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Anche il consiglio regionale delle Marche da giorni, come noto, è sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza, dopo i recenti scandali che hanno coinvolto diverse assemblee legislative nel territorio nazionale. In particolare le fiamme gialle hanno visionato materiale informatico e rendicontazioni cartacee sulle spese dei 15 gruppi consiliari e dei singoli consiglieri, in base all'indagine conoscitiva aperta dalla procura di Ancona. Sotto la lente i bilanci, le spese per attivita' convegnistica e di rappresentanza e per consulenze. “Finalmente! Controlli del genere sarebbero opportuni con cadenza annuale”. La pensa così il capogruppo in regione del Pdl Francesco Massi, che rincara la dose. “Le somme del nostro gruppo, non certo roboanti come quelle viste in altre regioni, vengono utilizzate effetivamente per l'attività politica sul territorio. Per cui siamo stati ben lieti di mettere a disposizione tutta la documentazione richiestaci richiestoci e abbiamo anche augurato buon lavoro al personale della Guardia di Finanza. Certamente – rincara la dose Massi – se questi controlli fossero stati fatti prima, in via preventiva, casi come quelli di Fiorito nel Lazio sarebbero stati scoperti prima. D'altronde il nostro è uno strano Paese nel quale si corre dietro ai problemi anziché prevenirli. Nella tangentopoli della Prima Repubblica, lo vorrei ricordare, un'intera classe dirigente è stata spazzata via perchè si scoprì che un 10% di politici rubavano. Anche in quella circostanza, come ora, i controlli avrebbero dovuto essere fatti prima”.
Razionalizzazione della situazione esistente, promozione di un'offerta formativa all'avanguardia, nessun aumento dei costi. Sono questi gli obiettivi che si propone il progetto per la riorganizzazione dell'offerta formativa delle scuole secondarie superiori del territorio della comunità montana dei Monti Azzurri, presentato a Tolentino dal presidente dell'ente Giampiero Feliciotti. In particolare i comuni di Sarnano e San Ginesio si stanno mettendo insieme per dar vita a qeusto nuovo progetto, il cui iter è stato seguito in modo particolare dal professor Elio Carfagna, dirigente scolastico in pensione, membro di commissione ministeriale ed anche uno dei consulenti del ministro Profumo. "Il progetto riguarda essenzialmente il riordino di tutta l'offerta formativa all'interno del territorio della comunità montana dei Monti Azzurri – esordisce il professor Carfagna – Siamo partiti dall'analisi dell'esistente, verificando le situazioni di criticità e le eccellenze. Le criticità riguardano soprattutto le scuole ad indirizzo meccanico, articolate su tre sedi in condizioni asfittiche, il liceo linguistico di San Ginesio e il liceo delle Scienze Sociali, che hanno carenza di iscritti, considerata anche l'offerta formativa molto diluita sul territorio". Dopo aver esaminato quelli che sono i bisogni formativi del territorio, anche con riferimento al progetto "Excelsior 2011" dell'Unioncamere, le necessità di cui il territorio ha bisogno e le strutture che, nell'ambito del territorio stesso, presentano le caratteristiche di disponibilità e di utilizzabilità, il professor Carfagna, tenendo anche in debito conto il previsto riordino delle scuole secondarie superiori, ha definito il progetto. "Punti di forza – continua Carfagna - saranno la costituzione di un Liceo Classico Europeo a San Ginesio, che risponda alle esigenze non solo della comunità montana, ma anche della regione Marche e, perchè no, del territorio dell'Italia centrale, la riduzione da tre a due delle sedi di meccanica, mantenendo in vita quelle di Tolentino e San Ginesio, la promozione dei percorsi del benessere, già esistenti a Sarnano, e la valorizzazione del percorso arredamento e restauro ligneo di San Ginesio, unico esistente a livello regionale. La recente previsione dei cosiddetti Licei Sportivi, per i quali è prevista una sola sede in ambito provinciale, con preferenza per i licei scientifici che hanno un basso numero di iscritti e che sono situati nei luoghi dove ci sono tutte le strutture disponibili, mi hanno portato ad individuare in Sarnano la sede che risponde a tutte queste esigenze.". Il progetto, dopo aver incontrato il favore dei rappresentanti delle forze economiche e del mondo del lavoro, deii responsabili della provincia e della regione, degli amministratori e dei consigli di istituto interessati, è stato approvato, alla presenza dell'assessore provinciale Leonardo Lippi e del vice presidente della commissione istruzione in regione Francesco Massi, all'unanimità dal consiglio della comunità montana dei Monti Azzurri. "Un progetto innovativo e di avanguardia – lo definisce il sindaco di Sarnano Franco Ceregioli – che riguarda non solo i comuni di Sarnano e San Ginesio, ma l'intero nostro territorio montano. Anche la previsione di un'unica dirigenza scolastica è un qualcosa che va nel senso della razionalizzazione delle spese richiesta dal governo. E' estremamente importante aver individuato percorsi formativi estremamente innovativi con il superamento di sterili campanilismi che oggi appaiono anacronistici". Tutto ciò, come detto, è stato fortemente voluto dal presidente dell'ente montano Giampiero Feliciotti. "Credo che i tempi siano maturi per organizzarci e tutelarci da quello che sarà il prossimo colpo di mannaia sull'entroterra. Dallo studio fatto dal professor Carfagna – continua Feliciotti – è emerso che bisognava rivedere alcuni indirizzi, in quanto le classi non erano supportate da numeri sufficienti di studenti. Tutto ciò ha condotto ad una sintesi ben precisa: avendo Sarnano impianti sportivi di prim'ordine, con San Ginesio che mette a disposizione il centro Fit, oltre ad un ostello di oltre 230 posti per l'accoglienza, e con la possibilità, per gli sport nautici, di utilizzare il bacino del lago di Caccamo, ciò permette di supportare questo liceo scientifico ad indirizzo sportivo a Sarnano, mentre a San Ginesio, patria di Alberico Gentili, si avrà il Liceo Classico Europeo, dando anche soddisfazione agli altri corsi di eccellenza presenti nei due comuni".
È dal 16 dicembre 2011 il nuovo comandante dei Vigili del fuoco del dipartimento provinciale di Macerata. L'ingegner Dino Poggiali, elegante e disponibilissimo ci apre le porte del suo ufficio, della “sua” caserma permettendoci di capire come si svolge il lavoro del vigile del fuoco e cosa significa dover coordinare ogni giorno interventi diversi tra loro.
Ingegner Poggiali, da ormai dieci mesi si è trasferito da dalla sede di Rimini a Macerata..
«Si, il passaggio dal comando di Rimini a quello di Macerata è stato abbastanza semplice in quanto a Macerata ho trovato una situazione ottimale date le caratteristiche dei singoli che operano tra loro con molta passione nel territorio; inoltre per me ha rappresentato anche il ritorno alla mia regione d'origine, quindi una sorta di ritorno a casa».
Com'è stato andare via dal suo territorio, per poi ritornarvi?
«Devo dire estremamente arricchente. Spostandomi per lavoro io sono stato 16 anni nella sede di Ancona, tre anni a Roma e due anni a Rimini per arrivare a Macerata. Vivendo, dunque, ambienti diversi si riesce a fare dei confronti ed è possibile prendere il meglio di quanto si coglie da realtà differenti. È un momento, ripeto, di arricchimento che per fortuna vede coinvolti non solo i Comandanti dei Vigili del Fuoco, ma tutti i vigili dall'assunzione e nei diversi passaggi della loro carriera, per esempio è recente il rientro di tre capisquadra in provincia che sono stati negli anni scorsi in Lombardia proprio per arricchire il loro bagaglio d'esperienza».
Non appena assunto il comando dei Vigili del Fuoco del capoluogo provinciale ha dovuto far fronte all'emergenza neve…
«Esatto, subito dopo il mio insediamento c'è stato questa eccezionale nevicata a cui abbiamo dato risposta impegnando tutte le nostre risorse. Durante i dieci giorni più impegnativi dell'evento, in particolare, abbiamo addirittura raddoppiato la presenza dei Vigili del Fuoco sul territorio quindi da Camerino a Tolentino, fino a Civitanova dal momento che l'intervento ha riguardato anche la fascia costiera della nostra provincia. È stata una condizione difficile che ha visto circa cinquanta persone presenti 24 ore su 24 per far fronte a una situazione d'emergenza».
Dall'inverno all'estate in cui, invece, ha dovuto fare i conti con gli incendi. Come avete affrontato la stagione calda?
«L'organizzazione dei Vigili del fuoco d'estate ha un potenziamento perché l'estate porta con sé un notevole aumento di interventi per estinzioni d'incendi che vanno dai più gravi a quelli di arbusti e sterpaglie. I Vigili del Fuoco, anche sulla base di specifici finanziamenti che la regione Marche mette loro a disposizione nella provincia di Macerata, hanno un incremento di circa 10 unità per tutto il periodo tra luglio e agosto. Con queste andiamo a coprire le zone che riteniamo potenzialmente più critiche sotto il profilo dello sviluppo di incendi boschivo: la zona del Parco dei Sibillini, in particolare a Visso, e quest'anno per la prima volta abbiamo sperimentato il posizionamento di un gruppo di vigili del fuoco nella zona di San Severino Marche in quanto zona logisticamente idonea per poter intervenire rapidamente. Quest'anno, nonostante la stagione calda e asciutta c'è stato un numero limitato di incendi di bosco, cosa che non si può dire purtroppo di arbusti e sterpaglie: ricordiamo quello nella seconda metà di agosto in cui abbiamo chiuso per diverse ore la SS 77 a causa di un incendio di sterpaglia che ha interessato cinque ettari di territorio. A questo proposito bisogna ricordare ai cittadini che gli incendi non nascono mai da soli quindi a parte l'intervento dei vigili del fuoco l'azione principale deve essere di prevenzione avendo assoluta attenzione nell'evitare che ci possa essere un innesto, a volte basta una sigaretta non spenta per poter dare vita a un incendio».
La figura del Vigile del Fuoco è speso associata a un eroe, cosa ne pensa?
«Noi facciamo solo il nostro lavoro come altrettanta gente lo fa in maniera seria. L'impegno dei Vigili del fuoco è costante, non solo quando si sentono le sirene. L'intervento noi lo costruiamo quando siamo in caserma. Il nostro intervento, seppur raro in questo senso per fortuna, è anche verso il rilascio di sostanze chimiche o radioattive, di ricerca di persone scomparse o disperse che può sembrare una cosa banale, ma richiede specifiche procedure. Cerchiamo solo di fare il nostro dovere nella maniera migliore possibile».
Lunedì 8 ottobre la 1° Commissione Affari Istituzionali inizierà l'esame della proposta del CAL per il riordino delle province con la soluzione a 4.
E' sorprendente che il Presidente della Regione in una recente intervista ad un quotidiano ha testualmente dichiarato: “la Regione chiederà il ritorno a 4 con l'accorpamento di Ascoli e Fermo, ma siccome il Governo ha intenzione di porre la fiducia sulla Spending Review il problema non sussisterà perché finirà che ne saranno 3: Ancona, Pesaro ed Ascoli Piceno”.
La dichiarazione è semplicemente sconcertante!
Mi chiedo per quale motivo Spacca si è rifiutato di inoltrare il ricorso alla Corte Costituzionale per ottenere la dichiarazione di incostituzionalità delle norme emanate dal Governo.
Peraltro la richiesta di tale ricorso era stata condivisa e sollecitata da tutti i componenti del CAL, compresi anche gli Amministratori di Ascoli.
Con questa dichiarazione finora non smentita Spacca sembra volersi lavare le mani per le fasi successive alla deliberazione del Consiglio Regionale.
Invece aveva sempre sostenuto di confidare di più sulla trattativa politica con il Governo anziché sull'efficacia del ricorso.
Cercheremo di ottenere spiegazioni perché non vorremmo che le posizioni di Spacca e Ucchielli e la conseguente posizione assunta dai componenti del PD di Ancona e Pesaro nel CAL siano state espresse solo per una sorte di onore di firma nei confronti di Pettinari e dell'UDC regionale.
Di seguito la lettera aperta inviata al presidente Pettinari:
Presidente Pettinari, stiamo per affrontare le scadenze previste dalla legge per il riordino delle province.
Ci rivolgiamo a Lei per pretendere da parte di chi ha le responsabilità di maggioranza al governo della Regione e della Provincia di Macerata, la chiarezza delle posizioni e delle opinioni che, tutti, dobbiamo ai cittadini della nostra comunità.
In questi giorni è aumentata la confusione e la contraddizione riscontrate negli interventi di diversi Assessori regionali, in ripetuti interventi del Segretario Regionale del PD Ucchielli e di diversi esponenti del PD, dell'UDC e dell'IDV.
Di fronte alla richiesta degli Amministratori delle Province di Fermo e di Macerata, e dei Rappresentanti del CAL, per un ricorso da inoltrare alla Corte Costituzionale, per ottenere la dichiarazione di illegittimità costituzionale di alcune norme emanate dal governo sul riordino delle province, non si è ottenuta alcuna risposta ufficiale da parte del Presidente Spacca; anzi egli ha più volte anticipato che non sarebbe sua intenzione presentare il ricorso.
Non le sfuggirà che in mancanza di un pronunciamento della Corte Costituzionale o di una marcia indietro del governo sulla normativa che ha emanato, sarà molto difficile che eventuali proposte del CAL e del Consiglio regionale sul salvataggio della Provincia di Macerata potranno essere accolte.
Abbiamo registrato proposte dell'On. Ciccanti per una soluzione utile a Macerata: il passaggio di Fabriano o di Castelfidardo e Filottrano alla nostra provincia.
Senza una azione politica forte e congiunta da parte dei politici provinciali e regionali eletti nella nostra provincia aumenteranno la demagogia e i giochetti furbi di chi non ha certamente a cuore il destino della Provincia di Macerata.
Pertanto, Sig. Presidente è venuto il momento di riunire intorno ad un tavolo i Consiglieri regionali eletti nella Provincia di Macerata insieme con i Parlamentari per concordare una strategia comune e, soprattutto, per chiedere ad ognuno di essi se se la sentono di prendere posizioni anche in disaccordo o contrarie alle direttive dei rispettivi Partiti regionali.
Sig. Presidente, in virtù di quell'accordo politico (PD-UDC) che ha consacrato Lei e Spacca come presidente della Provincia e della Regione, Lei oggi ha il sacrosanto diritto dovere di pretendere dal Presidente Spacca la necessaria e non più rimandabile chiarezza ed anche la possibilità di dimostrare che dietro alle formule e agli accordi per le cariche politiche ci può essere anche un inequivocabile e leale sostegno al proprio territorio.
Noi Consiglieri regionali del Centrodestra eletti nella Provincia di Macerata siamo a disposizione per questa missione e le chiediamo di acquisire la disponibilità uguale da parte di tutti i Consiglieri del Centrosinistra.
Ancona, 12 settembre 2012
Acquaroli Marinelli Massi
Il tema degli opposti caratterizzerà la nuova stagione della discoteca Much More di Matelica, l'unica rimasta nell'entroterra ovest maceratese grazie a tanti anni ricchi di pienoni. Un riferimento amato anche dai giovani del vasto territorio fabrianese e persino da quello di Gubbio.
Il via a mesi di balli e divertimento al chiuso è imminente: sabato 6 ottobre. Come detto l'armonia degli opposti, le due anime di qualsiasi cosa vivente, dominerà la scena sia nei contenuti che negli arredi.
Rinnovato lo staff, la discoteca di borgo Nazario Sauro ha invece mantenuto la sua struttura duplice, con la sala principale (denominata white room) che avrà una grande parete luminosa con disegnate scene da Eden. Qui verrà proposta musica house con dj Phil come resident, voce Veronica Key e il noto dj producer Davide Domenella. Pubblico adulto over 24 anni e colore nero, opposto, per il privè (back to black) dove pomperanno hit del passato e musica happy Diego Domenella, i deejays Poldo e Aris coadiuvati dal vocalist Biso.
Tutto ideato e realizzato dallo storico inimitabile patron Luciano Beniani, matelicese doc reduce da un'altra estate di feste al Covo Nord Est di Ponza.
Non mancheranno serate con ospiti dello star system, ma saranno più frequenti gli arrivi di grandi nomi delle consolle europee seguendo la moda diffusa nei club dance più popolari.
-in foto un sabato della scorsa stagione-
Nel 50° del pellegrinaggio di papa Giovanni XXIII Benedetto XVI ha voluto rinnovare la visita al santuario della Madonna di Loreto il 4 ottobre. Una folla devota e piena di giubilo ha riempito la piazza antistante del santuario, nel piazzale Giovanni XXIII ed altri ampi spazi collegati con maxi-schermi. Come il papa Giovanni XXIII affidò il concilio Vaticano II, aperto una settimana dopo e cioè l'11 ottobre 1962, alla protezione di Maria, così Benedetto XVI ha implorato la sua protezione sull'anno della fede che sarà proclamato fra una settimana e il prossimo sinodo sulla nuova evangelizzazione.
Il papa nell'omelia ha rievocato l'anniversario del pallegrinaggio di Giovanni XXIII, ha fatto ampie rflessioni sul mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio, ha evidenziato le urgenze della nuova evengelizzazione.
Alla solenne concelebrazione ha partecipato anche l'arcivescovo di Camerino - San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro e l'arcivescovo emerito Angelo Fagiani, insieme a tutti i vescovi marchigiani.
Il prezioso altare papale, nella foto, è stato realizzato con oro e argento dei doni offerti alla santa casa di Loreto.
La giornata è stata d'un autunno che ha ripreso il caldo estivo. La preghiera era palpitante nel silenzio di una piazza stracolma di fedeli. L'entusiasmo per un momento storico era evidente nei volti raggianti e negli occhi a volte lucidi di lacrime.
(Nei file audio allegati i primi commenti del segretario provinciale del Pd Roberto Broccolo, del capogruppo in regione del Pdl Francesco Massi e del presidente Antonio Pettinari)
Con a 16 voti a favore, 7 contrari e 3 astenuti, il Consiglio delle autonomie locali ha approvato questa mattina in Aula consiliare la proposta di riordino delle province presentata dalla Provincia di Macerata. L'ipotesi, così come illustrato dal presidente Antonio Pettinari, prevede una ripartizione del territorio regionale in quattro circoscrizioni provinciali, corrispondenti ad ambiti di area vasta, ed esclude “ulteriori e diverse modalità di riarticolazione territoriale, in particolare quella collegata a due circoscrizioni provinciali”. Hanno votato a favore della proposta maceratese, oltre al presidente Pettinari, la presidente della provincia di Ancona Patrizia Casagrande e il
presidente della provincia di Pesaro Urbino Mirko Ricci. Contrari i presidenti della Provincia di Fermo, Fabrizio Cesetti, e di Ascoli Piceno, Piero Celani. La seconda proposta messa al voto è stata presentata dalla
Provincia di Fermo e prevedeva il passaggio a tre Province, con l'istituzione della “Provincia del Piceno” (Ascoli piceno, Fermo e Macerata). Il documento ha ottenuto 4 voti a favore, 15 contrari e 7 astenuti, tra questi il Presidente Celani. Frabrizio Giuliani, attuale presidente del Cal, al momento del voto ha scelto di astenersi “per
garantire l'imparzialità della presidenza”. “Ho cercato l'unità con un documento di sintesi, ma non l'ho trovata – ha dichiarato Giuliani - Vivo questo come una sconfitta, me ne assumo le responsabilità e rimetto
il mandato nelle mani dell'Aula”. Alla seduta hanno assistito anche i consiglieri regionali Rosalba Ortenzi (Pd), Angelo Sciapichetti (Pd), Francesco Massi (Pdl), Giulio Natali (Pdl) e Adriano Cardogna (Verdi).
(l.v.)
Serrata ed intensa l'attività di prevenzione posta in essere dai Carabinieri della Compagnia di Camerino, guidati dal Capitano Vincenzo Orlando. In particolare sono stati effettuati specifici servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di stupefacenti ed all'abuso di bevande alcoliche; militari in borghese ed in divisa hanno pattugliato le arterie stradali più trafficate e le zone ritenute maggiormente a rischio sotto il profilo del traffico di stupefacenti.
Decine i veicoli controllati dai militari che hanno elevato complessivamente 12 contravvenzioni per il mancato uso delle cinture di sicurezza e per guida pericolosa. Denunciato alla Procura della Repubblica un cinquantenne di Fiuminata, sorpreso alla guida della propria auto con un tasso di alcol nel sangue superiore al massimo consentito. Sul fronte della lotta agli stupefacenti i carabinieri hanno controllato uno studente ventenne di Matelica, che è stato trovato in possesso di 7 grammi di hashish e denunciato per detenzione ai fini dello spaccio.
Si è ufficialmente insediato il 20 settembre scorso il capitano Vincenzo Orlando, nuovo comandante della Compagnia carabinieri di Camerino. Pugliese d'origine (è nato a Serracapriola in provincia di Foggia), il capitano Orlando ha 45 ani e ha sempre vissuto a Termoli, dove tuttora risiede il suo nucleo familiare e dove si è arruolato nell'Arma all'età di 20 anni. Laureatosi in Scienze dell'amministrazione, Orlando ha iniziato la sua carriera da ufficiale 12 anni fa, così come il capitano Domenico Calore, da pochi giorni al comando della Compagnia di Giulianova. Dopo aver lavorato per 10 anni a Roma da maresciallo, vinto il concorso è approdato in Abruzzo dove, con i gradi da tenente, ha comandato per 7 anni il nucleo operativo di Vasto, passando poi al comando della legione nel chietino e ad Atessa, negli ultimi due anni con il grado di capitano. Sposato e padre di due bambini rispettivamente di 13 e 9 anni, Vincenzo Orlando circa un mese fa aveva già fatto visita alla città ducale, accolto dal capitano Domenico Calore, per confrontarsi sul lavoro svolto e da svolgere in una realtà che, seppure abbastanza tranquilla, presenta tuttavia situazioni da tenere sotto controllo. “Credo sia necessario comunque non abbassare la guardia e perseverare nell'aspetto della prevenzione e perciò cercare di rendere efficienti i servizi esterni”- ha affermato il capitano Orlando- “Il collega Calore ha fatto un buon lavoro ed io intendo continuare sulla linea della prevenzione. Sono sempre stato operativo ed ho potuto toccare con mano tante situazioni di degrado: ritengo che molti fattori dipendano dal brutto fenomeno della droga che ingenera varie tipologie di reati, quali furti, rapine. Molto spesso infatti il consumatore è costretto a commettere reati per procurarsi il denaro utile all'acquisto dello stupefacente”.
E' stato difficile lavorare nei territori che ha lasciato?
“Si è trattato sicuramente di operazioni complesse, trattandosi di territori a ridosso di realtà criminali, come la Puglia. Non di rado la nostra attività si è spostata nella parte sud dell'Abruzzo, dove sono presenti situazioni più difficili, necessariamente da fronteggiare”.
In Abruzzo da alcuni giorni è al lavoro il capitano Domenico Calore, con il quale lei ha condiviso la medesima carriera.
“ Sì, siamo coetanei ed in linea di massima abbiamo compiuto gli stessi passi, arruolandoci nello stesso periodo 25 anni fa poi, per entrambi, il corso da sottufficiali, gli anni da maresciallo, quindi abbiamo intrapreso la carriera da ufficiale, fino ad incontrarci di nuovo, dopo anni di servizio più o meno nella stessa zona. Calore aveva infatti trascorso un periodo in Abruzzo, mia ultima sede prima di giungere a Camerino”.
Il rapporto di fiducia e collaborazione tra collettività e forze dell'ordine va rinsaldato?
“ La collaborazione con il cittadino è fondamentale: qualora non vi fosse, ci troveremmo a fronteggiare situazioni in oscurità. L'aiuto del cittadino dunque, ritengo riesca sempre ad allargare gli orizzonti ”.
A pochi giorni dal suo insediamento il capitano Orlando ha incontrato, a palazzo comunale Bongiovanni, il sindaco Dario Conti, il vice Gianluca Pasqui, gli assessori Enrico Pupilli e Sante Elisei. In un clima di massima cordialità il sindaco ha augurato un buon lavoro, sottolineato l'importanza della Compagnia per il territorio e offrendo la più ampia collaborazione del governo cittadino. Il nuovo comandante della compagnia camerte è stato, poi, ricevuto dall'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro che si è detto "particolarmente soddisfatto dell'incontro, nel corso del quale è stata posta l'attenzione sui giovani, sulle famiglie, su coloro che sono particolarmente esposti a forme di debolezza di vita sociale", assicurando la piena e concreta collaborazione di tutti gli organismi diocesani verso l'obiettivo del bene comune.
Carla Campetella
