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Cucine Lube Banca Marche Civitanova di nuovo al lavoro, dopo la pausa natalizia e gli impegni della Nazionali nel torneo europeo di qualificazione olimpica. Primo allenamento a ranghi completi dopo il ritorno del libero francese Jenia Grebennikov e dei centrali serbi Marko Podrascanin e Dragan Stankovic, reduci dalla caccia a Rio 2016 andata a scena a Berlino nei giorni scorsi e chiusa con il secondo posto dei francesi (che si giocheranno le chance di qualificazione olimpica a fine maggio in Giappone) e l'eliminazione della Serbia, che non sarà quindi presente alle Olimpiadi brasiliane.
Giovedì sarà il momento di tornare in campo per gli uomini di Blengini: alle 20.30 all'Eurosuole Forum di Civitanova ecco la sfida di ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia contro Latina.
I biancorossi, vincenti per 3-0 nella gara di andata giocata nel Lazio, andranno alla ricerca dei due set che garantiranno il pass per la Final Four di Coppa Italia, in programma al Forum di Assago il 6 e 7 febbraio.
"Credo che il nuovo via nel 2016 sarà un po' come l'inizio di una nuova stagione - dice il regista statunitense della Cucine Lube Banca Marche Civitanova, Micah Christenson - Una nuova fase in cui potremo migliorare ancora rispetto alla prima parte, ed è il nostro obiettivo. Finora abbiamo lavorato duramente, anche in questa pausa da impegni ufficiali ci siamo allenati per perfezionarci e ora dobbiamo far vedere i risultati in campo. La Coppa Italia è il nostro prossimo target e giovedì vogliamo fare nostra la qualificazione alla Final Four: arriveranno gare importanti e giocheremo sempre per dare il massimo, come fatto finora in ogni partita. In questi primi mesi in Italia ho avuto l'opportunità di vedere come il campionato di SuperLega sia difficile e competitivo, molto differente come stile da quello universitario americano: lo considero davvero un torneo professionistico, sotto ogni punto di vista. Giochiamo per vincere e per mettere in campo prestazioni sempre di alto livello: mi piacciono queste sfide".
"Burattini, servitori dello Stato, vogliamo l'ospedale, siete degli assassini".
Queste le parole che rieccheggiavano di fronte alla commissione sanità durante il sit-in che si è svolto lunedì pomeriggio. Riunione conclusasi con un nulla di fatto: la regione proseguirà con la riforma.
A rappresentare l'entroterra maceratese, insieme ai comitati per la difesa degli ospedali di San Severino e Matelica, il sindaco settempedano Cesare Martini, gli assessori Giampaolo Muzio e Vincenzo Felicioli e l'ex sindaco di Matelica e consigliere Paolo Sparvoli. Tuttavia, nessun rappresentante dell'amministrazione di Matelica.
"Comincia a sgretolarsi qualcosa - ha detto Marco Massei, vice presidente del comitato settempedano - La protesta sembra aver fatto effetto e tutti i sindaci sono contro la giunta regionale, tra cui 55 sindaci della provincia di Pesaro. Tutti sono d'accordo nel sostenere che è una scelleratezza. Addirittura era presente il presidente della provincia di Pesaro e Urbino. Questo per la giunta regionale è gravissimo, è un importante segnale d'allarme. Per i punti nascita - ha concluso - l'unica soluzione è il ricorso al Tar e il referendum abrogativo. L'ostinazione e l'impassibilità con cui prendono questa decisione è disarmante".
Al termine della riunione, l'ex sindaco di Matelica Paolo Sparvoli, unico rappresentante politico per la sua città, si è detto intenzionato a partire con la raccolta firme per il referendum abrogativo.
"Hanno iniziato con le menzogne e hanno finito con le menzogne - ha dichiarato - Quello che è stato fatto oggi è indecente. Il presidente della commissione sanità Volpini è sceso nella stanza in cui eravamo riuniti tutti, sindaci e rappresentanti dei comitati, per dirci che ci avrebbero ascoltato prima della votazione, poi non li abbiamo più sentiti. Nessuno si è degnato di venirci a dare una spiegazione o a sentire la nostra voce. Una cosa del genere, in 34 anni di politica, non l'ho mai vista. Un'arroganza incredibile - ha continuato - persino di fronte a ben 55 sindaci su 59 della provincia di Pesaro e Urbino (compreso il presidente provinciale). Noi del maceratese dovremmo prendere esempio da quel territorio. Uniti e compatti. Noi invece pensiamo ancora di andare avanti individualmente. Non funziona così. Possibile che del nostro territorio fossero presenti solo il sindaco Martini e qualche consigliere?". E come commenta Paolo Sparvoli la totale assenza dell'amministrazione matelicese? "Non commentabile. Bisognerebbe solo stendere un velo pietoso. Sono impresentabili".
Sono stati condannati all'ergastolo Giuseppe e Salvatore Farina, padre e figlio, accusati dell'omicidio del commerciante di pesce sambenedettese Pietro Sarchiè, il cui corpo senza vita fu rinvenuto nella Valle dei Grilli in territorio di San Severino Marche. Hanno, così, accolto la tesi dell'accusa i giudici del tribunale di Macerata, che hanno condannato i Farina al massimo della pena. Momenti di tensione in mattinata all'arrivo dei due imputati al palazzo di giustizia maceratese, con una manifestazione volta a chiedere giustizia promossa dai familiari di Sarchiè.
Sempre più vicina l’ordinazione episcopale di mons. Antonio Napolioni. Il vescovo di Cremona, accompagnato dall’arcivescovo Brugnaro, è stato ricevuto a Roma dal Nunzio Apostolico in Italia mons. Adriano Bernardini. Un incontro semplice e cordiale, nel corso del quale il Nunzio ha consegnato al neo vescovo di Cremona la Bolla pontificia . “ Ho ricevuto l’atto firmato da Papa Francesco, per mezzo del quale posso presentarmi a Cremona come vescovo - commenta con emozione Napolioni - All’inizio della liturgia di ordinazione infatti - aggiunge – verrà chiesto: “ Avete il mandato del Papa?” e il nuovo vescovo eletto, come avviene da secoli, dovrà presentare la Bolla pontificia. Al di là della formalità – prosegue Napolioni - c’è un fatto sostanziale , riguardante la missione che si riceve dal Papa di essere successori degli apostoli, in comunione con tutti gli altri vescovi. Un incontro che ha rappresentato anche l’opportunità per un ampio scambio di idee su tanti aspetti della vita delle nostre chiese”.
(Nella foto i vescovi Napolioni e Brugnaro all'uscita dalla Nunziatura dopo la consegna della Bolla)
"Mentre a Roma (ed anche ad Ancona) si dicute, Sagunto viene conquistata". Ancora una volta prendiamo in prestito la massima delle storie di Tito Livio per riflettere su quanto accade nei territori dell'entroterra maceratese. Lo spunto da un fatto di cronaca accaduto a Pieve Torina (ma sarebbe potuto capitare in qualunque altro paese) dove una giovane donna colta da infarto acuto al miocardio non ha trovato posto negli ospedali di Macerata e Ancona, ma neppure in quelli di Ascoli e Pesaro (unici presidi in cui è presente il reparto di emodinamica, necessario per curare la patologia) ed è stata salvata grazie alla disponibilità dell'ospedale di Foligno. Tutto è bene quel che finisce bene si dirà, ma l'episodio impone alcune necessarie considerazioni. Anzitutto la costatazione, ormai arcinota, che i continui tagli alla sanità, in nome di un non sempre correttamente identificato risparmio, causano enormi disagi alla popolazione che vive nelle zone montane fino a mettere seriamente a rischio i beni più preziosi della vita e della salute, diritti tra l'altro costituzionalmente tutelati. In secondo luogo il fatto che ormai da tali zone diventa sempre più semplice usufruire dei servizi e delle strutture presenti nella vicina Umbria, pur continuando a pagare tasse alla regione Marche. Ma qui si apre un altro problema. L'Umbria sarebbe davvero vicina se fossero stati completati i lavori della superstrada 77 Valdichienti, opera che vide la luce (chi percorre di notte la vecchia statale 77 può, infatti, notare come tutte le gallerie siano illuminate) circa 35 anni fa e il cui termine viene continuamente rinviato per motivi che risultano ai più sconosciuti. allora, nella speranza che non abbia mai a "scapparci il morto", non ci resta che tornare alla frase iniziale. Quando termineranno le discussioni e si opererà realmente nell'interesse dei cittadini di questi luoghi, "scontenti" e abbandonati, anche coloro che vivono in zone apparentemente svantaggiate, povere di voti, ma in realtà ricche di risorse, che evidentemente non interessano?
Un incontro particolare per l'arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, Francesco Giovanni Brugnaro, e per il vescovo eletto di Cremona, Antonio Napolioni, che al termine dell'udienza generale di mercoledì 16 dicembre, in piazza San Pietro, si sono trattenuti a colloquio personale con papa Francesco. “Ho avuto la gioia di presentare al papa don Antonio, recentemente eletto vescovo di Cremona – le parole dell'arcivescovo Brugnaro – Abbiamo anche avuto la possibilità di parlare con il santo padre della nostra storia, delle nostre piccole o grandi vicende. Il papa ci ha raccomandato di vivere bene il Giubileo, di curare le persone, di aiutare coloro che hanno responsabilità a guidare bene le comunità affidate loro. Ha tenuto anche a dire di essersi fatto carico della storia personale di don Antonio e della nostra diocesi e di essere contento di averlo scelto per guidare una diocesi importante della Lombardia. Un atto di grande fiducia”. “Davvero un incontro cordiale e ricco di fraternità – così mons. Napolioni – Se il papa nomina i vescovi penso sia poi contento di vederli in faccia e di sapere che sono anch'essi in sintonia con il suo magistero e disponibili ad un cammino di comunione. La parola più forte che ha ripetuto a me e a mons. Brugnaro è stata “uscite”, riferendosi naturalmente al modello di evangelizzazione che lui ci chiede. Non rimanere arroccati su posizioni che non producono speranza, ma andare incontro a Cristo che vive negli uomini del nostro tempo. Infine ci siamo scambiati una battuta scherzosa riferita al fatto che ci unisce la data del battesimo, il 25 dicembre. Un incontro semplice e fraterno che benedice questo inizio del ministero episcopale.
Le ultime elezioni regionali hanno fatto registrare uscite eccellenti dal quadro politico marchigiano. Francesco Massi dopo 35 anni di impegni amministrativi (consigliere comunale, sindaco di Tolentino, consigliere regionale e capogruppo in regione) è tornato a svolgere il lavoro di segretario comunale a Portorecanati.
Come vive questo cambiamento.
E’ un ritorno al mio lavoro e alla mia passione. Prima dell'esperienza regionale sono stato
vice segretario comunale, poi segretario in vari comuni, iniziando nel fermano, a Monterinaldo e Ortezzano. L'esperienza in regione mi è servita molto e son tornato al mio lavoro scegliendo la sede Porto Recanati. Devo dire che non ho smesso mai di seguire le vicende amministrative, l’impegno in regione mi ha consentito di mettere mano nelle normative, quindi sono stato fortunato perché ho portato l'esperienza del mio lavoro nella politica e l'attività politica mi è servita per conoscere bene tutte le dinamiche della pubblica amministrazione.
Da lunedì 21 dicembre ho ricevuto anche l’incarico di segretario comunale a Caldarola, comune prestigioso, al di là delle dimensioni, per cultura, tradizione e anche per qualità del tessuto socio-economico. Sono orgoglioso che la giunta e il sindaco Giuseppetti abbiano voluto questa collaborazione, di cui sono onorato.
Quale è oggi il suo partito di riferimento?
L’ Ncd. Come noto ho seguito il ministro Alfano. Sono da sempre collocato nella posizione centrista, dove praticamente sono cresciuto.
La montagna sta perdendo tutto, ospedali e servizi. E’ solo un problema di voti?
Non penso. Credo che il nostro entroterra sia fatto di persone e amministratori di straordinaria capacità. Il limite è stato quello di non agire insieme e di non farsi sentire con forza. Non posso dimenticare le lotte che abbiamo dovuto fare in regione per ottenere i diritti elementari che altre zone hanno ottenuto facilmente. Non è una questione di voti, ma di mentalità. La capacità di aggregarsi, di fare gruppo e non pensare solo al proprio campanile. Occorre uno sforzo per far vedere che tutta la comunità è in grado di rivendicare i propri diritti con forza.
“Fondazione Carima”, una scritta che troviamo in molti mezzi pubblici. Roberto Massi, suo padre, aveva dato un segno forte, poi il crac di Banca Marche. Si poteva evitare?
Non sono stato dentro le vicende di Banca Marche, quindi non posso giudicare. Da cittadino provo un grande dolore per quello che è avvenuto, soprattutto per la drammatica situazione che tanti azionisti oggi si trovano ad affrontare. Ripercussioni anche sulla Fondazione Carima, che spero possa riprendere presto quel ruolo che aveva di sostegno al sociale, alla cultura. Gli interventi della Fondazione negli anni hanno alleggerito le finanze pubbliche. Pensiamo ai macchinari diagnostici e scientifici che sono stati donati per la salute di tutti. Diversamente la regione non avrebbe potuto garantire quelle somme.
Come cambia la gestione dei comuni nel 2016?
La riforma Madia ha di fatto cancellato il ruolo dei segretari comunali. Attualmente in Italia siamo molti di meno, da 8000 siamo oggi meno di 3000. Lo Stato sta accorpando le fasce di dirigenza per cui è vero che non si chiamerà più segretario comunale, ma chi è bravo e capace resterà all’apice dirigenziale. Una funzione strategica negli enti locali. Il messaggio forte della riforma è che “i dirigenti saranno valutati in maniera estremamente rigorosa, saranno contrattualizzati soltanto per 3 anni. Le riconferme, o altri ruoli, se li giocheranno secondo la loro capacità, professionalità e onestà”. Una riforma e una sfida che dà forte impulso a tutta la pubblica amministrazione.
Per i cittadini sarà un 2016 diverso. Perche’?
Sono tante le novità previste. I cittadini devono sapere che cambieranno le strategie di bilancio dei comuni e dello Stato. Ci saranno regole estremamente stringenti soprattutto nei controlli. Aumentano le garanzie in termini di anticorruzione e di antispreco, su cui sia è già fatto tantissimo, ma i dirigenti ci metteranno la propria faccia e la propria responsabilità. Tutti sono controllabili, aumenta la trasparenza delle spese grazie anche all'informativa che sarà messa a disposizione dei cittadini per controllare direttamente gli amministratori, i dirigenti, i capi settore responsabili e i dipendenti comunali. Questa secondo me è la vera rivoluzione, con i cittadini che potranno interagire. Più il cittadino controlla, più l'amministrazione pubblica funziona.
Francesco Massi tornerà in politica nel 2018 ?
Non ho fatto assolutamente programmi. L'attività politica è sospesa anche se i contatti con gli amici ci sono. Inoltre mi onoro di non avere nemici in nessun schieramento politico, semmai degli avversari con i quali mi confronto spesso. Mi auguro che in Italia si voti nel 2018 e non prima, sarebbe un grave danno.
La passione per il calcio e per la vita?
Nei momenti di stress della politica, il calcio (amatoriale, Massi gioca tutte le settimane ndr) mi ha preservato da stress peggiori. Lo dico sempre ai miei figli: per equilibrio in campo e equilibrio nella vita. Si sa che in campo si suda e, come nella vita, occorre sacrificio. Nessuno ti regala niente.
Chiusura punto nascite, lo schiaffo ai cittadini
30 Dic 2015"La decisione del consiglio regionale di respingere tutte le mozioni presentate dalla minoranza sono Un vero schiaffo in faccia alle mamme e ai cittadini dell'entroterra". Sono le prime parole di Marco Massei, vice presidente del comitato per la difesa dell'ospedale di San Severino. L'amarezza segna gli animi dei membri del comitato presenti martedì mattina al consiglio regionale. Ceriscioli sbatte la porta in faccia alla protesta popolare e nessuna deroga sarà richiesta al ministro Lorenzin per salvare i punti nascite dell'entroterra, quindi dal 31 dicembre tutti a Macerata per partorire. Quattro le mozioni che la maggioranza ha respinto, con 19 voti favorevoli e 12 contrari. A presentarle erano stati Lega Nord, M5S e Fratelli d'Italia. Ad assistere la delegazione di San Severino e quella di Tolentino. "Siamo amareggiati - ha proseguito Massei - per il modo in cui hanno bocciato le mozioni. Con una freddezza allucinante. Ma dov'è il rispetto per i cittadini della montagna e soprattutto per le mamme? Oggi è del tutto mancato il buon senso, siamo tutti profondamente delusi. Non ci arrenderemo, proveremo con tutte le scappatoie possibili - ha concluso - e proveremo anche a chiedere una moratoria finché l'ospedale di Macerata non sarà a norma e in grado di accogliere mille parti".
"Affianco a noi c'erano degli esponenti della minoranza di San Severino - ha spiegato Mario Chirielli, un altro membro del comitato - c'erano Gilberto Chiodi e Gabriella Lampa. Il nostro sindaco?Dov'era? Non si è presentato in aula nonostante fosse nel palazzo della Regione. Respingendo le mozioni è stato fatto un grave danno all'entroterra, anche a Macerata visto che reparto non è a norma e quindi non in grado di ricevere l'utenza. Gli abitanti della montagna saranno costretti ad andare in Umbria per partorire e chi potrà si rivolgerà verso il mare. Hanno rovinato la nostra provincia".
g.g.
Durante le appena trascorse festività Natalizie, la Compagnia Carabinieri di Camerino, nell’ambito di un più ampio piano di controllo del territorio a livello provinciale, ha effettuato una serie di controlli nella giurisdizione di competenza ed in particolare sulle principali vie di comunicazione che collegano l’entroterra con le località costiere. I posti di blocco attivati, hanno permesso ai militari dell’Arma di ispezionare oltre 200 veicoli e di identificare più di 300 persone. Sono state elevate decine di contravvenzioni al Codice della strada, una di queste per guida in stato di ebbrezza alcolica a carico di B.M., 25enne di San Severino Marche. A Matelica, i militari della locale Stazione, rintracciavano A.B., disoccupato 48enne del luogo, il quale veniva tratto in arresto su provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Perugia poiché doveva scontare 6 mesi di reclusione per una condanna a suo carico a seguito di un furto commesso nel 2009. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari. I controlli, informa il comando della Compagnia carabinieri di Camerino, continueranno anche nelle prossime giornate di fine ed inizio anno.
Fine 2015, ovvero tempo di bilancio di un anno intero trascorso in casa Cucine Lube Banca Marche. Si chiude un 2015 caratterizzato da tanti cambiamenti: innanzitutto è stato l'anno dell'esordio nel nuovo palasport di Civitanova Marche, l'Eurosuole Forum, avvenuto il 27 gennaio scorso in un impianto stracolmo di tifosi con oltre 4 mila spettatori, in occasione del match contro il Fenerbahce. Un'ottima presenza di pubblico poi confermata per tutto l'anno: a partire da quando la Lube scende in campo all'Eurosuole Forum, infatti, i numeri del pubblico presente sono schizzati in alto, fino a collocare la realtà biancorossa ai vertici in Italia ed anche in Europa.
Altri cambiamenti sono arrivati in estate, con il mercato che ha rivoluzionato la panchina con l'arrivo del nuovo coach Gianlorenzo Blengini dopo quattro stagioni con Alberto Giuliani alla guida e una buona parte della squadra con i "botti" dell'ingaggio di campioni come Juantorena, Grebennikov, Christenson, Cebulj e il ritorno del capitano del primo scudetto, Ivan Miljkovic.
E' stato anche un anno senza titoli, invece, per la prima squadra, ma tanti successi in campo specialmente nella stagione 2015/16. Chiusa infatti l'annata 2014/15 con la delusione delle sconfitte in Coppa Italia (a gennaio con Modena in semifinale), in Champions League (a febbraio con il Belchatow nei Playoffs 12) e nella corsa scudetto (ad aprile nei quarti di finale playoff contro Latina), la nuova stagione tuttora in corso si è aperta con ben 15 vittorie su 17 gare finora disputate. Cucine Lube Banca Marche 2015/16 dunque ancora imbattuta in Europa, con le uniche due sconfitte arrivate soltanto in campionato e per pochissimi palloni al tie-break contro Modena e Trento. Il 2015 lascia quindi in archivio tante vittorie, il primato nella Pool E della massima competizione europea, il secondo posto in SuperLega e la vittoria nella gara di andata di quarti di finale di Coppa Italia.
Buoni auspici per il 2016, che partirà con la prima gara il 14 gennaio prossimo all'Eurosuole Forum di Civitanova per la sfida di ritorno dei quarti di Coppa Italia con Latina che vale l'accesso alla Final Four (in programma il 6-7 febbraio al Forum di Assago) e proporrà subito una serie di gare fondamentali per la Cucine Lube Banca Marche: il 17 gennaio trasferta a Piacenza per la seconda di ritorno di SuperLega, il 20 gennaio atteso big match europeo a Civitanova contro i polacchi del Belchatow. E via di seguito tantissime gare da seguire, si tornerà infatti a giocare praticamente ogni tre giorni.
Dando uno sguardo ai numeri, nel 2015 la Cucine Lube Banca Marche ha giocato complessivamente 37 partite, registrando 29 vittorie e 9 sconfitte.
Di seguito il dettaglio.
STAGIONE 2014/2015 (da Gennaio ad Aprile)
Gare giocate: 12 in Regular Season (10 vittoria e 2 sconfitte), 3 nei Play off scudetto (1 vittoria e 2 sconfitte), 4 in Champions League (2 vittorie e 2 sconfitte), 2 in Coppa Italia (1 vittoria e 1 sconfitta).
STAGIONE 2015/2016 (da Ottobre a Dicembre)
Gare giocate: 12 in Regular Season (10 vittorie e 2 sconfitte), 4 in Champions League (4 vittorie e nessuna sconfitta), 1 in Coppa Italia (1 vittoria).
