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I Carabinieri della Stazione di Sarnano, insieme con i colleghi di Amandola, nella tarda serata di ieri hanno arrestato un operaio macedone di 35 anni, per detenzione e spaccio di cocaina. I militari di Sarnano, dove l’uomo risiede da alcuni anni con moglie e due figli, lo tenevano d’occhio da qualche giorno per la sua condotta di vita non proprio lineare, visto il tenore di vita che per il modesto ricavato dalla sua attività lavorativa sicuramente non si poteva permettere. Così ieri sera si è avuta la prova dei suoi traffici illeciti: il macedone cedeva un piccolo involucro azzurro a un giovane di Amandola, il quale si dirigeva poi verso casa. Sulla strada del rientro, i Carabinieri di Amandola lo fermavano scoprendo che quel piccolo involucro conteneva un grammo e mezzo di cocaina. Immediato quindi l’intervento dei colleghi di Sarnano che accedevano in casa dell’extracomunitario per eseguire una perquisizione. Quest’ultimo, però, prima dell’accesso dei militari, vistosi ormai braccato, inseriva un grosso involucro di cellophane in una stufa a legna ancora calda, nel tentativo di distruggerla completamente. I militari però lo recuperano sebbene il calore avesse già reso in un blocco solido e cristallizzato il contenuto dell’involucro, che comunque risultava essere cocaina per un peso di 140 grammi. Un’altra dose della medesima sostanza, confezionata con lo stesso cellophane di quella ceduta al giovane e di quella bruciata, la trovavano su di un armadio con un bilancino di precisione ancora sporco di cocaina. A questo punto, i Carabinieri arrestavano il macedone e come disposto dal Magistrato di turno veniva posto agli arresti domiciliari in attesa della convalida e dell’eventuale giudizio direttissimo.    

A due anni dalla prematura scomparsa di Rita Staffolani, già assessore ai servizi sociali e vice sindaco di Caldarola, per lunghi anni impiegata presso la Coldiretti provinciale, il marito Gaetano e i figli Paolo e Cristina la ricordano a quanti l'hanno conosciuta con una messa che sarà celebrata martedì 15 marzo alle ore 21,15 nella chiesa di Vestignano. A due anni dalla morte il ricordo di Rita (nella foto in un momento di festa con il marito Gaetano) è ancora molto vivo non solo nei familiari, ma anche fra i colleghi di lavoro, gli amministratori e, sopratutto, fra coloro che ne hanno potuto direttamente apprezzare le molteplici doti.

Controlli straordinari del territorio da parte dei carabinieri della Compagnia di Jesi durante il fine settimana. Nell’ambito di detti servizi, i militari del Nucleo Radiomobile hanno denunciato 5 persone, tutte di Jesi di età compresa tra i 26 e 48 anni. Tre di loro, all’interno di un locale del luogo si sono impossessati di un giubbetto di valore appartenente ad un giovane di Chiaravalle, capo di abbigliamento poi trovato nella disponibilità di altri due giovani. I primi tre sono stati denunciati per furto aggravato in concorso, mentre gli altri due per ricettazione in concorso. La refurtiva è stata restituita al proprietario.

Sempre a Jesi i Carabinieri di Morro d’Alba nel corso di una perquisizione hanno rinvenuto un telefonino Iphone 5s in possesso di due cittadini nigeriani rubato ad un 50 enne di San Marcello nel dicembre del 2015. Anche nei confronti dei due nigeriani è scattata la denuncia per ricettazione in concorso.

A Chiaravalle, i militari della locale Stazione, nel corso di una perquisizione eseguita nei confronti di una romena 43enne, hanno rinvenuto un tablet rubato ai danni di una 70 enne di Morro d’Alba. Anche nei confronti della romena è scattata la denuncia per ricettazione. Gli stessi militari hanno, poi, denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti un 20 enne del luogo, il quale, sempre a seguito di perquisizione personale e domiciliare, è stato trovato in possesso di 15 grammi di marijuana. Due sono stati invece i giovani segnalati quali assuntori dagli stessi militari, perché trovati rispettivamente con 2 e 3 grammi di hashish.

Oltre 100 chili di droga prodotta all'interno di una masseria. Maxi operazione da parte dei carabinieri della compagnia di Macerata, che hanno anche provveduto all'arresto di un uomo. L'ingente quantitativo di stupefacenti, 108 chili di marijuana, è stato sequestrato.

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Gli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Macerata hanno concluso una importante indagine sul traffico di droga in provincia e fuori.

Nel corso dell’attività tutto portava ad ipotizzare che la marijuana sul mercato del maceratese fosse di produzione locale.

Una coltivazione di marijuana era sicuramente nascosta nelle campagne tra le province di Macerata e Fermo.

I militari nei giorni scorsi si sono appostati nella macchia e scoperto una masseria dove c’erano movimenti sospetti.

I carabinieri, nascosti dall’alba nella vegetazione, il 10 marzo scorso hanno atteso l’arrivo del sospettato e fatto irruzione.

All’interno centinaia e centinaia di piante di marijuana matura, a vari stati vegetativi, di differenti tipologie e dimensioni (dai 60 cm sino ai due metri di altezza).

La piantagione, una perfetta coltura specializzata, era predisposta ed attiva con attrezzature per migliaia di euro: un sistema di irrigazione costante e temporizzato con riciclo dell’acqua (in sintonia col risparmio energetico e con le necessità della particolare coltivazione), cento litri di fertilizzante, 40 lampade termiche a diversa diffusione di luce per simulare le varie fasi della giornata, 35 ventilatori, 4 cappe, 5 climatizzatori, 10 termo-igrometri digitali, 10 temporizzatori di corrente, 8 deumidificatori, 5 aeratori esterni, 2 pompe idrauliche e perfino il kit chimico per stabilire la qualità del raccolto. Il tutto cablato da un impianto elettrico enorme, con bolletta da millecinquecento euro al mese.

821 (ottocentoventuno) le piante contate, repertate, recise e sequestrate, per un peso di 108 (centootto) kg totali.

Lo stato di maturazione delle infiorescenze ed il THC (quota di tossicità) delle piante erano al livello più alto pertanto in questi giorni sarebbe avvenuta la raccolta e la successiva lavorazione ed immissione sul mercato. Il barattolame di vetro rinvenuto (30 vasetti da 2 a 4 kg) era pronto per essere riempito di marijuana lavorata.

Oltre 50 (cinquanta) kilogrammi di droga smerciabile sulla “piazza” che avrebbe fruttato alla malavita locale circa trecentomila euro.

La pericolosissima organizzazione illecita è stata quindi annientata dai carabinieri che hanno posto in sequestro e prelevato con lo stupefacente e tutto il materiale. Il casolare è stato sequestrato.

L’uomo, un cinquantenne fermano, è stato arrestato con l’accusa di detenzione, coltivazione e produzione di sostanze stupefacenti e psicotrope.

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Dramma nella zona del ponte a Passo di Treia dove una donna di circa 70 anni ha tentato il suicidio dandosi fuoco nei pressi di una chiesetta adiacente la propria abitazione. Immediati sono scattati i soccorsi con il personale del 118 che, giunto sul posto e vista la gravità delle condizioni della donna, ha rischiesto l'intervento dell'eliambulanza che ha provveduto al trasporto della settantenne all'ospedale regionale di Torrette dove si trova ora in gravi condizioni. Tutti da chiarire i motivi che hanno condotto la donna al gesto estremo.

In una giornata uggiosa la città di Camerino ha accolto con gioia la visita del vescovo di Cremona mons. Antonio Napolioni. Nella cattedrale gremita di fedeli, sacerdoti, autorità, in occasione della festa del co-patrono s. Ansovino vescovo, l'arcivescovo Brugnaro ha rivolto il suo affettuoso saluto all'amato figlio di questa terra per l'aiuto e le competenze profuse nella diocesi di Camerino-San Severino Marche, fino alla sua nomina a pastore della Chiesa cremonese.Toccante l'omelia del vescovo Napolioni, dedicata al tema della misericordia di Dio, con l'invito a sperimentarla, tramite la conversione e un cammino su una strada nuova.

Nel pomeriggio di sabato 12 il vescovo Antonio aveva presieduto la sanata messa nella chiesa concattedrale di San Severino Marche, pronunciando le parole che seguono.

"Mi commuovo più oggi che quando sono stato ordinato. Siamo qualcosa di Gesù che ci ama immensamente e ci fa intuire che siamo tutto per lui". Così il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni ha salutato i tantissimi settempedani presenti nella cattedrale di Sant'Agostino. Si tratta della prima visita a San Severino, dove faceva il parroco della comunità di don Orione, dopo la sua ordinazione a vescovo.
In apertura una lettera del vescovo di San Severino-Camerino Francesco Giovanni Brugnaro: "Qui hai maturato la tua esperienza. Giovani, laici, scout, famiglie - ha detto - hanno imparato a conoscerti e tu ti sei dedicato a questo servizio con attenzione. Fedeltà alla parola, misericordia, rendimento di grazia siano la tua guida".
"Il Signore ci dice di non ricordare le cose passate - sono le parole di Napolioni -. Cos'è che ci pesa nel cuore? Il ricordo di cose belle che non possiamo fare più oppure la gioia della scoperta? Sono novello vescovo ma figlio di una storia ben precisa. Oggi indosso per la prima volta un anello che ho fatto con le fedi nunziali di mamma e papà. Porto tanti vostri doni e ora faccio una cosa nuova, perché per noi cristiani è sempre primavera. Siamo frutto della vita, e veramente il Signore ha fatto grandi cose per noi. La seconda lettera ai filippesi mi è molto cara perché la vorrei vivere. Mi piace tutto della vita ma non voglio attaccarmi alle cose della vita perché se dovessi perderle poi rimarrei deluso. Ho scoperto che Gesù non lo perderò mai. Tutto in questa vita è una briciola che ci conduce al Signore. Sappiamo usare tante armi - ha concluso - ma dobbiamo disarmarci alla maniera di Gesù. Vorrei scrivere nella vita misera di tutti noi parole di incoraggiamento e di accoglienza. Lasciamoci dire 'Signore eccoci, fai di noi quello che vuoi' perché solo così ci sentiremo amati da Dio".

 

Disposto il trasferimento alla Regione delle risorse umane e strumentali

Cesetti: “Prioritario garantire servizi ai cittadini”

La giunta regionale ha approvato due delibere di richiesta di parere alle Province marchigiane, al Consiglio delle autonomie locali e al Consiglio regionale dell’economia e del lavoro sullo schema di deliberazione concernente 'disposizioni necessarie al trasferimento alla Regione delle risorse umane e strumentali correlate alle funzioni provinciali da trasferire', in attuazione della legge Delrio.I due atti, all’esito dell’acquisizione dei pareri delle Province, del Cal e del Crel, dovranno essere approvati in via definitiva.

Tutto il personale delle Province adibito in via prevalente alle funzioni non fondamentali (L.R. 13/2015) viene trasferito alla Regione e assegnato alla Giunta a decorrere dal primo aprile 2016. “Tutti i servizi avranno dunque sede ad Ancona, saranno poi i dirigenti, in base alle esigenze dell'ente per il pieno esercizio del servizio, che assegneranno il personale sul territorio o nella sede centrale- ha affermato l’assessore agli Enti locali, Fabrizio Cesetti . Tutto questo nella logica di garantire l’esercizio integrato delle funzioni da trasferire con quelle regionali garantendo nel contempo la migliore allocazione delle funzioni nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Rimangono dislocate nei presidi territoriali le funzioni relative a formazione professionale, turismo (per le attività di informazione e accoglienza turistica), caccia e pesca nelle acque interne, agricoltura, difesa del suolo e protezione civile”.

Le altre funzioni verranno invece svolte nelle sedi logistiche ubicate nella Provincia di Ancona. Tra il personale trasferito non sono inclusi la polizia provinciale e i servizi per l’impiego il cui esercizio delle funzioni sarà oggetto di separata regolamentazione e organizzazione.

La fase di concertazione sugli schemi di delibera è stata ampia, prevede l’acquisizione dei pareri del Cal, del Crel, delle Province e due riunioni: la prima si è svolta venerdi 11 marzo con l’Osservatorio regionale. La seconda riunione si terrà il 17 marzo e riguarderà il Tavolo Autonomie locali, che è composto dagli amministratori di Anci Marche, Upi Marche, Province e dai Sindacati.

Queste "pazze" fusioni. La "moda del momento" sta creando entusiasmi, ansia di novità, ma anche incertezze sul futuro, soprattutto fra le popolazioni coinvolte, rischiando di mettere seriamente a rischio equilibri da tempo consolidati. Tipico caso quello che riguarda i cosiddetti 5 comuni appartenenti all'Unione Montana dei Monti Azzurri, dopo il sasso lanciato nello stagno dal sindaco di Camporotondo di Fiastrone, Emanuele Tondi, che ha deciso di percorrere la strada verso Tolentino. A ciò si aggiunge la mai nascosta "simpatia" di Cessapalombo per Camerino per mettere sul "chi vive" i primi cittadini di Belforte del Chienti, Caldarola, Serrapetrona. Un incontro tra i sindaci dei 5 comuni interessati è previsto nei prossimi giorni per fare il punto della situazione, chiarire le rispettive posizioni e studiare eventuali strategie future per il territorio. Preoccupazioni riguardo la situazione che si è venuta a creare sono espresse dal sindaco di Caldarola, Luca Giuseppetti, contrario ad una fusione per incorporazione in un comune più grande. "Questi nostri piccoli comuni – il pensiero del primo cittadino del paese dei cardinali Pallotta – avranno vantaggi solo se riusciranno a fondersi tra loro, senza andarsi ad ingolfare con una realtà molto più grande. Questo perchè il futuro sindaco che sarà eletto, sicuramente proveniente dal comune di maggiori dimensioni, avrà senz'altro accortezza per il comune inglobato, ma non conoscerà mai a fondo le situazioni specifiche dei territori più piccoli e della popolazione che li abita. Da parte mia spero di poter arrivare ad una fusione, ma di farla con gli altri comuni del nostro territorio. Penso sia questa la soluzione migliore anche per le future generazioni. Se, infatti, non vogliamo far morire i nostri paesi, dobbiamo dare ai giovani che li abitano la possibilità di costruirvi il proprio futuro. Vorrei che dall'incontro che avrò con i miei colleghi sindaci scaturisca la proposta di un comune unico, che sia però del nostro territorio".  

Raffica di furti nel centro storico di Caldarola, dove ignoti hanno preso di mira dapprima una casa di campagna. I malviventi hanno approfittato dell'assenza dei proprietari, marito e moglie, per praticare il classico foro sulla finestra e, una volta penetrati nell'abitazione hanno rovistato nelle stanze mettendo tutto a soqquadro e trafugando oro e monili, soprattutto ricordi di famiglia. Il proprietario era appena uscito per recarsi in parrocchia, dove stava attendendo la conclusione della messa per poter timbrare alcuni permessi per le processioni dell'ormai imminente periodo pasquale. La moglie non ha atteso il marito, ma ha preferito rincasare. Probabilmente i ladri non si aspettano il ritorno degli occupanti, visto che il rumore del portone che si apriva li ha costretti ad una fuga precipitosa, come ha raccontato la padrona di casa che li avrebbe visti scappare nei campi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione che, mentre stavano raccogliendo le deposizioni della coppia sono stati allertati per un altro furto in via Mazzini, sempre nel centro storico del paese dei cardinali Pallotta. Frattando monta la paura, ma anche la rabbia fra la popolazione.

foro

Nei giorni scorsi il Sindaco di Sarnano Franco Ceregioli ed il Sindaco di Bolognola Simonetta Scaficchia, unitamente ad alcuni membri delle rispettive giunte comunali, si sono riuniti al fine di verificare la fattibilità del progetto di fusione dei due comuni dell'entroterra maceratese.

Gli incontri sono stati estremamente positivi e costruttivi e sono state effettuate le prime valutazioni sull'incidenza della eventuale fusione dei due comuni, mettendo al centro della discussione le possibilità di sviluppo legate a tale ipotesi e la conseguente razionalizzazione dei servizi comunali.

I due Sindaci hanno concordato sul fatto che le possibilità di crescita del territorio non possano che passare anche attraverso la sempre maggiore valorizzazione della montagna, che rappresenta uno degli elementi distintivi più importanti che accomunano Bolognola e Sarnano: la montagna come fulcro dello sviluppo turistico, sia nella versione invernale che in quella estiva (quest'ultima ancora per certi versi inespressa e da valorizzare, ma con grandissime potenzialità), ma anche la montagna come volano di crescita economica (basti pensare alle potenzialità legate alle attività agro-silvo- pastorali ed al grande flusso di finanziamenti presenti in tale settore).

Le prime impressioni sull'ipotesi di fusione sono pertanto state sicuramente incoraggianti e le due amministrazioni stanno operando le necessarie ed ulteriori valutazioni del caso, anche con l'ausilio dei funzionari della Regione Marche.

Una volta che queste valutazioni avranno dato esito positivo, si potrà dare ufficialmente avvio all'iter che potrà portare alla fusione per incorporazione del Comune di Bolognola nel Comune di Sarnano: questo iter, che in base alla normativa vigente si conclude con l'approvazione di una apposita legge regionale che sancisce la fusione, vedrà come principali protagoniste le rispettive popolazioni residenti, chiamate ad esprimersi sulla proposta con uno specifico referendum consultivo.

Secondo i due Sindaci Ceregioli e Scaficchia, se si ravviseranno tutte le condizioni per la fusione, si dovrà agire attraverso un percorso che sia quanto più possibile condiviso e partecipato, macomunque con estrema determinazione e rapidità, nella consapevolezza che le grandi possibilità di sviluppo che potrebbero passare attraverso questo progetto non possano essere assolutamente rimandate.

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