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Serata movimentata tra Castelplanio e Moie dove, nell’ambito di specifici servizi tesi a contrastare i reati contro il patrimonio, i Carabinieri hanno intercettato una Volkswagen New Beetle, rubata agli inizi di gennaio a Montegranaro, con due persone a bordo, che si aggirava con fare sospetto vicino ad alcune villette isolate.

Immediatamente i militari si sono posti all’inseguimento dell’autovettura, con gli occupanti che, vistisi braccati, hanno abbandonato il mezzo e sono fuggiti nelle campagne circostanti.

Le ricerche dei due, proseguite per tutta la serata, non hanno dato purtroppo l’esito sperato.

Tuttavia, recuperata l’autovettura rubata, a bordo è stata rinvenuta numerosa refurtiva composta da argenteria e alcuni diamanti, nonché svariati arnesi da scasso, che i due sconosciuti non avrebbero tardato ad usare per compiere furti all’interno delle abitazioni.

"Sollecitati dalle proteste e dall'indignazione dei cittadini",- si legge nella nota- i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle hanno deciso di attivarsi per accedere, per la prima volta nella storia della Regione, al referendum abrogativo regionale, "principale strumento di partecipazione democratica diretta", della riforma sanitaria. "Riforme importanti per la vita dei marchigiani come quella sanitaria - osserva il capogruppo Gianni Maggi - dovrebbero essere partecipate e non imposte". I consiglieri stellati presenteranno la procedura di attivazione per chiedere il referendum abrogativo regionale in una conferenza stampa mercoledì 3 febbraio al Palazzo delle Marche ad Ancona.

“Confido fiducioso in una soluzione che possa restituire alle nostre popolazioni, soprattutto alle giovani mamme che abitano in questi nostri territori, uno di quei diritti costituzionalmente garantiti, il diritto alla salute, di cui oggi esse sono state private”. Si chiude così la lettera che il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, ha consegnato alla Presidente della Camera, on. Laura Boldrini, al termine dell’incontro con gli studenti dell’Università degli Studi di Macerata sul tema “Costruire l’Europa dei cittadini”.

“Il tema dei diritti, anche di quelli costituzionalmente riconosciuti, dovrebbe essere un tema caro soprattutto alla Politica e ai rappresentanti delle Istituzioni. Eppure, Le posso assicurare, così sempre non è – è lo sfogo rappresentato alla Presidente Boldrini dal sindaco di San Severino Marche che nella sua missiva prosegue - Il diritto alla salute nella nostra Regione viene oggi fortemente minacciato da una determina del Direttore generale dell’Asur, siglata alla Vigilia dello scorso Natale, con cui si è deciso, senza ascoltare i territori, di mettere mano a una modifica profonda dell’organizzazione ospedaliera con l’annuncio della chiusura di diversi Punti nascita. So che della questione Ella si è già occupata ma siccome si tratta di una partita non ancora chiusa, La prego di voler prendere in considerazione ogni ulteriore tentativo che possa far ravvedere i decisori. Chiudere i Punti nascita oggi esistenti, parlo di quello attivo presso l’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino ma anche nei nosocomi di Fabriano e Osimo, significherebbe privare un’ampia fascia dell’entroterra marchigiano, che va di fatto dal Pesarese fino all’Ascolano, di una struttura dove non solo poter partorire ma anche dove trovare cure e risposte alle emergenze sanitarie di tante e tante mamme. E Lei sa quanto me, conoscendo questo nostro territorio, le difficoltà che ci sono in tema di collegamenti viari. Quanto può impiegare un’ambulanza a raggiungere un ospedale con una partoriente cui si è distaccata la placenta? La sensibilità da Ella dimostrata agli argomenti che riguardano il mondo delle donne, le minacce che da questa scellerata decisione potrebbero attentare alla salute e alla vita di tante mamme e dei loro nascituri, mi suggeriscono di rivolgermi nuovamente a Lei perché possa intervenire a riguardo. Il Ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin, ha presentato un provvedimento che riguarda proprio i Punti nascita nei cosiddetti ospedali minori eppure, di contro, un dirigente di una qualsiasi Azienda sanitaria un bel giorno ha deciso, questo accade nelle Marche, di intraprendere un’azione che va nel senso contrario ed opposto. Ci siamo opposti rivolgendoci al Tar e presentando un ricorso come Comune. Altrettanto ha fatto il Comitato per la difesa e la tutela dell’ospedale “Eustachio”. Grazie a ciò il provvedimento è stato al momento bloccato in attesa di una pronuncia del Tribunale amministrativo che tornerà a riunirsi il 19 febbraio ma questo – conclude Martini – non può bastare né darci rassicurazioni per il futuro”.

Le dichiarazioni rilasciate dal Consigliere Regionale Sandro Bisonni hanno finalmente fatto

luce sul dibattito in merito alla situazione sanitaria della nostra città: per ora la Regione

non ha deliberato alcun cambiamento sulla presenza dei mezzi di soccorso. Un’ulteriore

conferma è arrivata dalla Vice Presidente della IV Commissione Assembleare che si

occupa di Sanità, Elena Leonardi: la Giunta Regionale non ha assolutamente rivisto la sua

posizione. Nostro malgrado, a Matelica ancora oggi non ci sono state variazioni rispetto a

quanto previsto dalla DGR 1183/2015 del 22/12/2015: pertanto solo nelle 12 ore diurne

rimane attivo un mezzo di soccorso avanzato con medico a bordo(MSA), mentre per la

fascia notturna continua ad essere presente un mezzo di soccorso infermieristico (MSI).

Ringraziamo anche la consigliera regionale Marcozzi, che in un recente articolo apparso

sulla stampa, ha sottolineato quanto già da noi avanzato come gruppo consiliare

all'attenzione di tutti i gruppi consiliari di minoranza in Regione. Il Sindaco Alessandro

Delpriori, con dichiarazioni sulla stampa e sui social network, ha invece parlato di

drastiche modifiche, approvate in commissione sanità l'11 gennaio scorso, alla delibera in

questione. Tra le altre cose, ha, addirittura, affermato di essere riuscito ad aumentare a 24

ore la presenza del MSA. Di fronte alla falsità di queste esternazioni, ed alla gravità delle

stesse, il gruppo consiliare Nuovo Progetto Matelica non può restare in silenzio ed in

segno di protesta, noi consiglieri, ci troviamo costretti a non prendere parte al Consiglio

Comunale previsto per lunedì 01/02/2016. Ancora una volta sono state deluse le

aspettative dell’intera cittadinanza, che ha, giustamente, manifestato per vedersi

riconoscere uno tra i diritti fondamentali della persona, quello alla salute. Il dialogo

istituzionale proposto dall’amministrazione comunale evidentemente non ha assolto il suo

principale compito: dare un adeguato riscontro alle richieste della città. Chiediamo,

pertanto, le dimissioni immediate del Sindaco, primo cittadino e massima autorità sanitaria

di Matelica, e di tutta la sua amministrazione che in alcuni casi è rimasta in silenzio e in

altri, addirittura, ha avallato le sue affermazioni. Ci auguriamo inoltre che il Presidente Ceriscioli

prenda coscienza che è necessario un tavolo tecnico per riportare la discussione e il confronto su un

tema così importante. Per quanto riguarda i punti nascita di Osimo, Fabriano e San Severino

Marche, accogliamo con fiducia la sospensiva arrivata dal TAR nei giorni scorsi che ne ha, per ora,

scongiurato la chiusura. Siamo preoccupati, inoltre, per la salute di Roberto Pioli, giovane

settempedano, che sta rischiando  la propria vita per protesta, praticando lo sciopero della fame.

 

NUOVO PROGETTO MATELICA

E’ di quattro arresti il bilancio di una brillante operazione portata a termine dai Carabinieri delle Stazioni di Chiaravalle e Monte San Vito.

A cadere nella rete dei militari 4 persone, 3 donne ed un uomo di età compresa tra 19 e 48 anni (due italiani e due colombiani), tre delle quali con precedenti specifici per furti di superalcolici.

E’ accaduto a Chiaravalle, dove, una pattuglia in borghese ha segnalato alla centrale operativa la presenza sospetta dei 4 nei pressi del centro commerciale IPERSIMPLY.

Sul posto sono state fatte convergere le pattuglie di Monte San Vito, della stessa Chiaravalle e del Nucleo Radiomobile.

Sono bastati pochi accertamenti per capire che il gruppetto aveva da poco iniziato un raid di furti di superalcolici. Vistisi braccati, però, hanno abbandonato la refurtiva, poco dopo rinvenuta dai militari intervenuti.

I quattro sono così stati arrestati.

Sabato 30 gennaio 2016 ore 16,42 don Antonio Napolioni, appena ordinato, siede sulla cattedra vescovile di Cremona, prendendo ufficialmente possesso della sua sede e divenendo l’85° pastore della diocesi lombarda.

Si rende, così, visibile il “mistero” della successione apostolica, avvenuto qualche momento prima quando mons. Dante Lanfranconi, predecessore del vescovo Antonio, aveva imposto le mani sul capo del suo successore, dopo la preghiera consacratoria. Dopo di lui ad imporre le mani su mons. Napolioni gli arcivescovi Francesco Giovanni Brugnaro e Francesco Gioia, quindi i cardinali Salvatore De Giorgi, Raffaele Farina, Francesco Coccopalmerio, Edoardo Menichelli e, a seguire, gli altri 31 vescovi concelebranti.

Il lungo pomeriggio è iniziato con l’arrivo di mons. Antonio Napolioni, scortato da una staffetta della polizia municipale, nella piazza del Comune con il saluto del sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, presenti le autorità civili e militari del territorio, il vice sindaco di Camerino Roberto Lucarelli e il sindaco di San Severino Marche Cesare Martini.

Quindi l’ingresso in cattedrale, il bacio del crocifisso, dello stipite del portale, l’aspersione dell’assemblea con l’acqua benedetta, la preghiera nella cappella del Sacramento e l’inizio della solenne liturgia eucaristica.

“Ama questa chiesa, diventa questa chiesa” ha detto l’arcivescovo Brugnaro presentando don Antonio alla Chiesa di Cremona. “Fate quello che vi dirà”, il filo conduttore del primo discorso rivolto da don Antonio alla sua Chiesa di Cremona.

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Sono Stefano Burotti con la tesi “Il principio di trasparenza. Applicazioni e limiti nelle amministrazioni”, Cecilia Mancia con la tesi “La responsabilità precontrattuale in materia di appalti pubblici” e Sara Morosi con la tesi “L’Aggiudicazione negli appalti pubblici” i vincitori del Premio “Arnaldo Quadrani”, premio fortemente voluto dalla famiglia Quadrani, dall’Amministrazione comunale di Serravalle di Chienti e dall’Università di Camerino, per ricordare la figura di Arnaldo Quadrani, Sindaco del Comune di Serravalle del Chienti dal 1980 al 1985, nel trentesimo anniversario della sua scomparsa. Fu senz’altro un’amministrazione di svolta, quella guidata dal Sindaco Quadrani, sia dal punto di vista delle opere strutturali, (alloggi popolari, depuratore, scuole pubbliche), sia per quanto concerne la riorganizzazione della macchina amministrativa ed il rapporto cittadino-istituzione, sia da un punto di vista di sviluppo del potenziale turistico del territorio. I premi, del valore di 1.000 euro ciascuno, sono stati assegnati alle tre migliori tesi di laurea di studenti dell’Università di Camerino riguardanti le tematiche ‘Legalità, trasparenza e impegno del cittadino nella gestione dell’amministrazione pubblica per il bene comune’.

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La cerimonia di consegna, che si è tenuta giovedì 28 gennaio presso il Palazzo comunale di Serravalle di Chienti, è stata aperta dal benvenuto dei promotori dell’iniziativa, cui sono seguiti i saluti del Sindaco di Serravalle di Chienti Gabriele Santamarianuova, del Rettore dell’Università di Camerino Flavio, del Direttore della Scuola di Giurisprudenza Unicam Antonio Flamini. Sara Spuntarelli, Pro Rettore alle Pari Opportunità, Trasparenza Amministrativa e Valorizzazione della Persona e Fabrizio Lorenzotti, Delegato UNICAM alla Governance dell’Ateneo e normative, hanno illustrato le tematiche del Premio di Laurea. Ospite d’eccezione alla cerimonia Don Aniello Manganiello, sacerdote campano da anni impegnato contro la camorra e fondatore dell’Associazione per la legalità ‘Ultimi’. “Ragazzi fatevi i fatti degli altri. Che significa prendetevi cura degli altri, aiutateli, aiutiamoci. Mai come in questo momento storico ci manca la comunicazione diretta, quella autentica. Ci manca stringersi la mano, chiacchierare, ascoltare la voce. In quest'epoca di comunicazione virtuale, stiamo perdendo la comunicazione reale”: queste le parole con cui don Aniello Manganiello si è rivolto ai numerosi ragazzi presenti prima di portare la sua testimonianza sul valore ed il potere della legalità. “Il rispetto della legalità è di vitale importanza in ogni settore della nostra quotidianità, sia professionale e lavorativa che familiare – ha ribadito anche il Rettore Unicam Flavio Corradini. Esorto quindi tutti i ragazzi presenti a non aver paura di vivere nella legalità, nel rispetto delle regole e del prossimo. Come Ateneo abbiamo subito aderito con entusiasmo alla proposta della famiglia Quadrani e siamo molto soddisfatti per i nostri laureati”.

 

relatori

William Reid Priddy è un giocatore della Cucine Lube Banca Marche Civitanova. Altro colpo di mercato della società biancorossa, che riporta in Italia lo schiacciatore statunitense, classe 1977 per 193 centimetri di altezza. Dotato di grande tecnica ed esperienza internazionale, il campione olimpico con gli Usa a Pechino 2008 era arrivato nei giorni scorsi a Civitanova per allenarsi con gli uomini di Blengini ed ora è stato ufficialmente messo sotto contratto dal club cuciniero. Giocherà con la maglia numero 8.

Lunga e ricca di avventure all'estero la carriera del martello a stelle e strisce, nativo di Richmond, Virginia. Priddy ha vestito la maglia di Halkbank Ankara (Turchia), Zenit Kazan e Lokomotiv Novosibirsk (Russia), Olympiakos Pireo e Nikaias (Grecia), Samsung Bluefangs (Corea), Hotvolleys Vienna (Austria). Due esperienze anche in Italia nel 2000/01 a Forlì, poi nel 2004/05 a Vibo Valentia.

Prestigioso anche il palmares del nuovo schiacciatore della Cucine Lube Banca Marche. In Nazionale ha vinto, come detto, le Olimpiadi 2008, oltre alla World League 2008 e i Campionati Nordamericani 2003, 2005, 2007 e 2013. In Europa Priddy ha conquistato la Champions League 2012 con la maglia dello Zenit Kazan e la Coppa Cev 2013 con l'Halkbank Ankara, vincendo anche il titolo di MVP della manifestazione.

Priddy sarà ufficialmente presentato a stampa e tifosi domani (sabato 30 gennaio) alle ore 12.30 presso l'Eurosuole Forum di Civitanova.

Una intera giornata dedicata al memoria quella vissuta anche nella città di Camerino. A cominciare dal mattino, quando la sala del Cinema Teatro Ugo Betti si è riempita dei ragazzi degli istituti scolastici cittadini per una conferenza voluta dall’Anpi, dall’amministrazione comunale e dai dirigenti scolastici. “Lo so – ha detto il sindaco Pasqui in apertura dei lavori – che oggi qui ci sono tante autorità che dovrei salutare. Ma il mio primo saluto è ai ragazzi, perché rappresentano il futuro e il futuro è sempre la prima autorità. Soprattutto in giornate come questa, in cui sì guardiamo alla storia, nello specifico alla pagina più tragica della nostra storia, ma lo facciamo per educare il futuro. E’ questo lo spirito con cui nel 2000 è stata indetta la Giornata della Memoria e fissata per il 27 gennaio, data che coincide con l’apertura dei cancelli di Auschwitz”. Lo stesso Pasqui ha poi concluso ringraziando “quanti ogni anno a Camerino si danno da fare per rendere concreto questo Giorno della Memoria, l’Anpi su tutti, e per ringraziare i dirigenti scolastici, che hanno la consapevolezza di quanto sia importante fare didattica anche attraverso la partecipazione attiva di alcune classi e dei ragazzi in genere ad iniziative che testimoniano la storia per consentirne una metabolizzazione di tipo formativo”. Sul palco, poi, si sono succeduti il presidente dell’Anpi, Mario Mosciatti, la professoressa Maria Ignazia Carrus ed anche gli stessi ragazzi, che hanno illustrato una serie di lavori dedicati al tema della memoria e preparati a scuola. Più tardi, dopo la presentazione del libro di Mario Mosciatti, “L’internamento libero a Camerino”, è stata inaugurata a Palazzo Bongiovanni la mostra allestita in collaborazione con l’Archivio di Stato di Camerino che espone alcuni documenti attraverso cui è facile prendere coscienza di come la Shoah abbia rappresentato una triste pagina di storia tutt’altro che lontana dalle nostre realtà locali.

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Sopralluogo presso la Casa circondariale di Camerino da parte della delegazione formata dall’Ombudsman, Andrea Nobili, dalla Vicepresidente del Consiglio regionale, Marzia Malaigia, dall’assessore Angelo Sciapichetti e dai consiglieri Elena Leonardi e Sandro Bisonni. L’incontro rientra nell’ambito delle iniziative promosse dallo stesso Ombudsman e dalla Presidenza dell’Assemblea legislativa per avere una fotografia precisa della situazione carceraria marchigiana. “In tutte le visite effettuate fino ad oggi – sottolinea Andrea Nobili - è stata registrata una significativa attenzione da parte dei consiglieri regionali rivolta ad approfondire la conoscenza delle diverse realtà, prendere atto delle criticità, dove sono presenti, e porre in essere le misure più adeguate per risolverle. Prova ne sia la mozione recentemente approvata in Consiglio, presentata dal Presidente Mastrovincenzo e che, anche attraverso gli emendamenti proposti da altri consiglieri, affronta un ampio ventaglio di problemi da sottoporre all’attenzione del competente Ministero”. La Casa circondariale di Camerino si trova all’interno del complesso conventuale di San Francesco, con una parte già attiva agli inizi del ‘900. In base a dati aggiornati, nell’istituto ci sono attualmente 51 detenuti (di cui 6 donne) a fronte di una capienza regolamentare pari a 41 posti. Gli agenti di polizia penitenziaria attivi sono 32 (in pianta organica 46, assegnati 35) ed è previsto un solo educatore. Nel report dell’ottobre scorso, predisposto dall’Ombudsman, veniva evidenziata la presenza di barriere architettoniche e la mancanza di locali per le visite dei bambini e dell’ufficio per i colloqui domenicali. Il consigliere Elena Leonardi focalizza l’attenzione sulla situazione della polizia penitenziaria e degli operatori della sicurezza. “Il mio emendamento alla mozione Mastrovincenzo, sottoscritto da tutte le opposizioni – sottolinea - intende sostenere il miglioramento delle condizioni di vita e di servizio di queste importanti figure. I continui tagli alla spesa per i corpi di polizia, hanno creato diverse difficoltà, come la mancanza di alloggi per chi viene da fuori sede: lo Stato non sostiene più gli affitti per gli agenti di polizia penitenziaria”. Il capogruppo di Fdi fa presente, inoltre, che l’emendamento presentato e approvato“servirà a portare all'attenzione del Governo le criticità presenti nel sistema di vigilanza e sorveglianza, indicendo una Conferenza di Servizi per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro all'interno degli istituti penitenziari marchigiani. I tagli del Ministero hanno messo a rischio il turnover delle forze dell'ordine, Agenti di Polizia Penitenziaria compresi.Con una popolazione carceraria in crescita occorre supportare concretamente gli stessi agenti in servizio”. Da ultimo, la Leonardi ribadisce che provvedimenti come l’amnistia e l’indulto non possono essere considerati una soluzione ai problemi delle carceri italiane.

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