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Dopo l'affluenza di ieri lungo la costa, complici il sole e la voglia di uscire di casa, la prefettura di Macerata è al lavoro per individuare e coordinare la strategia di controllo da attuare per bilanciare tutela della salute dei cittadini e vivibilità della stagione estiva in arrivo, caratterizzata dall'emergenza sanitaria Covid.

Si è riunito questa mattina in videoconferenza il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per esaminare le linee di intervento e le possibili misure di attuazione, che puntano a evitare assembramenti di persone per scongiurare il rischio contagio sul litorale.

Nel corso della riunione è stato deciso che i controlli delle Forze di polizia si concentreranno nelle aree più a rischio di assembramento: nelle zone centrali del capoluogo, in quelle della movida e lungo il litorale. Per quanto riguarda l'afflusso di turisti nelle spiagge, la visione comune è quella di una gestione attenta per evitare folla e disagi attraverso un piano coordinato di controlli mirati al quale, oltre che le Forze di polizia, parteciperanno, per rendere più tempestivi ed efficaci gli interventi, le polizie Locali dei Comuni della riviera opportunamente potenziate negli organici.

Tra le misure per gestire in sicurezza gli afflussi turistici in modo da evitare i contagi, anche l'informazione sull'epidemia e sulle misure per contrastarla, che fanno leva sul senso di responsabilità personale ed il supporto delle associazioni di volontariato.

E’ stato affrontato anche il tema dell'abusivismo commerciale che sarà oggetto di uno specifico piano d’intervento per il contrasto al fenomeno, soprattutto sul litorale.

"I risultati ottenuti con i progetti avviati gli scorsi anni, che hanno consentito una efficace azione di contrasto con denunce, sanzioni amministrative e sequestri di merci contraffatte, ci spingono - ha sottolineato il Prefetto - a proseguire nel percorso intrapreso per la prevenzione del commercio abusivo sulla spiaggia".

GS
Firmata questa mattina dal governatore Luca Ceriscioli la legge regionale 20. Si tratta di un insieme di misure straordinarie e urgenti connesse ovviamente all'epidemia in corso per la ripartenza delle Marche. Il consiglio regionale l'aveva già approvata lo scorso 29 maggio e ora, dopo la sottoscrizione del presidente, sarà pubblicata domani e entrerà in vigore dopodomani (5 giugno).
La legge prevede risorse per sostenere famiglie, imprese e lavoratori autonomi, stanziando 106,7 milioni di euro suddivisi in tre fondi di 58,632 milioni, 42,7 milioni e di 5 milioni, per spese correnti e investimenti. La manovra si completerà con un atto della Giunta, arrivando ad una cifra complessiva di 210 milioni di euro.



La Rocca Varano di Camerino è uno fra i più votati “luoghi del cuore” FAI delle Marche. E’ quanto rivela l'attuale classifica della 10^ edizione de “ I Luoghi del Cuore”, censimento promosso dal FAI Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo.
Nel rinnovare anche questa volta l’invito rivolto a tutti i cittadini, a votare i luoghi italiani che amano di più e vorrebbero vedere tutelati e valorizzati, avviata circa un mese fa, l'edizione 2020 della campagna nazionale si svolgerà fino al prossimo 15 dicembre
Ad oggi, nelle Marche i beni più votati sono: la Torre sul Porto della Sentina e Villa Cerboni Rambelli a San Benedetto del Tronto (entrambi con oltre 700 voti), seguiti dalla Rocca di Varano a Sfercia, in provincia di Macerata e dal borgo pesarese di Pieve di Santo Stefano di Gajfa (con oltre 600 voti). Ma la classifica è in continua evoluzione. 
Il lancio della campagna in favore di Rocca Varano è opera del camerte Manuel Bernardini webmaster appassionato di storia e membro della Militia Bartholomei;il giovane ha ideato e promosso il progetto, creando una pagina facebook e un sito Rocca Varano.
All’idea si sono affiancati numerosi altri sostenitori e partners, quali le associazioni Corsa alla Spada e Palio, Pro loco di Camerino, Archeoclub, Teatro all’improvviso, Soavi Allegrezze dei Da Varano, Militia Bartholomei, gruppo rievocativo Aspidum Sagittas e gruppo sportivo Arcieri De Varano.
L'auspicio è quello di poter creare un comitato "Rocca Varano" sotto l'egida del Comune di Camerino.
 
“Diverse le associazioni che supportano questa campagna di voto per Rocca Varano- spiega Fiorella Paino presidente Archeoclub Camerino-. Certo, ci vogliono tantissimi voti e quelli ottenuti finora non sono né pochi né molti ed è per questo motivo che invitiamo tutti a votare in quanto, al di là del finanziamento che si potrebbe arrivare a prendere e che ci auguriamo con tutto il cuore, questa campagna è importante sia per far conoscere Rocca Varano, sia tutto il sistema che gira intorno al manufatto. La posizione della Rocca la rende infatti interessante anche da chi semplicemente si trovi a passare sulla Superstrada 77. Un elemento fortemente attrattivo che muove la curiosità a salire lassù, per scoprire cosa c’è. Rocca Varano è la porta di un territorio che viene chiamato la Marca di Camerino e, più voti si hanno, più si riesce a salire in classifica. C’è tempo fino al 15 dicembre e dunque- continua Fiorella Paino-, facciamo appello a tutte le persone del territorio che esprimendo il loro voto accenderanno una luce sui nostri tesori.
Un altro luogo da votare e supportare è il centro storico di Visso: riuscire a far parlare i nostri piccoli comuni montani e dell’entroterra, vuol dire farci conoscere da un numero sempre maggiore di persone. Domenica scorsa, insieme a due amici, sono salita a Rocca Varano- conclude-  Mentre eravamo lì sono arrivate delle persone e ho avuto il piacere di raccontare loro cos’era la Rocca. Ebbene questi visitatori estemporanei si sono ripromessi di esprimere un voto per la nostra fortezza nella cui area si trova anche una piccola area pic nic che potrebbe essere risistemata. Credo che partire dal basso e partire tutti insieme, sensibilizzare le persone e far capire le cose, è importante.
E’ importante raccontare storie, e Rocca Varano ha tanto da raccontare”.
C.C.
Saranno visitabili dal 18 giugno le stanze private di Giacomo Leopardi, a Recanati. La riapertura era stata fissata per marzo ma il Coronavirus ha bloccato tutto, compresa la cultura. Però, proprio quest’ultima potrebbe benissimo essere un grande volano per la ripresa del nostro Paese e del nostro territorio.

Sicuramente - afferma l’assessore alla cultura, Rita Soccio - dobbiamo puntare sulla cultura in un Paese come il nostro. Non dico solo Recanati ma le Marche e l’intera nazione perché, come dice qualcuno, la cultura è il nostro petrolio e noi dobbiamo ripartire da lì. La cultura non è solo formazione personale ma è anche economia visto che c’è tutto il comparto del turismo legato alle città d’arte che portano economia nelle nostre città. Noi ci puntiamo - aggiunge - ci abbiamo sempre creduto e i numeri ci danno ragione”. In città, appena si è potuto riaprire i luoghi della cultura, è stata colta l’occasione con la biblioteca, il museo civico Colloredo Mels, di recente l’Orto sul Colle dell’Infinito, l’Archivio Storico e a breve sarà la volta di Casa Leopardi con la bella novità: “Siamo molto felici di poter dare questa offerta culturale importante e Recanati può fare da attratto per richiamare speriamo turisti e visitatori del nostro territorio o delle regioni limitrofe che non hanno mai preso in considerazione un viaggio nella nostra meravigliosa terra che è così ricca”. Ovviamente non mancano i dubbi, che rimangono sempre tanti come in ogni settore. Caratterizzano ogni aspetto della Fase 2, anche quello della cultura e del turismo: “I dubbi sono tantissimi e le restrizioni sono diverse a seconda che i luoghi siano all’aperto o al chiuso. Dobbiamo rispettare tutte le norme di sicurezza e ci siamo organizzati con ingressi contingentati, quindi tutto su prenotazione però questo non ci ferma ma anzi. I nostri musei - spiega ancora l’assessore - saranno gratuiti per tutto il mese di giugno e questo dovrebbe essere anche un incentivo e speriamo di poter confermare gli appuntamenti importanti tra cui quello del 29 giugno, le celebrazioni leopardiane antiche di 200 anni per celebrare il compleanno di Leopardi. Sicuramente si farà, stiamo pensando se farlo all’aperto o al chiuso e il recital sarà sicuramente all’aperto, sul Colle. Vogliamo assolutamente andare avanti e puntare sulla cultura”.

Annunciato e previsto per marzo scorso, ma rinviato a causa dell’emergenza sanitaria, “Ove abitai fanciullo” realizza il desiderio di numerosi visitatori e appassionati che per la prima volta potranno accedere al piano nobile del Palazzo. Un percorso unico alla scoperta dei luoghi in cui Giacomo è nato e vissuto. L’accurato progetto di restauro, conclusosi nel gennaio 2020, ha permesso di riscoprire gli originali decori pittorici delle “Brecce”, la parte di Palazzo che ospita gli appartamenti di Giacomo e i fratelli. Ubicati tra il giardino di ponente e quello di levante, vennero fatti edificare dal conte Monaldo per garantire ai suoi figli adolescenti indipendenza e intimità.

Il nuovo itinerario consentirà ai visitatori l’accesso ai saloni di rappresentanza del Palazzo; alla galleria dove sono esposte le collezioni d’arte; al giardino che ispirò gli immortali versi de Le ricordanze; al salottino dove i fratelli Leopardi si intrattenevano e alla camera privata di Giacomo Leopardi, dalla cui finestra, il Poeta osservava l’amata luna e le vaghe stelle dell’Orsa.

“Due secoli ci separano da Giacomo e dal suo mondo, ma l’attualità del suo pensiero illumina anche lo scenario odierno, offrendoci la cura ai mali di questa epoca: la solidarietà fra uomini” ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi, discendente del Poeta, a poche settimane dall’apertura degli appartamenti privati di Giacomo Leopardi, prevista per il prossimo 18 giugno a Recanati.

“Dobbiamo condividere la forza della cultura. L’emergenza che abbiamo vissuto non può farci dimenticare l’importanza della memoria. – ha aggiunto la contessa Olimpia Leopardi - I musei sono per eccellenza i luoghi deputati a questo e hanno un senso soltanto se aperti. Proprio per questo, nonostante lo scenario imprevisto, abbiamo voluto onorare l’impegno preso. Oggi siamo pronti a far vivere al pubblico le suggestioni che toccarono l’animo del giovane Leopardi nelle stanze dove ha vissuto e da cui ha tratto ispirazione”.
g.g.
Il centro estivo, a Tolentino, è realtà. Questo è il della sinergia tra i due asili privati Bimbolandia e Il Villaggio dei Folletti e dell'appoggio fornito dal Comune di Tolentino.
E' stato presentato questa mattina il progetto che sarà attivo dal 15 giugno al 21 agosto. Tolentino, da cui già da febbraio era partito l'appello del vice sindaco Silvia Luconi per il necessario supporto alle famiglie con i bambini in tempi di pandemia, diventa così uno dei primi Comuni da cui partono i centri estivi dopo il lockdown.
“I bambini - dice Roberta Mariani, educatrice di Bimbolandia - sono stati dimenticati fino a che non sono arrivate le linee di partenza per i centri estivi. Difficile per un privato mettere in atto tutte le restrizioni che sono state indicate una settimana fa. Io e la collega dell'altro asilo tolentinate, Giamaica Muscolini, eravamo già in contatto precedentemente: abbiamo compreso che insieme avremmo potuto chiedere il sostegno del Comune e abbiamo creduto in questa idea.
Abbiamo preso contatti con l’amministrazione, visto che questa città è molto collaborativa sotto questo aspetto, ed effettivamente gli amministratori hanno subito creduto nella nostra proposta, nonostante non ci fossero ancora le linee guida nazionali".

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Mirco Mancini, Roberta Mariani, Giamaica Muscolini e Silvia Passarini

Domani e giovedì pomeriggio, quindi, dalle 17.30 alle 19.30, all'asilo Rodari, sarà possibile effettuare le pre-iscrizioni per i bambini dai 3 ai 6 anni e dai 6 agli 11 anni.
"Le pre-iscrizioni - spiegano - sono necessarie dal momento che per quanto riguarda la prima fascia di età, ogni educatore seguirà 5 bambini, mentre per la seconda fascia saranno 7 bambini per ogni educatore. Questo richiede quindi una selezione, anche in base ad una graduatoria dettata dal governo, per i bambini che parteciperanno".

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Roberta Mariani e Giamaica Muscolini

Entusiasta anche la collega Giamaica Muscolini del Villaggio dei folletti che, insieme a Silvia Passarini dice: “Vogliamo ripartire e abbiamo voglia di tornare a fare quello che ci riesce meglio: stare con i bambini, con tutte le precauzioni che servono. Il 15 giugno sarà la data della ripartenza. La struttura scelta (la scuola King-Rodari) si presta a questa attività perché ogni aula ha una uscita esterna sul giardino. Ogni gruppo userà quindi uno spazio interno ed uno esterno esclusivi. Ogni famiglia potrà scegliere il periodo di iscrizione del proprio figlio che potrà partecipare per l'intera giornata o solo mezza che può essere sia il mattino che il pomeriggio". Attenzione rivolta anche al ritorno alla quotidianità scolastica dei più piccoli: "Nella frequenza del pomeriggio - spiega Roberta Mariani - ci sarà anche la possibilità per i bambini della scuola primaria di svolgere i compiti estivi e riprendere la quotidianità del fare i compiti. Gli ingressi saranno scaglionati e tutte le attività saranno scandite dal lavaggio delle mani.
All'ingresso sarà fatto il triage e ogni mattina i genitori dovranno avere l'autocertificazione. I bambini saranno accolti all’esterno e nessun altro potrà entrare nella struttura".

Orgogliosa Silvia Luconi ha approfittato anche togliersi qualche sassolino dalla scarpa: "Leggiamo sui social, ormai piattaforma più uttilizzata per lo scambio di opinioni, che il nostro Comune vuole primeggiare. Io credo invece che vogliamo semplicemente dare ai cittadini risposte a problemi e difficoltà. Sono soddisfatta - ha detto - perchè insieme all’amministrazione comunale, dalla prima telefonata a febbraio con Roberta Mariani, abbiamo iniziato ad interrogarci su come poter trovare una soluzione. Sono seguite diverse riunioni per dare una risposta ai genitori. Trovare una alternativa per i genitori che possono affidare i figli ai professionisti ci è sembrato importante perchè non tutti possono chiedere il congedo parentale; non tutti hanno la possibilità di reperire una baby sitter qualificata perchè i 600 euro non basterebbero e i 1200 euro annunciati dal governo non sono ancora disponibili. Questa è l’alternativa che offriamo a Tolentino". 

GS

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Mirco Mancini
"Storia e aneddoti" è il titolo della nuova rassegna del Comune di Caldarola che, grazie alla conoscenza dell'ex sindaco Mauro Capenti, condurrà gli spettatori in un appassionante viaggio verso la scoperta di segreti e curiosità che hanno fatto la storia del paese dei cardinali Pallotta. Ieri la pubblicazione del primo video sul conte Desiderio Pallotta ha ottenuto molti apprezzamenti, catturando l'attenzione dei caldarolesi e non solo. Un modo per tenere vive la storia e le radici di Caldarola affinchè l'amore per questa terra non sia solo di chi la vive, ma anche di chi deciderà di scoprirla.
"Una idea che nata dopo le letture delle favole per i più piccoli  -dice il sindaco Luca Maria Giuseppetti - . Questa rassegna nasce con l'obiettivo di rivolgermi ai più grandi perchè ho pensato fosse importante parlare della storia del nostro paese e l'amore per questa terra puà nascere solo conoscendone  gli anni e i momenti più importanti.
Ragionando ho pensato che la persona con le competenze giuste per portare avanti questo progetto potesse essere l'ex sindaco Mauro Capenti e sono stato contento perchè ha accettato subito la proposta.
Importante anche l'aiuto dell'ex consigliere, Stefano Migliorelli".
Una collaborazione, quella tra Mauro Capenti e Luca Giuseppetti, che è la dimostrazione di quanto sia importante che l'attenzione per il proprio paese e la collaborazione affinchè questo non venga dimenticato vadano oltre le ideologie politiche.

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Il sindaco Luca Giuseppetti

"Una casualità - dice il primo cittadino - che i video siano realizzati da un ex amministratore, ma questo è un fattore che mi ha fatto doppiamente piacere perchè un paese come il nostro deve riprendersi anche dal lato vero della solidarietà e della partecipazione, al di sopra di quelle che sono le ideologie personali. Dobbiamo andare avanti e cercare di trovare la compattezza perchè sarà fondamentale per fare la differenza in futuro".
Video interessanti nella forma e nel contenuto, pensati in questo modo proprio da Mauro Capenti: "Il nostro paese - dice - , come tutti queli delle Marche e d'Italia, sono ricchi di storia. Noi siamo più portati alla storia ufficiale che è scritta sui libri e non sempre si ha la pazienza di andarli a sfogliare, questi video parlano invece di tratti che i più non conoscono. Ho accolto l'idea dell'amministrazione comunale di rendere snelle e fruibili tante nozioni e notizie di Caldarola.

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immagine ripresa dal video

Il sindaco mi ha prospettato l'idea poi ho deciso di ritagliare il progetto su me stesso: cercherò di fare alcune puntate su un passato, anche recente del paese, dando un taglio fruibile da tutti. Ho cercato di utilizzare foto d'epoca che forse molti caldarolesi hanno, perchè ci sono tante pubblicazioni su Caldaorla. La mia generazione è stata fortunata perchè ha avuto maestri che hanno avuto la capacità di farci innamorare del nostro paese; i più giovani forse hanno puntato l'attenzione su altro ma è giusto che conoscano le radici del luogo che li ha visti crescere. E' per questo che nella prima puntata ho voluto parlare di Desiderio Pallotta che ha cercato di trasmettere ai caldarolesi la passione per il proprio paese".
Una passione innata quella di Mauro Capenti, custode di storie e aneddoti, capace di trasmettere l'emozione nei suoi racconti: "Non conosco a memoria quasi nessuna formazione di calcio - confida - ma se esce un articolo su Caldarola lo conservo e mi piace leggerlo e rileggerlo. Il sindaco mi ha dato l'opportunità di mettere questa conoscenza a disposizione di chi vorrà approfoittarne e ne sono felice".

Giulia Sancricca

LINK AL VIDEO: https://www.facebook.com/comunedicaldarola

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immagine ripresa dal video



È già scaricabile sugli smartphone Apple e Android e a partire dalle prossime settimane le Marche e altre regioni come la Liguria, l’Abruzzo e la Puglia inizieranno con la sperimentazione. Stiamo parlando della app Immuni, tanto discussa ma secondo gli sviluppatori, gli esperti e il Governo, fondamentale per gestire la fase 2. La fase di sperimentazione permetterà di mettere a punto il funzionamento del sistema e poi a introdurlo in tutta Italia.

Per scaricarla basterà accedere all’Apple Store o al Google play, e poi seguire le indicazioni della applicazione. Qualora non sia stato già fatto, sarà richiesto di scaricare un aggiornamento sul proprio telefono e poi attivare il Bluetooth, necessario per consentire il passaggio dei dati. Immuni servirà a tracciare i contatti sia in Italia che in Europa al fine Individuare le persone potenzialmente esposte al virus e, attraverso le ormai note misure di sorveglianza sanitaria, interrompere il più possibile la catena dei contagi. Ciò non significa che la app seguirà i nostri spostamenti o che conoscerà la nostra identità o quella di chi entra in contatto con noi poiché funzionerà con dei codici temporanei generati in maniera casuale che saranno scambiati, via Bluetooth con gli altri smartphone che l’hanno installata. Questi codici non permettono di risalire all’identità dell’utente. Lo scambio è bidirezionale: ogni smartphone invia il proprio codice e riceve i codici degli smartphone nelle vicinanze, salvandoli nella propria memoria interna. 

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Quando un utente Immuni risulta positivo al Covid 19, attraverso l’App si attiva un meccanismo per cui vengono avvisati i possibili contatti, che dovranno, a loro volta, avvisare il medico di famiglia o pediatra di libera scelta per iniziare il percorso assistenziale.

L’applicazione inoltre, non accede alla rubrica, non invia SMS e non chiede il numero di telefono all’utente.
g.g.

Presunti tagli di docenti e sovraffollamento delle classi per l’anno scolastico 2020/ 2021. L’Ufficio scolastico regionale delle Marche risponde alle polemiche delle ultime settimane riferite ad  alcuni articoli riportati dalla stampa nei giorni scorsi e, in particolare alle dichiarazioni rilasciate da alcuni esponenti sindacali.
Nella nota  viene precisato che
il Ministero dell’Istruzione ogni anno assegna agli Uffici Scolastici Regionali, e tra questi a quello per le Marche, un determinato numero di posti docente in ragione dell’andamento del numero degli studenti, sulla base del quale gli stessi USR istituiscono le classi secondo i criteri disposti dalle norme dello Stato.

Per l’anno scolastico 2020/21-
spiega la direzione dell'UsR-  nelle Marche si registra una riduzione complessiva di circa 4.000 alunni iscritti (dall’infanzia alla secondaria di II grado, compresa la previsione di circa 1.200 alunni iscritti per i cosi serali) rispetto ai 208.330 alunni frequentanti nell’anno in corso. Ciononostante per il prossimo anno il numero dei docenti assegnato alla Marche dal Ministero è rimasto pressoché invariato rispetto allo scorso anno (17.219 docenti rispetto ai 17.260 attuali). Pertanto nelle Marche si registra un incremento del numero dei docenti rispetto agli alunni e non un taglio, come riportato dalla stampa sulla base di quanto riferito dai citati rappresentanti sindacali.

Grazie a tale disponibilità il direttore generale dell’USR con decreto n. 530 del 29 maggio scorso, ha provveduto ad istituire per il prossimo anno scolastico un numero di classi (10.005) sostanzialmente uguale rispetto allo scorso anno (10.053), nonostante la consistente diminuzione di alunni, con conseguente riduzione del numero medio di alunni per classe. Le classi sono state istituite secondo le obbligatorie prescrizioni disposte dalla norma dello Stato (DPR 81/2009), mentre non è noto l’algoritmo genericamente citato negli articoli di stampa, che sarebbe stato utilizzato per la definizione delle classi.  

Nel decreto, pubblicato e consultabile sul sito web dell’USR, sono riportati il numero di alunni e classi per ciascun anno di corso e per ciascuna sede scolastica, suddivisi per infanzia, primaria e secondarie di I e II grado e, per queste ultime, per ciascuna tipologia (professionale, tecnico, liceale) ed indirizzo (classico, scientifico, artistico, etc.). Dall’analisi dello stesso decreto si riscontra che la media di alunni per classe è di circa 20, pari alla media nazionale. Tra le oltre 10.000 classi istituite non risultano classi con un numero di alunni in eccesso rispetto a quanto stabilito dagli ordinamenti e quindi sovraffollate e tantomeno con numero di alunni pari o superiore a 30.

I rappresentanti sindacali citati- continua la nota dell'Uffcio Stampa- con le loro affermazioni hanno probabilmente fatto erroneamente riferimento, nonostante gli incontri informativi del 3 e 15 aprile e del 22 maggio avuti con l’USR, non agli alunni iscritti, ma alle domande di iscrizione che in specifici casi possono essere maggiori rispetto alla disponibilità di posti definiti dalla programmazione dell’offerta formativa, articolata nei relativi piani di ciascuna scuola. Questi sono infatti predisposti, come previsto dalla L.107/2015, prima dell’apertura delle iscrizioni, in ragione dei bisogni formativi espressi dal contesto locale e nel limite delle risorse disponibili e non in ragione delle domande di iscrizione che si presume di ricevere.
L’ alunno e la famiglia orientano la propria domanda di iscrizione, declinata in più opzioni, attesa l’offerta formativa di ciascuna scuola ed in considerazione della vocazione dello stesso alunno. Può pertanto essere che la prima opzione sia espressa in un numero maggiore rispetto all’offerta specifica della singola scuola, fermo restando che la complessiva offerta proposta dalla stessa scuola, unitamente alle altre di pari grado, garantisce a tutti il diritto allo studio.


Naturalmente- conclude il comunicato dell'Usr-  sono assolutamente legittimi gli auspici espressi da taluni rappresentanti politici volti ad incrementare gli standard dell’offerta formativa, ma, ovviamente, tali auspicii debbono essere accompagnati dal contestuale incremento delle risorse necessarie a concretizzarli, attraverso l’adozione delle relative norme (con indicazione ai cittadini delle modalità per la loro copertura) da parte dei competenti organi a cui appartengono i medesimi rappresentanti politici. Norme alle quali poi gli Uffici obbligatoriamente si attengono nell’esercizio delle proprie funzioni “per il pubblico bene”, secondo il dettato costituzionale: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione”.


c.c.

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