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Sala gremita per l’incontro di presentazione di “ Concentrico”, comitato per la salvaguardia e la ricostruzione del centro storico di Camerino. Un comitato aperto che, anche nel corso della stessa serata di presentazione, ha potuto incrementare le già numerose adesioni . In apertura il presidente del comitato Francesco Nobili ha introdotto gli scopi del comitato: aggregare persone e idee, informare in merito alla situazione del centro, anche con incontri divulgativi, proporre idee su cui confrontarsi, monitorare l’andamento della ricostruzione.
È stata ringraziata l’amministrazione per la disponibilità ad intavolare un dialogo costruttivo, ed è stato posto l’accento sulla necessità di ricreare il tessuto sociale ed economico che gravitava intorno al centro.
Prima richiesta avanzata da 'Concentrico' all’amministrazione, quella di informare la cittadinanza sullo stato e sul programma delle messe in sicurezza del centro storico, pur nella consapevolezza di una situazione in continua evoluzione.
Sono stati introdotti alcuni dei temi dei prossimi incontri divulgativi, su microzonazioni e sismicità storica, mentre è stato dato appuntamento per la prossima assemblea del comitato al 9 maggio ore 21,30 presso il centro sociale di San Paolo

Le parole della Ricostruzione, illustrate dall’ingegnere Roberto di Girolamo sono state la prima voce del tavolo degli interventi, al quale sedevano il presidente di ‘Concentrico’ Francesco Nobili, il sindaco Gianluca Pasqui e gli architetti Angelo Tonnarelli e Giovanni Marucci.
Una città quella di Camerino, i cui dati riferiti a CAS e SAE richieste, forniscono la misura della distruzione e disgregazione sociale prodotta dal sisma . Supera il 60 per cento la percentuale delle famiglie che usufruiscono del contributo di autonoma sistemazione , ed è del 10,1 per cento il dato riferito alle famiglie residenti che hanno richiesto Soluzioni Abitative d’Emergenza. I dati sono stati elaborati dallo stesso ingegnere Di Girolamo che di seguito ha snocciolato tutti gli altri termini riferiti alla devastazione: agibilità, inagibilità, livelli di danno, riparazioni, adeguamento e miglioramento sismico, microzonazione sismica, perimetrazioni, ai quali i tecnici sono chiamati a trovare risposte efficaci ,muovendosi in un marasma di norme e “ in un tempo che passa e che rischia di essere distruttivo per la società” come detto dall’architetto Marucci, che auspica una progettazione urbanistica che guardi lontano, per” una città che si identifica nel suo centro , le cui mura storiche racchiudono circa 32 ettari, quasi interamente in zona rossa”. L’architetto è fermo sostenitore di una ricostruzione in cui abbiano la precedenza edifici simbolo della città, attrattori di economia e turismo, quali il teatro Marchetti , i musei, la Casa della musica. Ad evidenziare tale priorità è la stessa petizione che si intende inviare al Presidente della Repubblica, forte di 5000 firme già raccolte. A sollecitare interventi programmati per far tornare a vivere il centro storico, anche l’architetto Tonnarelli, il quale, nel ricordare l’ infanzia trascorsa nelle vie e piazze della città ducale, ne ha esaltato le caratteristiche di ” luogo della nostra memoria e della nostra cultura. “ Sin da piccoli abbiamo imparato a relazionarci con la gente che conoscevamo tutta e a rispettarla. Se oggi siamo così- ha sottolineato- è perché abbiamo vissuto in un certo modo con una importantissima vita di relazione che è andata cambiando a motivo di un diverso abitare, disperso in tanti nuclei lontani. Ciò ha portato ad una prima disgregazione e, con l’evento del 2016, la chiusura del centro ci ha privati di tutta la nostra storia. Da qui l’urgenza di discutere di diversi problemi per i quali sono necessari interventi programmati e azioni per riportare la vita nel centro della città, custode della nostra memoria”. Secondo Tonnarelli occorre un piano strategico dettagliato che dica ‘quando’ il centro potrà essere riaperto, fornendo delle ‘date’ che possano permettere alle persone di programmare la loro vita. “Numerose sono le decisioni programmatiche che riguardano la popolazione e sulle quali non si può più aspettare: riportare gli esercizi commerciali dentro la città, pensare al turismo, alla viabilità, agli insediamenti produttivi”
Parole di compiacimento dal sindaco Gianluca Pasqui, per l’istituzione di un comitato di cittadini :" E’ il modo migliore per vivere insieme e portare la voce tra i cittadini. Vedere le questioni dal di fuori, non dà la misura di quello che ci troviamo ad amministrare; viviamo giorno dopo giorno nella più grande delle incertezze; la programmazione andrebbe fatta al secondo ma è impossibile, perché si lavora per livelli, da quello locale, a quello regionale al nazionale. Per fare delle programmazioni, sono necessarie delle certezze ma , giorno dopo giorno, c’è una novità che ci mette a terra. Si è parlato di tempo e priorità – ha continuato il sindaco- ma tempo e priorità non possono essere dati quando un cratere racchiude 138 comuni . Tempo e priorità ( e qui la battaglia la dobbiamo fare tutti insieme), li cadenzano i livelli di danno; non siamo purtroppo tutti uguali . Noi non abbiamo una piazza su cui 5000 persone si ritrovano a cantare davanti ad un palazzo comunale vivo. Nel dire questo, torno a ripetere che non si vuole togliere qualcosa a qualcuno, bensì rimanere tutti insieme uniti con degli interventi che tuttavia danno delle priorità. Se non si arriva a fare prima di tutto questo passo, parleremo solo di ipotesi stupende, mai attuabili . E intanto l’emergenza continua; stiamo controllando ancora edifici, si apre una strada e se ne chiudono due. Per quel che concerne la ricostruzione, la domanda è ancora: come ricostruiamo con questa normativa? Un edificio in centro potrebbe diventare sicuro come quello che sta fuori le mura ma solo se c’è il valore economico che la norma ci attribuisce per poterlo fare . Ma il punto è se questa è una normativa che ci permette di ricostruire in sicurezza ,oppure no, e magari siamo di nuovo di fronte a quello che abbiamo già vissuto nel 1997. E a questo non ho mai ricevuto risposta. Sulla programmazione i problemi sono davvero grandi e insieme dobbiamo fare un percorso. E’ per questo che sono contento che c’è un comitato perché il percorso futuro e le scelte coraggiose vanno affrontate insieme, con tutta la comunità ”.
Da ultimo l’intervento del prof. Pierluigi Pieruccini che, reduce dall’incontro di presentazione dei risultati della microzonazione di III livello tenutasi a Roma, ha riferito che il complesso delle perimetrazioni, ha riguardato l’86 per cento del totale della popolazione coinvolta, su 500 mila persone. A Camerino la microzonazione di III livello è stata effettuata sulla perimetrazione di tutto il centro storico, comprese le zone di Montagnano e Vallicelle, escluse le frazioni. “ Ove l’amministrazione volesse estendere anche alle frazioni tale strumento- ha affermato- consiglierei di cercare dei fondi privati. Del resto si parla di cifre ‘irrisorie’, nell’ordine di qualche migliaio di euro ”. Il docente ha anche assicurato che, con il Centro di Microzonazione Sismica, si provvederà ad organizzare degli incontri sia con la popolazione, sia con i tecnici, per far capire qual è l’operazione che è stata fatta , a cosa serve e, quali sono i risultati.
Già pronta da utilizzare la microzonazione sismica di III livello. Presentati i risultati
04 Mag 2018Portata a termine nei 150 giorni previsti dalla Commissaria per la Ricostruzione ,la microzonazione sismica di terzo livello. I risultati, già pronti per essere utilizzati, sono stati ufficialmente presentati al Capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli e alla Commissaria De Micheli, nella sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) . Le attività sono state svolte dal Centro per la Microzonazione Sismica (Centro MS) coordinato dal CNR, a supporto delle zone colpite dal sisma del 2016.
Ne ha dato notizia a Camerino, il prof. Pierluigi Pierucccini che fa parte del Comitato nazionale di microzonazione sismica. Rientrato dalla riunione romana, il docente camerte che insegna all’Università di Siena, ne ha riferito prendendo la parola nel corso dell’incontro di presentazione del Comitato “ Concentrico”.
Strumento che consente di studiare le caratteristiche geomorfologiche e geologiche locali che intervengono nell’alterazione del moto sismico e, per quanto possibile, di quantificarne l’entità, la microzonazione sismica riveste quindi un ruolo chiave per la pianificazione del territorio e il supporto alla progettazione degli interventi sui manufatti.
“ Al commissario della Ricostruzione, agli enti regionali e comunali e a tutti i partecipanti compresi i tecnici, le università, gli enti di ricerca- spiega il prof. Pieruccini – sono stati presentati i risultati della microzonazione sismica di terzo livello che ha riguardato tutti i 142 comuni dell'area interessata dal sisma, finanziata dalla struttura commissariale con un decreto che risale a maggio del 2017, anche se l’iter in verità era già iniziato a febbraio 2017. Essendo stati validati quasi tutti gli studi – aggiunge- da questo momento in poi, i risultati diventano operativi, il che significa che vengono messi a disposizione delle amministrazioni comunali che già li hanno ricevuti e che hanno come tramite i tecnici che li hanno realizzati. L’operazione infatti, è stata fatta sotto la supervisione e il supporto degli enti di ricerca ma, gli studi sono stati realizzati da geologi scelti sul territorio, comune per comune. Vale a dire che ogni comune ha come proprio riferimento il geologo del territorio che è il soggetto che materialmente ha eseguito il lavoro con il nostro supporto e aiuto .
La microzonazione - ricorda Pieruccini- esiste dal 2009; è una legge dello Stato che è stata finanziata dopo il terremoto dell'Aquila; era auspicabile che i comuni, soprattutto quelli il cui territorio è ricompreso in zone più pericolose, se ne fossero già dotati, in quanto strumento che serve per la prevenzione sia dell'emergenza sia della pianificazione territoriale e che, a livello del territorio nel suo complesso, fornisce gli strumenti per dire dove ad esempio costruire una scuola, un ospedale o un nuovo quartiere , dove è meglio farlo in un modo o farlo in un altro modo dal punto di vista tecnico, perché tecnicamente si può fare qualsiasi cosa, anche se ovviamente cambia l'opportunità e cambiano i costi. Lo strumento dunque già esisteva; con il terremoto del 2016, il Commissario si è convinto della necessità della microzonazione di terzo livello per avviare l'attività di ricostruzione e lo strumento ha ottenuto anche un cospicuo finanziamento di complessivi cinque milioni di euro per un’ azione che si è estesa a tutti comuni colpiti e che, data l’urgenza, ci è stato richiesto che fosse fatta rapidamente. E’ stata portata a termine nei 150 giorni previsti dal Commissario e ne abbiamo presentato i risultati ; l’auspicio successivo è che tutti gli enti locali ne prendano coscienza e conoscenza la diffondano ai cittadini perché la microzonazione non è altro che una nuova carta con tanti colori in cui cittadini troveranno che la propria casa è in una chiazza di un colore piuttosto che un altro e quel colore corrisponde a dei numeri e , a loro volta i numeri corrispondono a un pericolo potenziale che c'è per il prossimo terremoto.
E’ dunque un suggerimento su come pianificare gli interventi alla scala del comune, non alla scala del singolo edificio; alla scala del singolo edificio infatti spetta al tecnico ingegnere o progettista che è pienamente responsabile ma, alla scala del comune è di estrema importanza perché, per esempio, permette di pianificare l'emergenza: . Cosa succederà al prossimo terremoto? Succederà che di nuovo le strade di accesso e di uscita siano bloccate?; Bisogna evitare che succeda questo e, per evitare che succeda, io so già che nel mio territorio quelle strade di accesso e di uscita sono in una determinata zona, per cui, posso prevedere e pianificare determinati interventi che altrimenti non potrei pianificare.
La microzonazione dunque, è già pronta da utilizzare e due settimane è stata pubblicata l'ordinanza del Commissario che integra i dati della microzonazione nella progettazione, fornendo a progettisti, a ingegneri ed architetti, le indicazioni su come utilizzare e integrare i dati che nella microzonazione sono scritti,nella progettazione della Ricostruzione anche dei singoli edifici. E’ insomma già tutto scritto”.
Con maggio, ripartono a Camerino i festeggiamenti della “Corsa alla spada”, quest’anno in programma dal 10 al 20 del mese. Come per l’anno passato, anche la 37esima edizione della rievocazione storica legata alla festa del patrono della città San Venanzio, dovrà fare i conti con una ‘zona rossa’ interdetta e con le stesse taverne dei terzieri da approntarsi nei pochi luoghi rimasti fruibili. Stesso discorso per il percorso della gara finale che vedrà impegnati gli atleti dei tre terzieri di Muralto, Mezzo e Sossanta. A fornirci anticipazioni e particolari dell’edizione 2018 , è la neoeletta presidente dell’Associazione Sandra Gentili. “ Speriamo che sia una buona edizione anche se, siamo consapevoli che ci stiamo muovendo fra tantissime difficoltà, dovute al terremoto come causa principale e- afferma Sandra Gentili - alla diaspora dei nostri cittadini, con la difficoltà aggiuntiva della sicurezza, divenuta imprescindibile e, da tenersi bene a mente nell'organizzare tutti gli eventi su cui si sta lavorando. Al fine di rispondere con azioni adeguate a quello che è un nuovo onere , abbiamo appositamente incaricato un ingegnere per la valutazione delle nostre criticità. Il 10 maggio- continua la presidente - apriranno le Taverne; le associazioni dei tre terzieri stanno provvedendo a mettere in piedi ognuna la propria postazione, rispettando tutti i criteri, sia per quel che concerne la sicurezza dei luoghi, sia l'igiene delle Taverne. Diversamente dallo scorso anno, le taverne non troveranno sistemazione tutte in un unico luogo; ognuna ha infatti scelto una location individuale e ci sarà uno spazio più agevole per muoversi e per poter ospitare persone; proprio in questa ottica, sono stati scelti dei luoghi che possono ridiventare fruibili per riportare un po' più di persone in città , purtroppo, a vedere le ferite che esistono e che dobbiamo accettare. E’ bello che, anche se ridimensionata, la festa possa continuare. Si comincia con la cena dei mille, immancabile appuntamento che inaugura le festività, proposto per questa edizione in una nuova veste e con svolgimento all'interno delle taverne dei terzieri ”.
“Per il gran finale di domenica 20 maggio- spiega la presidente Gentili- come lo scorso anno, riproporremo la “staffetta rosa” prima della corsa dei 30 atleti; confermati il corteo storico e l’offerta dei ceri della vigilia del 17 maggio e si sta valutando con i piani di sicurezza la possibilità di far ritornare in Piazza San Venanzio l’accensione del falò, naturalmente con tutti i crismi della legalità intesa come sicurezza, come accessi, come disponibilità proprio del luogo stesso che, secondo quanto ci ha prospettato l’ingegnere, dovrebbe veder rientrare anche le limitazioni che riguardano l’utilizzo della scalinata della basilica. Speriamo di poterne usufruire quasi nella sua totalità, altrimenti dovremmo ripiegare su un'altra soluzione.
Domenica 20 maggio il percorso della ‘Corsa alla spada ‘ sarà da piazza San Venanzio con arrivo a piazzale della Vittoria, dove si svolgeranno anche tutte le premiazioni. Il prato superiore della Rocca avrebbe consentito l’ingresso ai soli figuranti e comunque ad un limitato numero di persone per cui, abbiamo ritenuto opportuno che la parte più spettacolare dell’evento e più premiante per gli stessi atleti, venisse condivisa e festeggiata da tutto il pubblico. I giardini della Rocca resteranno naturalmente fruibili dalle persone che vorranno goderne ma, la premiazione finale si terrà sul piazzale della Vittoria”.
Per Sandra Gentili, tornata in un periodo travagliato e difficile alla guida dell’associazione “ Corsa alla Spada “, significa mettercela tutta: “ Lo spirito è sempre quello di affrontare positivamente i problemi; talvolta lo scoramento c’è, ed è inutile negarlo. Camerino sta purtroppo vivendo questa situazione e in questa situazione dobbiamo operare; per il piccolo contributo che posso dare personalmente, cercherò di farlo al meglio che posso”.
Carla Campetella
Adolescenti oggi. A scuola di legalità
04 Mag 2018L’adolescenza è il periodo della curiosità, del cambiamento e dello sviluppo dell’identità sociale. Ma anche l’età in cui iniziano le prime responsabilità.
Di adolescenti e legalità si è parlato stamane al teatro Italia, in un incontro organizzato dai Bikers Lions Club e riservato alle classi prime e seconde dell’Itts Divini, a cui hanno preso parte anche il vicesindaco Vanna Bianconi, il rappresentante dei Lions Francesco Forti, il capitano Giacomo De Carlini, comandante della Compagnia Carabinieri di Tolentino e il dottor Stefano Galeazzi vicepresidente dell’associazione nazionale dipendenze patologiche.

Ad accogliere gli studenti è stato Forti, che ha brevemente raccontato alcune delle sue esperienze in giro per il mondo, nonché delle attività di solidarietà verso le popolazioni terremotate: “Ho girato il mondo in moto, tre volte sono stato in Asia per esempio, o in Siria dove ho conosciuto luoghi e persone straordinarie. In moto non ci si dovrebbe andare per correre ma per conoscere il mondo. Così si dovrebbe anche conoscere la geografia e la storia”. In merito alle attività di vicinanza alle persone colpite dal sisma, Forti ha portato l’esempio degli allevatori sulle montagne tra Accumuli e Amatrice, “dove vivono ancora come se fosse il giorno dopo del terremoto. Abbiamo portato roulottes, cavi per l'illuminazione, mangimi, crocchette e alimenti per animali. Quando arriviamo ci dimostrano un enorme affetto e ci ripetono di non lasciarli soli. Quello che vogliamo fare - ha sottolineato - è non abbandonare le popolazioni terremotate per sentirle vive. Anche quella di oggi è un’attività di solidarietà. Siate sempre voi stessi, evidenziate la vostra creatività, valorizzate doti, talenti e qualità”.
Con il dottor Galeazzi si è entrati più nel vivo dell’incontro: cos’è l’adolescenza, la piramide dell’amore, i social e il bullismo.
“L’adolescenza è quel periodo della nostra in cui si cambia - ha spiegato - in cui si sviluppa un’identità sociale, e si sperimenta la partecipazione sociale. Oggi, mediamente un adolescente possiede tra i 4 e i 6 profili social”. È proprio sui social, quali Instagram, Facebook, Wattsapp, Snapchat e molti altri, che si verificano i fenomeni del cosiddetto cyberbullismo che in realtà non ha differenze col bullismo se non il contesto: “Entrambi rappresentano lo stesso fenomeno. Solo che il bullismo rimane in un determinato contesto come la classe scolastica, mentre l’altro si apre al mondo. Fra i reati c’è la molestia, lo stalking, il furto d’identità, la denigrazione, il flaming (che consiste nell’inviare un messaggio ostile ad altro utente della rete per infiammare la discussione, con toni accesi e violenti e con insulti)”.
L’attenzione è stata catturata poi dal capitano De Carlini che ha parlato loro di cosa significhi, legalmente, avere più di 14 anni, del fenomeno dei reati legati alla droga, del bullismo e infine anche del caso Traini, su richiesta degli stessi studenti.

“A 14 anni - ha detto rivolgendosi ai ragazzi - vi viene riconosciuta una certa maturità e di fronte allo Stato siete responsabili delle vostre azioni. Questo vale per tutti i cittadini in territorio italiano. Si ritiene che a partire da questa età siate capaci di distinguere il bene dal male e il giusto dall’ingiusto. Divenite imputabili, cioè accusabili di un reato”. Il capitano ha poi cercato di far comprendere come anche una semplice presa in giro, reiterata, possa ingenerare nella vittima comportamenti ossessivi anche verso se stessa. A tal proposito ha detto che “ogni anno 400 studenti si suicidano. Se tra voi c’è qualcuno che viene preso di mira siete tutti responsabili”.
Prima di rispondere alle tante domande degli studenti anche sul caso Traini, De Carlini ha chiuso con un consiglio, quello di studiare “di alimentare con la conoscenza la vostra curiosità, per essere pronti ad affrontare la vita difficile che c’è fuori. E poi, confrontatevi tra voi e coi professori”.
Gaia Gennaretti
Spara contro i piccioni. Denunciato per danneggiamenti ed accensione e esplosioni pericolose.
Ieri i militari del nucleo operativo radiomobile dei Carabinieri di Tolentino hanno denunciato un anziano tolentinate, classe 1929 residente in galleria Europa, sposato, in pensione e incensurato. L'intervento è stato necessario poiché intorno alle 15 si era posizionato sul proprio balcone ed aveva sparato col suo fucile ben 19 colpi per uccidere i piccioni. L'arma, una carabina Franchi, è regolarmente detenuta dall'uomo.
A raccontare quanto accaduto, l'89enne stesso, che ha motivato il gesto con l'intenzione di allontanare o abbattere i piccioni che volavano in prossimità della propria abitazione. Tuttavia, con questo gesto ha colpito le finestre del dirimpettaio, danneggiando vetri e tapparelle del soggiorno. Per fortuna, non ha provocato feriti e l'arma è stata posta sotto sequestro insieme ad altri tre fucili e numerose cartucce.
Dario Conti, l'uomo che amava il territorio
03 Mag 2018Con una cerimonia laica tenutasi nella sede del Contram, che dopo il terremoto ospita anche il comune, la città di Camerino ha dato l'ultimo saluto all'ex sindaco Dario Conti, scomparso lo scorso martedì 1 maggio. Amministratori ed ex amministratori del territorio, compagni di partito, amici, cittadini. In tanti si sono stretti intorno alla bara di legno chiara, sulla quale era posta la fascia tricolore da sindaco e quella biancoceleste della Lazio, la sua squadra del cuore. Dario Conti riposa ora nel cimitero di Camerino, città da lui sempre amata e per la quale aveva combattuto diverse battaglie. Clamore suscitò il gesto di consegna della fascia al prefetto per protestare contro la chiusura del tribunale.
"L’amore per le Marche, per la provincia e l’impegno per tutto il territorio, non solo per la sua città – così lo ricorda il presidente della provincia Antonio Pettinari, legato a Conti da lunga amicizia - Avevo una grande stima nei suoi confronti. Il rapporto in questi anni si è sempre rafforzato. Lo ricordo alla fine degli anni ‘80 in consiglio provinciale: quante chiacchierate, valutazioni fatte insieme per le nostre terre.

Quello che lo ha reso un grande uomo è il suo pensiero di sistema e collaborazione tra la collina, la montagna e la costa. Sistema che invece, purtroppo, molto spesso viene visto in contrasto. Il suo sogno era quello di veder collaborare tutti per crescere insieme. Nonostante il suo coraggio e la determinazione per la sua terra, per Camerino e per le zone dell’entroterra, era sempre pronto a collaborare anche per le questioni che riguardavano altre zone. Il mio non è un ricordo formale, ma quello di un uomo forte. Un amministratore serio che non guardava solo la sua terra ma l’intera provincia e tutte le Marche".

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Un territorio che incontra una nazione che vuole sempre piu'essere Europea e che guarda con interesse ad una Regione, le Marche, che possono offrire occasioni di sviluppo reciproco.
L'incontro avvenuto tra l'Ambasciatore di Bulgaria in Italia S.Ecc Marin Raycov con la sua adetta commerciale Andrina Koleva ed alcuni rappresentanti del mondo economico, istituzionale ed accademico maceratese ha avuto al suo centro l'inizio di un dialogo proficuo,composto da una conoscenza reciproca e di uno scambio circa idee e percorsi,che possono essere avviati prossimamente in settori quali universita', l'impresa e di comuni.
L'Ambasciatore infatti ha sottolineato la preziosità del luogo che e' la Bulgaria,tra il cuore dei Balcani e ponte che collega Ue con Medio Oriente tramite una vicinanza particolare alla Turchia.
Inoltre sempre il diplomatico ha evidenziato come la Bulgaria sta avviando una politica di forte dialogo economico con il Paesi Europei,offrendo nel proprio Paese una forte credibilita' in materia di debito pubblico tra i piu bassi del continente europeo, una bassa disoccupazione e una tassazione ferma al 10% sia per le imprese che per le persone fisiche.
Nel suo intervento Barbara Cacciolari, delegata nazionale Unionturismo ed organizzatrice dell'evento, invece ha evidenziato come anche Le Marche hanno forti eccellenze che possono essere condivise con il paese bulgaro in ottica della volonta' delle zone maceratesi di affacciarsi in Europa perche solo cosi possono attuarsi fattive opportunita' per le nostre imprese e per le nuove generazioni.
Il Sindaco di Esanatoglia, Luigi Bartocci, ha affermato l importanza di un legame sempre piu stretto tra territori europei che condividono le stesse sfide sociali ed economiche e le medesime possibilità di crescita culturale e di sviluppo .

Poi l'assessore di Castelraimondo delegato dal sindaco a partecipare all'incontro bolognese, Patrizio Lionelli, che ha voluto condividere il pensiero dei suoi colleghi circa l'importanza di tale giornata ed anche ha espresso il suo più fervido desiderio che i comuni attuino gemelaggi fattivi con la Bulgaria, capaci di legare i territori alle rispettive opportunità imprenditoriali, culturali e turistiche.
Anche l'universita' di Camerino e' stata coinvolta con la presenza di Giulio Bolzonetti, responsabile relazioni internazionali dell'Universita'di Camerino e delegato per l'occasione dal Magnifico Rettore Claudio Pettinari.
Il rappresentante universitario ha evidenziato come già oggi l'universita'camerte abbia avviato programmi di collaborazione con l omonima bulgara in campi scientifci,ma che puo' avere altri sviluppi per esempio in quello umanistico.
Un particolare pensiero ha riguardato anche le zone terremotate, come quello di Matteo Cicconi Assessore al Comune di Pioraco, che ha sottolineato come oggi tali realta'territoriali abbiano forte bisogno di trovare legami significativi in Europa per non spegnersi nella ferita del terremoto.
Poi l'incontro ha avuto la sua seconda parte nella presentazione delle opportunità commerciali e della struttura fiscale ed istituzionale bulgara da parte di Andriana Koleva adetta commerciale dell'Ambasciata.
La funzionaria dellambasciata ha infatti illustrato le importanti realtà fiscali, che agevolano le imprese italiane ad avviare partenship di collaborazione economica con le diverse regioni bulgare.
La tassazione “leggera” come anche i diversi servizi che l amministrazione bulgara offre a chi voglia affacciarsi con il suo bussiness hanno reso quanto mai interessante una giornata,che vuole avere una sua continuazione in prossimi incontri di concretizzazione di tale dialogo ed amicizia tra le Marche,in particolare la provincia di Macerata e la Bulgaria.

La piazza Del Popolo di San Severino di nuovo protagonista dopo il successo dello scorso weekend. Questa volta però, per un fine settimana nel segno del gusto e della solidarietà. Da segnare in agenda, sabato 5 domenica 6 maggio. Il Circolo Espansione Sud e il Gruppo Sportivo Budriese, in collaborazione con il Comune di Correggio e con il patrocinio del Comune di San Severino, organizzeranno una due giorni di street food correggese con gnocco fritto, salumi e lambrusco. Apertura stands dalle 17 alle 22 di sabato e dalle 11 alle 21 di domenica.
I sindaci di Correggio, la città emiliana che ha dato i natali al cantautore Luciano Ligabue, e di San Severino, Ilenia Malavasi e Rosa Piermattei, nell’ottobre dello scorso anno hanno sottoscritto un “Patto di amicizia” volto a incentivare i rapporti tra le associazioni culturali, ricreative e sportive promettendosi di organizzare insieme scambi di esperienze e iniziative con particolare attenzione agli eventi legati alle attività produttive e alla promozione del territorio. Mantenendo fede a quella promessa la stupenda piazza Del Popolo, una delle più belle piazze d’Italia, nel prossimo fine settimana ospiterà questo primo appuntamento nel segno dell’amicizia e della solidarietà.
g.g.
Una forte sinergia tra istituzioni e privati renderà possibile il restauro dell’antico organo a canne Fedeli risalente al 1790, custodito nella chiesa di Santa Maria Assunta a Sefro. Il progetto di recupero è stato affidato a Michel Formentelli, uno dei pochi detentori dell’arte organara, il cui laboratorio si trova ora in un capannone industriale alle porte di Pioraco. Grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale di Sefro e dell’arcidiocesi di Camerino San Severino Marche, si sono potute mettere insieme diverse forze facenti capo alla CEI all’università di Camerino e al generoso supporto di privati. Il risultato è la partenza ufficiale del restauro del prezioso strumento che, le mani esperte del maestro organaro e dei suoi collaboratori, riporteranno all’antico suono e splendore. La presentazione del tutto ha avuto luogo all’interno della grande ‘bottega artigiana’, alla presenza di Michel Formentelli e del suo staff, del sindaco di Sefro Giancarlo Temperilli, del rettore di Unicam Claudio Pettinari, del parroco don Cherubino Ferretti e, dei rappresentanti le ditte private che hanno generosamente aderito al progetto.
Nel 2015, una serie di eventi fortuiti hanno permesso di capire il valore di quello strumento musicale che, pur funzionante ma in precario stato di conservazione, era custodito all’interno della chiesa. Costruito con legni pregiati, l’organo a canne reca la firma datata di Venanzio Fedeli della Rocchetta di Serravalle del Chienti. Forte di un’attività plurisecolare, la famiglia Fedeli è senz’altro la massima dinastia organaria marchigiana e italiana che si conosca.
La nascita del progetto di restauro
“Era venuto a trovarmi un amico innamorato di questo genere di strumenti musicali- racconta il sindaco Giancarlo Temperilli-; recatosi nella chiesa e visto l’ organo, si è messo a suonarlo. Più tardi mi ha confidato di averlo trovato stupendo, unico rammarico il suo stato di conservazione. A quel punto- prosegue il sindaco- ho contattato il parroco don Cherubino Ferretti, il quale mi ha presentato Michel Formentelli che, dall’attenta visione del manufatto ne ha ricavato che, effettivamente, eravamo in possesso di un qualcosa di unico. Passo dietro passo, dopo tre anni siamo riusciti a trovare tutti i finanziamenti per cui oggi siamo in grado di ufficializzare la partenza dell’ opera di restauro. Dal canto suo Formentelli ha assicurato che nel 2019, l’organo potrà essere riconsegnato alla comunità. L’amministrazione comunale in tutto questo ha fatto soltanto un'azione di promozione- spiega Temperilli- ; grazie all’azione di Don Cherubino e alla disponibilità dell’arcidiocesi si sono potute inoltrare le opportune documentazioni e sono arrivati i contributi della CEI ai quali si è aggiunta la generosità dei privati. L’aver trovato questa sensibilità a favore di un manufatto di elevato pregio, è ci gratifica molto, tanto di più in un momento di difficoltà. Ripartire con la bellezza acquista sicuramente un valore in più e ci piace utilizzare quest’occasione come simbolo di rinascita, non soltanto per Sefro, ma per l’intera montagna”.
Il valore dell’organo a canne di Sefro
“ La caratteristica principale dell’organo- spiega Michel Formentelli- è intanto quella di essersi abbastanza conservato nel tempo; il fatto di essere stato trascurato e abbandonato nel tempo non è un rimprovero, anzi è una fortuna perché, quando si accantona non si tocca, mentre quando si tocca, si trasforma e si perde qualcosa. E l'entroterra maceratese denota proprio questo: la mentalità contadina, (e lo dico in modo assolutamente positivo), è portata a custodire gelosamente, in qualche momento però ha accantonato quasi dimenticando, per poi riprendere con un po' di orgoglio l'attaccamento all'oggetto, anche per i valori che esso rappresenta.
Il terremoto - prosegue il maestro organaro- sta purtroppo creando un vuoto e forti situazioni di disagio in questo settore; lo strumento di Sefro va ascritto fra più importanti della diocesi di Camerino in quanto, è uno dei tre strumenti dei centoquindici della diocesi e della provincia, attualmente disponibili insieme agli organi di Mergo (restaurato due anni fa e inaugurato nel 2017) e di Belforte del Chienti . L’organo di Sefro è di Venanzo Fedeli firmato, datato con tanto di cartiglio; lo strumento riassume Il miglior momento del periodo Barocco; dopo il 1800, causa le soppressioni, le guerre e i movimenti napoleonici, gli strumenti cominciano a perdere efficacia anche tecnica e collocazione, per ripartire successivamente negli anni 30-40 e 50, dell'800. Quello di Sefro è uno strumento raro perché possiede e conserva tutti i suoi elementi originali, uniti ad una chicca in più che è quella di avere un registro ad ancia che esiste soltanto nell’organo della Collegiata di Visso, oggi inagibile. Quello di Sefro è pertanto lo strumento che più interessa i musicisti; nel dire questo non vorrei fare comunque una prevaricazione sugli altri strumenti già restaurati e comunque importanti e, in verità- sottolinea Formentelli- non si può fare una vera categoria, né di importanza, né sul più o meno bello. In realtà sono tutti di rilievo; poi ci sono degli oggetti che sconfinano per l'eccezionalità e li conosciamo; sono ad esempio quelli del duomo di Camerino in primis e, del duomo vecchio di San Severino, quelli di Aliforni e di Belforte del Chienti. Ciascuno è tuttavia uno strumento diverso, con elementi e caratteristiche assolutamente non ripetute; questo è il concetto di artigianalità e di buon lavoro, legato anche alla individualità di queste figure preziose di artigiani”.

Le competenze di Unicam in campo per la conservazione del patrimonio culturale
“L’università di Camerino è coinvolta in questa bellissima progettualità - dichiara il rettore Claudio Pettinari- ; in realtà, con il maestro Formentelli esiste già da tempo un rapporto intenso e, quello che lui propone nel nostri territori è qualcosa di cui noi siamo veramente felici e fieri , in quanto va ad integrarsi perfettamente con quelle che sono le linee guida, di recente anche da me tracciate, nel settore della conservazione e restauro del patrimonio culturale. Il patrimonio culturale è in questo momento una delle cose a cui UNICAM sta guardando con maggiore interesse e, desideriamo fortemente che le nostre competenze scientifiche e quelle dei nostri validissimi storici, vengano messe a disposizione del maestro organaro, del sindaco di Sefro, della comunità tutta e di color che stanno lavorando affinché questo territorio rinasca e, rinasca dalla cultura”.
Carla Campetella

Domani il teatro Italia di San Severino ospita un incontro di formazione sulla legalità e la cittadinanza promosso dall’associazioneLions Club Bikers con la condivisione della dirigenza scolastica dell’Itts Divini , scuola demolita a seguito dei danni provocati dalle scosse di terremoto.
Intervengono all’incontro il professor Francesco Forti, in rappresentanza dell’associazione Lions Club Bikers, e il dottor Stefano Galeazzi, vice presidente dell’associazione nazionale Dipendenze Tecnologiche, per parlare del tema “ Adolescenti oggi”.
Nel corso della mattina si terrà un incontro sullo stesso argomento con il capitano Giacomo De Carlini, comandante della Compagnia Carabinieri di Tolentino. Al termine degli incontri verranno consegnati dodici caschi offerti dall’associazione Lions Club Bikers ai migliori alunni delle classi prime. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di San Severino.
g.g.
