Radioc1inBlu
TOLENTINO - <<Le accuse di svendere la sanità pubblica a quella privata attraverso le disposizioni della proposta di legge 145 sono solo polemica politica>>.
A dirlo sono i consiglieri di minoranza del Comune di Tolentino, Gianni Corvatta, Anna Quercetti e Bruno Prugni dopo il consiglio comunale aperto che si è svolto giovedì scorso in seguito ad una mozione presentata dal Movimento cinque stelle.
Al centro del dibattito la proposta di legge regionale n.145 sulle sperimentazioni in materia sanitaria.
<<Facciamo presente - scrivono i consiglieri - che si sta montando una polemica assurda in quanto la normativa sulle sperimentazioni gestionali in sanità che andrà in aula il 24 aprile, delinea un quadro più restrittivo di quello previsto, già da 25 anni, a livello nazionale. Sorprende che ad agitare le acque sia, insieme ai grillini, lo schieramento di Centro Destra che, in molte regioni in cui governa la sanità è stata fortemente privatizzata>>.
I consiglieri democrat ricordano così<<l’impegno della Regione per il rafforzamento della sanità pubblica attuato in questa legislatura.
Con la proposta di legge 145 - prosegue la nota - si mettono paletti più stretti, in modo che quando si avvierà una sperimentazione, si dovrà essere più sicuri di ottenere maggiori servizi con costi più contenuti.
Si mantiene la natura della nostra sanità fortemente pubblica, aprendo spazi ma lasciando al privato un ruolo complementare a quanto già offriamo ai cittadini.
Si ridurranno le liste di attesa>>.
Giulia Sancricca
“ Abbiamo rifatto il punto di quelli che sono i tempi di realizzazione delle Sae nelle varie aree. Il maltempo e le condizioni non proprio favorevoli dell’ultimo periodo, sono essenzialmente causa dei ritardi, ma c’è la disponibilità a recuperare” Così iIl Capo della protezione civile nazionale Angelo Borrelli, dopo aver incontrato a Camerino il sindaco Pasqui e i responsabili tecnici e amministrativi impegnati nella gestione delle SAE e i responsabili delle ditte e dei cantieri. “ Abbiamo chiesto alle ditte di rafforzare maggiormente la presenza delle maestranze nei cantieri, magari facendo dei doppi turni e – ha aggiunto Borrelli- area per area, abbiamo rifatto un cronoprogramma delle consegne che sarà reso noto dal sindaco. Seguiremo tutti insieme le tempistiche che sono state indicate; il mio compito e quello della Protezione civile, è quello di accelerare e risolvere la situazione e, ogni volta che ce ne sarà bisogno, sarò qui e in tutti gli altri comuni nei quali dovessero presentarsi analoghe problematiche”.
Presente anche David Piccinini, geologo responsabile della protezione civile marchigiana, in mattinata la delegazione si è recata nelle aree Sae, per rendersi conto di persona della situazione. L’incontro segue alla determinata richiesta del sindaco Gianluca Pasqui, dopo che il monitoraggio e i sopralluoghi effettuati nelle varie aree, hanno evidenziato situazioni di stallo, i lavori intermittenti ed inefficaci o, manodopera insufficiente . A Camerino sono in tutto 13 le zone di collocazione delle 311 ” casette “ richieste, delle quali ad oggi abitate sono soltanto le 7 della frazione di Morro, consegnate lo scorso 24 marzo.

“Nel rifare il punto area per area- ha riferito il primo cittadino Gianluca Pasqui- abbiamo capito le varie problematiche che possono ancora essere presenti e che vanno sanate. Il percorso inizia a vedere una luce che non è più nemmeno tanto lontana ; sensibile a risolvere la situazione, il dott. Borrelli ha chiesto alle ditte di intervenire con i doppi turni e la Regione, rappresentata dal capo della protezione civile Piccinini, si è addirittura impegnata nel coprire eventuali costi . Mi auguro dunque che si acceleri ulteriormente – ha dichiarato il sindaco- anche perché, dopo tutto questo tempo, è ora di vedere i nostri cittadini rientrare a casa e ridare una vita alla città. Nel giro effettuato in mattinata in tutte le aree, mi sono ancora di più convinto che la scelta fatta dei terreni per le ‘casette’, è assolutamente giusta; constatare che iniziano a muoversi i lavori nelle aree delle frazioni che necessitano delle soluzioni abitative provvisorie, poter rivedere lì la popolazione residente al momento della consegna, significherà aver restituito una vita dignitosa alla nostra comunità. Ritengo che sia stata l’unica soluzione giusta per riportare gente anche nelle frazioni e restituire una socialità a quei luoghi”. Il sindaco ha anche evidenziato che il cronoprogramma approntato nel corso della riunione con il Capo della Protezione civile nazionale, può essere considerato come definitivo. “ Sottolineate le problematiche del percorso –ha spiegato –ormai si è capito come poterle sanare e con quali tempi; mi auguro dunque che le date fornite rispecchino la verità e, se si considerano gli ultimi 25 giorni di maltempo, parliamo di tempi di consegna che non si discostano di molto da quelli dell’ultimo cronoprogramma. Tutto si sposta pertanto di circa 30 giorni , dovuti alle sfavorevoli condizioni metereologiche e, già questo, ci fa ben sperare”
All'incontro dei sindaci con il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni tenutosi a Muccia venerdì 13 mancava all'appello il sindaco di Monte Cavallo Pietro Cecoli, che ha declinato l'invito per protesta. "E' ora di farla finita con le solite passerelle e parate e non dare niente al territorio – dichiara amareggiato, ma anche arrabbiato il sindaco Cecoli – Bisognava intervenire quando c'era il governo con una legge ad hoc per sanare la situazione delle strutture provvisorie cui hanno provveduto i privati cittadini sui loro terreni fino alla completa ristrutturazione delle proprie abitazioni. Così facendo questi cittadini hanno, di fatto, permesso allo stato di risparmiare migliaia di euro sui costi dell'ospitalità alberghiera o del contributo di autonoma sistemazione. Invece è intervenuta la Procura della Repubblica e questa è un'autentica vergogna. Ora che il governo non c'è tornano a fare parate nei nostri territori. Questo non lo condivido".
Accelerare la ricostruzione privata, ridisegnare il cratere, risolvere la questione delle casette provvisorie considerate “abusive”. Queste le principali richieste rivolte dai sindaci del cratere al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante l'incontro svoltosi a Muccia e sulle quali il premier uscente ha manifestato unità d'intenti. “Ho visto da parte dei sindaci una grandissima responsabilità e voglia di collaborare con le istituzioni – le parole pronunciate da Gentiloni dopo l'incontro – Sono stati segnalati alcuni problemi che cercheremo di far risolvere al Parlamento nei prossimi mesi. Bisogna accelerare la ricostruzione privata – ha continuato il premier - cercare di capire se per i comuni più gravemente colpiti ci possono essere impegni normativi particolari. La cosa più importante di tutte, però, credo sia quella di dare un messaggio di fiducia a questo territorio. E' un territorio meraviglioso, pieno di risorse culturali, naturali, gastronomiche e nella quale c'è molto turismo. Un territorio che non può essere abbandonato e non sarà abbandonato. Siamo accanto ai sindaci e ai loro concittadini in questo momento così difficile”.

Sulla stessa lunghezza d'onda il Commissario straordinario alla ricostruzione Paola De Micheli. "Il Presidente Gentiloni è molto affezionato a questi territori, che conosce meglio di chiunque altro, ed è anche molto consapevole della fase nella quale stiamo vivendo. Ce la stiamo mettendo tutta e anche in questa particolare fase della politica il mio ruolo è quello di assicurare una continuità amministrativa. Mi sembra che ci sia una certa consonanza con i sindaci sia negli obiettivi che nelle modalità con le quali raggiungerli. Riguardo i cosiddetti abusi ho interessato della questione tutti i gruppi parlamentari con i quali costantemente mi confronto e che dimostrano una grande sensibilità rispetto alle tematiche che abbiamo posto. Non appena ci saranno le condizioni per legiferare ritengo possano generarsi su tali questioni modifiche legislative, anche se ribadisco che serve una concreta proposta da parte degli stessi sindaci".

La necessità di rivedere il cratere è confermata dal sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci. "Per ridare futuro e dignità a questi territori noi come sindaci abbiamo posto in prima linea la problema della riperimetrazione di questo cratere all'interno del quale sarebbe auspicabile creare una zona rossa che riguarda i comuni che sono stati catastroficamente colpiti. È evidente che i nostri cittadini hanno bisogno di risposte alle loro priorità, la prima delle quali si sostanzia nella necessità di avere immediate risposte a quelle che sono le esigenze di un territorio che non vuole perdere se stesso. Sulla scorta di questo è necessario ridare dignità ai cittadini attraverso questo tipo di percorso di identificazione di una zona rossa all'interno del cratere, attraverso deroghe normative sulla scuola e sul numero degli studenti necessari per la formazione delle classi, attraverso una sorta di sburocratizzazione per quelle che sono le piccole difformità che, comunque, rallentano la ricostruzione, attraverso la costituzione di una zona franca che non ponga i cittadini che hanno attività commerciali in condizioni negative rispetto a coloro che decideranno di investire".

(Paolo Gentiloni con il sindaco di Muccia Mario Baroni)



Una giornata importante per la comunità di Monte Cavallo che ha festeggiato, venerdì 13 aprile, l'inaugurazione della chiesa in luogo della parrocchiale Santa Maria Assunta, edificio reso inagibile dal terremoto, tornata ad essere fulcro della vita paesana grazie alla struttura donata con i fondi raccolti dalla diocesi di Parma. Presente al taglio del nastro, insieme al sindaco Pietro Cecoli, il vescovo di Parma, Enrico Solmi, che ha presieduto la messa concelebrata con l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro e il parroco don Nello Tranzocchi. "Una giornata importante – così l'ha definita il vescovo Solmi – Finalmente siamo qui per poter vedere consegnata, anche simbolicamente, questa struttura che è stata frutto di una raccolta fondi fatta dalla nostra diocesi. Abbiamo voluto testimoniare anche la vicinanza, l'essere insieme in questo momento difficile per la popolazione che abita questi luoghi, acutizzato anche dalle scosse degli ultimi giorni. Anche noi, sia pure in forma più lieve, abbiamo avuto esperienza del sisma e per questo sentiamo una forte vicinanza e vorremo in qualche modo essere partecipi di quello che deve essere il futuro e la ricostruzione". "Un grande gesto di solidarietà – il commento del sindaco Pietro Cecoli – La donazione è stata fatta dopo che insieme al parroco don Nello avevamo lanciato un appello sulle pagine di Avvenire, subito raccolto dalla Caritas di Parma che ha acquistato la struttura. Noi abbiamo provveduto al montaggio e al rivestimento in legno. Sono piccoli segni – continua il primo cittadino, che però servono ad una comunità piccola come la nostra che spesso rischia di essere dimenticata. Fortunatamente la solidarietà si ricorda spesso di noi". "Un grande sentimento di gioia – fa eco il parroco don Nello Tranzocchi – per un bel gesto di concreta vicinanza che ha condotto alla realizzazione di un ambiente dedicato al culto, considerato che durante questo periodo siamo stati costretti a passare da una tensostruttura all'altra. Un ambiente che, comunque, può essere dedicato anche ad altri momenti di socialità. Di tutto questo siamo grati all'amministrazione comunale e a quanti hanno reso possibile questo gradito gesto".
Confezionavano indisturbati spinelli lungo la strada. Tre giovani, un afgano e due italiani rispettivamente di Taranto e Amandola, di età compresa fra 21 e 23 anni e tutti residenti a Camerino, sono stati fermati e denunciati a piede libero per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio dai carabinieri. A seguito di perquisizione personale e domiciliare i militari hanno rinvenuto circa 25 grammi di marijuana, nonchè bilancini di precisione e materiale utile al confezionamento. Sempre a Camerino, nel corso dei controlli sul territorio, i carabinieri hanno sorpreso e denunciato tre giovani trentenni in possesso di modeste quantità di cocaina.
“Controllo del vicinato”. E' il progetto che il Comitato per la valorizzazione del quartiere di Montagnano di Camerino nei giorni scorsi ha formalmente sottoposto all’attenzione del sindaco Pasqui. Un progetto che va oltre il singolo quartiere, coinvolgendo tutta la comunità camerinese, promosso dalla Prefettura di Macerata e ormai adottato da molti comuni della zona, che non comporta oneri per l’amministrazione di tipo finanziario. Al contrario, porterebbe all’amministrazione benefici economici, come, ad esempio, la possibilità di fruire di un più ampio sistema di telecamere a costo zero. Il protocollo di intesa disporrebbe forme di partecipazione attiva della collettività: campagne di adesione rivolte ai cittadini volontari che vorranno farne parte attiva, formazione di gruppi equamente distribuiti nelle aree cittadine, incontri organizzativi periodici, collaborazioni strategiche con le istituzioni, in primis quelle locali, chiamate al ruolo fondamentale di coordinatrici. L’idea nasce dalla fondamentale necessità di sentirsi sicuri nel vivere quotidiano: in particolare nelle zone martoriate dal sisma del 2016 è fortemente sentita l’esigenza di scongiurare ulteriori situazioni di disagio, come i numerosi furti che colpiscono le case inagibili e incustodite. Implementando le misure già a disposizione per il contrasto al fenomeno criminale ed ai comportamenti antisociali che insistono sul territorio, attraverso la creazione di una sinergia, si possono rafforzare controllo e prevenzione, in modo da evitare ogni forma di degrado urbano, rendendo anche più tempestivi ed articolati gli interventi delle istituzioni. Non di meno, soprattutto dopo il sisma, la partecipazione attiva della collettività alla cura del territorio permette di mantenere una solida rete di rapporti sociali e di evitare la frammentazione degli stessi. Nei comuni in cui sono già attuative, tali misure permettono alle forze di polizia di giovarsi dell’apporto capillare della comunità. Il Comitato si è reso pienamente disponibile ad essere parte attiva di un progetto che coinvolga la città intera. Ha quindi proposto al sindaco di aderire ad un programma che può far crescere la consapevolezza di essere e resistere come comunità unita, utile a se stessa ed al futuro, a coloro che sono rimasti dopo il sisma e a chi, lontano, lascia comunque il cuore ed i propri beni su queste colline. Il primo cittadino si è mostrato disponibile al progetto, assicurando che quanto prima adotterà tutte le procedure necessarie. “Quando sorge un comitato di quartiere è un arricchimento prezioso per la nostra comunità – le parole del sindaco Pasqui – Nonostante i contrasti iniziali sulla questione della scuola, sto apprezzando molto l'attività e la vitalità del Comitato di quartiere di Montagnano, che dimostra disponibilità a lavorare e collaborare per il bene del nostro territorio. Ringrazio questi cittadini, cui mi sento molto vicino, per il loro impegno e spero che in città sorgano altri Comitati di cittadini per una collaborazione costruttiva per il bene di Camerino”.
Conto alla rovescia per il premio "Il Camerte 2017" che verrà conferito il prossimo sabato 21 aprile nel corso dell'evento "Varietà nel ducato " previsto a partire dalle 21,15 nell'auditorium Benedetto XIII. Sarà una singola persona, una società, un ente? Cresce l'attesa per scoprire il nome del premiato dell'anno nella manifestazione curata dalla pro loco col patrocinio del Comune di Camerino.Numerose le segnalazioni pervenute entro la scadenza all'associazione turistica " Pro Camerino" e, come di consueto, sottoposte alla valutazione dell'apposita commissione, riunitasi nella serata di giovedì 12 aprile. Erano presenti il consigliere Leo Marucci in rappresentanza del comune di Camerino, la prof.ssa Valeria Polzonetti per Unicam, Carlo Panunti per Orizzonti della Marca, Carla Campetella per Appennino Camerte e Radioc1inBlu e il presidente Renzo Riccioni. Convergenza e unanimità nell'indicazione del vincitore del premio, giunto alla XX edizione e annualmente assegnato a persone fisiche o giuridiche, enti e associazioni che , per la propria attività sociale, culturale, artistica, scientifica, politica, storica, sportiva, abbiano promosso il nome della Città di Camerino in Italia e all'estero.Tutto dà da pensare che, come avvenuto per la passata edizione, il nome del vincitore sia in qualche modo legato alla contingenza della devastazione che ha colpito la città. Lo scorso anno il prestigioso riconoscimento fu attribuito al rettore uscente Flavio Corradini. Non resta che attendere la serata di moda e spettacolo " Varietà nel ducato", per festeggiare insieme " Il Camerte dell'anno ".
nella foto sotto, la commissione riunita nei locali della "Pro Camerino"

La terra è tornata a tremare risvegliando in una popolazione esasperata da un terremoto senza fine paure mai sopite. Una nuova significativa scossa di magnitudo 3.6 è stata registrata alle 15.24 dall'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia con epicentro Muccia. La scossa è stata nettamente avvertita dalla popolazione non solo nella zona dell'epicentro, ma anche in tutto il cratere sismico. Spavento tra la popolazione, anche se al momento non si hanno notizie di ulteriori crolli nè di danni significativi.
