Radioc1inBlu
La Giunta provinciale di Macerata ha approvato due perizie tecniche predisposte dal settore edilizia scolastica finalizzate a migliorare spazi e sicurezza in altrettante scuole: l'Istituto professionale ad indirizzo alberghiero “G. Varnelli” di Cingoli” e l'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato “E.Rosa” di Sarnano.
Relativamente alla scuola di Cingoli, i lavori - da realizzarsi prima dell'inizio del nuovo anno scolastico - consistono nel rifacimento di alcune “tramezzature” e nel recupero di ulteriori spazi per la didattica nello stabile di via del Podestà connesso con quello via dei Filati.
Nell'Istituto di Sarnano, la perizia approvata dalla Provincia riguarda lavori complementari a quelli già appaltati di miglioramento sismico, sicurezza, igiene e di prevenzione incendio, tra cui la coibentazione del tetto dello stabile.
Complessivamente la spesa autorizzata dalla Giunta provinciale ammonta a circa 125 mila euro, finanziata con economie registratesi in sede di appalto.
Nelle foto, l'Ipia di Sarnano
Questo il documento proposto dal Sindaco Luciano Ruffini, al termine della seduta del Consiglio Comunale aperto dedicato a dibattere sulla situazione dell'occupazione a Tolentino, approvato all'unanimità e scaturito dalle due mozioni presentate, nel corso dei lavori, dalla maggioranza e dalla opposizione.
Il Consiglio comunale, all'unanimità,
1) Esprime concreta vicinanza e solidarietà ai lavoratori coinvolti nei processi di ristrutturazione.
2) Sostiene le posizioni ed i diritti dei lavoratori e della Rsu di Poltrona Frau e Pelletterie 1907.
3) Impegna la Giunta comunale:
a) ad utilizzare tutti gli strumenti per indurre la dirigenza di Poltrona Frau ad un atteggiamento responsabile, necessario a continuare il confronto con i lavoratori e le organizzazioni sindacali, scongiurando i licenziamenti e l'impoverimento dello stabilimento di Tolentino;
b) a sollecitare il management di Poltrona Frau a mantenere fede agli impegni assunti anche con la città di Tolentino per fare di Poltrona Frau la capogruppo di un progetto competitivo a livello internazionale;
c) a facilitare l'incontro e l'eventuale subentro di una nuova società alla guida di Pelletterie 1907 in grado di risanare l'azienda e assicurare ai lavoratori il giusto e meritato salario;
d) ad istituire, per i lavoratori di Pelletterie 1907 che ne facessero richiesta, un “prestito d'onore”, attingendo dal fondo di solidarietà istituito nel bilancio preventivo 2009 ed anche in collaborazione con le istituzioni e gli istituti finanziari del territorio, da erogare direttamente ai lavoratori, che dovranno restituirlo in due anni senza alcun interesse, con modalità condivise tra Amministrazione e richiedente;
e) a sensibilizzare le istituzioni del territorio e gli istituti finanziari per il reperimento di risorse finalizzate alla solidarietà immediata ed alla promozione ed al rilancio delle imprese artigiane, commerciali, agricole o industriali;
f) a sostenere il commercio a Tolentino e le posizioni dei lavoratori di questo settore, favorendo le iniziative nel centro storico e negoziando posizioni condivise in merito al Piano Pace con particolare riferimento al comparto C1, extraresidenziale.
4) Chiede a tutte le istituzioni di prendere in seria considerazione la situazione complessiva del territorio, al fine di far si che il famoso “modello marchigiano” possa continuare a svilupparsi e possa ancora costituire lo strumento principale di sviluppo civile e sociale della nostra regione.
Del resto nel corso del suo intervento il Sindaco Luciano Ruffini aveva ricordato che l'attuale crisi parte da lontano nel tempo (dall'inizio degli anni ‘90) ed ha coinvolto tutto il mondo, prima dal punto di vista finanziario e poi dell'economia reale, come mai era avvenuto in precedenza. Questa crisi – ha detto Ruffini - tocca duramente e molto da vicino il nostro territorio senza che se ne intraveda la fine: se infatti può apparire superata la fase mediatica – quella del crollo delle borse, della finanza, del fallimento tout cort delle imprese – purtroppo la crisi reale – quella che riguarda i cittadini, le famiglie e il lavoro – appare ancora in una fase ascendente, la cui durata temporale sfugge se non in proiezioni che rimandano al 2010 la ripresa del PIL. Le vicende e le cronache di questi mesi tuttavia raccontano di cambiamenti nei modelli di sviluppo e di consumo che stentano a prendere forma mentre nel profondo si spera e si opera affinché il sistema, con qualche intervento di lifting, possa ripartire com'era nel recente passato senza chiedersi troppo se ciò sia ancora possibile o sia auspicabile. Il recente passato è quello della globalizzazione spinta, delle delocalizzazioni, delle “code produttive”, delle riorganizzazioni delle grandi aree urbane e dei flussi migratori senza alcun ordine o controllo. E' anche quello dell'esportazione economico-militare del modello di democrazia occidentale che si confronta e si scontra con il terrorismo e con i massimalismi di natura religiosa, economica e territoriale. Tutto ciò, anche se sembra lontano ed al di fuori del nostro controllo, influenza direttamente la nostra vita e lo sviluppo del nostro territorio. I dati dell'ultimo anno, infatti, rappresentano il “modello marchigiano” in notevole difficoltà con perdita di quote nell'esportazione e crescenti problemi delle nostre imprese manifatturiere. Sicuramente ci sono delle eccezioni in cui il “talento”, la “grinta” e la “preveggenza” dei marchigiani continua ad agire proficuamente e che rappresentano i punti di forza della nostra economia e del nostro modello. Nei settori non di nicchia, “aperti alla concorrenza” ed in cui la tecnologia e le competenze sono generaliste e di mercato però, l'imprenditoria della nostra regione soffre di un ridimensionamento sostanziale. Non sono estranei nemmeno da noi la progressiva delocalizzazione dei segmenti “poveri” e delle “code” produttive che riguardano la pelletteria, la maglieria ed alcune componentistiche. Il “made in Italy”, su cui a lungo le Marche hanno costruito il loro successo, diversamente da altri paesi nei quali prevalgono l'innovazione tecnologica, la ricerca scientifica, la forza dell'economia reale, il rigore del metodo, si caratterizza per il l'eccellenza ed il primato del “saper fare” che promanano dal territorio, dalla sua cultura, dalla sua gente, dalla sua storia, dal modo di essere e di proporsi della “gente marchigiana” che rappresenta – come dice uno slogan – “l'Italia in una regione”. Il primato del “made in Tolentino” – a sua volta – non è un primato legato ai brevetti, alla tecnologia spinta, alla divisione del lavoro, ma è legato a concetti non negoziabili, come il “sapore”, “la tradizione”, “la riservatezza e l'accoglienza”, e così via. Pensare che questi beni siano fungibili e scambiabili “solo” con una migliore e più razionale organizzazione può costituire un errore fatale sul quale riflettere. Anche per questo l'Amministrazione ha aperto un tavolo di consultazione con i principali componenti dell'imprenditoria locale e con le rappresentanze dei lavoratori, che si è riunito per la prima volta lo scorso 23 luglio, al fine di evidenziare le difficoltà e proporre le possibili soluzioni alla difficile situazione attuale. La storia di Tolentino è storia di imprenditoria e lungimiranza, grazie alle quali da sempre la città sostiene l'insediamento di imprese sul proprio territorio: nel recente passato infatti, a partire dagli anni '60, la disponibilità di aree produttive e di servizi all'impresa hanno fatto di Tolentino uno se non “il” centro imprenditoriale della Provincia. A questo va aggiunta una pianificazione urbanistica attenta alle esigenze di una crescita armonica della città, delle sue esigenze abitative e di sviluppo complessivo, non solo economico. A questo proposito va ricordata l'ideazione dell'Azienda Comunale Servizi per la produzione e la distribuzione di elettricità per usi civili ed industriali; la distribuzione la potabilizzaione e la depurazione dell'acqua potabile; la distribuzione del gas e recentemente la gestione di impianti di produzione ad energie rinnovabili. Va ricordato anche che oggi l'azienda è impegnata in un percorso di ampliamento dei servizi a tutto l'entroterra con un progetto che mette insieme la migliore storia e la migliore tradizione nei servizi della comunità di Tolentino e San Severino. Tra i servizi di natura commerciale l'impianto termale che ha compiuto 70 anni e sul quale sono avviati progetti di potenziamento ed adeguamento al mercato di settore. Sul fronte dello sviluppo la città ha in fase avanzata un progetto di valorizzazione mirata al territorio che prevede un ampliamento dell'offerta di servizi, per rinnovare la vocazione di riferimento per l'entroterra. Un progetto che parte da lontano, tarato e costruito sulle esigenze di oggi e domani e realizzato con gradualità ed in rapporto dialettico con le categorie economiche e la città, vedrà la realizzazione di servizi innovativi, servizi alla persona, servizi al terziario per di circa 340.000 mc con destinazione residenziale, di pubblica utilità e di servizio a vocazione comprensoriale. Su questo occorrerà confrontarsi, ma l'atteggiamento non può essere quello del rifiuto pregiudiziale di una grande opportunità di cambiamento e di sviluppo per la città ed il territorio. Altri possono poi essere i volani di un nuovo sviluppo della città, come la programmata Cittadella dello Sport, la ricostruzione del Teatro Vaccaj, la delocalizzazione e l'ampliamento delle aree produttive di concerto con i privati e la provincia.
La Regione Marche in prima linea nella difesa attiva del “made in Italy”. L'assessore alle attività produttive Fabio Badiali insieme ai rappresentanti delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali ha sollecitato l'impegno del consiglio regionale, del Parlamento e del Governo al fine di attivare nuove misure legislative, per promuovere ed incentivare forme di tracciabilità e certificazione di qualità delle produzioni del sistema moda.
“La Regione è sempre stata fortemente impegnata – ha detto Badiali – nella valorizzazione delle produzioni marchigiane sia in termini di promozione che di sostegno all'innovazione e alla ricerca. Per continuare su questa linea però abbiamo bisogno di poter competere con i nostri concorrenti ad armi pari. Sono quindi necessari maggiori controlli per difendere i nostri prodotti e per salvaguardare i consumatori e i nostri lavoratori. E' ora che nel nostro Paese vengano adottate misure stringenti che prevengano l'abusivismo e la contraffazione, anche con un maggior sforzo in termini di comunicazione istituzionale e pubblicità e che venga rivista la normativa che disciplina il “made in Italy”. Il Governo italiano – aggiunge Badiali – deve adoperarsi presso le idonee sedi comunitarie ed internazionali per difendere la presenza dei nostri prodotti, con condizioni di reciprocità, sul mercato nazionale ed internazionale”.
L'assessore ha spiegato che la crisi economica e finanziaria che si è manifestata dallo scorso anno ha avuto un impatto rilevante sul comparto moda, che ha registrato una forte contrazione della domanda e difficoltà crescenti di accesso al credito. In particolare Badiali ha sottolineato la crisi finanziaria della ITTIERRE Holding, azienda molisana che opera in dieci regioni e che nelle Marche è legata a ben 140 imprese. La Regione Marche ha aperto una casella dedicata di posta elettronica per raccogliere indicazioni da parte delle aziende marchigiane coinvolte (e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).
“Se oltre a subire battute d'arresto per via della difficile congiuntura internazionale – ha aggiunto l'assessore - perdiamo anche fette di mercato per forme di concorrenza sleale usciremo dalla crisi molto indeboliti sui mercati internazionali che ci hanno visto leader per molti anni, con il rischio di perdita di posti di lavoro e di importanti quote di fatturato. Per questo, grazie al ruolo che le Marche ricoprono come coordinatrici nella Commissione Attività produttive, ho investito della questione – sottolinea Badiali – tutti gli assessori regionali del settore perché ritengo vitale che tutte le Regioni condividano una strategia comune. Allo stesso modo ho chiesto ai Prefetti e alla Guardia di Finanza, per quanto di loro competenza, di adoperarsi per difendere le nostre produzioni e raddoppiare gli sforzi per contrastare l'abusivismo e la contraffazione. Ringrazio infine il partenariato economico e sociale per la preziosa collaborazione prestata promuovendo iniziative analoghe sul nostro territorio”.
Si chiama “Bici in città” ed è l'iniziativa che l'Amministrazione comunale di San Severino Marche ha voluto lanciare nell'ambito di un più vasto progetto di mobilità urbana grazie al quale il Comune intende trasferire, su di un nuovo asse viario che dall'area del Ponte Sant'Antonio dovrebbe arrivare fino alla zona commerciale ed industriale di Taccoli, una parte consistente degli spostamenti dai luoghi di residenza verso i servizi (scuola elementare e media inferiore, uffici pubblici, casa di riposo “Lazzarelli”, ospedale “Bartolomeo Eustachio”, cimitero urbano), i luoghi di svago (percorso naturalistico delle grotte di Sant'Eustachio, centro di aggregazione giovanile “Don Orione”, giardini pubblici, piscina comunale, centro sportivo e palazzetto dello sport), ed i luoghi di lavoro (zona industriale Taccoli, centri commerciali Settempeda e Blu Gallery). L'iniziativa è stata inaugurata con una simbolica cerimonia del taglio del nastro ospitata nella centralissima piazza Del Popolo alla presenza, fra gli altri, del sindaco, Cesare Martini, dell'assessore comunale all'Ambiente, Sante Petrocchi, dell'assessore allo Sport, Gianpiero Pelagalli, di quello all'Istruzione, Alessandra Aronne, oltre che dello sponsor, l'impresa Edil Costruzioni di Filippo Poloni e dei titolari delle officine cui è stata affidata la manutenzione dei mezzi.
Il progetto consiste nella messa a disposizione gratuita dei turisti ma anche, e soprattutto, dei settempedani, di 18 biciclette pubbliche che resteranno parcheggiate in piazza Del Popolo davanti alla sede della Pro Loco, associazione che collaborerà nella realizzazione dell'idea. Recandosi in questo ufficio, durante il normale orario di apertura, basterà compilare un modulo di richiesta per vedersi consegnare una chiave che consentirà di prelevare il mezzo dalle rastrelliere posizionate a due passi dall'ingresso del Municipio. Dopo il normale utilizzo delle biciclette si dovrà solo tornare in Pro Loco per restituire la chiave. Questa operazione, va sottolineato, si potrà effettuare anche in caso di chiusura dell'ufficio.
“Al momento le rastrelliere sono state collocate solo in piazza Del Popolo – sottolinea l'assessore Sante Petrocchi che ha pensato all'iniziativa – In un secondo tempo, con la strutturazione del progetto, i mezzi saranno collocati anche in altri punti strategici della città come la stazione, le aree di sosta dei camper, le scuole, i parcheggi ed i giardini pubblici”. “I titolari delle officine che vendono e riparano bici a San Severino – spiega il sindaco, Cesare Martini – hanno già dimostrato grandissima collaborazione e coinvolgimento. L'auspicio è che i settempedani sappiano apprezzare questa proposta e che scelgano di muoversi in centro utilizzando un mezzo comodo, ecologico e silenzioso. Ideale anche per risolvere il problema dei parcheggi. E' per questo che mi sento di augurare una buona pedalata a tutti”.
Nella foto: le bici in piazza Del Popolo
Proseguono con successo gli appuntamenti del Camerino Festival, rassegna internazionale di musica che dopo la fortunata apertura con il M° Nicola Piovani ha offerto due splendide serate cameristiche con il Trio di Parma e il duo Lonquich-Barbuti, cui hanno partecipato i molti ospiti del convegno di fisica e del seminario di architettura presenti in questi giorni in città e i tanti cultori del genere classico provenienti, come ogni anno, da ogni parte della regione e oltre per godersi concerti di rara bellezza.
“Sabato 8 agosto – dice l'assessore alla cultura e al turismo Gianluca Pasqui - il Camerino Festival si sposterà nella suggestiva cornice del Castello di Lanciano, precisamente nella Galleria dell'Antinori, dove un trio davvero speciale composto da Massimo Lonardi (arciliuto), Matteo Mela (chitarra barocca) e Lorenzo Micheli (tiorba), presenterà un amabile programma dal titolo “La Suave Melodia”, un excursus sulla musica strumentale italiana del Seicento e Settecento - con autori quali Andrea Falconieri, Girolamo Frescobaldi, Domenico Scarlatti, Antonio Vivaldi - da vivere, come ha sottolineato già in conferenza stampa il direttore artistico Francesco Rosati - in un clima di perfetta armonia tra architettura e musica barocca”.
Domenica 9 agosto il Teatro Marchetti ospiterà il recital pianistico di Roberto Prosseda, artista salito recentemente alla ribalta internazionale in seguito a una serie di registrazioni DECCA dedicate a capolavori e musiche inedite di Felix Mendelssohn, unanimemente elogiata dalle più autorevoli riviste specializzate. Prosseda presenterà “Romanze senza parole”, un piacevolissimo programma impaginato con alcuni dei più noti Lieder ohne Worte di Mendelssohn, pezzi di circostanza, fogli d'album caratterizzati da una bella melodia e un semplice accompagnamento in arpeggio, inframezzati da raffinati Valzer e incantati Notturni di Chopin, accumunati ai Lieder di Mendelssohn da melodie da serenata, con sostegni armonici in accordi ribattuti o in larghi e vaporosi arpeggi, in cui è massima l'arte della fioritura, delicato cesello a ornamento della melodia.
Il 13 Agosto il Festival si sposterà nuovamente proponendo nella Sala Consiliare il trombonista americano Mike Svoboda con il pianista Fabrizio Ottaviucci; il duo presenterà una serata sulla musica del ‘900; in programma, tra gli altri, Tierkreis - 12 melodies of the star signs, del sommo Karlheinz Stockhausen, tra i più grandi compositori del secolo appena trascorso, ed una interessante versione de Le Grand Tango, di Astor Piazzolla.
Chiuderanno il Camerino Festival, il 18 agosto, Enrico Rava e Stefano Bollani, veri e propri alfieri della straordinaria ed inesauribile stagione del jazz italiano nel mondo, un connubio artistico dove l'improvvisazione si trasforma in poesia allo stato puro.
La segreteria del Festival è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30. Per effettuare prenotazioni si può telefonare al n° 0737/636041, oppure scrivere all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Altre informazioni sono disponibili sul sito www.camerinofestival.it.
Nel momento in cui l'Aquila e altri paesi si accingono a gestire la ricostruzione, l'Anci Abruzzo, Marche e Umbria hanno organizzato a Fabriano un seminario per continuare la collaborazione avviatasi subito dopo il sisma abruzzese. Gli interventi dei relatori hanno messo in luce il modello di ricostruzione utilizzato nelle Marche e nell'Umbria, che ha reso protagonisti i sindaci e le istituzioni, instaurando un rapporto di fiducia con i cittadini.
Il presidente Anci Marche, Giorgio Meschini e il rappresentante dell'Anci Abruzzo, Silvio Ranieri, hanno sottolineato che i punti di forza della ricostruzione nelle due regioni sono stati il decentramento, attraverso il ruolo giocato dai Comuni, il coordinamento ad opera delle Regioni, la trasparenza delle attività che non ha conosciuto scandali e l'iniziativa dei privati nel formare consorzi. Luigi D'Angelo, ingegnere dell'ufficio Emergenze del Dipartimento della Protezione Civile, ha sottolineato che “ogni emergenza vive delle pagine proprie e il confronto con le esperienze precedenti fa aprire una piattaforma di lavoro utile per l'Abruzzo. L'Anci è stata fondamentale nel trasferire le informazioni ai 56 Comuni interessati dal sisma, illustrando le azioni poste in essere dal Dipartimento nazionale”. Accorato, invece, l'appello del presidente Anci Abruzzo, Antonio Centi, ex sindaco dell'Aquila, nel poter realizzare “una ricostruzione non velocissima in quanto questa potrebbe far perdere l'identità qualitativa della città andata distrutta. La soluzione di distribuire su circa 30 chilometri quadrati le nuove abitazioni, che prima erano situate nell'agglomerato del centro urbano, potrebbe provocare grosse difficoltà sociali tra la popolazione”. Centi ha proposto al governatore Spacca di prendere in considerazione l'Ape (Appennino Parco d'Europa), progetto che opera sulla previsione e prevenzione dei rischi, mitigando così i danni di un territorio fragile. Infine, ha fatto un apprezzamento alle organizzazioni di volontariato di tutti i Comuni d'Italia che ogni anno s'incontrano ad Ancona al convegno “Codice Rosso” per discutere e pianificare le loro attività che poi sono state messe in atto in maniera energica durante il sisma abruzzese. Anche l'assessore provinciale dell'Aquila, Pio Allevi, ha voluto ribadire il concetto di Centi sul fatto che forse “c'è troppa fretta per la ricostruzione in Abruzzo. Il decreto legge emanato dal Governo nazionale il 28 aprile scorso, convertito in legge, non decentra i poteri, ma li accentra. La legge deve essere modificata in quanto la Provincia non ha alcuna delega eppure è proprietaria di strade e scuole”. Anche Allevi, in conclusione del suo intervento, ha elogiato il modello utilizzato dalle Marche e Umbria soprattutto nei modi e nei tempi della ricostruzione. (a.f.)
Una piazza da togliere il fiato. Non ci sono molte altre parole per descrivere il colpo d'occhio che Alberto Bevilacqua ed Emanuele Filiberto di Savoia hanno avuto salendo domenica sera sul palco di Tuttoingioco. Una piazza che così forse non era mai stata gremita. Pubblico assiepato in ogni dove, alla fine anche intorno e dietro al palco. Che dire. Tanta amicizia da parte degli spettatori ma anche tanta disponibilità dai protagonisti, sottoposti, da questa settimana anche alle domande del pubblico via sms.
E l'idea del direttore artistico Evio Hermas Ercoli è stata subito un successo. Centinaia i messaggi arrivati ieri contemporaneamente quando, al termine dell'esibizione della brava e bellissima civitanovese Laura Concetti, il principe Savoia ha acceso la curiosità di tutti rispondendo alle domande sulla sua passione per la politica, per le auto sportive e da ieri anche per Civitanova.
“Appena sarà finita la Quadrilatero ha ripetuto sul palco vi verrò a trovare sempre più spesso. Qui mi sento molto al sicuro e la spiaggia del lungo mare nord mi piace molto; in questa casa che ho acquistato porterò spesso le mie bambine.” Alla domanda del pubblico sul suo interesse alla politica civitanovese ha subito risposto che “oggi quello di assessore al turismo non sarebbe un ruolo adatto”. Tuttavia “avendo visto la vitalità culturale di questa città e di un Festival come questo, - ha proseguito – sono a disposizione per promuovere Civitanova ovunque”.
A disposizione del Festival si è dichiarato anche Alberto Bevilacqua salutando gli organizzatori. “Una cosa del genere va fatta tutti gli anni”, ha sentenziato lo scrittore parmense col suo tono che non lascia scampo a repliche, così come si era già visto la sera precedente nell'intervista con il giornalista Giancarlo Trapanese e l'attore Marco di Stefano. “E poi spostare la manifestazione sarebbe un delitto” ha aggiunto riferendosi agli interventi che aveva letto sui giornali locali in questi giorni a Civitanova. Bevilacqua nella sua permanenza a Civitanova si è interessato molto alla manifestazione tanto da leggere tutta la rassegna stampa dei gironi precedenti al suo arrivo. “La bellezza di una piazza come questa e le difficoltà che ci sono per riaffermare altrove un marchio nuovo ma con un tale successo vi devono far riflettere”, ha aggiunto prima di ripartire alla volta di Roma accompagnato dalla giovane moglie.
Domenica pomeriggio è stato ufficialmente inaugurato il Lungomare Europa e il servizio Bici Park a Porto Sant'Elpidio. Un unico taglio del nastro per aprire la nuova strada di collegamento con la zona nord della città e per dare il via libera al servizio che permetterà a turisti e residenti di noleggiare ben 150 biciclette. E' stato il sindaco Mario Andrenacci a fare gli onori di casa e a salutare i cittadini, gli amministratori e le autorità civili e militari che hanno preso parte alla cerimonia. “Siamo davvero orgogliosi di inaugurare questa nuova strada- ha spiegato il primo cittadino- si tratta infatti di un'opera importante, costata quasi 4 milioni di euro interamente progettata dall'Ufficio Tecnico Comunale, che permetterà di migliorare la viabilità e di valorizzare una zona che fino ad ora era stata abbandonata a se stessa, in cui abbiamo grandi progetti. Mi riferisco, in particolare, alla possibilità di realizzare un porto turistico e di collegarci con Civitanova Marche. In quest'ultimo caso, già da tempo abbiamo intrapreso un confronto importante finalizzato ad avere un unico lungomare in grado di unire questi due comuni, come è già avvenuto con il ponte sul Tenna che collega Porto Sant'Elpidio con Fermo. Ora con l'apertura del nuovo Lungomare Europa, anch'esso ciclabile, pedonale e carrabile, avremo una delle piste ciclabili più lunghe della regione: da nord a sud infatti tutto il litorale di Porto Sant'Elpidio potrà essere attraversato in bicicletta. E' proprio in quest'ottica che si inserisce il progetto Bici Park, grazie al quale metteremo a disposizione di turisti e residenti 150 biciclette al prezzo simbolico di 2 euro per mezza giornata e 4 euro per tutto il giorno. Tutti coloro che arriveranno nella nostra città potranno lasciare la macchina nei parcheggi adiacenti, non a pagamento, e utilizzare le biciclette per godere in piena libertà del lungomare. La nostra è ormai a pieno titolo la città delle eccellenze, il premio Comuni Ricicloni, che anche quest'anno ci vede tra i primi per la maggior percentuale di raccolta differenziata e primi per la gestione dell'organico, la Bandiera Blu conseguita per il secondo anno consecutivo, la cura e l'attenzione costante che vengono dedicate alla manutenzione del verde sono solo alcuni esempi dei risultati conseguiti in questi anni. Risultati che abbiamo raggiunto grazie alle buone pratiche messe in essere dall'amministrazione comunale e all'impegno dei cittadini, che ci sono sempre stati vicini ed hanno condiviso le nostre scelte”. Subito dopo i saluti del sindaco Mario Andrenacci, hanno preso la parola il presidente della nuova provincia di Fermo Fabrizio Cesetti e il vice presidente della Regione Marche Paolo Petrini. A seguire la benedizione da parte di Don Andrea, parroco del quartiere Marina Picena, e il taglio del nastro. Il pomeriggio è terminato con un giro in bicicletta degli amministratori sul nuovo Lungomare Europa.
Elcito, suggestiva località del Comune di San Severino Marche, sabato 1 agosto è stata protagonista per un giorno del Tg3 Itinerante della Rai. Le telecamere della testata giornalistica regionale hanno mostrato il bel paesaggio e gli stupendi scorci della frazione che sorge su di uno scoglio di roccia alto 821 metri alle pendici del monte San Vicino. Il caporedattore Daniela Sodano ed il giornalista Maurizio Blasi hanno ripercorso la storia, le tradizioni, l'arte di questi luoghi presentando servizi e collegamenti nelle due dirette delle ore 14 e delle ore 19,30 dove sono stati presenti numerosi ospiti fra cui il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini.
“E' stata un'occasione unica per presentare Elcito ed il territorio settempedano – ha spiegato il primo cittadino – La brevità della diretta ovviamente non ci ha concesso di far vedere tutto ma nei pochi minuti a disposizione abbiamo cercato di condensare alcune pillole che hanno dato un quadro d'insieme niente male. Merito della professionalità dei giornalisti Rai che hanno saputo mettere in risalto anche aspetti particolari di Elcito e delle persone che ancora abitano questa stupenda località”.
Oltre alla voce di Roberto Ilari, uno degli anziani del posto, e a quella del sindaco Martini, la diretta ha presentato anche quelle di Mario Ulissi che è partito da Elcito sabato 1 agosto alla volta di Pechino per un viaggio in moto sulla via della seta già percorsa dal maceratese padre Matteo Ricci, di Marcello Muzzi, che è ideatore del recupero del Borgo Rosa e dell'abitato di Chigiano, di Giovanni Meschini della fattoria Colmone della Marca, dei fratelli Emanuele e Paolo Ticà, il primo originalissimo pattinatore che ha percorso i mille chilometri che separano Genova dalla città spagnola di Barcellona ed il secondo fondatore del gruppo musicale degli Aedi ed, ancora, di Graziano Lanzi della Pro Elcito che ha presentato le imminenti festività dedicate a San Rocco. Fra i tanti servizi particolarmente apprezzati sono stati quelli della giornalista Rai Francesca Piatanesi che, fra l'altro, ha fatto entrare le telecamere nella cripta dell'abbazia di Valfucina, nella chiesa di Santa Maria in Cesello ed in altri meravigliosi posti che sono stati presentati con grande maestria.
Nelle foto: le troupe della Rai ad Elcito
