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Furto sacrilego in cattedrale. È accaduto nella chiesa madre cittadina di Sant'Agostino. Da una statua della Madonna ben visibile in una teca sulla parete sinistra, entrando dall'ingresso principale della cattedrale, sono stati rubati un cuore d'argento ed il pugnale che lo attraversava. Simbolo del dolore della Vergine al momento della morte del Cristo. La notizia è stata annunciata, con un velo di mestizia, al termine della celebrazione domenicale delle 11.30 dal parroco don Aldo Romagnoli, prima delle consuete anticipazioni del sacerdote sulle attività che coinvolgono i fedeli nel corso della settimana. “Debbo purtroppo mettervi al corrente di una notizia triste – ha detto don Aldo -. La statua della Madonna Addolorata ha subìto il furto del cuore trafitto dal pugnale”. I malviventi resisi responsabili dell'atto sacrilego debbono essere stati agili e tempestivi al momento del furto. “Abbiamo notato – ha proseguito don Aldo – tracce di calzature sull'altare alla base della vetrina che contiene la statua vestita a lutto. Evidentemente i ladri si sono arrampicati, forse con una scala e, dato che purtroppo il vetro della teca non si chiude a chiave, hanno aperto la vetrina ed hanno asportato i due elementi d'argento. Non si tratta di una refurtiva di eccessivo valore. Resta però il vuoto per il valore affettivo e religioso di cui d'ora in avanti saranno privati i fedeli”. La statua della Madonna Addolorata viene puntualmente portata in processione il venerdì della settimana santa, durante le festività pasquali. D'ora in avanti resterà spoglia. A notare l'assenza del cuore di Maria trafitto, tra i fedeli più attenti, è stata la professoressa Gabriela Lampa, già assessore comunale alla Cultura, che l'ha successivamente riferito qualche giorno fa al parroco. Il quale, a sua volta, ha denunciato il fatto alla locale Stazione dei Carabinieri che stanno conducendo le indagini. Il primo consiglio dei militi dell'Arma è stato quello di tenere serrati gli ingressi alla cattedrale in assenza di funzioni. Per evitare, come è accaduto, le sgradite visite di malintenzionati.
Luca Muscolini
La Provincia di Macerata a fianco dell'Avsi nella lotta all'Aids in Uganda, per favorire la nascita di bambini sani da madri affette da Hiv.
“Free - Nascere senza Aids” è il nome del progetto di cooperazione internazionale con il quale, grazie anche al contributo di 15 mila euro stanziato dalla Provincia, la Fondazione Avsi potrà ulteriormente rafforzare i servizi di maternità nel Nord Uganda, offrendo cure di prevenzione della trasmissione materno-fetale del virus (PMCTC) nel reparto specializzato dell'ospedale missionario St. Joseph di Kitgum.
La situazione in Uganda, come purtroppo confermano i dati ufficiali, si rivela particolarmente difficile dal punto di vista socio-sanitario, specialmente nel Nord del Paese dove l'Hiv colpisce l'8,4% degli adulti e l'1,7% dei bambini. Si stima che, ogni anno, in tutta Uganda avvengano 135 mila nuove infezioni, di cui il 18% proprio a causa della trasmissione da madre a figlio, pari a circa 66 neonati al giorno infettati.
Il programma “Free Aids” permette di ridurre almeno del 70% la possibilità di trasmissione dell'Hiv da mamma a figlio, la seconda principale modalità di infezione, attraverso la somministrazione di farmaci antiretrovirali alla madre durante le doglie e alla madre e al figlio entro 72 ore dal parto, oltre al monitoraggio dell'allattamento.
“Sono anche iniziative come questa - ha commentato Antonio Pettinari, presidente della Provincia di Macerata - che rendono forte la nostra comunità e la Provincia è orgogliosa di averla abbracciata. All'Avsi grande riconoscenza per l'impegno e le energie messe in campo per promuovere, in tutto il mondo, la dignità della persona”.
Al progetto, oltre alla Provincia, partecipano il Comune di Macerata, l'associazione Solidalcanto, la cooperativa Scuola di musica Liviabella, l'Università di Camerino, il centro culturale Tarkovskij e il centro Nuova Cultura.
Partita nel 2002 con l'attività di PMTCT in due ospedali in Uganda, l'Avsi copre oggi 4 ospedali e 37 centri sanitari. Qui, in 10 anni, i servizi pre-parto sono stati garantiti per oltre 197.343 mamme; 4.713 figli di madri sieropositive sono nati sani.
Tragico incidente sulla superstrada 77 Val di Chienti all'altezza dello svincolo di Pollenza in direzione Civitanova. Per cause in corso di accertamento il conducento di una Lancia Y, un 48enne maceratese, ha perso il controllo della vettura schiantandosi contro il guard rail. Per il maceratese, sbalzato dall'abitacolo, la morte è stata istantanea. Sul posto i vigili del fuoco di Tolentino e la Polstrada per i rilievi del caso
E'iniziato con un grande successo il 2013 de “La Racchia”, il complesso sarnanese che da più di 50 anni imperversa in giro per l'Italia scandendo i ritmi più popolari a suon di forchettoni, scope, grattugie e macinini.
La “banda più pazza del mondo” ha infatti ricevuto applausi a scena aperta a Fornovo di Taro, in provincia di Parma, in occasione del raduno nazionale di Befane e Befani, svoltosi lo scorso 6 gennaio. Il gruppo del presidente Gianmario Marzola ha vinto il premio “Maller” riservato alla banda più lontana e, a furor di popolo, si è aggiudicato anche il primo premio per il complesso più folkloristico, dopo aver mandato in visibilio in pubblico presente, contagiandolo con la sua allegria e spensieratezza.
“La Racchia” ritornerà a far ballare e divertire il pubblico durante il periodo di carnevale e, nel frattempo, prepara già i prossimi impegni. Il mese di Febbraio, in particolare, culminerà con un'uscita di assoluto prestigio: la “banda più pazza del mondo” si esibirà, il 23 e 24 Febbraio, sulle nevi di Cavalese, in Val di Fiemme, in occasione del Mondiale di Sci Nordico.
Nella notte tra sabato e domenica ignoti vandali a Civitanova Marche hanno danneggiato una delle vetrine in allestimento del prossimo presidio organizzativo della campagna elettorale del vice Sindaco di Sant'Angelo in Pontano ed ex Assessore provinciale Simone Livi candidato capolista per le Marche al Senato con La Destra di Storace.
Lo stesso Livi definisce l'atto ignobile e preoccupante, soprattutto per il rischio di innescare un pericoloso clima di inutili tensioni, aupicando una politica di equità sociale ed economica.
Invitando tutti alla calma e alla serenità il candidato senatore si augura che il gesto rimanga un episodio isolato, ritenendolo comunque privo di effetti intimidatori e sentendosi, al contrario, rafforzato negli intenti di suscitare intorno al proprio programma l'interesse tutti quei cittadini stanchi di assistere a modi poco sani di intendere la politica.
Tragedia sfiorata a Canepina di Camerino dove una fuga di gas ha provocato l'esplosione di un appartamento all'interno del quale si trovava una famiglia di origine albanese, composta da padre, madre e due bimbi piccoli. La deflagrazione ha provocato lo sradicamento di tutte le porte e le finestre dell'abitazione, con i vetri che hanno raggiunto anche la vicina sede stradale. Ad avere la peggio l'uomo, probabilmente il più vicino al luogo dell'esplosione, che è stato ricoverato con ustioni all'ospedale di Camerino, anche se non sembra in pericolo di vita. Tanto spavento, ma nessuna conseguenza per la moglie e per i due bambini, oltre che, ovviamente, per gli abitanti della zona. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Camerino, il personale del 118 e i carabinieri per i rilievi del caso.
Incidente sul lavoro a Tolentino in contrada Cisterna. Un operaio della Cipef, R.C. 45 anni di Castelraimondo, è rimasto folgorato dai cavi dell'alta tensione, urtati accidentalmente dal mezzo con cui stava lavorando. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco e del personale del 118 che hanno disposto il trasporto dell'operaio in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette, dove si trova ricoverato in gravi condizioni. Sulle cause e sulla dinamica dell'incidente indagano i carabinieri e personale dell'ispettorato del lavoro.
Una scarpa "intelligente" sta muovendo i suoi primi passi. E non poteva farlo che nella provincia di Macerata, distretto calzaturiero per eccellenza. A produrla il calzaturifico Montebove di Tolentino, azienda specializzata nella produzione di linee per l'antinfortunistica, i settori alimentare ed ospedaliero, i corpi militari, la Protezione Civile e le Forze Armate. Il progetto "Smart shoes", presentato in anteprima al Matching 2012 della Compagnia delle opere alla fiera di Rho (Milano) quale prima tappa di un vero e proprio tour mondiale tra Europa e Medio Oriente, nasce dalla collaborazione fra diverse aziende marchigiane. Si tratta di una scarpa che si auto alimenta, in grado di essere rintracciabile attraverso il satellite senza bisogno di alcuna batteria che ne alimenti il funzionamento. "Una calzatura che avrà lo scopo di permettere la localizzazione delle persone nel territorio – così l'ingegnere Gino Battellini, dirigente della Montebove spa – La calzatura, infatti, avrà all'interno una tecnologia che permette alle persone di essere tracciate tramite i sistemi gps o le reti cellulari in qualsiasi posto esse si trovino. Interessante il fatto che essa non necessita di alcuna batteria, ma si auto alimenta con il semplice gesto del camminare. Durante il normale movimento umano, infatti, vengono sollecitati dei particolari materiali che, se flessi, hanno la caratteristica di emettere energia. In tal modo si può dare energia ad un sistema di localizzazione che comunica in ogni momento l'esatta posizione della persona che indossa la calzatura". Un sistema che, in sostanza, permette di riutilizzare, recuperandola, l'energia meccanica sfruttata per il movimento del corpo. Un concetto, quello sviluppato, di particolare importanza in un momento in cui si presta sempre maggiore attenzione al recupero di energie pulite. La "scarpa intelligente", pensata per tutto il mercato del lavoro e della sicurezza, per quello medicale e per applicazioni in calzature militari, ha quale fulcro un dispositivo chiuso, inamovibile e perenne che invia localizzazioni ad un sistema centrale, che permette il controllo delle posizioni di persone e gruppi. Il primo sviluppo creato per questo prodotto è la localizzzione dei malati di malattie degenerative del cervello, come l'Alzheimer, che spesso si perdono, ma innumerevoli possono essere gli ambiti di applicazione. "Stiamo testando il prototipo – conclude l'ingegner Battellini – Pensiamo di andare in industrializzazione entro la prima metà di quest'anno per avere la possibilità, entro la fine del 2013, di proporre a tutti i mercati, nazionali e internazionali, questo tipo di calzatura".
Nel corso dell'attività di controllo sul territorio posta in essere dai carabinieri della compagnia di Camerino, guidati dal capitano Vincenzo Orlando, i militi della stazione di Matelica hanno arrestato un giovane ventottenne, Lorenzo Colonnelli, sorpreso in un bar cittadino con indosso 5 grammi di cocaina e circa 300 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare nell'abitazione del giovane sono stati rinvenuti altri 15 grammi di marijuana, sostanze da taglio, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e un'ulteriore somma di denaro pari a 500 euro, tutto sottoposto a sequestro. Processato per direttissima Colonnelli è stato condannato a 8 mesi di reclusione e a 2.000 euro di ammenda, pena commutabile in lavori socialmente utili nel comune di Matelica.
Una folla immensa quella che si è ritrovata oggi alle ore 15.00 nella Chiesa di Francesco a Macerata per dare l'ultimo saluto a Roberto Scocco.
La chiesa era stracolma di persone che avevano conosciuto Roberto Scocco sia per le sue attività lavorative (come pubblicitario e in ultimo come amministratore del Castello Pallotta) sia per il suo impegno politico (nell'msi e in fiamma tricolore poi). Il parroco ha voluto ricordare Roberto come un uomo buono e, anche se inconsapevolmente, testimone del vangelo perché lui agiva in maniera altruista.
Al termine della funzione ci sono stati diversi interventi per ricordare la figura di Roberto Scocco. Particolarmente commovente il saluto del fratello che ha ringraziato tutti quelli che hanno partecipato al dolore della famiglia e vedere una Chiesa così gremita è stata la testimonionza migliore di quanto Roberto Scocco fosse apprezzato e amato. Ha ribadito con orgoglio di essere il fratello di Roberto Scocco: lui si presentava sempre così agli altri perché, quando diceva di essere il fratello di Roberto Scocco, riscontrava sempre un segno d'apprezzamento per una persone in grado di lasciare un ricordo positivo in tutti.
Un animo buono e generoso quello di Roberto Scocco, così come ricordato da un'amica di famiglia che ha detto che questo è il momento di stare vicino e di aiutare la famiglia di Roberto e i suoi figli che erano il suo sole. Lui lo avrebbe fatto per la famiglia di chiunque, ha sempre teso una mano a tutti aiutando anche persone che non conosceva.
Roberto Scocco amava dire di aver vissuto tante vite ed oggi tutto l'entusiasmo con cui lui aveva vissuto la sua esistenza si è riversato nella Chiesa di san Francesco per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio sulla terra, proprio lui che nella vita aveva viaggiato tanto.
Al termine della funzione, mentre il feretro lasciava la Chiesa c'è stato il saluto rispettoso degli amici di tante battaglie politiche. Qualcuno, che magari non lo conosceva di persona, non riuscirà ad andare oltre, sottolineando il gesto del saluto romano registrandone con aridità il numero e le parole che venivano dette senza pensare, senza contestualizzare, che quelli, sbagliati o giusti che fossero, erano i suoi amici che oggi erano lì per testimoniare di non averlo dimenticato. Voglio riportare qui le parole che lui aveva usato nel 2007 per parlare della sua esperienza politica e di orgoglioso cantautore militante perché spiegano il suo percorso politico meglio di qualunque cosa:
"Mi chiamo Roberto Scocco e sono l'autore di questa canzone. Vi ringrazio per avermi pubblicato ma non condivido molto i commenti del sig. V*** che probabilmente non riesce a liberarsi da dei retaggi piuttosto superati.
Sono nato nel 1956 e quindi non ho niente di repubblichino e sono anche uno storico e sotto questa veste faccio da supervisore ad alcune pubblicazioni riguardanti il periodo storico della RSI. Ho collaborato con molte case editrici ed il giornalista Pansa ha attinto molto dall'archivio che mi è stato affidato." [...] "Vorrei chiudere subito la questione affermando che ho vissuto quei tempi e credo di esserne stato un protagonista e mi riferisco chiaramente agli anni '70. Anche se avessi fatto errori non rinnego niente anzi sono fiero di aver partecipato ad un epoca mentre i soliti stavano a guardare. Il mio strumento di lotta era la chitarra e nessuno mi ha mai impedito di cantare anche in piazze di fuoco come Milano e Bologna. Ricordo quei tempi....per lo meno, giusta o sbagliata la parte, ho vissuto con intensità come del resto ho sempre fatto nella mia vita."
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Si svolgeranno questo sabato alle ore 15 nella chiesa di san Francesco a Macerata i funerali di Roberto Scocco, pubblicitario, organizzatore di eventi e, da ultimo, amministratore del castello Pallotta di Caldarola, tragicamente scomparso la mattina del 2 gennaio. Un colpo di fucile al petto autoinflitto la causa della morte, ragione per cui, dopo l'ispezione cadaverica, il magistrato non ha ritenuto di dover disporre l'autopsia. Profonda commozione ha suscitato la notizia del decesso tra quanti, a diverso titolo, lo hanno conosciuto e che non hanno mancato di far pervenire alla famiglia il loro affetto e il loro cordoglio. Non fiori, ma donazioni all'Anffas di Macerata è quanto chiesto dai familiari per ricordare Roberto Scocco, particolarmente legato a tale associazione. Frattanto continuano le indagini per stabilire con esattezza l'accaduto e, soprattutto, i motivi che hanno spinto l'uomo al tragico gesto, anche se cominciano a farsi strada indiscrezioni circa il difficile momento economico che Scocco stava vivendo. Molti dicono di aver notato il furgone di Scocco nella zona di villa lauri da diversi giorni prima del tragico gesto, sicuramente quello era un luogo caro a Scocco perché lì aveva frequentato le scuole medie. In attesa dei funerali la salma è stata composta all'obitorio dell'ospedale di Macerata dove in tanti si sono recati per l'ultimo omaggio a una persona molto conosciuta e stimata.
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Nei pressi di Villa Lauri di Pollenza, vicino a dove era stato ritrovato il suo furgoncino, è stato trovato il corpo senza vita di Roberto Scocco. Più precisamente il corpo sarebbe stato ritrovato in una torretta all'interno del parco di Villa Lauri. La causa della morte è dovuta ad un colpo d'arma da fuoco (un fucile) e gli inquirenti pensano al suicidio, visto che da casa della vittima manca un fucile da caccia, ma si cerca di fare chiarezza ricostruendo tutta la vicenda. Dentro il Doblò sono stati ritrovati oltre al telefonino anche i soldi degli incassi delle ultime serate del Castello che in mattinata Scocco avrebbe dovuto versare in banca dove invece non si è mai presentato.
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E' stata ritrovata nel territorio del comune di Pollenza (nei pressi di villa Lauri) l'auto, una fiat Doblò bianca, di Roberto Scocco, l'amministratore del Castello Pallotta di Caldarola, di cui non si avevano più notizie dalla mattina del 2 gennaio. La macchina era parcheggiata sul bordo della strada. La zona era stata passata al setaccio anche con l'elicottero della polizia e all'interno del veicolo è stato ritrovato il cellulare dell'uomo. Sul posto si sono recati i vigili del fuoco e le forze dell'ordine, che battono la zona nella speranza di ritrovare l'uomo, la cui denucia di scomparsa era stata presentata alla questura di Macerata, la sera del 2 gennaio, dalla moglie e dal fratello.
