Radioc1inBlu

Se è vero che la montagna potrebbe essere uno dei tesori riscoperti per l'estate alle porte, la speranza è che a convincere i turisti a visitarla sia la riapertura della strada provinciale 136 “Pian Perduto” tra Castelsantangelo sul Nera  e Castelluccio di Norcia.
Con un servizio video avevamo visitato i cantieri quando l'inverno stava per diventare rigido ed i lavori avrebbero dovuto attendere il bel tempo.
Quando il sole è arrivato è stato il coronavirus a fermare la messa in sicurezza della strada.
Ora è il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, ad annunciare la riapertura dei cantieri: da lunedì, gli operai che provengono da fuori regione, sono tornati al lavoro.

"Inoltre - scrive la Provincia in una nota - si lavora, in contemporanea, anche sul tratto consolidato nei mesi scorsi, sempre sulla provinciale “Pian Perduto”: in questo caso l’attività, portata avanti da un’azienda locale, è stata ripresa prima. Le maestranze stanno provvedendo all’installazione di barriere, alla realizzazione della zanella (utilizzata per far defluire le acque) e al completamento della massicciata della strada".

Il cantiere è diretto dall’ANAS come Soggetto Attuatore di Protezione Civile e del Ministero delle Infrastrutture de dei Trasporti e riguarda una strada ancora interrotta, in uno dei territori più colpiti dal sisma.

GS
La sequenza sismica in atto da 4 giorni con epicentro nel comune di Amandola, ultima scossa di magnitudo 3.3 quella registrata oggi alle ore 12.31 dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sta mettendo in apprensione la popolazione. A preoccupare è il ripetersi di questi eventi sismici, due dei quali  sono stati di una certa  intensità e avvertiti distintamente nelle province di Fermo, Ascoli e Macerata. A spiegarci scientificamente cosa sta accadendo è il geologo Emanuele Tondi, docente di Unicam e direttore delle nuova sede di INGV dell'ateneo di Camerino.
"Nel territorio comunale di Amandola è in corso uno sciame sismico, per la precisione a circa 4 km ad oves del centro abitato verso i Monti Sibillini. Lo sciame sismico in atto- spiega il prof. Emanuele Tondi-  si localizza appena fuori dalla zona destabilizzata dei terremoti del 2016, per cui non possiamo considerarle le scosse degli aftershocks della sequenza principale del 24 agosto 2016 che ancora non è finita. Vista però la vicinanza con quella sequenza, non possiamo tuttavia escludere che vi sia un'interazione.
Di solito gli sciami sismici durano alcuni giorni e poi vanno a terminare, ciò è avvenuto e avviene spesso nel territorio italiano- prosegue- tuttavia non possiamo sapere come evolverà, nel senso che comunque quella zona in passato è stata epicentro di terremoti non dell'intensità di quelli delle zone epicentrali del 2016( ndr Amatrice- Visso, Norcia) ma di certo importanti. In quella zona - sottolinea il prof. Tondi-, pur essendo minore rispetto a quella che caratterizza la dorsale appenninica, la pericolosità sismica resta comunque alta. I terremoti sono generati in questo caso da faglie più piccole e più profonde e purtroppo, trattandosi di zona che in passato ha generato terremoti anche più forti, è chiaro che esiste la possibilità  di scosse di maggiore intensità  rispetto a quelle verificatesi in questi giorni. La caratteristica del terremoto è infatti che avviene sempre nellle stesse zone e con caratteri simili; se dunque in passato si sono verificati eventi di una certa intensità con epicentro in determinate zone, lo stesso si verificherà anche in futuro. Nello specifico, prima o poi si ripeteranno terremoti simili a quelli che si sono avuti nel 1799 e nel 1873.  Il problema è che non possiamo sapere quando, ma è chiaro che più tempo passa dall'ultimo evento, più aumenta.la probabilità che si verifichi di nuovo. Noi dobbiamo essere comunque sempre pronti affinchè nel momento in cui si verifichi non crei danni; seguire le norme tecniche di costruzione in zona sismica, vuol dire avere edifici non vulnerabili dal punto di vista dei danni ed essere relativamente tranquilli". Certo, in un periodo di emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo, avvertire una scossa e fare mente locale che in realtà non si può uscire di casa, crea sicuramente un motivo di apprensione in più. "Questo è un problema aggiuntivo e a mio avviso -conclude il geologo- bisognerebbe cominciare a pensare ad una situazione di lockdown e ad una contemporanea emergenza sismica, anche non grave ma che comunque spinge le persone a stare fuori casa, anche la notte. Non  sarebbe un problema da poco, anche perchè non penso che una situazione del genere sia prevista da un piano di protezione civile, né comunale, né regionale e né nazionale. Credo dunque che andrebbero sviluppati anche queste tipologie di piani e di doppie emergenze simultanee. Non avevamo mai avuto prima un'emergenza sanitaria ma adesso che ci stiamo confrontando con essa, sbrighiamoci a prevedere la possibilità che durante un'emergenza sanitaria possano verificarsi anche delle crisi sismiche di rilievo". 
Carla Campetella
 

Maggio è il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna e alla preghiera del rosario. Un mese che l'emergenza Covid 19 ha reso ancora più particolare. Così dalla comunità di Sarnano e dal parroco don Marcello Squarcia è nata l'idea del rosario itinerante, un appuntamento settimanale inaugurato dalla recita del rosario nel meraviglioso sfondo delle pendici dei Sibillini.
"Un'idea innovativa - così don Marcello - perchè non vogliamo perdere le nostre radici non solo umane, storiche e culturali, ma anche religiose.

Così preghiamo il rosario in una forma breve, soltanto meditando due misteri, ma itinerante. Come prima tappa abbiamo scelto i Sibillini, i nostri monti: monte Ragnolo, i Piani di Montioli, Pizzo Meta fino ad aprire la visuale sul Monte Vettore. Preghiamo camminando in mezzo alla natura che in questo mese vede esplodere la primavera. La preghiera in questo ambiente, in questa libertà, in questa altezza ci avvicina maggiormente a Dio".
La preghiera del rosario itinerante potrà essere seguita ogni giovedì alle ore 22:00 sulle frequenze di RadioC1...inBlu.

f.u.



don marc

Cattura

don m
Il Sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia ha emanato un’ordinanza di chiusura di alcuni sentieri, delle aree verdi e delle aree picnic attrezzate del territorio comunale che verrà disposta da domani fino al 17 maggio. L’ordinanza si aggiunge a quella del 5 maggio scorso che prevede l’obbligo dell’uso di mascherine protettive nei locali pubblici e all’aperto, laddove non sia possibile rispettare le distanze di sicurezza previste nei decreti nazionali. "Tornerà, tutti speriamo molto presto, il momento in cui potremo accogliere i turisti come abbiamo sempre fatto, ma questi sono giorni cruciali per comprendere l’andamento del contagio e per capire quanto è ancora lontano quel giorno". Accogliendo le preoccupazioni di tutto il Consiglio comunale e a seguito di una proficua collaborazione con la minoranza, il sindaco ritiene di tutelare, con questa ordinanza, sia i residenti sia coloro che verranno a Fiastra nei prossimi giorni per le motivazioni ammesse dalle disposizioni nazionali e regionali.
L’ordinanza riguarda le aree verdi e le aree picnic solitamente molto frequentate: il Parco della Rimembranza di Fiastra, il prato di San Lorenzo al Lago, l’area picnic del lago in località Castorini e l’area picnic della Madonna del Vallone di Acquacanina, oltre alla spiaggia di San Lorenzo al Lago e a quella situata nei pressi della diga all’altezza del bivio per la frazione Podalla.
Le limitazioni ai sentieri invece riguardano solo due itinerari tra i tanti percorribili nel vasto territorio comunale. Si tratta del sentiero che conduce alle Lame Rosse, alle Grotte dei Frati e alle Gole del Fiastrone (Percorso escursionistico E2 del Parco nazionale dei Sibillini, in parte già non percorribile per le disposizioni del Parco stesso) e del sentiero della Valle del Rio Sacro, chiusi in via precauzionale in quanto, per la conformità morfologica dell’ambiente in cui si snodano, in più punti non consentirebbero il rispetto della distanza interpersonale in caso di grande afflusso di visitatori.
Giova ricordare inoltre,- continua la nota del sindaco- che quanto disposto dal Governo e dalla Regione a partire dal 4 maggio vieta espressamente ogni attività ludico ricreativa, ogni tipo di assembramento e prescrive che le attività ammesse (attività motoria, pesca sportiva, raccolta funghi ecc…) vengano svolte nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Ricordiamo anche che a Fiastra sono aperti solo i servizi essenziali e che questi sono principalmente rivolti ai cittadini.
Rallentare ora per ripartire appena sarà possibile, questa è la logica dei provvedimenti presi in questi giorni come spiega Scaficchia: “In funzione delle nuove norme governative e regionali che regoleranno la fase successiva al 17 maggio, convocherò degli incontri con gli operatori turistici e i commercianti per definire una strategia comune che ci permetta di affrontare al meglio la stagione estiva”.
c.c.



L'annuncio che tanti cattolici attendevano è finalmente arrivato. Da lunedì 18 maggio sarà nuovamente possibile la celebrazione della messa con la presenza dei fedeli. E' stato, infatti, sottoscritto, il Protocollo, frutto di sinergia tra la Presidenza del Consiglio, la Conferenza Episcopale Italiana e il Comtitato Tecnico - Scientifico, che disciplina le misure sanitarie per permettere lo svolgimento delle celebrazioni con la presenza dei fedeli. Sarà, il prossimo 18 maggio, un giorno particolare per la città di Camerino e per l'intero territorio della diocesi, visto che la "riapertura" delle chiese coincide con la festa di San Venanzio.

"Questa è la cosa più bella - commenta mons. Mariano Blanchi, vicario generale della diocesi di Camerino - San Severino Marche - perchè pensavamo che la ripaertura avvenisse successivamente. Così il giorno della festa del patrono tutta la comunità diocesana sarà unita intorno a San Venanzio per celebrare anche questo evento che ci permetterà di ritornare a celebrare l'Eucaristia, che come dice il Concilio "costruisce la Chiesa", insieme alla nostra gente". Un lunghissimo periodo di "digiuno" che termina e che permetterà ai fedeli di tornare a pregare in comunità, sia pure con il rispetto rigoroso delle misure prescritte. "Speriamo - conclude don Mariano - che le persone non si siano ormai abituati alla messa in streaming che, pur utile in questo periodo di quarantena, non può assolutamente sostituire la partecipazione diretta. Celebrare l'Eucaristia, fare la Comunione, pregare e celbrare insieme il sacrificio del Signore Gesù non può essere sostituito da nulla".  

f.u.
È "chiara e serena" come lui stesso la definisce, la replica del sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, alla critica mossa da alcuni cittadini e dal Movimento 5 Stelle per le mascherine consegnate agli over 65 della città.
"Da questa situazione di emergenza - dice il sindaco . si capisce quanto cuore e quanta organizzazione siano state messe in campo nella nostra città.
Si tratta di una iniziativa mirata agli over 65 - spiega - che molto spesso non hanno la mascherina e non hanno possibilità di uscire spesso di casa. Per questo motivo abbiamo deciso di distribuire quasi 6000 mascherine a questi cittadini.
Ci siamo impegnati a guardare le loro residenze e le abbiamo consegnate.
Sono mascherine lavabili che possono essere imbustate più volte. In Comune, con guanti sterilizzati, sono state imbustate e consegnate, ma dobbiamo ancora terminare.
Credo sia troppo pretendere di riceverle in buste sterilizzate; io credo che arrivino già alla Protezione Civile in pacchi da 50 e non in confezioni sterili.
Se questo per qualcuno e per i grillini può essere un motivo di polemica ci dispiace.
Noi facciamo quello che sappiamo fare - aggiunge - : aiutare la gente e non c'era alcuna normativa che ci obbligava a consegnarle.
Chi non si fida delle modalità con cui è stata imbustata può sempre sanificarla e poi indossarla. 
La polemica sterile non serve a nessuno - conclude - se qualcuno vuole fare il perfezionista, prima di farlo sulla stampa lo faccia rendendosi utile per la società civile".

GS
C'è il parere favorevole di compatibilità e congruità per la realizzazione della nuova sede della casa di riposo Casa Amica, un passaggio fondamentale che spalanca la strada alla costruzione della struttura nell'area di Vallicelle e, nella quale saranno disponibili 35 posti letto.
Nei prossimi quindici giorni sarà consegnato il progetto e dopo la sua approvazione si potrà dare il via alla procedura dell'affidamento dei lavori.
"Un tassello importantissimo per tutti noi, anzi fondamentale - commenta il sindaco Sandro Sborgia - Abbiamo lavorato dal primo momento per cercare di recuperare questo progetto che era bloccato dal 2017 per una serie di questioni che risultavano irrisolte e che rischiavano di far saltare la realizzazione della nuova struttura della Fondazione Casa Amica donata dalla Croce rossa per i nostri anziani. Si tratta di un progetto da oltre 2milioni di euro che siamo stati sul punto di perdere.
Appena insediati, con la nuova amministrazione comunale, abbiamo avuto un incontro con i vertici nazionali e locali della Croce rossa italiana che hanno curato la sottoscrizione del progetto e ci hanno evidenziato una serie di problematiche che erano state lasciate in sospeso e alle quali abbiamo subito posto riparo per non perdere questa importante donazione con la quale si realizzerà la struttura che va a beneficio, non solo della popolazione più anziana, ma di tutta la città. Oggi, col parere positivo, abbiamo ottenuto la risposta che tanto aspettavamo ed è il passo fondamentale che ci permetterà di realizzare la nuova casa di riposo. Colgo l'occasione - conclude il sindaco Sandro Sborgia - per fare i complimenti anche a tutto il direttivo della Fondazione Casa Amica, a partire dal presidente Sante Elisei e all'intera equipe dei suoi preziosi collaboratori, per come stanno gestendo la situazione di emergenza causata dal Covid19. Un plauso che è doveroso da parte di tutta la città".

C.C.
Torna a farsi sentire dopo appena 3 giorni il mostro mai sopito. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è tornata a scuotere il territorio fermano-maceratese alle ore 12.31. Epicentro del sisma ancora una volta Amandola. "Decisamente è tornata la paura - dichiara ai microfoni di radio C1inblu il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli - ed è tornata in maniera prepotente. Adesso non stiamo più tranquilli, visto che il sisma ha avuto origine nello stesso punto delle ultime due scosse". Stesso epicentro, dunque, con una popolazione che torna con la mente alle drammatiche scosse del 2016.
"Gli studiosi - continua il primo cittadino - stanno evidenziando lo spostamento di una faglia dal versante ovest al versante est dei Sibillini che potrebbe far pensare ad una nuova sismogenesi". Un lungo boato, quasi un urlo che sembrava uscire fuori dai monti Sibillini. Questa la sensazione vissuta dal sindaco Marinangeli, che prosegue: "Il boato è giunto velocissimo e contemporaneamnte la terra ha iniziato a muoversi in maniera sussultoria. Abbiamo subito attivato i tecnici che fortunatamente non hanno rilevato danni, ma la paura è stata davvero tanta.

f.u.

ASCOLTA QUI L'INTERVISTA AL SINDACO MARINANGELI
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