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Ha fatto tappa a San Severino la campagna di ascolto avviata dall’assessore regionale alla sanità, Filippo Saltamartini, propedeutica alla stesura della bozza del nuovo piano sanitario. Con lui, anche il vicepresidente del consiglio regionale, Gianluca Pasqui e i consiglieri regionali Elena Leonardi e Renzo Marinelli. Presenti anche il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, l’arcivescovo della diocesi di Camerino-San Severino, Francesco Massara insieme ad altri sindaci, associazioni e comitati.
Prima di comunicare alcune importanti novità per la struttura del Bartolomeo Eustachio, Saltamartini ha fatto il punto della situazione per ciò che concerne i servizi offerti dal nosocomio. “A San Severino - ha ricordato - ci sono 78 posti letto ripartiti tra medicina generale, lungodegenza e chirurgia generale. Poi ci sono alcuni reparti specialistici, come l’oculistica che copre anche Macerata e Civitanova. La notizia positiva che vi comunico oggi è che attualmente ci sono 4 medici e sta partendo un avviso per assumerne altri due. Un altro reparto importante è l’oncologia. La dottoressa Ferretti ha in arretrato 294 giorni di ferie che deve sfruttare e andrà in pensione il 1 maggio 2022. La sua missione non può essere allungata ma abbiamo assunto in tutta la Regione 15 oncologi e lei, quindi, sarà sostituita. Inoltre, per aumentare il servizio, sono state avviate trattative per portare a San Severino l’istituto oncologico”.
Saltamartini ha anche ricordato l’Hospice e i vari servizi ambulatoriali ponendo infine l’accento sull’emergenza relativa alla carenza dei medici di base. Problema ancora più accentuato nelle aree interne, ecco perché c’è già una proposta di legge regionale firmata da Pasqui che dovrà essere discussa in commissione sanità, per prevedere dei benefit relativamente ai servizi, da dedicare ai medici che da fuori vengono nel territorio dell’entroterra a svolgere la propria professione.
È intervenuto anche monsignor Massara ricordando che “la ricostruzione fisica dopo il sisma va accompagnata da una ricostruzione sociale. Sono confortanti le notizie che ha portato l’assessore e sono assolutamente d’accordo con l’idea di trovare incentivi per attrarre nuovi professionisti. È importante che negli ospedali si offrano prestazioni di base, ma devono esserci anche delle specialistiche che possano diventare di attrazione per la regione e non solo. Maggiori servizi significa maggiori opportunità per questo territorio”.
Gaia Gennaretti
Prima di comunicare alcune importanti novità per la struttura del Bartolomeo Eustachio, Saltamartini ha fatto il punto della situazione per ciò che concerne i servizi offerti dal nosocomio. “A San Severino - ha ricordato - ci sono 78 posti letto ripartiti tra medicina generale, lungodegenza e chirurgia generale. Poi ci sono alcuni reparti specialistici, come l’oculistica che copre anche Macerata e Civitanova. La notizia positiva che vi comunico oggi è che attualmente ci sono 4 medici e sta partendo un avviso per assumerne altri due. Un altro reparto importante è l’oncologia. La dottoressa Ferretti ha in arretrato 294 giorni di ferie che deve sfruttare e andrà in pensione il 1 maggio 2022. La sua missione non può essere allungata ma abbiamo assunto in tutta la Regione 15 oncologi e lei, quindi, sarà sostituita. Inoltre, per aumentare il servizio, sono state avviate trattative per portare a San Severino l’istituto oncologico”.
Saltamartini ha anche ricordato l’Hospice e i vari servizi ambulatoriali ponendo infine l’accento sull’emergenza relativa alla carenza dei medici di base. Problema ancora più accentuato nelle aree interne, ecco perché c’è già una proposta di legge regionale firmata da Pasqui che dovrà essere discussa in commissione sanità, per prevedere dei benefit relativamente ai servizi, da dedicare ai medici che da fuori vengono nel territorio dell’entroterra a svolgere la propria professione.
È intervenuto anche monsignor Massara ricordando che “la ricostruzione fisica dopo il sisma va accompagnata da una ricostruzione sociale. Sono confortanti le notizie che ha portato l’assessore e sono assolutamente d’accordo con l’idea di trovare incentivi per attrarre nuovi professionisti. È importante che negli ospedali si offrano prestazioni di base, ma devono esserci anche delle specialistiche che possano diventare di attrazione per la regione e non solo. Maggiori servizi significa maggiori opportunità per questo territorio”.
Gaia Gennaretti
Un incontro tra il prefetto Flavio Ferdani, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Nicola Candido e il sindaco di Caldarola Luca Giuseppetti per fare il punto sul progetto e sui tempi di realizzazione della nuova caserma dei carabinieri, dal momento che la storica sede, in via Clodio, è stata completamente compromessa dal sisma del 2016, tanto che sarà necessario l’abbattimento e la ricostruzione.
Attualmente i militari della stazione caldarolese sono alloggiati nei container adibiti a caserma, alle porte del paese, ma dopo 5 anni è più che mai pressante l’esigenza di una struttura più idonea.
La nuova caserma sorgerà alle spalle dell’attuale sede del Comune e sarà realizzata in acciaio e legno proprio per accelerare il più possibile i tempi di realizzazione.
Nel corso dell’incontro il sindaco ha indicato i tempi di costruzione che, fatti salvi imprevisti legati al reperimento delle materie prime, dovrebbe prendere il via nei primi mesi del 2022 per concludersi entro l’estate.
Il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune ha spiegato i dettagli del progetto: si tratta di 560 mq di struttura su due piani, il primo dedicato alla Caserma dei Carabinieri, il secondo all’archivio comunale; scheletro in acciaio, tetto in legno, isolamento da 45 cm e pareti perimetrali a secco. Ovviamente saranno rispettate tutte le norme ambientali, termiche e antisismiche. È prevista un’area mensa e servizi igienici privati e pubblici. Videosorveglianza e infissi anti-intrusione.

Il Sindaco Giuseppetti ha poi accompagnato il Prefetto e il Colonnello nella piazza principale del paese per far conoscere una delle tante bellezze custodite all’interno dell’area comunale: il Palazzo Pallotta, sede del Comune prima del terremoto, con al suo interno affreschi di grande pregio e la bellissima Stanza del Paradiso. Nonostante le ferite inferte dal sisma la struttura cinquecentesca conserva ancora tutto il suo fascino, raccogliendo l’approvazione anche dei graditi ospiti di oggi.
L’incontro a Caldarola si è concluso con la visita ad una azienda del territorio nell’ottica di valorizzare le attività economiche che contribuiscono allo sviluppo del territorio.
L’attenzione si è focalizzata sulla Rhutten, azienda made in Italy dove il titolare, Mario Marinelli, ha presentato tutte le linee della grande fabbrica insediata alcuni anni fa a Caldarola sottolineando l’importanza di ogni singolo dipendente, dai chimici ai responsabili marketing fino all’ufficio commerciale e i magazzinieri. Tutti elementi indispensabili per una gestione aziendale sana, etica e rispettosa.


Attualmente i militari della stazione caldarolese sono alloggiati nei container adibiti a caserma, alle porte del paese, ma dopo 5 anni è più che mai pressante l’esigenza di una struttura più idonea.
La nuova caserma sorgerà alle spalle dell’attuale sede del Comune e sarà realizzata in acciaio e legno proprio per accelerare il più possibile i tempi di realizzazione.
Nel corso dell’incontro il sindaco ha indicato i tempi di costruzione che, fatti salvi imprevisti legati al reperimento delle materie prime, dovrebbe prendere il via nei primi mesi del 2022 per concludersi entro l’estate.
Il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune ha spiegato i dettagli del progetto: si tratta di 560 mq di struttura su due piani, il primo dedicato alla Caserma dei Carabinieri, il secondo all’archivio comunale; scheletro in acciaio, tetto in legno, isolamento da 45 cm e pareti perimetrali a secco. Ovviamente saranno rispettate tutte le norme ambientali, termiche e antisismiche. È prevista un’area mensa e servizi igienici privati e pubblici. Videosorveglianza e infissi anti-intrusione.

Il Sindaco Giuseppetti ha poi accompagnato il Prefetto e il Colonnello nella piazza principale del paese per far conoscere una delle tante bellezze custodite all’interno dell’area comunale: il Palazzo Pallotta, sede del Comune prima del terremoto, con al suo interno affreschi di grande pregio e la bellissima Stanza del Paradiso. Nonostante le ferite inferte dal sisma la struttura cinquecentesca conserva ancora tutto il suo fascino, raccogliendo l’approvazione anche dei graditi ospiti di oggi.
L’incontro a Caldarola si è concluso con la visita ad una azienda del territorio nell’ottica di valorizzare le attività economiche che contribuiscono allo sviluppo del territorio.
L’attenzione si è focalizzata sulla Rhutten, azienda made in Italy dove il titolare, Mario Marinelli, ha presentato tutte le linee della grande fabbrica insediata alcuni anni fa a Caldarola sottolineando l’importanza di ogni singolo dipendente, dai chimici ai responsabili marketing fino all’ufficio commerciale e i magazzinieri. Tutti elementi indispensabili per una gestione aziendale sana, etica e rispettosa.


Un immobilismo preoccupante: i cittadini meritano risposte concrete perchè stanno aspettando da troppo tempo. Va all'attacco la minoranza consiliare di Camerino alla vigilia dell'incontro che il sindaco Sandro Sborgia ha fissato con la cittadinanza per fare il punto sullo stato della ricostruzione.
Il riferimento del gruppo consiliare di minoranza Radici al Futuro riguarda in particolare la questione delle perimetrazioni di alcune zone di Camerino e, nello specifico, di una parte del centro storico, di Vallicelle, Borgo San Giorgio e delle frazioni di Arnano, Calcina, Nibbiano, Sant’Erasmo e Piegusciano.
“Da oltre 14 mesi, ovvero dalla emanazione della determina a contrarre, ancora non abbiamo notizie ufficiali da parte dell’amministrazione e non si hanno informazioni certe sullo stato di avanzamento delle attività, ad eccezione del "Quadro conoscitivo generale - Prime considerazioni" pubblicato ad agosto ma che contiene una mera ricognizione del territorio e nessuna indicazione strategica. Non si ha alcuna informazione nemmeno per le frazioni i cui piani attuativi dovevano essere consegnati anche prima - si legge in una nota del gruppo - Secondo quanto dichiarato dall’amministrazione la scelta di lasciare perimetrate queste aree è stata dettata da considerazioni legate a stringenti ragioni di sicurezza, alla riqualificazione del tessuto urbano e a situazioni di pericolo legate a condizioni idrogeologiche e di amplificazione sismica e pertanto si rendeva necessaria la redazione dei piani attuativi per valutare tutti gli interventi urbanistici o di delocalizzazione necessari a risolvere in maniera definitiva le criticità evidenziate. Ad oggi, però, abbiamo soltanto notizie frammentarie e rumors su incontri estemporanei fra amministrazione e cittadini riguardo un’idea progettuale che prevede la delocalizzazione di alcuni edifici, la realizzazione di piazze, locali commerciali, l’interramento e/o lo spostamento delle linee elettriche di alta tensione.
A fronte di tali idee progettuali non è stato però illustrato un aspetto che tutti gli addetti ai lavori oggi conoscono benissimo: non esistono ad oggi linee di finanziamento per attuare quanto ipotizzato dai piani attuativi, non previste neanche, a differenza di altre ordinanze speciali,
Il riferimento del gruppo consiliare di minoranza Radici al Futuro riguarda in particolare la questione delle perimetrazioni di alcune zone di Camerino e, nello specifico, di una parte del centro storico, di Vallicelle, Borgo San Giorgio e delle frazioni di Arnano, Calcina, Nibbiano, Sant’Erasmo e Piegusciano.
“Da oltre 14 mesi, ovvero dalla emanazione della determina a contrarre, ancora non abbiamo notizie ufficiali da parte dell’amministrazione e non si hanno informazioni certe sullo stato di avanzamento delle attività, ad eccezione del "Quadro conoscitivo generale - Prime considerazioni" pubblicato ad agosto ma che contiene una mera ricognizione del territorio e nessuna indicazione strategica. Non si ha alcuna informazione nemmeno per le frazioni i cui piani attuativi dovevano essere consegnati anche prima - si legge in una nota del gruppo - Secondo quanto dichiarato dall’amministrazione la scelta di lasciare perimetrate queste aree è stata dettata da considerazioni legate a stringenti ragioni di sicurezza, alla riqualificazione del tessuto urbano e a situazioni di pericolo legate a condizioni idrogeologiche e di amplificazione sismica e pertanto si rendeva necessaria la redazione dei piani attuativi per valutare tutti gli interventi urbanistici o di delocalizzazione necessari a risolvere in maniera definitiva le criticità evidenziate. Ad oggi, però, abbiamo soltanto notizie frammentarie e rumors su incontri estemporanei fra amministrazione e cittadini riguardo un’idea progettuale che prevede la delocalizzazione di alcuni edifici, la realizzazione di piazze, locali commerciali, l’interramento e/o lo spostamento delle linee elettriche di alta tensione.
A fronte di tali idee progettuali non è stato però illustrato un aspetto che tutti gli addetti ai lavori oggi conoscono benissimo: non esistono ad oggi linee di finanziamento per attuare quanto ipotizzato dai piani attuativi, non previste neanche, a differenza di altre ordinanze speciali,
Riapre ad Agolla la chiesa di San Tossano. All'interno la più antica raffigurazione di san Francesco
12 Nov 2021
Il comune di Sefro ha riaperto le porte della chiesa di San Tossano nella piccola frazione di Agolla.
Un piccolo tempio che, secondo gli esperti, conserva la più antica raffigurazione di san Francesco non solo della provincia di Macerata, ma dell’intera regione Marche.
“La riapertura di questo piccolo tempio è un grande segnale – dichiara il sindaco Pietro Tapanelli – perché torna ad essere fruibile una piccola chicca architettonica, storica e religiosa. Grazie al lavoro della storica locale Bruna Buresti abbiamo messo nuovamente a disposizione della comunità un importante patrimonio artistico. Tutto ciò è stato reso possibile anche al contributo offerto dalla Fondazione Carima che ha contribuito a rendere disponibile l’affresco che raffigura il Santo di Assisi”.

f.u.
Un piccolo tempio che, secondo gli esperti, conserva la più antica raffigurazione di san Francesco non solo della provincia di Macerata, ma dell’intera regione Marche.
“La riapertura di questo piccolo tempio è un grande segnale – dichiara il sindaco Pietro Tapanelli – perché torna ad essere fruibile una piccola chicca architettonica, storica e religiosa. Grazie al lavoro della storica locale Bruna Buresti abbiamo messo nuovamente a disposizione della comunità un importante patrimonio artistico. Tutto ciò è stato reso possibile anche al contributo offerto dalla Fondazione Carima che ha contribuito a rendere disponibile l’affresco che raffigura il Santo di Assisi”.

f.u.
Controlli dei carabinieri delle stazioni di Macerata e Corridonia, con l’ausilio del Nucleo Cinofilo di Pesaro, nelle sedi dell’Ipsia “F. Corridoni”.
I militari hanno ispezionati alcune aule e gli ambienti comuni di entrambe le sedi di Macerata e Corridonia, suscitando l’interesse di insegnanti e studenti i quali, dopo l’iniziale sorpresa, hanno osservato l’operatività del cane antidroga Bob che, annusando in ogni angolo, ha scovato pochi grammi di hashish gettati da qualcuno a terra prima del suo passaggio.
f.u.
I militari hanno ispezionati alcune aule e gli ambienti comuni di entrambe le sedi di Macerata e Corridonia, suscitando l’interesse di insegnanti e studenti i quali, dopo l’iniziale sorpresa, hanno osservato l’operatività del cane antidroga Bob che, annusando in ogni angolo, ha scovato pochi grammi di hashish gettati da qualcuno a terra prima del suo passaggio.
f.u.
Al centro dell’attenzione della politica di Franco Capponi, al momento, non c’è solo il piano triennale delle opere pubbliche, del quale si dibatterà entro la fine dell’anno e che segnerà le priorità dell’amministrazione dal punto di vista delle opere pubbliche. Il primo cittadino di Treia e la sua squadra stanno lavorando anche in sinergia con gli altri comuni della valle del Potenza. L’obiettivo? “L’ammodernamento della strada provinciale 361 Septempedana e della Regina”.
Ma non solo. Con l’arrivo dei fondi Pnrr, “potremo lavorare alla creazione di una rete museale, ad un sistema di ciclovie sul quale stiamo già lavorando, e al rilancio turistico dei nostri borghi. Ma senza adeguati servizi - continua - questo territorio non sarà completo e quindi chiedermi il rafforzamento di residenze protette, di case di riposo e di strutture per soggetti disabili. Inoltre, vogliamo che sia potenziato il progetto Dopo di Noi”.
Maggiori approfondimenti sul prossimo numero di Appennino Camerte
Gaia Gennaretti
Ma non solo. Con l’arrivo dei fondi Pnrr, “potremo lavorare alla creazione di una rete museale, ad un sistema di ciclovie sul quale stiamo già lavorando, e al rilancio turistico dei nostri borghi. Ma senza adeguati servizi - continua - questo territorio non sarà completo e quindi chiedermi il rafforzamento di residenze protette, di case di riposo e di strutture per soggetti disabili. Inoltre, vogliamo che sia potenziato il progetto Dopo di Noi”.
Maggiori approfondimenti sul prossimo numero di Appennino Camerte
Gaia Gennaretti
Interverranno anche il Rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari; l’Arcivescovo Francesco Massara e l’architetto Francesco Karrer all’incontro pubblico sulla ricostruzione organizzato dall’Amministrazione comunale.
Lo studio Karrer è alla guida del pool di esperti che si è aggiudicato l’incarico di redigere il documento direttore e realizzare i piani attuativi relativi a parte del centro storico di Camerino, al quartiere San Giorgio-Vallicelle e alle frazioni di Arnano, Sant’Erasmo, Calcina, Nibbiano e Piegusciano.
Dunque si aggiungono i principali protagonisti della ricostruzione della città, accanto al Comune.
Sabato alle 16 all’Auditorium Benedetto XIII l’Amministrazione comunale tornerà ad incontrare la cittadinanza dopo un lungo periodo di stop “in presenza” causato dalla pandemia che non ha permesso questo tipo di appuntamenti se non online. Periodo nel quale, tuttavia, sono state portate avanti diverse attività proprio riguardanti la ricostruzione della città e tutta la serie di aspetti burocratici necessari affinchè si possa procedere concretamente con cantieri e gru, sugli edifici.
Per accedere all’Auditorium Benedetto XIII sarà necessario il Green Pass e indossare la mascherina per l’intera durata dell'assemblea cittadina
L’incontro sarà trasmesso in diretta anche sulla pagina YouTube del Comune di Camerino.
Lo studio Karrer è alla guida del pool di esperti che si è aggiudicato l’incarico di redigere il documento direttore e realizzare i piani attuativi relativi a parte del centro storico di Camerino, al quartiere San Giorgio-Vallicelle e alle frazioni di Arnano, Sant’Erasmo, Calcina, Nibbiano e Piegusciano.
Dunque si aggiungono i principali protagonisti della ricostruzione della città, accanto al Comune.
Sabato alle 16 all’Auditorium Benedetto XIII l’Amministrazione comunale tornerà ad incontrare la cittadinanza dopo un lungo periodo di stop “in presenza” causato dalla pandemia che non ha permesso questo tipo di appuntamenti se non online. Periodo nel quale, tuttavia, sono state portate avanti diverse attività proprio riguardanti la ricostruzione della città e tutta la serie di aspetti burocratici necessari affinchè si possa procedere concretamente con cantieri e gru, sugli edifici.
Per accedere all’Auditorium Benedetto XIII sarà necessario il Green Pass e indossare la mascherina per l’intera durata dell'assemblea cittadina
L’incontro sarà trasmesso in diretta anche sulla pagina YouTube del Comune di Camerino.
Blitz della GdF in un'azienda di e-commerce: sequestrati droghe e contanti. Arrestati i due soci
12 Nov 2021
Oltre 150 chili di stupefacenti e più di 6mila euro in contanti. Questo il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza di Civitanova Marche nei giorni scorsi. A finire nella rete della giustizia due soci di una S.r.l. del territorio che si occupa di e-commerce e due loro sottoposti.
Nel corso dei controlli economici nel maceratese, ma soprattutto alla luce delle attività a contrasto dello spaccio di stupefacenti, i finanzieri hanno iniziato a sospettare dell’attività. L’intenso odore di derivati della cannabis che proveniva dalla sede dell'azienda è stato il motivo per cui le Fiamme Gialle hanno deciso di approfondire la questione, grazie anche alla collaborazione dell’unità cinofila in forza al reparto rivierasco. Nel momento della perquisizione, i sospettati sono stati colti in flagrante: due di loro, con ruoli di segreteria all’interno della società, stavano stoccando pacchi che contenevano marijuana e hashish pronti alla vendita online.
Centocinquantasette chili di stupefacente: questa la quantità rinvenuta all’interno dei locali della s.r.l.. Le indagini, approfondite in ragione della notevole quantità di droghe già sequestrate, hanno portato i finanzieri a risalire all’organigramma della società che risulta essere controllata da due uomini, l’uno possessore della quota maggioritaria – il 51% – e l’altro che deteneva il restante 49%. Per i due sono partite le perquisizioni domiciliari: il socio di maggioranza è stato trovato in possesso di altri 518 grammi di marijuana e 159 di hashish, mentre nell’abitazione del collega sono state trovati 6300 euro in contanti oltre ad altri 25 grammi di stupefacenti, sempre divisi tra marijuana e hashish.
Per i due soci sono scattate le manette: una volta posti agli arresti sono stati condotti ai domiciliari su disposizione del P.M. di Macerata; i due dipendenti sono stati invece denunciati in stato di libertà per concorso nell’illecito penale. Ai quattro è contestato il reato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La Guardia di Finanza fa sapere che ulteriori indagini saranno effettuate per attestare eventuali altri reati di natura finanziaria, fiscale e lavorativa.
l.c.
Nel corso dei controlli economici nel maceratese, ma soprattutto alla luce delle attività a contrasto dello spaccio di stupefacenti, i finanzieri hanno iniziato a sospettare dell’attività. L’intenso odore di derivati della cannabis che proveniva dalla sede dell'azienda è stato il motivo per cui le Fiamme Gialle hanno deciso di approfondire la questione, grazie anche alla collaborazione dell’unità cinofila in forza al reparto rivierasco. Nel momento della perquisizione, i sospettati sono stati colti in flagrante: due di loro, con ruoli di segreteria all’interno della società, stavano stoccando pacchi che contenevano marijuana e hashish pronti alla vendita online.
Centocinquantasette chili di stupefacente: questa la quantità rinvenuta all’interno dei locali della s.r.l.. Le indagini, approfondite in ragione della notevole quantità di droghe già sequestrate, hanno portato i finanzieri a risalire all’organigramma della società che risulta essere controllata da due uomini, l’uno possessore della quota maggioritaria – il 51% – e l’altro che deteneva il restante 49%. Per i due sono partite le perquisizioni domiciliari: il socio di maggioranza è stato trovato in possesso di altri 518 grammi di marijuana e 159 di hashish, mentre nell’abitazione del collega sono state trovati 6300 euro in contanti oltre ad altri 25 grammi di stupefacenti, sempre divisi tra marijuana e hashish.
Per i due soci sono scattate le manette: una volta posti agli arresti sono stati condotti ai domiciliari su disposizione del P.M. di Macerata; i due dipendenti sono stati invece denunciati in stato di libertà per concorso nell’illecito penale. Ai quattro è contestato il reato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La Guardia di Finanza fa sapere che ulteriori indagini saranno effettuate per attestare eventuali altri reati di natura finanziaria, fiscale e lavorativa.
l.c.
Con una lettera aperta inviata a tutti i Comuni dell’ex Zona Territoriale 10 Asur Marche, l'associazione Itidealia si fa promotrice della riichiesta di inserimento di una mozione all’ordine del giorno del primo Consiglio Comunale utile, sulla situazione riguardante la Cardiologia dell’ospedale di Camerino.
Pur continuando a svolgere piena attività amubulatoriale, il reparto infatti è attualmente chiuso per quel che riguarda l'area di degenza e si teme possa non riaprire in tempi brevi o subire una riduzione dei posti letto in degenza. "In entrambi i casi - affermano i promotori dell'iniziativa - non si andrebbe incontro alle necessità di un territorio già in difficoltà, congestionando ulteriormente l'ospedale di Macerata
Nel sollecitare un'azione unitaria di tutti i comuni, a difesa e beneficio di un intero territorio, l'associazione chiede in particolare che ogni Consiglio deliberi l’impegno del Sindaco e della Giunta Comunale a richiedere agli enti e agli organismi di competenza: la riapertura dell’area di degenza, senza alcuna riduzione di posti letto, del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Camerino; di adoperarsi affinché si determinino tutte le condizioni perché l’Unità Operativa della Cardiologia possa effettivamente svolgere le sue funzioni di Cardiologia Riabilitativa; il ripristino della reperibilità notturna del medico cardiologo presso il nosocomio camerte.
"Il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Camerino - è scritto come premessa alla richiesta - risulta attualmente chiuso per quanto riguarda l’area di degenza pur continuando a svolgere piena attività ambulatoriale. Scenario che si protrae già dalla prima “ondata” pandemica covid-19, ad esclusione di un breve periodo con attività fortemente ridotta, seguito da altra chiusura. Attualmente non è presente neanche il cardiologo con reperibilità notturna per le urgenze. Nella Delibera di Giunta Regionale 1219/14, sulle reti cliniche, come proposta a tendere, si individuano 10 strutture operative complesse di cardiologia in ambito Asur, tre delle quali con indirizzo riabilitativo di cui una in Area Vasta 3.
Come descritto più chiaramente nella Determina del Direttore Generale Asur numero 732/2017- dicono i firmatari della lettera- la Giunta Regionale approvava in via definitiva il riordino delle reti cliniche confermando la Cardiologia dell’ospedale di Camerino come cardiologia a indirizzo riabilitativo, tuttavia il reparto del nosocomio camerte non si è mai sviluppato come tale.
L’Asur Marche - prosegue Itidealia - ha definito l’assetto organizzativo aziendale ed ha individuato i Dipartimenti Funzionali Cardiologici, attivando un tavolo di lavoro multidisciplinare finalizzato alla riorganizzazione della rete cardiologica. Il gruppo di lavoro si è suddiviso in tre sottogruppi con l’impegno di lavorare sulle 3 tematiche rilevanti, una delle quali relativa alle Cardiologie a indirizzo riabilitativo. Lavoro che è fulcro centrale della stessa determina 732/2017.“La riabilitazione cardiologica rappresenta un intervento strutturato che riguarda in maniera particolare la gestione della fase post-acuta di malattia e che prevede percorsi specifici per la prevenzione secondaria”…“Il modello assistenziale è quello per intensità di cura. Presso le U.O. di Cardiologia per le quali è previsto l’indirizzo riabilitativo devono essere attivati percorsi interni per la presa in carico del paziente in tutti i suoi diversi momenti assistenziali, dalla gestione della fase acuta intensiva, sino alla fase riabilitativa.” “L’attivazione di posti letto per l’attività di riabilitazione degenziale e l’avvio/potenziamento dell’attività riabilitativa ambulatoriale rappresentano la base per la gestione del percorso clinico-assistenziale del paziente cardiologico reduce da un evento acuto…”
Si può dire che la Cardiologia Riabilitativa eroga interventi salvavita, tanto da ridurre del 30% il rischio di morte e riospedalizzazione. Una disciplina che prende forma da un approccio multidisciplinare al paziente, dove diversi comparti e figure professionali compongono un unico mosaico. Cardiologi, infermieri, fisioterapisti, psicologi, dietisti, operatori sanitari che costruiscono in sinergia il percorso terapeutico del malato trattando tutti gli aspetti necessari.
Prendiamo atto che al momento non ci sono le condizioni per la riapertura dell’area di degenza del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Camerino soprattutto per la carenza di personale e che non sussistono, tanto meno, le condizioni per il normale svolgersi dell’attività di una cardiologia riabilitativa anche a causa della mancanza di un idoneo modello di supporto strutturato sotto il profilo tecnico-organizzativo.
Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte al mondo. La pandemia ha reso più difficile l’accesso ospedaliero per chi è già affetto da queste patologie minandone l’aderenza a terapie che risultano fondamentali per evitare riacutizzazioni o peggioramenti graduali del quadro clinico, ed anche per potenziali pazienti che vedono svanire la possibilità di diagnosi in tempi brevi. I morti per infarto del miocardio sono triplicati e l’insufficiente attività di screening porterà inevitabilmente ad un aumento delle casistiche di malattia nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Per questo - spiega l'associazione- siamo preoccupati dall’ipotesi che la Cardiologia di Camerino possa non riaprire in tempi brevi o che possa subire una riduzione dei posti letto in degenza. In entrambi i casi non si andrebbe incontro alle necessità di un territorio già in difficoltà, si andrebbe ad ulteriore congestione dell’ospedale di Macerata già in sofferenza e si faciliterebbe la mobilità passiva di area vasta.
c.c.
Pur continuando a svolgere piena attività amubulatoriale, il reparto infatti è attualmente chiuso per quel che riguarda l'area di degenza e si teme possa non riaprire in tempi brevi o subire una riduzione dei posti letto in degenza. "In entrambi i casi - affermano i promotori dell'iniziativa - non si andrebbe incontro alle necessità di un territorio già in difficoltà, congestionando ulteriormente l'ospedale di Macerata
Nel sollecitare un'azione unitaria di tutti i comuni, a difesa e beneficio di un intero territorio, l'associazione chiede in particolare che ogni Consiglio deliberi l’impegno del Sindaco e della Giunta Comunale a richiedere agli enti e agli organismi di competenza: la riapertura dell’area di degenza, senza alcuna riduzione di posti letto, del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Camerino; di adoperarsi affinché si determinino tutte le condizioni perché l’Unità Operativa della Cardiologia possa effettivamente svolgere le sue funzioni di Cardiologia Riabilitativa; il ripristino della reperibilità notturna del medico cardiologo presso il nosocomio camerte.
"Il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Camerino - è scritto come premessa alla richiesta - risulta attualmente chiuso per quanto riguarda l’area di degenza pur continuando a svolgere piena attività ambulatoriale. Scenario che si protrae già dalla prima “ondata” pandemica covid-19, ad esclusione di un breve periodo con attività fortemente ridotta, seguito da altra chiusura. Attualmente non è presente neanche il cardiologo con reperibilità notturna per le urgenze. Nella Delibera di Giunta Regionale 1219/14, sulle reti cliniche, come proposta a tendere, si individuano 10 strutture operative complesse di cardiologia in ambito Asur, tre delle quali con indirizzo riabilitativo di cui una in Area Vasta 3.
Come descritto più chiaramente nella Determina del Direttore Generale Asur numero 732/2017- dicono i firmatari della lettera- la Giunta Regionale approvava in via definitiva il riordino delle reti cliniche confermando la Cardiologia dell’ospedale di Camerino come cardiologia a indirizzo riabilitativo, tuttavia il reparto del nosocomio camerte non si è mai sviluppato come tale.
L’Asur Marche - prosegue Itidealia - ha definito l’assetto organizzativo aziendale ed ha individuato i Dipartimenti Funzionali Cardiologici, attivando un tavolo di lavoro multidisciplinare finalizzato alla riorganizzazione della rete cardiologica. Il gruppo di lavoro si è suddiviso in tre sottogruppi con l’impegno di lavorare sulle 3 tematiche rilevanti, una delle quali relativa alle Cardiologie a indirizzo riabilitativo. Lavoro che è fulcro centrale della stessa determina 732/2017.“La riabilitazione cardiologica rappresenta un intervento strutturato che riguarda in maniera particolare la gestione della fase post-acuta di malattia e che prevede percorsi specifici per la prevenzione secondaria”…“Il modello assistenziale è quello per intensità di cura. Presso le U.O. di Cardiologia per le quali è previsto l’indirizzo riabilitativo devono essere attivati percorsi interni per la presa in carico del paziente in tutti i suoi diversi momenti assistenziali, dalla gestione della fase acuta intensiva, sino alla fase riabilitativa.” “L’attivazione di posti letto per l’attività di riabilitazione degenziale e l’avvio/potenziamento dell’attività riabilitativa ambulatoriale rappresentano la base per la gestione del percorso clinico-assistenziale del paziente cardiologico reduce da un evento acuto…”
Si può dire che la Cardiologia Riabilitativa eroga interventi salvavita, tanto da ridurre del 30% il rischio di morte e riospedalizzazione. Una disciplina che prende forma da un approccio multidisciplinare al paziente, dove diversi comparti e figure professionali compongono un unico mosaico. Cardiologi, infermieri, fisioterapisti, psicologi, dietisti, operatori sanitari che costruiscono in sinergia il percorso terapeutico del malato trattando tutti gli aspetti necessari.
Prendiamo atto che al momento non ci sono le condizioni per la riapertura dell’area di degenza del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Camerino soprattutto per la carenza di personale e che non sussistono, tanto meno, le condizioni per il normale svolgersi dell’attività di una cardiologia riabilitativa anche a causa della mancanza di un idoneo modello di supporto strutturato sotto il profilo tecnico-organizzativo.
Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte al mondo. La pandemia ha reso più difficile l’accesso ospedaliero per chi è già affetto da queste patologie minandone l’aderenza a terapie che risultano fondamentali per evitare riacutizzazioni o peggioramenti graduali del quadro clinico, ed anche per potenziali pazienti che vedono svanire la possibilità di diagnosi in tempi brevi. I morti per infarto del miocardio sono triplicati e l’insufficiente attività di screening porterà inevitabilmente ad un aumento delle casistiche di malattia nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Per questo - spiega l'associazione- siamo preoccupati dall’ipotesi che la Cardiologia di Camerino possa non riaprire in tempi brevi o che possa subire una riduzione dei posti letto in degenza. In entrambi i casi non si andrebbe incontro alle necessità di un territorio già in difficoltà, si andrebbe ad ulteriore congestione dell’ospedale di Macerata già in sofferenza e si faciliterebbe la mobilità passiva di area vasta.
c.c.
