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"Sbagliate e fuori misura le affermazioni del sindaco Pezzanesi su presunte classificazioni tra città terremotate di serie A e di serie B". Dopo il commento del sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, a seguito della lettera di alcuni sindaci dell'entroterra inviata ai neo parlamentari, interviene anche l’associazione “Città in Comune” nata da iscritti e simpatizzanti della lista "Tolentino in Comune" che ha partecipato alla scorsa tornata elettorale amministrativa. "Pezzanesi si sente discriminato? – si legge nella nota pubblicata anche sulla pagina Facebook dell’associazione - Dopo che, a un anno e mezzo dal sisma, ha rifiutato categoricamente di installare una sola SAE perché a Tolentino non servono, ora si agita perché i sindaci dei comuni montani che hanno subito danni molto pesanti chiedono comprensibilmente di poter differenziare il cratere. Dopo che a Tolentino sono piovuti 20 milioni per interventi sugli edifici senza che in un anno e mezzo lui abbia costruito nulla per i terremotati, avendo prodotto solo carta, mentre i sindaci che hanno seguito scrupolosamente e responsabilmente le direttive della protezione civile e i protocolli per la gestione dell’emergenza devono ancora vedersi completare la consegna delle casette". L’associazione non si trova d’accordo, dunque, con quanto dichiarato dal sindaco in merito alla gestione dell’emergenza dopo il sisma. "A Pezzanesi occorrono ripetizioni di logica – prosegue la nota - di misura e di senso del bene comune. O il terremoto a Tolentino ha fatto danni gravi e allora si attrezzi per dare risposte abitative subito e costruisca le SAE per chi ha diritto, oppure abbia la decenza di tacere di fronte a comunità distrutte o semidistrutte dal terremoto. Non solo sta ignorando i bisogni dei tolentinati che hanno perso la casa e ritardando irresponsabilmente l’adozione di risposte concrete, ora sta anche pregiudicando con atteggiamenti arroganti il ruolo che Tolentino riveste quale avamposto naturale e storico del territorio montano della provincia".
Un nuovo parco giochi per crescere e giocare. E’ quello che l’amministrazione comunale di Belforte del Chienti ha realizzato con dei lavori di sistemazione pari a 15mila euro, nel parco della scuola dell’infanzia del paese. "Siamo molto soddisfatti – dice il sindaco, Roberto Paoloni – di questo investimento fatto per permettere ai bambini di giocare in sicurezza. Si tratta di un investimento sul futuro dei nuovi cittadini che si trovavano a trascorrere il tempo con giochi obsoleti che nel tempo avrebbero potuto diventare anche pericolosi. Era da anni – spiega – che non si metteva mano al parco giochi. Oltre ad aver acquistato nuovi giochi, abbiamo abbattuto alcuni pini che stavano rovinando la pavimentazione. Abbiamo seminato un nuovo terreno vegetale e a breve penseremo anche agli altri parchi del paese con una programmazione di lavori che ammontano a circa 22mila euro. Quelli per i bambini e per i ragazzi – conclude – sono sempre soldi ben spesi".




Nei guai un 29enne. Aveva 2 chili di marjiuana
18 Apr 2018Un 29enne di Macerata finisce in arresto per detenzione di sostanze stupefacenti. A beccarlo, il Nucleo Mobile della Guardia di Finanza Compagnia di Macerata. Aveva oltre due chili di marjiuana che i militari hanno proceuto a sequestrare.
Fondamentale, si è rivelata l’intensificazione del controllo economico su tutto il territorio provinciale, soprattutto in zone ritenute “più tranquille” dagli spacciatori.
Infatti, nel corso di un servizio di pattugliamento a Piediripa di Macerata, i finanzieri hanno fermato l’autovettura condotta proprio dal ragazzo.
Date le circostanze di luogo e di tempo, i militari hanno approfondito il controllo rinvenendo, all’interno dell’autovettura, 2,129 chili di marijuana essiccata, contenuta in involucri di plastica termosaldata.
Lo stupefacente, verosimilmente destinato al “mercato” locale, è stato sottoposto a sequestro, mentre il responsabile è stato tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’operazione di servizio conferma il costante impegno della Guardia di Finanza a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, in difesa della salute pubblica.
IIl sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, con una lettera inviata ieri, ha invitato tutti i parlamentari eletti nella circoscrizione Marche a visitare la città ducale allo scopo di renderli partecipi e consapevoli della situazione post sisma, della sua gravità e delle numerose problematiche che impongono una soluzione e un decisivo cambio di passo. La proposta di incontro è per questo sabato 21 aprile, con una visita in zona rossa a cui seguirà una riunione che si svolgerà nella sede provvisoria del Comune, presso la CONTRAM in via Le Mosse n. 19. Il primo cittadino ha voluto invitare contestualmente a partecipare all'incontro con i parlamentari tutti i sindaci del territorio della ex Comunità Montana di Camerino, che, di fatto, si trovano nelle stesse condizioni della cittá ducale
“Il terremoto ancora oggi manifesta costantemente e significativamente la sua esistenza, ricordando, agli abitanti degli appennini della provincia di Macerata, la loro precarietà – questo uno stralcio della comunicazione inviata ai parlamentari –. Considerato lo stallo della ricostruzione e la situazione tutt’ora assolutamente emergenziale dell’intero territorio, ritengo per me doveroso proporvi un incontro a Camerino, allo scopo di rendere tutti voi consapevoli della situazione, della sua gravità e delle numerose problematiche che impongono una soluzione e un decisivo cambio di passo. Ritengo, dunque, che da subito, senza ulteriori dilazioni, non si potrà prescindere per questa terra dal porre il terremoto ai primi posti dell’agenda parlamentare e di governo. Nel ringraziarvi per la cortese attenzione che mi avete dedicato leggendo questa mia, vi aspetto a Camerino, sabato 21 aprile 2018, alle ore 9.00. In tale data dopo una visita alla zona rossa, la più grande zona rossa del cratere, alle ore 11.00 vi propongo un incontro con i Sindaci di questo territorio meraviglioso, dalle tante ricchezze, prima fra tutte la tenace gente che lo abita”.
Buon compleanno arcivescovo Angelo. Compie 75 anni anni mons. Angelo fagiani, arcivescovo emerito della diocesi di Camerino – San Severino Marche. A festeggiarlo, insieme ai sacerdoti ospiti e alle suore che lo assistono, anche l'arcivescovo Francesco Giovanni con alcuni laici della Caritas vicariale di San Ginesio. "Davvero un momento di gioia – ha commentato mons. Brugnaro – L'invito è di ricordare don Angelo, che peraltro ho trovato davvero bene, nelle nostre preghiere. A lui ho portato il saluto dell'intera diocesi nella quale desidera tornare per conoscere da vicino la situazione inferta dal terremoto. Un desiderio che potrà essere realizzato non appena saremo in condizione di offrire un'accoglienza dignitosa e sicura".


Siringhe per strada. Il sindaco di San Severino Rosa Piermattei dispone immediatamente il piano straordinario di controllo e verifica dell'area. A rinvenire alcune siringhe usate per strada, nei pressi di un parcheggio del centro storico, gli agenti della Polizia Locale. Il primo cittadino è stato messo subito al corrente del fatto e tutta l'area, compresi vicoli e zone più buie, è stata ispezionata dagli agenti.
“Alla questione ho chiesto di prestare attenzione assoluta, portando lo stato di allerta ai massimi livelli - spiega Rosa Piermattei -. Abbiamo già deciso di rafforzare, anche con la grande collaborazione che c’è con tutte le forze dell’ordine, i controlli in questa e in altre zone della città considerate sensibili. Nei giorni scorsi i militari della locale stazione dell’Arma dei Carabinieri hanno sorpreso due giovani, che sono stati trovati in possesso di sostanze stupefacenti. E’ accaduto nei pressi dei giardini pubblici dove i controlli saranno sempre più massicci. Questi episodi vanno arginati subito. Dobbiamo poi garantire i livelli massimi di sicurezza anche per tutti gli altri cittadini e su questo fronte continueremo con impegno. Non escludiamo nemmeno il ricorso all’utilizzo di telecamere mobili in alcuni vicoli e vie del centro”.
g.g.

Contestualmente, è scattata anche l'operazione straordinaria di pulizia del centro storico. Impegnati nell'opera, i volontari del gruppo comunale di Protezione Civile e il personale dell'ufficio manutenzione. Sono stati aperti tombini e caditoie e ripuliti vicoli e scalinate del centro storico.

“La situazione è preoccupante - sottolinea il primo cittadino - abbiamo trovato diverse siringhe usate gettate ovunque. E’ un campanello d’allarme che va subito ascoltato prima che la situazione degeneri. Chiediamo la massima collaborazione da parte di tutte le forze di polizia, auspicando, come sempre abbiamo fatto, un rafforzamento degli organici. Ma ricordo a tutti che è necessaria la collaborazione anche da parte dei cittadini. Il primo aiuto lo possono dare le persone segnalando anche singoli episodi, movimenti sospetti o situazioni che meritano di essere approfondite. Siamo molto avanti con il progetto del controllo del vicinato. Da parte del Comune posso assicurare – conclude – che il livello d’allerta è massimo nei confronti di tutti quegli episodi che possono turbare la tranquillità e il futuro della nostra comunità locale”.
Sta per tornare “Baricentro”. Il divertimento in piazza del Popolo, a San Severino. L’appuntamento è per sabato, a partire dalle 18 fino a tarda notte.
Cinque bar, cinque ambienti diversi che animeranno una delle piazze più belle d’Italia.
La prima edizione, a maggio 2017, fu un successo e portò nel centro cittadino centinaia di persone. L’evento è organizzato dall’amministrazione comunale di San Severino, la proloco e i bar del centro: a partire dall’aperitivo, musica e divertimento a Km0 con tech house al bar Rossi, reggae al bar delle Logge, revival al bar Centrale, reggaeton al Caffè del Teatro, rock al Pino’s bar. E poi visual mapping a cura di Valerio Gattari e Filippo Ceci.

Dalle 19 sul palco centrale Simone Barbaresi Full Band con la partecipazione straordinaria di Alberto Napolioni (keyboard sinth bass), Daniele Cuk Graziani (drums) e Agostino Maria Ticino (electronics). Dalle ore 23 al bar Rossi “I love House” con Rheandred e Agostino Maria Ticino, al bar Delle Logge “Always Loving Jah” ed esibizione Gaia Audrey Torchia, al bar Centrale “Revival 70/80/90” con i dj BMas 360, Fabio Effe e Luca Eboli, al Caffè del Teatro “DJ” con gli Inventori di Divertimento e da Pino’s Bar “Rock” con dj Poldo, Gianluk e la voce Giusi Minnozzi.
Sono state organizzate anche delle navette gratuite da e per Tolentino e Camerino/Castelraimondo per cui è richiesta la prenotazione al numero 0733/638414.

Non ha gradito la visione dell’insieme, di quella che definisce “una sorta di fuga in avanti “, il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, le cui dichiarazioni contestano la richiesta dei sindaci dell’entroterra, di revisionare la suddivisione del cratere in base al livello di danni effettivi riportati dai comuni. “ Non metto in dubbio che l’entroterra, sotto il profilo della devastazione, sia più colpito rispetto alla nostra città che ha meno crolli, ma ha comunque 3956 edifici danneggiati e molti in maniera grave. Il discorso è che il terremoto è una disgrazia che ha colpito 4 regioni e il cratere di conseguenza ha una certa ampiezza. Le problematiche di un comune rispetto all’altro sono diverse ma, non mi è piaciuta la fuga in avanti da parte di 11 comuni , senza peraltro coinvolgere gli altri e senza porsi la domanda se quei comuni che non sono stati chiamati, hanno le stesse problematiche che non valgono a diversificarli da quelli dell’entroterra(ad esempio di carattere emergenziale legate a scuole, sanità o al sociale). Il discorso più bello che abbiamo sempre portato avanti insieme, è quello dell’unità di intenti ed io, e con me gli altri sindaci di San Severino, Matelica, Castelraimondo, Fiuminata, Serrapetrona, non accetto nella maniera più assoluta di non essere stato minimamente avvisato della presenza di cariche dello Stato a Muccia, né minimamente coinvolto per un incontro che verteva sulla proposta di rivedere il cratere”.
Critica sul metodo adottato dai sindaci dell’entroterra, pur senza esprimersi sul merito, anche la sindaca di Serrapetrona Silvia Pinzi: “Pur constatando che effettivamente alcune realtà territoriali sono state ben più colpite rispetto ad altre e per quelle si potrebbero sicuramente approntare dei provvedimenti ad hoc, Serrapetrona è per così dire, a metà strada tra le due realtà. non abbiamo infatti la devastazione che si può ravvisare in altri territori, ma abbiamo tantissimi problemi, ancora molti sfollati e una percentuale molto alta di edifici inagibili. Il terremoto ha colpito tutti e in maniera diversa ed è qui che probabilmente andrebbero fatte dei regimi ad hoc e certamente specifici, senza però andare a distinguere perché poi andiamo a finire che il risultato è fare una discriminazione su chi è di serie A e chi, di serie B. Quello che vorrei dire è semplicemente che dovremmo andare tutti verso un'unica direzione; non partire in gruppetti che magari tentano di fare una volata per arrivare chissà dove e poi finisce tutto in una bolla di sapone. Diciamo sempre che l'unione fa la forza e in tantissime altre situazioni abbiamo dimostrato di esserne capaci; in questo caso è più dura, ma dobbiamo dimostrare maggiore unione e condivisione di idee e di intenti. Auspico che con i colleghi si possa andare avanti insieme , condividere le idee; poi uno i percorsi può abbracciarli o meno ma, quantomeno, deve essere condivisibile la strada”.
Pronta è stata la risposta dei sindaci della montagna, alla polemica innescata dal sindaco di Tolentino.
“Siamo rimasti assolutamente sorpresi dalla reazione di Pezzanesi - afferma il sindaco Gianluca Pasqui- Lo sono anche a titolo personale perché conosco il sindaco da molti anni e debbo dire che non mi sarei mai aspettato una presa di posizione di questo genere e, sono convinto che non sia neppure in linea con quanto vuole la sua comunità. Noi non abbiamo mai chiesto l'esclusione, né di Tolentino, né di nessun altra località; questo io l’ho sempre precisato a chiare lettere e a chiare note, semplicemente, abbiamo chiesto che ogni comunità abbia la giusta medicina, che ci sia il giusto intervento per sanare i problemi di quella comunità. Leggere che ci sono terremotati di serie A e di Serie B, è un qualcosa che veramente lascia senza parole- sottolinea Pasqui-; non riesco proprio a capire come l'esperto sindaco di Tolentino possa aver fatto ad intervenire in questo modo perché, significa voler ammettere già a priori che Tolentino evidentemente non ha le caratteristiche per essere ricompreso all'interno dei livelli delle fasce di danno. Ritengo invece e, sono assolutamente convinto, dell'esatto opposto e cioè, che tutti i comuni abbiano diritto di essere all'interno di un cratere ma, sono altrettanto convinto che deve esserci una diversificazione che è dovuta ai danni che ogni comune ha subìto, alle necessità che un comune ha e che sicuramente sono diverse rispetto ad altri comuni e quindi a degli interventi che debbono essere mirati, nessuno escluso e compreso Tolentino. Trovo inspiegabile quanto ho letto e quanto è stato affermato e mi auguro che lo stesso Giuseppe Pezzanesi se ne renda conto, tornando sui suoi passi e continuando a fare il buon amministratore quale è, senza voler andare ad inficiare richieste essenziali, non solo per chi è in montagna, ma anche per chi è in pianura e comunque, compresa la sua popolazione, abbia dei bisogni. Intervenire in quel modo, ripeto e sottolineo, significa autoescludersi, quando invece nessuno ha parlato di esclusioni”
“ Non capisco come mai si risentano sindaci che stanno un po' meglio di noi, quando un cratere è composto da tanti comuni che non hanno quel livello di danneggiamento. Così il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci- “Invito e tutti coloro che vorranno essere partecipati delle condizioni del mio come degli altri comuni che fanno parte dell'ambito sociale 18, a recarsi presso i nostri territori; solo in questo modo riusciranno a capire, che danni di questa entità, neanche la seconda guerra mondiali li aveva prodotti. Dico anche che se si è tenuto un vertice a Muccia con Gentiloni e con il Commissario De Micheli, è perché le scosse si sono verificate a cavallo dei comuni di Muccia e Pieve Torina ed è evidente che il terremoto ha una precisa connotazione e caratteristica; mal si comprende però una lettera che in realtà dice restituiamo a tutti dignità che significa dire che chi ha subito più danni è giusto che abbia una priorità perché sennò perdiamo i territori. E allora, a chi dice no bisogna chiedere, se vuole che tutti siano considerati dalla stessa parte, se vogliono veramente perdere un determinato territorio. Quando porti un malato al pronto soccorso- continua Gentilucci- sì visita prima quello che è in codice rosso e, via via fino al codice bianco; è evidente che il nostro territorio, il comune di Pieve Torina , insieme a quello di Ussita, di Muccia e di Camerino, si trovano in codice rosso e non è possibile che vengano visitati e curati insieme a quelli che si trovano in codice bianco. In quella lettera abbiamo detto ‘diamo una priorità a questi territori per non perderli’ restituiamo il danno anche quelli che stanno a Fano che hanno subito un effetto diretto dal terremoto, a quel privato che ha subito un danno e una lesione alla sua abitazione. Abbiamo detto rifondiamo i soldi anche a queste persone e a quelle che stanno a Civitanova; il problema però è, che se non diamo una sorta di priorità, (questo è quello che si chiede nella lettera) noi alcuni territori li perdiamo. Io credo che questa sia una questione di condivisione da parte di tutti; una questione di buon senso e di dignità per un territorio che mi onoro di rappresentare”.
In tarda serata, il sindaco di Matelica Alessandro Del Priori ha informato che, tra primi cittadini del cratere e altri sindaci che ne sono rimasti fuori, si sta lavorando per preparare un documento congiunto. “ In realtà – dichiara Del Priori- la proposta di restringere il perimetro del cratere è sbagliata sotto tutti i punti di vista. E’ sbagliata nel merito e nel metodo- sottolinea- perché il problema vero non è quanto è grande il cratere; il problema della ricostruzione sono le procedure che sono troppo lunghe e la burocrazia che ci sta distruggendo. Il problema è soprattutto nel non aver fatto squadra fin dall'inizio: è questo il vero problema. Chi si nasconde dietro a cose politiche, probabilmente nasconde un'incapacità; questo è quello che andrebbe detto. D’altra parte, è sbagliato il metodo perché non si può fare una riunione ‘carbonara’ e ristretta tra un po’ di sindaci e andare dal ministro, dal Presidente del Consiglio, dal commissario e chiedere delle cose. Abbiamo fatto tutto in maniera collegiale fino ad ora per cui , ci aspettavamo di essere coinvolti. E’ vero, e, va detto che ci sono dei comuni che sono molto colpiti, altri meno ed è giusto non fare anche in questo caso due pesi e due misure, ma non lo si può fare sulle regole del Cratere e neanche su come affrontare i temi in riunioni carbonare; bisogna fare squadra tutti insieme. Ogni volta che abbiamo fatto riunioni con i sindaci ognuno urlava di più dell'altro, rivendicando qualcosa ma il territorio è territorio di tutti, il terremoto trema per tutti e quindi, i cittadini delle città che sono un pochino più lontane dall’epicentro e che non hanno più casa, sono identici a quelli che stanno al centro del sisma Non possiamo creare cittadini di serie A e cittadini di serie B, per cui non è questo il problema. Se vogliamo cambiare le regole, mettiamoci seduti e facciamolo. Siamo tutti convinti che alcuni comuni vanno aiutati di più come Camerino, Muccia, Pieve Torina, Castelsantangelo, Visso, Ussita, ma non in questo modo”.
Nessuno ha mai parlato di Serie A, Serie B o Serie C. Da oggi, però, possiamo parlare di “inqualificabile”. Perché inqualificabile è quanto afferma il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, quando - forse “infantilmente risentito” per non aver preso parte a un paio di riunioni – afferma che l’intento di quei sindaci che chiedono una suddivisione del cratere in base agli effettivi livelli di danno sia creare “terremotati di Serie A” e “terremotati di Serie B”.
Il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, dovrebbe fare un giro a Bolognola, Castelsantangelo sul Nera (colpito già il 24/08/2016 e epicentro della devastante scossa di magnitudo 6.5), Fiastra, Monte Cavallo, Muccia, Pieve Torina, Serravalle, Ussita, Valfornace, Visso o a Camerino prima di lasciarsi andare a dichiarazioni o a commenti che dimostrano una totale e colpevole distanza dalla consapevolezza di quanto accaduto. Prima di fare certe affermazioni inqualificabili e irriguardose, venga a fare un viaggio nella “vera” montagna colpita!
Nessuno ha mai detto che Tolentino debba essere escluso da nulla, e nessuno ha mai parlato di esclusioni. Quella che da mesi portiamo avanti è, invece, una sacrosanta battaglia affinché si prenda atto che equiparare la situazione di 138 comuni con danni diversi, problematiche diverse e contingenze diverse, è pura cecità politica.
In Serie B il collega Pezzanesi ci si mette da solo quando fa certe affermazioni. Abbiamo chiesto, e continueremo a farlo con ogni mezzo e in ogni dove, che si riconoscano i livelli oggettivi di danno e le necessità delle comunità. Se Tolentino rientrerà o meno in una ipotetica “prima fascia” non lo stabiliremo certo noi.
Infine, sia chiaro che la riunione a cui Pezzanesi dice di non essere stato invitato non ha seguito i canoni istituzionali. Quel giorno, alle 5,10 del mattino, c’è stata una scossa di magnitudo 4,6 con epicentro a Muccia. Molti sindaci, che quella scossa l’hanno sentita e che da quella scossa sono stati tirati giù dal letto, hanno raggiunto Pieve Torina dove, nel frattempo, stavano arrivando i vertici regionali e della Protezione Civile, oltre alla commissaria De Micheli.
Inviti formali non ne sono stati fatti. Gli inviti, quella mattina, li ha fatti il terremoto….chi l’ha sentito…c’era!
I sindaci di Camerino, Castelsantangelo sul Nera, Bolognola, Valfornace, Monte Cavallo, Pieve Torina, Serravalle di Chienti, Fiastra, Muccia e il commissario prefettizio di Ussita
Caldarola, torna a casa il manoscritto del 1400
18 Apr 2018Il manoscritto del 1434 torna a casa. E' il lieto fine della vicenda di un documento dell'archivio storico comunale di Caldarola che è stato riconsegnato al sindaco del paese, Luca Maria Giuseppetti. Alla cerimonia di riconsegna, avvenuta nella sala polifunzionale Annalena Tonelli, oltre al primo cottadino erano presenti il soprintendente archivistico e bibliografico dell'Umbria e delle Marche, Sabrina Mingarelli, il comandante del nucleo dei carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, Carmelo Grasso e il comandante della compagnia di Tolentino, Giacomo De Carlini. L'operazione, presentata dai militari, ha quindi riguardato uno dei più antichi documenti dell'archivio comunale, trafugata prima del 1980 e messa in vendita da un inserzionista di Varese attraverso un sito di aste telematiche. "Mysterious manuscript with dragon" il titolo dell'annuncio in lingua inglese. Probabilmente, secondo i militari, l'intenzione era quella di vendere il prezioso bene oltre i confini italiani dove documenti di questo tipo sono molto ricercati e quindi ben pagati. L'annuncio del manoscritto, però, è stato ntato da un appassionato del settore che ha segnalato il fatto alla Soprintendenza archivistica dell'Umbria e delle Marche di Perugia. E' grazie a questa segnalazione e all'impegno dei militari dell'Arma che il documento è potuto tornare al proprio posto. Si tratta di un registro dei dazi del 1434, utilizzato per annotare le spese correnti. Il più antico dell'archivio di Caldarola. "Un importante pezzo di storia che torna nella nostra comunità – ha dichiarato il primo cittadino – probabilmente uno dei documenti più antichi nel quale si descriveva il modo in cui Caldarola conquistava una forma di indipendenza".


