva nei centri abitati, e sostituirli, anche in prossimità dei centri commerciali e/o industriali, con i 70 chilometri orari, limite quest'ultimo, insieme ai 90 km/h, consono all'inarrestabile progresso, senza ritornare al cavallo, mezzo medioevale, in lunghi percorsi dove per fare 40/80 Km. di strada per recarsi al lavoro e conservarsi la Patente di Guida evitando multe “bisogna avere tanta, ma tanta fortuna”. La situazione dovrebbe essere presa in esame anche dalle associazioni di categoria; la categoria “utente della strada” non è composta solo da persone che vanno in giro per piacere, ma anche da lavoratori che producono, dal terziario che è in continuo movimento. Cosa fanno quindi le associazioni dei consumatori? Direi che stanno solo a guardare e forse neanche quello. Cosa fanno le autorevoli ditte costruttrici di auto? Stanno a guardare anche loro? Non si rendono conto che fra poco dovranno produrre auto che non superano i 90/130 chilometri orari, quando va bene? Concludo dicendo che una vera prevenzione sulla strada si fa con il cittadino e non contro il cittadino, seguendo il progresso senza fermarsi al regresso ideologico di cose già dette, fatte e rifatte.
Francesco Nottolini
Dopo il convegno “Una sanità modello per un nuovo modello di sanità” , il viceministro Fazio, il presidente Spacca e l'assessore Mezzolani accompagnati da Don Vinicio Albanesi hanno visitato il servizio di telemedicina nell'Unità di cardiologia dell'Inrca diretta dal dottore Roberto Antonicelli. La telemedicina è la trasmissione a distanza di informazioni sanitarie da un paziente remoto ad un centro di ascolto attraverso un adeguato sistema informatico e di telecomnunicazione. Il call center dell'Inrca è attivo h 24 e rappresenta il cuore di questo sistema dotato di tutte le attrezzature necessarie per svolgere le funzioni di teleassistenza cardiologica. L'esperienza alle spalle è decennale e l'obiettivo è di far viaggiare le informazioni piuttosto che gli anziani. Attualmente il call center segue 150 soggetti a domicilio ed è collegato ad una rete di 100 case di riposo. Antonicelli ha presentato al viceministro il prototipo di un braccialetto che monitora oltre alle funzioni base dell' organismo anche la postura. Se l'anziano cade si attiva in automatico la richiesta di soccorso.
In questi giorni è entrato in funzione presso il Palazzo del ghiaccio un nuovo impianto di refrigerazione della pista di pattinaggio che va a sostituire quello che ha funzionato per oltre 20 anni, fin dal giorno della apertura di questo importante impianto del Centro Italia .
Nel frattempo sono in pieno corso le attività di allenamento di molti ragazzi e ragazze che svolgono attività agonistica e si ritrovano ad Ussita d'estate perché questo palaghiaccio è l'unico funzionante nella stagione estiva.
Quest'anno hanno portato ad Ussita i loro allievi le insegnanti Sabrina Fiordelmondo, Marina D'Agata, Marta Grimaldi, Arianna e Cristina Lo Long, Valentina Vaselli, Claudia Olivieri, Annalisa Spampinato, Stefania De Luca e Patricia Di Natale.
