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Riparte il Museo Nazionale del Costume Folcloristico di Castelraimondo. Prevista per questo sabato 30 maggio alle ore 18.00, la riapertura di questa sorta di “museo della contemporaneità” di ogni paese d’Italia, che da domani, torna visitabile negli spazi di via Della Croce n. 6, di fianco al palazzo comunale.
“E' un segnale di grande positività per Castelraimondo e per tutto il territorio – dichiara l’assessore alla cultura e turismo Elisabetta Torregiani-. Finalmente riusciamo a riappropriarci di questo Museo unico a livello nazionale, che racchiude i vari costumi dei gruppi folckloristici, provenienti dall’intero territorio d’Italia. Un’esposizione dunque particolarissima che invito tutti a visitare, in quanto condensa la vitalità e la storia delle più varie formazioni folckloristiche, specchio delle caratteristiche di ogni territorio. Ulteriori innovazioni agli spazi - continua l’assessore-, verranno apportate nei prossimi mesi, in vista di un’implementazione del Museo anche dal punto di vista tecnologico. Nella veste ‘classica’ dunque ci apprestiamo a riaprire i battenti questo sabato, mentre per l’apertura della parte ‘innovativa’ ci sarà da attendere qualche giorno in più, Chiaro che, dato il periodo tuttora delicato sul fronte dell’emergenza sanitaria, l’ingresso nella struttura avverrà in maniera tale da non creare assembramenti: potrà entrare una persona alla volta e. accompagnata dai rappresentanti del gruppo Folckloristico di Castelraimondo, avrà la possibilità di visitare il Museo e ammirare i meravigliosi costumi che vi sono custoditi”.
C.C.
“E' un segnale di grande positività per Castelraimondo e per tutto il territorio – dichiara l’assessore alla cultura e turismo Elisabetta Torregiani-. Finalmente riusciamo a riappropriarci di questo Museo unico a livello nazionale, che racchiude i vari costumi dei gruppi folckloristici, provenienti dall’intero territorio d’Italia. Un’esposizione dunque particolarissima che invito tutti a visitare, in quanto condensa la vitalità e la storia delle più varie formazioni folckloristiche, specchio delle caratteristiche di ogni territorio. Ulteriori innovazioni agli spazi - continua l’assessore-, verranno apportate nei prossimi mesi, in vista di un’implementazione del Museo anche dal punto di vista tecnologico. Nella veste ‘classica’ dunque ci apprestiamo a riaprire i battenti questo sabato, mentre per l’apertura della parte ‘innovativa’ ci sarà da attendere qualche giorno in più, Chiaro che, dato il periodo tuttora delicato sul fronte dell’emergenza sanitaria, l’ingresso nella struttura avverrà in maniera tale da non creare assembramenti: potrà entrare una persona alla volta e. accompagnata dai rappresentanti del gruppo Folckloristico di Castelraimondo, avrà la possibilità di visitare il Museo e ammirare i meravigliosi costumi che vi sono custoditi”.
C.C.
Due denunciati e uno in manette
29 Mag 2020
Nai guai tre giovani. Uno in manette per l'ipotesi di reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e due denunciati per concorso nello stesso reato. È successo nella serata di ieri quando il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Civitanova ha fermato in località Fonte Bona del Comune di Montelupone, una Alfa Romeo Mito con a bordo tre giovani, un ventiquattrenne e due ventisettenni della provincia.
Durante i controlli di routine, il conducente è subito apparso in evidente stato di alterazione psicofisica e si è pensato che avesse assunto droga, mentre i due passeggeri hanno cominciato ad assumere atteggiamento nervoso ed insofferente, tanto da attirare l’attenzione dei militari che hanno deciso di approfondire la verifica. Così, dopo la perquisizione personale sul posto, il passeggero seduto dietro è stato trovato con un involucro nascosto nel pantalone con 59 grammi di marijuana. Mentre l’altro aveva occultata nelle sue parti intime, all’interno del pantalone, la somma in contanti di oltre 1.600 euro in banconote di vario taglio, evidente provento dell’attività di spaccio.
L’attività di perquisizione, grazie anche all'intervento della pattuglia della Stazione di Montelupone, è stata quindi estesa alle abitazioni dei tre montecassianesi, e proprio in casa del detentore di droga sono state trovate altre sei confezioni di marijuana per ulteriori 220 grammi, oltre a due grammi di hashish.
Sono quindi scattate le manette nei suoi confronti per l’ipotesi di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, quindi, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.
I suoi due complici sono stati invece deferiti in stato di libertà per concorso nel medesimo reato, inoltre, il solo conducente, è stato denunciato per il rifiuto di sottoporsi ad accertamenti clinici per la verifica dell’assunzione di stupefacenti.
La droga ed il denaro sono stati sequestrati.
g.g.
Durante i controlli di routine, il conducente è subito apparso in evidente stato di alterazione psicofisica e si è pensato che avesse assunto droga, mentre i due passeggeri hanno cominciato ad assumere atteggiamento nervoso ed insofferente, tanto da attirare l’attenzione dei militari che hanno deciso di approfondire la verifica. Così, dopo la perquisizione personale sul posto, il passeggero seduto dietro è stato trovato con un involucro nascosto nel pantalone con 59 grammi di marijuana. Mentre l’altro aveva occultata nelle sue parti intime, all’interno del pantalone, la somma in contanti di oltre 1.600 euro in banconote di vario taglio, evidente provento dell’attività di spaccio.
L’attività di perquisizione, grazie anche all'intervento della pattuglia della Stazione di Montelupone, è stata quindi estesa alle abitazioni dei tre montecassianesi, e proprio in casa del detentore di droga sono state trovate altre sei confezioni di marijuana per ulteriori 220 grammi, oltre a due grammi di hashish.
Sono quindi scattate le manette nei suoi confronti per l’ipotesi di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, quindi, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.
I suoi due complici sono stati invece deferiti in stato di libertà per concorso nel medesimo reato, inoltre, il solo conducente, è stato denunciato per il rifiuto di sottoporsi ad accertamenti clinici per la verifica dell’assunzione di stupefacenti.
La droga ed il denaro sono stati sequestrati.
g.g.
Lauretta Gianfelici si candida a sindaco: “Basta rassegnazione, voglio riportare energia”
29 Mag 2020
È decisa, e soprattutto forte dell’esperienza maturata a partire dal 2007 quando è scesa attivamente in politica “andando casa per casa per ascoltare bisogni e problematiche”. È Lauretta Gianfelici, candidata sindaco per la città di Macerata, per il partito del Popolo della Famiglia, di matrice cattolica.
Stamattina si è presentata in una videoconferenza a cui ha preso parte fra gli altri anche Mario Adinolfi, presidente nazionale del PdF, nonché giornalista e blogger: “Questa è una candidatura che abbiamo nel cuore e possiamo dire che finalmente a Macerata torneranno i bianchi. Per anni ci sono stati solo i verdi e i rossi ma è mancata e manca quella matrice di ispirazione cristiana con quella grande e evidente dimensione culturale che c’è dietro al mondo cattolico. Il Popolo della Famiglia non è un partito politico che parla di ciò che non conosce ma è espressione delle varie realtà e Lauretta - ha aggiunto - vuole essere espressione politica gentile e combattiva in una arena di uomini. Noi vogliamo vincere, e la nostra forma di battaglia sarà casa per casa”. Il Popolo della Famiglia, ha detto Adinolfi, lavorerà fino a settembre, quando probabilmente si voterà, per essere una forza determinante e per combattere il maschilismo de facto, convinto che quel segmento di popolo che il PdF rappresenta abbia un peso non da poco.
A questa introduzione ha fatto seguito la presentazione della candidata, ex insegnante, imprenditrice, molto attiva nel sociale. Classe ’63, è sposata e madre di due figli, è scesa in politica attivamente nel 2007: “Da entrambi i miei genitori ho sempre respirato la passione politica e nel 2007 mi sono impegnata attivamente andando di casa in casa dopo il lavoro per incontrare la gente, capire i bisogni della città. Poi, dopo aver ricevuto vari consigli ho organizzato questo mio modo di incontrare le persone in una associazione che è stata una esperienza importante e bellissima perché mi ha consentito di essere sempre dentro alle problematiche”.
Lauretta Gianfelici dice di aver ricevuto numerosi inviti ad entrare in vari partiti politici ma di aver detto altrettanti ‘no’ finché non ha trovato il PdF: “L’incontro con questo partito mi ha dato la convinzione di trovarmi nel partito giusto. È un movimento che non fa chiacchiere o proteste ma che entra direttamente nelle proposte. La mia città - incalza - ha bisogno di questo metodo perché non ha più un’anima, una meta, una mission e non dà più neanche onore alla sua storia. E questo è talmente evidente nei fatti che dobbiamo tutti avere quella sana ribellione al buon senso che spero rinasca anche nelle famiglie del territorio”.
Gianfelici si dice determinata a riportare energia e a togliere quel velo di rassegnazione che a suo avviso si è posato su tutta Macerata da diversi anni. Inoltre, si rifà a padre Matteo Ricci quando afferma di voler riportare anche amicizia, socialità e valori. “Papa Francesco, quando si presentò ai fedeli, disse che chi si sente in qualche modo coinvolto nell’amore e chi è testimone, deve sapere dell’odore delle proprie pecore e io, in questi anni, ho fatto questo. Da 20 anni a Macerata governa il Pd e da troppi anni non c’è nemmeno una vera opposizione e questo vuol dire qualcosa”. Secondo Gianfelici, non è più il tempo di porre le parole come punto di partenza bensì le “persone che stanno nei fatti e fra la gente”. Fra i primi argomenti da affrontare, oltre alle problematiche relative alle famiglie e alla maternità, anche la riapertura del centro storico, l’ascolto dei commercianti, delle forze dell’ordine (che secondo la candidata, “sono rimaste sole e i fatti di cronaca lo dimostrano quotidianamente”) e dei giovani (“che sono stati mandati via”) e la pianificazione di un progetto per il turismo: “Macerata è stata fatta morire - dice in conclusione - e il turismo non può e non deve essere solo quello di giornata”.
g.g.
Stamattina si è presentata in una videoconferenza a cui ha preso parte fra gli altri anche Mario Adinolfi, presidente nazionale del PdF, nonché giornalista e blogger: “Questa è una candidatura che abbiamo nel cuore e possiamo dire che finalmente a Macerata torneranno i bianchi. Per anni ci sono stati solo i verdi e i rossi ma è mancata e manca quella matrice di ispirazione cristiana con quella grande e evidente dimensione culturale che c’è dietro al mondo cattolico. Il Popolo della Famiglia non è un partito politico che parla di ciò che non conosce ma è espressione delle varie realtà e Lauretta - ha aggiunto - vuole essere espressione politica gentile e combattiva in una arena di uomini. Noi vogliamo vincere, e la nostra forma di battaglia sarà casa per casa”. Il Popolo della Famiglia, ha detto Adinolfi, lavorerà fino a settembre, quando probabilmente si voterà, per essere una forza determinante e per combattere il maschilismo de facto, convinto che quel segmento di popolo che il PdF rappresenta abbia un peso non da poco.
A questa introduzione ha fatto seguito la presentazione della candidata, ex insegnante, imprenditrice, molto attiva nel sociale. Classe ’63, è sposata e madre di due figli, è scesa in politica attivamente nel 2007: “Da entrambi i miei genitori ho sempre respirato la passione politica e nel 2007 mi sono impegnata attivamente andando di casa in casa dopo il lavoro per incontrare la gente, capire i bisogni della città. Poi, dopo aver ricevuto vari consigli ho organizzato questo mio modo di incontrare le persone in una associazione che è stata una esperienza importante e bellissima perché mi ha consentito di essere sempre dentro alle problematiche”.
Lauretta Gianfelici dice di aver ricevuto numerosi inviti ad entrare in vari partiti politici ma di aver detto altrettanti ‘no’ finché non ha trovato il PdF: “L’incontro con questo partito mi ha dato la convinzione di trovarmi nel partito giusto. È un movimento che non fa chiacchiere o proteste ma che entra direttamente nelle proposte. La mia città - incalza - ha bisogno di questo metodo perché non ha più un’anima, una meta, una mission e non dà più neanche onore alla sua storia. E questo è talmente evidente nei fatti che dobbiamo tutti avere quella sana ribellione al buon senso che spero rinasca anche nelle famiglie del territorio”.
Gianfelici si dice determinata a riportare energia e a togliere quel velo di rassegnazione che a suo avviso si è posato su tutta Macerata da diversi anni. Inoltre, si rifà a padre Matteo Ricci quando afferma di voler riportare anche amicizia, socialità e valori. “Papa Francesco, quando si presentò ai fedeli, disse che chi si sente in qualche modo coinvolto nell’amore e chi è testimone, deve sapere dell’odore delle proprie pecore e io, in questi anni, ho fatto questo. Da 20 anni a Macerata governa il Pd e da troppi anni non c’è nemmeno una vera opposizione e questo vuol dire qualcosa”. Secondo Gianfelici, non è più il tempo di porre le parole come punto di partenza bensì le “persone che stanno nei fatti e fra la gente”. Fra i primi argomenti da affrontare, oltre alle problematiche relative alle famiglie e alla maternità, anche la riapertura del centro storico, l’ascolto dei commercianti, delle forze dell’ordine (che secondo la candidata, “sono rimaste sole e i fatti di cronaca lo dimostrano quotidianamente”) e dei giovani (“che sono stati mandati via”) e la pianificazione di un progetto per il turismo: “Macerata è stata fatta morire - dice in conclusione - e il turismo non può e non deve essere solo quello di giornata”.
g.g.
A rispondere al consigliere regionale dei Verdi, Sandro Bisonni, intervenuto sul tema dell'inceneritore a Tolentino per il quale la Provincia si è definitivamente espressa in maniera negativa è il sindaco della città, Giuseppe Pezzanesi che smentisce Bisonni in merito alla comunicazione della vicinanza delle scuole nella zona dove doveva sorgere l'inceneritore: "Nella conferenza dei servizi - spiega il sindaco - né il rappresentante del Comitato stesso, né tanto meno il Consigliere Bisonni hanno portato ulteriori contributi alla causa.
Risulta invece evidente la somma di tutte le argomentazioni portate con operoso impegno dall'amministrazione e dagli uffici competenti del Comune, che hanno determinato insieme alla grande attenzione della Provincia di Macerata e dell’ASUR, il risultato finale che salutiamo con grande soddisfazione".
Ma il vero scontro ora è sul forno crematorio che dovrebbe sorgere vicino al cimitero cittadino e per il quale Bisonni ha già espresso contrarietà: "Si tratta - ribadisce Pezzanesi - di una realtà tecnicamente e empaticamente totalmente diversa da qualsiasi altro impianto di settore e che stiamo valutando la possibilità di realizzarlo, consapevoli della volontà di coloro che ne fanno sempre di più richiesta e che oggi devo recarsi a Perugia, Fano o San Benedetto.
Ribadiamo che questa Amministrazione solo nella piena consapevolezza della buona tecnologia e delle buone pratiche dell’impianto in discussione, provvederà alla sua realizzazione, in più crediamo fermamente che, come già accaduto in paesi più progrediti del nord Europa, il futuro della maggior parte delle tumulazioni si indirizzerà in tale direzione, anche perché è assolutamente necessario e doveroso, di fronte a una società che tende ad invecchiare come età media, continuare a pensare all’ampliamento continuo delle strutture laterizie dei cimiteri esistenti che, tra qualche decennio, potrebbero assumere dimensioni più grandi delle stesse città, se non opportunamente gestiti, con danno marcato ed evidente dei nostri paesaggi e dell’ambiente".
GS
Risulta invece evidente la somma di tutte le argomentazioni portate con operoso impegno dall'amministrazione e dagli uffici competenti del Comune, che hanno determinato insieme alla grande attenzione della Provincia di Macerata e dell’ASUR, il risultato finale che salutiamo con grande soddisfazione".
Ma il vero scontro ora è sul forno crematorio che dovrebbe sorgere vicino al cimitero cittadino e per il quale Bisonni ha già espresso contrarietà: "Si tratta - ribadisce Pezzanesi - di una realtà tecnicamente e empaticamente totalmente diversa da qualsiasi altro impianto di settore e che stiamo valutando la possibilità di realizzarlo, consapevoli della volontà di coloro che ne fanno sempre di più richiesta e che oggi devo recarsi a Perugia, Fano o San Benedetto.
Ribadiamo che questa Amministrazione solo nella piena consapevolezza della buona tecnologia e delle buone pratiche dell’impianto in discussione, provvederà alla sua realizzazione, in più crediamo fermamente che, come già accaduto in paesi più progrediti del nord Europa, il futuro della maggior parte delle tumulazioni si indirizzerà in tale direzione, anche perché è assolutamente necessario e doveroso, di fronte a una società che tende ad invecchiare come età media, continuare a pensare all’ampliamento continuo delle strutture laterizie dei cimiteri esistenti che, tra qualche decennio, potrebbero assumere dimensioni più grandi delle stesse città, se non opportunamente gestiti, con danno marcato ed evidente dei nostri paesaggi e dell’ambiente".
GS
Siglato nel pomeriggio l'accordo con tutti i sindacati della dirigenza rispetto al protocollo firmato con le organizzazioni confederali il 20 aprile, per l'erogazione dei compensi al personale che si è impegnato nell'emergenza Coronavirus, per un totale di 20 milioni, suddivisi tra comparto e dirigenza.
Per la dirigenza sono state create due fasce: dirigenti che hanno svolto attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza Covid prevalentemente impegnati in assistenza, emergenza, diagnostica e attività territoriali a favore di pazienti Covid, sulla base di certificazione della direzione aziendale; dirigenti che hanno svolto attività prevalentemente in altre tipologie di assistenza, diagnostica e attività territoriali a favore dell’emergenza Covid.
Dopo la preintesa raggiunta martedì 26 maggio con i sindacati del comparto, ora l’accordo sarà ratificato nella prossima riunione di giunta.
Soddisfatto il presidente Luca Ceriscioli: “A questo punto chiediamo alle Aziende il massimo impegno perché il nostro desiderio è che i premi siano distribuiti prima possibile".
C.C.
Per la dirigenza sono state create due fasce: dirigenti che hanno svolto attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza Covid prevalentemente impegnati in assistenza, emergenza, diagnostica e attività territoriali a favore di pazienti Covid, sulla base di certificazione della direzione aziendale; dirigenti che hanno svolto attività prevalentemente in altre tipologie di assistenza, diagnostica e attività territoriali a favore dell’emergenza Covid.
Dopo la preintesa raggiunta martedì 26 maggio con i sindacati del comparto, ora l’accordo sarà ratificato nella prossima riunione di giunta.
Soddisfatto il presidente Luca Ceriscioli: “A questo punto chiediamo alle Aziende il massimo impegno perché il nostro desiderio è che i premi siano distribuiti prima possibile".
C.C.
Con la proposta della terza individuazione di sette aggregati edilizi (sei del centro storico e uno della frazione di Tuseggia), approvata l’ultima parte dei 54 interventi unitari di ricostruzione coinvolgenti 190 edifici del centro storico e delle frazioni del comune di Camerino. La votazione che ha registrato l’unanimità dei consensi da parte di maggioranza e minoranza, è avvenuta nel corso della seduta consiliare di ieri sera mercoledì 27 maggio. Nelle comunicazioni seguite all’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, il primo cittadino Sandro Sborgia ha ricordato l’istituzione del tavolo tecnico permanente della ricostruzione che vede riuniti il Comune di Camerino, la Curia arcivescovile, l’Università, la Struttura commissariale, l’USR La Sovrintendenza e l’associazione nazionale dei Costruttori. All’ordine del giorno del consiglio comunale anche una interrogazione e due mozioni presentate dal Gruppo consiliare “Radici al futuro”.
Con l’ interrogazione, i consiglieri di minoranza chiedevano una risposta sul futuro dell’ospedale di Camerino dopo la sua trasformazione in Covid Hospital; è seguita poi da parte del consigliere Pasqui l’illustrazione della prima delle due mozioni presentate e con la quale si chiedeva un impegno ad interventi di sostegno per le attività del territorio in difficoltà a causa della pandemia. Sul punto, la maggioranza ha ritenuto di esprimere voto contrario in quanto come spiegato da Sborgia, nell’immediatezza dell’emergenza sanitaria la giunta ha sospeso numerosi tributi il cui pagamento inizierà a decorrere dal momento in cui si chiuderà lo stato di emergenza. Nel motivare il respingimento della mozione, seppur accogliendo con favore la sollecitazione del gruppo Radici al Futuro, il sindaco ha fatto sapere che in realtà misure a sostegno delle attività in difficoltà sono contenute in una delibera di giunta del 26 maggio e che, inoltrando una semplice richiesta al comune, prevede la possibilità che gli esercenti utilizzino gli spazi di suolo pubblico antistanti le loro attività, senza alcun onere di spesa,. Sborgia ha aggiunto che aiuti alle aziende sono stati assicurati anche per gli acquisti di dispositivi di protezione e sicurezza e che si è a disposizione delle attività economiche per qualsiasi altra necessità di sostegno. Nell’attesa di conoscere il contenuto dell’atto ufficiale della delibera, il consigliere Falcioni ha risposto che sarebbe stata preferibile la pubblicazione di un bando per l’accesso agli aiuti messi a disposizione dal Comune. Favore unanime invece sulla seconda mozione proposta da “Radici al futuro”,avente ad oggetto il conferimento della cittadinanza onoraria al Maestro Bocelli e alla sua signora Veronica Berti. Bollata come insoddisfacente dal Capogruppo Gianluca Pasqui che l’ha illustrata, la risposta che il sindaco ha dato alla interrogazione riferita al futuro dell’ospedale di Camerino.
“E’ chiaro che l’ospedale di Camerino dopo questa fase d’emergenza, sarebbe tornato- dichiara Gianluca Pasqui all’indomani della seduta consiliare-. A dirlo non è stato né l’ex sindaco Pasqui, tantomeno il sindaco Sborgia ma, ricordo che proprio quella domenica 8 marzo nel corso della riunione in Comune con i vertici dell’Asur e della politica regionale, sia la dott.ssa Storti, direttore generale Asur Marche che il responsabile dell’Area Vasta 3 Maccioni, dissero chiaramente che finita l’emergenza, il presidio di Camerino sarebbe tornato così com’era. La cosa che mi è dispiaciuta ancora di più sono state le sottolineature che il sindaco ha fatto parlando del Covid Hospital- continua Pasqui- dando quasi a capire che, dalla sua nascita e in tutti questi anni, l’ospedale di Camerino sia servito a salvare vite umane solo nel frangente di questa emergenza. Forse il sindaco non sa che il nostro ospedale ha sempre salvato vite umane ed è sempre stato un fiore all’occhiello della sanità locale e regionale, prestandosi e adoperandosi costantemente attraverso medici, professionisti, infermieri e personale paramedico che ringrazio per quello che hanno fatto per questo frangente e per il passato. L’ospedale è dunque sempre stato uno dei migliori centri sanitari della Regione. Quello che tuttavia il sindaco Sborgia non ha spiegato è una cosa fondamentale che era stata richiesta: quale sarà la politica e cosa accadrà da adesso in poi. Il sindaco – sottolinea Pasqui- si preoccupa sempre di parlare dell’operato passato ma si deve ricordare che è lui che gestisce le sorti della città e dunque, a prescindere da me che ho perso le elezioni e non sono io ad amministrare, deve parlare di quello che deve fare. In questo caso invece, non si è detto nulla. Ricordo alla popolazione che sulla sanità invece il sindaco Pasqui, oltre ad aver portato tre primari, con una votazione all’unanimità ha anche garantito la permanenza dell’ospedale di Camerino, a prescindere o meno dalla creazione dell’ospedale unico. Chi non sapeva questo, probabilmente erano l’attuale assessore alla sanità dott. Sfascia e l’attuale sindaco che in tutta la loro campagna elettorale hanno raccontato cose assolutamente diverse rispetto a queste”.
Rammarico poi sulla bocciatura della mozione che mirava ad impegnare la giunta nel sostenere le attività del territorio colpite dal Covid che, secondo Pasqui, avrebbe dovuto essere approvata: ”Non vorrei che questo sostegno che il sindaco e la giunta hanno detto di aver pensato, derivi da atti successivi alla presentazione della nostra mozione. Se così fosse, da un lato mi dispiace perché vuol dire che prima non ci avevano pensato, dall’altro però mi rende felice perché sta a significare che la nostra mozione è servita a qualcuno. Non potevano poi che approvare la mozione che aveva ad oggetto il conferimento della cittadinanza onoraria al Maestro Andrea Bocelli e alla sua signora. A tal proposito, voglio ricordare che né il sindaco Sborgia, né qualcun altro, ha deciso la donazione di ABF per Camerino. Ad adoperarsi è stata la Madre Badessa Suor Chiara Laura e ricordo a tutti che ad accogliere per la prima volta nel centro storico di Camerino il Maestro Bocelli c’era l’amministrazione Pasqui e che ne sono seguiti altri lavori di programmazione. Il grazie va alla Badessa, al maestro Correnti e al presidente Spurio che si sono adoperati tanto per questa iniziativa sotto il mandato di un sindaco che ha un nome e cognome preciso. Ho infine invitato il sindaco ad uscire dalla campagna elettorale. L’ho apprezzato tantissimo in questo periodo perché tra i grazie, le condoglianze e gli auguri di compleanno, ha brillato di sicuro per vicinanza alla popolazione, ma questa è una popolazione che ha bisogno di atti concreti e deve ricostruire. Ricordo anche che l’attuale sindaco diceva che le messe in sicurezza non servivano e poi leggo che nonostante 9 milioni di euro nelle casse per la ricostruzione del Palazzo comunale e del teatro di Camerino, ancora facciamo puntellamenti al teatro. La domanda è rivolta ad un sindaco che si propone per ricostruire ma dopo un anno fa ancora messe in sicurezza e nessuna ricostruzione. Con questo- conclude Pasqui- dico auguri e buon lavoro a Camerino. Io nel mio ruolo di oppositore costruttivo ci sono insieme ai consiglieri Nalli, Lucarelli e Falcioni, disponibili tutti a lavorare anche se pare di vedere che non vi sia la volontà di accogliere il nostro segnale”. Il Capogruppo di Radici al Futuro ha anche detto di esser rimasto deluso e preoccupato dalla comunicazione della ricostruzione del tavolo tecnico permanente al quale siedono tutte le istituzioni rappresentative della ricostruzione: “Si è dimenticato il sindaco di dire che quel tavolo c’era ed era perfettamente funzionante. Lo aveva costituito l’amministrazione Pasqui e con quel tavolo avevamo deciso insieme le perimetrazioni. Era un tavolo che stava lavorando tantissimo per il territorio. La mia preoccupazione è che comunicando l’istituzione del tavolo, il sindaco per un anno, non abbia fatto più funzionare un’ importantissima istituzione tra istituzioni”.
Con l’ interrogazione, i consiglieri di minoranza chiedevano una risposta sul futuro dell’ospedale di Camerino dopo la sua trasformazione in Covid Hospital; è seguita poi da parte del consigliere Pasqui l’illustrazione della prima delle due mozioni presentate e con la quale si chiedeva un impegno ad interventi di sostegno per le attività del territorio in difficoltà a causa della pandemia. Sul punto, la maggioranza ha ritenuto di esprimere voto contrario in quanto come spiegato da Sborgia, nell’immediatezza dell’emergenza sanitaria la giunta ha sospeso numerosi tributi il cui pagamento inizierà a decorrere dal momento in cui si chiuderà lo stato di emergenza. Nel motivare il respingimento della mozione, seppur accogliendo con favore la sollecitazione del gruppo Radici al Futuro, il sindaco ha fatto sapere che in realtà misure a sostegno delle attività in difficoltà sono contenute in una delibera di giunta del 26 maggio e che, inoltrando una semplice richiesta al comune, prevede la possibilità che gli esercenti utilizzino gli spazi di suolo pubblico antistanti le loro attività, senza alcun onere di spesa,. Sborgia ha aggiunto che aiuti alle aziende sono stati assicurati anche per gli acquisti di dispositivi di protezione e sicurezza e che si è a disposizione delle attività economiche per qualsiasi altra necessità di sostegno. Nell’attesa di conoscere il contenuto dell’atto ufficiale della delibera, il consigliere Falcioni ha risposto che sarebbe stata preferibile la pubblicazione di un bando per l’accesso agli aiuti messi a disposizione dal Comune. Favore unanime invece sulla seconda mozione proposta da “Radici al futuro”,avente ad oggetto il conferimento della cittadinanza onoraria al Maestro Bocelli e alla sua signora Veronica Berti. Bollata come insoddisfacente dal Capogruppo Gianluca Pasqui che l’ha illustrata, la risposta che il sindaco ha dato alla interrogazione riferita al futuro dell’ospedale di Camerino.
“E’ chiaro che l’ospedale di Camerino dopo questa fase d’emergenza, sarebbe tornato- dichiara Gianluca Pasqui all’indomani della seduta consiliare-. A dirlo non è stato né l’ex sindaco Pasqui, tantomeno il sindaco Sborgia ma, ricordo che proprio quella domenica 8 marzo nel corso della riunione in Comune con i vertici dell’Asur e della politica regionale, sia la dott.ssa Storti, direttore generale Asur Marche che il responsabile dell’Area Vasta 3 Maccioni, dissero chiaramente che finita l’emergenza, il presidio di Camerino sarebbe tornato così com’era. La cosa che mi è dispiaciuta ancora di più sono state le sottolineature che il sindaco ha fatto parlando del Covid Hospital- continua Pasqui- dando quasi a capire che, dalla sua nascita e in tutti questi anni, l’ospedale di Camerino sia servito a salvare vite umane solo nel frangente di questa emergenza. Forse il sindaco non sa che il nostro ospedale ha sempre salvato vite umane ed è sempre stato un fiore all’occhiello della sanità locale e regionale, prestandosi e adoperandosi costantemente attraverso medici, professionisti, infermieri e personale paramedico che ringrazio per quello che hanno fatto per questo frangente e per il passato. L’ospedale è dunque sempre stato uno dei migliori centri sanitari della Regione. Quello che tuttavia il sindaco Sborgia non ha spiegato è una cosa fondamentale che era stata richiesta: quale sarà la politica e cosa accadrà da adesso in poi. Il sindaco – sottolinea Pasqui- si preoccupa sempre di parlare dell’operato passato ma si deve ricordare che è lui che gestisce le sorti della città e dunque, a prescindere da me che ho perso le elezioni e non sono io ad amministrare, deve parlare di quello che deve fare. In questo caso invece, non si è detto nulla. Ricordo alla popolazione che sulla sanità invece il sindaco Pasqui, oltre ad aver portato tre primari, con una votazione all’unanimità ha anche garantito la permanenza dell’ospedale di Camerino, a prescindere o meno dalla creazione dell’ospedale unico. Chi non sapeva questo, probabilmente erano l’attuale assessore alla sanità dott. Sfascia e l’attuale sindaco che in tutta la loro campagna elettorale hanno raccontato cose assolutamente diverse rispetto a queste”.
Rammarico poi sulla bocciatura della mozione che mirava ad impegnare la giunta nel sostenere le attività del territorio colpite dal Covid che, secondo Pasqui, avrebbe dovuto essere approvata: ”Non vorrei che questo sostegno che il sindaco e la giunta hanno detto di aver pensato, derivi da atti successivi alla presentazione della nostra mozione. Se così fosse, da un lato mi dispiace perché vuol dire che prima non ci avevano pensato, dall’altro però mi rende felice perché sta a significare che la nostra mozione è servita a qualcuno. Non potevano poi che approvare la mozione che aveva ad oggetto il conferimento della cittadinanza onoraria al Maestro Andrea Bocelli e alla sua signora. A tal proposito, voglio ricordare che né il sindaco Sborgia, né qualcun altro, ha deciso la donazione di ABF per Camerino. Ad adoperarsi è stata la Madre Badessa Suor Chiara Laura e ricordo a tutti che ad accogliere per la prima volta nel centro storico di Camerino il Maestro Bocelli c’era l’amministrazione Pasqui e che ne sono seguiti altri lavori di programmazione. Il grazie va alla Badessa, al maestro Correnti e al presidente Spurio che si sono adoperati tanto per questa iniziativa sotto il mandato di un sindaco che ha un nome e cognome preciso. Ho infine invitato il sindaco ad uscire dalla campagna elettorale. L’ho apprezzato tantissimo in questo periodo perché tra i grazie, le condoglianze e gli auguri di compleanno, ha brillato di sicuro per vicinanza alla popolazione, ma questa è una popolazione che ha bisogno di atti concreti e deve ricostruire. Ricordo anche che l’attuale sindaco diceva che le messe in sicurezza non servivano e poi leggo che nonostante 9 milioni di euro nelle casse per la ricostruzione del Palazzo comunale e del teatro di Camerino, ancora facciamo puntellamenti al teatro. La domanda è rivolta ad un sindaco che si propone per ricostruire ma dopo un anno fa ancora messe in sicurezza e nessuna ricostruzione. Con questo- conclude Pasqui- dico auguri e buon lavoro a Camerino. Io nel mio ruolo di oppositore costruttivo ci sono insieme ai consiglieri Nalli, Lucarelli e Falcioni, disponibili tutti a lavorare anche se pare di vedere che non vi sia la volontà di accogliere il nostro segnale”. Il Capogruppo di Radici al Futuro ha anche detto di esser rimasto deluso e preoccupato dalla comunicazione della ricostruzione del tavolo tecnico permanente al quale siedono tutte le istituzioni rappresentative della ricostruzione: “Si è dimenticato il sindaco di dire che quel tavolo c’era ed era perfettamente funzionante. Lo aveva costituito l’amministrazione Pasqui e con quel tavolo avevamo deciso insieme le perimetrazioni. Era un tavolo che stava lavorando tantissimo per il territorio. La mia preoccupazione è che comunicando l’istituzione del tavolo, il sindaco per un anno, non abbia fatto più funzionare un’ importantissima istituzione tra istituzioni”.
Soddisfatto della seduta consiliare il primo cittadino Sandro Sborgia e, in primo luogo, per il lavoro compiuto nel portare a votazione l’ultima parte degli aggregati edilizi. “Il lavoro più grande da fare era nell’individuare le unità immobiliari per permettere ai cittadini di mettere mano alle attività di progettazione, presentazione dei progetti e quindi affidamento dei lavori. Gravoso e complicato il tutto, tuttavia aspettava di esser fatto ormai da 4 anni- commenta il sindaco-. In meno di un anno siamo riusciti a fare ciò che avrebbe dovuto esser fatto nell’immediato e il merito va ai consiglieri Ortenzi, Marassi, all’assessore ai lavori pubblici Fanelli, al collaboratore Tromboni e all’intero personale dell’ufficio tecnico. E’ una soddisfazione grande essere riusciti a concludere questo capitolo fondamentale per la città e che adesso permetterà di concentrarci sulle altre parti che sono rimaste in sospeso per via delle complicanze che in qualche modo vi sono tra strutture”. Quanto all’interrogazione sull’ospedale il sindaco commenta che “speculare su una cosa di primaria importanza come il presidio sanitario, dovrebbe far riflettere: l’ospedale- dice Sborgia- non è della maggioranza o della minoranza. L’ospedale è di una comunità allargata che comprende Camerino e un intero territorio. Abbiamo sicuramente affrontato un periodo difficilissimo; abbiamo assistito alla sua riconversione in Covid Hospital ed è servito per curare e salvare vite umane. Il ritorno alla normalità è qualcosa che tutti volevamo e che tutti desideriamo, insieme alla sconfitta della pandemia. Che il Capogruppo di “Radici al futuro” ci dica che sull’ospedale manchiamo di un piano politico sanitario, non fa che mettere in luce una totale assenza di conoscenza delle norme che regolano l’offerta sanitaria e l’organizzazione sanitaria del nostro Paese,. Non so se lo fa scientemente oppure colpevolmente e in quest’ultiimo caso è bene che si metta a studiare perché scoprirà che un piano sanitario non lo fa il Comune ma è materia esclusiva della Regione Marche. Il problema invece è un altro- sottolinea-. Capisco la sua insoddisfazione perché forse Pasqui avrebbe voluto che le cose fossero andate diversamente rispetto al fatto che il nostro ospedale torna comunque ad avere un reparto di Terapia Intensiva potenziato, cosa diversa dalla situazione venutasi a creare durante la sua amministrazione. E’ del 2018 infatti l’atto della Regione Marche che certificava la soppressione dell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica dell’ospedale di Camerino. Questo è successo nel momento in cui il consigliere Pasqui ricopriva la carica di sindaco e, non mi risulta che il consigliere all’epoca sindaco, rispetto a quella soppressione, abbia mai protestato, né sollevato un dito, né detto alcunché. Tutto è passato nell’assoluto silenzio, quindi, o lui lo sapeva e ha taciuto e dovrebbe allora spiegare le ragioni per le quali ha taciuto, o addirittura il fatto è avvenuto nel suo completo disinteresse e allora, una ragione in più per i cittadini di mandarlo a casa. Credo quindi che sull’argomento della sanità il consigliere Pasqui, forse prima di parlare dovrebbe contare, poiché su quel versante c’è stato tutto il suo assoluto e completo disinteresse, tanto che appena insediati, la prima cosa che come amministratori abbiamo dovuto affrontare, è stata la grave carenza di organico del reparto di Cardiologia. Mancavano 4 cardiologi e, quell’ospedale scontava un problema di organico anche in altri reparti, che noi abbiamo fronteggiato grazie agli interventi fatti su Regione, Direzione Generale che tutti ricorderanno. E’ chiaro che il Capogruppo e i consiglieri di minoranza sono dispiaciuti e insoddisfatti: forse avrebbero voluto che le cose fossero andate diversamente ma, purtroppo per loro, non è andata così e nella delibera di Giunta che ha previsto la riconversione dell’ospedale di Camerino in struttura Covid, noi abbiamo preteso che fosse certificato e cristallizzato che una volta terminata la fase acuta dell’emergenza, il presidio sanitario di Camerino venisse potenziato. Nella stessa delibera di Giunta è scritto e sottoscritto che tutto il materiale di cui è stato dotato il presidio nel periodo Covid, rimarrà patrimonio della struttura”. Quanto al tavolo permanente della ricostruzione, il primo cittadino non nega che il tavolo sia stato costituito nel novembre 2018 quando era in carica l’amministrazione Pasqui:
“Quel tavolo in realtà si è riunito una sola volta ma non risulta che abbia prodotto alcun atto. Noi invece lo abbiamo rimesso in piedi e lo riteniamo molto importante soprattutto in vista delle nuove ordinanze che sono state emanate dal Commissario Legnini per dare un segnale d’accelerazione al processo di ricostruzione. Lo stesso Commissario è membro componente di quel tavolo e vi partecipa fattivamente. Uno strumento necessario e fondamentale che ci ha visti oggi pomriggio già di nuovo riuniti. La diversità è se quel tavolo tecnico produce o non produce e, noi tutti insieme vogliamo farlo lavorare”.
C.C.
“Quel tavolo in realtà si è riunito una sola volta ma non risulta che abbia prodotto alcun atto. Noi invece lo abbiamo rimesso in piedi e lo riteniamo molto importante soprattutto in vista delle nuove ordinanze che sono state emanate dal Commissario Legnini per dare un segnale d’accelerazione al processo di ricostruzione. Lo stesso Commissario è membro componente di quel tavolo e vi partecipa fattivamente. Uno strumento necessario e fondamentale che ci ha visti oggi pomriggio già di nuovo riuniti. La diversità è se quel tavolo tecnico produce o non produce e, noi tutti insieme vogliamo farlo lavorare”.
C.C.
Chiusa la rianimazione del Covid Hospital di Camerino. Gli ultimi due pazienti che erano ricoverati nel reparto e sottoposti alla terapia intensiva sono stati trasferiti ieri nella nuova struttura di Civitanova, Nel presidio sanitario di Camerino restano ancora due pazienti in terapia semi intensiva dopo che altri 2 che erano ricoverati nei reparti sono stati trasferiti ieri all'ospedale Covid di Macerata e un altro paziente a Civitanova Marche. Completato dunque il trasferimnento di tutti i pazienti in altre strutture, si prospetta dunque un graduale ma veloce ritorno alla normalità dell'ospedale di Camerino di cui è imminente la totale sanificazione degli ambienti che inizierà lunedì prossimo.
Resta una foto eloquente a testimoniare i lunghi mesi di lotta in prima linea di tutto il personale della rianimazione Covid di Camerino,per contrastare e combattere con grande spirito di abnegazione un nemico silenzioso e spietato.
C.C.
Resta una foto eloquente a testimoniare i lunghi mesi di lotta in prima linea di tutto il personale della rianimazione Covid di Camerino,per contrastare e combattere con grande spirito di abnegazione un nemico silenzioso e spietato.
C.C.
L'Unione Montana dei Monti Azzurri dice no alla sperimentazione del 5 G. E' quanto decisio dal consiglio dell'ente che ha visto sul punto l'astensione del comune di Tolentino, rappresentato dal vice sindaco Silvia Luconi in quanto l'amministrazione tolentinate ha già avviato un piano antenne con un procedimento già in essere. "Un'astensione dovuta a motivi precauzionali - dichiara il presidente Giampiero Feliciotti - e che ci fornisce anche una dritta perchè vorremmo che il loro piano antenne e il relativo regolamento fosse esteso unitariamente su tutto il territorio dell'Unione Montana per avere una sola legislazione di confronto". Il presidente Feliciotti torna anche sull'esito della riunione del Consiglio. "Abbiamo discusso sulla questione 5 G e la decisione dei sindaci è quella di predisporre le ordinanze per vietare la sperimentazione sul proprio territorio fino a quando non si abbia la certezza che ciò non provochi danni alla popolazione".

Silvia Luconi

Silvia Luconi
Di nuovo un autoarticolato incastrato sotto al sottopasso ferroviario di ponte Sant'Antonio. Una scena che si ripete innumerevoli volte all'anno, creando non poche difficoltà e disagi alla viabilità cittadina. Questa volta a rimanere incastrati è stato un camion Volvo FHdi un’azienda di trasporti di Bressanone che ha urtato con il rimorchio il sottopasso. Fortunatamente illeso il conducente che doveva effettuare una consegna in un’azienda del posto.
Danni alla motrice del mezzo e alla copertura dell’appendice che si è ripiegata su sé stessa dopo l’urto.
Per l’ingresso alla città è stata istituita una deviazione all’altezza della variante della stradale 361 “Septempedana”, provenendo da Castelraimondo. Per l’uscita il traffico è stato invece deviato sulla viabilità locale.
Sul posto i carabinieri di San Severino e i vigili del fuoco che hanno provveduto a liberare il mezzo rimasto incastrato nel sottopasso.
g.g.
Danni alla motrice del mezzo e alla copertura dell’appendice che si è ripiegata su sé stessa dopo l’urto.
Per l’ingresso alla città è stata istituita una deviazione all’altezza della variante della stradale 361 “Septempedana”, provenendo da Castelraimondo. Per l’uscita il traffico è stato invece deviato sulla viabilità locale.
Sul posto i carabinieri di San Severino e i vigili del fuoco che hanno provveduto a liberare il mezzo rimasto incastrato nel sottopasso.
g.g.
Il protrarsi della crisi sanitaria legata al Coronavirus ha stravolto tutte le attività sportive e con il pubblico. Le cronoscalate automobilistiche non si sottraggono naturalmente alle problematiche generali ed alle prescrizioni sanitarie. Malgrado gli encomiabili sforzi di Acisport per produrre il protocollo necessario da adottare per le manifestazioni automobilistiche 2020, non si può prescindere dal necessità di vietare le gare al pubblico, parte essenziale delle gare in montagna, attrazioni suggestive per i percorsi utilizzati, oltre che spettacolo unico da vivere a contatto con i protagonisti nelle aree paddock, lungo il percorso di gara e le premiazioni. Per lo staff organizzatore del Trofeo Scarfiotti, l’Automobile Club Macerata, il Comune di Sarnano, l’Associazione Sportiva AC Macerata e Sarnano In Pista, non ci sono le condizioni essenziali per poter operare al meglio, non ultime le difficoltà economiche che investono il tessuto locale sempre attento alla gara, l’inevitabile maggiorazione dei costi organizzativi ed il ristretto spazio temporale di fine stagione per un possibile recupero.
Pertanto all’unanimità ma con grande amarezza, si è scelto di annullare l’evento 2020 per concentrare tutti gli sforzi nel dare appuntamento a piloti ed appassionati al 2021 con un rinnovato Trofeo Lodovico Scarfiotti. La cronoscalata Sarnano-Sassotetto si correrà infatti sul percorso previsto per quest’anno, allungato fino a circa 10 km, mantenendo le titolazioni per l’Italiano Montagna CIVM, il Trofeo Nazionale TIVM e l’Italiano Autostoriche CIVSA.

Riconoscimenti nel 50° anniversario
Il sindaco di Sarnano Luca Piergentili: “E’ stata una decisione sofferta ma inevitabile. La cronoscalata è uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per la nostra cittadina che viene coinvolta tutta per tre giorni con le aree paddock. Con le restrizioni delle normative vengono meno i punti di forza dell’evento, oltre ad aumentare l’impegno organizzativo ed anche le problematiche legate alla ricettività. Meglio concentrarsi al meglio sull’edizione 2021 con la garanzia delle titolarità.”
Il presidente dell’AC Macerata Enrico Ruffini: “E’ una decisione che non avrei mai voluto prendere, ma è stata inevitabile. Non possiamo permetterci un flop, considerando di dover blindare ampie zone del centro di Sarnano per le aree paddock, ridurre ad una sola la giornata di gara, avere una forte flessione di partecipanti, vedere aumentare i costi per i protocolli da seguire. Preferiamo organizzare bene l’edizione 2021, anche per rispetto dei cittadini e dei volontari di Sarnano che ci hanno sempre dimostrato disponibilità.”

paddock
Pertanto all’unanimità ma con grande amarezza, si è scelto di annullare l’evento 2020 per concentrare tutti gli sforzi nel dare appuntamento a piloti ed appassionati al 2021 con un rinnovato Trofeo Lodovico Scarfiotti. La cronoscalata Sarnano-Sassotetto si correrà infatti sul percorso previsto per quest’anno, allungato fino a circa 10 km, mantenendo le titolazioni per l’Italiano Montagna CIVM, il Trofeo Nazionale TIVM e l’Italiano Autostoriche CIVSA.
Riconoscimenti nel 50° anniversario
Il sindaco di Sarnano Luca Piergentili: “E’ stata una decisione sofferta ma inevitabile. La cronoscalata è uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per la nostra cittadina che viene coinvolta tutta per tre giorni con le aree paddock. Con le restrizioni delle normative vengono meno i punti di forza dell’evento, oltre ad aumentare l’impegno organizzativo ed anche le problematiche legate alla ricettività. Meglio concentrarsi al meglio sull’edizione 2021 con la garanzia delle titolarità.”
Il presidente dell’AC Macerata Enrico Ruffini: “E’ una decisione che non avrei mai voluto prendere, ma è stata inevitabile. Non possiamo permetterci un flop, considerando di dover blindare ampie zone del centro di Sarnano per le aree paddock, ridurre ad una sola la giornata di gara, avere una forte flessione di partecipanti, vedere aumentare i costi per i protocolli da seguire. Preferiamo organizzare bene l’edizione 2021, anche per rispetto dei cittadini e dei volontari di Sarnano che ci hanno sempre dimostrato disponibilità.”

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