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“Le Terme sono un bene ed un patrimonio di tutti i sarnanesi ed è inaccettabile che qualcuno accosti anche come mera ipotesi la parola "Terme" alla parola "chiusura". Ancora più inaccettabile che questo qualcuno sia un consigliere comunale che si era candidato a fare il sindaco di Sarnano”.

Una dura nota quella del gruppo consiliare “La buona amministrazione – Piergentili sindaco” dopo che nel consiglio comunale dello scorso 29 luglio il consigliere di minoranza Giacomino Piergentili non ha rettificato le affermazioni fatte nella precedente seduta dell’assise che, con riferimento alle Terme, parlavano della necessità di “avere il coraggio di decisioni forti. E' da troppi anni che la società Terzo Millennio non riesce ad avere un quadro, una situazione di rilancio messa nero su bianco in modo da capire se vale la pena rifondarla (ma rifondarla anche nel senso economico finanziario magari creando una società nuova, creando un'altra strategia) oppure chiuderla perché quando un qualcosa che non funziona è destinata a morire è inutile che gli si dà l'ossigeno”.

Parole che, a detta della maggioranza, rendevano necessarie le scuse del capogruppo di opposizione che, invece, ha taciuto sull’argomento. Così la dura presa di posizione degli amministratori di maggioranza.” Le Terme rappresentano una delle componenti essenziali dell'economia sarnanese; negli anni hanno subito una serie di vicissitudini che avrebbero abbattuto un colosso: un fardello iniziale di quattro miliardi di vecchie lire di mutuo che genera ancora una montagna di interessi passivi, un terremoto che ha reso inutilizzabile la storica sede, una pandemia che ha azzerato il settore termale. Nonostante tutto questo le Terme sono ancora lì, e sono lì grazie al lavoro che hanno portato avanti negli anni, con sacrificio e dedizione, il personale dipendente ed i Consigli di Amministrazione, in stretta sinergia con le Amministrazioni Comunali. Almeno per rispetto di chi lavora alle Terme, il consigliere Piergentili faccia quello che non ha avuto il coraggio di fare in consiglio comunale, prenda carta e penna e scriva la sola cosa accettabile in questa situazione: le sue scuse”.


f.u.
Nelle Marche sono partiti i camper vaccinali. Ad annunciare il loro arrivo anche un testimonial d’eccezione, Robertlandy Simón, il campione della Lube Volley Civitanova Marche, che si è messo a disposizione per uno spot per le tv e i social. I cinque camper, uno per area vasta,  dotati di frigorifero e allestiti per le attività di vaccinazione sono stati consegnati dalla Protezione Civile nei giorni scorsi. Nelle prossime settimane gireranno per le Marche e faranno tappa in numerose località della costa e dell’entroterra a partire dal cratere sismico.

 “L’obiettivo – ha spiegato l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini in una conferenza stampa con il direttore generale dell’Asur Nadia Storti - è implementare la campagna vaccinale per tutti i cittadini e in particolare per gli over 60 e la popolazione fragile non ancora vaccinata e che non si è ancora prenotata, soprattutto nelle aree più interne e nelle zone del terremoto. Per facilitare chi non ha possibilità di muoversi abbiamo quindi messo su strada queste unità mobili che permetteranno ai cittadini di toccare con mano i servizi di prossimità e ricevere la prima dose di vaccino. Già ieri un camper ha fatto tappa a Visso ed ha ricevuto una ottima accoglienza. Segnali incoraggianti che ci spingono a proseguire su questa strada, partendo dal presupposto che su una regione di 1,3 milioni di abitanti, un milione sono già vaccinati almeno con la prima dose e che dall’inizio del mandato della giunta Acquaroli abbiamo raddoppiato i posti letto in terapia intensiva che ora sono 230. Come servizio sanitario regionale è nostro compito facilitare per quanto possibile le vaccinazioni. Abbiamo grande fiducia nella scienza, poi ovviamente la scelta è del singolo”.

Non è necessaria la prenotazione basta presentarsi con la tessera sanitaria e compilare gli appositi moduli.

Le prime tappe sono:

AREA VASTA 1: lunedì 2 agosto Borgo Pace

AREA VASTA 2: oggi Senigallia e domani Chiaravalle

AREA VASTA 3: Pieve Torina, Castelsantangelo sul Nera, Visso e Ussita già da ieri

AREA VASTA 4: domani e domenica Porto San Giorgio

AREA VASTA 5: domani Montegallo

 

Rinvio a giudizio per un dipendente ed un ex dipendente di un Comune dell'entroterra maceratese. È il risultato dell'operazione “HYBRIS” condotta dalla Tenenza di Camerino a contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e delle condotte che turbano la regolarità delle procedure di affidamento. 
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Nell’ambito delle attività volte al monitoraggio della regolarità degli appalti pubblici nel più ampio contesto della ricostruzione post-sisma, le Fiamme Gialle camerti hanno condotto una capillare attività di polizia giudiziaria, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Macerata.

Le indagini, scaturite da un esposto del primo cittadino di un Comune del maceratese e condotte attraverso la valorizzazione delle molteplici banche dati in uso alla Guardia di Finanza nonchè acquisizioni documentali dagli uffici dell' Ente, hanno messo in luce l’operato “opaco” di due dei suoi dipendenti.

Il modus operandi consisteva nell’emettere determinazioni “in bianco”, con oggetto generico, inesistente ovvero difforme dal contenuto della determinazione, procedendo poi  alla materiale scrittura in epoca successiva rispetto alla formale presa in carico e protocollazione. In questa maniera venivano dunque aggirati i normali controlli preventivi demandati all'organo politico.

I disallineamenti temporali, tra l’emissione e la compilazione degli atti amministrativi, non hanno potuto essere considerati delle mere sviste; infatti, dagli accertamenti eseguiti, anche mediante l’analisi dei registri informatici del Comune, si è potuto constatare  che la predisposizione degli atti pubblici “in bianco” non era diretta all'immediata adozione di provvedimenti, bensì a realizzare preventivamente dei presupposti documentali idonei a fare da base alle successive procedure d’appalto. Uno stratagemma che in pratica faceva sì che molti lavori venissero assegnati ai soliti soggetti economici senza il rispetto della normativa di settore.
Inoltre, in alcuni casi è stato rilevato che l’importo delle varianti in corso d’opera, avallate sempre attraverso questo stesso sistema, coincideva con il ribasso praticato dalla ditta aggiudicataria.

Tali condotte hanno violato le norme sull’impegno di spesa disattendendo con sistematicità i principi fondamentali a cui deve attenersi la pubblica amministrazione, ovvero quelli di economicità, imparzialità, pubblicità e trasparenza.
I funzionari, oltre a evitare i controlli che prendono le mosse dalla redazione dell’impegno di spesa, hanno “ostacolato” la funzione propria demandata all’organo elettivo del Comune, gestendo, attraverso le proprie condotte, le risorse pubbliche a propria totale discrezione 
Infatti, venivano generati e imputati costi “fuori bilancio” derivanti da oneri documentati con pregressi fittizi impegni di spesa, nei confronti dei quali l’organo politico era costretto a modificare il proprio indirizzo economico finanziario e a reperire i fondi necessari attingendo da altri capitoli di spesa.

Le attività investigative hanno permesso quindi di acclarare irregolarità nell’assegnazione di 58 appalti, per un ammontare complessivo di oltre 2 milioni di euro. Tra questi, una ventina, per un valore complessivo di circa 650mila euro, riguardano opere legate al post-sisma, quali puntellamenti, demolizioni, ripristini e delocalizzazioni di attività produttive.

Nel corso delle indagini delegate, sono anche emerse condotte di peculato;  alcune somme destinate in favore di privati a seguito del sisma del 1997, pari ad oltre 6 mila euro  sono state infatti utilizzate intenzionalmente per scopi diversi, nonché condotte corruttive che hanno coinvolto uno dei dipendenti pubblici, il quale ha ricevuto la somma di 5mila euro al fine di favorire una ditta, rivelatasi poi aggiudicataria, in una procedura di gara.

Al termine delle indagini, il Giudice per l’Udienza Preliminare, su richiesta della Procura di Macerata, ha disposto il rinvio a giudizio dei due indagati, i quali dovranno rispondere anche del danno erariale di oltre 300mila euro, cagionato in conseguenza degli illeciti commessi, per il quale sono stati segnalati alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Ancona.


c.c.



PUBBLIREDAZIONALE - "I tesori del borgo - città di Sarnano". È questo il titolo dell'iniziativa che domani e domenica (31 luglio e 1 agosto) animerà il centro sarnanese.
Un evento organizzato dall'associazione cittadina dei commercianti, presieduta da Alessandro Scafa.
"presenteremo tre piatti tradizionali - dice Scafa - che stiamo registrando alla Camera di Commercio: il polentone bianco di Sarnano, il coniglio in porchetta di Sarnano e la crostata al torrone di Sarnano. Nei due giorni di festa questi piatti saranno serviti, a discrezione dei commercianti, nei bar e nei ristoranti del paese come aperitivi, apericena o pasti principali. Ognuno preparerà il piatto che sa fare meglio".
Non solo enogastronomia, ma anche divertimento: "Ospiteremo inoltre una fiera mercato dell'antiquariato ed articoli vintage per i due giorni, a cura di Carla Marcelli de 'I mercatini di Carla'. Immancabili gli spettacoli musicali itineranti lungo il percorso della fiera, insieme a 'Lu Trainanà', 'Rumba Latina' e i 'Los Maniàchi'.
A piazzale La Marmora ci saranno diversi artisti e l'Anffas. Domenica, invece, arriverà anche la signora Vera con il Circobus per i bambini".
I due giorni saranno arricchiti anche dalle manifestazioni organizzate in contemporanea dal Comune di Sarnano.
"I tesori del borgo - conclude Scafa - saranno due giorni alla riscoperta delle esperienza, della cucina e della tradizione; degli scenari suggestivi e di tutte le attività che il nostro paese offre ai suoi visitatori".

(Articolo pubbliredazionale)
“Accuse infondate”. Non ci sta l’ex assessore di Tolentino, Alessandro Massi, alle risposte che il sindaco Giuseppe Pezzanesi ed il suo vice Silvia Luconi gli hanno rivolto dopo il dissenso dimostrato dal gruppo Tolentino Popolare in merito alla delocalizzazione della scuola Don Bosco.

 “Mi hanno dipinto come una persona che ha da sempre voluto sabotare la maggioranza, per chissà quali interessi personali, dopo che ho annunciato un progetto civico alternativo all’attuale maggioranza”.

Per controbattere a Pezzanesi e alla Luconi, Massi ripercorre alcuni punti del suo percorso politico: “Nel 2012 – dice - nonostante fossi il candidato che prese più preferenze (389) in assoluto e avendo la possibilità, legittimamente, di poter ambire ad un ruolo in Giunta, decisi di continuare la mia esperienza in consiglio comunale, per poter meglio conoscere la macchina amministrativa, ma soprattutto per poter completare gli studi universitari e prendere la laurea in Giurisprudenza, essendo per me un obiettivo fondamentale per la mia carriera professionale. Nel 2017 nonostante presi ben 351 preferenze, risultando uno dei candidati più votati, e la mia lista Tolentino Popolare fosse la seconda lista della coalizione, con una percentuale del 12%, accettammo senza fare troppo clamore di aderire alla proposta del sindaco che poco riconosceva in termini di ruoli alla nostra lista, indicando solamente me in giunta, laddove invece la lista civica del Sindaco, poteva contare su ben 2 componenti in Giunta ( Sindaco e Vice), il Presidente del Consiglio Comunale, il Presidente dell’Assm.

Nel 2019 il sindaco, senza alcun rispetto per la mia persona, per i miei elettori e per la mia lista e gruppo politico, decise senza alcuna possibilità di confronto di “cacciarmi” dalla giunta, per il solo fatto di essermi dichiarato contrario alla sua scelta di delocalizzare la scuola Don Bosco e quindi di aver esposto liberamente un pensiero contrario al resto della maggioranza, senza alcun secondo fine.

A seguito di questa decisione – dice - , vissuta serenamente, in quanto forte delle mie idee, ho certamente pensato alla mia carriera, ma esclusivamente a quella professionale. Ho aperto la partita iva e insegno Diritto ed Economia in diverse scuole superiori della provincia, vivendo una esperienza professionale ed umana unica”.

Massi sottolinea di non essere rientrato in politica nemmeno cogliendo l’occasione delle elezioni regionali per le quali, invece, Pezzanesi ha corso. E’ un fiume in piena l’assessore silurato. Ecco, quindi, i fatti, che dimostrano come abbia serenamente accettato questo tempo di lontananza dalla politica, senza cercare di “rientrare” in qualche modo, magari tramite altre elezioni oppure impietosendo qualche esponente politico, come invece qualcuno sta tentando di fare negli ultimi giorni alla disperata ricerca di poltrone e potere a tutti i costi”. Chiaro il riferimento alla possibilità che Pezzanesi diventi il nuovo presidente del Cosmari.

“E’ curioso – evidenzia - , quindi, che le prediche sul carrierismo vengano da queste persone.

Ho solo, per pura passione per la politica, proseguito con coerenza il mio percorso con l’associazione politica “Tolentino Popolare” rimanendo a disposizione dei cittadini e delle cittadine che volessero dare un contributo alla città e cercando di animare il dibattito su argomenti concreti e sentiti dalla popolazione”.

GS

L'approfondimento su L'Appennino camerte in edicola da ieri.
Una stanza del Palazzo delle Marche di Ancona alla memoria dell'avvocato Emanuele Grifantini.
L'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale delle Marche ha accolto all'unanimità la proposta avanzata dal Vice presidente Gianluca Pasqui di intitolare una delle due aule istituzionali dedicate alle riunioni delle commissioni consiliari alla memoria dell'avvocato. Emanuele Grifantini.
Scomparso nel 2007, a seguito di una inesorabile malattia, l'avvocato Grifantini fu per diversi anni sindaco di Camerino e poi assessore regionale alla Sanità. "Uomo di vastissima cultura e politico di grande spessore - si legge nella nota di Gianluca Pasqui - , è stato negli anni un vero e proprio punto di riferimento per quel territorio montano verso il quale nutriva un amore profondo e un fortissimo attaccamento e per il quale ha combattuto fino all'ultimo battaglie importantissime come, ad esempio, quella per il mantenimento del tribunale.
Ringrazio il presidente del Consiglio regionale Dino Latini e i colleghi dell'Ufficio di presidenza - ha detto il vice presidente - per aver accolto questa proposta con la quale, in primo luogo si rende omaggio a una delle figure più importanti del panorama politico regionale recente. Inoltre, con questo atto, si conferma l'attenzione verso la popolazione dell'entroterra maceratese che ormai da troppi anni vive una situazione di grande disagio per una serie di situazioni che ben si conoscono".

GS
C'è un pizzico di Camerino alle Olimpiadi di Tokio e in tanti hanno seguito ed esultato stanotte per la prova convincente di Ahmed Abdelwahed nei 3000 siepi. Lo studente Unicam vola dunque direttamente in finale nella sua batteria con il tempo di 8'12"71. 
Tanti gli amici di Camerino incollati al televisore per seguire quello che è stato un ennesimo successo del 25enne la cui prova viene definita tatticamente perfetta. E' così che l'hanno percepita anche dalla città ducale gli amici del Cus Camerino, il preparatore atletico Roberto Scalla che lo ha seguito sin dalle prime falcate e, tutte quelle persone che ormai conoscono da tempo questa entusiasmante grande promessa dell'atletica dal carattere mite e gentile, premiato come Camerte dell'anno nell'edizione del 2018.

Della sua prova a Tokio, centrando l'obiettivo di essere tra i primi tre per 'non rischiare nulla', ha detto di essere "veramente felice ed emozionato. La vera energia me l'hanno data tutte le persone che si sono svegliate di notte in Italia a fare il tifo per me da lontano -ha proseguito Ahmed ai giornalisti-. Non potevamo deluderli. Era doveroso per loro, dare il massimo come sempre. Sono felice.., sono soddisfatto. Vorrei ringraziare tutti gli amici di Camerino. Grazie ai miei genitori e a tutti gli italiani, che ci sostengono nonostante questa situazione". 
Tutta Unicam è rimasta sveglia stanotte a tifare per Ahmed Abdelwahed, già tesserato del Cus Camerino che lo ha visto crescere.
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"E' stata un'emozione fortissima - ha commentato il rettore di Unicam Claudio Pettinari-.  Ahmed è un ragazzo meraviglioso, uno studente che crede fortemente nell'istituzione Unicam; ho appena ricevuto un suo messaggio che mi rende felice, perchè lui dice di correre "con Unicam nel cuore", dunque, non posso che ringraziarlo per questa sua testimonianza d'affetto per l'ateneo presso il quale è iscritto.
A lui auguriamo un grande successo in queste olimpiadi anche se sappiamo che ha già compiuto qualcosa di incredibile - conclude Pettinari-.
Essersi guadagnato un posto nella finale dei 3000 siepi significa infatti essere tra i 15 atleti più forti al mondo in una specialità durissima. Una specialità che plasma il carattere e che, oltre a formare l'atleta, formerà sicuramente anche l'uomo".   

c.c.
Cuore di Marche è la nuova piattaforma promossa dall’Unione Montana Potenza-Esino-Musone, che è stata presentata nello splendido scenario del teatro Piermarini di Matelica presenti il presidente dell'Unione Matteo Cicconi, i sindaci dei 12 comuni interessati, il consigliere regionale Renzo Marinelli, l'arcivescovo Francesco Massara, gli imprenditori del territorio.

Una web app che unisce pubblico e privato e che vede inserite in un unico portale tutte le informazioni di cui il potenziale turista necessita, rappresentando la base per una valorizzazione strutturata e coordinata dei territori interni, nel segno del digitale e dell’esperienza. 

«La pandemia – spiega Giacomo Andreani, responsabile del progetto – ha accelerato la richiesta di viaggi di prossimità e più autentici, rafforzando il desiderio di vivere in contesti dove la vera “esperienza” è l’incontro con le comunità, con i suoi abitanti. La sfida è essere unici e il solo modo per distinguersi è puntare sulla qualità e sull’identità».

Un progetto condiviso, come detto, dai sindaci dei comuni dell'Unione, uniti in rete per far conoscere l'intero territorio, e che si apre anche agli altri comuni dell'area montana al fine di far rinascere, attraverso le proprie bellezze e i propri tesori, una terra duramente colpita da terremoto e pandemia.

f.u.


“Speranze? Poche, ma continuiamo a insistere”. Lo ha detto Massimo Citracca, primo cittadino di Valfornace, in merito alla chiusura delle filiali che il Cda di Banca Intesa ha deliberato per il prossimo ottobre. La decisione, notificata nei primi giorni di luglio, ha immediatamente attivato i campanelli d’allarme delle amministrazioni locali dell’alto maceratese (oltre a Valfornace, anche Fiastra perderà la sua filiale, ndr), che hanno immediatamente cercato un dialogo con i direttivi dell’istituto di credito e con i vertici regionali – il Presidente Acquaroli su tutti – , per scongiurare questa nuova fuga di servizi.

“È inutile prenderci in giro. In questi contesti l’home banking non funziona – spiega Citracca – . Valfornace è stata la prima a portare la fibra nella montagna maceratese, ma il servizio è comunque di difficile accesso per la nostra cittadinanza. Non si può chiedere ai nostri anziani di imparare a utilizzare un’app che a volte è complicata anche per i non nativi digitali, né tantomeno chiedere loro di fare chilometri per avere un servizio essenziale come la banca (la chiusura rende la filiale di Pieve Torina la più vicina a Valfornace, ndr).”

Citracca ha poi sottolineato come, sin dal giorno della notizia di chiusura, abbia immediatamente cercato un incontro con le alte sfere di Banca Intesa, oltre che con il governo regionale: “Con Sauro Scaficchia (sindaco di Fiastra, ndr) abbiamo subito scritto alla Regione per chiedere un’intercessione – dice Citracca – . Poi di mia iniziativa ho cercato di trovare un abboccamento con il direttivo della banca, ma in questo senso non ci sono aperture. Hanno deliberato in consiglio di amministrazione questa decisione. Sembra proprio che a loro non interessi affatto della nostra condizione, ma noi insisteremo. Il Comune di Valfornace – conclude il sindaco – non si arrende. Stiamo cercando delle soluzioni da offrire alla banca per indurli a tornare sui loro passi. Continuiamo a lottare per il nostro territorio e per i suoi abitanti”.

Il servizio sarrà approfondito nel prossimo numero di Appennino Camerte

l.c.
Il finanziamento delle pratiche private della ricostruzione delle abitazioni distrutte dal sisma nel Comune di San Severino Marche ha raggiunto quota 119 milioni 430 mila 208 euro.

A presentare gli ultimi dati sull’emergenza sisma è stato il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, in apertura dell’ultima seduta del Consiglio comunale.

“La somma - ha spiegato il sindaco durante le comunicazioni che hanno aperto l’assise in diretta streaming - andrà per il recupero di 393 edifici, di cui 250 interessati da interventi di ricostruzione leggera, altri 70 dalla ricostruzione pesante, 71 dall’Ordinanza 100 emanata dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione, avvocato Giovanni Legnini, e ulteriori 2 edifici che saranno interessati dall’Ordinanza 13/2017. In totale sono 751 le istruttorie presentate al nostro ufficio Sisma. Di queste, 381 fanno riferimento alla ricostruzione leggera di edifici classificati come B e C con scheda Aedes. Altre 202 sono relative, invece, alla ricostruzione pesante di edifici classificati come E con scheda Aedes.
Ulteriori 159 pratiche sono quelle relative all’Ordinanza 100, del Commissario Straordinario Sisma, emanata per facilitare proprio la ricostruzione di immobili danneggiati dalle scosse di quattro anni fa”.

Con riferimento alla ricostruzione delle attività produttive, sono 9 le pratiche presentate al Comune di San Severino Marche. Ulteriori 54 richieste hanno interessato, infine, la delocalizzazione delle attività produttive per un importo complessivo che sfiora i 560mila euro.

“A San Severino Marche – ha ancora spiegato in Consiglio il sindaco Piermattei - sono stati chiusi 281 cantieri. Di questi, 235 sono relativi alla ricostruzione privata, altri 3 alla ricostruzione pubblica e 43 agli interventi su proprietà che hanno fatto ricorso al Sisma Bonus.
Ammontano, infine, a quasi 2 milioni di euro gli interventi che riguardano gli edifici pubblici. Tra questi il recupero di palazzo Governatori, dell’Istituto Professionale Pocognoni, dell’ex scuola di Stigliano e di un alloggio a Porta Romana. Altri 310 mila euro andranno agli edifici di culto”.

c.c.



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