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Era stato aggredito con calci e pugni e colpito al capo con una bottiglia da un uomo che aveva tentato di sottrargli la boccetta di metadone che l’aggredito, un giovane di 25 anni di origini gambiane, tossicodipendente seguito dal locale Sert, aveva con sé. La vittima, però, era riuscita a sfuggire all’aggressione e a chiamare il 113. Le successive indagini da parte degli agenti del Commissariato di Civitanova Marche hanno consentito di identificare l’aggressore, un 35 enne di origini nigeriane, anche lui tossicodipendente seguito dal Sert, che è stato così denunciato per il reato di tentata rapina aggravata.
f.u.
f.u.
Dal primo febbraio Francesco Massi Gentiloni Silveri sarà il nuovo segretario comunale del Comune di Macerata. Prenderà il posto di Paolo Cristiano che dal capoluogo andrà a Camerino.
Nato a Macerata, residente a Tolentino, Massi Gentiloni Silveri è laureato in Giurisprudenza. Ha Sessantadue anni e più della metà li ha trascorsi a svolgere il ruolo di segretario comunale. Massi inoltre ha anche una lunga esperienza nella politica. Dal 1990 al 1993 è stato sindaco di Tolentino poi negli anni a seguire anche consigliere comunale e dal 2000 al 2015 è stato consigliere regionale dell’Assemblea Legislativa della Regione Marche.
Attualmente Massi è segretario comunale di Porto Recanati, di Recanati e di Montefano, incarichi che lascerà per espletare la sua nuova funzione a Macerata.
“Siamo molto felici che abbia deciso di mettere la sua professionalità, la sua esperienza e la sua preparazione al servizio del Comune di Macerata". Ha detto il sindaco Sandro Parcaroli parlando di Massi. Ringraziamenti e auguri sono stati inviati dal sindaco al segretario uscente Paolo Cristiano per quanto fatto fino a oggi.
B.O.
Nato a Macerata, residente a Tolentino, Massi Gentiloni Silveri è laureato in Giurisprudenza. Ha Sessantadue anni e più della metà li ha trascorsi a svolgere il ruolo di segretario comunale. Massi inoltre ha anche una lunga esperienza nella politica. Dal 1990 al 1993 è stato sindaco di Tolentino poi negli anni a seguire anche consigliere comunale e dal 2000 al 2015 è stato consigliere regionale dell’Assemblea Legislativa della Regione Marche.
Attualmente Massi è segretario comunale di Porto Recanati, di Recanati e di Montefano, incarichi che lascerà per espletare la sua nuova funzione a Macerata.
“Siamo molto felici che abbia deciso di mettere la sua professionalità, la sua esperienza e la sua preparazione al servizio del Comune di Macerata". Ha detto il sindaco Sandro Parcaroli parlando di Massi. Ringraziamenti e auguri sono stati inviati dal sindaco al segretario uscente Paolo Cristiano per quanto fatto fino a oggi.
B.O.
Quando aumentano le difficoltà cresce anche la volontà di essere d’aiuto. È forse questo l’aspetto che rincuora difronte a un periodo in cui l’emergenza sanitaria ha segnato la vita di molte famiglie in un territorio, quelo di Fabriano, in cui era già in atto un forte ‘terremoto economico’.
Ma davanti a questo tipo di difficoltà ed alle numerose richieste d’aiuto, la Caritas diocesana, diretta da don Marco Strona, ha messo in campo tutte le proprie forze.
Supportata anche dalla sinergia con la diocesi di Camerino, nata grazie all’arcivescovo Francesco Massara, ha saputo rispondere alle richieste di aiuto cresciute del 50%.
"Le attività della Caritas sono diverse – spiega Strona - , anche perché la questione dei bisogni non è legata solo ai beni materiali, ma va oltre. Attraverso le richieste che arrivano al punto di ascolto partono le diverse iniziative. Nella nostra diocesi, soprattutto da marzo in poi, il centro d'ascolto ha lavorato di più, registrando la presenza di chi non si era mai rivolto a noi per chiedere aiuto.
Sulla scia di questa necessità abbiamo aperto l’Emporio della carità per la distribuzione di generi alimentari e prodotti per la cura e l’igiene personale e a cui si sono rivolte 350 famiglie”.
Aiuti che hanno riguardato anche le utenze domestiche e gli affitti: “Come diocesi – prosegue - abbiamo concesso appartamenti a titolo gratuito ad alcune famiglie che erano in difficoltà durante il lockdown a marzo”.
Una vicinanza nei confronti dei più bisognosi che la Caritas ha potuto attuare soprattutto grazie alla crescita di aiuti che è stata registrata: “L’arcivescovo Massara si è impegnato in prima persona – prosegue Strona – poi abbiamo visto che la trasparenza in quello che facciamo ha spinto la gente ad impegnarsi nelle donazioni.

Tanti gli aiuti che sono arrivati, sia di privati, ma anche di aziende e intere comunità che si sono mosse.
Molti sono arrivati da Camerino”.
In un anno la Caritas ha registrato il passaggio di 800 persone, dietro alle quale ci sono altrettante famiglie.
Ma il bisogno economico non è l’unico che hanno manifestato: “Tanti i problemi legati alla solitudine o alla depressione, che hanno causato un aumento del 70% del consumo di antidepressivi. Con il Lions club di Fabriano abbiamo aperto uno sportello psicologico gratuito per sopperire a questa necessità”.
Altri progetti, invece, sono in cantiere per l’anno appena cominciato: “Da un anno è attivo un progetto di agricoltura sociale e un altro lo stiamo portando avanti insieme alla Caritas di Jesi che coinvolge anche il territorio di Camerino: diverse aziende della città ducale ci hanno messo a disposizione terreni da coltivare. Una sinergia che rappresenta un progetto pilota della Cei.
Per il 2021 ci siamo già mossi per finanziare tirocini lavorativi grazie all'8x1000”.
GS
Ma davanti a questo tipo di difficoltà ed alle numerose richieste d’aiuto, la Caritas diocesana, diretta da don Marco Strona, ha messo in campo tutte le proprie forze.
Supportata anche dalla sinergia con la diocesi di Camerino, nata grazie all’arcivescovo Francesco Massara, ha saputo rispondere alle richieste di aiuto cresciute del 50%.
"Le attività della Caritas sono diverse – spiega Strona - , anche perché la questione dei bisogni non è legata solo ai beni materiali, ma va oltre. Attraverso le richieste che arrivano al punto di ascolto partono le diverse iniziative. Nella nostra diocesi, soprattutto da marzo in poi, il centro d'ascolto ha lavorato di più, registrando la presenza di chi non si era mai rivolto a noi per chiedere aiuto.
Sulla scia di questa necessità abbiamo aperto l’Emporio della carità per la distribuzione di generi alimentari e prodotti per la cura e l’igiene personale e a cui si sono rivolte 350 famiglie”.
Aiuti che hanno riguardato anche le utenze domestiche e gli affitti: “Come diocesi – prosegue - abbiamo concesso appartamenti a titolo gratuito ad alcune famiglie che erano in difficoltà durante il lockdown a marzo”.
Una vicinanza nei confronti dei più bisognosi che la Caritas ha potuto attuare soprattutto grazie alla crescita di aiuti che è stata registrata: “L’arcivescovo Massara si è impegnato in prima persona – prosegue Strona – poi abbiamo visto che la trasparenza in quello che facciamo ha spinto la gente ad impegnarsi nelle donazioni.

Tanti gli aiuti che sono arrivati, sia di privati, ma anche di aziende e intere comunità che si sono mosse.
Molti sono arrivati da Camerino”.
In un anno la Caritas ha registrato il passaggio di 800 persone, dietro alle quale ci sono altrettante famiglie.
Ma il bisogno economico non è l’unico che hanno manifestato: “Tanti i problemi legati alla solitudine o alla depressione, che hanno causato un aumento del 70% del consumo di antidepressivi. Con il Lions club di Fabriano abbiamo aperto uno sportello psicologico gratuito per sopperire a questa necessità”.
Altri progetti, invece, sono in cantiere per l’anno appena cominciato: “Da un anno è attivo un progetto di agricoltura sociale e un altro lo stiamo portando avanti insieme alla Caritas di Jesi che coinvolge anche il territorio di Camerino: diverse aziende della città ducale ci hanno messo a disposizione terreni da coltivare. Una sinergia che rappresenta un progetto pilota della Cei.
Per il 2021 ci siamo già mossi per finanziare tirocini lavorativi grazie all'8x1000”.
GS
Iniziate le vaccinazioni anti Covid alla casa di riposo Lazzarelli di San Severino.
Sono 27 i degenti, i primi ad essersi negativizzati dopo il focolaio scoppiato ad ottobre dello scorso anno, che stanno ricevendo la somministrazione del Moderna mRNA -1273 da parte del direttore sanitario della stessa Asp, Giuseppe Tartaglia, e del direttore dell’Hospice all’ospedale Bartolomeo Eustachio, Sergio Giorgetti, che ha dato tutte le indicazioni necessarie per la giusta inoculazione del farmaco.
Già tutti vaccinati, invece, gli operatori della Lazzarelli, tra infermieri, Oss e amministrativi. Per loro a fine mese scatterà il richiamo.
Complessivamente, all’interno della casa di riposo settempedana, attualmente si registra la presenza di 52 degenti.
Intanto, la scorsa settimana, altri 12 anziani avevano ricevuto la somministrazione del farmaco di Moderna nelle camerate dell’Hospice. Il gruppo di nonnini e nonnine era stato trasferito ad ottobre, nel tentativo messo in atto dalle autorità sanitarie per salvarli dal focolaio che aveva investito la casa di rispo. Un’operazione che ha risparmiato tutti da un contagio quasi certo.
GS
Sono 27 i degenti, i primi ad essersi negativizzati dopo il focolaio scoppiato ad ottobre dello scorso anno, che stanno ricevendo la somministrazione del Moderna mRNA -1273 da parte del direttore sanitario della stessa Asp, Giuseppe Tartaglia, e del direttore dell’Hospice all’ospedale Bartolomeo Eustachio, Sergio Giorgetti, che ha dato tutte le indicazioni necessarie per la giusta inoculazione del farmaco.
Già tutti vaccinati, invece, gli operatori della Lazzarelli, tra infermieri, Oss e amministrativi. Per loro a fine mese scatterà il richiamo.
Complessivamente, all’interno della casa di riposo settempedana, attualmente si registra la presenza di 52 degenti.
Intanto, la scorsa settimana, altri 12 anziani avevano ricevuto la somministrazione del farmaco di Moderna nelle camerate dell’Hospice. Il gruppo di nonnini e nonnine era stato trasferito ad ottobre, nel tentativo messo in atto dalle autorità sanitarie per salvarli dal focolaio che aveva investito la casa di rispo. Un’operazione che ha risparmiato tutti da un contagio quasi certo.
GS
L'operazione Marche Sicure che dal 28 al 30 gennaio si terrà al palasport Chierici di Tolentino è aperta anche ai cittadini di Treia, per i quali il sindaco ha avviato la campagna di sensibilizzazione, puntando l'attenzione anche sulle scuole.
"Si tratta di tes molto importanti - dice Franco Capponi - perché servono a fare il punto della situazione e scoprire numerosi casi di asintomatici che poi diventerebbero invece molto pericolosi nel contagio di altre persone".
Oltre a richiamare l'attenzione dei cittadini, il Comune di Treia ha avviato una campagna specifica per gli studenti: "Gli allievi delle medie hanno portato ai genitori la proposta di partecipazione allo screening e quando riceveremo tutte le risposte comunicheremo l’orario esatto in cui si dovranno presentare. Abbiamo concordato con la Regione di avere una finestra temporale dedicata a questi ragazzi il 28 e il 29 e ci auguriamo che una buona parte della popolazione partecipi.
Sempre per le scuole, abbiamo già scritto alla Regione che vorremmo continuare con gli screening a cadenza temporale determinata, in modo da evitare situazioni incresciose come si sono verificate in passato".
GS
"Si tratta di tes molto importanti - dice Franco Capponi - perché servono a fare il punto della situazione e scoprire numerosi casi di asintomatici che poi diventerebbero invece molto pericolosi nel contagio di altre persone".
Oltre a richiamare l'attenzione dei cittadini, il Comune di Treia ha avviato una campagna specifica per gli studenti: "Gli allievi delle medie hanno portato ai genitori la proposta di partecipazione allo screening e quando riceveremo tutte le risposte comunicheremo l’orario esatto in cui si dovranno presentare. Abbiamo concordato con la Regione di avere una finestra temporale dedicata a questi ragazzi il 28 e il 29 e ci auguriamo che una buona parte della popolazione partecipi.
Sempre per le scuole, abbiamo già scritto alla Regione che vorremmo continuare con gli screening a cadenza temporale determinata, in modo da evitare situazioni incresciose come si sono verificate in passato".
GS
Una nuova vita per la Rocca dei Borgia a Camerino. È stato, infatti, affidato l’incarico per la realizzazione del progetto per la nuova scala per i giardini cittadini che rappresenterà la terza via di fuga necessaria per poter adeguare il piano di sicurezza che al momento condiziona gli ingressi, non consentendo di ospitare più di 200 persone contemporaneamente.
Un intervento dal costo totale di poco inferiore ai 100.000 euro. I termini massimi previsti entro i quali le prestazioni oggetto dell’affidamento dovranno essere eseguite sono la disposizione del progetto di fattibilità tecnica ed economica in 30 giorni, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione nei successivi 40 giorni per poi partire con i lavori.
“La realizzazione della terza via di fuga della Rocca borgesca – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Marco Fanelli – è un’opera che la città aspetta da diversi anni ed è per questo che l'abbiamo inserita tra quelle da realizzare con priorità e sulle quali investire. Le norme sulla sicurezza degli spettacoli pubblici, infatti, sono cambiate e la terza via di fuga consentirà di tornare ad avere completamente a disposizione uno spazio fondamentale per tutti, in piena sicurezza. Recuperare gli spazi, dopo il sisma, è ogni volta un nuovo traguardo conquistato. Con la situazione determinata dal Covid, per giunta, diventa ancora più importante dal momento che posti più ampi consentono di evitare assembramenti e al contempo di vivere la città. È un'opera fondamentale anche per il fatto che abbiamo favorito una strategia di valorizzazione della Rocca dei Borgia che rappresenta uno dei luoghi più belli della nostra Regione, dal quale poter godere di un panorama meraviglioso, con una vista unica, adatto a famiglie, giovani e meno giovani, gruppi di amici o coppie. La scorsa estate è stata anche la cornice di diversi matrimoni e, fin dal primo giorno, abbiamo ritenuto che la nuova via di fuga fosse non solo prioritaria, ma anche necessaria per la città" conclude Fanelli.
c.c.
Un intervento dal costo totale di poco inferiore ai 100.000 euro. I termini massimi previsti entro i quali le prestazioni oggetto dell’affidamento dovranno essere eseguite sono la disposizione del progetto di fattibilità tecnica ed economica in 30 giorni, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione nei successivi 40 giorni per poi partire con i lavori.
“La realizzazione della terza via di fuga della Rocca borgesca – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Marco Fanelli – è un’opera che la città aspetta da diversi anni ed è per questo che l'abbiamo inserita tra quelle da realizzare con priorità e sulle quali investire. Le norme sulla sicurezza degli spettacoli pubblici, infatti, sono cambiate e la terza via di fuga consentirà di tornare ad avere completamente a disposizione uno spazio fondamentale per tutti, in piena sicurezza. Recuperare gli spazi, dopo il sisma, è ogni volta un nuovo traguardo conquistato. Con la situazione determinata dal Covid, per giunta, diventa ancora più importante dal momento che posti più ampi consentono di evitare assembramenti e al contempo di vivere la città. È un'opera fondamentale anche per il fatto che abbiamo favorito una strategia di valorizzazione della Rocca dei Borgia che rappresenta uno dei luoghi più belli della nostra Regione, dal quale poter godere di un panorama meraviglioso, con una vista unica, adatto a famiglie, giovani e meno giovani, gruppi di amici o coppie. La scorsa estate è stata anche la cornice di diversi matrimoni e, fin dal primo giorno, abbiamo ritenuto che la nuova via di fuga fosse non solo prioritaria, ma anche necessaria per la città" conclude Fanelli.
c.c.
Spaccia hashish, 19enne finisce in manette
20 Gen 2021
Gli agenti della questura di Macerata hanno arrestato un giovane di 19 anni colto in flagranza di reato di detenzione di stupefacenti. Al termine dell’operazione sono stati sequestrati due involucri contenenti circa due etti di hashish di cui il giovane aveva tentato di disfarsi gettandoli dalla finestra della sua camera al momento dell’irruzione dei poliziotti.
L’indagine, avviata alcuni giorni fa, è nata seguendo i movimenti di due ragazzi conosciuti dagli agenti come consumatori di sostanze stupefacenti i quali nella serata di ieri si erano recati presso l’abitazione del giovane arrestato probabilmente per acquistare la droga. I due soggetti sono stati seguiti dai poliziotti che, dopo aver circondato l’abitazione, hanno deciso di irrompere all’interno. Appena il 19enne ha realizzato cosa stesse succedendo ha tentato di disfarsi dello stupefacente gettandolo dalla finestra della sua camera.
Tratto in arresto il giovane si trova ora ai domiciliari.
f.u.
Tratto in arresto il giovane si trova ora ai domiciliari.
f.u.
Operazione Marche Sicure. Si avvicinano le giornate di screening gratuito con test drive-in che verrà effettuato al Lanciano Forum di Castelraimondo per i Comuni degli Ambiti Sociali 17 e 18.
Aperta a tutti i cittadini che possono volontariamente decidere di parteciparvi, nel Comune di Matelica l'iniziativa non sta riscontrando nella popolazione l'adesione che si pensava. Ne sottolinea l'importanza come operazione che serve ad individuare isolare e tracciare il virus su larga scala il primo cittadino Massimo Baldini.
" Vorrei fare appello ai cittadini di Matelica e a quelli dei comuni vicini, affinché approfittino di questa possibilità che la Regione Marche ci ha offerto di effettuare lo screening gratuitamente al Lanciano Forum- evidenzia il sindaco Massimo Baldini-. E' importante aderire a questa operazione in quanto, finchè non saranno disponibili i vaccini che ci auguriamo arrivino al più presto,c'è bisogno di fare periodicamente uno screening per valutare i casi presenti sul territorio di positività al virus o di asintomatici e poter scongiurare ulteriori contagi. Sapere queste cose credo che sia di grande utilità per tutti- prosegue il sindaco di Matelica-. E' un vantaggio per noi stessi e nel contempo per le altre persone a noi vicine e per i nostri familiari. Faccio dunque appello ad approfittare di questa iniziativa che si svolgerà al Lanciano Forum nelle prossime giornate del 24-25 e 26 gennaio. Voglio anche ricordare che per il futuro vi saranno altre possibilità e in questo senso,attraverso il lavoro fatto dalla Commissione sanità del Comune di Matelica i consiglieri di maggioranza e minoranza hanno fatto in modo che venissero acquistati da parte del Comune degli screening proprio per poter verificare periodicamente lo stato di salute dei cittadini. Mi raccomando- conclude Massimo Baldini- Approfittate di questa opportunità. E' un bene per tutti".
c.c.
Aperta a tutti i cittadini che possono volontariamente decidere di parteciparvi, nel Comune di Matelica l'iniziativa non sta riscontrando nella popolazione l'adesione che si pensava. Ne sottolinea l'importanza come operazione che serve ad individuare isolare e tracciare il virus su larga scala il primo cittadino Massimo Baldini.
" Vorrei fare appello ai cittadini di Matelica e a quelli dei comuni vicini, affinché approfittino di questa possibilità che la Regione Marche ci ha offerto di effettuare lo screening gratuitamente al Lanciano Forum- evidenzia il sindaco Massimo Baldini-. E' importante aderire a questa operazione in quanto, finchè non saranno disponibili i vaccini che ci auguriamo arrivino al più presto,c'è bisogno di fare periodicamente uno screening per valutare i casi presenti sul territorio di positività al virus o di asintomatici e poter scongiurare ulteriori contagi. Sapere queste cose credo che sia di grande utilità per tutti- prosegue il sindaco di Matelica-. E' un vantaggio per noi stessi e nel contempo per le altre persone a noi vicine e per i nostri familiari. Faccio dunque appello ad approfittare di questa iniziativa che si svolgerà al Lanciano Forum nelle prossime giornate del 24-25 e 26 gennaio. Voglio anche ricordare che per il futuro vi saranno altre possibilità e in questo senso,attraverso il lavoro fatto dalla Commissione sanità del Comune di Matelica i consiglieri di maggioranza e minoranza hanno fatto in modo che venissero acquistati da parte del Comune degli screening proprio per poter verificare periodicamente lo stato di salute dei cittadini. Mi raccomando- conclude Massimo Baldini- Approfittate di questa opportunità. E' un bene per tutti".
c.c.
Fiuminata, allevamento non autorizzato. I Forestali scoprono animali senza certificazione
20 Gen 2021
Animali senza certificazione in un allevamento di Fiuminata.
E' quanto hanno scoperto i militari delle Stazioni Carabinieri Forestale di Fiuminata e San Severino in due allevamenti in localita' Bufeto e in località San Cassiano.
L’attività investigativa è iniziata in seguito al rinvenimento di alcuni suini, privi di marca auricolare di identificazione, che si trovavano all’interno di alcuni recinti posti a poca distanza dalla sponda destra del fiume Potenza.
Durante le indagini è emerso che i due allevamenti sono intestati a Z. C. un cittadino di origine Rumena ma residente in Italia.
I controlli effettuati ed i conseguenti accertamenti alla Banca Dati Nazionale Veterinaria hanno evidenziato numerose violazioni alla normativa di riferimento sugli allevamenti di suini ed in particolare sull’identificazione delle aziende e degli animali e sui trattamenti farmacologici veterinari.
Gli animali non erano stati identificati ed il proprietario non è stato in grado di riferire sulla loro provenienza, ma ha indicato solamente che provengono dal trasferimento di località di un secondo allevamento, quello di Bufeto, spostamento di cui però non esiste traccia nella documentazione del Servizio veterinario.
Inoltre, l’allevamento di San Cassiano era stato autorizzato per soli 4 animali, ovvero per uso famigliare, mentre al suo interno sono stati trovati 11 suini, di cui una scrofa, un verro ed alcuni magroni. Degli animali presenti, solamente 2 magroni da ingrasso risultavano correttamente identificati, ma erano stati acquistati da poco ed inseriti nel registro aziendale dell’allevamento sbagliato.
Gli animali sono stati sequestrati mentre il titolare dei due allevamenti dovrà pagare sanzioni amministrative per più di 40mila euro ed è stato nominato custode degli stessi con l’obbligo di accudirli e fornire loro le cure necessarie fino al momento in cui i suini verranno definitivamente identificati dal Servizio Veterinario ed eseguite le obbligatorie profilassi di stato e quindi saranno assegnati ad un allevamento in regola con la Normativa di settore.
GS
E' quanto hanno scoperto i militari delle Stazioni Carabinieri Forestale di Fiuminata e San Severino in due allevamenti in localita' Bufeto e in località San Cassiano.
L’attività investigativa è iniziata in seguito al rinvenimento di alcuni suini, privi di marca auricolare di identificazione, che si trovavano all’interno di alcuni recinti posti a poca distanza dalla sponda destra del fiume Potenza.
Durante le indagini è emerso che i due allevamenti sono intestati a Z. C. un cittadino di origine Rumena ma residente in Italia.
I controlli effettuati ed i conseguenti accertamenti alla Banca Dati Nazionale Veterinaria hanno evidenziato numerose violazioni alla normativa di riferimento sugli allevamenti di suini ed in particolare sull’identificazione delle aziende e degli animali e sui trattamenti farmacologici veterinari.
Gli animali non erano stati identificati ed il proprietario non è stato in grado di riferire sulla loro provenienza, ma ha indicato solamente che provengono dal trasferimento di località di un secondo allevamento, quello di Bufeto, spostamento di cui però non esiste traccia nella documentazione del Servizio veterinario.
Inoltre, l’allevamento di San Cassiano era stato autorizzato per soli 4 animali, ovvero per uso famigliare, mentre al suo interno sono stati trovati 11 suini, di cui una scrofa, un verro ed alcuni magroni. Degli animali presenti, solamente 2 magroni da ingrasso risultavano correttamente identificati, ma erano stati acquistati da poco ed inseriti nel registro aziendale dell’allevamento sbagliato.
Gli animali sono stati sequestrati mentre il titolare dei due allevamenti dovrà pagare sanzioni amministrative per più di 40mila euro ed è stato nominato custode degli stessi con l’obbligo di accudirli e fornire loro le cure necessarie fino al momento in cui i suini verranno definitivamente identificati dal Servizio Veterinario ed eseguite le obbligatorie profilassi di stato e quindi saranno assegnati ad un allevamento in regola con la Normativa di settore.
GS
Pezzanesi risponde al Comitato: "C'è una ordinanza nazionale. Le regole sono uguali per tutti"
20 Gen 2021
Fa riferimento all'ordinanza della Protezione Civile Nazionale il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, nel rispondere al Comitato 30 ottobre che ha diffidato il Comune per una "incongruenza - come aveva spiegato la presidente Giombetti - tra quanto era stato detto lo scorso febbario alle famiglie rinunciatarie degli appartamenti e l'ordinanza di dicembre che toglie loro il diritto al Cas".
"Il Comitato 30 ottobre - esordisce il sindaco - che si occupa di terremotati, farebbe bene a documentarsi anche sulle ordinanze della Protezione Civile Nazionale, che sono uguali per tutti".
Entra poi nel merito dell'incongruenza: "Diversamente dalla prima fase - dice - in cui l'ordinanza nazionale non era ancora stata emessa, secondo il dirigente del nostro Comune c'era la possibilità di rinviare l'assegnazione dell'appartamento per esigenze familiari e quindi continuare a percepire il cas.
Con l'ordinanza, invece, le regole sono chiare e chi ha rinunciato all'epoca a quella assegnazione e a quella successiva, non può ora pretendere di continuare ad avere il Cas.
Non si può scegliere, in una situazione di emergenza, in che zona della città andare a vivere.
Le strutture emergenziali vengono concesse come sistemazione quando la propria casa è ancora inagibile".
Diversamente dalla maggior parte degli altri centri in cui sono state consegnate le Sae, Tolentino fa invece riferimento agli appartamenti: "E' vero che siamo in ritardo - prosegue il sindaco - ma a noi lo sblocco per partire con i cantieri è stato dato nel 2018, dunque non siamo in ritardo rispetto alle Sae, ma rispetto al periodo in cui c'è stato permesso di procedere alla cantierizzazione.
Ora, nel momento in cui l'amministrazione sottopone l'immobile al terremotato, si può accettare o rinunciare, come ha fatto la stessa presidente del Comitato 30 ottobre.
Ma se si sceglie di restare in affitto per comodità, rinunciando all'appartamento pronto, non si può pretendere di continuare a percepire l'aiuto economico dal governo".
"Il Comitato 30 ottobre - esordisce il sindaco - che si occupa di terremotati, farebbe bene a documentarsi anche sulle ordinanze della Protezione Civile Nazionale, che sono uguali per tutti".
Entra poi nel merito dell'incongruenza: "Diversamente dalla prima fase - dice - in cui l'ordinanza nazionale non era ancora stata emessa, secondo il dirigente del nostro Comune c'era la possibilità di rinviare l'assegnazione dell'appartamento per esigenze familiari e quindi continuare a percepire il cas.
Con l'ordinanza, invece, le regole sono chiare e chi ha rinunciato all'epoca a quella assegnazione e a quella successiva, non può ora pretendere di continuare ad avere il Cas.
Non si può scegliere, in una situazione di emergenza, in che zona della città andare a vivere.
Le strutture emergenziali vengono concesse come sistemazione quando la propria casa è ancora inagibile".
Diversamente dalla maggior parte degli altri centri in cui sono state consegnate le Sae, Tolentino fa invece riferimento agli appartamenti: "E' vero che siamo in ritardo - prosegue il sindaco - ma a noi lo sblocco per partire con i cantieri è stato dato nel 2018, dunque non siamo in ritardo rispetto alle Sae, ma rispetto al periodo in cui c'è stato permesso di procedere alla cantierizzazione.
Ora, nel momento in cui l'amministrazione sottopone l'immobile al terremotato, si può accettare o rinunciare, come ha fatto la stessa presidente del Comitato 30 ottobre.
Ma se si sceglie di restare in affitto per comodità, rinunciando all'appartamento pronto, non si può pretendere di continuare a percepire l'aiuto economico dal governo".
GS
