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Serata di applausi, ma anche di commozione e ricordi, quella che è andata in scena sabato 30 gennaio all'ex cinema Italia e che ha visto protagonista una straordinaria Mafalda Minnozzi. La cantante, oggi molto apprezzata in Brasile, è tornata a San Severino Marche, sua città natale, per presentare il Dvd “Mafalda Minnozzi – Live in Italia”. Lo ha fatto con un seguitissimo concerto spettacolo che mercoledì 3 febbraio sarà riproposto a Roma, al Dimmi Club, dove inaugurerà una serie di concerti organizzati dal programma “Brasil” di Radio 1 Rai.
“Mafalda ci ha regalato una serata unica ed indimenticabile – è stato il commento del sindaco, Cesare Martini, e dell'assessore comunale alla Cultura, Alessandra Aronne, presenti all'evento – Ci ha fatto rivivere il suo passato e ci ha fatto sentire l'amore per la sua città, un amore che è stato sempre ricambiato da San Severino e dai settempedani che non l'hanno mai dimenticata. Il Dvd è uno straordinario veicolo per promuovere l'immagine della nostra piazza e di alcuni angoli caratteristici del territorio in tutto il mondo. La partecipazione numerosissima di tanta gente alla serata di presentazione ci ha fatto felici e, soprattutto, intende ripagare questa straordinaria interprete, nostra concittadina, di tante fatiche e sacrifici”.
L'evento spettacolo ha visto reinterpretare alcuni brani della tradizione italiana che magicamente si sono fusi con il ritmo della musica brasiliana. Oltre due ore di concerto durante il quale sono scorse anche le immagini ricordo di Mafalda girate in piazza Del Popolo e le sue straordinarie interpretazioni al fianco di grandi artisti come Mariella Nava. Sul palco con lei una formazione compatta ma esplosiva: lo statunitense Paul Ricci alle chitarre, il brasiliano Wellington Santana alle percussioni e l'italiano Riccardo Taddei alle fisarmoniche. Alla fine tutti in piedi ad applaudire ed una lunga fila di amici per chiedere autografi e scattare foto. Mafalda non si è certo sottratta al bagno di folla che l'ha emozionata ma ha emozionato anche tanti settempedani.


 

Due gruppi di studenti del liceo scientifico di Macerata sono stati gli ultimi visitatori, in ordine di tempo, della mostra fotografica “1961-1989: gli anni del Muro”, che ha chiuso i battenti dopo più di due mesi e mezzo. Organizzata dalla Provincia di Macerata alla Galleria Galeotti e promossa in collaborazione con Alinari-24 ore e Fondazione Carima nel ventesimo anniversario dell'abbattimento del Muro di Berlino, la mostra era stata inaugurata proprio il 9 novembre, anniversario dello storico evento, data in cui si celebra il “Giorno delle Libertà”. In 80 giorni sono stati circa tremila i visitatori e diverse decine le scolaresche di Macerata ed altri centri della provincia, spesso “guidate” nella visita dal presidente del Consiglio provinciale, Umberto Marcucci.
La mostra è stata per gli studenti un'aula di storia con un libro aperto su una delle pagine più tragiche del secondo dopoguerra. A chiudere la serie delle scolaresche in visita sono state due “prime” (sezioni E ed F) del liceo scientifico “Galilei” con la loro insegnante Giuseppina Capodaglio.
Attraverso gli scatti fotografici dei fotoreporter tedeschi dell'agenzia Ulstein Bild e del quotidiano Suddeutsche Zeitung, la mostra ha “ricordato” le fasi della costruzione del Muro, che per 28 anni ha diviso la città di Berlino, ma anche i tanti drammi familiari e sociali della divisione. Nell'ultima sala la famosa foto scattata la notte tra il 9 e il 10 novembre 1989 con una folla festante in piedi sopra il Muro, con sullo sfondo la Porta di Brandeburgo.


Nella foto, la classe 1^ E del Liceo scientifico di Macerata in visita alla mostra
 

Sono ricominciate le gare del comitato Umbro - Marchigiano di sci con la prima competizione di “Slalom Speciale” che si è svolta domenica scorsa a Frontignano. Per il Cus Camerino non è facile competere con gli squadroni che da anni dominano sulle nevi della zona come Sarnano, Tolentino, Macerata, Ascoli, Osimo, Foligno, Spoleto, ma i ragazzi cussini non hanno sfigurato ed anzi, con diverse ottime prestazioni, al termine delle 2 manche previste per lo “ Speciale” hanno ottenuto le seguenti posizioni:
Baby Masch. Marco Belardinelli 3° class.;
Ragazzi femm. Giulia Belardinelli 3° class.;
Allievi femm. Silvia Belardinelli 2° class.;
Allievi Masch. Samuele Grasselli 5° class. e Marco Belardinelli 6° class.
Va segnalato che il camerte Danilo D'Angeli che gareggia per lo Sci Club Tolentino è giunto 3° negli allievi maschile.
 

Un connubio “vincente” tra sport ed impegno sociale. E' quello realizzato nella corrente stagione sportiva dal Corridonia calcio e dall'associazione “La rondinella”. E' questa un'associazione di volontariato con sede a Corridonia che interviene in maniera operativa per l'aiuto ed il sostegno alle famiglie con problemi di disagio giovanile legati soprattutto alla dipendenza da droghe ed alcool. Nata per volontà dell'attuale suo presidente, Gaetano Angeletti, colpito da una grave tragedia familiare quale l'aver perso un figlio a causa della droga, “La rondinella”, attraverso il numero telefonico 0733/433705 ed il sito internet www.rondinellacorridonia.it mette a disposizione operatori qualificati per fornire una prima assistenza a quanti si trovano ad affrontare le suddette problematiche. Il nome “La rondinella”, e lo slogan “riporta la primavera nel tuo cuore” sono stati scelti proprio in riferimento a questo volatile che ritorna ogni primavera al suo nido. La primavera simboleggia la nascita di una nuova vita, la possibilità di riportare luce e speranza nei propri cuori, per uscire dal tunnel buio della dipendenza e per ricominciare a volare liberi come una rondinella. “Siamo come 60 candele accese – le parole del presidente Angeletti – che servono ad illuminare il cammino di giovani in difficoltà. I ragazzi possono anche cadere, l'importante è che siano aiutati a rialzarsi. Per questo “La rondinella” è più di un'associazione, è un vero progetto di vita”. Ed il Corridonia calcio, sensibile con la sua dirigenza, i suoi tecnici ed i suoi giocatori alle problematiche sociali ha deciso di disputare la sua stagione clacistica con il logo de “La rondinella” sulle proprie maglie.

L'università di Camerino sembrerebbe essere tra i teatri di uno dei misteri italiani, vale a dire la vicenda riguardante Sonia Marra, di cui si è occupata anche la trasmissione televisiva “Chi l'ha visto”. Sonia Marra, pugliese, 25 anni, studentessa presso la facoltà di medicina dell'università di Perugia è scomparsa dalla propria abitazione del capoluogo umbro la sera del 16 novembre 2006 e di lei si è persa ogni traccia. In ordine alla scomparsa è indagato un uomo che, all'epoca dei fatti, era studente presso l'ateneo di Camerino e che, nel giorno in cui di Sonia si sono perse le tracce, risulterebbe essere stato proprio nella città ducale. Per questo la polizia ha richiesto della documentazione all'ufficio stage e placement di Unicam, documentazione dalla quale risulta che l'uomo era stato autorizzato ad effettuare uno stage proprio presso la polizia postale di Perugia.

Il caso è consultabile nei minimi dettagli al link http://www.rai.it/dl/clv/Misteri/ContentSet-7600dd1b-f72d-4c2c-8c54-a36a4c04c3a7.html

 

CAMERINO –  A poco più di due anni dalla sua prematura scomparsa, l'Ersu di Camerino e l'Andisu, di cui era stato tra i fondatori e più attivi sostenitori, hanno voluto ricordare Bruno Albanesi, storico direttore dell'ente regionale per il diritto allo studio universitario di Camerino. Nel pomeriggio del 22 gennaio, si è riunito a Camerino in via eccezionale, il comitato esecutivo dell'Andisu, presieduto dall'avv.Maurizio Natali, presidente dell'Ersu di Macerata. Ieri mattina (sabato 23 gennaio), si è tenuta, in località Colle Paradiso, presso la sede Ersu, l'inaugurazione del campo sportivo polivalente in erba sintetica e dei nuovi spogliatoi, la realizzazione del suo ultimo sogno, un progetto a cui teneva molto e per cui stava lavorando pochi mesi prima di morire. E' stato il nipotino Alessio Albanesi, alla presenza della vedova e dei tre figli, a  scoprire la lapide con scritto “Centro sportivo Bruno Albanesi” ed accanto un ritratto stilizzato, del direttore con l'immancabile sigaro. E' seguita la benedizione dell'arcivescovo di Camerino, mons.Francesco Giovanni Brugnaro, poi il taglio del nastro. Nelle parole degli intervenuti è emerso il ricordo di un amico, appassionato del suo lavoro, che si è prodigato per introdurre continui miglioramenti nei servizi agli studenti, che ha contribuito alla produzione legislativa, con il decreto della Presidenza del consiglio, che regola attualmente il diritto allo studio. L'altra grande passione di Albanesi era lo sport, organizzò numerosi eventi. Da amministratore, assessore nella città natale di Foligno, si spese per la possibilità di un collegamento viario tra Marche ed Umbria. “Se oggi, siamo primi in Italia tra i piccoli atenei, per la qualità dei servizi, lo dobbiamo alla sua opera instancabile, per lui l'Ersu esisteva 365 giorni l'anno”, ha ricordato l'avv.Mauro Riccioni, presidente dell'Ersu di Camerino. “Albanesi era un motore instancabile per l'associazione – ha spiegato l'avv.Maurizio Natali, presidente Andisu - si è deciso di istituire alla sua memoria un premio per le tesi di laurea, in materia di diritto allo studio universitario, le più interessanti saranno pubblicate”. Hanno speso per lui parole commosse gli ex presidenti dell'Ersu on.Mario Cavallaro, prof.Giovanni Poeti e prof.Barboni, ed il delegato allo sport di Unicam prof.Cingolani. Sono intervenuti anche Norberto Tonini, segretario onorario dell'Andisu, l'assessore Enrico Pupilli del comune di Camerino, l'assessore proviciale allo sport Giorgio Bottacchiari, l'avv.Rossella Gaeta, presidente delle Ipab di Camerino. Il “battesimo” sportivo per il campo è arrivato con una doppia sfida di calcetto, tra le rappresentative maschili e femminili di calcetto, del Cus Camerino e Macerata.

Si terrà nella provincia di Macerata la quinta edizione del Festival “I Borghi più Belli d'Italia”, promosso dall'omonimo club. Dopo il Trentino Alto Adige con Rango e San Lorenzo in Banale (Tn), saranno le Marche con Sarnano e San Ginesio, dal 3 al 5 settembre, ad ospitare questa iniziativa di carattere nazionale che valorizza il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani, considerati come “Italia minore”.
Questa mattina, nella Sala Raffaello della Giunta regionale ad Ancona, è stata presentata l'assegnazione del Festival con la presenza di Fiorello Primi, presidente del Club “I Borghi più Belli d'Italia”, Vittoriano Solazzi, assessore regionale al Turismo e alla Cultura, Franco Capponi, presidente della Provincia di Macerata, Mario Scagnetti, sindaco di San Ginesio, Franco Ceregioli, primo cittadino di Sarnano, Sandro Abelardi, dirigente regionale del settore turismo, e Giuliano Ciabocco, responsabile dello I.A.T. di San Ginesio.
“Le Marche, con l'assegnazione di questo Festival - afferma l'assessore Solazzi - certificano ulteriormente il loro alto valore. Non sono frutto di un caso i vari riconoscimenti ricevuti, dalle bandiere blu per la costa a quelle arancioni per l'entroterra, fino ad arrivare ai Borghi più Belli d'Italia”. Della stessa opinione il presidente della Provincia di Macerata Capponi, che sottolinea come il maceratese, secondo l'indagine del quotidiano Il Sole 24Ore, primeggi con il quarto posto in Italia anche nella qualità di vita offerta.
Le nostra regione conta 17 centri tra “I Borghi più Belli d'Italia” su un totale di 198 comuni aderenti, e solo nella provincia di Macerata sono 10. “Questo dato - dichiara il presidente del Club dei Borghi, Fiorello Primi - evidenzia che il vostro territorio è bello e affascinante. Le Marche e la provincia di Macerata sono le meglio rappresentate in Italia”. Grande soddisfazione per il sindaco di San Ginesio, Mario Scagnetti e quello di Sarnano, Franco Ceregioli. Lo scorso anno il Festival richiamò 35mila persone, “numeri importanti - dice Scagnetti - per il rilancio turistico della zona. Occorre una buona progettualità per far riuscire al meglio l'evento”. E non si tira indietro Franco Ceregioli, “sarà fondamentale lavorare insieme, perchè unendo le forze si potrà valorizzare al massimo i nostri centri.”
 

Carissimi ragazzi e studenti,

l'occasione della scelta dell'Insegnamento della religione cattolica è troppo importante per voi e per me da non scambiare con voi qualche pensiero che riguarda i vostri desideri di libertà e di felicità, di riuscita del vostro futuro partendo dall'impegno per il presente con cui ve lo state preparando.
Genitori carissimi, quando vi incontro nelle parrocchie, nelle scuole, nelle feste o nelle diverse occasioni offertemi, vi ascolto volentieri e, parlandone, condivido la grande preoccupazione per l'educazione dei vostri figli, dei nostri giovani.
E' una questione che ci riguarda tutti: il mondo degli scolari e degli studenti ‘è un cantiere aperto' dal quale nessuno può disimpegnarsi e verso il quale debbono concorrere le migliori risorse educative e umane, scientifico-culturali, economico-sociali e civili.
Con questo messaggio vorrei portare la vostra riflessione sull'insegnamento delle religione cattolica a scuola. Questa ‘materia' è offerta a tutti, cristiani e non, ma va scelta con un'adesione libera.
La scuola la richiede a coloro che s'iscrivono per la prima volta a un istituto scolastico: alla prima classe della primaria o della media, e al primo anno delle superiori.
L'ora di religione è una materia scolastica perché risponde alle finalità della scuola e delle sue discipline, ma porta in sé un'originalità perché si riferisce alle esperienze spirituali più profonde di coloro che si aprono alla vita, dà spazio alle domande più personali dei giovani, apre, teoreticamente e con esempi, ai grandi valori della vita. La Bibbia e la storia del cristianesimo, almeno per l'Italia e per l'Europa, sono lo sfondo perché gli studenti si confrontino con le domande più radicali sulla vita e sulla verità, sulla libertà e responsabilità nei riguardi di ciò che è bene e di ciò che è male, sulla dignità dell'uomo e del creato e sul suo destino oltre la morte, sull'impegno per il bene comune. Nell'ora di religione le questioni etiche più attuali e le domande più inquietanti possono trovare occasione per illuminare le coscienze dei giovani.
Ragazzi, tra i molti messaggi e modelli di vita che ci raggiungono ogni giorno mediante la televisione, attraverso i linguaggi multimediali e internet, spesso senza punti fermi di riferimento e di valore, noi facciamo tanta fatica ad orientarci, ma soprattutto ci illudiamo di realizzare il nostro sogno di libertà e di vita attraverso scelte facili, soggettive, di nessuna consistenza.
Dove trovare un punto di riferimento, come ‘una bussola'? Nel rispetto della libertà di coscienza, l'insegnamento della religione cattolica è un'occasione favorevole per confrontarsi criticamente con Gesù, uomo vero e parola di Dio, che non ha finalità altra che quella di aiutare l'uomo ad essere sempre più integralmente uomo. Essendo una materia scolastica ha un suo metodo, allena l'intelligenza alla domanda e alla risposta esigente, sfida il dubbio, non si accontenta dell'astratto ma rimanda anche alla coerenza della vita.
Perché è frequentata da moltissimi ragazzi e giovani, anche acattolici e non cristiani, e sostenuti da genitori anche non praticanti? Perché non plagia e non ha il compito di convertire, ma educa al dialogo e alla conoscenza rispettosa e obiettiva delle altre confessioni cristiane e religioni, insegna a ricercare pensosamente le motivazioni degli atei e degli agnostici.
Ragazzi e giovani carissimi: la vostra libertà di spirito veda, e vi esorto anch'io, nella scelta di avvalervi dell'insegnamento della religione cattolica a scuola un valore grandissimo per la vostra crescita umana e culturale.
Genitori: non lasciate i vostri figli da soli di fronte a una scelta che, se può chiedere qualche piccolo impegno, tuttavia con affetto e amorevolezza esige che vengano accompagnati per crescere forti, generosi e fiduciosi verso la vita. Alla loro età di adolescenti e di giovani non sanno trovare tempi e ambienti di riflessione sistematica sul senso della vita, e sull'impegno a donarla e ad amarla, al di fuori di quest'ora vissuta a scuola.
L'insegnamento della religione, anche solo da un punto di vista culturale ed esperienziale, offre un contributo molto positivo all'educazione e la rende meno manchevole e più completa.
+Francesco Giovanni, arcivescovo
 

Un tributo a Wayne Shorter, il grande sassofonista e compositore americano, che vanta collaborazioni con Miles Davis, Max Roach, Herbie Hancock e lo storica band jazz-rock dei Weather Report. In scaletta i più significativi brani della sua lunga carriera artistica, eseguiti con il sound elettrico tipico del jazz degli anni 70, ma non mancheranno anche scorribande caratteriali nel rock e nel funk dello stesso periodo.
Al sax il poliedrico maestro jazz tolentinate Stefano Conforti, al basso David Padella ed alla batteria Andrea Morandi. Ospite di lusso, Andrea Braido, uno dei più importanti chitarristi elettrici italiani. La sua straordinaria carriera è ricca di collaborazioni stellari nei live e nei dischi dei grandi nomi della musica italiana ed internazionale: Vasco Rossi, Mina, Ligabue, Zucchero, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Adriano Celentano, Patty Pravo, Liza Minelli, Lenny Kravitz, Randy Crawford ma anche i jazzisti Marcus Miller, Frank Gambale.
Dopo la magnifica anteprima di Snovy White al Castello della Rancia del 20 dicembre scorso, realizzata in collaborazione con San Severino Blues Winter, un inizio alla grande quindi del cartellone jazz di "Tolentino a Cinque Stelle" che proseguirà il 5 febbraio con il That Old Feeling Trio, il 19 febbraio con un'altro omaggio, Welcome To The Django Quartet, ed il 12 marzo con il Frank Hammond Quartet.
Inoltre nelle Gallerie di Palazzo Sangallo sarà allestita una mostra a cura dell'Associazione Perigeo. L'esposizione raccoglie immagini scattate nel corso delle varie spedizioni che Perigeo onlus ha effettuato in diverse zone del pianeta con diversi scatti di Gianluca Frinchillucci e dell'archivio dell'associazione che ritraggono gente e popoli del Perù, Etiopia e regioni artiche.
Degustazione con i vini della Cantina I Colli di Serrapetrona
 

I dati che il Consorzio rende pubblici in queste ore, dimostrano senza possibilità di smentita, l'ottimo lavoro portato avanti in questi anni ed in maniera particolare finalizzato nell'ultimo biennio con la raccolta “porta a porta”.
In tempi brevissimi, oltre ad aver ottenuto importanti riconoscimenti sia come Consorzio che come Comuni, sia a livello nazionale che regionale, Cosmari si dimostra per i Comuni soci un partner affidabile ed in grado di migliorare continuamente la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Grazie alla sinergia con Regione Marche, Provincia di Macerata e soprattutto con le Amministrazioni comunali che sono parte integrante del nostro Consorzio, siamo sempre più un modello virtuoso nell'ambito della gestione del ciclo integrato dei rifiuti.
Il Consiglio d'Amministrazione che guido, in accordo con la Direzione aziendale, è da sempre orientato ad investire nel perfezionamento tecnologico degli impianti e dei mezzi, nella qualificazione del personale e nel miglioramento globale dei servizi, riuscendo a contenere i costi di smaltimento a carico delle nostre famiglie. Da non dimenticare anche il fatto che in uno momento di crisi, grazie al servizio “porta a porta” siamo riusciti ad assicurare nuovi posti di lavoro.
Grazie all'impegno, alla sensibilità ed alla buona volontà di tutti stiamo riuscendo ad invertire un dato che, solo pochi mesi fa, sembrava irraggiungibile. Infatti, superando la percentuale media di raccolta differenziata del 50% siamo riusciti a rovesciare quella tendenza che vedeva la maggior parte dei rifiuti prodotti finire in discarica. Oggi, sono invece di più i rifiuti che vengono avviati a riciclo. Inoltre molto importante, contrariamente a quanto avviene in altre zone italiane, il fatto che stanno diminuendo anche le quantità totali dei rifiuti generati nel nostro territorio.
Segno di una nuova coscienza ambientale che pone la nostra provincia per qualità della vita e per attenzione alla “buone pratiche” ai vertici nazionali ed europei. Ora siamo pronti per nuove sfide e per raggiungere insieme ai nostri Comuni nuovi importanti traguardi, nell'ottica di una reale preservazione ambientale.

 

Fabio Eusebi
Presidente Cosmari
 

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