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Dopo la neve il ghiaccio. Marche ancora strette nella morsa del gelo.

Nevicate nella notte nell'entroterra maceratese, nell'ascolano, a Fermo e a Fabriano. in quasi tutta la regione splende il sole, ma si registrano vari incidenti stradali, senza feriti, a causa del ghiaccio.

Ad Appignano i vigili del fuoco hanno dovuto rimettere in carreggiata un autobus che si era intraversato a causa del fondo stradale gelato; un intervento analogo a San Severino Marche, per un autocarro uscito di strada.

camion

Resta alta l'attenzione con squadre e mezzi della protezione civile pronti a mettersi in moto. Come detto, strade sotto sorveglianza per il rischio gelo.

Moie La tradizione vuole che S. Antonio Abate vissuto in Egitto tra il 250 e il 356, sia il protettore degli animali domestici. All’età di vent’anni abbandonò la sua vita agiata e si rifugiò in primis in una zona deserta, e poi sulle rive del Mar rosso dove condusse vita di anacoreta. L’iconografia lo ritrae spesso circondato da animali domestici e non, le raffigurazioni più comuni lo rappresentano insieme ad un maiale. Accanto a S. Antonio arde sempre un fuoco: “il fuoco di S. Antonio”. La dolorosissima e pericolosa infiammazione virale era ed è comunemente così chiamata perché per la guarigione si invocava Sant’Antonio abate, che aveva sopportato nel suo corpo piaghe molto dolorose scatenate da satana. All’interno del ‘Abbazia di santa Maria , collocato nell’abside laterale sud,  vi è un cinquecentesco dipinto che raffigura San ‘Antonio Abate vestito con abiti vescovili, con la mitria ed il pastorale, seduto su di un trono. Sullo sfondo si intravedono un maiale nero, un bue, un fuoco, una campanella e delle palme , i suoi simboli caratteristici. I riti e le usanze legate alla sua festa sono molteplici. A Moie in passato i contadini assai numerosi, andavano alla funzione religiosa presso l’Abbazia di Santa Maria con un “fascetto” di fieno. Solitamente questi “fascetti”  venivano legati con del vimine. Il fieno una volta benedetto, verso la fine della funzione religiosa, veniva successivamente distribuito agli animali. Altri contadini invece facevano benedire il grano oppure il granoturco. Ancora oggi resiste invece la tradizione della distribuzione dei pani benedetti. La tradizione a Moie è ancora viva, anche se ha una minore importanza rispetto al passato. Oltre alla Parrocchia di Santa Maria che celebra la Benedizione degli animali e distribuisce il pane benedetto, negli ultimi anni anche l’associazione equestre Vallesina organizza oltre alla benedizione anche la rievocazione di un ‘immagine del Santino dal vivo. Coloro che sono interessati potranno recarsi presso il Parco equestre di Moie domenica 17 Gennaio alle ore 16:00, la benedizione degli animali quest’anno verrà impartita dal Vescovo Diocesano.

 

Sta arrivando la tanto preannunciata Ondata di freddo. Venti forti di tramontana sono previsti sulle regioni adriatiche dalle Marche alla Puglia con piogge diffuse e nevicate anche in pianura. Le prime precpitazioni, anche a bassa quota, si sono già verificate all'alba. Per il momento non si registrano accumuli ma solo strade ghiacciate in alcuni tratti dove durante la notte la temperatura è scesa al di sotto dello zero termico.

(Sotto la foto scattata alle ore 9.30 a Camerino)

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 ( sotto foto piazza Cavour , mercato e primi fiocchi )

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Servizio in aggiornamento

Si torna a parlare di fusione dei comuni, in particolare di quelli compresi nell'ambito dell'Unione Montana Marca di Camerino.

La questione è stata fatta oggetto di una specifica mozione da parte di Pietro Tapanelli, consigliere nell'assise della città ducale, che impegna l'amministrazione Pasqui ad avviare, anche in sede di Unione Montana, un serio confronto per elaborare una proposta di avvio del processo di fusione dei comuni di Camerino, Serravalle di Chienti, Pieve Torina Muccia.

In un momento fortemente critico sotto il profilo economico l'obiettivo, secondo Tapanelli, sarebbe quello di una consistente riduzione delle spese di funzionamento degli enti e dei costi della politica con la creazione di ambiti territoriali ottimali al fine di conseguire consistenti economie di scala nei costi di erogazione dei servizi ed il mantenimento dei livelli di qualità e di efficienza nell’erogazione degli stessi;

La fusione appare, quindi, come l’opportunità più importante per poter assicurare, anche in futuro, ai cittadini la qualità dei servizi al livello attuale e realizzare le opere che servono al territorio per un suo nuovo e forte sviluppo, riducendo le spese strutturali e consentendo una complessiva semplificazione dell’organizzazione politica e burocratica.

Il nuovo ente locale arriverebbe a superare, seppur di poco, la soglia psicologica di 10.000 abitanti. Tale soglia avvicinerebbe il neonato ente a comuni vicini quali quelli di San Severino Marche e Matelica. In un’ottica di ulteriore fusione (o unione) tra i suddetti enti locali e il comune di Castelraimondo, si arriverebbe in tal modo alla soglia teorica di 38.000 residenti al fine di costituire il terzo ente locale per abitanti (di poco dietro a Macerata e Civitanova Marche) e il primo per dimensione territoriale della provincia di Macerata;

In ultima analisi verrebbe a posarsi il primo mattone per la costituzione di un nuovo comune montano di fondamentale impatto sia economico che elettorale per l’intera Regione Marche.

Argomento scottante quello riguardante il posizionamento degli autovelox lungo la superstrada 77 Valdichienti, spesso utilizzati dai comuni per fare cassa.

La “provocazione” fatta a suo tempo dall'assessore provinciale ed ex sindaco di Pioraco Giovanni Battista Torresi, che ha addirittura creato un gruppo sui social per sensibilizzare gli amministratori, ha provocato dibattito e posizioni divergenti tra gli stessi.

Ora l'argomento è stato ripreso, a Camerino, dal consigliere comunale di minoranza Pietro Tapanelli, che ne ha fatto oggetto di specifica mozione presentata alla giunta Pasqui relativa al controllo dell’uso degli autovelox sulle strade extraurbane principali per evitarne un utilizzo improprio non finalizzato in via principale alla sicurezza stradale.

In particolare – come sottolineato dalla stessa mozione - è evidente il fatto che posizionare gli autovelox in superstrada in maniera poco visibile è solo un modo indiretto di fare cassa (non sono infrequenti casi di posizionamento appena dopo il cartello del limite a 90 km/h, dove l’automobilista non riesce quasi ad accorgersi di dover scendere dai 110 km/h poco prima rispettati).

Inoltre, l’utilizzo dal parte del comune di strumenti di rilevazione della velocità sulle superstrade nasconde, neanche tanto velatamente, la volontà di sanzionare maggiormente i non residenti, mentre la più necessaria tutela a ridosso dei centri abitati rischierebbe di far perdere consensi all’amministrazione, in quanto verrebbero sanzionati maggiormente i residenti del comune.

Tenuto conto – scrive Tapanelli - che gli autovelox sono strumenti utili a prevenire incidenti stradali e che è dovere dei sindaci tutelare l’incolumità dei propri cittadini all’interno del proprio comune e in modo particolare nei centri abitati, si impegna il sindaco e l’amministrazione comunale a non posizionare più l’autovelox, di cui è dotato il locale comando di polizia municipale, in superstrada, lasciando lì il controllo alla Polizia Stradale e alle altre forze dell’ordine, e di concentrare la prevenzione nelle zone abitate del comune di Camerino, in modo particolare sulle arterie dove la velocità di marcia di molti automobilisti è troppo elevata nonostante l’installazione di dossi artificiali e dove è maggiore la presenza di studenti, bambini e famiglie che percorrono a piedi le strade in questione.

I carabinieri di Jesi hanno arrestato in flagranza di reato un 32 enne (M.M.), disoccupato, abitante nella periferia di Jesi, trovato in possesso di 1 Kg di marijuana.

Ai militari non è sfuggita l’agitazione dimostrata dal giovane all’atto del controllo mentre era alla guida della sua utilitaria.

Nella vettura è stato rinvenuto un modesto quantitativo di stupefacente, mentre la successiva perquisizione domiciliare ha portato alla scoperta di altri 950 grammi della stessa sostanza, sufficienti per giustificare l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Intitolare una via di Camerino a Papa Clemente X.

È la proposta suggerita da tempo alla Commissione per la Toponomastica e all’Amministrazione Comunale dall’arcidiocesi di Camerino San Severino Marche. È viva volontà dell’arcivescovo Brugnaro che la richiesta trovi al più presto approvazione considerato che il Giubileo indetto da Papa Francesco è celebrato anche localmente. Pare occasione felice, pertanto, valorizzare, culturalmente e storicamente, la figura di papa Clemente X.

A far propendere per la bontà della proposta, non solo la figura e l’operato di Clemente X (al quale si deve l’indizione di tre Giubilei, di cui due straordinari), ma più di una motivazione strettamente legata alla città dei Varano.

Di antica e nobile famiglia romana infatti, solo fino a pochi anni prima dell’elezione al soglio pontificio col nome di Papa Clemente X, avvenuta nel 1670, Emilio Bonaventura Altieri aveva retto per 40 anni l’incarico di vescovo di Camerino (dal 1626 al 1666).

La città dovrebbe dunque sentirsi onorata nel ricordare il suo nome, presente peraltro nella toponomastica fino a circa duecento anni addietro e, in seguito, cancellato. La strada individuata sarebbe l’attuale via Roma.

L’intitolazione della via potrà tuttavia rappresentare anche un indiretto omaggio al patrono della città; il primo atto di Papa Clemente X fu infatti quello di iscrivere san Venanzio nel Martirologio, elenco dei santi obbligatori riconosciuti dall’autorità della Chiesa cattolica. Altro segno del particolare legame, la prima moneta da pontefice di Emilio Altieri il cui conio, recante in un verso la sua immagine, presenta nell’altro l’effigie di san Venanzio martire che tiene in mano Camerino e lo stendardo della città ducale.

Importante notizia per l'istituto di riabilitazione Santo Stefano di Camerino, un'istituzione importantissima, soprattutto per un territorio come il nostro dove abbiamo anche un reparto di ortopedia eccellente presso l'ospedale cittadino” – secondo quanto dichiarato dal sindaco Gianluca Pasqui – che troverà spazio nei locali dell'ex ospedale destinati a divenire sede della nuova casa di riposo. “Ho rassicurato anche il dottor Bortone, responsabile dei centri ambulatoriali del Santo Stefano, del forte interessamento dell'amministrazione comunale presso la regione per far finanziare la costruzione, all'interno della nuova struttura, di un ascensore, che diventa linfa vitale perchè il Santo Stefano possa esservi ospitato nelle migliori condizioni possibili – continua il primo cittadino - La richiesta è stata presa in considerazione dal presidente Ceriscioli, che nel corso della sua visita alla nostra città si è formalmente impegnato assicurandoci tale finanziamento. A questo punto – conclude Pasqui – ci sono tutte le condizioni per definire l'accordo per l'ubicazione dell'istituzione all'interno di questo splendido edificio”.

Nella foto il sindaco Pasqui e la dirigente di area riabilitativa Roberta Ferranti

Gravissimo incidente stradale lungo l'aurostrada Adriatica A 14 tra le uscite di Recanati e Civitanova Marche. Per cause in corso di accertamento un furgone, che viaggiava lungo la corsia sud, si è ribaltato e il conducente è stato letteralmente sbalzato fuori dal finestrino. Sul posto immediati i soccorsi con l'uomo che è stato trasportato in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette dove è ricoverato in gravissime condizioni.

Una promessa mantenuta e un’altra rinnovata. Si potrebbe riassumere così la mattinata trascorsa a Camerino dal presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli. La promessa mantenuta è quella di una visita per approfondire il confronto con la città e l’amministrazione comunale e, soprattutto, per effettuare un sopralluogo nel cantiere dell’ex ospedale. Quella rinnovata, invece, riguarda l’impegno da parte della Regione Marche per l’individuazione di un finanziamento per la realizzazione di un parcheggio proprio al di sotto della struttura che ospiterà la Casa di Riposo e di un impianto di risalita meccanizzata.

Il presidente è arrivato a Palazzo Bongiovanni intorno alle nove e trenta. Ad attenderlo, oltre al sindaco Gianluca Pasqui, anche il vicesindaco Roberto Lucarelli e l’assessore Antonella Nalli, insieme al segretario generale, Montaruli, e il responsabile dell’ufficio tecnico comunale, Mauro Ferranti. Con loro anche la dottoressa Roberta Ferranti, responsabile delle strutture di Camerino e Matelica dell’Istituto Santo Stefano. “Grazie per la promessa mantenuta presidente – ha detto il sindaco Pasqui – Sappiamo quanti e quali impegni affollano la sua agenda e già il fatto che oggi sia venuto a farci visita è segno di una vicinanza con questa nostra città ed il nostro territorio”.

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Dopo un breve colloquio nelle stanze comunali, con il presidente che è rimasto particolarmente colpito dalla Sala del Consiglio, Ceriscioli ha voluto raggiungere a piedi il cantiere dell’ex ospedale per “respirare un po’ d’aria camerte – ha affermato – Ormai sono parecchie le occasioni in cui ho fatto visita a Camerino. Oggi sono presidente della Regione Marche, ma non mi stancherò mai di definirmi un sindaco, e quindi so che solo un sindaco conosce a fondo la sua città. E’ per questo che ho voluto essere qui oggi, per un confronto con Gianluca e per toccare con mano il compimento di un grande progetto nato proprio dalla collaborazione e dalla sinergia tra il comune e la Regione”. Il riferimento è, appunto, alla ristrutturazione dell’enorme edificio che ospitava l’ospedale e che oggi sarà occupato da una moderna Casa di Riposo dotata di ogni confort (piscina per la riabilitazione compresa), da uffici dell’Asur e da una sede dell’Istituto Santo Stefano.

“E’ stato un lavoro enorme, che ha richiesto un investimento di diversi milioni di Euro, con un progetto avviato a suo tempo dall’amministrazione Fanelli e sbloccato da quella del sindaco Conti – ha affermato Pasqui. Ad accogliere il presidente Ceriscioli nella struttura c’erano, oltre ai tecnici che si stanno occupando dei lavori, anche il presidente della Fondazione Casa Amica, Luigi Vannucci, con alcuni dei consiglieri. Ceriscioli si è complimentato per il recupero di un edificio che insiste all’interno del centro storico ed anche per le destinazioni individuate, garantendo un fondo da destinare a Camerino per la realizzazione del parcheggio e della risalita meccanizzata a servizio della struttura e della città.

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