Radioc1inBlu
Sarnano, le "incomprensioni" dei Piergentili
22 Mag 2020
Botta e risposta a Sarnano tra maggioranza e opposizione. Alle dichiarazioni del sindaco secondo cui “la minoranza ha sì fatto proposte, ma si è dimenticata di comunicarcele”, il capogruppo Giacomino Piergentili risponde che “probabilmente il sindaco è particolarmente distratto”. “Come ho avuto modo di scrivere sui social – dichiara Piergentili – ho offerto la mia collaborazione in questo drammatico periodo di emergenza Coronavirus. Addirittura ebbi modo di scambiare alcune idee con il sindaco, dal quale fui anche ringraziato. Il tutto nello spirito di collaborazione che deve essere proprio di un’opposizione responsabile. Il nostro gruppo aveva deciso di supportare in ogni azione la maggioranza, anche in quelle su cui personalmente non ero d’accordo. Una collaborazione istituzionale offerta sicuramente non allo scopo di ottenere una poltrona in Giunta perché ho sempre dichiarato che, nel caso, avrei fatto un passo indietro per lasciare spazio a più giovani. Non sarebbe neppure stata una novità per Sarnano visto che nel 1990 un nostro sindaco ebbe il coraggio di aprire una collaborazione istituzionale con le opposizione addirittura formando una lista insieme a quelli che erano i suoi avversari politici. Un’azione lungimirante che segnò per quel periodo una florida rinascita del nostro paese”. Giacomino Piergentili assicura che tutto questo è stato oggetto dei messaggi intercorsi tra lui e il primo cittadino “che – continua – dopo un po’ declinò l’offerta adducendo la contrarietà del proprio gruppo. Un’occasione persa che vede ancora una volta prevalere la cosiddetta bassa politica. Come gruppo di minoranza stiamo lavorando su un altro grande progetto per Sarnano, che ufficializzeremo tra qualche giorno e che dimostra la nostra grande attenzione verso la città e il territorio”.
Fase 2 Covid. Contrammobilità fa un altro passo avanti verso la normalità. Da lunedì 25 maggio ritorna attiva la linea bus di collegamento tra Camerino, Fiastra, Visso e Bolognola. Era stata sospesa, insieme a molti altri collegamenti, a causa della pandemia e su direttiva Regionale, al fine di ridurre le possibilità di contagio.
Già dallo scorso 11 maggio Contrammobilità ha iniziato a riattivare alcune corse, necessarie soprattutto ai lavoratori pendolari.
Esprime grande soddisfazione il sindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia , che con il ripristino di questo servizio, si augura un ritorno alla tanto desiderata normalità .
Soddisfatto anche il Dirigente Contram Spa Alessandro Campanelli, determinato ad offrire agli utenti sempre maggiori collegamenti e possibilità di spostamento.
La linea riattivata ha validità non scolastica e prevede corse quotidiane dal lunedì al sabato da e per Camerino, Visso, Fiastra e Bolognola.
Tutti gli orari al numero verde: 800 037 737 e entro qualche giorno anche sulla ricerca orari on line: www.contrammobilita.it e google.it/maps.
C.C.
Già dallo scorso 11 maggio Contrammobilità ha iniziato a riattivare alcune corse, necessarie soprattutto ai lavoratori pendolari.
Esprime grande soddisfazione il sindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia , che con il ripristino di questo servizio, si augura un ritorno alla tanto desiderata normalità .
Soddisfatto anche il Dirigente Contram Spa Alessandro Campanelli, determinato ad offrire agli utenti sempre maggiori collegamenti e possibilità di spostamento.
La linea riattivata ha validità non scolastica e prevede corse quotidiane dal lunedì al sabato da e per Camerino, Visso, Fiastra e Bolognola.
Tutti gli orari al numero verde: 800 037 737 e entro qualche giorno anche sulla ricerca orari on line: www.contrammobilita.it e google.it/maps.
C.C.
Legambiente: "L'uccisione dell'aquila reale è un danno inestimabile per la biodiversità"
22 Mag 2020
Sul recente episodio dell'uccisione di un esemplare di aquila reale avvenuta nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini interviene anche Legambiente Marche, definisce l'atto oltre che un reato anche causa di un danno inestimabile al patrimonio naturale e alla biodiversità del Parco Nazionale e dell’Appennino umbro marchigiano. “Non è la prima volta che purtroppo qualche bracconiere volutamente uccida a fucilate un’aquila reale, uno degli animali simbolo delle nostre montagne e importante per la funzionalità degli ecosistemi dell’Appennino – è il commento di Legambiente – Un delitto, la cui notizia arriva a ridosso della Giornata mondiale della biodiversità, e che oltre a costituire un reato ai sensi della normativa nazionale e comunitaria, causa un danno inestimabile alla società civile, al patrimonio naturale e alla biodiversità e che vanifica il lavoro di moltissime persone dedicate alla conservazione della specie”.

In attesa delle informazioni che arriveranno dagli approfondimenti diagnostici in corso presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche - termina la nota - non possiamo che condannare questi atti vili e gratuiti che evidenziano esclusivamente disprezzo nei confronti della straordinaria bellezza della natura. Occorre migliorare il controllo del territorio, anche coinvolgendo la vigilanza ambientale delle associazioni – conclude Legambiente – e avviare azioni di contrasto del bracconaggio con il supporto del Corpo dei Carabinieri Forestali”.
f.u.

In attesa delle informazioni che arriveranno dagli approfondimenti diagnostici in corso presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche - termina la nota - non possiamo che condannare questi atti vili e gratuiti che evidenziano esclusivamente disprezzo nei confronti della straordinaria bellezza della natura. Occorre migliorare il controllo del territorio, anche coinvolgendo la vigilanza ambientale delle associazioni – conclude Legambiente – e avviare azioni di contrasto del bracconaggio con il supporto del Corpo dei Carabinieri Forestali”.
f.u.
Atti vandalici all'interno dell'area verde Le Gagge di Camerino, nei pressi di via Ennio Passamonti. Ignoti si sono divertiti a sradicare dalla base una panchina e un cestino dei rifiuti completando il quadro della malefatta prendendosela anche con tre dispositivi d'illuminazione dell'area.

Non è dato sapere quando i fatti si siano verificati, visto che si tratta di un'area pubblica poco frequentata e, complice della sciocca bravata e del gesto inqualificabile, deve essere stata la circostanza che le poche case vicine a quei vialettii, sono per lo più tutte disabitate dall'epoca del sisma 2016 e dunque si è potuto agire senza essere notati.

All'ingresso e all'uscita del terreno scosceso e boscoso nelle vicinanze della Rocca Borgesca, c'è ancora traccia dello sbarramento che era stato posto per interidirne la frequentazione all'inizio del blocco imposto dall'emergenza sanitaria, il che spingerebbe ad ipotizzare che il danneggiamento sia stato compiuto dopo l'allentamento delle misure restrittive e la riapertura al pubblico di parchi e aree a verde. La zona è sprovvista di telecamere di videosorveglianza che permettano di poter risalire o individuare le responsabilità del gesto.
Fatto sta che l'azione vigliacca da chiunque compiuta lascia senza parole; non può che essere condannata e additata come un segnale della mancanza di educazione civica al rispetto sia verso il prossimo che verso i beni pubblici.
C.C.



Non è dato sapere quando i fatti si siano verificati, visto che si tratta di un'area pubblica poco frequentata e, complice della sciocca bravata e del gesto inqualificabile, deve essere stata la circostanza che le poche case vicine a quei vialettii, sono per lo più tutte disabitate dall'epoca del sisma 2016 e dunque si è potuto agire senza essere notati.

All'ingresso e all'uscita del terreno scosceso e boscoso nelle vicinanze della Rocca Borgesca, c'è ancora traccia dello sbarramento che era stato posto per interidirne la frequentazione all'inizio del blocco imposto dall'emergenza sanitaria, il che spingerebbe ad ipotizzare che il danneggiamento sia stato compiuto dopo l'allentamento delle misure restrittive e la riapertura al pubblico di parchi e aree a verde. La zona è sprovvista di telecamere di videosorveglianza che permettano di poter risalire o individuare le responsabilità del gesto.
Fatto sta che l'azione vigliacca da chiunque compiuta lascia senza parole; non può che essere condannata e additata come un segnale della mancanza di educazione civica al rispetto sia verso il prossimo che verso i beni pubblici.
C.C.


Dove non arriva la grandine ci pensano i cinghiali. Nelle campagne marchigiane la situazione relativa ai danni da ungulati è sempre più drammatica e oltre ai danni del maltempo, che ha letteralmente distrutto intere coltivazioni di frutta, ortaggi, vigneti e cereali nella notte tra 20 e 21 maggio, si aggiungono le ininterrotte incursioni degli animali selvatici a terminare di rovinare i raccolti. Scorrerie indisturbate, nonostante la Regione Marche avesse già acceso i megafoni nei giorni scorsi per annunciare l’ok alla ripresa immediata delle attività di contenimento. Trappole e abbattimenti che, durante il lockdown, si erano fermati e ad oggi, pur essendoci tutti i presupposti, non sono affatto ripresi. Lo denuncia Coldiretti Marche che, attraverso i suoi uffici di zona, sta raccogliendo le forti lamentele degli imprenditori agricoli, sempre più esasperati da uno stato di cose che si aggrava di giorno in giorno. Nessuna area dell’entroterra è immune e la fauna selvatica indisturbata amplia il suo raggio d’azione in modo esponenziale. Nell’Anconetano branchi numerosi e fuori controllo a Fabriano, Sassoferrato, Serra San Quirico ma anche a Moie e Cupramontana. In provincia di Macerata non va meglio a San Severino, San Ginesio e Sarnano.

Una devastazione senza fine che si abbatte su campi di girasole (attaccati anche dai piccioni), cece, piselli, mais e lenticchie, tanto che alcune colture non vengono neanche più riprese perché sistematicamente distrutte. Senza parlare dei rischi per l’incolumità degli agricoltori e per gli stessi cittadini che, con la ripresa degli spostamenti e il ritorno del traffico veicolare, corrono il pericolo di finire nella lista di quanti hanno avuto incidenti stradali: circa 150 in un anno secondo il Piano faunistico venatorio regionale. “Il tutto avviene nell’immobilismo degli enti preposti – denuncia Coldiretti Marche – e non se ne capisce più la motivazione, visto che la riapertura dell’attività di selezione è stata data dal presidente Ceriscioli con l’avvio della Fase 2”. Parliamo del 4 maggio. Quando già da tempo, comunque, le aziende agricole impegnate a produrre cibo e garantire i rifornimenti alimentari al Paese in chiusura forzata, lamentavano il senso di abbandono da parte delle Istituzioni. Agricoltori esausti e pronti a farsi sentire contro l’indifferenza e l’assenza di iniziative con una prossima grande manifestazione, se le cose non si sbloccheranno subito. Cittadini e agricoltori iniziano ad essere stanchi delle promesse non mantenute.
f.u.


Una devastazione senza fine che si abbatte su campi di girasole (attaccati anche dai piccioni), cece, piselli, mais e lenticchie, tanto che alcune colture non vengono neanche più riprese perché sistematicamente distrutte. Senza parlare dei rischi per l’incolumità degli agricoltori e per gli stessi cittadini che, con la ripresa degli spostamenti e il ritorno del traffico veicolare, corrono il pericolo di finire nella lista di quanti hanno avuto incidenti stradali: circa 150 in un anno secondo il Piano faunistico venatorio regionale. “Il tutto avviene nell’immobilismo degli enti preposti – denuncia Coldiretti Marche – e non se ne capisce più la motivazione, visto che la riapertura dell’attività di selezione è stata data dal presidente Ceriscioli con l’avvio della Fase 2”. Parliamo del 4 maggio. Quando già da tempo, comunque, le aziende agricole impegnate a produrre cibo e garantire i rifornimenti alimentari al Paese in chiusura forzata, lamentavano il senso di abbandono da parte delle Istituzioni. Agricoltori esausti e pronti a farsi sentire contro l’indifferenza e l’assenza di iniziative con una prossima grande manifestazione, se le cose non si sbloccheranno subito. Cittadini e agricoltori iniziano ad essere stanchi delle promesse non mantenute.
f.u.

Ladri in azione a Valfornace. Nemmeno la pandemia ha fermato i malviventi che hanno pensato di rubare due tiranti necessari alla messa in sicurezza della chiesa di San Mauro in Villarella di Valfornace.
A dare l'allarme è Carlo Morosi, responsabile dell'ufficio ricostruzione ed edilizia della Diocesi di Camerino - San severino Marche che ha denunciato il fatto ai carabinieri.
"Lo abbiamo scoperto ieri - spiega Morosi - durante uno dei sopralluoghi che facciamo periodicamente nelle chiese danneggiate dal sisma per controllare le messe in sicurezza.
Ho visto che la messa in sicurezza della chiesa di Valfornace, che comprendeva, oltre a delle travi in legno, alcune tirantature in acciaio, era stata modificata.
Due di questi tiranti, infatti, i più bassi, sono stati rimossi, mettendo a repentaglio la sicurezza della chiesa".
L'ingegnere accende così i riflettori su un problema che potrebbe aumentare in vista dell'inizio di nuovi cantieri e lancia un appello ai cittadini: "Questo è un problema che riguarderà, purtroppo, gli immobili sacri che sono posti in località piuttosto isolate e difficilmente controllabili costantemente sia da noi che dalle forze dell'ordine - prosegue Morosi - . L'appello è ai cittadini affinchè controllino periodicamente l'avvicendarsi di auto o persone che potrebbero aggirarsi furtivamente intorno a questi immobili e di avvisarci quanto prima per scongiurare, insieme alle forze dell'ordine, che queste messe in sicurezza possano essere rimosse per essere riutilizzate da imprese poco affidabili nei loro cantieri".
GS


A dare l'allarme è Carlo Morosi, responsabile dell'ufficio ricostruzione ed edilizia della Diocesi di Camerino - San severino Marche che ha denunciato il fatto ai carabinieri.
"Lo abbiamo scoperto ieri - spiega Morosi - durante uno dei sopralluoghi che facciamo periodicamente nelle chiese danneggiate dal sisma per controllare le messe in sicurezza.
Ho visto che la messa in sicurezza della chiesa di Valfornace, che comprendeva, oltre a delle travi in legno, alcune tirantature in acciaio, era stata modificata.
Due di questi tiranti, infatti, i più bassi, sono stati rimossi, mettendo a repentaglio la sicurezza della chiesa".
L'ingegnere accende così i riflettori su un problema che potrebbe aumentare in vista dell'inizio di nuovi cantieri e lancia un appello ai cittadini: "Questo è un problema che riguarderà, purtroppo, gli immobili sacri che sono posti in località piuttosto isolate e difficilmente controllabili costantemente sia da noi che dalle forze dell'ordine - prosegue Morosi - . L'appello è ai cittadini affinchè controllino periodicamente l'avvicendarsi di auto o persone che potrebbero aggirarsi furtivamente intorno a questi immobili e di avvisarci quanto prima per scongiurare, insieme alle forze dell'ordine, che queste messe in sicurezza possano essere rimosse per essere riutilizzate da imprese poco affidabili nei loro cantieri".
GS


Al tempo del coronavirus ci si ingegna come si può ma talvolta ne escono anche delle trovate originalissime. Accade per manifestazioni che avrebbero richiamato folle ma che, per forza di cose, quest’anno non potranno avere il consueto svolgimento. E' così purtroppo per la celebre Infiorata di Castelraimondo, che per essere comunque vicina a migliaia di persone, ha scelto una modalità virtuale. Proprio da questa mattina, i maestri Infioratori sono alle prese con una sorta di 'infiorata virtuale" che vede la vivace associazione protagonista di una gara sul sito turistico culturale Fuoriporta.

“Le grandi infiorate degli scorsi anni questa volta ci vedono fermi a causa della pandemia e allora- spiega Erasmo Rovelli-, eccoci presenti in questa infiorata virtuale. Il sito turistico Fuoritalia ha organizzato una singolare competizione tra tutte le manifestazioni del settore facenti parte come noi dell'associazione nazionale InfiorItalia.
La gara premierà la più bella Infiorata d'Italia delle passate edizioni. Ogni volta lo scontro diretto avviene tra due comuni sorteggiati e, dalle 9 di questa mattina fino alla stessa ora di domani, l’infiorata del Corpus Domini di Castelraimondo è in gara contro quella di San Valentino Torio nel salernitano. Vi chiediamo dunque di aiutarci ,votandoci il più possibile per far vincere noi e tutto il territorio della provincia di Macerata”.
Per lasciare il segno, basterà collegarsi al sito Fuoriporta; compariranno le due foto dei quadri di Castelraimondo e San Valentino Torio, dopodiché, con un semplice clic si esprimerà la propria preferenza direttamente sull'immagine che riproduce un piatto in maiolica faentina.
“Il nostro entusiasmo noi ve lo diciamo con i fiori- conclude Rovelli- voi fatecelo sentire con i voti”.
C.C.

“Le grandi infiorate degli scorsi anni questa volta ci vedono fermi a causa della pandemia e allora- spiega Erasmo Rovelli-, eccoci presenti in questa infiorata virtuale. Il sito turistico Fuoritalia ha organizzato una singolare competizione tra tutte le manifestazioni del settore facenti parte come noi dell'associazione nazionale InfiorItalia.
La gara premierà la più bella Infiorata d'Italia delle passate edizioni. Ogni volta lo scontro diretto avviene tra due comuni sorteggiati e, dalle 9 di questa mattina fino alla stessa ora di domani, l’infiorata del Corpus Domini di Castelraimondo è in gara contro quella di San Valentino Torio nel salernitano. Vi chiediamo dunque di aiutarci ,votandoci il più possibile per far vincere noi e tutto il territorio della provincia di Macerata”.
Per lasciare il segno, basterà collegarsi al sito Fuoriporta; compariranno le due foto dei quadri di Castelraimondo e San Valentino Torio, dopodiché, con un semplice clic si esprimerà la propria preferenza direttamente sull'immagine che riproduce un piatto in maiolica faentina.
“Il nostro entusiasmo noi ve lo diciamo con i fiori- conclude Rovelli- voi fatecelo sentire con i voti”.
C.C.
Ma.Ma. è nato nel 2016 come rete per lo sviluppo del turismo ma nelle ultime settimane ha costituito anche lai rete delle biblioteche comunali con l’obiettivo di realizzare un sistema integrato che valorizzi la funzione delle biblioteche pubbliche.
Man mano stanno recependo il protocollo d’intesa e aderendo tutti i comuni della provincia, trasformando Ma.Ma. (acronimo di Marca Maceratese) in quella che l’assessore alla cultura di Macerata, Stefania Monteverde, definisce una vera e propria “infrastruttura essenziale della cultura”. Senza considerare l’alto valore della decisione di fare ancora più squadra, rete, in un periodo emergenziale come quello che l’Italia tutta e il mondo sta vivendo e di ripartire anche dalle biblioteche pubbliche come luogo di “connessioni”. L’impegno peraltro, non è solo di mettere in rete le biblioteche esistenti ma anche di fondare nuove biblioteche nei piccoli comuni dove mancano.
Assessori, sindaci e bibliotecari dei Comuni, facilitati dalle rete del MaMa hanno lavorato online utilizzando le piattaforme digitali e in chat, definendo il protocollo d’intesa e organizzando il progetto BiblioOpen per partecipare al bando ministeriale del Mibact per il Fondo per la promozione lettura del 2020.
Al protocollo d’intesa per la costituzione del Sistema Territoriale delle Biblioteche Comunali Maceratesi in Rete hanno aderito al momento i Comuni di Macerata (che è anche capofila con la biblioteca Mozzi Borgetti), Tolentino, Gualdo, Gagliole, Fiuminata, San Ginesio, Pioraco, Treia, Appignano, Caldarola, Visso, Pollenza, Castelraimondo, Ripe San Ginesio, Porto Recanati, Mogliano, San Severino, Cingoli, Recanati, Montefano, Civitanova, Serrapetrona, Urbisaglia, Belforte Del Chienti, Potenza Picena, Monte San Giusto, Matelica, Montelupone Montecassiano, Petriolo, Sarnano, Loro Piceno, Bolognola, Camerino, Morrovalle Montecavallo, Bolognola, Sant’Angelo in Pontano, Monte San Martino, Esanatoglia, Castel Santangelo sul Nera, Sarravalle del Chienti, Pievetorina, Colmurano, Camporotondo di Fiastrone, Penna San Giovanni, Valfornace, Ussita, Poggio San Vicino, Fiastra, Muccia e Corridonia.
Il percorso è aperto a tutti, sia a quei comuni che hanno già una biblioteca, sia a quelli che ne vogliono realizzare una. Le finalità del progetto, si legge nel protocollo d’intesa che i Comuni aderenti hanno siglato, è “valorizzare il ruolo della biblioteca pubblica nello sviluppo delle competenze di information literacy e delle capacità di identificare, individuare, valutare, organizzare, utilizzare e comunicare le informazioni, requisito indispensabile per partecipare effettivamente alla società dell’informazione; valorizzare il ruolo della biblioteca pubblica nella promozione del welfare culturale e sociale delle comunità; avviare processi, anche in forma sussidiaria, di costituzione di nuove biblioteche comunali, soprattutto nei Comuni dove non sono presenti; promuovere - si legge ancora - la diffusione del libro e della lettura in ogni età e fin da piccolissimi con la diffusione del metodo ‘Nati per Leggere’ e il coinvolgimento dei pediatri; mettere in campo azioni di tutela, catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio librario presente nelle biblioteche; sviluppare forme di biblioteca digitale con la produzione, conservazione e valorizzazione di
documenti digitali, siano essi nativi digitali o convertiti da originali cartacei, e con la promozione di MLOL in collaborazione con il Sistema Bibliotecario della Regione Marche; individuare percorsi di formazione condivisa per il personale delle biblioteche; attivare strumenti di partecipazione ai bandi di finanziamento e attivare collaborazioni con le biblioteche pubbliche e private, in particolare con le biblioteche
scolastiche”.
g.g.
Man mano stanno recependo il protocollo d’intesa e aderendo tutti i comuni della provincia, trasformando Ma.Ma. (acronimo di Marca Maceratese) in quella che l’assessore alla cultura di Macerata, Stefania Monteverde, definisce una vera e propria “infrastruttura essenziale della cultura”. Senza considerare l’alto valore della decisione di fare ancora più squadra, rete, in un periodo emergenziale come quello che l’Italia tutta e il mondo sta vivendo e di ripartire anche dalle biblioteche pubbliche come luogo di “connessioni”. L’impegno peraltro, non è solo di mettere in rete le biblioteche esistenti ma anche di fondare nuove biblioteche nei piccoli comuni dove mancano.
Assessori, sindaci e bibliotecari dei Comuni, facilitati dalle rete del MaMa hanno lavorato online utilizzando le piattaforme digitali e in chat, definendo il protocollo d’intesa e organizzando il progetto BiblioOpen per partecipare al bando ministeriale del Mibact per il Fondo per la promozione lettura del 2020.
Al protocollo d’intesa per la costituzione del Sistema Territoriale delle Biblioteche Comunali Maceratesi in Rete hanno aderito al momento i Comuni di Macerata (che è anche capofila con la biblioteca Mozzi Borgetti), Tolentino, Gualdo, Gagliole, Fiuminata, San Ginesio, Pioraco, Treia, Appignano, Caldarola, Visso, Pollenza, Castelraimondo, Ripe San Ginesio, Porto Recanati, Mogliano, San Severino, Cingoli, Recanati, Montefano, Civitanova, Serrapetrona, Urbisaglia, Belforte Del Chienti, Potenza Picena, Monte San Giusto, Matelica, Montelupone Montecassiano, Petriolo, Sarnano, Loro Piceno, Bolognola, Camerino, Morrovalle Montecavallo, Bolognola, Sant’Angelo in Pontano, Monte San Martino, Esanatoglia, Castel Santangelo sul Nera, Sarravalle del Chienti, Pievetorina, Colmurano, Camporotondo di Fiastrone, Penna San Giovanni, Valfornace, Ussita, Poggio San Vicino, Fiastra, Muccia e Corridonia.
Il percorso è aperto a tutti, sia a quei comuni che hanno già una biblioteca, sia a quelli che ne vogliono realizzare una. Le finalità del progetto, si legge nel protocollo d’intesa che i Comuni aderenti hanno siglato, è “valorizzare il ruolo della biblioteca pubblica nello sviluppo delle competenze di information literacy e delle capacità di identificare, individuare, valutare, organizzare, utilizzare e comunicare le informazioni, requisito indispensabile per partecipare effettivamente alla società dell’informazione; valorizzare il ruolo della biblioteca pubblica nella promozione del welfare culturale e sociale delle comunità; avviare processi, anche in forma sussidiaria, di costituzione di nuove biblioteche comunali, soprattutto nei Comuni dove non sono presenti; promuovere - si legge ancora - la diffusione del libro e della lettura in ogni età e fin da piccolissimi con la diffusione del metodo ‘Nati per Leggere’ e il coinvolgimento dei pediatri; mettere in campo azioni di tutela, catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio librario presente nelle biblioteche; sviluppare forme di biblioteca digitale con la produzione, conservazione e valorizzazione di
documenti digitali, siano essi nativi digitali o convertiti da originali cartacei, e con la promozione di MLOL in collaborazione con il Sistema Bibliotecario della Regione Marche; individuare percorsi di formazione condivisa per il personale delle biblioteche; attivare strumenti di partecipazione ai bandi di finanziamento e attivare collaborazioni con le biblioteche pubbliche e private, in particolare con le biblioteche
scolastiche”.
g.g.
