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Mercoledì 21 Novembre, a Camerino, è stata celebrata la festa della “Virgo Fidelis”, patrona dell'Arma dei Carabinieri. La cerimonia religiosa si è tenuta nella bellissima cornice della chiesa cattedrale con la messa celebrata dall'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, che con parole significative ha salutato tutti i carabinieri riservando loro espressioni di lode per l' importante opera svolta giornalmente nel quotidiano servizio, sempre segnato da silenzio e spirito di sacrificio. Presenti le autorità militari e civili, l'assessore Lucarelli in rappresentanza del sindaco Conti e dell'amministrazione comunale, i comandanti delle stazioni con i militari e le rispettive famiglie, i rappresentanti dell'Arma in congedo e le altre associazioni combattentistiche e d'Arma. La cerimonia è stata impreziosita dalle musiche e dai canti liturgici del “Coro Universitario della Cappella del Duomo” che ha poi concluso la celebrazione con l' “Inno alla Virgo Fidelis” mentre un maresciallo dava lettura della Preghiera del Carabiniere. Al termine, il capitano Vincenzo Orlando, comandante della Compagnia, dopo aver ringraziato tutti gli intervenuti, ha ricordato la sanguinosa battaglia di Culqualber (Africa Orientale 1941), quando un intero battaglione di carabinieri si immolò in nome dei sacri valori civili e militari, toccando importanti argomenti quali l'amor di patria, il senso dell'onore, il sentimento del dovere, accostandole alla fede cristiana. Ha poi anche commemorato la “Giornata dell'Orfano”, istituita nel 1996 per dare assistenza ai figli dei carabinieri caduti in servizio ricordando i militari che hanno perso la vita nello svolgimento del loro dovere.

 

Giovedì 8 novembre, presso il Palazzo ex Genio Civile di Macerata, si è svolto il primo incontro di concertazione tra la Provincia di Macerata e gli stakeholders nell'ambito dell'iniziativa progettuale “Green Mountain - A sustainable development model for green mountain areas”.

Il progetto, finanziato dall'UE all'interno del Programma di cooperazione transnazionale South East Europe (SEE) è finalizzato a sviluppare e a trasferire congiuntamente un modello di sviluppo e gestione sostenibile delle aree montane, specie se protette e sensibili. La Provincia di Macerata è l'ente promotore del progetto ed il partenariato coinvolto include il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ed enti provenienti da altri Stati membri Ue, quali: Austria, Bosnia ed Herzegovina, Bulgaria, Grecia, Ungheria, Montenegro, Romania, Slovacchia. Scopo dell'incontro è stato quello di inaugurare una concertazione di livello territoriale al fine di realizzare iniziative di sviluppo sostenibile nel territorio della Provincia di Macerata e mettere in atto le stesse in modo armonico ed efficace, così come previsto dal progetto Green Mountain.

L'incontro, al quale hanno partecipato attori di enti locali, atenei, associazioni ed imprenditori del territorio, si è aperto con i saluti dell'Assessore alla cooperazione internazionale e alle politiche europee della Provincia di Macerata, Leonardo Lippi che ha tenuto a precisare “l'importanza di sostenere l'antropizzazione della aree montane ed il lavoro a favore di forme di turismo rurale in cui il prodotto tipico sia da venire a gustare sul posto”.

Le principali iniziative che sono state proposte per lo sviluppo sostenibile del territorio della Provincia riguardano:

  • Il recupero produttivo dei castagneti da frutto;

  • La produzione della Genziana Lutea per la creazione di una filiera corta locale;

  • La valorizzazione economica del tartufo nero pregiato e del tartufo bianco dei Sibillini;

  • La riscoperta di itinerari, cultura e tradizioni delle aree montane;

  • La valorizzazione dei gusti e dei sapori della “Terra delle armonie”;

  • La valorizzazione dei bovini della razza Marchigiana nelle aree del Sud Est Europa.

 

Per la realizzazione di tali iniziative si investiranno parte dei 550 mila euro stanziati dall'UE alla Provincia di Macerata per la realizzazione dell'intero progetto Green Mountain e si farà affidamento sull'attivazione degli oltre 2,3 milioni di euro di fondi del Programma di Sviluppo Rurale (PSR 2007-2013) resi disponibili dalla Regione Marche per la Provincia di Macerata al fine di realizzare il proprio Progetto Integrato Territoriale (PIT).

Ancora un'operazione condotta dai carabinieri di Matelica nell'ambito dei servizi di controllo del territorio disposti dal Comando della Compagnia di Camerino agli ordini del Capitano Vincenzo Orlando. I militi hanno intimato l'alt ad una 53 enne di Matelica al volante di un'utilitaria che guidava in maniera pericolosa. Sottoposta ad etilometro la donna è risultata con un tasso alcolemico nel sangue superiore ai limiti previsti. Immediato il ritiro della patente di guida e la denuncia alla Procura della Repubblica. Nel corso del controllo, però, la donna, con mossa repentina, cercava di nascondere una busta che aveva nella tasca della portiera del veicolo tentando di collocarla nel bagagliaio posteriore. L'azione non sfuggiva al Comandante della Stazione che, notando la stranezza nel comportamento, recuperava la busta che conteneva circa 300 euro in contanti ed un telefono cellulare. Il Maresciallo riconosceva il telefono cellulare per quello che, la sera prima, una giovane gli aveva descritto, con dovizia di particolari, in sede di denuncia per un furto da lei subito all'interno di un negozio di Muccia. La 53 enne dovrà ora rispondere anche del reato di furto aggravato. La refurtiva è stata restituita alla legittima proprietaria.

 

I carabinieri della Compagnia di Camerino, guidati dal capitano Vincenzo Orlando, sono intervenuti nella zona industriale di Muccia dove, all'interno di un capannone di proprietà di una società avente sede nella capitale, è stato rinvenuto un elicottero modello AS 350 B3 del valore commerciale di circa 1.500.000 euro. L'aeromobile si presentava in buone condizioni e regolarmente munito dei documenti di bordo e del libretto con le caratteristiche tecniche. Gli accertamenti condotti hanno portato gli agenti a verificare che il velivolo costituiva corpo di reato, poiché risultato oggetto di appropriazione indebita da parte di una cooperativa operante in Calabria che non aveva provveduto alla restituzione nonostante fosse intervenuta una risoluzione di un contratto di locazione stipulato con una società di Leasing dell'Emilia. Quest'ultima, malgrado i tentativi attivati per la restituzione del bene non pagato aveva sporto denuncia a carico del responsabile dell'appropriazione. L'elicottero è stato sottoposto a sequestro penale e messo a disposizione della Procura della Repubblica di Camerino in attesa di eventuali disposizioni circa la sua destinazione.

 

 

Il presidente Antonio Pettinari, dietro sollecitazione del sindaco di Camerino Dario Conti, in merito al piano carceri, che potrebbe risultare rivisitato nel suo contenuto, con possibile intervento anche sulla decisione di realizzare un nuovo plesso penitenziario nella città di Camerino, ha scritto al Ministro Paola Severino per sollecitare un'attenzione particolare che prenda in esame la possibilità della realizzazione della struttura penitenziaria presso la città camerte. È evidente, infatti, che la mancata realizzazione della struttura penalizzerebbe ulteriormente un comprensorio dell'entroterra che è stato già privato del tribunale.

Per questa realizzazione la Regione Marche ha sottoscritto apposita intesa istituzionale con il Commissario delegato per l'emergenza da sovrappopolamento degli istituti penitenziari del territorio nazionale, finalizzata alla realizzazione di una nuova realtà penitenziaria a Camerino, ricorrendo per l'attuale struttura già esistente i presupposti di sovraffollamento di soggetti detenuti. È stata altresì convocata da parte del Commissario delegato apposita conferenza dei servizi per l'approvazione del progetto preliminare con la verifica dell'insussistenza di motivi ostativi alla realizzazione della struttura.

Inoltre la Regione Marche ha anche sottoposto il progetto di realizzazione dell'intervento a tutte le componenti sociali ed istituzionali del territorio interessato, ricevendo piena condivisione per l'obiettivo proposto che sicuramente favorirà la finalità del reinserimento dei detenuti nella società civile e valorizzerà le professionalità che operano presso le strutture penitenziarie.

 

È stata una sorpresa la visita in Provincia di don Luigi Ciotti, accompagnato dall'assessore provinciale Sport Bianchini ed impegnato a Macerata per alcuni appuntamenti pubblici, nel corso dei quali ha anche tenuto una lezione su etica e legalità. Don Ciotti è presidente dell'associazione Libera, organizzazione dedita a sollecitare e coordinare la società civile nella lotta contro tutte le mafie. Ad accogliere don Luigi il presidente Pettinari e la giunta provinciale, impegnati in una seduta, immediatamente sospesa, per accogliere il graditissimo ospite.

Il presidente, che ha accolto il sacerdote nel suo ufficio, ha fatto dono a don Luigi di una pubblicazione fotografica del territorio maceratese, non mancando di sottolinearne le bellezze naturalistiche, architettoniche, storiche e artistiche.

Don Ciotti si è mostrato molto interessato e quasi sorpreso di scoprire quanto di bello e di interessante questa provincia contenga.

Non poteva mancare, da parte di Pettinari, un accenno alla situazione delle province; in particolare il presidente ha denunciato la spoliazione costante dell'ente dovuta ai mancati trasferimenti statali.

E come fate ad amministrare senza soldi?” ha esclamato don Ciotti dopo la puntuale lettura del cahier des doléances del presidente.

E non era una battuta, vista la faccia seria del sacerdote che ha mostrato segni di evidente preoccupazione per l'amministrazione dei territori delle province e si è informato, con interesse, alle sorti del riordino in itinere al Parlamento.

Pettinari ha spiegato la difficile situazione dell'ente ed ha, inoltre, sollecitato il Parlamento ad occuparsi della questione con ragionevolezza e massima attenzione: non si devono mortificare i territori, i loro governi, la loro organizzazione, la loro storia.

Don Ciotti si è poi congedato, anche per i suoi impegni successivi, salutato da tutta la giunta che ha ripreso la propria seduta.

Tra i due litiganti, Sarnano e Civitanova Marche, il terzo gode: il Liceo Sportivo si farà a Camerino. La notizia è stata data dall'assessore provinciale Giovanni Torresi, intervenuto nella città ducale all'iniziativa promossa dal Contram "Lavoriamo per il futuro con uno sguardo al passato". "La Giunta provinciale – così Torresi – ha optato per la scelta di Camerino. Ora questa proposta dovrà essere approvata dal Consiglio. Credo, comunque, che non ci saranno problemi perchè la città di Camerino ha tutti i presupposti per avere questo Liceo Sportivo, oggi sperimentale, ma che avrà sicuramente successo negli anni futuri". La recente previsione dei Licei Sportivi, per i quali è prevista una sola sede in ambito provinciale, con preferenza per i licei scientifici che hanno un basso numero di iscritti e che sono situati nei luoghi dove ci sono tutte le strutture disponibili, potrebbe a breve divenire un vero e proprio fiore all'occhiello per la città ducale. "Sarebbe la realizzazione di un sogno – dichiara l'assessore comunale all'istruzione Enrico Pupilli – Un progetto su cui l'amministrazione comunale e la dirigenza scolastica, con la collaborazione del Contram e del Centro Universitario Sportivo, hanno fortemente puntato. Ritengo sia un'occasione importante per il territorio soprattutto per la novità dell'indirizzo che, speriamo, possa attrarre numerosi studenti. I nostri impianti sportivi sono il biglietto da visita migliore che abbiamo potuto presentare, ma non va dimenticato che intorno c'è tutto un territorio che mette a disposizione strutture, trasporti e quant'altro possa servire per l'istituzione di una scuola. Siamo felici e speriamo che l'iter vada avanti e giunga a buon fine". La palla, è proprio il caso di dirlo, passa ora alla Conferenza delle Autonomie e al voto dei sindaci che ne fanno parte, con l'ultima parola che spetterà alla regione Marche, chiamata a non distanziarsi dalle istanze che provengono dal territorio provinciale.

“Ci eravamo posti l'ambizioso obiettivo di realizzare una struttura che aumentasse la voglia di andare a scuola. Ebbene, l'entusiasmo dimostrato dai bambini che da settembre frequentano il nuovo polo scolastico ci fa dire che l'obiettivo è stato raggiunto. E non solo. Una prova di apprezzamento è anche il fatto che stanno arrivando ulteriori richieste di iscrizione per poter frequentare questo plesso”.Il sindaco Giancarlo Carbini non nasconde la soddisfazione per aver condotto in porto, non senza difficoltà per i vincoli imposti da Patto di stabilità, un'opera di edilizia scolastica paragonabile sicuramente a poche altre in Italia. In una nazione dove il 38 per cento degli edifici scolastici non è a norma e non può essere oggetto di interventi di manutenzione straordinaria per la mancanza di fondi, il comune ha realizzato una struttura ex novo, con tecniche d'avanguardia, l'unica del territorio in linea con l'ultima normativa antisismica, per cui saranno investiti complessivamente 14 milioni di euro.Fondi ottenuti dai proventi della discarica, con i quali è stato realizzato anche il complesso culturale “eFFeMMe23” con annessa la biblioteca La Fornace. Sia il complesso “eFFeMMe23” che il Polo scolastico fanno parte del progetto “MICS: Moie Istruzione Cultura e Sport”, che si completerà con la costruzione del nuovo palazzetto dello Sport. Si tratta del progetto più qualificante e importante della Giunta Carbini. Un piano unico nella nostra regione per originalità e peculiarità, che presenta con una visione comune e omogenea la zona della cittadina di Moie dove sono previste le principali realtà in tema di Istruzione, Cultura e Sport.Il nuovo polo scolastico, che sorge in via Venezia, è entrato in funzione a settembre, con l'inizio delle attività didattiche della scuola primaria, ma l'inaugurazione ufficiale, alla presenza delle autorità regionali, fra cui il presidente della giunta regionale Gian Mario Spacca, provinciali e comunali, è prevista sabato 27 ottobre alle ore 10.Questa mattina, intanto, c'è stata la presentazione della struttura alla stampa da parte del sindaco Giancarlo Carbini, del dirigente scolastico Nicola Brunetti, degli assessori ai Lavori pubblici Umberto Domizioli, all'Istruzione Silvia Badiali, alla Cultura Sandro Grizi, dell'architetto Nazzareno Petrini e di Monica Zaffini dell'agenzia di comunicazione Ma:d. Tanti gli elementi di interesse e in alcuni casi di unicità della struttura. L'assessore e vicesindaco Domizioli ha sottolineato “l'attenzione al risparmio energetico (l'edificio è di classe A) e al verde, con i tanti alberi previsti e i giardini pensili”, l'assessore Badiali ha ricordato il grande impegno della macchina comunale per un risultato che valorizza l'istruzione “con locali non solo idonei ma anche belli dal punto di vista estetico”, l'assessore Grizi ha parlato di “esempio di buona politica”, mentre il dirigente Brunetti ha evidenziato la stretta collaborazione con il Comune. Zaffini, dell'agenzia Ma:d, ha spiegato come quello di Moie sia un caso unico in Italia di un “progetto di comunicazione per una scuola, dove la grafica è al servizio dell'architettura. Un altro progetto di questo tipo ci è stato appena richiesto dall'Università La Sapienza di Roma”.

 

19 voti favorevoli, 17 contrari, 1 astenuto. Con questi numeri l'assemblea legislativa delle Marche ha approvato, a stretta maggioranza, la proposta di riordino delle province che prevede un assetto a 4: Pesaro Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno-Fermo. "Sono soddisfatto – ha commento a caldo il presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari – Riconosco che il consiglio regionale ha agito non sulla base di spinte localistiche, ma sul piano della razionalità individuando la migliore riorganizzazione, sulla base di aree vaste, del nostro territorio. Stante l'esiguità delle risorse, per mantenere la qualità dei servizi è necessario che il territorio sia organizzato sulla base di omogeneità e affinità. E la riorganizzazione in quattro province è l'unica strada percorribile". La questione ora passa al governo e il presidente Pettinari si dichiara fiducioso, soprattutto dell'opera che può essere svolta dal Parlamento. "L'assemblea parlamentare – continua Pettinari – dovrà legiferare sulla base delle proposte che perverranno dalle regioni. La legge, dunque, dovrà essere in linea con le necessità che ciascun territorio regionale proporrà attraverso i suoi organismi". Alla soddisfazione di Pettinari si aggiunge anche quella del consigliere Francesco Massi. "Era il risultato che ci aspettavamo – le sue parole – Ora non resta che vedere se il governo continuerà ad essere intransigente sull'ipotesi delle tre province. Sono comunque soddifatto dell'esito della votazione che ha tagliato trasversalmente tutti i partiti e tutte le forze politiche. Se le province debbono continuare ad esserci, non è giusto che il centro sud delle Marche abbia una provincia di oltre 740000 abitanti, come avverrebbe nella riorganizzazione proposta dal governo. Occorre che nel territorio ci sia una situazione di equità". “Ha prevalso il buon senso”. Questo il commento di Angelo Sciapichetti. “È stata rispettata la volontà del Cal - dice il consigliere regionale del Partito Democratico - delle forze sociali, economiche e culturali che si erano espressi per il ritorno alle quattro Province storiche. Adesso la partita si sposta a Roma e spetta al Governo e al Parlamento recepire la proposta di riordino avanzata dalla Regione Marche, mentre ad Ancona non è più rinviabile una verifica all'interno della maggiornaza di governo”.

La proposta lanciata la scorsa settimana di accorpare i Licei in un unico edifico, ovvero il polo didattico di Madonna delle carceri e trasferire, invece, l'Istituto Antinori nell'attuale sede del liceo Classico e Scientifico, non ha ovviamente lasciato indifferente il preside dell'Istituto tecnico, Giancarlo Marcelli che ha esposto la sua posizione in merito. «Questa proposta non è malvagia, ma, a mio avviso, è fuori tempo – commenta il dirigente scolastico Marcelli – Sono stato in settimana a fare un sopralluogo con l'ingegnere della provincia, l'ingegner Fraticelli, per verificare l'organizzazione degli uffici, dei laboratori e delle aule nel polo di Madonna delle carceri. Si può discutere e verificare come proposta, m anche io ho il corpo docente e tutto il personale scolastico che sta aspettando ormai da tempo la sede nuova, quindi insomma attuare una cosa del genere darebbe il senso di stare in mano a qualcuno che dice una cosa, poi ne attua un'altra. La competenza della localizzazione è della provincia e quest'ultima ha già redatto un piano di attività, sta completando i lavori all'interno in virtù dei laboratori e delle caratteristiche dell'istituto tecnico, quindi da qui sentire la suddetta proposta mi lascia un po' costernato. Io sono un uomo d'istituzione e penso che tutto debba avere le caratteristiche della regolarità, dell'opportunità e dell'efficacia però un elemento di efficacia caratteristico è sempre quello che le cose dette vanno attuate, il ripensamento non porta da nessuna parte». Parlando poi di come la scuola si inserisca nelle dinamiche del territorio, il professor Marcelli incalza subito affermando che « l'Istituto tecnico Antinori ha grandi titoli perché ciò avvenga. La scuola è ben inserita nel territorio ed è necessario innanzitutto portarla via dall'attuale sede perché i ragazzi non possono più stare in quelle condizioni e deve essere resa operativa nel modo giusto. Dal punto di vista logistico, dunque, è importante, che si realizzi al più presto il polo scolastico che è ormai in fase conclusiva. Si tratta di riorganizzare il lavoro fatto fino al 2008. Entro l'inizio del prossimo anno scolastico, probabilmente si potranno spalancare le porte della nuova costruzione. L'indirizzo che sarà richiesto per la sezione Geometri è “geotecnica” e il polo didattico ha a disposizione un laboratorio di prova dei materiali molto valido. L'altro indirizzo è quello commerciale, dei sistemi informativi, ovvero il futuro». Certo, portare altri studenti di scuola superiore in periferia significa allontanare altra gioventù che può rendere più vitale il centro storico, anche se occorre in primis rendere efficienti le reali esigenze di ogni scuola. Tra le altre idee c'è anche quella di portare nella nuova struttura l'asilo, le scuole elementari e medie, lasciando al centro, invece, tutti gli istituti superiori. Anche su quest'ultima idea il dirigente scolastico Marcelli è ben chiaro «se è vero che il centro è il luogo più vitale di una comunità – afferma – se è riservato a ragazzi che hanno bisogno di grandi spazi e laboratori come quelli dell'Istituto Professionale, d'altronde, o dell'Istituto Antinori, la questione sicurezza non sarebbe rispettata. Se invece è riservato a scuole dove il laboratorio non è l'elemento centrale, per la quale le condizioni di sicurezza possono essere mantenute senza grandi difficoltà, allora può essere una buona scelta».

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