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Il primo albergo - ristorante della montagna appenninica umbro-marchigiana colpita dal sisma che riapre sia pure in tempi di Coronavirus. Torna operativo a Castelsantangelo sul Nera “Il navigante” e tale riapertura costituisce quasi un primato per il piccolo comune dell’Alto Nera. “Fortunatamente non abbiamo soltanto primati negativi – scherza, ma non troppo il sindaco Mauro Falcucci – Un evento assolutamente positivo che, purtroppo, si realizza in un momento particolarmente delicato, ma vogliamo essere vicini a questa famiglia che nonostante tutto continua ad investire sul nostro territorio. E’ il primo albergo dell’intera montagna ferita nel 2016 che riapre e questo non può che riempirci di orgoglio”.
Altri primati vanta, però, Castelsantengelo, come quello relativo ai piani attuativi. “Stiamo ripartendo con questi piani – sottolinea il primo cittadino – e venerdì saremo in videoconferenza con il gruppo Mate, che si è aggiudicato l’appalto dei piani attuativi, per iniziare il percorso dell’ascolto attivo. Cerchiamo di andare avanti perché quanto prima vorremmo arrivare alla loro redazione. Successivamente ascolteremo le attività produttive e i cittadini, incontri che vorremmo fare in presenza con tutte le dovute precauzioni, perché vogliamo pianificare il futuro, redigere il documento direttore e rimuovere gli ostacoli di carattere idrogeologico che finora hanno condizionato anche il processo della ricostruzione”.
(nella foto di copertina la sede dell'albergo prima del terremoto)
Altri primati vanta, però, Castelsantengelo, come quello relativo ai piani attuativi. “Stiamo ripartendo con questi piani – sottolinea il primo cittadino – e venerdì saremo in videoconferenza con il gruppo Mate, che si è aggiudicato l’appalto dei piani attuativi, per iniziare il percorso dell’ascolto attivo. Cerchiamo di andare avanti perché quanto prima vorremmo arrivare alla loro redazione. Successivamente ascolteremo le attività produttive e i cittadini, incontri che vorremmo fare in presenza con tutte le dovute precauzioni, perché vogliamo pianificare il futuro, redigere il documento direttore e rimuovere gli ostacoli di carattere idrogeologico che finora hanno condizionato anche il processo della ricostruzione”.
(nella foto di copertina la sede dell'albergo prima del terremoto)
f.u.
Semplificazioni ed aiuti per la riapertura post-covid e conferimento della cittadinanza onoraria al Maestro Andrea Bocelli, costituiscono l'oggetto delle due distinte mozioni inviate dai consiglieri di minoranza del Gruppo Radici al Futuro all'amministrazione comunale di Camerino per chiedere un impegno a prendere i necessari provvedimenti
La prima delle richieste, riguarda l'aiuto e il sostegno alle attività imprenditoriali della città.
"Vista la riapertura delle attività commerciali e le misure di sicurezza previste dai vari protocolli legati in particolare al distanziamento sociale, con la necessità di ridurre gli spazi ed i coperti per le attività ricettive- spiegano i consiglieri di Radici al Futuro- abbiamo chiesto all’amministrazione di semplificare le procedure per le comunicazioni di occupazione del suolo pubblico, prevedendo la cancellazione di tutti gli oneri sia amministrativi che tributari.
Inoltre- continua la mozione- vista la necessità di investire in dispositivi di protezione individuale e di sanificazione degli ambienti di lavoro abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di prevedere degli aiuti economici alle aziende, anche artigiane, per sostenere l’acquisto dei dispositivi di protezione e per la sanificazione degli ambienti di lavoro, per la parte non coperta da altri aiuti statali e rimasta pertanto a carico dell’azienda. Riteniamo che questi possano essere due strumenti immediati ed efficaci per dare supporto al tessuto imprenditoriale della città, che dopo il sisma si è trovata a dover far fronte ad un’altra grave emergenza.
Nella mozione con la quale viene ad essere sollecitato il conferimento della cittadinanza onoraria al maestro Andrea Bocelli e alla signora Veronica Berti i consiglieri Pasqui, Nalli, Lucarelli e Falcioni, ricordano il percorso intrapreso in precedenza e approdato alla raccolta fondi di ABF per la ricostruzione della nuova Scuola della Musica.
Nel testo della mozione i firmatari elencano una serie di premesse: " la “Nostra” Città ed i “Nostri” Cittadini hanno dovuto affrontare eventi calamitosi causati da vari terremoti; · che la nostra Città ha visto la distruzione, come tutti ben sappiamo, sia del centro storico che di molte delle sue frazioni e che tale distruzione ha tolto anche la “normale” quotidianità ai Cittadini di Camerino; a questa situazione già di per se drammatica si è aggiunta la pandemia da covid 19 che ha obbligato a fare sforzi immani e straordinari tutti i medici, gli infermieri, il personale sanitario in genere, la CRI, la protezione civile, l'esercito e le forze di polizia, i volontari e quanti si sono trovati ad operare per difendere la salute di tutti i cittadini". Tra gli altri punti da tenere in considerazione, il gruppo consiliare ricorda che "la precedente amministrazione aveva iniziato un concreto e fattivo dialogo con la Fondazione (ABF) attraverso la Dott.ssa Laura Biancalani e, che l'ex Sindaco Gianluca Pasqui aveva avuto la possibilità d'incontrare il Maestro Bocelli nella zona rossa del Centro Storico riuscendo a rappresentare le varie problematiche cittadine tra cui la grave distruzione di un intero palazzo “donato” alla musica. Considerato poi che "successivamente si è giunti alla firma della convenzione tra l'Andrea Bocelli Foundation ed il comune di Camerino con seguente posa della prima pietra ed inizio lavori che porteranno alla realizzazione di una splendida Accademia Musicale e che l'Andrea Bocelli Foundation dopo l'impegno per la costruzione della scuola di musica ha lanciato una raccolta fondi per l'acquisto di materiale sanitario per la gestione dell'emergenza da Coronavirus, in pochi giorni riuscita a raggiungere la cifra necessaria per acquistare 4 ventilatori polmonari, tenuto conto dell'amore incondizionato dimostrato dal Maestro Bocelli e dalla sua Fondazione nonchè del lavoro svolto giorno dopo giorno al fine di restituire alla comunità un degno e dignitoso futuro, il gruppo consiliare Radici al Futuro impegna il Sindaco e la giunta a svolgere tutti gli adempimenti necessari per poter conferire la cittadinanza onoraria del Comune di Camerino al Maestro Bocelli e a sua moglie Veronica Berti".
C.C.
La prima delle richieste, riguarda l'aiuto e il sostegno alle attività imprenditoriali della città.
"Vista la riapertura delle attività commerciali e le misure di sicurezza previste dai vari protocolli legati in particolare al distanziamento sociale, con la necessità di ridurre gli spazi ed i coperti per le attività ricettive- spiegano i consiglieri di Radici al Futuro- abbiamo chiesto all’amministrazione di semplificare le procedure per le comunicazioni di occupazione del suolo pubblico, prevedendo la cancellazione di tutti gli oneri sia amministrativi che tributari.
Inoltre- continua la mozione- vista la necessità di investire in dispositivi di protezione individuale e di sanificazione degli ambienti di lavoro abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di prevedere degli aiuti economici alle aziende, anche artigiane, per sostenere l’acquisto dei dispositivi di protezione e per la sanificazione degli ambienti di lavoro, per la parte non coperta da altri aiuti statali e rimasta pertanto a carico dell’azienda. Riteniamo che questi possano essere due strumenti immediati ed efficaci per dare supporto al tessuto imprenditoriale della città, che dopo il sisma si è trovata a dover far fronte ad un’altra grave emergenza.
Nella mozione con la quale viene ad essere sollecitato il conferimento della cittadinanza onoraria al maestro Andrea Bocelli e alla signora Veronica Berti i consiglieri Pasqui, Nalli, Lucarelli e Falcioni, ricordano il percorso intrapreso in precedenza e approdato alla raccolta fondi di ABF per la ricostruzione della nuova Scuola della Musica.
Nel testo della mozione i firmatari elencano una serie di premesse: " la “Nostra” Città ed i “Nostri” Cittadini hanno dovuto affrontare eventi calamitosi causati da vari terremoti; · che la nostra Città ha visto la distruzione, come tutti ben sappiamo, sia del centro storico che di molte delle sue frazioni e che tale distruzione ha tolto anche la “normale” quotidianità ai Cittadini di Camerino; a questa situazione già di per se drammatica si è aggiunta la pandemia da covid 19 che ha obbligato a fare sforzi immani e straordinari tutti i medici, gli infermieri, il personale sanitario in genere, la CRI, la protezione civile, l'esercito e le forze di polizia, i volontari e quanti si sono trovati ad operare per difendere la salute di tutti i cittadini". Tra gli altri punti da tenere in considerazione, il gruppo consiliare ricorda che "la precedente amministrazione aveva iniziato un concreto e fattivo dialogo con la Fondazione (ABF) attraverso la Dott.ssa Laura Biancalani e, che l'ex Sindaco Gianluca Pasqui aveva avuto la possibilità d'incontrare il Maestro Bocelli nella zona rossa del Centro Storico riuscendo a rappresentare le varie problematiche cittadine tra cui la grave distruzione di un intero palazzo “donato” alla musica. Considerato poi che "successivamente si è giunti alla firma della convenzione tra l'Andrea Bocelli Foundation ed il comune di Camerino con seguente posa della prima pietra ed inizio lavori che porteranno alla realizzazione di una splendida Accademia Musicale e che l'Andrea Bocelli Foundation dopo l'impegno per la costruzione della scuola di musica ha lanciato una raccolta fondi per l'acquisto di materiale sanitario per la gestione dell'emergenza da Coronavirus, in pochi giorni riuscita a raggiungere la cifra necessaria per acquistare 4 ventilatori polmonari, tenuto conto dell'amore incondizionato dimostrato dal Maestro Bocelli e dalla sua Fondazione nonchè del lavoro svolto giorno dopo giorno al fine di restituire alla comunità un degno e dignitoso futuro, il gruppo consiliare Radici al Futuro impegna il Sindaco e la giunta a svolgere tutti gli adempimenti necessari per poter conferire la cittadinanza onoraria del Comune di Camerino al Maestro Bocelli e a sua moglie Veronica Berti".
C.C.
Presentato stamattina il nuovo sito internet del Turismo marchigiano. L’obiettivo è coniugare territorio, ricchezze e servizi e rientra nel programma Exit Strategy rivolto al sostegno del sistema turistico, il più colpito dall’emergenza sanitaria. Il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, ha anche accennato a risorse a fondo perduto per il settore e gli operatori nonché per i Comuni colpiti dal sisma.
“Abbiamo deciso di rivisitare totalmente il sito www.turismo.marche.it per renderlo più appetibile verso i turisti - ha detto l’assessore regionale Moreno Pieroni -. Diversa la grafica e più semplice l’impostazione e l’accesso. Il rinnovamento darà anche più visibilità a tutto il territorio marchigiano, dal mare alla montagna ed è un ulteriore tassello che va ad aggiungersi a tutto il lavoro svolto per anticipare la ripartenza”.
Il dirigente del servizio turismo, Raimondo Orsetti ha definito il portale “una nuova forma moderna e avanzata per concepire il territorio, le sue ricchezze e i servizi. Tutti i contenuti sono stati curati con particolare attenzione e crediamo che per i turisti sarà uno strumento efficace”.
Itinerari, mappe, nuovi cluster turistici, oltre alla rinnovata grafica e all’ottimizzazione per dispositivi mobili, il portale è anche “seo friendly”, ovvero facilmente rintracciabile sui motori di ricerca.
La home page presenta tutta l’offerta che la Regione vuole proporre al turista, con 17 cluster: Marche in blu, Marche arte e cultura, Marche gusto e tradizioni, l’arte di saper fare, dolci colline e antichi borghi, parchi e natura attiva, spiritualità e meditazione, Marche by bike, Marche family, Marche in moto, cinema, Marche wedding, Wellness, Trekking, business e meeting, turismo scolastico e scienza e tecnica.
Questi cluster hanno poi dei sotto-cluster e il tutto è stato tradotto in cinque lingue: oltre all’italiano, il francese, il tedesco, l’inglese e il russo.
“Il turismo - ha affermato il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, è un settore su cui negli ultimi anni abbiamo puntato tantissimo. Fra le novità, quest’ano il turista potrà trovare la rete internet anche nelle spiagge grazie all’investimento sulla banda larga. Avevamo iniziato a portarla anche nelle aree del sisma ma ora a causa del Covid19 ci siamo dovuti interrompere ma presto si potrà navigare sia nelle spiagge che nelle piazze.
Il nostro messaggio è che siamo pronti per ricevere i turisti anche se in confini sono ancora chiusi. Fra le altre cose - ha aggiunto - presto rimetteremo in moto anche la macchina dei voli, vogliamo far lavorare l’aeroporto come non è mai stato fatto fin ora, con investimenti importanti, perché significa lavoro e occupazione. C’è poi un contributo a fondo perduto per gli operatori turistici: contiamo di uscire coi decreti per il 1 giugno e i pagamenti a fine giugno. Quando avremo il quadro completo lo comunicheremo, tutto in tempi stretti”.
g.g.
“Abbiamo deciso di rivisitare totalmente il sito www.turismo.marche.it per renderlo più appetibile verso i turisti - ha detto l’assessore regionale Moreno Pieroni -. Diversa la grafica e più semplice l’impostazione e l’accesso. Il rinnovamento darà anche più visibilità a tutto il territorio marchigiano, dal mare alla montagna ed è un ulteriore tassello che va ad aggiungersi a tutto il lavoro svolto per anticipare la ripartenza”.
Il dirigente del servizio turismo, Raimondo Orsetti ha definito il portale “una nuova forma moderna e avanzata per concepire il territorio, le sue ricchezze e i servizi. Tutti i contenuti sono stati curati con particolare attenzione e crediamo che per i turisti sarà uno strumento efficace”.
Itinerari, mappe, nuovi cluster turistici, oltre alla rinnovata grafica e all’ottimizzazione per dispositivi mobili, il portale è anche “seo friendly”, ovvero facilmente rintracciabile sui motori di ricerca.
La home page presenta tutta l’offerta che la Regione vuole proporre al turista, con 17 cluster: Marche in blu, Marche arte e cultura, Marche gusto e tradizioni, l’arte di saper fare, dolci colline e antichi borghi, parchi e natura attiva, spiritualità e meditazione, Marche by bike, Marche family, Marche in moto, cinema, Marche wedding, Wellness, Trekking, business e meeting, turismo scolastico e scienza e tecnica.
Questi cluster hanno poi dei sotto-cluster e il tutto è stato tradotto in cinque lingue: oltre all’italiano, il francese, il tedesco, l’inglese e il russo.
“Il turismo - ha affermato il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, è un settore su cui negli ultimi anni abbiamo puntato tantissimo. Fra le novità, quest’ano il turista potrà trovare la rete internet anche nelle spiagge grazie all’investimento sulla banda larga. Avevamo iniziato a portarla anche nelle aree del sisma ma ora a causa del Covid19 ci siamo dovuti interrompere ma presto si potrà navigare sia nelle spiagge che nelle piazze.
Il nostro messaggio è che siamo pronti per ricevere i turisti anche se in confini sono ancora chiusi. Fra le altre cose - ha aggiunto - presto rimetteremo in moto anche la macchina dei voli, vogliamo far lavorare l’aeroporto come non è mai stato fatto fin ora, con investimenti importanti, perché significa lavoro e occupazione. C’è poi un contributo a fondo perduto per gli operatori turistici: contiamo di uscire coi decreti per il 1 giugno e i pagamenti a fine giugno. Quando avremo il quadro completo lo comunicheremo, tutto in tempi stretti”.
g.g.
Riaprono al pubblico le Grotte di Frasassi
19 Mag 2020
Dopo due mesi di chiusura è di nuovo possibile tornare a visitare le Grotte di Frasassi, una delle attrazioni turistiche tra le tante offerte dalle Marche. E' quanto stabilisce il decreto emanato dal governatore Luca Ceriscioli che a far data da lunedì 18 maggio dispone la riapertura anche di parchi e luoghi di attrazione turistico-ricreativa. Così, sempre nel rispetto di tutte le norme di sicurezza previste dalla normativa nazionale e regionale per evitare la diffusione del contagio sarà nuovamente possibile visitare anche i giardini zoologici, gli orti botanici, le riserve naturali. Ripartono, così, in sicurezza le attività del comparto turistico, settore strategico dell’economia marchigiana, secondo pilastro dopo il manifatturiero per Pil e occupazione, ma tra i settori più in difficoltà a causa della pandemia.
f.u.
f.u.
Voglia di ricominciare a Camerino, tra le bancarelle della tradizionale Fiera di San Venanzio, primo mercato fieristico delle Marche. Ripartito dalla città ducale il lavoro degli ambulanti, tornati ad esporre i più disparati generi di merce dopo il lockdown dell’emergenza sanitaria Covid-19. Sin dalle prime ore del mattino, i commercianti hanno cominciato a posizionare i loro banchi di vendita lungo gli spazi assegnati di viale Giacomo Leopardi e fino a piazza San Venanzio.

Indossati guanti e mascherine, in tanti hanno approfittato della dolce temperatura per farsi una piacevole passeggiata e dedicarsi a qualche acquisto. Finalmente un’aria di normalità e di ritrovata fiducia; la si è respirata tra mamme e bambini, tra signori anziani felici di rivedersi e scambiare quattro parole, pur mantenendo le debite distanze. Stimolanti e positivi i commenti degli stessi commercianti che, attrezzate le bancarelle osservando tutte le misure di sicurezza dal gel alle catenelle distanziatrici, hanno accolto con il sorriso la ritrovata clientela.

Circa una trentina gli ambulanti presenti dalle ore 8 del mattino alle 20 per un appuntamento di tradizione che, seppure di dimensioni limitate rispetto al “fierone” di una volta, ha incassato una buona risposta di avventori giunti da tutto il territorio, anche solo per regalarsi un momento di svago. L’amministrazione comunale ha voluto che la tradizione fosse rispettata, proprio per dare un segnale di un graduale ritorno alla normalità.

Tra le bancarelle anche il sindaco Sandro Sborgia. “Una bella occasione il fatto che la festa del patrono sia coincisa con la riapertura al pubblico dei luoghi di culto e anche con la possibilità di riavviare quel minimo di attività imprenditoriale del settore ambulante- commenta- Una sensazione di gioia che si respira negli stessi venditori che con la loro presenza testimoniano la voglia di resistere. Un segnale decisamente positivo per Camerino questa ripresa della vitalità dopo due mesi di chiusura totale. La cosa bella è stata proprio constatare l’ entusiasmo degli stessi commercianti che hanno riallestito i loro banchi dall’abbigliamento alle calzature, dai mobiletti al settore dolciario- aggiunge il sindaco-. Ci ha quasi commosso sentire i loro ringraziamenti per aver consentito questo primo mercato dopo il lungo fermo. Si percepisce a pelle la loro voglia di ricominciare e il fatto che questo avvenga dalla nostra città stimola ancora di più la nostra determinazione. E’ davvero una bellissima sensazione della quale tutti dobbiamo essere contenti. Ripartire da Camerino che era già una delle zone più colpite dal disastro del 2016 e su cui si è abbattuto anche questo secondo terremoto, è un bellissimo segnale di speranza”.
C.C.

Indossati guanti e mascherine, in tanti hanno approfittato della dolce temperatura per farsi una piacevole passeggiata e dedicarsi a qualche acquisto. Finalmente un’aria di normalità e di ritrovata fiducia; la si è respirata tra mamme e bambini, tra signori anziani felici di rivedersi e scambiare quattro parole, pur mantenendo le debite distanze. Stimolanti e positivi i commenti degli stessi commercianti che, attrezzate le bancarelle osservando tutte le misure di sicurezza dal gel alle catenelle distanziatrici, hanno accolto con il sorriso la ritrovata clientela.

Circa una trentina gli ambulanti presenti dalle ore 8 del mattino alle 20 per un appuntamento di tradizione che, seppure di dimensioni limitate rispetto al “fierone” di una volta, ha incassato una buona risposta di avventori giunti da tutto il territorio, anche solo per regalarsi un momento di svago. L’amministrazione comunale ha voluto che la tradizione fosse rispettata, proprio per dare un segnale di un graduale ritorno alla normalità.

Tra le bancarelle anche il sindaco Sandro Sborgia. “Una bella occasione il fatto che la festa del patrono sia coincisa con la riapertura al pubblico dei luoghi di culto e anche con la possibilità di riavviare quel minimo di attività imprenditoriale del settore ambulante- commenta- Una sensazione di gioia che si respira negli stessi venditori che con la loro presenza testimoniano la voglia di resistere. Un segnale decisamente positivo per Camerino questa ripresa della vitalità dopo due mesi di chiusura totale. La cosa bella è stata proprio constatare l’ entusiasmo degli stessi commercianti che hanno riallestito i loro banchi dall’abbigliamento alle calzature, dai mobiletti al settore dolciario- aggiunge il sindaco-. Ci ha quasi commosso sentire i loro ringraziamenti per aver consentito questo primo mercato dopo il lungo fermo. Si percepisce a pelle la loro voglia di ricominciare e il fatto che questo avvenga dalla nostra città stimola ancora di più la nostra determinazione. E’ davvero una bellissima sensazione della quale tutti dobbiamo essere contenti. Ripartire da Camerino che era già una delle zone più colpite dal disastro del 2016 e su cui si è abbattuto anche questo secondo terremoto, è un bellissimo segnale di speranza”.
C.C.
“Un passo avanti per il lavoro femminile, ma c’è ancora molto da fare. La mozione approvata dal Senato sulla parità di genere rappresenta uno step importante, specialmente oggi con le difficoltà legate all’emergenza Covid: con la fase 2 solo il 30% di donne è rientrato al lavoro”. È il messaggio di Manuela Bora, assessora regionale alle Pari Opportunità, dopo il via libera del Senato alle misure per il sostegno al lavoro delle donne, le più colpite in questo momento di ripresa post-emergenza. Secondo i dati dell’Osservatorio statistico consulenti del lavoro, nelle Marche, con l’avvio della fase 2 della pandemia, sono 167mila i lavoratori rientrati al lavoro, di questi solo 50mila sono donne, pari al 30%, a fronte di un totale di 396mila lavoratori attivi. E ancora: il blocco delle attività produttive ha interessato maggiormente le donne, con una percentuale pari al 59%. “Ora – aggiunge Bora – dobbiamo ancor più promuovere interventi per ristabilire l’uguaglianza: nei prossimi giorni, si riunirà il tavolo di genere, costituito dalla Regione a fine dell’anno scorso, e valuterà gli effetti della pandemia sul lavoro delle donne”. La situazione attuale rischia di aggravare la condizione femminile. “Durante l’emergenza sanitaria – sottolinea l’assessora - le condizioni sono peggiorate: lo smart working, il lavoro di cura e la chiusura delle scuole hanno complicato una situazione già problematica”. Nella regione, infatti, le diseguaglianze di genere sono ancora pesanti, sia sul fronte degli inquadramenti professionali, sia per la carriera, sia, infine, per le retribuzioni: in media, le donne percepiscono 7.111 euro lordi annui in meno rispetto agli uomini. “Per questo occorrono misure concrete – conclude l’assessora – Dobbiamo cercare, sempre più, di ridurre, anche in questo ambito, le distanze dall’Europa, per favorire la parità di genere”.
Una serie di misure straordinarie per aiutare la ripresa delle attività commerciali e favorire lo sviluppo economico nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus da parte dell’amministrazione comunale di San Severino Marche. “Per quanto di nostra competenza - spiega il sindaco Rosa Piermattei - abbiamo deciso di esentare o sospendere i tributi che riguardano anzitutto l’ampliamento esterno delle strutture di tutte quelle attività che hanno sofferto di più nella fase di chiusura forzata”. Tra queste l’esonero dal pagamento della Tosap e della Tari per l’installazione di strutture temporanee con la concessione di una superficie massima pari a 25 metri quadrati.
“Dove sarà possibile - spiega l’assessore all’Urbanistica, Sara Clorinda Bianchi - lavoreremo con i titolari delle attività per recuperare spazi al fine di poter garantire il distanziamento sociale. La nostra attenzione, infatti, mira anche alla tutela e alla salvaguardia della salute pubblica e questo non dovrà essere mai un dettaglio di scarsa rilevanza. Riaprire in sicurezza deve essere per tutti una priorità e dobbiamo lavorarci insieme”.
g.g.
“Dove sarà possibile - spiega l’assessore all’Urbanistica, Sara Clorinda Bianchi - lavoreremo con i titolari delle attività per recuperare spazi al fine di poter garantire il distanziamento sociale. La nostra attenzione, infatti, mira anche alla tutela e alla salvaguardia della salute pubblica e questo non dovrà essere mai un dettaglio di scarsa rilevanza. Riaprire in sicurezza deve essere per tutti una priorità e dobbiamo lavorarci insieme”.
g.g.
L'Arcivescovo Francesco Massara, ha nominato don Marco Gentilucci "parroco unico" delle tre parrocchie di San Venanzio, chiesa Cattedrale e Santa Maria in Via.
L'annuncio è stato dato da Mons. Massara al termine della solenne liturgia da lui presieduta in occasione della Festività del Patrono di Camerino San Venanzio Martire.
"Un annuncio che darà continuità a quello che don Marco sta già facendo come guida della parrocchia di San Venanzio, ma che sicuramente darà un'impostazione nuova alla pastorale di questa città e anche delle conseguenze dal punto di vista sociale - ha esordito Mons. Massara-. E' la chiesa che continua ad andare avanti".
L'Arcivescovo ha spiegato che a motivare la decisione, condivisa con tutti i sacerdoti e scaturita da attenta riflessione, è stata la profonda trasformazione che le parrocchie hanno subito a causa del sisma e l'età sempre più avanzata dei sacerdoti che finora le hanno amministrate. Proprio nel giorno della festa del patrono e affidando la scelta alla sua protezione, Mons. Francesco Massara ha portato a conoscenza dei fedeli, le dimissioni di don Franco Gregori da parroco della chiesa Cattedrale a motivo dell'età raggiunta e la richiesta di don Mariano Ascenzo Blanchi di essere sollevato dall'incarico di parroco di Santa Maria in Via a causa dei sopraggiunti impegni in diocesi e delle sue condizioni di salute.
" E' necessario pensare al futuro, proponendo un cammino sempre più unitario di tutta la nostra Chiesa. Credo che in questo senso- ha continuato il Vescovo- la città di Camerino possa essere da esempio per un rinnovamento; sentiti e ascoltati i miei esperti collaboratori e non avendo la disponibilità di altri sacerdoti, per il bene di questa città e per il bene della Chiesa, ho ritenuto opportuno nominare don Marco Gentilucci come unico parroco e legale rappresentante delle parrocchie di Camerino che giuridicamente e amministrativamente rimarranno autonome. Don Marco sarà pienamente responsabile della gestione pastorale, giuridica e amministrativa delle tre parrocchie con l'aiuto di don Franco, di don Mariano e don Giancarlo Pesciotti e, con la collaborazione del diacono Ippolito Antonini".

Dopo l'applauso gioioso della comunità dei fedeli, l'Arcivescovo ha proseguito il suo discorso esprimendo la consapevolezza della novità che per la città di Camerino rappresenta l'unione delle tre unità pastorali, vista come via necessaria per la cura pastorale delle parrocchie della diocesi nel prossimo futuro:
"Sono certo che accoglierete questa mia decisione con disponibilità e fiducia e che collaborerete con il parroco e i sacerdoti. Se lavoreremo assieme e in collaborazione, sicuramente potremo offrire tanto di bello alle nostre comunità". Quindi la richiesta di pregare lo Spirito Santo affinchè guidi la chiesa verso l'unità, invocando l'intercessione della Vergine Santissima Santa Maria in Via e dei Santi patroni Venanzio e Ansovino.
"E' una scelta necessaria per il bene di questa città- ha aggiunto Mons. Massara- e sono certo che tutti i sacerdoti, nonostante la loro età, sapranno collaborare con don Marco e, come hanno sempre fatto, anche con il Vescovo. A volte si possono avere anche delle divergenze ma ci siamo costantemente confrontati perchè il bene è quello della comunità tutta. Non siamo noi i padroni delle nostre chiese, ma è la comunità che cammina insieme ai suoi sacerdoti ; don Marco avrà tanto impegno ma gli chiedo di collaborare perchè la collaborazione ci aiuta a crescere. Guai a chi si ferma. Soli non si va da nessuna parte e, don Marco rappresenterà in questa città un punto di riferimento; questa stessa scelta potrà proporsi da modello innovativo. Una scelta di coraggio ma ho la certezza che sia stata illuminata dalla Madonna di Santa Maria in Via, da San Venanzio e da Sant'Ansovino. Sono certo che il nuovo parroco collaborerà con le autorità, con l'università e con le istituzioni cittadine, affinchè questo cammino comune verso il bene della città, possa aiutare ognuno di noi. Per don Marco è una responsabilità grande ma sono certo che la porterà bene perchè non sarà solo ma sarà accompagnato da ognuno di noi,dalla nostra preghiera, dalla vicinanza della nostra amicizia fraterna".

Affidate ad uno scritto, le parole attraverso le quali il parroco unico ha accolto con emozione la notizia dell'incarico:
"Sarò vostro parroco, non per mia aspirazione ma perchè il Vescovo Francesco mi ha chiamato a questo compito e a questo servizio - ha affermato don Marco Gentilucci -. Accolgo questa missione con una certa trepidazione, sia perchè conosco i miei limiti, sia perchè, come comunità cristiana, stiamo attraversando un tempo difficile. Prima la ferita del terremoto, ancora aperta, ed ora questa emergenza sanitaria. Un tempo che ci ha chiesto di guardare a ciò che è essenziale.
Sono mosso dal desiderio di amare e seguire la comunità di Camerino, con la speranza che insieme potremo continuare l'opera che Dio ci affida. Oggi siamo chiamati a percorrere una via unica, superando la distanza e a volte anche qualche diffidenza, per costruire il futuro e anche per prendere coscienza di una realtà profondamente mutata negli ultimi anni. Penso alla crisi della Chiesa, ai tanti sacerdoti che sono in cielo e permettetemi di ricordare don Luigi, don Ferdinando e don Quinto, ai quali sono particolarmente legato e, insieme a loro, quanti con grandissima fede sono accanto a me e portano avanti il loro ministero nonostante l'età e gli acciacchi.
Le vostre aspettative sono tante e anche diverse- ha proseguito don Marco - e mi chiedo continuamente: sarò in grado di rispondere ?
Trovo coraggio nell'aver constatato che dove non arriviamo con i nostri limiti inizia l'aiuto del Signore che ha disposto i tempi e modi della mia presenza tra voi e per voi. Sarà Lui che porterà nutrimento secondo la sua volontà all'opera richiestami e, dove lo strumento è carente, sarà proprio Lui a provvedere. Scoprire la Sua volontà, riaprirsi ad una via di libertà che ci permetta di vedere il bello e il buono che c'è intorno a noi. Ho voluto anche simboleggiare graficamente questo nuovo percorso con il logo di questa unità pastorale; le tre chiese parrocchiali, Cattedrale, San Venanzio, Santa Maria in Via unite da un cerchio,che vuole essere un abbraccio e che indica chiaramente la via da seguire. Sono consapevole che non sarà facile e che ci vorrà tempo, ma già da ora confido nella vostra disponibilità di aiuto, per poter svolgere il mio servizio di parroco insieme a voi e far crescere sempre più questa nostra amata comunità. Aiutiamoci, impegnamoci a diventare dei discepoli di Cristo, scoprendo la bellezza e la sicurezza di averLo davanti a noi".

Il neo parroco unico, ha poi annunciato che nei prossimi mesi presenterà le iniziative e gli strumenti che verranno adottati per la nuova 'unità pastorale' invitando, secondo le indicazioni del Vescovo, a sapersi spendere per il bene di tutti. Infine, ha ringraziato i sacerdoti che con passione e autentica dedizione hanno servito le parrocchie in questi lugnhi anni, alcuni anche per decenni, e che oggi continuano ad aiutarlo e sostenerlo con una presenza importante, anche e soprattutto quale costante esempio di come si ama e si serve il Signore.
" Mi sostengano la nostra Santa Maria in via, Sant'Ansovino e San Venanzio che oggi celebriamo- ha concluso don Marco- Mi affido poi alla vostra preghiera e, umanamente, anche alla vostra simpatia, perchè possa aiutarmi a iniziare a portare questo mio servizio nella serenità. Pregate per me, come io prego per ciascuno di voi".
C.C.

L'annuncio è stato dato da Mons. Massara al termine della solenne liturgia da lui presieduta in occasione della Festività del Patrono di Camerino San Venanzio Martire.
"Un annuncio che darà continuità a quello che don Marco sta già facendo come guida della parrocchia di San Venanzio, ma che sicuramente darà un'impostazione nuova alla pastorale di questa città e anche delle conseguenze dal punto di vista sociale - ha esordito Mons. Massara-. E' la chiesa che continua ad andare avanti".
L'Arcivescovo ha spiegato che a motivare la decisione, condivisa con tutti i sacerdoti e scaturita da attenta riflessione, è stata la profonda trasformazione che le parrocchie hanno subito a causa del sisma e l'età sempre più avanzata dei sacerdoti che finora le hanno amministrate. Proprio nel giorno della festa del patrono e affidando la scelta alla sua protezione, Mons. Francesco Massara ha portato a conoscenza dei fedeli, le dimissioni di don Franco Gregori da parroco della chiesa Cattedrale a motivo dell'età raggiunta e la richiesta di don Mariano Ascenzo Blanchi di essere sollevato dall'incarico di parroco di Santa Maria in Via a causa dei sopraggiunti impegni in diocesi e delle sue condizioni di salute.
" E' necessario pensare al futuro, proponendo un cammino sempre più unitario di tutta la nostra Chiesa. Credo che in questo senso- ha continuato il Vescovo- la città di Camerino possa essere da esempio per un rinnovamento; sentiti e ascoltati i miei esperti collaboratori e non avendo la disponibilità di altri sacerdoti, per il bene di questa città e per il bene della Chiesa, ho ritenuto opportuno nominare don Marco Gentilucci come unico parroco e legale rappresentante delle parrocchie di Camerino che giuridicamente e amministrativamente rimarranno autonome. Don Marco sarà pienamente responsabile della gestione pastorale, giuridica e amministrativa delle tre parrocchie con l'aiuto di don Franco, di don Mariano e don Giancarlo Pesciotti e, con la collaborazione del diacono Ippolito Antonini".

Dopo l'applauso gioioso della comunità dei fedeli, l'Arcivescovo ha proseguito il suo discorso esprimendo la consapevolezza della novità che per la città di Camerino rappresenta l'unione delle tre unità pastorali, vista come via necessaria per la cura pastorale delle parrocchie della diocesi nel prossimo futuro:
"Sono certo che accoglierete questa mia decisione con disponibilità e fiducia e che collaborerete con il parroco e i sacerdoti. Se lavoreremo assieme e in collaborazione, sicuramente potremo offrire tanto di bello alle nostre comunità". Quindi la richiesta di pregare lo Spirito Santo affinchè guidi la chiesa verso l'unità, invocando l'intercessione della Vergine Santissima Santa Maria in Via e dei Santi patroni Venanzio e Ansovino.
"E' una scelta necessaria per il bene di questa città- ha aggiunto Mons. Massara- e sono certo che tutti i sacerdoti, nonostante la loro età, sapranno collaborare con don Marco e, come hanno sempre fatto, anche con il Vescovo. A volte si possono avere anche delle divergenze ma ci siamo costantemente confrontati perchè il bene è quello della comunità tutta. Non siamo noi i padroni delle nostre chiese, ma è la comunità che cammina insieme ai suoi sacerdoti ; don Marco avrà tanto impegno ma gli chiedo di collaborare perchè la collaborazione ci aiuta a crescere. Guai a chi si ferma. Soli non si va da nessuna parte e, don Marco rappresenterà in questa città un punto di riferimento; questa stessa scelta potrà proporsi da modello innovativo. Una scelta di coraggio ma ho la certezza che sia stata illuminata dalla Madonna di Santa Maria in Via, da San Venanzio e da Sant'Ansovino. Sono certo che il nuovo parroco collaborerà con le autorità, con l'università e con le istituzioni cittadine, affinchè questo cammino comune verso il bene della città, possa aiutare ognuno di noi. Per don Marco è una responsabilità grande ma sono certo che la porterà bene perchè non sarà solo ma sarà accompagnato da ognuno di noi,dalla nostra preghiera, dalla vicinanza della nostra amicizia fraterna".

Affidate ad uno scritto, le parole attraverso le quali il parroco unico ha accolto con emozione la notizia dell'incarico:
"Sarò vostro parroco, non per mia aspirazione ma perchè il Vescovo Francesco mi ha chiamato a questo compito e a questo servizio - ha affermato don Marco Gentilucci -. Accolgo questa missione con una certa trepidazione, sia perchè conosco i miei limiti, sia perchè, come comunità cristiana, stiamo attraversando un tempo difficile. Prima la ferita del terremoto, ancora aperta, ed ora questa emergenza sanitaria. Un tempo che ci ha chiesto di guardare a ciò che è essenziale.
Sono mosso dal desiderio di amare e seguire la comunità di Camerino, con la speranza che insieme potremo continuare l'opera che Dio ci affida. Oggi siamo chiamati a percorrere una via unica, superando la distanza e a volte anche qualche diffidenza, per costruire il futuro e anche per prendere coscienza di una realtà profondamente mutata negli ultimi anni. Penso alla crisi della Chiesa, ai tanti sacerdoti che sono in cielo e permettetemi di ricordare don Luigi, don Ferdinando e don Quinto, ai quali sono particolarmente legato e, insieme a loro, quanti con grandissima fede sono accanto a me e portano avanti il loro ministero nonostante l'età e gli acciacchi.
Le vostre aspettative sono tante e anche diverse- ha proseguito don Marco - e mi chiedo continuamente: sarò in grado di rispondere ?
Trovo coraggio nell'aver constatato che dove non arriviamo con i nostri limiti inizia l'aiuto del Signore che ha disposto i tempi e modi della mia presenza tra voi e per voi. Sarà Lui che porterà nutrimento secondo la sua volontà all'opera richiestami e, dove lo strumento è carente, sarà proprio Lui a provvedere. Scoprire la Sua volontà, riaprirsi ad una via di libertà che ci permetta di vedere il bello e il buono che c'è intorno a noi. Ho voluto anche simboleggiare graficamente questo nuovo percorso con il logo di questa unità pastorale; le tre chiese parrocchiali, Cattedrale, San Venanzio, Santa Maria in Via unite da un cerchio,che vuole essere un abbraccio e che indica chiaramente la via da seguire. Sono consapevole che non sarà facile e che ci vorrà tempo, ma già da ora confido nella vostra disponibilità di aiuto, per poter svolgere il mio servizio di parroco insieme a voi e far crescere sempre più questa nostra amata comunità. Aiutiamoci, impegnamoci a diventare dei discepoli di Cristo, scoprendo la bellezza e la sicurezza di averLo davanti a noi".

Il neo parroco unico, ha poi annunciato che nei prossimi mesi presenterà le iniziative e gli strumenti che verranno adottati per la nuova 'unità pastorale' invitando, secondo le indicazioni del Vescovo, a sapersi spendere per il bene di tutti. Infine, ha ringraziato i sacerdoti che con passione e autentica dedizione hanno servito le parrocchie in questi lugnhi anni, alcuni anche per decenni, e che oggi continuano ad aiutarlo e sostenerlo con una presenza importante, anche e soprattutto quale costante esempio di come si ama e si serve il Signore.
" Mi sostengano la nostra Santa Maria in via, Sant'Ansovino e San Venanzio che oggi celebriamo- ha concluso don Marco- Mi affido poi alla vostra preghiera e, umanamente, anche alla vostra simpatia, perchè possa aiutarmi a iniziare a portare questo mio servizio nella serenità. Pregate per me, come io prego per ciascuno di voi".
C.C.

Anche a Belforte del Chienti si rialzano le saracinesche delle attività commerciali che erano rimaste chiuse per il lockdown.
Quasi con la stessa emozione del primo giorno di lavoro, muniti di tutti i dispositivi di protezione necessari per contrastare il contagio, bar, ristoranti, parrucchieri ed estetiste hanno di nuovo aperto i battenti.
Ad attenderli, come era stato anche per i negozi dei generi di prima necessità che non avevano mai chiuso, le mascherine donate dal Comune.
"Abbiamo deciso di dare un piccolo contributo sotto questo aspetto - dice il sindaco, Alessio Vita - . Ci tengo a sottolineare che queste mascherine donate ai commercianti,
in realtà ci sono state regalate da un donatore anonimo. Questo dimostra che ci sono davvero tante persone che fanno beneficenza con il cuore, senza cercare visibilità".
Nota di colore: questa mattina il sindaco di Belforte è stato doppiamente 'primo cittadino' dal momento che è stato il primo cliente del barbiere Michele Sandri nel giorno della riapertura: "Sono stato doppiamente primo cittadino - commenta - , innanzitutto perchè ne avevo necessità, un po' come tutti, e monitoravo con attenzione le riaperture proprio per prenotare il prima possibile. Posso dire di essere stato fortunato ad aver trovato l'appuntamento alla riapertura".
GS
Quasi con la stessa emozione del primo giorno di lavoro, muniti di tutti i dispositivi di protezione necessari per contrastare il contagio, bar, ristoranti, parrucchieri ed estetiste hanno di nuovo aperto i battenti.
Ad attenderli, come era stato anche per i negozi dei generi di prima necessità che non avevano mai chiuso, le mascherine donate dal Comune.
"Abbiamo deciso di dare un piccolo contributo sotto questo aspetto - dice il sindaco, Alessio Vita - . Ci tengo a sottolineare che queste mascherine donate ai commercianti,
in realtà ci sono state regalate da un donatore anonimo. Questo dimostra che ci sono davvero tante persone che fanno beneficenza con il cuore, senza cercare visibilità".
Nota di colore: questa mattina il sindaco di Belforte è stato doppiamente 'primo cittadino' dal momento che è stato il primo cliente del barbiere Michele Sandri nel giorno della riapertura: "Sono stato doppiamente primo cittadino - commenta - , innanzitutto perchè ne avevo necessità, un po' come tutti, e monitoravo con attenzione le riaperture proprio per prenotare il prima possibile. Posso dire di essere stato fortunato ad aver trovato l'appuntamento alla riapertura".
GS
