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Erano circa due mesi che i carabinieri di Jesi cercavano di incastrare alcuni giovani che si erano resi responsabili di frode informatica all’interno della sala slot PARADISE di Monsano.

Ad accorgersi gli stessi militari, che da diverso tempo seguivano un gruppo di 5 giovani tra i 20 e i 23 anni, composto da due albanesi e tre italiani, i quali puntualmente erano soliti vincere cospicue somme di denaro.

E’ stato sufficiente guardare attentamente le registrazioni delle telecamere installate all’interno, per accorgersi che il gruppo, dopo essersi attestato su 5 delle 8 postazioni della roulette e aver scelto il numero, con uno strumento acuminato, facevano leva sul vetro del cilindro e, dopo averlo sollevato, posizionavano la pallina sul numero sul quale avevano puntato.

Così i militari hanno atteso che il gruppo come di consueto entrasse nella sala slot per sorprenderli in flagranza di reato.

Determinante è stata anche la collaborazione del titolare, che aveva subito un danno di circa 22mila euro. Sono in corso indagini per verificare se analoga frode informatica sia stata messa a segno anche in altre località della provincia.

I servizi per contrastare il fenomeno dei furti in appartamento messi in atto dai carabinieri di Tolentinohanno dato un buon risultato. I militari della Compagnia tolentinate hanno ricevuto la segnalazione della presenza di  un giovane con cappuccio intento a scavalcare la recinzione del giardino di una villetta di viale Vittorio Veneto.  Nel giro di qualche istante il comandante della Compagnia in persona ha raggiunto il luogo con un altro militare e, individuata l’abitazione, la faceva circondare con l’aiuto di altri carabinieri sopraggiunti immediatamente dopo. Quando sono entrati nel cortile, il ladro, ormai senza scampo, si era nascosto all’interno di un magazzino adiacente l’ingresso della casa. Infatti non aveva fatto in tempo a forzare del tutto la porta dell’abitazione e si era dovuto nascondere nella speranza di non essere colto in flagranza.  Soltanto dopo la cattura del malfattore, con l’aiuto della figlia dell’87enne padrone di casa che ha aperto la porta, quest’ultimo ha scoperto quanto stava accadendo.

Per il ladro sono scattate le manette per rispondere di tentato furto aggravato anche dal fatto che le vittime erano anziane e indifese. Si tratta di un albanese di 22 anni residente in città da alcuni anni, già noto ai carabinieri. Ovviamente come previsto dalla legge è stato posto agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima.

I carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Fabriano, nel corso di specifica attività antidroga, hanno arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, due giovani cerretani, di 20 e 21 anni, entrambi originari della Puglia.

I due, che da tempo erano seguiti dai militari, sono stati fermati mentre, a bordo dell’auto di uno di loro, rientravano nelle Marche dalla vicina Umbria.

Sottoposti a perquisizione sono stati trovati in possesso di 700 grammi di hashish suddivisi in 7 panetti da 100 grammi l’uno. A nulla sono serviti i tentativi di occultare lo stupefacente sotto la moquette del pianale dell’auto.

Le successive perquisizioni domiciliari hanno permesso di rinvenire altri 5 grammi di hashish già suddivisi in dosi pronte allo spaccio e un bilancino di precisione.

Lo stupefacente, che sul mercato avrebbe fruttato almeno 7.000 euro è stato sequestrato.

I comuni di Pievebovigliana e Fiordimonte hanno deciso per la fusione. I due centri dell’entroterra, che distano pochissimi chilometri l’uno dall’altro, si mettono insieme con l’obiettivo di un notevole risparmio economico su più fronti. I due centri raggiungeranno ora un migliaio di abitanti (877 ne conta Pievebovigliana e 214 Fiordimonte). Pur mantenendo le singole identità locali i due centri potranno ora rendere più efficiente la macchina amministrativa, condividere buone prassi ed alimentare sinergie progettuali, godendo di incentivi dalla regione Marche.

Questo quanto approvato separatamente dai due consigli comunali, primo atto del complesso iter legislativo, seguito da vicino dal segretario comunale Benedetto Perroni, per poter giungere alla fusione; atto da inviare alla giunta regionale che, entro 60 giorni, dovrà presentare una proposta di legge istitutiva del nuovo comune all’ufficio di presidenza dell’assemblea legislativa che nei successivi 15 giorni la rimanda per l’approvazione ai consigli comunali interessati e alla provincia. Ricevuto il parere delle due assise comunali e dalla provincia l’assemblea avrà a disposizione 120 giorni per indire il referendum attraverso il quale i cittadini potranno esprimersi in merito alla costituzione del nuovo ente. Passaggio successivo la decadenza dei due consigli comunali e il commissariamento fino allo svolgimento delle elezioni.

Potrà allora nascere fra meno di un anno il nuovo comune di Valfornace, nome “suggerito” grazie agli studi di Elisabetta Maroni e ricavato dalla storia di Fiordimonte, anticamente nota come Fornace, dal fiume che attraversa il paese. Da qui il nome scelto dopo la fusione, con il nuovo ente che avrà sede a Pievebovigliana.

 

pievebovigliana e fiordimonte

E’ del 26 febbraio l’accoglimento dell’istanza delle misure provvisorie da parte del TAR Marche a cui il Comune di Tolentino ha affidato, attraverso il ricorso curato dall’Avv. Massei, la soluzione delle molteplici ombre sulla normativa regionale sanitaria penalizzante per l'ospedale. “Un ricorso evitato fino in ultimo!” - ha commentato il Sindaco Pezzanesi che dichiara di aver adito le vie legali perché la vicenda merita di essere giudicata, al di là delle chiacchiere, da chi ha gli strumenti giusti per definire con equità la controversia, alla luce della disparità di trattamento riservata a Tolentino. Il ricorso, proposto contro l’ASUR Marche e nei confronti della Regione Marche, verrà discusso in camera di consiglio il 18 marzo, data fissata per la trattazione collegiale dell’istanza.Ricordiamo che il Comune di Tolentino, con il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, ha impugnato le Determine del Direttore Generale ASUR Marche n. 914 e 915 del24.12.2015. Mentre con la determina 915 viene soppressa, nell’Ospedale di Tolentino, l’ambulanza infermieristica, con la prima determina in questione sono stati riconvertiti tutti i 50 posti letto,previsti per il nosocomio tolentinate, in soli 50 posti di cure intermedie, facendo scomparire quella differenziazione necessaria a far rimanere la lungo degenza con il medico di notte, delineando il futuro della struttura come niente più di un poliambulatorio. Tanto più grave e penalizzante tale scelta, se si pensi che tra i tredici ospedali di comunità regionali, lo stesso destino di Tolentino è toccato solo ai nosocomi di  Montegiorgio e di Sant’Elpidio a Mare, entrambi con un’Amministrazione comunale diversa dal PD, il primo di centro destra ed il secondo una lista civica sostenuta dalla DC. Non basta, tra i tredici ospedali di comunità previsti dalla riorganizzazione, Tolentino insieme a Recanati rappresenta uno dei due Comuni più popolosi.

“I dati parlano da soli” aggiunge il Sindaco Pezzanesi “ed il danno è stato reiterato dalla Regione Marche che ha emesso, nelle more del giudizio amministrativo, una delibera di giunta (n.139/2016) cercando di sanare  le gravi irregolarità delle suddette determine. Valuteremo l’opportunità d’impugnare anche tale ultimo atto e comunque le nostre ragioni, alla luce della delibera che ha disatteso clamorosamente le indicazioni della IV Commissione permanente regionale sulla sanità, rimangono inalterate.”

Ci sono "novità in arrivo" per la sicurezza delle Marche. Lo ha detto il presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) Giacomo Stucchi, spiegando che "se il Governo decide di potenziare la dotazione di forze dell'ordine di un territorio, si vede che un motivo c'è". Del potenziamento nelle Marche aveva parlato anche il sottosegretario all'Interno Manzione, rispondendo a un' interrogazione dei parlamentari di M5s. "Sono poche le regioni che ottengono un aumento di agenti - ha spiegato Stucchi -, se lo ottengono è perché dietro c'è un'esigenza reale, come è successo a Milano per Expo o come sta succedendo a Roma per il Giubileo". Esigenza reale, che secondo il presidente del Copasir potrebbe essere legata al rischio di uno spostamento della rotta dei migranti dai Balcani all'Adriatico. "Il porto di Ancona - ha aggiunto - è uno degli elementi che impongono una riflessione, ma il problema riguarda tutta la costa adriatica" e servono controlli preventivi

( Fonte Ansa)

Prende ufficialmente il via il progetto "L.U.M.A.C.A. - Laboratorio Unione Montana dei Monti Azzurri Centri di Aggregazione", presso il Centro di Aggregazione del Comune di Camporotondo di Fiastrone.

Il progetto, della durata di 12 mesi, è cofinanziato dalla Regione Marche e dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, ed è realizzato dall'Unione Montana dei Monti Azzurri in collaborazione con i Comuni di Camporotondo, Loro Piceno, Cessapalombo, Sant'Angelo in Pontano, Colmurano, Società Cooperativa PARS, Associazione Comunità Attiva, Associazione Coroncina. L'iniziativa nasce dalla volontà di mettere a sistema luoghi di aggregazione giovanile, competenze, idee ed iniziative innovative volte congiuntamente alla creazione di ulteriori opportunità per le giovani generazioni e alla valorizzazione del territorio dell'Unione Montana dei Monti Azzurri (beneficiari diretti saranno i giovani da 18 a 35 anni del

territorio).

 

 

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La Provincia restituirà al capoluogo l’antico splendore di uno dei palazzi più belli della città.

Dopo la consegna dei lavori avvenuta in settimana, il cantiere verrà aperto dall'impresa appaltatrice lunedì 29 febbraio. Si tratta dei lavori sul Palazzo Studi che nel 2014 subì il distacco di una parte del cornicione per fortuna senza danni alle persone. In quella circostanza la Provincia fu costretta pe ragioni di sicurezza a transennare l'intero edifico; con la consapevolezza del valore storico ed artistico del Palazzo in questione venne immediatamente approntato un progetto di restauro dell'intera struttura candidando l'opera a qualsiasi forma di finanziamento che esulasse dai vincoli del patto di stabilità. Dopo diversi tentativi finalmente si è potuto utilizzare il finanziamento predisposto dalla Provincia.Nel frattempo sono stati eseguiti i lavori di restauro della facciata principale.

“A quanti come noi - dice il Presidente Pettinari – stava a cuore il recupero di un'opera tanto bella quanto importante nel cuore pulsante della città assicuravo che era tutto pronto per il restauro; serviva soltanto l'opportunità di poter superare gli steccati del Patto. Così è stato. Alla fine del 2015 con l'approvazione della finanziaria e, avendo al riguardo approntato e finanziato preventivamente i lavori, a tempo di record è stato effettuato l'appalto - ora posso affermare con piacere che la Provincia ristruttura uno dei palazzi di maggior pregio del nostro capoluogo." Dunque un'altra significativa opera pubblica per l'Ente. I lavori, per una spesa complessiva di 650 mila euro, verranno realizzati dalla ditta Baruffaldi Roberta di Cento prov. Di Ferrara e si sostanziano nel rifacimento del tetto e nel restauro delle due facciate laterali del Palazzo; tempo permettendo, dovrebbero essere ultimati in sei mesi.

 

Prende il via sabato 27 febbraio con un doppio appuntamento il ricco cartellone del festival “‘700MACERATA”, promosso da Fondazione “Alessandro Lanari” e associazione “Il Glomere” con un’ampia sinergia di collaborazioni eccellenti che annovera Università di Macerata, Diocesi, Centro Studi Maceratesi, Accademia dei Catenati, Accademia Italiana della Cucina, Società Filarmonica Drammatica e vari altri enti culturali del territorio, oltre a una fitta schiera di sostenitori privati.

Il festival si articola, fino al 23 marzo, tra teatri, chiese e palazzi storici della città, offrendo appuntamenti di elevata qualità con incontri di studio, conferenze, presentazione di libri, concerti, spettacoli, eventi ludici e conviviali, per una riscoperta dei caratteri distintivi dell’epoca, di cui Macerata è importante testimonianza.

La giornata inaugurale è tutta concentrata sull’antico palazzo della biblioteca Mozzi Borgetti, la cui sala Castiglioni vede, alle 17.30, il primo incontro, che è anche una sorta di introduzione all’intero programma del festival: con ingresso libero, Donatella Fioretti tratteggia il contesto locale dell’epoca in una conferenza dal titolo “Società e cultura a Macerata del XVIII secolo”. Si apre così l’ampio ciclo di approfondimenti culturali previsti, il cui significativo rilievo, in termini di tematiche e relatori, ha portato l’Università di Macerata al riconoscimento di crediti agli studenti di Lettere e Storia che li seguiranno.

Sempre nella sala Castiglioni, alle 21, si inaugura il cartellone musicale della rassegna con un appuntamento di grande prestigio e qualità che vede esibirsi, nella deliziosa sala d’epoca, due solisti di fama internazionale. Con il titolo suggestivo di “INCANTI”, Elena Cecconi al flauto e Marco Fracassi al clavicembalo presentano un concerto di rara esecuzione, interpretando sonate di Händel, Vivaldi, Leclair, Bach (Johann Sebastian e Carl Philipp Emanuel), autentiche meraviglie sonore la cui fruizione sarà valorizzata dal luogo stesso che le ospita. Precisa scelta dell’organizzazione è infatti destinare il concerto allo spazio intimo della sala di palazzo storico, proprio per rilanciare all’attenzione e al moderno apprezzamento le condizioni di origine degli appuntamenti di questo tipo, a Macerata come ovunque, nati espressamente per spazi intimi contenuti e destinati al godimento raccolto e partecipe grazie al contatto ravvicinato tra artisti e pubblico, che consente una fruizione totalmente diversa da quella nelle odierne grandi sale da concerto. Per informazioni: pagina facebook “700 Macerata”.

Ha suscitato un autentico vespaio la proposta di legge, di cui è firmatario l'onorevole Emanuele Lodolini, esponente del Partito Democratico, riguardante la fusione obbligatoria dei comuni sotto i 5 mila abitanti. Molte le voci contrarie soprattutto fra gli amministratori dei comuni eventualmente interessati. Così è intervenuto lo stesso Lodolini a spiegare il contenuto e i vantaggi della sua proposta.

Si tratta principalmente di una provocazione – le parole dell'onorevole marchigiano - che vuole essere uno stimolo a ragionare insieme con gli amministratori del territorio, una provocazione al dibattito. La questione è molto semplice. L'obiettivo, una volta entrata in vigore la legge, è quello di dare ai comuni con popolazione inferiore ai 5000 mila abitanti 24 mesi di tempo per prendere in considerazione l'ipotesi di fusione. Altrimenti sarà la regione direttamente a sancire la fusione obbligatoria di quei comuni. Quando, nel prossimo mese di ottobre, saremo chiamati a pronunciarci, come cittadini, sulla riforma costituzionale dovremo anche affrontare il problema di chi si troverà a gestire le materie di competenza delle provincie. Dal mio punto di vista il tema deve essere affrontato rendendo i comuni più forti. Quindi la mia proposta non vuole svilire il campanile, ma rafforzarlo attraverso il trasferimento ai comuni, cui spetta il compito di gestire il territorio, delle suddette competenze. Per far questo servono comuni forti e più uniti tra di loro. Molti amministratori hanno già dato vita a forme associate, le unioni dei comuni, che considero un primo passo verso le fusioni”.

L'intervista completa all'onorevole Lodolini sul numero in edicola del settimanale L'Appennino camerte

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