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Il prof. Gianni Sagratini ed il prof. Massimo Sargolini sono da due giorni i nuovi Direttori rispettivamente della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute e della Scuola di Architettura e Design "E. Vittoria" dell'Università di Camerino. Riconfermato nell'incarico di Direttore della Scuola di Scienze e Tecnologie, il prof. David Vitali
"È per me un percorso molto impegnativo e stimolante - commenta il prof. Gianni Sagratini-. Sono molto contento di questo incarico che per me significa tanto; sono nato e cresciuto in questa Scuola sin dagli anni del dottorato di ricerca in Chimica del farmaco. È questa una Scuola che ha grandi potenzialità e sarà mio compito sfruttarle al massimo. Noi come Scienza del Farmaco e dei prodotti della salute, sia come ambiti di ricerca che di didattica ci occupiamo chiaramente di salute e di benessere, muovendoci e spaziando da quelle che sono le competenze e le conoscenze che ruotano attorno al mondo del farmaco, degli alimenti, delle piante, della cosmetica e di tutto ciò che dunque può essere utilizzato e che è fondamentale per vivere il più a lungo in salute. È un po' questo dunque il focus centrale di quello che cercherò di portare avanti e - conclude Sagratini- soprattutto incontrando quelle che sono le nuove sfide della società. La nostra è infatti una società mutevole, dinamica, per cui dovremo essere bravi anche ad intersecare quelle che sono le traiettorie che ci vengono proposte, inn primis dal Ministero della Salute e chiaramente dall'Europa. Per cui, salute e benessere al centro delle sfide del futuro".
Una sfida importante per il prof.Massimo Sargolini, neo direttore Della Scuola di Architettura e Design di Unicam.
"Il momento è speciale - afferma-; siamo di fronte ad una svolta forse epocale per l'Italia, dove io penso che la Scuola di Architettura e Design dell'Università di Camerino potrà dare moltoe questo, sia nella formazione di nuovi professionisti capaci di dare un contributo alla rinascita dell'Italia, in particolare di questa porzione dell'Appennino centrale devastato dal sisma e poi sottoposta al colpo della crisi sanitaria che purtroppo ancora incombe. Dall'altro- aggiunge il prof. Sargolini- il contributo è importante anche sotto il profilo dell'attività di ricerca, sempre più applicata e sempre più legata alle tematiche di questo territorio fragile e vulnerabile. È il momento in cui il doversi impegnare per il territorio, è elemento centrale e mission fondamentale di tutte le università e di tutte le Scuole d'Italia. Su questo, credo che una Scuola di Architettura come la nostra, dovrà molto concentrarsi negli anni a venire".
c.c.
"È per me un percorso molto impegnativo e stimolante - commenta il prof. Gianni Sagratini-. Sono molto contento di questo incarico che per me significa tanto; sono nato e cresciuto in questa Scuola sin dagli anni del dottorato di ricerca in Chimica del farmaco. È questa una Scuola che ha grandi potenzialità e sarà mio compito sfruttarle al massimo. Noi come Scienza del Farmaco e dei prodotti della salute, sia come ambiti di ricerca che di didattica ci occupiamo chiaramente di salute e di benessere, muovendoci e spaziando da quelle che sono le competenze e le conoscenze che ruotano attorno al mondo del farmaco, degli alimenti, delle piante, della cosmetica e di tutto ciò che dunque può essere utilizzato e che è fondamentale per vivere il più a lungo in salute. È un po' questo dunque il focus centrale di quello che cercherò di portare avanti e - conclude Sagratini- soprattutto incontrando quelle che sono le nuove sfide della società. La nostra è infatti una società mutevole, dinamica, per cui dovremo essere bravi anche ad intersecare quelle che sono le traiettorie che ci vengono proposte, inn primis dal Ministero della Salute e chiaramente dall'Europa. Per cui, salute e benessere al centro delle sfide del futuro".
Una sfida importante per il prof.Massimo Sargolini, neo direttore Della Scuola di Architettura e Design di Unicam.
"Il momento è speciale - afferma-; siamo di fronte ad una svolta forse epocale per l'Italia, dove io penso che la Scuola di Architettura e Design dell'Università di Camerino potrà dare moltoe questo, sia nella formazione di nuovi professionisti capaci di dare un contributo alla rinascita dell'Italia, in particolare di questa porzione dell'Appennino centrale devastato dal sisma e poi sottoposta al colpo della crisi sanitaria che purtroppo ancora incombe. Dall'altro- aggiunge il prof. Sargolini- il contributo è importante anche sotto il profilo dell'attività di ricerca, sempre più applicata e sempre più legata alle tematiche di questo territorio fragile e vulnerabile. È il momento in cui il doversi impegnare per il territorio, è elemento centrale e mission fondamentale di tutte le università e di tutte le Scuole d'Italia. Su questo, credo che una Scuola di Architettura come la nostra, dovrà molto concentrarsi negli anni a venire".
c.c.
Preoccupazione tra i malati oncologici in cura a San Severino e Camerino. Il pensionamento della dottoressa Benedetta Ferretti, previsto per il prossimo maggio, ha attivato campanelli di allarme tra i pazienti del reparto di Oncologia, il cui futuro non è chiaro. A oggi non è stato definito chi sarà il medico che prenderà il posto della dottoressa Ferretti, al lavoro al “Bartolomeo Eustachio” da più di venti anni, mentre sembra non ci siano spiragli per una proroga della sua attività professionale. Allo stato attuale delle cose, i pazienti oncologici perderanno il loro medico di riferimento prima della prossima estate.
Sono stati proprio i pazienti ad attivarsi, quindi, alla ricerca di una soluzione. Sono stati sollecitati sia gli enti regionali, sia le alte sfere dell’Asur, oltre al sindaco di San Severino, Rosa Piermattei. A portare la voce dei malati oncologici è stata l’Associazione “La voce del cuore per la chirurgia” grazie alle parole della presidente, Gabriella Accoramboni. “Le perplessità e le urgenze più gravi riguardano il futuro del reparto stesso – ha spiegato –, per il quale sono stati gli stessi pazienti a prendere l'iniziativa. Gli enti competenti non hanno ancora fatto chiarezza sul destino di Oncologia, ma è necessario che i malati possano conoscere come procederanno i loro percorsi di diagnostica e cura una volta che la dottoressa Ferretti sarà in pensione. Al momento non ci sono professionalità che sono state segnalate per rimpiazzarla ed è necessario che si proceda in fretta per garantire il diritto alla salute di queste persone”.
l.c.
Sono stati proprio i pazienti ad attivarsi, quindi, alla ricerca di una soluzione. Sono stati sollecitati sia gli enti regionali, sia le alte sfere dell’Asur, oltre al sindaco di San Severino, Rosa Piermattei. A portare la voce dei malati oncologici è stata l’Associazione “La voce del cuore per la chirurgia” grazie alle parole della presidente, Gabriella Accoramboni. “Le perplessità e le urgenze più gravi riguardano il futuro del reparto stesso – ha spiegato –, per il quale sono stati gli stessi pazienti a prendere l'iniziativa. Gli enti competenti non hanno ancora fatto chiarezza sul destino di Oncologia, ma è necessario che i malati possano conoscere come procederanno i loro percorsi di diagnostica e cura una volta che la dottoressa Ferretti sarà in pensione. Al momento non ci sono professionalità che sono state segnalate per rimpiazzarla ed è necessario che si proceda in fretta per garantire il diritto alla salute di queste persone”.
l.c.
Entrano in una casa inagibile nel tentativo di trafugare oggetti preziosi. È accaduto a San Placido, Comune di Ussita, nel pomeriggio di domenica scorsa. Erano due uomini, un quarantenne e un ventottenne italiani, intercettati dai carabinieri della Compagnia di Camerino. Per loro è scattata la denuncia.
I due, dopo aver parcheggiato l’auto, si erano introdotti nella zona rossa della frazione e si erano dati allo sciacallaggio in alcune delle abitazioni terremotate, riuscendo a prendere possesso di due alari da camino e di un vaso in rame. I militari, una volta notati i loro movimenti sospetti, hanno provveduto a identificarli e denunciarli: a far scattare l’allarme proprio l’automobile, parcheggiata poco lontano da un luogo in cui l’accesso non è consentito. Dopo l’intervento dei carabinieri, la refurtiva è stata riconsegnata ai legittimi proprietari.
Non sono stati questi gli unici interventi messi in atto dalla Compagnia camerte nello scorso fine settimana: i festeggiamenti per la notte di Halloween hanno infatti tenuto alta l’attenzione delle forze dell’ordine. Nell’ambito dei controlli di rito, sono stati segnalati come assuntori di stupefacenti due diciassettenni e un ventunenne: a quest’ultimo è stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza. Stessa sorte per un cinquantenne di Serravalle del Chienti: è stato denunciato in stato di libertà per aver provocato un incidente – senza conseguenze – in regime di tasso alcolemico oltre la norma. Oltre al ritiro della patente è stato disposto il sequestro della sua autovettura.
l.c.
I due, dopo aver parcheggiato l’auto, si erano introdotti nella zona rossa della frazione e si erano dati allo sciacallaggio in alcune delle abitazioni terremotate, riuscendo a prendere possesso di due alari da camino e di un vaso in rame. I militari, una volta notati i loro movimenti sospetti, hanno provveduto a identificarli e denunciarli: a far scattare l’allarme proprio l’automobile, parcheggiata poco lontano da un luogo in cui l’accesso non è consentito. Dopo l’intervento dei carabinieri, la refurtiva è stata riconsegnata ai legittimi proprietari.
Non sono stati questi gli unici interventi messi in atto dalla Compagnia camerte nello scorso fine settimana: i festeggiamenti per la notte di Halloween hanno infatti tenuto alta l’attenzione delle forze dell’ordine. Nell’ambito dei controlli di rito, sono stati segnalati come assuntori di stupefacenti due diciassettenni e un ventunenne: a quest’ultimo è stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza. Stessa sorte per un cinquantenne di Serravalle del Chienti: è stato denunciato in stato di libertà per aver provocato un incidente – senza conseguenze – in regime di tasso alcolemico oltre la norma. Oltre al ritiro della patente è stato disposto il sequestro della sua autovettura.
l.c.
Un incidente stradale si è verificato nel pomeriggio a Corridonia in viale Europa dove una ragazza in sella alla proprio moto è stata investita da un'auto.
Secondo i rilievi della Polstrada, giunta sul posto insieme ai vigili del fuoco e ai sanitari del 118, a causare lo scontro la mancata precedenza da parte della conducente della vettura, una Seat Ibiza, che all'altezza di un incrocio ha voltato improvvisamente a sinistra senza accorgersi del sopraggiungere della moto.
Ad avere la peggio la centaura che è stata trasportata in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette dove si trova ricoverata.
f.u.
Secondo i rilievi della Polstrada, giunta sul posto insieme ai vigili del fuoco e ai sanitari del 118, a causare lo scontro la mancata precedenza da parte della conducente della vettura, una Seat Ibiza, che all'altezza di un incrocio ha voltato improvvisamente a sinistra senza accorgersi del sopraggiungere della moto.
Ad avere la peggio la centaura che è stata trasportata in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette dove si trova ricoverata.
f.u.
Imminente, forse già in settimana, la riapertura al traffico della strada 361 Septempedana nel comune di Pioraco, dopo che la stessa era stata chiusa a causa del pericolo di possibile distacco di massi dalla parete rocciosa.
E' l'esito dell'incontro che si è svolto in Prefettura tra i soggetti interessati. "I tecnici dell'Anas - riferisce il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi - hanno rappresentato che a breve saranno completate le operazioni di eliminazione del pericolo imminente costituito dai massi che minacciano di staccarsi dalle pareti. Dopo di che nei prossimi giorni sarà ripristinati la viabilità ordinaria sulla strada con conseguente eliminazione dei disagi per gli automobilisti".
Non solo eliminazione del pericolo immediato, ma anche progetti per la definitiva soluzione del problema offrendo anche garanzie di assoluta sicurezza ai cittadini, come conferma lo stesso primo cittadino. "Gli stessi tecnici Anas si sono fatti carico di predisporre nei prossimi mesi un progetto, mediante una galleria o diverse tecnologie come reti a tetto, per giungere alla copertura del tratto compreso tra le due gallerie e risolvere in via definitiva tale problematica, riducendo a zero i rischi per coloro che transiteranno sulla Septempedana".

f.u.
E' l'esito dell'incontro che si è svolto in Prefettura tra i soggetti interessati. "I tecnici dell'Anas - riferisce il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi - hanno rappresentato che a breve saranno completate le operazioni di eliminazione del pericolo imminente costituito dai massi che minacciano di staccarsi dalle pareti. Dopo di che nei prossimi giorni sarà ripristinati la viabilità ordinaria sulla strada con conseguente eliminazione dei disagi per gli automobilisti".
Non solo eliminazione del pericolo immediato, ma anche progetti per la definitiva soluzione del problema offrendo anche garanzie di assoluta sicurezza ai cittadini, come conferma lo stesso primo cittadino. "Gli stessi tecnici Anas si sono fatti carico di predisporre nei prossimi mesi un progetto, mediante una galleria o diverse tecnologie come reti a tetto, per giungere alla copertura del tratto compreso tra le due gallerie e risolvere in via definitiva tale problematica, riducendo a zero i rischi per coloro che transiteranno sulla Septempedana".

f.u.
Riccio: "L'amministrazione non giochi a scarica barile, ma si assuma le proprie responsabilità"
02 Nov 2021
Un dibattito continuo sul debito pubblico comunale di Tolentino tra maggioranza e opposizione. Dopo che il consigliere di minoranza del Partito democratico Fulvio Riccio aveva lanciato il sasso nello stagno del consiglio comunale definendo “preoccupanti i numeri del debito pubblico pro capite”, evidenziando le “mancanze del sindaco Pezzanesi nel non aver sospeso le rate dei mutui, possibilità offerta ai comuni del cratere”, e a seguito della replica della vice sindaco Luconi che imputa allo stesso Riccio “inesattezze” su quanto sostenuto, il consigliere dem torna di nuovo sulla questione.
“I membri della Giunta possono anche dire che il sottoscritto sia impreciso, ma non penso possano dirlo anche al collegio dei Revisori del comune – la controreplica di Riccio – Come detto in precedenza, gran parte del debito attuale non è attribuibile alla Giunta Pezzanesi, ma allo stesso tempo sindaco e assessori non hanno fatto nulla per ridurlo in questi anni, nonostante fosse una loro precisa promessa elettorale scritta nero su bianco nel programma presentato ai cittadini e nonostante i continui richiami dei revisori in questi ultimi anni circa la pericolosità di questi numeri. Ogni cittadino tolentinate dovrebbe giudicare l’amministrazione sulla base della risoluzione dei problemi che la stessa pone di fronte ai cittadini. Sono 10 anni che questa Giunta governa la città e quando si segnalano criticità e problemi si addossano le colpe, a seconda dei casi, a quelli che c’erano prima di loro, alla burocrazia, al Governo. Un’amministrazione autorevole – conclude Riccio – non gioca a scarica barile puntando il dito contro gli altri, ma si assume le proprie responsabilità di fronte ai cittadini”.
f.u.
“I membri della Giunta possono anche dire che il sottoscritto sia impreciso, ma non penso possano dirlo anche al collegio dei Revisori del comune – la controreplica di Riccio – Come detto in precedenza, gran parte del debito attuale non è attribuibile alla Giunta Pezzanesi, ma allo stesso tempo sindaco e assessori non hanno fatto nulla per ridurlo in questi anni, nonostante fosse una loro precisa promessa elettorale scritta nero su bianco nel programma presentato ai cittadini e nonostante i continui richiami dei revisori in questi ultimi anni circa la pericolosità di questi numeri. Ogni cittadino tolentinate dovrebbe giudicare l’amministrazione sulla base della risoluzione dei problemi che la stessa pone di fronte ai cittadini. Sono 10 anni che questa Giunta governa la città e quando si segnalano criticità e problemi si addossano le colpe, a seconda dei casi, a quelli che c’erano prima di loro, alla burocrazia, al Governo. Un’amministrazione autorevole – conclude Riccio – non gioca a scarica barile puntando il dito contro gli altri, ma si assume le proprie responsabilità di fronte ai cittadini”.
f.u.
La prima ciclostazione dell'Unione Montana dei Monti Azzurri ha sede a Ripe San Ginesio. Si tratta del primo punto di servizio sulla ciclovia, in corso di realizzazione, che dall'Abbadia di Fiastra chiude l'anello con i Sibillini per poi congiungersi con la zona costiera a Porto San Giorgio in quella che è la ciclovia adriatica. Presenti all'inaugurazione, insieme al presidente dell'ente Giampiero Feliciotti, i sindaci dei comuni del territorio.

"La ciclostazione è un luogo dove il ciclista può trovare tutto ciò di cui ha bisogno, dall'assistenza meccanica alle informazioni turistiche, dall'acquisto di prodotti tipici alla possibilità di noleggio di bici e spazi per cambio e doccia - commenta il presidente Feliciotti - Vogliamo, infatti, creare punti di appoggio intorno al percorso della ciclovia, con possibilità di usufruire anche, qualora l'appassionato ne avesse bisogno, di un servizio di assistenza Sos con possibilità di assistenza sul luogo dell'eventuale incidente meccanico e susseguente trasporto alla stazione".
L'opera, relaizzata grazie al finanziamento erogato da Sport & Periferie, risponde anche alle esigenze turistiche degli appassionati delle due ruote che, una volta completata la strttura, potranno avere a disposizione anche stanze adibite a dormitorio.

"Parallelamente - conclude Feliciotti - abbiamo presentato un altro progetto per un'altra area di sosta con la previsione di spazi e percorsi dedicati ai bambini, così da riuscire a rispondere alle esigenze delle famiglie. Stiamo, in definitiva, creando le animazioni intorno all'asse ciclabile Abbadia di Fiastra - Sarnano - Amandola, da cui si diramano i diversi percorsi ciclabili dei Pil che conducono ai vari borghi visitabili con le loro bellezze e peculiarità".
f.u.

"La ciclostazione è un luogo dove il ciclista può trovare tutto ciò di cui ha bisogno, dall'assistenza meccanica alle informazioni turistiche, dall'acquisto di prodotti tipici alla possibilità di noleggio di bici e spazi per cambio e doccia - commenta il presidente Feliciotti - Vogliamo, infatti, creare punti di appoggio intorno al percorso della ciclovia, con possibilità di usufruire anche, qualora l'appassionato ne avesse bisogno, di un servizio di assistenza Sos con possibilità di assistenza sul luogo dell'eventuale incidente meccanico e susseguente trasporto alla stazione".
L'opera, relaizzata grazie al finanziamento erogato da Sport & Periferie, risponde anche alle esigenze turistiche degli appassionati delle due ruote che, una volta completata la strttura, potranno avere a disposizione anche stanze adibite a dormitorio.

"Parallelamente - conclude Feliciotti - abbiamo presentato un altro progetto per un'altra area di sosta con la previsione di spazi e percorsi dedicati ai bambini, così da riuscire a rispondere alle esigenze delle famiglie. Stiamo, in definitiva, creando le animazioni intorno all'asse ciclabile Abbadia di Fiastra - Sarnano - Amandola, da cui si diramano i diversi percorsi ciclabili dei Pil che conducono ai vari borghi visitabili con le loro bellezze e peculiarità".
f.u.
Quattro eventi per quattro sold out, questo è il bilancio finale delle iniziative che si sono svolte a partire dal 10 ottobre nel territorio del Comune di Treia.
Il progetto, fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale e realizzato da Marche Active Tourism e Girastorie Racconti in Cammino di Matteo Petracci, ha accompagnato 200 persone provenienti da tutte le Marche e anche da fuori regione alla scoperta di luoghi simbolo e angoli meno conosciuti della cittadina del Pallone col Bracciale.

Da Villa Valcerasa fino all’area della “Roccaccia” passando per Villa la Quiete e per San Lorenzo le semplici escursioni, arricchite dal racconto degli aspetti storici e naturalistici, hanno consentito hai partecipanti di conoscere e visitare nel periodo autunnale le straordinarie ricchezze culturali e paesaggistiche dell’area. A conferma che il turismo outdoor ha enormi potenzialità nel maceratese e che può essere uno strumento fondamentale per coniugare attenzione per il territorio e volano economico per tutto il comparto turistico.

L’area interessata dal progetto è caratterizzata da sentieri e strada poco trafficate, con dislivello morbidi ed un contesto paesaggistico unico nel suo genere, tutte caratteristiche che ben si prestano a cammini ed attività all’aria aperta. Inoltre le storie che nei secoli si sono accavallate e che con Treia Tra storia e natura sono state riscoperte rendono l’esperienza mai banale o uguale a se stessa. Un connubio perfetto che è stato apprezzato sia da chi è abituato a frequentare questi luoghi che da chi li visitava per la prima volta. Da notare che gli eventi si sono svolti nel mese di ottobre, a conferma che la destagionalizzazione è un elemento centrale di questo tipo di attività, che consentono un afflusso di visitatori anche in periodi tradizionalmente considerati di bassa stagione.

Il progetto, fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale e realizzato da Marche Active Tourism e Girastorie Racconti in Cammino di Matteo Petracci, ha accompagnato 200 persone provenienti da tutte le Marche e anche da fuori regione alla scoperta di luoghi simbolo e angoli meno conosciuti della cittadina del Pallone col Bracciale.

Da Villa Valcerasa fino all’area della “Roccaccia” passando per Villa la Quiete e per San Lorenzo le semplici escursioni, arricchite dal racconto degli aspetti storici e naturalistici, hanno consentito hai partecipanti di conoscere e visitare nel periodo autunnale le straordinarie ricchezze culturali e paesaggistiche dell’area. A conferma che il turismo outdoor ha enormi potenzialità nel maceratese e che può essere uno strumento fondamentale per coniugare attenzione per il territorio e volano economico per tutto il comparto turistico.

L’area interessata dal progetto è caratterizzata da sentieri e strada poco trafficate, con dislivello morbidi ed un contesto paesaggistico unico nel suo genere, tutte caratteristiche che ben si prestano a cammini ed attività all’aria aperta. Inoltre le storie che nei secoli si sono accavallate e che con Treia Tra storia e natura sono state riscoperte rendono l’esperienza mai banale o uguale a se stessa. Un connubio perfetto che è stato apprezzato sia da chi è abituato a frequentare questi luoghi che da chi li visitava per la prima volta. Da notare che gli eventi si sono svolti nel mese di ottobre, a conferma che la destagionalizzazione è un elemento centrale di questo tipo di attività, che consentono un afflusso di visitatori anche in periodi tradizionalmente considerati di bassa stagione.

Inaugurata a Visso la nuova sede temporanea del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Al taglio del nastro ha presenziato la sottosegretario del Ministero della Transizione Ecologica Ilaria Fontana insieme a tante altre autorità locali, regionali e nazionali.
“Abbiamo scelto una data simbolo: il 30 ottobre di cinque anni fa la devastazione del sisma ha rischiato di annientare questo territorio. Ne è seguito un periodo buio, difficile, ma grazie alla resilienza delle genti che lo abitano, al senso di appartenenza, al grandissimo lavoro svolto dalle istituzioni, in primis i sindaci, che hanno saputo prendere per mano le loro comunità, oggi siamo qui a inaugurare ufficialmente la nuova sede del Parco, con la convinzione che possa contribuire in modo significativo alla rigenerazione sociale ed economica del territorio”.
Ad aprire gli interventi è stato Andrea Spaterna, presidente dell’Ente Parco, che, dopo i saluti e i ringraziamenti, estesi al Prefetto di Macerata, al Questore e ai rappresentanti delle forze dell’ordine, delle Università e delle associazioni ambientaliste e di categoria presenti, ha ripercorso l’iter che ha portato il Parco a ritrovare un proprio spazio operativo, temporaneo, “costruito con criteri di ingegneria ambientale e di efficienza energetica, e che ha ridato dignità lavorativa ai dipendenti dell’ente, per lungo tempo divisi in sedi provvisorie, tra Visso, Foligno e Tolentino. Sono certo che la realizzazione di questa nuova sede possa rappresentare un segnale di speranza per tutto il territorio del Parco quale simbolo di una ricostruzione che è partita e che sta procedendo”.

A fare gli onori di casa il sindaco di Visso, Gian Luigi Spiganti Maurizi. A seguire, ha preso la parola il Commissario Straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, il quale ha sottolineato come la collaborazione tra le diverse autorità di governo sul territorio, centrale, regionale e locale, rappresenti un esempio virtuoso di “governo multilivello, in cui s’incunea la funzione di un’istituzione di radicamento territoriale ma di rango statale come il Parco, e dove le decisioni vengono assunte in modo condiviso, senza dissensi, con una cooperazione costante e con l’obiettivo di una ricostruzione sostenibile”.
Per la Protezione Civile è poi intervenuto l’ingegner Nazzareno Santilli ricordando il “significato strategico del Parco per il territorio, anzitutto per l’attività di tutela delle risorse naturali che oggi, in condizioni di cambiamento climatico ed eventi estremi, acquista una forte valenza di prevenzione dei rischi”.
Si sono susseguiti altri interventi: il rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari, l’assessore della Regione Umbria, Enrico Melesecche, gli assessori della Regione Marche, Guido Castelli e Stefano Aguzzi, il vicepresidente del Parco, Alessandro Gentilucci, il presidente della Comunità del Parco, Michele Franchi, il Comandante della Regione Carabinieri Forestali Marche, Gianpiero Andreatta.

In chiusura le parole del sottosegretario Ilaria Fontana:
“Per me è un onore essere qui, in questa giornata particolare in cui, con l’inaugurazione della nuova sede diamo un messaggio di essenzialità e di speranza. Il Parco deve essere al centro del percorso di ricostruzione in un momento in cui affrontiamo una crisi climatica che, proprio nei parchi, nelle foreste, nei boschi può trovare un argine. La transizione ecologica - ha detto- è la capacità di rispondere a queste sfide facendo perno sulla capacità di rete, sul lavoro di squadra delle istituzioni, sulle tante risorse a disposizione che dovremo saper utilizzare, perché oggi più che mai ambiente e lavoro devono andare insieme: lo dobbiamo alle generazioni che verranno”.
c.c.
Al taglio del nastro ha presenziato la sottosegretario del Ministero della Transizione Ecologica Ilaria Fontana insieme a tante altre autorità locali, regionali e nazionali.
“Abbiamo scelto una data simbolo: il 30 ottobre di cinque anni fa la devastazione del sisma ha rischiato di annientare questo territorio. Ne è seguito un periodo buio, difficile, ma grazie alla resilienza delle genti che lo abitano, al senso di appartenenza, al grandissimo lavoro svolto dalle istituzioni, in primis i sindaci, che hanno saputo prendere per mano le loro comunità, oggi siamo qui a inaugurare ufficialmente la nuova sede del Parco, con la convinzione che possa contribuire in modo significativo alla rigenerazione sociale ed economica del territorio”.
Ad aprire gli interventi è stato Andrea Spaterna, presidente dell’Ente Parco, che, dopo i saluti e i ringraziamenti, estesi al Prefetto di Macerata, al Questore e ai rappresentanti delle forze dell’ordine, delle Università e delle associazioni ambientaliste e di categoria presenti, ha ripercorso l’iter che ha portato il Parco a ritrovare un proprio spazio operativo, temporaneo, “costruito con criteri di ingegneria ambientale e di efficienza energetica, e che ha ridato dignità lavorativa ai dipendenti dell’ente, per lungo tempo divisi in sedi provvisorie, tra Visso, Foligno e Tolentino. Sono certo che la realizzazione di questa nuova sede possa rappresentare un segnale di speranza per tutto il territorio del Parco quale simbolo di una ricostruzione che è partita e che sta procedendo”.

A fare gli onori di casa il sindaco di Visso, Gian Luigi Spiganti Maurizi. A seguire, ha preso la parola il Commissario Straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, il quale ha sottolineato come la collaborazione tra le diverse autorità di governo sul territorio, centrale, regionale e locale, rappresenti un esempio virtuoso di “governo multilivello, in cui s’incunea la funzione di un’istituzione di radicamento territoriale ma di rango statale come il Parco, e dove le decisioni vengono assunte in modo condiviso, senza dissensi, con una cooperazione costante e con l’obiettivo di una ricostruzione sostenibile”.
Per la Protezione Civile è poi intervenuto l’ingegner Nazzareno Santilli ricordando il “significato strategico del Parco per il territorio, anzitutto per l’attività di tutela delle risorse naturali che oggi, in condizioni di cambiamento climatico ed eventi estremi, acquista una forte valenza di prevenzione dei rischi”.
Si sono susseguiti altri interventi: il rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari, l’assessore della Regione Umbria, Enrico Melesecche, gli assessori della Regione Marche, Guido Castelli e Stefano Aguzzi, il vicepresidente del Parco, Alessandro Gentilucci, il presidente della Comunità del Parco, Michele Franchi, il Comandante della Regione Carabinieri Forestali Marche, Gianpiero Andreatta.

In chiusura le parole del sottosegretario Ilaria Fontana:
“Per me è un onore essere qui, in questa giornata particolare in cui, con l’inaugurazione della nuova sede diamo un messaggio di essenzialità e di speranza. Il Parco deve essere al centro del percorso di ricostruzione in un momento in cui affrontiamo una crisi climatica che, proprio nei parchi, nelle foreste, nei boschi può trovare un argine. La transizione ecologica - ha detto- è la capacità di rispondere a queste sfide facendo perno sulla capacità di rete, sul lavoro di squadra delle istituzioni, sulle tante risorse a disposizione che dovremo saper utilizzare, perché oggi più che mai ambiente e lavoro devono andare insieme: lo dobbiamo alle generazioni che verranno”.
c.c.
Si apre un nuovo affascinante capitolo nel percorso di valorizzazione del cosiddetto “tesoro di Serrapetrona”, patrimonio di reperti dall’inestimabile valore scientifico. Dal 6 novembre e per tutto il 2022 Palazzo Claudi, a Serrapetrona, ospiterà la mostra paleontologica “Fossili, il passato ritrovato”, voluta dal comune di Serrapetrona, sostenuta dalla Regione Marche e realizzata con il fondamentale apporto scientifico della Sapienza Università di Roma - Dipartimento di Scienze della Terra; l’evento ha ricevuto inoltre il sostegno di: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, Unione Montana dei Monti Azzurri, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Fondazione Claudi e Fìdoka.
Il tesoro di Serrapetrona è composto da reperti archeologici e paleontologici provenienti dal sequestro di una collezione privata detenuta illegalmente e rinvenuta a Serrapetrona nel dicembre 2006. Da allora è stata avviata l’attività di studio e valorizzazione a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e della Sapienza Università di Roma; per rendere fruibile al grande pubblico questo ampio patrimonio è stato avviato un percorso di musealizzazione che ha già preso forma in tre esposizioni tenute nel 2010, 2012 e 2017. La nuova mostra segna una nuova importante tappa di questo percorso.

"La Regione ha sostenuto questa iniziativa con risorse destinate ad eventi di rilievo regionale – dichiara Giorgia Latini, assessore alla Cultura della Regione Marche -. Questa mostra ha carattere scientifico e culturale e, coinvolgendo le scuole, si arricchisce di un contenuto educativo. In riferimento all’intera collezione, va ricordato che il piano triennale della cultura ha dedicato attenzione al patrimonio archeologico, evidenziando l'opportunità di creare una rete che contribuisca a valorizzarlo e a farlo conoscere ai più, non soltanto agli addetti ai lavori, anche grazie all'utilizzo di fondi comunitari. Tesori come quello di Serrapetrona meritano la massima attenzione anche per le ricadute che possono avere sul turismo. Siamo una Regione ricca di luoghi di interesse e collezioni come questa contribuiscono a renderci più attrattivi".
Un momento importante per la comunità di Serrapetrona: “Ancora una volta la cultura è segno di rinascita – sottolinea il sindaco Silvia Pinzi –; dopo il terremoto del 2016 e una pandemia ancora non sconfitta, rilanciamo con forza questo progetto che oltre ad avere un alto valore scientifico punta a valorizzare il territorio e le sue tante risorse. Il tesoro di Serrapetrona è molto più ampio rispetto a quanto mostrato nelle esposizioni e l’obiettivo, a cui l’Amministrazione sta già lavorando, è creare un Polo museale permanente”.

Il tesoro di Serrapetrona è composto da reperti archeologici e paleontologici provenienti dal sequestro di una collezione privata detenuta illegalmente e rinvenuta a Serrapetrona nel dicembre 2006. Da allora è stata avviata l’attività di studio e valorizzazione a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e della Sapienza Università di Roma; per rendere fruibile al grande pubblico questo ampio patrimonio è stato avviato un percorso di musealizzazione che ha già preso forma in tre esposizioni tenute nel 2010, 2012 e 2017. La nuova mostra segna una nuova importante tappa di questo percorso.

"La Regione ha sostenuto questa iniziativa con risorse destinate ad eventi di rilievo regionale – dichiara Giorgia Latini, assessore alla Cultura della Regione Marche -. Questa mostra ha carattere scientifico e culturale e, coinvolgendo le scuole, si arricchisce di un contenuto educativo. In riferimento all’intera collezione, va ricordato che il piano triennale della cultura ha dedicato attenzione al patrimonio archeologico, evidenziando l'opportunità di creare una rete che contribuisca a valorizzarlo e a farlo conoscere ai più, non soltanto agli addetti ai lavori, anche grazie all'utilizzo di fondi comunitari. Tesori come quello di Serrapetrona meritano la massima attenzione anche per le ricadute che possono avere sul turismo. Siamo una Regione ricca di luoghi di interesse e collezioni come questa contribuiscono a renderci più attrattivi".
Un momento importante per la comunità di Serrapetrona: “Ancora una volta la cultura è segno di rinascita – sottolinea il sindaco Silvia Pinzi –; dopo il terremoto del 2016 e una pandemia ancora non sconfitta, rilanciamo con forza questo progetto che oltre ad avere un alto valore scientifico punta a valorizzare il territorio e le sue tante risorse. Il tesoro di Serrapetrona è molto più ampio rispetto a quanto mostrato nelle esposizioni e l’obiettivo, a cui l’Amministrazione sta già lavorando, è creare un Polo museale permanente”.

