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Dalle 19 di questo giovedì 4 novembre torna percorribile a senso unico alternato e con impianto semaforico la Statale 361 Septempedana nel territorio del comune di Pioraco.
A darne notizia il sindaco Matteo Cicconi. "La riapertura parziale, che presumibilmente si protrarrà per due settimnane, si è resa necessaria per il ripristino della rete a protezione della possibile caduta massi su un fronte della carreggiata - dichiara il primo cittadino - Rete che nei giorni scorsi è stata divelta dai tecnici Anas per consentire le operazioni di disgaccio dalla parete rocciosa. L'invito agli automobilisti che percorreranno il tratto, dunque, è quello di procedere con cautela fino al completo ripristino della normale circolazione".
Disagi, dunque, ridotti per gli automobilisti, ma non completamente eliminati dal momento che per terminare le operazioni di bonifica la strada sarà chiusa anche nella giornata di venerdì dalle 8.30 alle 12 e dalle 13.30 alle 16.
f.u.
articolo precedente:
“La chiusura della statale 361 è la cartina al tornasole dei problemi dell’entroterra”. Lo ha detto Matteo Cicconi, sindaco di Pioraco, tornando sulla situazione che in questi giorni ha interessato il tratto della “Septempedana” che porta da Castelraimondo al Comune che amministra. L'ordinanza che ne dispone la chiusura, firmata da Anas, scade oggi. Il primo cittadino Cicconi non garantisce comunque sulla riapertura in giornata, visto che l'allarme non sembra essere del tutto rientrato e non ci sono ancora garanzie definitive da parte dell'Anas. Non pochi i disagi per la comunità e per le aziende del territorio, costrette a percorsi alternativi poco agevoli e dalla lunghezza considerevole.A darne notizia il sindaco
Già nel tardo pomeriggio di ieri il primo cittadino di Pioraco aveva ironizzato, con un post Facebook, sui problemi che la sua comunità sta vivendo in questi giorni. Disagi che “riflettono le criticità quotidiane che interessano la valle del Potenza, da Porto Recanati fino all’alto maceratese – ha poi dichiarato Cicconi –. La chiusura della strada, l’unica che ci collega alla bassa valle del Potenza e al resto delle arterie più rilevanti, ha rappresentato un danno enorme per la nostra comunità: seppur destinata a rientrare, quest’emergenza testimonia la ‘normalità’ di questa zona. Viviamo in un’area scarsamente collegata e povera di servizi. Le infrastrutture fisiche e tecnologiche sono scarse e quello che sarebbe un piccolo disagio nella zona costiera diventa un ostacolo insormontabile per chi vive invece in montagna. È un discorso che vale, per esempio, anche per la sanità: i presidi di Camerino, Matelica e San Severino sono vitali per quest’area. Gli altri ospedali, come quello di Tolentino o Macerata sono nella valle del Chienti e sono piuttosto complicati da raggiungere per i cittadini di questa zona. Sono considerazioni che occorre fare – conclude Cicconi – quando si pensa ai servizi a disposizione delle aree montane. Per quanto riguarda la telefonia o la ricezione dei canali televisivi, altro esempio calzante, abbiamo problemi da decenni e non si vedono soluzioni all’orizzonte. Sulla rete internet invece noi siamo fortunati, abbiamo la fibra, ma non è così per tutti”.
l.c.
A darne notizia il sindaco Matteo Cicconi. "La riapertura parziale, che presumibilmente si protrarrà per due settimnane, si è resa necessaria per il ripristino della rete a protezione della possibile caduta massi su un fronte della carreggiata - dichiara il primo cittadino - Rete che nei giorni scorsi è stata divelta dai tecnici Anas per consentire le operazioni di disgaccio dalla parete rocciosa. L'invito agli automobilisti che percorreranno il tratto, dunque, è quello di procedere con cautela fino al completo ripristino della normale circolazione".
Disagi, dunque, ridotti per gli automobilisti, ma non completamente eliminati dal momento che per terminare le operazioni di bonifica la strada sarà chiusa anche nella giornata di venerdì dalle 8.30 alle 12 e dalle 13.30 alle 16.
f.u.
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“La chiusura della statale 361 è la cartina al tornasole dei problemi dell’entroterra”. Lo ha detto Matteo Cicconi, sindaco di Pioraco, tornando sulla situazione che in questi giorni ha interessato il tratto della “Septempedana” che porta da Castelraimondo al Comune che amministra. L'ordinanza che ne dispone la chiusura, firmata da Anas, scade oggi. Il primo cittadino Cicconi non garantisce comunque sulla riapertura in giornata, visto che l'allarme non sembra essere del tutto rientrato e non ci sono ancora garanzie definitive da parte dell'Anas. Non pochi i disagi per la comunità e per le aziende del territorio, costrette a percorsi alternativi poco agevoli e dalla lunghezza considerevole.A darne notizia il sindaco
Già nel tardo pomeriggio di ieri il primo cittadino di Pioraco aveva ironizzato, con un post Facebook, sui problemi che la sua comunità sta vivendo in questi giorni. Disagi che “riflettono le criticità quotidiane che interessano la valle del Potenza, da Porto Recanati fino all’alto maceratese – ha poi dichiarato Cicconi –. La chiusura della strada, l’unica che ci collega alla bassa valle del Potenza e al resto delle arterie più rilevanti, ha rappresentato un danno enorme per la nostra comunità: seppur destinata a rientrare, quest’emergenza testimonia la ‘normalità’ di questa zona. Viviamo in un’area scarsamente collegata e povera di servizi. Le infrastrutture fisiche e tecnologiche sono scarse e quello che sarebbe un piccolo disagio nella zona costiera diventa un ostacolo insormontabile per chi vive invece in montagna. È un discorso che vale, per esempio, anche per la sanità: i presidi di Camerino, Matelica e San Severino sono vitali per quest’area. Gli altri ospedali, come quello di Tolentino o Macerata sono nella valle del Chienti e sono piuttosto complicati da raggiungere per i cittadini di questa zona. Sono considerazioni che occorre fare – conclude Cicconi – quando si pensa ai servizi a disposizione delle aree montane. Per quanto riguarda la telefonia o la ricezione dei canali televisivi, altro esempio calzante, abbiamo problemi da decenni e non si vedono soluzioni all’orizzonte. Sulla rete internet invece noi siamo fortunati, abbiamo la fibra, ma non è così per tutti”.
l.c.
"Ancora una volta, a fronte di una nostra richiesta, ci troviamo di fronte a una porta chiusa". Esordisce così il comunicato stampa a firma dei consiglieri del gruppo consiliare di minoranza Radici al futuro Antonella Nalli, Roberto Lucarelli, Stefano Falcioni e Gianluca Pasqui.
"Come gruppo consiliare Radici al Futuro - spiegano - avevamo richiesto la convocazione di una riunione con i progettisti incaricati dei piani particolareggiati delle zone perimetrate, un atto fondamentale per la ricostruzione della nostra città, di cui se n'è ormai persa traccia.
L’amministrazione comunale, tramite il responsabile del settore 6° Sisma Ricostruzione Privata (al quale avevamo fatta richiesta come funzionario responsabile della procedura), ha però ritenuto di non accogliere la nostra richiesta in quanto “non è contemplata nel Testo Unico degli Enti Locali tra le prerogative dei consiglieri comunali, che hanno diritto di ottenere dagli uffici (e quindi non dai professionisti da questi incaricati) tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato”.
Un banale appiglio tecnicistico (tra l’altro palesemente contrario a quanto normato dallo statuto e dal regolamento del consiglio comunale) che, di fatto, si traduce in un diniego alla volontà del nostro gruppo consiliare di dare un apporto fattivo al tema ricostruzione - continua la nota di Radici al futuro -.
Avremmo voluto conoscere lo stato dell’arte delle perimetrazioni e magari anche la visione futura che l'Amministrazione vuole dare alla Città.
Ma come consuetudine, ci troviamo ancora di fronte alla porta chiusa da parte del sindaco, che a parole sbandiera i concetti di condivisione e collaborazione ma che, nei fatti, si arrocca nel suo isolamento, incapace di intavolare alcun dialogo ed alcun confronto ed imponendo d’imperio scelte decisive per il futuro di Camerino al solo fine di mascherare la sua mancanza di visione e strategia.
Il sindaco Sborgia sembra stia gestendo il suo incarico come una sfida o una competizione costante con tutte le altre istituzioni del territorio, dividendole tra quelle amiche (ormai rimaste poche) e quelle nemiche (quasi tutte a suo dire) e questo atteggiamento sta danneggiando il ruolo di Camerino non solo nella ricostruzione della città, ma anche nella politica dell'entroterra.
Si tratta di un atteggiamento che reputiamo dannoso e che di certo- concludono i consiglieri - non va a vantaggio della città, a fronte di un primo cittadino isolato dal territorio e anche dalla sua maggioranza, capace in due anni e mezzo, solo di portare avanti male, con clamoroso ritardo, ciò che era stato iniziato dalla precedente amministrazione comunale".
c.c.
"Come gruppo consiliare Radici al Futuro - spiegano - avevamo richiesto la convocazione di una riunione con i progettisti incaricati dei piani particolareggiati delle zone perimetrate, un atto fondamentale per la ricostruzione della nostra città, di cui se n'è ormai persa traccia.
L’amministrazione comunale, tramite il responsabile del settore 6° Sisma Ricostruzione Privata (al quale avevamo fatta richiesta come funzionario responsabile della procedura), ha però ritenuto di non accogliere la nostra richiesta in quanto “non è contemplata nel Testo Unico degli Enti Locali tra le prerogative dei consiglieri comunali, che hanno diritto di ottenere dagli uffici (e quindi non dai professionisti da questi incaricati) tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato”.
Un banale appiglio tecnicistico (tra l’altro palesemente contrario a quanto normato dallo statuto e dal regolamento del consiglio comunale) che, di fatto, si traduce in un diniego alla volontà del nostro gruppo consiliare di dare un apporto fattivo al tema ricostruzione - continua la nota di Radici al futuro -.
Avremmo voluto conoscere lo stato dell’arte delle perimetrazioni e magari anche la visione futura che l'Amministrazione vuole dare alla Città.
Ma come consuetudine, ci troviamo ancora di fronte alla porta chiusa da parte del sindaco, che a parole sbandiera i concetti di condivisione e collaborazione ma che, nei fatti, si arrocca nel suo isolamento, incapace di intavolare alcun dialogo ed alcun confronto ed imponendo d’imperio scelte decisive per il futuro di Camerino al solo fine di mascherare la sua mancanza di visione e strategia.
Il sindaco Sborgia sembra stia gestendo il suo incarico come una sfida o una competizione costante con tutte le altre istituzioni del territorio, dividendole tra quelle amiche (ormai rimaste poche) e quelle nemiche (quasi tutte a suo dire) e questo atteggiamento sta danneggiando il ruolo di Camerino non solo nella ricostruzione della città, ma anche nella politica dell'entroterra.
Si tratta di un atteggiamento che reputiamo dannoso e che di certo- concludono i consiglieri - non va a vantaggio della città, a fronte di un primo cittadino isolato dal territorio e anche dalla sua maggioranza, capace in due anni e mezzo, solo di portare avanti male, con clamoroso ritardo, ciò che era stato iniziato dalla precedente amministrazione comunale".
c.c.
Stanno iniziando i lavori di bonifica, recupero e ricostruzione del cimitero di Ussita. Danneggiato dal sisma di cinque anni fa, ora necessita di diversi interventi di messa in sicurezza e di restauro.
La prima fase, come ha spiegato la sindaca Silvia Bernardini, sarà la più delicata: “Nei primi mesi di lavoro dovremo occuparci della bonifica del sito: questo significa che dovremo smaltire le macerie delle parti crollate e recuperare le bare che erano inumate in quell’area. Una volta che saremo riusciti a farlo – spiega la prima cittadina –, dovremo identificarle e trovare loro una nuova e dignitosa sistemazione, che potrebbe essere quella dei nuovi loculi che abbiamo costruito. È una soluzione provvisoria, ma certamente di grande solidità e soprattutto capace di garantire sicurezza ai visitatori e dignità ai defunti. È un’operazione molto complicata, visto che ogni bara andrà identificata e andranno soprattutto rintracciati i parenti del defunto per capire con quale sistemazione definitiva procedere. I problemi sorgerebbero qualora questa operazione dovesse essere impossibile: in questo caso potremmo pensare a una cappella comune che raccolga i resti delle persone che erano inumate nelle parti crollate”.
Una volta terminata questa fase, si potrà procedere con la vera e propria ricostruzione. La sindaca ha concluso: “A bonifica ultimata inizieremo la ricostruzione. La prima fase sarà dedicata alla messa in sicurezza dei versanti del ‘promontorio’ che ospita il cimitero, poi potremo passare al restauro vero e proprio. La speranza è quella di poter permettere le visite ai propri defunti nel minor tempo possibile, già al termine della bonifica del sito, visto che la soluzione temporanea che abbiamo predisposto è assolutamente sicura”.
La prima fase, come ha spiegato la sindaca Silvia Bernardini, sarà la più delicata: “Nei primi mesi di lavoro dovremo occuparci della bonifica del sito: questo significa che dovremo smaltire le macerie delle parti crollate e recuperare le bare che erano inumate in quell’area. Una volta che saremo riusciti a farlo – spiega la prima cittadina –, dovremo identificarle e trovare loro una nuova e dignitosa sistemazione, che potrebbe essere quella dei nuovi loculi che abbiamo costruito. È una soluzione provvisoria, ma certamente di grande solidità e soprattutto capace di garantire sicurezza ai visitatori e dignità ai defunti. È un’operazione molto complicata, visto che ogni bara andrà identificata e andranno soprattutto rintracciati i parenti del defunto per capire con quale sistemazione definitiva procedere. I problemi sorgerebbero qualora questa operazione dovesse essere impossibile: in questo caso potremmo pensare a una cappella comune che raccolga i resti delle persone che erano inumate nelle parti crollate”.
Una volta terminata questa fase, si potrà procedere con la vera e propria ricostruzione. La sindaca ha concluso: “A bonifica ultimata inizieremo la ricostruzione. La prima fase sarà dedicata alla messa in sicurezza dei versanti del ‘promontorio’ che ospita il cimitero, poi potremo passare al restauro vero e proprio. La speranza è quella di poter permettere le visite ai propri defunti nel minor tempo possibile, già al termine della bonifica del sito, visto che la soluzione temporanea che abbiamo predisposto è assolutamente sicura”.
l.c.
Fissata la data per l’incontro pubblico sulla ricostruzione organizzato dall'amministrazione comunale di Camerino. Sabato 13 novembre alle 16 all’Auditorium Benedetto XIII si farà il punto sullo stato della ricostruzione a 5 anni dal sisma e, in particolare, sugli ultimi due anni e mezzo di lavoro. Dall’approvazione delle perimetrazioni, alla definizione degli aggregati, al lavoro sui piani attuativi che sta portando avanti lo studio Karrer, alle ordinanze speciali Camerino, senza tralasciare le demolizioni, le messe in sicurezza, i cantieri iniziati e quelli in avvio, in modo particolare per quanto riguarda la ricostruzione pubblica. “Riprendiamo gli appuntamenti che ci eravamo prefissati di fare, ma che a causa della pandemia è stato impossibile organizzare - spiega Luca Marassi, consigliere con delega alla ricostruzione - Lo scorso anno a dicembre abbiamo presentato il Psr incontrando la cittadinanza in modalità online. Speriamo di poter riprendere in presenza e continuate in questo modo per poter condividere il più possibile il lavoro che si sta portando avanti. L’impegnò è tantissimo e anche i passi avanti fatti, inimmaginabile per chi non lo vive quotidianamente. Naturalmente la ricostruzione è un percorso che necessita di tanti passaggi che è giusto condividere con la cittadinanza, anche attraverso incontri pubblici. Quello del 13 novembre sarà il primo, in cui oltre a illustrare lo stato della ricostruzione, risponderemo alle domande e ascolteremo le richieste dei concittadini”.
Due finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di altrettante opere pubbliche sono stati ottenuti dal comune di Sarnano attraverso bandi della regione per un totale di 175mila euro.
Il primo, per un importo di 100mila euro, su un totale da progetto di 140.000 euro, per la realizzazione del marciapiede di collegamento tra Via Filippo Corridoni e Via Donato Bramante; il secondi di 75.300 euro, su un totale da progetto di 105.000 euro, per la realizzazione del percorso ciclopedonale di collegamento tra il parcheggio Bozzoni, le scuole, il palasport e la "Via delle Cascate Perdute".
“Si tratta di opere di cui il nostro paese aveva assoluto bisogno – dichiara il sindaco Luca Piergentili – e che avremmo realizzato a prescindere dal bando regionale. Un marciapiede sulla strada che conduce alla famosa via delle cascate per garantire la sicurezza dei turisti e un collegamento ciclopedonale con la zona degli impianti sportivi ci consentire di rendere ancor più appetibile per il turista la visita alle nostre bellezze naturali e paesaggistiche. I servizi, infatti, costituiscono la base necessaria per un territorio che vuole puntare dritto sullo sviluppo turistico”.
Il primo, per un importo di 100mila euro, su un totale da progetto di 140.000 euro, per la realizzazione del marciapiede di collegamento tra Via Filippo Corridoni e Via Donato Bramante; il secondi di 75.300 euro, su un totale da progetto di 105.000 euro, per la realizzazione del percorso ciclopedonale di collegamento tra il parcheggio Bozzoni, le scuole, il palasport e la "Via delle Cascate Perdute".
“Si tratta di opere di cui il nostro paese aveva assoluto bisogno – dichiara il sindaco Luca Piergentili – e che avremmo realizzato a prescindere dal bando regionale. Un marciapiede sulla strada che conduce alla famosa via delle cascate per garantire la sicurezza dei turisti e un collegamento ciclopedonale con la zona degli impianti sportivi ci consentire di rendere ancor più appetibile per il turista la visita alle nostre bellezze naturali e paesaggistiche. I servizi, infatti, costituiscono la base necessaria per un territorio che vuole puntare dritto sullo sviluppo turistico”.
f.u.
Perde il controllo della vettura sulla quale viaggiava, una Fiat Panda, e termina la sua corsa al margine di una scarpata.
Incidente stradale in località San Donato nel territorio di Fabriano quello che ha visto coinvolto un uomo che, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo della propria auto uscendo di strada e finendo al margine di un dirupo. Lanciato l'allarme sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento fabrianese, che hanno ancorato l'auto con un verricello per impedire il ribaltamento nel dirupo sottostante, i carabinieri e i sanitari del 118 che hanno provveduto a soccorrere il conducente.
Viste le condizioni dell'uomo i sanitari ne hanno poi disposto il trasporto in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette.

f.u.
Incidente stradale in località San Donato nel territorio di Fabriano quello che ha visto coinvolto un uomo che, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo della propria auto uscendo di strada e finendo al margine di un dirupo. Lanciato l'allarme sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento fabrianese, che hanno ancorato l'auto con un verricello per impedire il ribaltamento nel dirupo sottostante, i carabinieri e i sanitari del 118 che hanno provveduto a soccorrere il conducente.
Viste le condizioni dell'uomo i sanitari ne hanno poi disposto il trasporto in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette.

f.u.
Gli agricoltori seminano, loro mangiano. Orzo, grano tenero, grano duro, favino, pisello: tutte le semine autunnali rischiano di essere vanificate della incursioni quotidiane dei cinghiali. Già in sovrannumero, gli ungulati hanno approfittato dell’insensato e colpevole stop dei selecacciatori nel corso del lockdown e delle zona rosse per proliferare indisturbati. Ora, nonostante sabato scorso sia ripartita la stagione venatoria, i branchi sono talmente tanto numerosi che è possibile osservare l’invasione a tutte le ore del giorno e della notte. Una situazione solo parzialmente alleviata dalla possibilità per gli agricoltori, con licenza di caccia e opportunamente formati, di agire da selettori alla presenza di cinghiali sul proprio fondo. Proprio lo scorso luglio gli agricoltori avevano allestito un flash mob sotto la Regione Marche per chiedere un piano straordinario di abbattimenti.
“La corretta gestione del territorio – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – passa per l’interazione tra mondo agricolo, venatorio e associazionismo. Alla Regione ribadiamo la necessità di interventi straordinari per riequilibrare gli habitat visto che l’attuale situazione rischia di compromettere la sopravvivenza economica delle aziende e la biodiversità del territorio”.
“La corretta gestione del territorio – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – passa per l’interazione tra mondo agricolo, venatorio e associazionismo. Alla Regione ribadiamo la necessità di interventi straordinari per riequilibrare gli habitat visto che l’attuale situazione rischia di compromettere la sopravvivenza economica delle aziende e la biodiversità del territorio”.
Coldiretti Marche ribadisce dunque le sue richieste che passano dall’adozione dello Statuto unico regionale per gli Ambiti Territoriali di Caccia per unificare procedure e modulistica, soprattutto per quel che concerne i risarcimenti danni, un monitoraggio puntuale e super partes della popolazione animale, la rotazione sui vari territori delle squadre di selezionatori per impedire il fenomeno delle “riserve di caccia”, il ricambio degli organi di gestione degli Atc e il controllo regionale sui bilanci degli stessi.
“A fianco di tutto ciò – concludono da Coldiretti – sarebbe opportuno operare politiche di valorizzazione della selvaggina perché se da una parte è vero che la fauna selvatica in sovrannumero causa danni all’agricoltura e pericoli per l’incolumità dei cittadini, è altrettanto vero che le carni sono molto amate dai consumatori alla ricerca di sapori forti, genuini e delle ricette della tradizione ma sempre più desiderosi di avere un prodotto di qualità, tracciato e trasparente”.
“A fianco di tutto ciò – concludono da Coldiretti – sarebbe opportuno operare politiche di valorizzazione della selvaggina perché se da una parte è vero che la fauna selvatica in sovrannumero causa danni all’agricoltura e pericoli per l’incolumità dei cittadini, è altrettanto vero che le carni sono molto amate dai consumatori alla ricerca di sapori forti, genuini e delle ricette della tradizione ma sempre più desiderosi di avere un prodotto di qualità, tracciato e trasparente”.
Un giro in piazza Del Popolo, una delle più belle piazze d’Italia, una visita al teatro Feronia e poi una passeggiata per risalire lungo le pittoresche vie del centro storico con destinazione la suggestiva cornice di Castello al Monte, con i suoi monasteri e i suoi santuari, i suoi musei e il suo panorama unico.
La Giornata nazionale del trekking urbano ha permesso di scoprire questo, e altro ancora, in una iniziativa che ha consentito alla Pro Loco e al Comune di San Severino Marche di tornare ad organizzare una vera e propria “Caccia al tesoro ai tesori custoditi nella città”.
Protagonista indiscusso dell’evento tale Severino Bergamini, personaggio che nel XVII secolo vagabondò per il borgo alla ricerca proprie delle meraviglie settempedane con l’ausilio delle arti magiche.
La Città di San Severino Marche è stata così una delle 76 realtà d’Italia che quest’anno hanno aderito alla Giornata nazionale del trekking urbano, manifestazione ideata nel 2002 in collaborazione con l’associazione nazionale guide turistiche. Tema dell’evento era “Una sana follia. Alla scoperta del territorio attraverso i suoi bizzarri personaggi”.
La Giornata nazionale del trekking urbano ha permesso di scoprire questo, e altro ancora, in una iniziativa che ha consentito alla Pro Loco e al Comune di San Severino Marche di tornare ad organizzare una vera e propria “Caccia al tesoro ai tesori custoditi nella città”.
Protagonista indiscusso dell’evento tale Severino Bergamini, personaggio che nel XVII secolo vagabondò per il borgo alla ricerca proprie delle meraviglie settempedane con l’ausilio delle arti magiche.
La Città di San Severino Marche è stata così una delle 76 realtà d’Italia che quest’anno hanno aderito alla Giornata nazionale del trekking urbano, manifestazione ideata nel 2002 in collaborazione con l’associazione nazionale guide turistiche. Tema dell’evento era “Una sana follia. Alla scoperta del territorio attraverso i suoi bizzarri personaggi”.
Il neo commissario di Forza Italia per Ancona e provincia Gianluca Pasqui ha provveduto alla nomina a vice commissario di Teresa Stefania Dai Prà.
“Esprimo un sentito ringraziamento al dottor Pasqui, al commissario regionale sen. Francesco Battistoni e al partito per la stima e il rispetto rivolti alla mia persona.
È una fase politica molto impegnativa e delicata” ha dichiarato Dai Prà “ma da donna di partito, come sempre dimostrato, con umiltà e determinazione mi metto da subito al lavoro pensando esclusivamente al bene di Forza Italia e della coalizione di centrodestra dove la nostra compagine è e resterà determinante con meno personalismi e maggiori azioni corali tra iscritti e amministratori per rappresentare al meglio le tante esigenze dei nostri concittadini del territorio anconetano”.
Da parte sua, il commissario Pasqui ha ribadito la massima attenzione e l’impegno fattivo per far crescere il partito in un’area tanto importante come quella che rappresenta il capoluogo di regione.
“La scelta di Teresa Stefania Dai Prà come mio vice” ha detto “è basata sulla grande stima che personalmente e come partito abbiamo verso di lei. Nei prossimi giorni incontreremo gli amministratori del territorio per ascoltare direttamente da chi opera ‘sul campo’ esigenze, criticità e proposte utili a consolidare il nostro movimento politico in una provincia come quella di Ancona dove serve un centrodestra forte e pronto a mettersi in gioco”.
“Esprimo un sentito ringraziamento al dottor Pasqui, al commissario regionale sen. Francesco Battistoni e al partito per la stima e il rispetto rivolti alla mia persona.
È una fase politica molto impegnativa e delicata” ha dichiarato Dai Prà “ma da donna di partito, come sempre dimostrato, con umiltà e determinazione mi metto da subito al lavoro pensando esclusivamente al bene di Forza Italia e della coalizione di centrodestra dove la nostra compagine è e resterà determinante con meno personalismi e maggiori azioni corali tra iscritti e amministratori per rappresentare al meglio le tante esigenze dei nostri concittadini del territorio anconetano”.
Da parte sua, il commissario Pasqui ha ribadito la massima attenzione e l’impegno fattivo per far crescere il partito in un’area tanto importante come quella che rappresenta il capoluogo di regione.
“La scelta di Teresa Stefania Dai Prà come mio vice” ha detto “è basata sulla grande stima che personalmente e come partito abbiamo verso di lei. Nei prossimi giorni incontreremo gli amministratori del territorio per ascoltare direttamente da chi opera ‘sul campo’ esigenze, criticità e proposte utili a consolidare il nostro movimento politico in una provincia come quella di Ancona dove serve un centrodestra forte e pronto a mettersi in gioco”.
Treia, dibattito sulle scuole. La minoranza: "Futuro poco chiaro per i nostri studenti delle medie"
03 Nov 2021
“Quale futuro per gli studenti delle nostre scuole medie?”. È il quesito che il gruppo consiliare di minoranza “Prima Treia” ha rivolto all’amministrazione comunale guidata da Franco Capponi nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale.
La questione scuole, diventata focale nel corso della legislatura corrente, è al centro della discussione tra maggioranza e opposizione da mesi. Una divergenza di vedute nata in campagna elettorale e proseguita nel corso dei primi due anni di amministrazione Capponi. Da una parte il polo unico comunale, caldeggiato da Prima Treia, dall’altra la soluzione salomonica scelta dalla giunta, con le scuole primarie nelle frazioni e un’unica scuola media a Treia capoluogo. Capponi ne ha fatto un punto programmatico e i risultati elettorali, dopo averlo premiato, lo hanno legittimato a procedere. La minoranza continua ad esporre le sue perplessità, soprattutto in merito all’organizzazione delle classi quando inizieranno i lavori nella frazione di Passo di Treia.
È stato Andrea Mozzoni, già candidato sindaco alle elezioni del 2014 e oggi consigliere di minoranza, a intervenire dopo che il capogruppo Vittorio Sampaolo ha presentato l’interrogazione: “Visto che i lavori inizieranno auspicabilmente nel settembre del 2022, a breve dovremo essere capaci di fornire risposte alla cittadinanza – ha spiegato –. Come saranno gestiti i nostri studenti negli anni in cui le scuole saranno prima demolite e poi ricostruite? Ricordiamo che a gennaio le famiglie dovranno iscrivere i propri figli e hanno il diritto di sapere dove e come gli studenti faranno lezione. La sede attuale delle medie è il monastero della Visitazione che ha lo spazio per accoglierli, ma occorre comunque attivarsi per prepararsi al trasferimento e soprattutto dare certezza alla cittadinanza. Il clima di confusione che si respira sui tempi tecnici per la demolizione e la ricostruzione della scuola di Passo di Treia, oltre a questo problema del trasferimento, rischiano di far perdere iscritti ai nostri istituti. Occorre – ha concluso Mozzoni – che l’amministrazione dia una risposta quanto prima”.
La questione scuole, diventata focale nel corso della legislatura corrente, è al centro della discussione tra maggioranza e opposizione da mesi. Una divergenza di vedute nata in campagna elettorale e proseguita nel corso dei primi due anni di amministrazione Capponi. Da una parte il polo unico comunale, caldeggiato da Prima Treia, dall’altra la soluzione salomonica scelta dalla giunta, con le scuole primarie nelle frazioni e un’unica scuola media a Treia capoluogo. Capponi ne ha fatto un punto programmatico e i risultati elettorali, dopo averlo premiato, lo hanno legittimato a procedere. La minoranza continua ad esporre le sue perplessità, soprattutto in merito all’organizzazione delle classi quando inizieranno i lavori nella frazione di Passo di Treia.
È stato Andrea Mozzoni, già candidato sindaco alle elezioni del 2014 e oggi consigliere di minoranza, a intervenire dopo che il capogruppo Vittorio Sampaolo ha presentato l’interrogazione: “Visto che i lavori inizieranno auspicabilmente nel settembre del 2022, a breve dovremo essere capaci di fornire risposte alla cittadinanza – ha spiegato –. Come saranno gestiti i nostri studenti negli anni in cui le scuole saranno prima demolite e poi ricostruite? Ricordiamo che a gennaio le famiglie dovranno iscrivere i propri figli e hanno il diritto di sapere dove e come gli studenti faranno lezione. La sede attuale delle medie è il monastero della Visitazione che ha lo spazio per accoglierli, ma occorre comunque attivarsi per prepararsi al trasferimento e soprattutto dare certezza alla cittadinanza. Il clima di confusione che si respira sui tempi tecnici per la demolizione e la ricostruzione della scuola di Passo di Treia, oltre a questo problema del trasferimento, rischiano di far perdere iscritti ai nostri istituti. Occorre – ha concluso Mozzoni – che l’amministrazione dia una risposta quanto prima”.
l.c.
