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Un nuovo ecografo multidisciplinare sarà presto a disposizione dell’equipe della Chirurgia dell’ospedale di Camerino diretta dal prof. Giambattista Catalini.
Lo comunica la Onlus “La voce del Cuore per la Chirurgia” che raccoglie numerosi benefattori tra cui imprenditori e privati cittadini e che in questi anni ha già messo a disposizione fondi significativi per sostenere l’attività dell’ospedale della città acquisendo materiali utili all’attività interventistica.
L’ecografo multidisciplinare è uno strumento indicato dallo stesso prof. Catalini come necessario per migliorare l’attività di screening sui pazienti.
“Per noi il prof. Catalini è un grande punto di riferimento – dicono i referenti della Onlus “La Voce del Cuore per la Chirurgia” – e cerchiamo di soddisfare le necessità che emergono attivandoci con iniziative di raccolta fondi. Con l’acquisto dell’ecografo multidisciplinare segniamo un altro punto importante a favore del nostro ospedale e dell’opera preziosa dell’equipe del prof. Catalini al quale tanti cittadini di Camerino e non solo devono la vita”.
Lo comunica la Onlus “La voce del Cuore per la Chirurgia” che raccoglie numerosi benefattori tra cui imprenditori e privati cittadini e che in questi anni ha già messo a disposizione fondi significativi per sostenere l’attività dell’ospedale della città acquisendo materiali utili all’attività interventistica.
L’ecografo multidisciplinare è uno strumento indicato dallo stesso prof. Catalini come necessario per migliorare l’attività di screening sui pazienti.
“Per noi il prof. Catalini è un grande punto di riferimento – dicono i referenti della Onlus “La Voce del Cuore per la Chirurgia” – e cerchiamo di soddisfare le necessità che emergono attivandoci con iniziative di raccolta fondi. Con l’acquisto dell’ecografo multidisciplinare segniamo un altro punto importante a favore del nostro ospedale e dell’opera preziosa dell’equipe del prof. Catalini al quale tanti cittadini di Camerino e non solo devono la vita”.
Daspo urbano per un fermano e un magrebino, anche lui residente nella provincia di Fermo, responsabili di una serie di furti ad alcuni bar della zona rossa maceratese commessi nell'area compresa tra Muccia, Serravalle di Chienti e Pieve Torina.
La misura è stata disposta dal questore di Macerata Vincenzo Trombadore sulla base delle segnalazioni dei carabinieri della Compagnia di Camerino e a seguito di indagini condotte dalla Divisione Polizia Anticrimine della questura maceratese.
I due, con precedenti specifici, nel corso delle loro scorribande notturne tra l'area di servizio di Maddalena e altri bar della zona avevano fatto incetta di bottiglie di alcolici rubando anche contanti dalle casse.
Così per i due cittadini territori e locali sono interdetti per un anno.
f.u.
La misura è stata disposta dal questore di Macerata Vincenzo Trombadore sulla base delle segnalazioni dei carabinieri della Compagnia di Camerino e a seguito di indagini condotte dalla Divisione Polizia Anticrimine della questura maceratese.
I due, con precedenti specifici, nel corso delle loro scorribande notturne tra l'area di servizio di Maddalena e altri bar della zona avevano fatto incetta di bottiglie di alcolici rubando anche contanti dalle casse.
Così per i due cittadini territori e locali sono interdetti per un anno.
f.u.
Il dottor Sante Copponi, nativo di Pievebovigliana, è il nuovo Prefetto di Matera.
Laureato in Scienze Politiche nel 1983, ha ricoperto numerosi incarichi tra le Marche e l’Emilia, dove ha svolto funzioni presso la Prefettura di Piacenza tra il 2006 e il 2008, pur mantenendo costanti e stretti legami con il paese natio, mostrandosi sempre estremamente disponibile.
La recente nomina rappresenta il completamento di un percorso professionale altamente qualificato, in un territorio magnifico come quello della Basilicata.
"Tutti gli abitanti di Valfornace vogliono esprimere il profondo orgoglio nell’avere Sante Copponi come concittadino - si legge nella nota emessa dal sindaco Massimo Citracca a nome dell'amministrazione comunale - La sua dedizione alle istituzioni e la competenza acquisita lo hanno premiato con un incarico così prestigioso. La sua figura d'altronde permette di cogliere l’occasione per riflettere sul ruolo della politica, delle istituzioni locali e su quanti, con impegno e dedizione, ricoprono all’interno di tali enti, incarichi di grande importanza e responsabilità. L’intera amministrazione comunale di Valfornace, a nome di tutti i cittadini, si congratula vivamente con Sante Copponi, per l’importante ruolo che si trova a ricoprire".
Laureato in Scienze Politiche nel 1983, ha ricoperto numerosi incarichi tra le Marche e l’Emilia, dove ha svolto funzioni presso la Prefettura di Piacenza tra il 2006 e il 2008, pur mantenendo costanti e stretti legami con il paese natio, mostrandosi sempre estremamente disponibile.
La recente nomina rappresenta il completamento di un percorso professionale altamente qualificato, in un territorio magnifico come quello della Basilicata.
"Tutti gli abitanti di Valfornace vogliono esprimere il profondo orgoglio nell’avere Sante Copponi come concittadino - si legge nella nota emessa dal sindaco Massimo Citracca a nome dell'amministrazione comunale - La sua dedizione alle istituzioni e la competenza acquisita lo hanno premiato con un incarico così prestigioso. La sua figura d'altronde permette di cogliere l’occasione per riflettere sul ruolo della politica, delle istituzioni locali e su quanti, con impegno e dedizione, ricoprono all’interno di tali enti, incarichi di grande importanza e responsabilità. L’intera amministrazione comunale di Valfornace, a nome di tutti i cittadini, si congratula vivamente con Sante Copponi, per l’importante ruolo che si trova a ricoprire".
f.u.
L'Orchestra Filarmonica Marchigiana ha fatto il suo ingresso a scuola. Gli alunni della scuola primaria dell'Istituto Comprensivo di Camerino, questa mattina hanno potuto assistere alla coinvolgente esibizione dei musicisti della FORM; un momento di educazione all'ascolto nel corso del quale, con ironia e leggerezza, i bambini sono stati accompagnati a conoscere i caratteri espressivi dei vari strumenti musicali. Al divertente concerto, replicato poco dopo per altre classi dell'istituto, insieme al dirigente Francesco Rosati e al personale docente, in rappresentanza dell'ammnistrazione comunale camerte era presente l'assessore Stefano Sfascia.

La singolare performance si inserisce in un progetto musicale molto ampio che all'Istituto Comprensivo va avanti ormai da diversi anni,coinvolgendo direttamente gli alunni delle primarie anche attraverso il Progetto Musica Orchestra.
"Quest'anno - spiega il dirigente Francesco Rosati- ho voluto aggiungere anche una serie di attività di ascolto così da dare ai bambini la possibilità di avvicinarsi anche alla musica eseguita da professionisti e magari offrire una motivazione per coltivare l'arte della musica". All'attività istituzionale delle stagioni sinfoniche e liriche, l'orchestra Filarmonica Marchigiana abbina anche quella particolare di divulgazione della musica nelle scuole, con progetti scritti su misura per i bambini.

"Un momento di gioia - commenta l'assessore Stefano Sfascia - ma anche la testimonianza dell'offerta formativa di qualità che persegue con passione il preside Rosati. Camerino è la città della musica per eccellenza e questa è l'ennesima riprova del fatto che questa realtà tiene molto a questo aspetto della sua formazione. Un'iniziativa e un'attività che va ad iscriversi in un quadro generale che denota la particolare senbilità che da sempre, ha per la musica la città di Camerino".
c.c.


La singolare performance si inserisce in un progetto musicale molto ampio che all'Istituto Comprensivo va avanti ormai da diversi anni,coinvolgendo direttamente gli alunni delle primarie anche attraverso il Progetto Musica Orchestra.
"Quest'anno - spiega il dirigente Francesco Rosati- ho voluto aggiungere anche una serie di attività di ascolto così da dare ai bambini la possibilità di avvicinarsi anche alla musica eseguita da professionisti e magari offrire una motivazione per coltivare l'arte della musica". All'attività istituzionale delle stagioni sinfoniche e liriche, l'orchestra Filarmonica Marchigiana abbina anche quella particolare di divulgazione della musica nelle scuole, con progetti scritti su misura per i bambini.

"Un momento di gioia - commenta l'assessore Stefano Sfascia - ma anche la testimonianza dell'offerta formativa di qualità che persegue con passione il preside Rosati. Camerino è la città della musica per eccellenza e questa è l'ennesima riprova del fatto che questa realtà tiene molto a questo aspetto della sua formazione. Un'iniziativa e un'attività che va ad iscriversi in un quadro generale che denota la particolare senbilità che da sempre, ha per la musica la città di Camerino".
c.c.

Ancora senza esito le ricerche dell'anziano scomparso dalla mattinata di ieri a Cupi di Visso.
Un'autentica task force è stata messa in campo dalla cabina di regia convocata nella sede municipale di Visso dalla Prefettura di Macerata, che ha deciso di aumentare il numero di uomini e squadre impegnate nel vasto e impervio territorio in cui l'uomo ha fatto perdere le proprie tracce.
Impegnati sul posto uomini dei carabinieri forestali del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e del comando provinciale, i carabinieri della Compagnia di Camerino, gli uomini della guardia di finanza, del soccorso alpino e speleologico, volontari della Protezione civile, con il coordinamento operato dal comdando provinciale dei Vigili del fuoco.
Nonostante l'oscurità e il maltempo, con una fitta nebbia che interessa la zona, le ricerche comunque proseguiranno anche durante la notte, pur se con il passare delle ore le speranze di ritrovare l'uomo vivo si affievoliscono.
(servizio in aggiornamento)
Un'autentica task force è stata messa in campo dalla cabina di regia convocata nella sede municipale di Visso dalla Prefettura di Macerata, che ha deciso di aumentare il numero di uomini e squadre impegnate nel vasto e impervio territorio in cui l'uomo ha fatto perdere le proprie tracce.
Impegnati sul posto uomini dei carabinieri forestali del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e del comando provinciale, i carabinieri della Compagnia di Camerino, gli uomini della guardia di finanza, del soccorso alpino e speleologico, volontari della Protezione civile, con il coordinamento operato dal comdando provinciale dei Vigili del fuoco.
Nonostante l'oscurità e il maltempo, con una fitta nebbia che interessa la zona, le ricerche comunque proseguiranno anche durante la notte, pur se con il passare delle ore le speranze di ritrovare l'uomo vivo si affievoliscono.
(servizio in aggiornamento)
Un incidente stradale lungo la strada apirese, nel territorio del comune di Apiro, si è verificato nelle pirme ore del pomeriggio. Per cause in corso di accertamento. forse l'asfalto reso viscido dalla pioggia, il conducente di un'autovettura ha perso il controllo del mezzo sul quale viaggiava andando ad impattare contro un albero.
Nello schianto uno degli occupanti la vettura, un anziano novantenne che sedeva sul sedile accanto al conducente, è morto sul colpo, mentre gli altri sono rimasti feriti e trasportati dai sanitari del 118 al pronto soccorso.
Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino e Apiro, che hanno provveduto ad estrarre i quattro dalle lamiere e a mettere in sicurezza la zona dell'incidente.

f.u.
Nello schianto uno degli occupanti la vettura, un anziano novantenne che sedeva sul sedile accanto al conducente, è morto sul colpo, mentre gli altri sono rimasti feriti e trasportati dai sanitari del 118 al pronto soccorso.
Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino e Apiro, che hanno provveduto ad estrarre i quattro dalle lamiere e a mettere in sicurezza la zona dell'incidente.

f.u.
Il consiglio regionale delle Marche ha approvato all'unanimità la legge per la "riqualificazione e valorizzazione dei borghi e centri storici e promozione e sviluppo del turismo diffuso e sostenibile".
Una legge che si muoverà su tre direttrici strategiche – i progetti relativi al Borgo Accogliente, all’Albergo Diffuso e alle Residenze diffuse – e su una serie di interventi divisi per settori, come la transizione al digitale, lo sviluppo delle attività economiche, i beni e attività culturali, le politiche attive del lavoro e il sostegno alla creazione d’impresa e la promozione della filiera agricola e alimentare.
La legge vuole mettere al centro dell’azione del rilancio della regione interventi a favore dei borghi, dei centri storici, delle aree interne e si inserisce pienamente nella strategia per la rivitalizzazione del tessuto socio-culturale ed economico-produttivo, sviluppate intorno a nuove politiche per il turismo, per la valorizzazione dei prodotti enogastronomici, della sapienza artigianale e della capacità imprenditoriale e della riqualificazione del tessuto urbano.
Quella votata dal Consiglio regionale, “è una legge importante per il nostro territorio, perché rivolge uno sguardo concreto a tutti quei luoghi che rappresentano un patrimonio fondamentale della nostra identità ma che stanno vivendo una fase di difficoltà – questa la dichiarazione in aula del presidente Acquaroli - Difficoltà, anche di stili di vita, che hanno determinato lo spostamento della popolazione verso nuove aree urbane con maggiore potenzialità infrastrutturali, penalizzando le aree interne: proprio le aree che rappresentano e racchiudono quello che è il patrimonio secolare, millenario, della nostra cultura e identità. L’impegno deve essere quello di offrire una nuova fase di vita a questi territori”.
Una legge che si muoverà su tre direttrici strategiche – i progetti relativi al Borgo Accogliente, all’Albergo Diffuso e alle Residenze diffuse – e su una serie di interventi divisi per settori, come la transizione al digitale, lo sviluppo delle attività economiche, i beni e attività culturali, le politiche attive del lavoro e il sostegno alla creazione d’impresa e la promozione della filiera agricola e alimentare.
La legge vuole mettere al centro dell’azione del rilancio della regione interventi a favore dei borghi, dei centri storici, delle aree interne e si inserisce pienamente nella strategia per la rivitalizzazione del tessuto socio-culturale ed economico-produttivo, sviluppate intorno a nuove politiche per il turismo, per la valorizzazione dei prodotti enogastronomici, della sapienza artigianale e della capacità imprenditoriale e della riqualificazione del tessuto urbano.
Quella votata dal Consiglio regionale, “è una legge importante per il nostro territorio, perché rivolge uno sguardo concreto a tutti quei luoghi che rappresentano un patrimonio fondamentale della nostra identità ma che stanno vivendo una fase di difficoltà – questa la dichiarazione in aula del presidente Acquaroli - Difficoltà, anche di stili di vita, che hanno determinato lo spostamento della popolazione verso nuove aree urbane con maggiore potenzialità infrastrutturali, penalizzando le aree interne: proprio le aree che rappresentano e racchiudono quello che è il patrimonio secolare, millenario, della nostra cultura e identità. L’impegno deve essere quello di offrire una nuova fase di vita a questi territori”.
Cicconi: "La mancata richiesta del contributo mette a rischio la ricostruzione di Pioraco"
08 Nov 2021
Un vero e proprio appello alla cittadinanza quello del sindaco di Pioraco Matteo Cicconi affinchè i proprietari degli edifici danneggiati dal sisma presentino all’Usr le manifestazioni di interesse alla richiesta di contributo per la ricostruzione. Ciò alla luce del termine ultimo del prossimo 15 dicembre fissato dalla struttura commissariale per la presentazione delle pratiche per la ricostruzione.
“Dall’analisi del report delle manifestazioni d'interesse presentate – così il primo cittadino - si deduce che le richieste mancanti sono principalmente quelle riferite alle seconde case o edifici come i garage che non sono finanziabili. Come comune stiamo facendo il massimo per accelerare la ricostruzione e stiamo lavorando anche nella definizione del complesso problema che riguarda il quartiere Madonnetta in massima sinergia con l'ufficio speciale della ricostruzione, problema unico nel suo genere in tutta l'area del cratere e che ridisegnerà completamente l'assetto urbanistico di Pioraco. Il fatto che molti privati non hanno ancora presentato la manifestazione d’interesse desta, però, molta preoccupazione sulla efficace e fattiva ricostruzione di tutto il paese. Per questo sollecitiamo tutti i proprietari a presentare tali richieste entro i termini per non perdere il contributo per la ricostruzione”.
f.u.
“Dall’analisi del report delle manifestazioni d'interesse presentate – così il primo cittadino - si deduce che le richieste mancanti sono principalmente quelle riferite alle seconde case o edifici come i garage che non sono finanziabili. Come comune stiamo facendo il massimo per accelerare la ricostruzione e stiamo lavorando anche nella definizione del complesso problema che riguarda il quartiere Madonnetta in massima sinergia con l'ufficio speciale della ricostruzione, problema unico nel suo genere in tutta l'area del cratere e che ridisegnerà completamente l'assetto urbanistico di Pioraco. Il fatto che molti privati non hanno ancora presentato la manifestazione d’interesse desta, però, molta preoccupazione sulla efficace e fattiva ricostruzione di tutto il paese. Per questo sollecitiamo tutti i proprietari a presentare tali richieste entro i termini per non perdere il contributo per la ricostruzione”.
f.u.
Pubbliredazionale: Sostegno alla missione dei preti. La testimonianza di don Marco Gentilucci
08 Nov 2021
Torna lo spot Cei sul sostegno alla missione dei preti diocesani. Al via a novembre la campagna 2021 declinata su tv, web e stampa.
Una partecipazione, quella delle offerte deducibili, che ci rende “Uniti nel dono”: questo il messaggio al centro della nuova campagna #DONAREVALEQUANTOFARE della CEI, che intende sensibilizzare i fedeli alla corresponsabilità economica verso la missione dei sacerdoti e si sofferma sul valore della donazione, un gesto concreto nei confronti della propria comunità.
Le storie raccontate nella campagna pubblicitaria sono un giro per l’Italia delle città metropolitane, ma anche in quella dei piccoli centri. L’opera di Don Davide Milanesi in un quartiere nella periferia meridionale di Milano, ma anche quella di altri come Don Massimo Cabua, che in Sardegna, a San Gavino Monreale, è in prima linea nell’organizzazione di iniziative tra cui la “Spesa Sospesa” a sostegno di una collettività stremata dall’emergenza Coronavirus, quella Don Fabio Fasciani, guida della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio, nel quartiere Tuscolano a Roma, che dall’inizio della pandemia ha fatto un vero e proprio salto di qualità nell’assistenza alle povertà, prendendosi cura delle persone in difficoltà o anche quella di Don Luigi Lodesani, parroco, tra le altre comunità, anche di Borzano di Albinea, in provincia di Reggio Emilia, dove un paese intero collabora ad un progetto educativo per le nuove generazioni.
Nella nostra Diocesi abbiamo intervistato il parroco don Marco Gentilucci che ci ha raccontato la sua storia.

Dove ti trovavi quando è avvenuta la scossa del 30 ottobre 2016?
Mi trovavo a casa di una famiglia di amici che mi ospitavano dopo le scosse del 26 ottobre. La mia casa era già inagibile e la loro casa da qual giorno è divenuta un “posto sicuro” dove vivere.
Quando ti sono arrivate le prime notizie? E quali sono stati i tuoi primi pensieri?
Immediatamente mi sono reso conto della gravità della situazione, non avevo mai sentito un terremoto così forte e, sapendo la situazione critica di tante case, ho iniziato a temere il peggio. Dal paese, da più punti, salivano colonne di fumo denso segno della devastazione. Il primo pensiero è stato per le persone care della mia famiglia, le urla della gente e le sirene dei soccorsi facevano crescere l’angoscia. Tutti e stavano bene, poi di corsa sono andato a vedere la chiesa, fuori si mostrava ferita ma non crollata: un piccolo conforto davanti a tanta paura.
A distanza di 5 anni com’è la situazione ora? Di cosa si sente di più la mancanza?
Oggi la situazione a Camerino è certamente differente da quei primi momenti, la ricostruzione mostra i primi visibili passi anche se moltissimo bisogna ancora fare: troppe case rimangono inagibili e purtroppo oggi la nostra città appare ancora deserta, guardandola di notte solo le luci ci ricordano la vita di un tempo.
Resta il bisogno di luoghi di incontro e di aggregazione, le distanze, accentuate dall’emergenza pandemica, rischiano di disgregare in modo permanente la comunità.
Perdere la casa e perdere la chiesa è come non avere più un riferimento. Il pensiero forte è stato per i nostri giovani che a più riprese chiedevano “Dove ci incontriamo? o “che cosa facciamo adesso?”, l’impegno di questi anni è stato quello quello di farli stare insieme, di creare occasioni per “uscire” da una quotidianità pesante, cercare ogni giorno di riprendersi un pezzettino di normalità.
In che modo Dio entra in questa esperienza?
Dare speranza significa stare accanto a chi soffre e a chi ha perso tutto. Il terremoto in questo è stato assolutamente democratico, non ha fatto distinzione tra il ricco e il povero, tra il laureato e la persona più umile, tra chi amministra e chi serve, siamo tutti sulla stessa barca: proprio questa uguaglianza ci permette di condividere la vita. Da prete ricordo a tutti continuamente che Dio non ci ha abbandonato, che Dio condivide la nostra sofferenza e che ci è accanto oggi come nei momenti belli. È accogliendo la sua presenza che possiamo trovare la forza per guardare oltre.
Chi vi ha aiutato e vi sta ancora aiutando?
Quella che non è mancata è stata la solidarietà e la vicinanza di tanti. Nei campi di accoglienza e anche nelle strutture della costa, nei primissimi momenti dell’emergenza, tantissimi volontari della Caritas, della Protezione Civile, della CRI e degli Scout ci sono stati accanto. La Chiesa con importanti donazioni ci ha permesso di realizzare opere che altrimenti non avremmo potuto fare. Tante donazioni e tanti benefattori, su tutti la Fondazione Arvedi-Buschini di Cremona che ha permesso la realizzazione della nuova scuola dell’infanzia parrocchiale e soprattutto la riapertura della basilica di San Venanzio. Abbiamo toccato con mano il gran cuore della gente del nostro paese, in questo realmente non ci siamo mai sentiti soli.
Quelli che la domenica
Uno dei protagonisti della video-maratona che recentemente Tv2000 ha dedicato alle offerte per i sacerdoti, è stato Giovanni Scifoni, attore, scrittore e regista ma soprattutto volto noto e molto amato del panorama televisivo italiano. In una breve testimonianza (https://www.unitineldono.it/le-storie/giovanni-scifoni-quel-prete-che-ha-salvato-il-mio-matrimonio/?utm_source=fisc&utm_medium=publiredazionale&utm_campaign=novembre&utm_term=&utm_content=quellicheladomenica) girata per l’occasione, Scifoni ha raccontato da par suo per quale motivo ritiene giusto sostenere in ogni modo i sacerdoti e il loro ministero.

“Ho conosciuto tantissimi sacerdoti – ha detto – e quello che io sono oggi lo devo sicuramente anche a loro. Un sacerdote, ad esempio, ha salvato il mio matrimonio. Un altro ha salvato mia moglie in un momento disperato della sua vita. Un altro sacerdote mi ha preso per i capelli e mi ha fatto tornare nella chiesa, in un momento in cui avevo deciso di abbandonarla e andare via. E poi ce ne sono alcuni che mi hanno reso un artista migliore, perché io copio dal loro modo di esprimersi e comunicare, anche delle cose che faccio sul palco”.
“C’è un dono, però – ha concluso l’attore – per cui mi sento particolarmente grato nei confronti dei sacerdoti, ed è quello della domenica. Posso avere una settimana orribile, ma io so sempre che la domenica c’è qualcosa per me. So che mi siederò su quella panca, su quella sedia o su quello sgabello, non importa dove, e comunque riceverò una parola, un’omelia, l’Eucarestia. Gratis. Questo è impagabile”.
“Allora... – l’appello finale lanciato da Scifoni – facciamo tutto quello che serve perché il maggior numero possibile di persone possa avere ciò che desidera e cerca più profondamente. Sosteniamo i sacerdoti. https://www.unitineldono.it/sostienici/?utm_source=fisc&utm_medium=publiredazionale&utm_campaign=novembre&utm_term=&utm_content=quellicheladomenica
“Ci sono posti che non appartengono a nessuno perché sono di tutti”: ancora i valori dell’unione e della condivisione, quelli al centro dei messaggi della campagna.
L’opera dei sacerdoti è infatti resa possibile anche grazie alle Offerte per i sacerdoti, diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, perché espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Dal proprio parroco al più lontano. Ogni fedele è chiamato a parteciparvi. L’Offerta è nata come strumento per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II.
Le donazioni vanno ad integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni curato infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le offerte raggiungono circa 33.000 sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane e, tra questi, anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei Paesi del Terzo Mondo e 3.000 sacerdoti, ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio agli altri e del Vangelo.
L’importo complessivo delle offerte nel 2020 si è attestato sopra gli 8,7 milioni di euro rispetto ai 7,8 milioni del 2019. È una cifra ancora lontana dal fabbisogno complessivo annuo necessario a garantire a tutti i sacerdoti una remunerazione pari a circa mille euro mensili per 12 mesi.

Una partecipazione, quella delle offerte deducibili, che ci rende “Uniti nel dono”: questo il messaggio al centro della nuova campagna #DONAREVALEQUANTOFARE della CEI, che intende sensibilizzare i fedeli alla corresponsabilità economica verso la missione dei sacerdoti e si sofferma sul valore della donazione, un gesto concreto nei confronti della propria comunità.
Le storie raccontate nella campagna pubblicitaria sono un giro per l’Italia delle città metropolitane, ma anche in quella dei piccoli centri. L’opera di Don Davide Milanesi in un quartiere nella periferia meridionale di Milano, ma anche quella di altri come Don Massimo Cabua, che in Sardegna, a San Gavino Monreale, è in prima linea nell’organizzazione di iniziative tra cui la “Spesa Sospesa” a sostegno di una collettività stremata dall’emergenza Coronavirus, quella Don Fabio Fasciani, guida della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio, nel quartiere Tuscolano a Roma, che dall’inizio della pandemia ha fatto un vero e proprio salto di qualità nell’assistenza alle povertà, prendendosi cura delle persone in difficoltà o anche quella di Don Luigi Lodesani, parroco, tra le altre comunità, anche di Borzano di Albinea, in provincia di Reggio Emilia, dove un paese intero collabora ad un progetto educativo per le nuove generazioni.
Nella nostra Diocesi abbiamo intervistato il parroco don Marco Gentilucci che ci ha raccontato la sua storia.

Dove ti trovavi quando è avvenuta la scossa del 30 ottobre 2016?
Mi trovavo a casa di una famiglia di amici che mi ospitavano dopo le scosse del 26 ottobre. La mia casa era già inagibile e la loro casa da qual giorno è divenuta un “posto sicuro” dove vivere.
Quando ti sono arrivate le prime notizie? E quali sono stati i tuoi primi pensieri?
Immediatamente mi sono reso conto della gravità della situazione, non avevo mai sentito un terremoto così forte e, sapendo la situazione critica di tante case, ho iniziato a temere il peggio. Dal paese, da più punti, salivano colonne di fumo denso segno della devastazione. Il primo pensiero è stato per le persone care della mia famiglia, le urla della gente e le sirene dei soccorsi facevano crescere l’angoscia. Tutti e stavano bene, poi di corsa sono andato a vedere la chiesa, fuori si mostrava ferita ma non crollata: un piccolo conforto davanti a tanta paura.
A distanza di 5 anni com’è la situazione ora? Di cosa si sente di più la mancanza?
Oggi la situazione a Camerino è certamente differente da quei primi momenti, la ricostruzione mostra i primi visibili passi anche se moltissimo bisogna ancora fare: troppe case rimangono inagibili e purtroppo oggi la nostra città appare ancora deserta, guardandola di notte solo le luci ci ricordano la vita di un tempo.
Resta il bisogno di luoghi di incontro e di aggregazione, le distanze, accentuate dall’emergenza pandemica, rischiano di disgregare in modo permanente la comunità.
Perdere la casa e perdere la chiesa è come non avere più un riferimento. Il pensiero forte è stato per i nostri giovani che a più riprese chiedevano “Dove ci incontriamo? o “che cosa facciamo adesso?”, l’impegno di questi anni è stato quello quello di farli stare insieme, di creare occasioni per “uscire” da una quotidianità pesante, cercare ogni giorno di riprendersi un pezzettino di normalità.
In che modo Dio entra in questa esperienza?
Dare speranza significa stare accanto a chi soffre e a chi ha perso tutto. Il terremoto in questo è stato assolutamente democratico, non ha fatto distinzione tra il ricco e il povero, tra il laureato e la persona più umile, tra chi amministra e chi serve, siamo tutti sulla stessa barca: proprio questa uguaglianza ci permette di condividere la vita. Da prete ricordo a tutti continuamente che Dio non ci ha abbandonato, che Dio condivide la nostra sofferenza e che ci è accanto oggi come nei momenti belli. È accogliendo la sua presenza che possiamo trovare la forza per guardare oltre.
Chi vi ha aiutato e vi sta ancora aiutando?
Quella che non è mancata è stata la solidarietà e la vicinanza di tanti. Nei campi di accoglienza e anche nelle strutture della costa, nei primissimi momenti dell’emergenza, tantissimi volontari della Caritas, della Protezione Civile, della CRI e degli Scout ci sono stati accanto. La Chiesa con importanti donazioni ci ha permesso di realizzare opere che altrimenti non avremmo potuto fare. Tante donazioni e tanti benefattori, su tutti la Fondazione Arvedi-Buschini di Cremona che ha permesso la realizzazione della nuova scuola dell’infanzia parrocchiale e soprattutto la riapertura della basilica di San Venanzio. Abbiamo toccato con mano il gran cuore della gente del nostro paese, in questo realmente non ci siamo mai sentiti soli.
Quelli che la domenica
Uno dei protagonisti della video-maratona che recentemente Tv2000 ha dedicato alle offerte per i sacerdoti, è stato Giovanni Scifoni, attore, scrittore e regista ma soprattutto volto noto e molto amato del panorama televisivo italiano. In una breve testimonianza (https://www.unitineldono.it/le-storie/giovanni-scifoni-quel-prete-che-ha-salvato-il-mio-matrimonio/?utm_source=fisc&utm_medium=publiredazionale&utm_campaign=novembre&utm_term=&utm_content=quellicheladomenica) girata per l’occasione, Scifoni ha raccontato da par suo per quale motivo ritiene giusto sostenere in ogni modo i sacerdoti e il loro ministero.
“Ho conosciuto tantissimi sacerdoti – ha detto – e quello che io sono oggi lo devo sicuramente anche a loro. Un sacerdote, ad esempio, ha salvato il mio matrimonio. Un altro ha salvato mia moglie in un momento disperato della sua vita. Un altro sacerdote mi ha preso per i capelli e mi ha fatto tornare nella chiesa, in un momento in cui avevo deciso di abbandonarla e andare via. E poi ce ne sono alcuni che mi hanno reso un artista migliore, perché io copio dal loro modo di esprimersi e comunicare, anche delle cose che faccio sul palco”.
“C’è un dono, però – ha concluso l’attore – per cui mi sento particolarmente grato nei confronti dei sacerdoti, ed è quello della domenica. Posso avere una settimana orribile, ma io so sempre che la domenica c’è qualcosa per me. So che mi siederò su quella panca, su quella sedia o su quello sgabello, non importa dove, e comunque riceverò una parola, un’omelia, l’Eucarestia. Gratis. Questo è impagabile”.
“Allora... – l’appello finale lanciato da Scifoni – facciamo tutto quello che serve perché il maggior numero possibile di persone possa avere ciò che desidera e cerca più profondamente. Sosteniamo i sacerdoti. https://www.unitineldono.it/sostienici/?utm_source=fisc&utm_medium=publiredazionale&utm_campaign=novembre&utm_term=&utm_content=quellicheladomenica
“Ci sono posti che non appartengono a nessuno perché sono di tutti”: ancora i valori dell’unione e della condivisione, quelli al centro dei messaggi della campagna.
L’opera dei sacerdoti è infatti resa possibile anche grazie alle Offerte per i sacerdoti, diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, perché espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Dal proprio parroco al più lontano. Ogni fedele è chiamato a parteciparvi. L’Offerta è nata come strumento per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II.
Le donazioni vanno ad integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni curato infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le offerte raggiungono circa 33.000 sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane e, tra questi, anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei Paesi del Terzo Mondo e 3.000 sacerdoti, ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio agli altri e del Vangelo.
L’importo complessivo delle offerte nel 2020 si è attestato sopra gli 8,7 milioni di euro rispetto ai 7,8 milioni del 2019. È una cifra ancora lontana dal fabbisogno complessivo annuo necessario a garantire a tutti i sacerdoti una remunerazione pari a circa mille euro mensili per 12 mesi.

Segnali di rinascita da Visso dove, pochi giorni fa, sono stati inaugurati i lavori di riqualificazione dei giardini del Laghetto. Una giornata significativa quella dello scorso 31 ottobre che, oltre alla sostituzione dellailluminazione pubblica dei rinnovati spazi tanto amati dagli abitanti e dai turisti, ha segnato il taglio del nastro del nuovissimo chiosco bar in legno e corten che occupa ora la parte opposta rispetto alla precedente struttura che è stata demoliita.
Nell'area è stata anche installata una stazione di ricarica elettrica per e-bike; partirà infatti dalla zona il percorso ciclo pedonale "La Porta della Sibilla" che unirà Visso, Castelsantangelo sul Nera e Ussita. I lavori di riqualificazione sono stati resi possibili grazie ad una donazione della Regione Toscana per una somma di 154 mila euro.
Voci danno ora come probaile e imminente, la visita nel borgo della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.
Lo conferma il sindaco Gianluigi Spiganti Maurizi: "Entro la settimana dovremmo avere un sopralluogo proprio per verificare che tutto sia ben predisposto - afferma- . Lo interpretiamo come un segnale di buon auspicio per i passi di una ricostruzione che le tante ordinanze hanno contribuito a velocizzare ma che al momento, stentano a decollare per via delle tante criticità rappresentate dalle macerie, dalla mancanza di ditte edili, dall'esagerato aumento dei prezzi dei materiali".
c.c.
Nell'area è stata anche installata una stazione di ricarica elettrica per e-bike; partirà infatti dalla zona il percorso ciclo pedonale "La Porta della Sibilla" che unirà Visso, Castelsantangelo sul Nera e Ussita. I lavori di riqualificazione sono stati resi possibili grazie ad una donazione della Regione Toscana per una somma di 154 mila euro.
Voci danno ora come probaile e imminente, la visita nel borgo della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.
Lo conferma il sindaco Gianluigi Spiganti Maurizi: "Entro la settimana dovremmo avere un sopralluogo proprio per verificare che tutto sia ben predisposto - afferma- . Lo interpretiamo come un segnale di buon auspicio per i passi di una ricostruzione che le tante ordinanze hanno contribuito a velocizzare ma che al momento, stentano a decollare per via delle tante criticità rappresentate dalle macerie, dalla mancanza di ditte edili, dall'esagerato aumento dei prezzi dei materiali".
c.c.
