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Molto partecipata la prima videoconferenza del gruppo Commercianti "ViViFiastra" che si è svolta nella serata di ieri. L'incontro virtuale, durato circa 3 ore, si è svolto nel pieno rispetto delle norme vigenti di sicurezza. Presente la gran parte delle attività locali, sono emerse molte perplessità da parte degli operatori rispetto alle linee guida fornite dalla Regione e dal Governo in merito alle riaperture della fase 2. A preoccupare gli operatori, come riferisce il coordinatore del gruppo Alessandro Marini, è il fatto che il rispetto del protocollo, oltre a comportare un aumento delle spese, carichi ulteriormente la  responsabilità civile e in alcuni casi penale dei commercianti, aspetto inaccettabile e che richiede di essere chiarito.

“In materia di ristorazione- nota Alessandro Marini- la situazione è praticamente ingestibile; ci troviamo a dover affrontare una stagione (già per lo più persa, avendo saltato i ponti più importanti) seguendo delle norme che non garantiscono in nessuna maniera il rientro economico rispetto a quelle che sono le dinamiche gestionali e lavorative di attività del genere, dei settori alberghiero o di ricettività all'aria aperta, senza considerare l’entità dei numeri con cui siamo abituati a lavorare da queste parti e, quelli che in entrata si auspicano per i prossimi mesi. 

Alle responsabilità legate all’accoglienza dei clienti- continua il coordinatore- sono da aggiungere quelle riferite al personale nonché la problematica dei fantomatici kit che, indicati dalla normativa, in realtà non sono facilmente reperibili, non riuscendo alcun fornitore a soddisfare la richiesta perchè le scorte di magazzino sono già terminate. Il che significa che guanti, disinfettanti e altri dispositivi, non bastano per tutti e che la possibilità di richiedere rimborsi spese per l’acquisto di questi materiali resta legata alla triste e macchinosa tradizione burocratica tipica del nostro paese che, seppure andasse a buon fine, non è detto che ottenga un automatico ed effettivo rimborso”.
Altro punto controverso, il dover ricorrere all'utilizzo del plexiglas o del body scanner per poter fare accoglienza che, di certo, non mette di buon umore nessuno e fa sorgere ulteriori dubbi su una possibile riapertura. Più semplice da gestire appare la procedura per bar o chioschi che dispongono di spazi all’aperto ma per altre attività si affaccia lo spettro di dinamiche gestionali penalizzanti sia dal punto di vista economico che sotto il profilo sanitario. Oltre al rispetto delle norme igieniche già praticate, vengono infatti richieste delle procedure che, a livello pratico risulta pressoché impossibile garantire, specie per quelle attività che offrono la possibilità di pernotto con servizi igienici condivisi.
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“Un’ altra preoccupazione che trova tutti d'accordo- continua Marini- quella della gestione dei flussi turistici e di come riuscire a contenere un eventuale sovraffollamento degli arrivi (Over-tourism); consapevoli di quanto accaduto in tempi di normalità, gli operatori non si sentono tutelati e temono che in un periodo di emergenza come quello attuale, possa accadere l'irreparabile". Il timore è che ci si debba trasformare in controllori ‘vigili’ del territorio, con il conseguente aggravio del peso di una gestione lavorativa al limite delle possibilità pratiche. E’ stato sottolineato inoltre che l’impossibilità pratica di gestire grandi flussi turistici sul territorio, potrebbe mettere in serie difficoltà le strutture operanti che ne pagherebbero inevitabilmente le spese con disservizi sia nei confronti del turista, sia a discapito degli stessi residenti.
“Tanti motivi e tante criticità che dunque consigliano di rimanere con i piedi per terra- dice Alessandro Marini-. E’ questa la volontà unanime che spinge ognuno di noi a valutare ogni tipo di soluzione praticabile, per ottenere la garanzia di un' accoglienza al meglio delle nostre possibilità”. 
La discussione ha toccato anche le numerose prenotazioni disdette che hanno comportato la restituzione degli anticipi nonché i giustificati timori che l’allentamento delle misure, possa comportare una regressione alla fase iniziale. “ In sostanza- evidenzia Marini- i temi sui quali ci si è confrontati sono stati numerosi e siamo tutti convinti che l’importanza degli argomenti è tale che andrebbero rivisti sotto ogni minimo dettaglio, economico e pratico. La maggior parte degli operatori crede sia giusto che le istituzioni si assumano la responsabilità di garantire la tranquillità a livello economico attraverso la pace fiscale e il blocco definitivo delle scadenze, altrimenti, per un territorio che oltretutto ancora vive il disagio dei danni causati dal terremoto, le condizioni per una riapertura vengono meno, non solo sotto l'aspetto economico ma anche e soprattutto sotto il profilo psicologico di ognuno di noi, oggi ulteriormente appesantito dal pensiero di una terribile pandemia che ha stravolto l'intero pianeta. 
Con queste premesse, chiediamo quindi di incontrarci con la "Commissione Comunale Covid-19" istituita nella seduta del consiglio comunale dello scorso 8 maggio.
Sentiamo il bisogno di essere ascoltati e crediamo che sia giunto il momento di un confronto serio che rapporti la teoria delle linee guide, con la pratica di chi il proprio lavoro lo svolge da anni, assumendosi le proprie responsabilità e conoscendone ogni minimo dettaglio”.

Intanto il Gruppo ViViFiastra, si appresta a lanciare logo e portale di un progetto che, per la prima volta, è stato in grado di riunire  ben 21 attività locali animate dalla volontà di imprimere un cambio di direzione verso un turismo più consapevole e sostenibile.
”La voglia di fare bene è tanta e ci accomuna tutti- conclude Marini- Siamo consapevoli che non sarà facile ma c’è tutta la nostra volontà di riuscire. Il lancio del nostro brand e della nostra piattaforma, erano già pronti ma l’emergenza ci ha bloccati. Adesso ci apprestiamo a farlo in maniera virtuale, ognuna delle attività partecipando all’evento dalla propria casa. In questa maniera allargheremo la visibilità verso altre regioni e, anche se distanti, arriveremo il più lontano possibile, facendo sentire a tutti che Fiastra è vicina ed è determinata a rinascere nel migiore dei modi: ViViBene. ViViFiastra”.

Al progetto ViViFiastra hanno aderito: Alcina; B-side Camp; Bar Fiastra-Bar I due ponti; Tutto per tutti – edicola, abbigliamento; Ristorante Fratelli Polverini; Farmacia Palmieri; Ristorante Il Gatto e la volpe; Minimarket da Vinicio; Albergo Ristorante Sasso Bianco; Rifugio il Tribbio; Agriturismo Campo del Rio; Gelateria La dolce vita; Osteria del Lago; Agriturismo Le Casette; Agriturismo Fonte Rosa; Alimentari e tabacchi bar da Ugolino; Bolognola SKI-B&B Belvedere sul Lago; Avventura nel Parco; ASD Aquila.

C.C.
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Tutti o quasi ai nastri di partenza. La cosiddetta fase 2 dell’emergenza Covid 19 subisce un’accelerazione e dal prossimo lunedì 18 maggio anche bar e ristoranti potranno riaprire al pubblico, sia pure nel rispetto dei protocolli. Ma proprio su questi regna, almeno al momento, troppa confusione, come sottolinea Fabio Domizi del ristorante “Da Pippo e Gabriella” a S. Angelo in Pontano. “Sembra quasi una lotta – dichiara – visto che in questi giorni stanno arrivando protocolli e norme, spesso tra loro divergenti, in cui è difficile districarsi. Quello che chiediamo è una maggiore chiarezza di informazioni”. Regole a parte il timore è forte tra gli operatori del settore. “Quello che maggiormente temiamo – è ancora Domizi a parlare – è che almeno nei primi periodi la gente non venga nei ristoranti per paura dei luoghi affollati, anche se tali non saranno. A fronte di spese fisse, che continueremo ad avere, non ci saranno purtroppo introiti adeguati”.

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Fabio Domizi

Una scelta diversa è quella del ristorante “Villa Ninetta” a Caldarola. “Pensiamo in questi primi tempi di riaprire soltanto nel fine settimana – così Dino Casoni – seguendo l’evolversi della situazione come afflusso di clienti. Fortunatamente la nostra struttura è ampia e, anche se con il distanziamento dovremo ridurre il numero dei coperti, saremo in grado di riaprire. Penso, però, a tanti miei colleghi che con una capienza minore non riusciranno probabilmente a riaprire”.

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Serena Ceriscioli

Perplessità comuni sull’impatto che questa lunga chiusura produrrà sulla clientela anche da parte dei titolari di bar, come sottolinea Serena Cerescioli del Pop Cafè di Camerino. “Ci atterremo ai protocolli stabiliti – dichiara – anche se siamo consapevoli delle limitazioni che ciò comporta. Speriamo nel buon senso delle persone che dovranno abituarsi ad un nuovo modo di frequentare il bar. Il mio augurio è quello che torni la voglia di stare insieme, con tutte le precauzioni del caso, e che presto si possa tornare ad una parvenza di normalità”.

Yuri Pesaresi
Massimiliano Moretti e Yuri Pesaresi

A riaprire i battenti sarà anche il bar – pasticceria “Cappelletti” di Tolentino. “Finalmente ci stiamo organizzando per la riapertura – dichiara Yuri Pesaresi – anche se molto è ancora campato in aria. Nel frattempo, comunque, abbiamo istallato barriere protettive sul bancone del bar in modo che i clienti possano consumare in sicurezza, abbiamo distanziato i tavoli all’interno del locale e sicuramente sfrutteremo a dovere anche lo spazio esterno al locale. Naturalmente ci doteremo anche dei disinfettanti e di ogni altra accortezza che la normativa prevederà, anche se saremo costretti a lavorare in modo ridotto e questo provocherà criticità di carattere economico”. Sensazioni contrastanti e inevitabili preoccupazioni, unite alla forte volontà di ripartire quelle che dominano nei nostri interlocutori e che ben riassumono quanto stanno provando gli appartenenti ad una delle categorie maggiormente colpite dall’emergenza Coronavirus.

f.u.

"E' stato creato un allarme inutile e oggi possiamo dimostrarlo con i fatti". Sono le parole del governatore Luca Ceriscioli dopo che ieri il Comitato etico ha dato il proprio parere favorevole alla sperimentazione della cura del Covid 19 con il plasma. Come si procederà è stato illustrato oggi in una videoconferenza a cui hanno preso parte la dirigente del servizio Sanità Lucia Di Furia, il direttore del Dipartimento interaziendale regionale di medicina trasfusionale Daniela Spadini, il direttore della Clinica universitaria di Malattie infettive Andrea Giacometti e il presidente Ceriscioli. Potrà donare il plasma il donatore abituale che abbia avuto e superato il Coronavirus e anche il donatore non abituale.
"Quest'ultima tipologia di donatore - ha spiegato Spadini - dovrà rivolgersi ai centri trasfusionali e essere ovviamente sottoposto ai test sierologi per evitare la trasmissione di eventuali malattie come hiv, aids, epatite e dovrà avviare tutta una serie di controlli per appurare l'idoneità. Una volta fatto questo, il donatore dovrà attendere 15 giorni per donare il plasma. Il donatore abituale invece potrà rivolgersi al centro Avis più vicino".
I donatori dovranno avere età compresa tra i 18 e i 60 anni. Sono stati individuati tre poli per la donazione: per il nord delle Marche, a Pesaro, per il centro ad Ancona e per il sud a Fermo. "Non ci sono dei donatori già arruolati e proprio oggi ci siamo attivati per reperire tutta la strumentazione che servirà. Ci sono già state però tante espressioni di intenti e per la prossima settimana saremo pronti a partire con la sperimentazione che durerà sei mesi". Ci è voluto qualche giorno per approvare il protocollo ma Giacometti lo ha definito "inattacabile. Noi delle malattie infettive ci occuperemo dell'arruolamento delle persone che riceveranno il plasma: devono essere positivi al Covid19 ma essere in fase precoce di infezione. Il plasma, se non utilizzato, potrà restare congelato per un anno. Ad oggi non sappiamo quanti pazienti potranno giovare di questa terapia - ha aggiunto - e va anche detto che il nostro tasso di mortalità è basso. Se il San Matteo di Pavia con questa terapia è passato da un tasso del 15 per cento al 6 per cento, noi potremmo anche far meglio visto che partiamo da un tasso del 14 per cento".
A chiudere gli interventi, il governatore Ceriscioli che è voluto tornare sulla polemica generata dalla notizia secondo cui la Regione aveva rifiutato o bloccato la terapia. Nulla di più falso, ma solo la volontà di "fare le cose per bene. Non abbiamo sbandierato soluzioni miracolose né sminuito il lavoro di qualcuno. Il nostro atteggiamento è sempre stato quello di aprirci a qualunque opportunità e se oggi siamo la miglior Regione come dato epidemiologico - quando all'inizio eravamo fra i peggiori, ma non per nostra responsabilità - è la dimostrazione che le cose fatte bene pagano. Non abbassiamo la guardia, non ci interessano le polemiche - ha concluso - ma ci interessa che le fake news non generino ansie e disperazione".

Gaia Gennaretti
Misure importanti quelle annunciate dall’amministrazione comunale di Sarnano per la ripresa dopo l’emergenza Covid: sostegno alle imprese, piano programmatico per il turismo, valorizzazione della montagna. Misura condivise anche dalla minoranza consiliare, che però lamenta ancora una volta un mancato coinvolgimento. “Considerata la nostra proposta inviata al sindaco appena una settimana fa – lamenta il capogruppo di minoranza Giacomino Piergentili – che in sostanza combacia con quanto fatto dalla maggioranza ci saremmo aspettati un maggiore coinvolgimento, come avvenuto in quasi tutti i comuni del circondario. Avevamo anche chiesto un confronto per valutare insieme le iniziative da mettere in campo, visto che rappresentiamo quasi la metà della popolazione, ma non sembra ci sia la volontà di ascoltarci. Probabilmente un’occasione persa”.
Sulle misure annunciate dal sindaco, soprattutto lo stanziamento di 100mila euro per le attività imprenditoriali, Giacomino Piergentili nutre qualche perplessità. “Riguardo tale misura – conclude – non ho ancora letto alcun atto ufficiale. Quindi bisognerà vedere ora come queste misure saranno attuate. Da parte nostra rimaniamo collaborativi per il bene del territorio e dei cittadini”.


f.u.
Non si ferma la straordinaria generosità nei confronti di Pieve Torina. L’Associazione Italiana Calciatori ha donato  al Comune la cifra di 100.000 euro, che sarà destinata alla costruzione dell’asilo nido.
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“In un momento così difficile segnato dall’emergenza sanitaria dovuta al covid19 – sottolinea il sindaco Alessandro Gentilucci –, ricevere un gesto di solidarietà e di vicinanza così importante ci ha commosso. Vuol dire che abbiamo seminato bene nel tempo, vuol dire che la nostra voce non è rimasta inascoltata, vuol dire che il nostro lavoro di sensibilizzazione non è stato vano. È una iniezione di fiducia che ci fa immaginare il futuro con maggior ottimismo, perché ci permette di pensare ai nostri bambini, a quella struttura che potrà ospitarli e completare il circuito di accoglienza per l’infanzia fino alla scuola media”.
L’asilo nido, che verrà completato entro l’anno con una progettualità innovativa e sostenibile, rappresenta un ulteriore servizio per le famiglie di Pieve Torina che potranno così usufruire della possibilità di far crescere i propri figli in una struttura di assoluta qualità.
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“Abbiamo pensato ad un edificio singolare, in continuità con la scuola materna e che inglobi elementi naturali come gli alberi, per richiamare il senso di come si possa vivere e crescere in sinergia con l’ambiente che ci circonda – prosegue il sindaco Gentilucci  – dunque, poter contare su questo ulteriore contributo conferma la nostra decisione di puntare sulle giovani e giovanissime generazioni, perché servizi come l’asilo nido e la scuola consentono alle famiglie di pensare, agire e lavorare con maggior serenità. Il nostro impegno ora è di procedere il più in fretta possibile, compatibilmente con le condizioni generali consentite dalla fase 2, nella speranza di poter avere all’inaugurazione dello stabile, prevista per settembre, i rappresentanti dell’Associazione Italiana Calciatori che ho personalmente ringraziato nella figura del presidente, Damiano Tommasi. Un grazie di cuore va a Dino Pagliari per aver reso possibile questa collaborazione”.
C.C.

Al via dalla prossima settimana a Castelraimondo  lo studio epidemiologico sull’andamento del contagio da Covid-19 attraverso la mappatura tra i cittadini. Nei giorni scorsi si è riunito il gruppo di lavoro dell’amministrazione comunale di Castelraimondo di cui fanno parte anche i capigruppo del consiglio.
All’incontro ha partecipato anche il professore di Unicam, Guido Favia, referente del progetto insieme all’esperto Andrea Crisanti. Lo studio partirà dai giorni successivi al 18 maggio, al fine di rispettare almeno le due settimane dall’allentamento delle misure restrittive disposto lo scorso 4 maggio e poter analizzare l’andamento del contagio con più puntualità.

"Partiamo con questo studio in un momento nel quale stiamo ricominciando a vivere e a circolare e quindi- afferma il sindaco Renzo Marinelli- c'è secondo noi anche la necessità di tenere sotto controllo e mappare la situazione per evitare il rischio di sorprese in negativo e di un riacutizzarsi dei contagi. In accordo dunque con tutti i gruppi consiliari e soprattutto con l'Università di Camerino che ci garantisce il suo supporto tecnico e scientifico. Insieme all'ateneo e con la collaborazione del dott. Andrea Crisanti stiamo portando avanti questa sperimentazione  che viene avviata dalla prossima settimana e che prevede l'esecuzione di tamponi su un campione di soggetti che sono stati scelti tra quelli più esposti e che nei mesi passati potrebbero essere stati più a contatto con persone poi risultate positive, come  medici, infermieri,operatori sanitari in genere, forze dell'ordine, protezione civile  e commercianti, in modo da verificare se c'è una ripresa o meno dell'epidemia. Noi ci auguriamo che il monitoraggio ci dia dei risultati che ci faccia ben sperare in un proseguo più sereno - aggiunge Marinelli- anche in vista della riapertura delle attvità. Abbiamo avuto ieri un confronto anche con i commercianti sulle problematiche che riguardano la categoria nel riavvio dei negozi; stiamo dunque monitorando la situazione anche sotto questo punto di vista e riteniamo che vada da sè che più riaprono le attività e più ci esponiamo ai possibili contagi, più secondo noi si avverte la necessità di tenere sotto controllo la situazione".
La mappatura avverrà sempre e comunque su base volontaria e sempre in collaborazione con i medici di base, che riceveranno poi gli esiti dei tamponi dei rispettivi pazienti.
Predisposto e finanziato con fondi propri dall’amministrazione comunale, lo studio ha potuto ampliarsi grazie alla donazione in memoria della studentessa di Unicam Noemi Avicolli. Si sono poi aggiunti i preziosi contributi di Contram, Assem, Unione Montana Potenza Esino Musone e Avis di Castelraimondo e alla quale tutti possono contribuire.
"Noi crediamo in questo progetto- conclude il sindaco-. Ci crediamo insieme all'Università di Camerino e lo stiamo condividendo con la Regione Marche; la speranza è che questi dati si rivelino utili non solo per il comune di Castelraimondo ma per tutto il territorio, per capire se quello che sta avvenendo è secondo i piani, oppure, vi sia necessità di intervenire".
Quanto alla situazione contagi il sindaco riferisce che è da diversi giorni che non si registrano nuove positività e che attualmente non vi sono cittadini in isolamento. Alltro dato confortante il fatto che molti dei casi in precedenza positivi al Covid-19, risultino ora negativi. 


Chi volesse contribuire ad incrementare i fondi da destinare allo studio epidemiologico, pò continuare a farlo destinando una somma con la causale “PROGETTO COVID-19” direttamente al servizio di Tesoreria del Comune di Castelraimondo.  La campagna è affidata alla UBI BANCA – Filiale di Castelraimondo, Via XX Settembre, 10: C/C N. 4535, Codice Iban: IT10A0311168841000000004535, Conto Corrente Postale n. 13548623 Intestato a Comune di Castelraimondo – Servizio Tesoreria Codice Iban: IT14N0760113400 000013548623.
c.c.



Dopo il via libera al protocollo della Regione Marche per far ripartire il settore Benessere dal 18 maggio, si attende solo l'approvazione da parte del Governo ma, stando alle prime indiscrezioni, non dovrebbero esserci problemi per l'apertura di parrucchieri ed estetiste che sono già impegnati nella sanificazione dei locali e per organizzare il lavoro come richiede il protocollo.
"Nel nostro salone abbiamo preparato una postazione all'entrata con guanti e mascherine per le clienti - dice Michela Farabolini di Tolentino, sempre in prima linea anche dopo le difficoltà del sisma - . Utilizzeremo il termoscanner sia per le dipendenti (come obbligatorio) sia per le clienti (una nostra scelta per tutelarle e tutelarci maggiormente).
Maglie o capotti saranno appoggiate su stampelle ricoperte di teli usa e getta e le borse saranno inserite in sacchi di plastica.

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Michela Farabolini

Ogni cliente - prosegue la parrucchiera che si era fatta portavoce dei suoi colleghi in un incontro con il sindaco di Tolentino - sarà seguita dalla stessa operatrice fino alla fine del servizio. Noi siamo quattro operatrici e potremmo ricevere fino ad un massimo di 4 clienti contemporaneamente, ma per i primi tempi abbiamo deciso di riceverne al massimo 3. Per quel che riguarda i teli e gli asciugamaini sarà tutto monouso.

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Il locale di Michela Farabolini

Stiamo già ricevendo richieste per appuntamenti - spiega Michela Farabolini - che possono essere presi solo telefonicamente e dovranno essere rispettati nel migliore dei modi. Al momento - conclude - visto che in questo modo riceveremo meno clienti, lavoreremo ad orario continuato".
Preoccupato per come cambierà il suo modo di lavorare è Enzo Marziali, voce della trasmissione sportiva Tribuna Stadio di Radio C1...inBlu che è titolare di un salone da barba di Montecosaro.
Il classico luogo di ritrovo anche per scambiare quattro chiacchiere tra amici, oltre che per sistemarsi barba e capelli.

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Enzo Marziali

"C'è molta confusione - dice - tra quello che si dice e quello che dovremo fare. In un primo momento mi sono occupato della sanificazione e dell'acquisto dei dispositivi di protezione per me stesso e per i clienti. Due mesi di chiusura sono stati lunghi. Un tempo impensabile per qualsiasi attività commerciale. Sicuramente sarà tutto diverso rispetto a prima: il mio motto era quello dell'entrata libera, senza appuntamento. Da lunedì cambieranno le mie abitudini e quelle dei clienti che stanno già telefonando per i primi appuntamenti. Prima ci si ritrovava a parlare del più e del meno, mentre ora si opterà per una soluzione più rapida, volta soprattutto al servizio. Abbiamo visto che il virus è un avversario duro da affrontare (utilizzando il gergo calcistico) quindi bisognerà rispettare tutti i provvedimenti".
Si attivano anche le parrucchierie dei piccoli paesi che avevano già affontato l'emergenza sisma come Catia Gratani di Caldarola che dice: "Sto prendendo i provvedimenti per la riapertura. Ho già diverse chiamate di cliente che vogliono prendere l'appuntamento per venire in negozio. Siamo pronti per ripartire, speriamo vada tutto bene".
A Belforte del Chienti, pronta per rialzare la saracinesca anche Giada Tardarelli del centro estetico Gocce di Rugiada: "I protocolli di sicurezza non sono cambiati molto da quelli che avevamo in atto - spiega - . Stiamo acquistando mascherine, guanti e pannelli in plexiglass e ci stiamo organizzando per non avere clienti in sala di attesa, ma li riceveremo solo su appuntamento telefonico. In merito alla sanificazione, fin dall'apertura del centro abbiamo utilizzato un sanificatore dell'ambiente per tutte le cabine. Stesso comportamento per la sterilizzazione in autoclave.

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Giada Tardarelli

Non sono regole che ci colgono alla sprovvista. Ci sono già alcune richieste per gli appuntamenti - aggiunge - , sento pareri di chi non vede l'ora di tornare, ma anche chi ha ancora un po' di timore, non solo per la salute ma anche per la crisi del lavoro. Ovvio che chi è stato costretto a restare a casa o è rimasto senza lavoro cercherà di fare a meno delle spese che non riguardano le prime necessità. È un problema globale, non di un settore specifico. Credo - conclude - che le persone debbano essere fiduciose perchè se ci diamo un aiuto a vicenda potremo, pian piano, riminciare a fare quello che amavamo, ma sempre facendo attenzione".

Giulia Sancricca


Graditissima sorpresa alla casa albergo di Pioraco: una pioggia di pigiami colorati, donati dalla Croce Rossa, che ha donato felicità nel cuore di ogni ospite.

“Sapendo che le case di riposo hanno chiuso da tempo alle visite dei familiari degli ospiti - ha detto il Tenente Commissario della Croce Rossa Andrea Passamonti -, ho pensato che potesse servire qualcosa agli anziani che sono al suo interno. Venendo quindi a sapere di questa grande donazione fatta alla Croce Rossa Nazionale, di pigiami da uomo e da donna in precedenza sequestrati, ho contattato il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi, per vedere come potevo muovermi per realizzare questa cosa. Mi ha messo in contatto con la signora Antonella dell’AssCoop che gestisce la casa di riposo di Pioraco la quale, con entusiasmo, mi ha detto che ne avrebbero avuto bisogno. Ne ho presi quasi 40 così che qualcuno possa avere a disposizione anche un ricambio. Mi sono mosso tramite il Comitato di San Severino Marche a cui appartengo come componente ausiliare delle Forze Armate. Noi, insieme al corpo delle infermiere volontarie siamo due componenti ausiliari all’interno della Croce Rossa. Siamo quindi coloro che vanno con le Forze Armate nelle attività addestrative, operative o affrontiamo casi d’emergenza come il coronavirus. Sono stato molto contento d’aver raggiunto questo obiettivo”.
Un gesto apprezzato dal primo cittadino: “Grazie al Tenente Andrea Passamonti per l’interessamento - ha detto Cicconi - e alla Croce Rossa per questo splendido progetto che ha regalato una piccola gioia a tutti coloro che vivono in queste strutture residenziali in un periodo come quello che stiamo vivendo, nelle quali esse sono costrette alla massima sicurezza”.

Lisa Grelloni
"Servono volontari in questo periodo di emergenza".
Lo pensa il capogruppo UDC regPopolari Marche, Luca Marconi che. nel corso del consiglio regionale di ieri, ha chiesto alla giunta di impegnarsi per il raddoppio dei fondi già previsti in bilancio per il Servizio Civile Giovani e per il Servizio Civile Anziani.

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Luca Marconi

"La motivazione - spiega - è legata alle esigenze di avere più disponibilità di volontari in questo particolare momento ed anche per offrire, sopratutto ai giovani disoccupati, un’occasione di impegno civile".
Secondo il consigliere, infatti, si registra "l’assenza di un chiaro riferimento alla famiglia come soggetto attuatore fondamentale e principale di ogni azione sociale.
La sinistra - attacca Marconi - non riesce a capovolgere l’impostazione del welfare ancora tutta centrata sullo stato, le regioni e i comuni, invece di vederla impostata sulle famiglie e il terzo settore”.
Per il piano sociale Marconi propone il trasferimento di tutte le competenze statali in capo alle regioni, per tutti i servizi sociali, ad eccezione delle pensioni. “Dare alle regioni questa competenza - afferma  il consigliere -  serve ad avvicinare esigenze specifiche dei disoccupati, delle famiglie, delle persone con disabilità, degli anziani e dell’infanzia alle specificità di ogni territorio che in Italia sono particolarmente differenziati”.

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