Rilevatori di velocità: prevenzione o repressione?

Lunedì, 20 Luglio 2009 02:00 | Letto 5481 volte   Clicca per ascolare il testo Rilevatori di velocità: prevenzione o repressione? Le nostre strade comunali e provinciali, mi riferisco in particolare alla sp361 nel tratto Castelraimondo – Macerata, sono state riempite dai nostri amministratori e sindaci di rilevatori di velocità. Forse penserete che ai nostri politici locali stia a cuore la sicurezza e la salute di noi cittadini, ma non è proprio così: 1. abbiamo delle strade obsolete, maltenute, vecchie di 60 anni e bastano alcuni giorni di pioggia o di neve perché esse diventino una miriade di buche e spaccature ; 2. a questo punto i nostri politici pensano, e molti di loro lo hanno attuato, di posizionare i rilevatori di velocità. Alcuni di questi, di colore blu, sono mascherati tra la vegetazione. Colori somiglianti, il verde e il blu, che rendono difficile limmediata identificazione degli stessi rilevatori; 3. i cartelli “Attenzione strada sottoposta a controllo di velocità“, che dovrebbero essere collocati almeno 400 metri prima dei rilevatori, disattendono tale distanza e addirittura vengono collocati ovunque senza alcun senso logico. Quanto sopra denota chiaramente che i nostri “politici locali” non hanno compreso cosa significhi veramente la parola prevenzione. Collocare sulla strada dissuasori dogni tipo significa fare solo repressione e cassa; far nascondere o mimetizzare i propri vigili urbani muniti di laser dietro siepi, tra muri di abitazioni, non è certamente un buon segno di civiltà, a discapito di quella deontologia professionale tanto osannata dai Testi Unici. Prevenzione è quando i tutori dellordine pubblico non diventano lo spauracchio della strada, ma assumono per il cittadino un ruolo di punto di riferimento, realizzano un colloquio fiducioso, mettendo in atto i dovuti controlli con autorevolezza e professionalità, effettuando ad esempio prelievi durante la guida per il tasso di alcool assunto e/o sostanze stupefacenti. Fare in modo che le nostre strade diventino una struttura adeguata per i nostri tempi, “siamo nel 2009 se qualche Autorevole politico non se lo ricorda”. Sarebbe bene togliere quei limiti di 50 chilometri orari, percorrenza limite esclusiva nei centri abitati, e sostituirli, anche in prossimità dei centri commerciali e/o industriali, con i 70 chilometri orari, limite questultimo, insieme ai 90 km/h, consono allinarrestabile progresso, senza ritornare al cavallo, mezzo medioevale, in lunghi percorsi dove per fare 40/80 Km. di strada per recarsi al lavoro e conservarsi la Patente di Guida evitando multe “bisogna avere tanta, ma tanta fortuna”. La situazione dovrebbe essere presa in esame anche dalle associazioni di categoria; la categoria “utente della strada” non è composta solo da persone che vanno in giro per piacere, ma anche da lavoratori che producono, dal terziario che è in continuo movimento. Cosa fanno quindi le associazioni dei consumatori? Direi che stanno solo a guardare e forse neanche quello. Cosa fanno le autorevoli ditte costruttrici di auto? Stanno a guardare anche loro? Non si rendono conto che fra poco dovranno produrre auto che non superano i 90/130 chilometri orari, quando va bene? Concludo dicendo che una vera prevenzione sulla strada si fa con il cittadino e non contro il cittadino, seguendo il progresso senza fermarsi al regresso ideologico di cose già dette, fatte e rifatte. Francesco Nottolini  

Le nostre strade comunali e provinciali, mi riferisco in particolare alla sp361 nel tratto Castelraimondo – Macerata, sono state riempite dai nostri amministratori e sindaci di rilevatori di velocità. Forse penserete che ai nostri politici locali stia a cuore la sicurezza e la salute di noi cittadini, ma non è proprio così:
1. abbiamo delle strade obsolete, maltenute, vecchie di 60 anni e bastano alcuni giorni di pioggia o di neve perché esse diventino una miriade di buche e spaccature ;
2. a questo punto i nostri politici pensano, e molti di loro lo hanno attuato, di posizionare i rilevatori di velocità. Alcuni di questi, di colore blu, sono mascherati tra la vegetazione. Colori somiglianti, il verde e il blu, che rendono difficile l'immediata identificazione degli stessi rilevatori;
3. i cartelli “Attenzione strada sottoposta a controllo di velocità“, che dovrebbero essere collocati almeno 400 metri prima dei rilevatori, disattendono tale distanza e addirittura vengono collocati ovunque senza alcun senso logico.
Quanto sopra denota chiaramente che i nostri “politici locali” non hanno compreso cosa significhi veramente la parola prevenzione. Collocare sulla strada dissuasori d'ogni tipo significa fare solo repressione e cassa; far nascondere o mimetizzare i propri vigili urbani muniti di laser dietro siepi, tra muri di abitazioni, non è certamente un buon segno di civiltà, a discapito di quella deontologia professionale tanto osannata dai Testi Unici. Prevenzione è quando i tutori dell'ordine pubblico non diventano lo spauracchio della strada, ma assumono per il cittadino un ruolo di punto di riferimento, realizzano un colloquio fiducioso, mettendo in atto i dovuti controlli con autorevolezza e professionalità, effettuando ad esempio prelievi durante la guida per il tasso di alcool assunto e/o sostanze stupefacenti. Fare in modo che le nostre strade diventino una struttura adeguata per i nostri tempi, “siamo nel 2009 se qualche Autorevole politico non se lo ricorda”. Sarebbe bene togliere quei limiti di 50 chilometri orari, percorrenza limite esclusiva nei centri abitati, e sostituirli, anche in prossimità dei centri commerciali e/o industriali, con i 70 chilometri orari, limite quest'ultimo, insieme ai 90 km/h, consono all'inarrestabile progresso, senza ritornare al cavallo, mezzo medioevale, in lunghi percorsi dove per fare 40/80 Km. di strada per recarsi al lavoro e conservarsi la Patente di Guida evitando multe “bisogna avere tanta, ma tanta fortuna”. La situazione dovrebbe essere presa in esame anche dalle associazioni di categoria; la categoria “utente della strada” non è composta solo da persone che vanno in giro per piacere, ma anche da lavoratori che producono, dal terziario che è in continuo movimento. Cosa fanno quindi le associazioni dei consumatori? Direi che stanno solo a guardare e forse neanche quello. Cosa fanno le autorevoli ditte costruttrici di auto? Stanno a guardare anche loro? Non si rendono conto che fra poco dovranno produrre auto che non superano i 90/130 chilometri orari, quando va bene? Concludo dicendo che una vera prevenzione sulla strada si fa con il cittadino e non contro il cittadino, seguendo il progresso senza fermarsi al regresso ideologico di cose già dette, fatte e rifatte.
Francesco Nottolini
 

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