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"Easy Job", l'operazione del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Macerata a tutela della spesa pubblica: denunciati 53 dirigenti della Regione Marche per aver assunto, indebitamente, 776 lavoratori a tempo indeterminato.
I militari, in stretto coordinamento con la Procura di Ancona, a seguito di una autonoma attività d’iniziativa orientata alla repressione delle frodi in danno dei bilanci locali, hanno concluso un’operazione di servizio segnalando all’autorità giudiziaria dorica 53 dirigenti regionali che, nel tempo, violando le disposizioni in tema di previsione del fabbisogno organico delle pubbliche amministrazioni, hanno permesso l’assunzione a tempo indeterminato di 776 lavoratori, contravvenendo anche alla norma che prevede l'assunzione tramite concorso pubblico, con ciò integrando la fattispecie delittuosa di abuso d’ufficio.
Nel dettaglio, le attività investigative svolte hanno permesso di acclarare che i dirigenti denunciati, con le loro condotte illecite, hanno causato una spesa per l’ente regionale stimata in circa 121milioni e 792mila euro.
La complessa attività operativa, che si è sviluppata per oltre 18 mesi su tutto il territorio regionale, attraverso lunghi e articolati esami testimoniali e documentali, riscontrati con una minuziosa analisi normativa, ha infatti permesso di far emergere sistematiche e diffuse violazioni.
In particolare, i dirigenti denunciati hanno, prima di tutto, eluso la normativa di settore, omettendo di predisporre i previsti “Piani triennali del fabbisogno del personale”, documento fondamentale per consentire alla Regione di preventivare le necessità di personale da assumere.
Tale omissione, determinando la mancata verifica preventiva delle effettive esigenze di assunzioni, ha consentito la stabilizzazione dei 776 dipendenti fino a quel momento impiegati a tempo determinato.
In molti casi, inoltre, non sono state attivate le necessarie procedure di concorso pubblico, mentre in altri si è proceduto alla predisposizione di “bandi fotografia”, cioè veri e propri provvedimenti illeciti, formati esclusivamente per assumere dipendenti predeterminati. In tali bandi, infatti, i requisiti previsti sono stati “fotografati” su quelli effettivamente posseduti dai lavoratori interessati, arrivando persino a pubblicare il relativo bando di concorso il giorno successivo a quello in cui il dipendente da stabilizzare aveva maturato i requisiti indicati. Con l'indagine è stato anche accertato che 11 lavoratori hanno perino falsamente attestato in atti il possesso di requisiti in realtà non posseduti, e sono stati denunciati per falso ideologico e, in un caso, per truffa aggravata.
La proiezione trasversale delle indagini svolte, ha portato, infine, a segnalare l’intero contesto delineato alla Procura Regionale della Corte dei Conti, presso la Sezione Giurisdizionale per la Regione Marche di Ancona, per le valutazioni di competenza, ai fini dell’accertamento delle eventuali condotte causative di danno erariale in capo ai responsabili.
g.g.
" Sono commosso e ringrazio la città di Camerino e la pro Loco per chi ha dato peso a quello che noi di C.R.I., abbiamo potuto realizzare nell'arco di quasi due anni". Così Gianfranco Broglia, presidente del comitato di C.R.I di Camerino, nelle cui mani è stato consegnato il premio " Il Camerte 2017". Il conferimento, è avvenuto all'interno della serata di moda e spettacolo " Varietà nel ducato", davanti ad una affollatissima platea, nell'auditorium Benedetto XIII.
Fin dalle primissime ore dell'emergenza post sisma, i volontari e tutto il personale del Comitato locale di C.R.I, in maniera encomiabile, si sono rilevati preziosissimi nel portare avanti una serie di azioni di assoluto rilievo nei confronti della comunità: dal soccorso immediato, al sostegno, dall'assistenza alla solidarietà, dalla consegna di medicinali e vestiario. Un premio che dunque è idealmente quello che ogni cittadino avrebbe voluto consegnare di persona a tutti gli infaticabili operatori del Comitato Croce Rossa di Camerino.

" E' un premio che va condiviso in primis con il sindaco di Camerino - ha aggiunto l'emozionatissimo presidente Broglia- in quanto ha saputo accogliere tutte le nostre richieste ed è stato grazie a lui che è stato possibile portare avanti tante azioni e sarà possibile realizzare, spero quanto prima, il meraviglioso progetto con Casa Amica".
Come noto la modernissima e tecnologica struttura residenziale per anziani, frutto della donazione della C.R.I nazionale sorgerà nel quartiere di Vallicelle.
" Io sostanzialmente ci ho messo solo il tempo, la dedizione e il tentativo di soddisfare delle richieste- sottolinea Broglia-; il resto è frutto di una sinergia degli organi burocratici che ci sono stati vicini, a partire dal Comitato Centrale, passando per l'Unità Sisma, per il Consiglio nazionale della C.R.I , arrivando al Presidente della Regione Marche. Insomma- conclude Broglia- tutta una macchina che ha funzionato; corroborata da una unità di intenti, ha portato a dei risultati significativi. Così come sono onorato di aver ricevuto questo premio a nome del Comitato locale della C.R.I, sono molto fiducioso del progetto che realizzeremo ; debbo solo che ringraziare chi mi ha dato ascolto, chi ha accettato le nostre richieste e, tutti quelli che hanno collaborato e dimostrato di credere in Croce Rossa Camerino".
Taglio del nastro con la presenza di tante autorità civili e militari per le 9 casette dell'area del parco fluviale di Castelraimondo. Con il sindaco Renzo Marinelli e tutta l'amministrazione comunale, c'erano la Commissaria per la ricostruzione Paola De Micheli, il Capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, l'arcivescovo Francesco Brugnaro, il presidente della Provincia Antonio Pettinari, Stefano Stefoni responsabile unico del procedimento delle opere di urbanizzazione. Di grande qualità, sotto ogni punto di vista, l'area di realizzazione delle Soluzioni Abitative Emergenziali che, come ha ricordato Borrelli, una volta che sarà completata la ricostruzione delle abitazioni delle famiglie ospitate, resterà nel patrimonio della comunità locale e,utilizzabile come strumento di sviluppo socio economico del territorio.
" Castelraimondo- ha sottolineato il sindaco- è una cittadina viva che ha voglia di andare avanti e questa realizzazione, lo sta a dimostrare. Si è voluta fare una cosa di qualità e bella perché chi vive una situazione di disagio deve poter star bene. Adesso il nostro cruccio è quello di sistemare le 18 famiglie che sono in attesa di occupare gli appartamenti acquisiti dall’Erap, perché prima di tutto vengono le esigenze dei cittadini. Forse quello che manca a questo territorio è di stare insieme- ha aggiunto Marinelli- Dobbiamo guardare avanti perché la rinascita di questo territorio può partire solo da grandi progetti, che debbono essere portati avanti tutti insieme. Questo territorio rinasce, se rinasce unito e senza linee".

Nel ringraziare tutti i sindaci che, con grande dedizione e passione si stanno prodigando per la ricostruzione la Commissaria De Micheli ha osservato che " se si andasse più d’accordo, certamente sarebbe tutto più semplice, ma non sarà questo che ci fermerà. Si tratta di una ricostruzione con coda- ha proseguito - perché stiamo parlando di un terremoto grande, molto diversificato, che abbraccia 4 regioni e situazioni che tra di loro sono molto diverse, come diverse sono le esigenze e, possono esserlo anche le opinioni. E’ un terremoto che ha dovuto superare anche le campagne elettorali, dove magari ci si è lasciati andare anche a qualche eccesso; nonostante questo, noi abbiamo cercato di proteggere il più possibile le scelte che abbiamo condiviso quasi sempre all’unanimità con i sindaci e con i sub-commissari presidenti delle regioni e, abbiamo tentato di accelerare il più possibile l’attuazione dei tre obiettivi della Ricostruzione. Il primo obiettivo è sicuramente quello della ricostruzione privata e lì, in particolar modo io che mi sono occupata di ricostruzione a L’Aquila e in Emilia Romagna, ho avuto l'ennesima conferma dopo l'uscita dell’ ordinanza 46, del fatto che la ricostruzione è un guanto che noi mettiamo sulla mano delle istituzioni, ma è un guanto che progressivamentenoi riadattiamo alla mano istituzionale con l’emergere di esigenze e e della necessità di riadeguare le norme. Sulla ricostruzione privata- ha sottolineato- è emerso chiaramente che abbiamo la necessità di intervenire perché, senza colpa di nessuno, c’è un numero di abusi tale che è stato necessario prevedere specificamente una norma che quando è iniziata tutta questa vicenda, non era prevedibile. La stiamo scrivendo e, non appena sarà insediato il nuovo governo, la proporremo agli organi istituzionali in modo tale da avere, entro i mesi estivi, uno strumento che servirà a poter dare un ulteriore colpo alla ricostruzione. Auspico che questo serva agli Uffici Speciali per essere inondati da domande di ricostruzione. Sulla ricostruzione privata- ha rimarcato- noi dobbiamo anche essere più consapevoli che ce la faremo. Se c’è una cosa che ho notato nei sentimenti della gente girando per i paesi del cratere è stata la paura e la preoccupazione ed è per questo che vi esorto ad vere fiducia sul fatto che la ricostruzione privata si può fare, si può fare bene e, anche abbastanza velocemente
Secondo punto chiave della ricostruzione è poi la ricostruzione pubblica : su questo a breve verrà registrata un’ordinanza da parte della Corte dei Conti e, insieme a quella riferita alla chiese, investiamo già 2 miliardi e mezzi sulle opere pubbliche. In 19 mesi dall’evento sismico, non era mai accaduto che tanti soldi venissero investiti in questo settore e dunque, saremo tutti da stimolo reciproco, i cittadini con le istituzioni e le istituzioni tra di loro, per dire approfittiamo di questo.
Terzo ma non ultimo punto, perché deve andare in parallelo con gli altri, quello relativo alle scelte economiche che dovremo fare per mantenere il lavoro e le imprese in questo territorio e, in alcuni casi, farlo diventare anche un territorio più affascinante per nuovi insediamenti produttivi . Abbiamo l’idea di una rimodulazione della ZFU per il prossimo biennio in modo da dare ancora più sostegno alle piccole e medie attività che sono il vero motore soprattutto nella zona più montana del terremoto. Altre misure le condivideremo nel mese di maggio anche nei comitati istituzionali insieme ai sub commissari e con i sindaci. E soprattutto, - ha concluso la Commissaria- non crediate mai che, anche quando si spegneranno le luci e i riflettori, lo Stato non ci sarà. Non credetelo mai perché avrete sempre qualcuno all’interno dello Stato che farà di tutto, non solo per tenere accesi i riflettori ma soprattutto per darvi le risposte che abbiamo deciso come italiani di garantire per il futuro a questi territori".

" Il fatto di lavorare in sinergia tra Protezione civile e Commissario per la ricostruzione- ha detto Borrelli- denota anche l’efficienza di questo sistema e credo che nel nostro ordinamento dovremmo pensare anche ad istituzionalizzare la materia della ricostruzione con una legge organica che possa essere applicata immediatamente ogni volta che si verifichi l’emergenza, in modo tale da non partire da capo ogni volta. Grazie alla Regione Marche, all’assessore Sciapichetti e ai colleghi della regione che si sono sobbarcati l’onere di seguire dal punto di vista amministrativo e tecnico la realizzazione delle SAE e grazie a tutti coloro che da oggi entrano nelle ‘casette’ anche per la pazienza che hanno avuto. Ci sono stati dei tempi prolungati per lavori problematici, ma attendere un po’di più, alla fine è valsa la pena perché il villaggio che vedete è una struttura che rimarrà anche successivamente”

“ Quello di oggi, insieme alle 18 abitazioni che l’Erap ha acquistato per gli abitanti di Castelraimondo rimasti senza casa, è un altro segnale di speranza per la comunità”. Così l’assessore regionale Sciapichetti nel suo intervento di saluto - "Aggiungiamo un altro tassello al grande puzzle della Ricostruzione che ci vede impegnati da tanto tempo e voglio ringraziare gli uomini e donne della protezione civile che hanno fatto il possibile e l'impossibile, le forze dell’ordine, tutte le autorità presenti e i rappresentanti delle ditte che hanno lavorato per questo risultato. Grazie a Paola De Micheli che ci ha presi per mano e ci ha seguiti sin dal primo giorno di nomina; quasi tutti giorni è nelle Marche per ascoltare ed affrontare qualsiasi problema. La ricostruzione- ha continuato Sciapichetti- deve vederci tutti impegnati perché sarà un percorso lungo difficile che deve vedere tutte le istituzioni unite. La filiera istituzionale dal comune, dal Parlamento al Governo, deve essere una filiera unita, per cercare di dare risposte concrete ad una bellissima area che già prima del terremoto soffriva di problemi enormi riferiti allo spopolamento e alle difficoltà per la mancanza di lavoro. Dobbiamo fare in modo insieme che la tragedia che tutti stiamo affrontando, possa diventare l’occasione di sviluppo di una terra. E questo è possibile, se siamo capaci di utilizzare al meglio le risorse umane; penso all’università, ai centri di ricerca, alle associazioni di categoria che stanno già lavorando per mettere in piedi una serie di progetti che possono rilanciare il territorio. E’ possibile se riusciamo a recuperare, ad intercettare e trasformare in progetti concreti tutte quelle risorse che a livello nazionale ed europeo sono state messe in campo”.
Prima della benedizione della consegna delle casette, focalizzato su tre punti, il contributo dell’arcivescovo Francesco Brugnaro, il quale In primo luogo ha inteso sottolineare l’importanza di applicare la teoria dell'insieme, eliminare poi il termine fatalità e, come terzo punto, pensare alla gradualità e al compimento di quello che bisogna fare, per superare anche la fatalità. “ A mio avviso – ha detto Brugnaro- occorre fare in modo che le persone, i sindaci e gli operatori di ogni livello, trovino un piano comune sul quale, non tanto non andare a fare o dire la propria posizione, ma arrivare ad una metodologia di operazione, che permetta di superare le condizioni soggettive. Soprattutto quella della Fatalità e quindi, lavorare in sicurezza, insegnare alla gente di volere, non tanto tutto subito, quanto realizzazioni sicure e, far partecipare la popolazione a questo desiderio di sicurezza. La fatalità è l'imprevedibilità delle cose, ma il terremoto è la situazione nella quale noi ci troviamo e, chi costruisce le case, deve ricordare che questa è una zona da terremoto. Ecco che cosa vuol dire non trascurare le condizioni. E poi occorre lavorare insieme, superare i campanilismi attraverso la fatica, che deve essere condivisa da tutti “

“Ogni comunità ha bisogno di interventi mirati sulla base delle proprie necessità. Lungi da noi voler fare distinzioni tra terremotati di serie A, B o C”. Difendono la loro posizione i sindaci che hanno chiesto a gran voce una suddivisione del cratere per fasce di danno. Stamattina, dopo un giro nella zona rossa di Camerino, i parlamentari marchigiani hanno avuto la possibilità di ascoltare i sindaci dell’ex unione montana di Camerino per comprendere a fondo la richiesta che ha fatto infervorare il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi.
Erano presenti i senatori Donatella Agostinelli e Mauro Coltorti, gli onorevoli Patrizia Terzoni, Paolo Giuliodori e Rachele Silvestri per il Movimento 5 Stelle, il senatore Giuliano Pazzaglini e l’onorevole Tullio Patassini per la Lega, l’onorevole Mauro Morgoni per il Pd, e gli onorevoli Francesco Acquaroli e Simone Baldelli rispettivamente per Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Alla prima parte della mattinata, che prevedeva la visita in zona rossa di Camerino, hanno preso parte solo i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e Patassini.

A loro sono state illustrate alcune problematiche, quali ad esempio il fatto che per il centro storico siano previsti 6 milioni di euro di puntellamenti, e al momento ne siano stati realizzati solo per un milione di euro. Oppure la questione che riguarda l’ex tribunale: “Quell’edificio è l’esempio lampante di ciò che può fare il sindaco. Di fronte ad una struttura di quel genere, non può demolire per pubblica sicurezza perché i tecnici GTS dicono che questa, a parte le tamponature lesionate, sia una struttura buona. Poi con la perimetrazione ci sono dei ragionamenti migliorativi. Io questo edificio lo vorrei demolire perché osceno, non si contestualizza con le strutture storiche ed importanti del centro”. Pasqui ha poi parlato brevemente anche della scelta politica di realizzare le aree Sae vicino alle frazioni: “Stiamo aspettando che vengano realizzate 12 aree il più possibili vicino alla città ma anche nelle frazioni, dove le comunità potranno continuare a vivere. Certo - ha sottolineato - sarebbe stato molto più comodo trasferire tutti in una zona più comoda, ma avremmo creato una riserva indiana. Io ho fatto la scelta politica di tenere le persone il più possibile vicino ai loro luoghi di appartenenza”.

Il clou della mattinata, a partire dalle 11:30: i sindaci dell’ex unione montana di Camerino si sono riuniti in una tavola rotonda insieme ai parlamentari per spiegare i motivi che li hanno condotti a richiedere a gran voce la suddivisione del cratere in fasce di danni: “Ogni comunità - ha detto Pasqui introducendo gli altri colleghi - ha bisogno di essere guardata per le necessità che ha. Nessuno ha mai detto di eliminare qualcuno dal cratere o lungi da noi voler creare terremotati di serie A, B o C. Ma non è possibile non considerare quello che noi abbiamo subito”.
Da tutti i primi cittadini la richiesta di dare priorità alle comunità drammaticamente distrutte dal terremoto, di pensare ad interventi ad hoc, mirati per permettere una ripresa.
Il sindaco di Muccia Mario Baroni ha, dal canto suo, sottolineato l’ingiustizia di chi “si è organizzato a proprie spese dopo il terremoto, realizzando soluzioni abitative temporanee e che oggi stanno ricevendo denunce penali. Il Salva Peppina purtroppo non ha portato grosse soluzioni, serve un provvedimento di provvisorietà”. Sulla stessa lunghezza d’onda, il vicesindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia il quale non riesce a spiegarsi perché non si dia la possibilità di applicare l’ordinanza 9 (pensata per le attività produttive) a chi abbia realizzato le cosiddette casette abusive. “Fiastra ad esempio è un territorio prettamente turistico, per fortuna non ci sono stati danni alla viabilità e questa è stata l’unica porta rimasta aperta. Gli esercizi commerciali sono nei container e il decreto Salva Peppina ci ha lasciato comunque con grossi problemi da affrontare. Ci chiediamo come mai non si applichi, anche per le casette ritenute abusive, l’ordinanza 9 per le attività produttive. Fiastra - ha poi detto in chiusura - ha 1.088 ordinanze di inagibilità, sono stati presentati 82 progetti ma solo 8 finanziati. Si procede troppo lentamente”.

Anche Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, ha ribadito la volontà di non eliminare qualcuno dal cratere, illustrando alcune delle problematiche più sentite: “Ma è chiaro che non si vuole eliminate nessuno, anche perché ci sono già stati dei finanziamenti quindi credo che la lettura del sindaco di Tolentino sia sterile. Il problema è che qui non sappiamo come e dove spendere i finanziamenti, perché non sappiamo nemmeno se potremo ricostruire dove eravamo. Semplifichiamo le procedure - ha sottolineato - altrimenti qui si impantana tutto. Servono norme specifiche e agevolazioni che incentivino la ripopolazione della montagna. Servono interventi mirati, se vogliamo, il buon senso del padre di famiglia. C’è bisogno di accelerare le pratiche sul dissesto idrogeologico, la ricostruzione delle B e un aiuto per l’occupazione”.
In piena sintonia anche il sindaco di Serravalle di Chienti, Gabriele Santamarianova che ha aggiunto anche la problematica delle seconde case: “Nel ’97 non vennero finanziate e quindi oggi esiste innanzitutto una disparità di trattamento (in questa ricostruzione saranno finanziate anche le seconde case, ndr). Inoltre, alcune non sono ancora state ricostruite e dunque hanno subito ulteriori danni col terremoto del 2016”.
Il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, si è da parte sua soffermato sulla questione della zona franca: “I nostri territori possono essere paragonati a chi si rivolge al pronto soccorso. Ci sono i malati in codice verde, giallo o rosso. Ecco, noi siamo in codice rosso avanzato. C’è bisogno di dare priorità a chi è stato drammaticamente distrutto. Per quanto riguarda la zona franca - ha spiegato poi - se mettiamo nelle stesse condizioni comuni più verso la costa e noi, significa che si indirizzano gli investimenti in una parte della provincia che è già molto sviluppata”.
A chiudere Giuliano Pazzaglini che, in qualità di sindaco di Visso, ha anche lui illustrato alcuni problemi fondamentali. Primo fra tutti, la busta paga pesante che non sarà l’unica spada di Damocle che colpirà i cittadini terremotati. A breve infatti alla restituzione dei tributi si sommerà anche quella delle bollette e poi dei mutui: “Praticamente si guadagnerà di meno e si pagherà di più. C’è poi il problema della convenzione tra Anac e Regioni, che rischia di diventare un tappo perché ci saranno tantissime opere pubbliche da fare e l’Anac non sarà in grado di gestirle tutte. I vincoli paesaggistici - ha poi detto - ci impongono di ricostruire come era prima, ma è una follia anche solo pensarlo”. Secondo Pazzaglini, non sarebbe vero che la ricostruzione verrà finanziata al 100%, poiché basandosi sul modello dell’Emilia Romagna, non tiene in considerazione alcune importanti caratteristiche di edificazione tipiche del territorio: “I nostri edifici non sono fatti alla stessa maniera, e per certe cose non è previsto finanziamento. Mancano i soldi, le normative e tutto ciò che serve per andare avanti. I tempi dettati dalle ordinanze sono ridicoli. Va cambiata l’impostazione di questa ricostruzione”.








Proroga del termine per la ricostruzione leggera- L'annuncio è del Commissario De Micheli
21 Apr 2018Verrà prorogato al 31 luglio 2018 il termine per la presentazione delle domande per accedere al contributo della ricostruzione leggera, altrimenti in scadenza al 31 aprile prossimo. Lo ha annunciato la Commissaria per la ricostruzione Paola De Micheli, intervenuta a Castelraimondo per la consegna delle 9 SAE dell'area del parco fluviale." L'ordinanza di proroga è stata già approvata- ha dichiarato De Micheli- e verrà registrata in settimana"
La Commissaria ha anche fornito delle precisazioni sulla "busta paga pesante", per la quale potrà essere rivisto sia il termine, sia la modalità di restituzione. " Io credo che sia assolutamente una scelta possibile e che sicuramente sosterremo con la struttura del commissario; è del tutto evidente che ci vuole una legge per poterlo fare quindi, ci vuole un governo che si insedi è che ci consenta prima del termine della fine di maggio di poter fare sia lo spostamento dell'avvio delle rate che l'allungamento del numero di rate ci vuole una legge. Quindi noi sosterremo questa richiesta con il prossimo governo non appena si insedierà e dal Parlamento e, per quel che mi riguarda, ovviamente la voterò. Naturalmente la decisione su eventuali decreti, non la prendo io ma il Presidente della Repubblica.
Paola De Micheli non si è sottratta alla domanda relativa alla suddivisione per fasce del cratere, in relazione agli effettivi danni. " Anche per questo- ha detto- ci vorrà una legge , in quanto credo che una suddivisione per fasce, implichi una richiesta di tipologia rimodulata di interventi. Così come ho avuto modo di dire in tutte le occasioni che mi hanno visto stare nelle Marche- ha aggiunto- io credo che sia giusto che arrivi una proposta dal territorio; i sindaci si stanno confrontando sui criteri da proporre al Parlamento e credo che il Parlamento discuterà su una proposta già strutturata da parte dei sindaci. E' del tutto evidente che questa deve essere un'opportunità per questo territorio e non deve diventare un problema ma, immagino che la discussione che è stata avviata da qualche settimana qui nelle Marche, produrrà un risultato positivo. Io su questo ho già avuto modo di confrontarmi con i primi cittadini e anche con quelli che sono di parere contrario a tale distinzione".
Un'altra giornata di gioia e commozione per il comune di Valfornace per il rientro a casa di 38 nuceli familiari. Il sindaco Massimo Citracca ha consegnato le 38 casette dell' area Piani Campi di Fiordimonte. Una zona di bellissimo impatto visivo e paesaggistico per la sistemazione delle S.A.E del consorzio CNS, pronte ad accogliere tante persone. Sorrisi ed abbracci per un capitolo nuovo che si apre, dopo una lunga e difficile attesa.

Occhi lucidi per il più anziano di Fiordimonte, l'ottantasettenne Eligio Cicconi che ha fatto il muratore fino all'età di 84 anni e, con orgoglio, ci ricorda che le case da lui realizzate, non hanno subìto danni. Sotto un bellissimo sole primaverile, si apre una luce diversa e una speranza in più per le 38 famiglie che presto saranno raggiunte nel traguardo dalle altre 50 di Pievebovigliana. A maggio è infatti prevista la consegna delle ultime 50 casette di piazza Vittorio Veneto , l'area S.A.E più estesa del comune di Valfornace.
" Finalmente - ha detto il sindaco- anche nell'area dell'ex comune di Fiordimonte, siamo riusciti a consegnare le casette. IPermetteranno il rientro all'incirca di 100 persone; 38 nuclei familiari che tornano ad abitare stabilmente da noi, dopo le molte difficoltà dei quasi 2 anni che ci hanno accompagnato, tra le tante preoccupazioni Oggi finalmente riusciamo a vedere un po' di luce anche qua; faremo una festa tra un mese e qualche giorno perché, i tecnici hanno assicurato che entro il mese di maggio verranno ultimate anche le ultime 50 casette dell'area di Piazza Vittorio Veneto a Pievebovigliana;, proprio lì abbiamo intenzione di organizzare un grande evento finale, per riunire a quel punto tutta la comunità. Siamo tenaci - ha proseguito Citracca - e cerchiamo in tutti i modi di tenere viva la speranza nelle persone, legate fortemente al territorio e possiamo dire di aver comunque raggiunto un grande successo. L'occasione della consegna delle SAE è motivo di ringraziamento a tutti; alla ditta che ha lavorato non con poche difficoltà, alla Regione, alla protezione civile, al direttore dei lavori, al CNS che ha fornito le 'casette'. Siamo consapevoli che il lavoro che è stato fatto, non è stato un lavoro da poco. Ci sono voluti molti e molti mesi a causa di lavori grandi da dover fare. Ringrazio davvero tutti- ha concluso il sindaco- soprattutto i cittadini per la pazienza che hanno avuto; aspettare oltre un anno e mezzo per rientrare a casa, non è un tempo breve".
Anche Massimo Citracca è tra i sindaci sostenitori di una revisione del cratere sismico proporzionalmente ai danni riportati: " Nessuno vuole escludere altri dal cratere- ha affermato- ma è sotto gli occhi di tutti la situazione che certi comuni hanno vissuto, stanno vivendo, e, vivranno per molti anni ancora. Nessuno ha fatto nomi di paesi o città da escludere, tuttavia penso che ci possano essere dei criteri oggettivi per classificare i comuni che sono stati danneggiati gravemente e quelli certamente danneggiati dal sisma ma, con minori problemi. Nessun vuol polemizzare nè con colleghi, nè con altri comuni. La realtà dice che comuni più grandi, hanno più forza per poter tirare avanti, noi invece viviamo con molte difficoltà e problematiche pesanti, anche perché abbiamo più del 90% delle abitazioni inagibili . I conti chi vuole, li può fare in maniera tranquilla e senza problemi. Davvero, assolutamente, lungi da noi dal fare polemica".

SAE Visso - Sospeso lo sciopero dei lavoratori. Le ditte disponibili a sanare le irregolarità
20 Apr 2018Sospeso lo sciopero paventato per la giornata di oggi, da parte dei 21 lavoratori impegnati nel cantiere S.A.E di via Cesare Battisti a Visso. Lo scorso lunedì avevano incrociato le braccia lamentando di non essere stati pagati da più di due mesi e di dover fare turni forzati per consegnare le casette alla popolazione. Durante lo sciopero e il presidio di Cgil, nell’assemblea che era seguita avevano denunciato al sindacato diverse irregolarità e di aver ricevuto da mesi, solo acconti dello stipendio, senza poter contare sul saldo atteso. Tra le altre segnalazioni ,l’assenza di buste paga e di visite mediche, contratti non firmati e, alcuni infortuni non denunciati. Questioni che il sindacato ha deciso di approfondire; nel frattempo i lavoratori, con senso di responsabilità, avevano ripreso a lavorare nel cantiere. Richiesto dai sindacati lo scorso 18 aprile si è tenuto un incontro cui hanno preso parte sia la ditta interessata sia rappresentanti della ditta che ha in subappalto tutte le opere.
“ Entrambe le ditte – riferisce Massimo De Luca di Fillea – Cgil- hanno rappresentato la volontà di sanare tutte le varie criticità che noi avevamo sollevato, a partire dalla riformulazione di tutte le buste paga, dall’inizio del rapporto di lavoro ad oggi, la fornitura di tutti i dispositivi di sicurezza e, soprattutto, entro non oltre una settimana, la visita medica per tutti i lavoratori. In pratica i rappresentanti delle ditte hanno confermato tutto ciò che noi richiedevamo e hanno dettato dei tempi certi entro i quali il tutto sarà sanato. Almeno questo è quanto certificato dalla Pec che ci siamo scambiati dalla proprietà della ditta di costruzioni subappaltatrice e da Montagna Costruzioni s.r.l che è l'azienda aggiudicataria dell'appalto. Entro martedì prossimo- continua De Luca- dobbiamo avere tutte le buste paga ricalcolate e, per il prossimo giovedì 26 aprile, abbiamo fissato un incontro, nel corso del quale verranno verificati e sistematii vari conteggi , le nuove buste paga con i diversi saldi da produrre ai lavoratorie, ci debbono far vedere che sia stato assolto tutto quello che noi abbiamo richiesto. Noi della CGIL aspetiamo fiduciosi in quanto ad oggi ci sono delle Pec e dei giorni ben precisi entro i quali, a dire delle ditte, si troveranno delle soluzioni. E' chiaro che, il mancato rispetto di tutto ciò che ci siamo detti e abbiamo certificato con Pec - conclude - farà sì che lo stato di agitazione vada avanti e quindi, lo sciopero che avrebbe dovuto tenersi oggi ed è stato sospeso, ripartirà immediatamente. Sarà sufficiente che uno soltanto dei punti stabiliti non vada a buon fine per riattivare dunque lo stato di agitazione".
Conoscere la reale situazione del parcheggio meccanizzato, progettare la sua ristrutturazione, valutare l'eventuale possibilità di procedere al cambio di destinazione d'uso del parcheggio suddetto. E' questo l'oggetto di un'interrogazione scritta presentata al sindaco di Camerino Gianluca Pasqui da parte dei consiglieri di minoranza Andrea Caprodossi, Fabio Trojani e Marco Fanelli. "Poichè non si conosce lo stato reale del parcheggio meccanizzato e la funzionalità non è più la stessa dei periodi precedenti al sisma – si legge nella stessa – i sottoscritti consiglieri impegnano l'amministrazione comunale a rendere agibile nel più breve tempo possibile il parcheggio meccanizzato e a valutare la possibilità di cambiare l'uso dell'immobile. A tal fine si propone di destinare la struttura integralmente o in parte a deposito di mobili e suppellettili da parte dei cittadini del centro storico, che ne facciano richiesta, durante la fase della ricostruzione degli edifici lesionati".
"Ci vorrebbe tanta colla", Il terremoto raccontato dai bambini. A Pieve Torina l'anteprima
20 Apr 2018Presentato in anteprima, nella nuova Scuola primaria dell'Istituto comprensivo Mons. Paoletti di Pieve Torina, "Ci vorrebbe tanta colla". E' Il terremoto raccontato dai bambini di uno dei centri più colpiti dalla devastazione, attraverso ricordi, disegni, rimedi per scacciare la paura. Il volume, inserito nella collana "I quaderni del Consiglio regionale delle Marche", è nato dalla collaborazione tra l'Assemblea legislativa delle Marche, la Pubblica Assistenza APE ODV (associazione psicologia d'emergenza di Ancona) e ANPAS Marche. C'erano il presidente dell'Assemblea Legislativa Antonio Mastrovincenzo, il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci,Giorgio Gentili e Maurizio Cavallaro rispettivamente ex e attuale dirigente della Scuola Paoletti. Presenti anche il presidente dell'ANPAS Marche Massimo Mezzabotta e i curatori del volume, gli psicologi Maria Cristina Alessandrini, Maurilio Frontini e Federica Rubicondo.
A suggerire il titolo: " Ci vorrebbe tanta colla" è stato il disegno di Mirko, un bambino della seconda media che ha disegnato l'oggetto magico che avrebbe dovuto dare forza e, in un certo senso, tranquillizzare che tutto si sarebbe potuto aggiustare. Mirko ha disegnato un tubetto di colla, immaginando che con essa si potessero incollare le case e il terremoto.
" Merito del libro- ha dettio Mastrovincenzo- è il dare voce alle emozioni dei bambini e a tutte le sensazioni provate a contatto con la dura realtà del post sisma. Altro merito quello di evidenziare anche l'aspetto del grande ruolo d'aiuto che hanno svolto gli psicologi dell'emergenza, accanto ai bambini,agli adulti, agli anziani e a coloro che hanno sofferto una grande catastrofe".
"Ma da una cosa brutta- come ha sottolineato il preside Cavallaro- se si ha coraggio e determinazione può nascerne una bella. "La prova è questo edificio nuovo ben progettato che prima non c'era. Mai perdere dunque la speranza; la natura- ha detto- ha sempre convissuto con l'uomo che sarà sempre capace di reagire con intelligenza".

" Abbiamo fatto esprimere ai bambini le emozioni e i ricordi che hanno vissuto- ha dichiarato la coordinatrice del progetto Maria Cristina Alessandrini- Tra le emozioni più gettonate, la paura in primis , ma anche rabbia, disgusto, gioia, tristezza. All'inizio i bambini erano timidi e abbiamo dovuto lavorare un po' per incoraggiarli ad esprimersi. Alla fine, l'essere riusciti a sfogarsi, li ha fatti sentire sicuramente più leggeri.e, dal canto nostro, abbiamo provato soddisfazione per il risultato raggiunto".
Ringraziando Anpas e Ape Odv per aver rappresentato uno dei motori più forti della ripartenza della comunità, il sindaco Gentilucci ha definito contemporaneo il pezzo di storia raccontato nel libro, perchè le scosse che ancora non danno tregua. " Grandi sacrifici quelli affrontati da una popolazione 'resiliente' e ancorata a questa terra. E orgogliosamente attaccati al territorio lo sono anche i bambini, come traspare dalle emozioni che hanno affidato alle parole e disegni riportati nel libro. Eppure ce l'abbiamo fatta". Da ultimo, sia dal dirigente Cavallaro che dal sindaco Gentilucci è stato chiesto alle istituzioni regionali. almeno per qualche anno, di trascurare la problematica dei numeri e il conseguente dimensionamento scolastico, chiedendo attenzione e accorgimenti per l'organico, sulla scorta di una politica della rinascita su cui si è puntato. Da parte sua il presidente dell'assemblea legislativa ha assicurato che, per quanto di sua competenza, si farà portavoce delle istanze al tavolo istituzionale. " Farò presente al presidente Ceriscioli e all'assessore Bravi quelle che sono delle richieste assolutamente comprensibili, vista la drammaticità delle situazioni che Pieve Torina ha vissuto. Speriamo di riuscire a dare risposte adeguate ad un territorio che ha già abbondantemente sofferto e, non può soffrire oltre".

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Sulle dichiarazioni del sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, contrarie alla divisione dei Comuni del cratere, interviene anche il “Comitato 30 ottobre” che per descrivere il comportamento del primo cittadino usa le parole della celebre canzone di Betty Curtis “Soldi, soldi, soldi”. "Il nostro sindaco se la suona, se la canta e se la balla – scrive il comitato in una nota - Il suo comunicato è la lamentela di un bambino non invitato ad una festa di compleanno. Peccato però che non stiamo parlando di feste. Parliamo di terremoto, di distruzione di case e della vita di tutte le persone che hanno perso la propria. A quasi due anni dal sisma non è accettabile da parte di un sindaco di un Comune che ha più di 4 mila persone ancora sfollate parlare di costruzione di tensostrutture, ristrutturazione di bocciofile o nuovi campi da tennis. La zona container sembra ancora una sede di un contingente militare all'estero. Per non parlare della pazienza chiesta alle 238 persone che abitano lì da quasi due anni. La pazienza caro sindaco è finita – prosegue la nota - .
Siamo stanchi dei suoi continui attacchi sterili. Vogliamo i fatti e le famose case (solo 23) promesse in consegna a novembre 2017".
