Radioc1inBlu
È stato il tema principale dei dibattiti degli ultimi giorni, spaccando l'opinione pubblica e diventando spesso protagonista anche di fake news.
Si tratta dell'utilizzo del plasma dei soggetti guariti da Covid 19 anche nella Regione Marche.
Ad annunciare il percorso avviato nelle Marche era stato l'assessore regionale Angelo Sciapichetti: "C'è una sperimentazione in altri ospedali - ha detto - . Ora si farà anche nella nostra regione. Il problema è che bisogna essere molto cauti, si parla di una sperimentazione. Ci sono casi in cui i medici hanno detto che grazie al plasma ci sono stati dei miglioramenti, ma come per tutte le cose bisogna essere consapevoli che si tratta di una sperimentazione. Saranno le autorità sanitarie a validarne il percorso e l'efficacia".

Angelo Sciapichetti
Sciapichetti è tornato sull'argomento anche dopo che la Lega ha chiesto di accelerare i tempi attraverso una mozione: "Il comitato etico regionale - ha risposto l'assessore - si è già riunito mercoledì scorso e ha già deciso che la sperimentazione negli ospedali marchigiani avrà inizio nei prossimi giorni".
Intanto le sezioni Avis si stanno preparando alle donazioni come spiega anche la presidente dell'associazione tolentinate, Ivana Ciucci: "Il responsabile per la partenza delle trasfusioni è per noi il Centro Trasfusionale di Macerata.

Ivana Ciucci
Al momento abbiamo qualche potenziale donatore, ma la procedura non è ancora cominciata. Non appena il centro ci chiederà di inviare donatori idonei noi siamo pronti a contattarne anche altri".
A ribadire la necessaria cautela, spiegando che questo tipo di sperimentazione non può e non deve sostituire quella per il vaccino è Andrea Silenzi, medico specialista in Igiene e Medicina preventiva; attualmente in servizio all’Ats di Brescia, membro del consiglio direttivo del Centro di ricerca e studi sulla Leadership in Medicina, nella sede di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e vicepresidente vicario della SIMM, la Società Italiana Medici Manager.

Andrea Silenzi
"Parliamo di un argomento che conosciamo da molto tempo - chiarisce - perchè l'utilizzo del plasma come trattamento per malattie infettive è qualcosa che conosciamo almeno quanto i vaccini. Sono trattamenti fatti per rispondere, in situazioni di urgenza, a malattie infettive che arrivano all'improvviso come il Covid 19, ma anche per gestire in urgenza situazioni che ben conosciamo come il tetano: se non sei vaccinato e sviluppi il tetano, in pronto soccorso si viene curati con le immunoglobuline ricavate dal plasma di soggetti donatori di sangue vaccinati per il tetano e opportunamente selezionati. Lo scopo è di conferire una protezione immediata contro la malattia, proprio quello che si sta provando a fare con il COVID19.
È stato provato anche per l'HIV, ma in quel caso non ha mai funzionato. Ovviamente in ogni caso è differente. La Comunità Scientifica sta vedendo quando e come utilizzarlo in situazioni critiche, ma è bene far passare il messaggio che non si tratta di una soluzione valida a sostituire il vaccino, né tantomeno un eventuale farmaco. Si sta lavorando per arrivare alla vaccinazione - prosegue - . Il vaccino dovrebbe essere pronto per l'inizio del 2021 grazie alla conoscenza che deriva da epidemie precedenti come la Sars. Sicuramente all'inizio non sarà disponibile per tutta la popolazione, ma saranno definite le categorie più fragili a cui sottoporlo prima degli altri. Quello che deve essere chiaro a tutti - conclude - è che il vaccino servirà a prescindere dalla sperimentazione con il plasma. Sono due cose differenti".
Giulia Sancricca
L'intera intervista di approfondimento al dottor Andrea Silenzi sarà pubblicata nella prossima edizione de L'Appennino Camerte.
Si tratta dell'utilizzo del plasma dei soggetti guariti da Covid 19 anche nella Regione Marche.
Ad annunciare il percorso avviato nelle Marche era stato l'assessore regionale Angelo Sciapichetti: "C'è una sperimentazione in altri ospedali - ha detto - . Ora si farà anche nella nostra regione. Il problema è che bisogna essere molto cauti, si parla di una sperimentazione. Ci sono casi in cui i medici hanno detto che grazie al plasma ci sono stati dei miglioramenti, ma come per tutte le cose bisogna essere consapevoli che si tratta di una sperimentazione. Saranno le autorità sanitarie a validarne il percorso e l'efficacia".

Angelo Sciapichetti
Sciapichetti è tornato sull'argomento anche dopo che la Lega ha chiesto di accelerare i tempi attraverso una mozione: "Il comitato etico regionale - ha risposto l'assessore - si è già riunito mercoledì scorso e ha già deciso che la sperimentazione negli ospedali marchigiani avrà inizio nei prossimi giorni".
Intanto le sezioni Avis si stanno preparando alle donazioni come spiega anche la presidente dell'associazione tolentinate, Ivana Ciucci: "Il responsabile per la partenza delle trasfusioni è per noi il Centro Trasfusionale di Macerata.

Ivana Ciucci
Al momento abbiamo qualche potenziale donatore, ma la procedura non è ancora cominciata. Non appena il centro ci chiederà di inviare donatori idonei noi siamo pronti a contattarne anche altri".
A ribadire la necessaria cautela, spiegando che questo tipo di sperimentazione non può e non deve sostituire quella per il vaccino è Andrea Silenzi, medico specialista in Igiene e Medicina preventiva; attualmente in servizio all’Ats di Brescia, membro del consiglio direttivo del Centro di ricerca e studi sulla Leadership in Medicina, nella sede di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e vicepresidente vicario della SIMM, la Società Italiana Medici Manager.

Andrea Silenzi
"Parliamo di un argomento che conosciamo da molto tempo - chiarisce - perchè l'utilizzo del plasma come trattamento per malattie infettive è qualcosa che conosciamo almeno quanto i vaccini. Sono trattamenti fatti per rispondere, in situazioni di urgenza, a malattie infettive che arrivano all'improvviso come il Covid 19, ma anche per gestire in urgenza situazioni che ben conosciamo come il tetano: se non sei vaccinato e sviluppi il tetano, in pronto soccorso si viene curati con le immunoglobuline ricavate dal plasma di soggetti donatori di sangue vaccinati per il tetano e opportunamente selezionati. Lo scopo è di conferire una protezione immediata contro la malattia, proprio quello che si sta provando a fare con il COVID19.
È stato provato anche per l'HIV, ma in quel caso non ha mai funzionato. Ovviamente in ogni caso è differente. La Comunità Scientifica sta vedendo quando e come utilizzarlo in situazioni critiche, ma è bene far passare il messaggio che non si tratta di una soluzione valida a sostituire il vaccino, né tantomeno un eventuale farmaco. Si sta lavorando per arrivare alla vaccinazione - prosegue - . Il vaccino dovrebbe essere pronto per l'inizio del 2021 grazie alla conoscenza che deriva da epidemie precedenti come la Sars. Sicuramente all'inizio non sarà disponibile per tutta la popolazione, ma saranno definite le categorie più fragili a cui sottoporlo prima degli altri. Quello che deve essere chiaro a tutti - conclude - è che il vaccino servirà a prescindere dalla sperimentazione con il plasma. Sono due cose differenti".
Giulia Sancricca
L'intera intervista di approfondimento al dottor Andrea Silenzi sarà pubblicata nella prossima edizione de L'Appennino Camerte.
Una lettera al governatore Luca Ceriscioli per chiedere un sostegno per professionisti e piccole e medie imprese. A firmarla il presidente dell'Unione Montana Potenza Esino e Musone, Matteo Cicconi, a nome di tutti e 12 i sindaci che rappresenta.
“L’emergenza epidemiologica e le misure di prevenzione del contagio conseguenti, sebbene condivisibili nel loro obiettivo di contenere il diffondersi del virus, rischiano di rappresentare un ostacolo insormontabile per tanti professionisti e per tantissime imprese del territorio. Con il protrarsi dell’emergenza - scrive Cicconi - è evidente, tantissime attività rischiano di non poter proseguire il loro lavoro, per l’assottigliarsi inesorabile dei ricavi. Penso ai tanti professionisti e agli autonomi, alle piccole Partite Iva, alle molte micro, piccole o medio imprese della nostra Regione". Ma il pensiero va soprattutto a quelle colpite dal terremoto che potrebbero subire conseguenze ancora più gravi. "Le poche attività che si erano timidamente riaffacciate sul mercato, o quelle che con molte difficoltà avevano deciso di restare, rischiano di essere spazzate via dalle misure di lockdown e di distanziamento sociale. Tantissime tra l’altro, rappresentano in molti piccoli borghi gli ultimi presìdi di socialità e di comunità, oltre che un’ultima speranza per mantenere popolati i nostri territori: penso al barbiere, al bar, alle strutture ricettive ai ristoranti". Da qui la richiesta al Presidente di predisporre interventi economici aggiuntivi rispetto a quelli nazionali.
"Sono già molte le Regioni che si stanno muovendo in tal senso. A mero titolo di esempio, la Regione Lazio ha messo in campo dei prestiti di 10 mila euro senza interessi da rimborsare in cinque anni. Si tratta di interventi che mirano ad aiutare aziende e professionisti che si trovano in difficoltà economica in conseguenza del blocco delle attività. Per quanto poderose e inedite, infatti, le misure finora assunte a livello nazionale rischiano di non essere sufficienti. Per tale motivo richiediamo con forza che la Regione possa attivarsi per mettere a punto in tempi rapidi degli strumenti di tutela e sostegno alle attività economiche, calibrate - si conclude il testo - sulle esigenze del nostro tessuto produttivo e della nostra economia”.
g.g.
“L’emergenza epidemiologica e le misure di prevenzione del contagio conseguenti, sebbene condivisibili nel loro obiettivo di contenere il diffondersi del virus, rischiano di rappresentare un ostacolo insormontabile per tanti professionisti e per tantissime imprese del territorio. Con il protrarsi dell’emergenza - scrive Cicconi - è evidente, tantissime attività rischiano di non poter proseguire il loro lavoro, per l’assottigliarsi inesorabile dei ricavi. Penso ai tanti professionisti e agli autonomi, alle piccole Partite Iva, alle molte micro, piccole o medio imprese della nostra Regione". Ma il pensiero va soprattutto a quelle colpite dal terremoto che potrebbero subire conseguenze ancora più gravi. "Le poche attività che si erano timidamente riaffacciate sul mercato, o quelle che con molte difficoltà avevano deciso di restare, rischiano di essere spazzate via dalle misure di lockdown e di distanziamento sociale. Tantissime tra l’altro, rappresentano in molti piccoli borghi gli ultimi presìdi di socialità e di comunità, oltre che un’ultima speranza per mantenere popolati i nostri territori: penso al barbiere, al bar, alle strutture ricettive ai ristoranti". Da qui la richiesta al Presidente di predisporre interventi economici aggiuntivi rispetto a quelli nazionali.
"Sono già molte le Regioni che si stanno muovendo in tal senso. A mero titolo di esempio, la Regione Lazio ha messo in campo dei prestiti di 10 mila euro senza interessi da rimborsare in cinque anni. Si tratta di interventi che mirano ad aiutare aziende e professionisti che si trovano in difficoltà economica in conseguenza del blocco delle attività. Per quanto poderose e inedite, infatti, le misure finora assunte a livello nazionale rischiano di non essere sufficienti. Per tale motivo richiediamo con forza che la Regione possa attivarsi per mettere a punto in tempi rapidi degli strumenti di tutela e sostegno alle attività economiche, calibrate - si conclude il testo - sulle esigenze del nostro tessuto produttivo e della nostra economia”.
g.g.
Futuro incerto per fiere ed eventi. Le regole imposte per il contenimento del Covid 19, che vedono in primo luogo le misure del distanziamento sociale non permettono di fare nessuna previsione su quando tali eventi potranno tenersi. Così manifestazioni come la Raci, Tipicità, Fiera dell'Usato, EdilExpò, eventi che rappresentano un importante riferimento economico per il territorio con un indotto che trascurabile, subiscono lo stop. "Al momento le prospettive non sono affatto rosee - dichiara Marco Crescenzi della Service Promotion - La nostra attività, infatti, si basa sul concentramento di persone e inevitabilmente sarà una di quelle attività che, chiuse per prime, riapriranno dopo di tutte. Ogni previsione, dunque, appare adesso impossibile".
Un periodo non breve di sospensione, dunque, quello che si prevede e nessun piano comune sembra essere stato studiato dagli operatori del settore. "Purtroppo - conclude Crescenzi - abbiamo il limite di non avere un'associazione di categoria che ci accomuni, ma ci basiamo soltanto su rapporti tra colleghi. Forse anche per questo sembra che le istituzioni ci abbiano abbandonato, mentre altri settori hanno la priorità".
f.u.
Un periodo non breve di sospensione, dunque, quello che si prevede e nessun piano comune sembra essere stato studiato dagli operatori del settore. "Purtroppo - conclude Crescenzi - abbiamo il limite di non avere un'associazione di categoria che ci accomuni, ma ci basiamo soltanto su rapporti tra colleghi. Forse anche per questo sembra che le istituzioni ci abbiano abbandonato, mentre altri settori hanno la priorità".
f.u.
Covid Hospital Camerino, le spese per l'adeguamento. Presto il trasferimento dei pazienti
08 Mag 2020
Pubblicato dall'Asur Marche l'avviso di appalto aggiudicato per i lavori di adeguamento funzionale del Covid Hospital di Camerino. La struttura infatti è stata interessata da alcuni lavori urgenti per poter ospitare i malati di Coronavirus che sono costati circa 84mila euro oltre all'Iva al 20 per cento. Tre aziende su cinque di quelle coinvolte sono marchigiane, due del territorio maceratese.
L'opera che ha richiesto maggiori risorse è stata l'adeguamento impiantistico della lungodegenza e la fornitura di container, di cui si è occupata la ditta Elettrostella di Monsampaolo del Tronto, per 39mila euro. A seguire, 13mila euro sono stati impiegati per alcune opere di adeguamento edile affidati alla Edilvitali di Tolentino, e 12mila euro per impianti elettrici e verifiche ambientali affidati alla Engie Servizi di Roma. Ulteriori 12mila euro per la modifica delle canalizzazioni delle unità di trattamento dell'aria (ditta Mazzaferro di Ripe San Ginesio) e, per finire, 8mila euro è stato il costo delle opere di modifica degli impianti idrici e di climatizzazione curate dalla Cmp Gestioni Termiche di Terni.
Dai prossimi giorni, dopo l'annuncio di Bertolaso che vede da domenica prossima già attivo l'ospedale in Fiera a Civitanova, il Covid Hospital di Camerino inizierà il trasferimento dei pazienti nel nosocomio della costa.
"Il primo ospedale a trasferire i pazienti - spiega il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia - sarà quello di Civitanova perchè in una città come quella non possono esserci due strutture dedicate al Covid, è giusto che quell'ospedale abbia la priorità su questo. In maniera concomitante - prosegue - l'ospedale di Camerino procederà gradualmente allo spostamento dei pazienti attualmente ricoverati e dovrà tornare all'ordinaria attività.
Non siamo ancora in grado di definire i tempi - aggiunge - dipende dalla ricettività dell'ospedale in Fiera e dalle condizioni dei pazienti. Stando sempre alle dichiarazioni della Regione credo che intorno alla metà di giugno, al massimo entro la fine, il nostro ospedale sarà riconvertito per le ordinarie attività".
G.G.
L'opera che ha richiesto maggiori risorse è stata l'adeguamento impiantistico della lungodegenza e la fornitura di container, di cui si è occupata la ditta Elettrostella di Monsampaolo del Tronto, per 39mila euro. A seguire, 13mila euro sono stati impiegati per alcune opere di adeguamento edile affidati alla Edilvitali di Tolentino, e 12mila euro per impianti elettrici e verifiche ambientali affidati alla Engie Servizi di Roma. Ulteriori 12mila euro per la modifica delle canalizzazioni delle unità di trattamento dell'aria (ditta Mazzaferro di Ripe San Ginesio) e, per finire, 8mila euro è stato il costo delle opere di modifica degli impianti idrici e di climatizzazione curate dalla Cmp Gestioni Termiche di Terni.
Dai prossimi giorni, dopo l'annuncio di Bertolaso che vede da domenica prossima già attivo l'ospedale in Fiera a Civitanova, il Covid Hospital di Camerino inizierà il trasferimento dei pazienti nel nosocomio della costa.
"Il primo ospedale a trasferire i pazienti - spiega il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia - sarà quello di Civitanova perchè in una città come quella non possono esserci due strutture dedicate al Covid, è giusto che quell'ospedale abbia la priorità su questo. In maniera concomitante - prosegue - l'ospedale di Camerino procederà gradualmente allo spostamento dei pazienti attualmente ricoverati e dovrà tornare all'ordinaria attività.
Non siamo ancora in grado di definire i tempi - aggiunge - dipende dalla ricettività dell'ospedale in Fiera e dalle condizioni dei pazienti. Stando sempre alle dichiarazioni della Regione credo che intorno alla metà di giugno, al massimo entro la fine, il nostro ospedale sarà riconvertito per le ordinarie attività".
G.G.
Un Fondo Locale di solidarietà per venire in aiuto alle necessità di artigiani e commercianti di Camerino, le cui prospettive attuali e future sono messe a dura prova . E' l'idea lanciata dal dirigente dell'Istituto Comprensivo Betti di Camerino Maurizio Cavallaro e che in breve, ha ricevuto il plauso e l'adesione di tanti cittadini. "Si tratterebbe di un fondo dove chi vuole, tra i camerinesi, mette da € 10 in su, cui possono accedere artigiani e commercianti di Camerino, in caso di necessità. Così non dovremmo passare da banche o aguzzini vari, ma con una sorta di mutuo aiuto, ci si aiuterebbe tra di noi, con un patto tra gentiluomini, Per me ci dovrebbero essere solo tre persone a gestire i soldi, con rendicontazioni pubbliche, in modo che se magari un artigiano o commerciante o popolo delle partite IVA, un mese si trova scoperto per una bolletta o per un pagamento, può chiedere i soldi al fondo e poi restituirli con comodo quando può ... e se può". Poche semplici parole, per rendere partecipe la frequentata platea di facebook e ricevere un immediato riscontro di numerose adesioni e condivisioni.
"Ho fatto i conti della serva- scrive Cavallaro-e, considerati i circa 1500 camerti dipendenti pubblici, con soli 10 euro a mese, si avrebbero a disposizione 150.000 euro l'anno da utilizzare solo per gli amici commercianti che sicuramente sino a fine anno non avranno gli introiti consueti. Così penso potrebbero essere evitate chiusure e difficoltà. Lo penso perché, conoscendo tutte le famiglie con i figli, se entrano in difficoltà queste famiglie, la nostra comunità rischia veramente grosso. Forse non abbiamo presente che l'Italia intera sta rischiando il crack. Almeno aiutiamoci tra noi". Un abbozzo d'idea che dovrà trovare perfezionamento ma che secondo il dirigente camerte, potrebbe servire ad evitare tanti passaggi burocratici, fidarsi degli amici con i quali si è cresciuti e mettere a disposizione quel poco che si ha in favore della propria comunità.
"In questa maniera- dice Maurizio Cavallaro- si velocizzerebbero le azioni per fronteggiare eventuali necessità o emergenze improvvise. Un'idea da meglio elaborare e ragionare ma che, considerata l'alta percentuale di dipendenti pubblici della città ducale, riuscirebbe a rappresentare un bel bilanciamento condiviso. Credo che a prescindere dalle fasi due o tre, la ripartenza vera si sposta verso i mesi di settembre e ottobre prossimi e lì sarà davvero dura per tutti. L'idea è quella della Banca di solidarietà o del Microcredito indiano, finalizzato appunto a far fronte a situazioni d'emergenza; una sorta di 'prestito d'onore' che viene dato anche sulla fiducia senza bisogno di tanta burocrazia. Un piccolo prestito che nell'immediatezza può evitare alle persone di incorrere in tante sanzioni come invece accade con i classici mutui. Già le persone che hanno commentato favorevolmente la mia proposta, potrebbero rappresentare una base discreta- conclude Cavallaro-. Ho intenzione di sentire anche il sindaco di Camerino, l'arcivescovo Massara e il Rettore di Unicam per vedere insieme se sarà possibile perfezionare questa proposta. Tante delle partite IVA sono persone con le quali sono cresciuto e ho pensato che la vita talvolta offre opportunità diverse. Questo è il momento di entrare in campo come comunità che, quando serve, si aiuta".
C.C.
"Ho fatto i conti della serva- scrive Cavallaro-e, considerati i circa 1500 camerti dipendenti pubblici, con soli 10 euro a mese, si avrebbero a disposizione 150.000 euro l'anno da utilizzare solo per gli amici commercianti che sicuramente sino a fine anno non avranno gli introiti consueti. Così penso potrebbero essere evitate chiusure e difficoltà. Lo penso perché, conoscendo tutte le famiglie con i figli, se entrano in difficoltà queste famiglie, la nostra comunità rischia veramente grosso. Forse non abbiamo presente che l'Italia intera sta rischiando il crack. Almeno aiutiamoci tra noi". Un abbozzo d'idea che dovrà trovare perfezionamento ma che secondo il dirigente camerte, potrebbe servire ad evitare tanti passaggi burocratici, fidarsi degli amici con i quali si è cresciuti e mettere a disposizione quel poco che si ha in favore della propria comunità.
"In questa maniera- dice Maurizio Cavallaro- si velocizzerebbero le azioni per fronteggiare eventuali necessità o emergenze improvvise. Un'idea da meglio elaborare e ragionare ma che, considerata l'alta percentuale di dipendenti pubblici della città ducale, riuscirebbe a rappresentare un bel bilanciamento condiviso. Credo che a prescindere dalle fasi due o tre, la ripartenza vera si sposta verso i mesi di settembre e ottobre prossimi e lì sarà davvero dura per tutti. L'idea è quella della Banca di solidarietà o del Microcredito indiano, finalizzato appunto a far fronte a situazioni d'emergenza; una sorta di 'prestito d'onore' che viene dato anche sulla fiducia senza bisogno di tanta burocrazia. Un piccolo prestito che nell'immediatezza può evitare alle persone di incorrere in tante sanzioni come invece accade con i classici mutui. Già le persone che hanno commentato favorevolmente la mia proposta, potrebbero rappresentare una base discreta- conclude Cavallaro-. Ho intenzione di sentire anche il sindaco di Camerino, l'arcivescovo Massara e il Rettore di Unicam per vedere insieme se sarà possibile perfezionare questa proposta. Tante delle partite IVA sono persone con le quali sono cresciuto e ho pensato che la vita talvolta offre opportunità diverse. Questo è il momento di entrare in campo come comunità che, quando serve, si aiuta".
C.C.
La Regione stanzia fondi per la sicurezza delle aree interne
08 Mag 2020- La Regione stanzia fondi per la sicurezza delle aree interne
- unione montana Camerino
- angelo sciapichetti
- aree interne
- regione Marche
- sciapichetti marche
- Marca di Camerino
- PotenzaEsinoMusone, Monti Azzurri
- PotenzaEsinoMusone
- monti azzurri
- Unione Montana dei Sibillini
- unione montana monti azzurri
- Unioni Montane del Montefeltro
- Unioni Montane Alta Valle del Metauro, Catria e Nerone, EsinoFrasassi
La salvaguardia dei territori nelle aree montane attraverso un programma di interventi per i quali la regione Marche ha stanziato 800 mila euro. “La tutela, la valorizzazione e lo sviluppo delle aree montane interne sono di interesse preminente per il riequilibrio territoriale – dichiara l’assessore Angelo Sciapichetti - Proprio per favorire la riqualificazione di queste aree e il miglioramento delle condizioni di vita delle sue popolazioni la Regione promuove interventi individuati attraverso sopralluoghi e su segnalazione delle criticità da parte dei territori stessi”. Finanziamenti che rappresentano anche una concreta strategia a sostegno dello sviluppo economico-sociale-demografico dell’entroterra marchigiano colpito dagli eventi sismici e ora messo a dura prova dall’emergenza sanitaria Covid 19. "Il provvedimento - conclude Sciapichetti - offre la possibilità alle Unioni Montane di avvalersi, per gli appalti dei lavori, dell’articolo 6 della Legge Regionale 18/08, che prevede l’affidamento attraverso procedure agevolate a cooperative di produzione agricola e di lavoro agricolo-forestale che abbiano sede ed esercitino prevalentemente le loro attività nei comuni montani”.
Il finanziamento è così ripartito: Unioni Montane del Montefeltro e Marca di Camerino 88.000 euro ciascuna; Unioni Montane Alta Valle del Metauro, Catria e Nerone, Esino-Frasassi, Potenza-Esino-Musone, Monti Azzurri e Tronto-Valfluvione 89.000 euro ciascuna; Unione Montana dei Sibillini 90.000 euro.
Gli interventi saranno volti a ripristinare situazioni di sicurezza rispetto ad alcune criticità che si sono verificate in ambito idraulico e idrogeologico causate da eventi atmosferici estremi che recentemente hanno colpito duramente il territorio e verranno realizzati attraverso l’utilizzo esclusivo di tecniche a basso impatto ambientale come l’ingegneria naturalistica.
Il programma prevede, per la sua realizzazione e per l’utilizzo dei fondi stessi, un arco temporale di tre anni, nel corso del quale le Unioni Montane avranno il compito di progettare e appaltare le opere.
f.u.
Il finanziamento è così ripartito: Unioni Montane del Montefeltro e Marca di Camerino 88.000 euro ciascuna; Unioni Montane Alta Valle del Metauro, Catria e Nerone, Esino-Frasassi, Potenza-Esino-Musone, Monti Azzurri e Tronto-Valfluvione 89.000 euro ciascuna; Unione Montana dei Sibillini 90.000 euro.
Gli interventi saranno volti a ripristinare situazioni di sicurezza rispetto ad alcune criticità che si sono verificate in ambito idraulico e idrogeologico causate da eventi atmosferici estremi che recentemente hanno colpito duramente il territorio e verranno realizzati attraverso l’utilizzo esclusivo di tecniche a basso impatto ambientale come l’ingegneria naturalistica.
Il programma prevede, per la sua realizzazione e per l’utilizzo dei fondi stessi, un arco temporale di tre anni, nel corso del quale le Unioni Montane avranno il compito di progettare e appaltare le opere.
f.u.
Aveva già portato il nome di Tolentino alla ribalta nazionale con la sua elezione a Miss Marche nel 2007, ma oggi che la sua città è in difficoltà, come l'intero Paese, a causa della pandemia, non si tira indietro e mette in campo le sue qualità di architetto per l'azienda di famiglia.
È stata Francesca Scattolini di Tuttarredo, infatti, insieme ai suoi familiari, a lanciare l'hashtag #unitipertolentino con la realizzazione di colonnine porta dispenser gel disinfettante mani e guanti per i commercianti della città e del territorio.

Francesca Scattolini
"L'idea è nata inizialmente da mio fratello - dice la giovane tolentinate - che, essendo parte integrante di questa azienda familiare, ogni tanto ci lancia degli input e noi seguiamo i suoi consigli. Ci ha dato questa idea e in un pomeriggio è diventata realtà. Si tratta di un impegno attivo e gratuito per la nostra città e per i commercianti, categoria che ha subìto molto in questa fase".

Il dispenser
Un modo per fare comunità in un altro periodo di difficoltà che Tolentino sta attraversando.
"Possiamo dire - prosegue - che noi siamo abbastanza temprati dopo il sisma ed altre situazioni difficili. Riusciamo a trovare il motivo e lo spunto per rialzarci e fare gruppo. Da questa idea è nato l'hashtah #unitipertolentino che ci auguriamo sia da spunto anche per altre aziende a dare il proprio contributo e sostegno, come meglio potranno".
E proprio a proposito di solidarietà, le colonnine saranno distribuite in due diversi modi: "Ai primi 50 esercenti che, dopo aver condiviso il post che rappresenta la colonnina, commenteranno scrivendo #unitipertolentino, sarà consegnata in modo totalmente gratuito una colonnina TXT che sta per Tuttarredo per Tolentino e devo dire - spiega Francesca Scattolini - che abbiamo già raggiunto l'obiettivo.
Per tutte le altre attività, tolentinati e non, la colonnina sarà disponibile al prezzo di costo, se ritirata nella nostra sede. Abbiamo ricevuto già richieste da Montappone, Passo di Treia e altre città vicine a Tolentino. Questo ci fa piacere".
Giulia Sancricca
È stata Francesca Scattolini di Tuttarredo, infatti, insieme ai suoi familiari, a lanciare l'hashtag #unitipertolentino con la realizzazione di colonnine porta dispenser gel disinfettante mani e guanti per i commercianti della città e del territorio.

Francesca Scattolini
"L'idea è nata inizialmente da mio fratello - dice la giovane tolentinate - che, essendo parte integrante di questa azienda familiare, ogni tanto ci lancia degli input e noi seguiamo i suoi consigli. Ci ha dato questa idea e in un pomeriggio è diventata realtà. Si tratta di un impegno attivo e gratuito per la nostra città e per i commercianti, categoria che ha subìto molto in questa fase".

Il dispenser
Un modo per fare comunità in un altro periodo di difficoltà che Tolentino sta attraversando.
"Possiamo dire - prosegue - che noi siamo abbastanza temprati dopo il sisma ed altre situazioni difficili. Riusciamo a trovare il motivo e lo spunto per rialzarci e fare gruppo. Da questa idea è nato l'hashtah #unitipertolentino che ci auguriamo sia da spunto anche per altre aziende a dare il proprio contributo e sostegno, come meglio potranno".
E proprio a proposito di solidarietà, le colonnine saranno distribuite in due diversi modi: "Ai primi 50 esercenti che, dopo aver condiviso il post che rappresenta la colonnina, commenteranno scrivendo #unitipertolentino, sarà consegnata in modo totalmente gratuito una colonnina TXT che sta per Tuttarredo per Tolentino e devo dire - spiega Francesca Scattolini - che abbiamo già raggiunto l'obiettivo.
Per tutte le altre attività, tolentinati e non, la colonnina sarà disponibile al prezzo di costo, se ritirata nella nostra sede. Abbiamo ricevuto già richieste da Montappone, Passo di Treia e altre città vicine a Tolentino. Questo ci fa piacere".
Giulia Sancricca
Un'idea originale del parroco sarnanese don Marcello Squarcia. Prima tappa sui Monti Sibillini nello specifico nei Piani dei Montioli, all'orizzonte si vede Pizzo Meta... Uno scenario unico. Momento di preghiera durante il mese di maggio, mese Mariano. Appuntamento settimanale. In onda tutti i giovedì di maggio su RadioC1...inBlu alle ore 22:00
