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I carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Macerata e della stazione di Treia hanno intercettato, in una stradina di campagna, un’auto con a bordo persone sospette. I militari hanno, così, bloccato l’auto e proceduto al controllo del mezzo a bordo del quale viaggiavano due uomini residenti nel foggiano e che, apparentemente, non hanno dato giustificazioni plausibili della loro presenza di notte nella zona.

A seguito di perquisizione nell'auto sono stati rinvenuti alcuni attrezzi da scasso. I due sono stati condotti in caserma per accertamenti.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato ed il “possessore” denunciato in stato di libertà per “possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli”.

 

Durante la notte ignoti hanno tentato di forzare lo sportello bancomat della “Veneto Banca” (già Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana) a Villa San Filippo danneggiandolo seriamente.

Testimoni hanno notato del fumo all’interno della filiale avvertendo il 112. Sul posto i carabinieri hanno verificato che ignoti avevano cercato di forzare lo sportello bancomat dandogli fuoco, tanto è vero che lo schermo è stato in parte disciolto dalle fiamme, nel vano tentativo di prelevare il denaro.

Dalle prime indagini è emerso che gli autori avrebbero agito frettolosamente: a quell’ora era infatti in zona una pattuglia dei carabinieri di Monte San Giusto in servizio notturno di prevenzione; la decisiva presenza dell’Arma ha certamente fatto andare “in fumo” l’obiettivo dei malviventi che non sono riusciti ad asportare denaro, facendo fallire il colpo.

Paura a Cingoli, in località Carciole, per un incendio sviluppatosi nei pressi di una palazzina mentre gli abitanti della stessa stavano dormendo. A prendere fuoco una legnaia, nella quale c'erano alcune balle di fieno. A lanciare l'allarme una donna che transitava in auto nella zona e che, vedendo il rogo, ha allertato i vigili del fuoco, intervenuti sul posto insieme ai carabinieri che stanno indagando sulle cause dell'incendio.

Le fiamme sono state domate, dopo alcune ore di lavoro, dai pompieri del comando provinciale di Macerata e del distaccamento di Apiro.

La proposta di legge dell'onorevole Emanuele Lodolini (Pd) di “tagliare” i piccoli comuni, rendendo obbligatoria la fusione degli enti con popolazione al di sotto dei 5mila abitanti continua a far discutere, mettendo in “fibrillazione” soprattutto gli amministratori dei territori interessati. Un “taglio” che andrebbe ad interessare il territorio dei cosiddetti 5 comuni (Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Serrapetrona) e sul quale, come riferito nel numero del 12 febbraio, hanno espresso la propria opinione anche i primi cittadini. Sull'argomento pronto l'intervento di Giampiero Feliciotti, presidente dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, che attacca: “la politica ormai da anni sta dimostrando di non avere progetti di governace territoriale e non riesce nemmeno ad avere un coordinamento tra quello che enuncia e quello che realmente fa. Risalgono ormai al 1980 – ricorda Feliciotti – i primi incontri politici per la fusione dei comuni e credo di essere stato – insieme a Fedro Buscalferri – uno degli avanguardisti della proposta. Fummo additati da molti come bravi e moderni, ma nonostante il superamento degli steccati politici non arrivammo oltre la costituzione di un consorzio che chiamammo Con.Turi.Sport. Attraverso questo strumento creammo gli impianti di canoa-canottaggio a Caccamo, il consorzio dei vigili urbani e tante altre iniziative, ma non siamo mai riusciti a creare un unico comune come voleva il legislatore. Oggi si annuncia una fusione obbligatoria che, se si realizzasse effettivamente, troverebbe impreparato l’apparato e comporterebbe un aumento della spesa.

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Che l’Italia è in un derby continuo è cosa nota. Così come è noto che ormai lo sport nazionale è quello dello scontro di posizioni. Dalla politica allo sport, dal vivere comune alle grande questioni, tutto ormai è vissuto come una partita di calcio. E a Camerino, negli ultimi giorni, abbiamo vissuto il paradosso di questa nuova tendenza: lo scontro tra sindacati. Il terreno di gioco è stata la Casa Circondariale di Camerino e il clima in cui si è giocata la partita è stato quello nuvoloso e minaccioso di orizzonti infausti per la stessa struttura penitenziaria.

“La chiusura del Carcere di Camerino – si legge in una nota del sindacato Osapp - risulterebbe enormemente penalizzante per il territorio. La Casa Circondariale di Camerino è entrata a pieno titolo nella fisionomia del tessuto sociale attraverso la visibilità e l'apporto dato alla città come uno dei presidi di legalità necessari, l'indotto creato e lo snellimento delle attività proprie della Polizia Penitenziaria a supporto della Magistratura. Una simile decisione ci farebbe ritornare indietro e non terrebbe conto delle giuste esigenze del personale di mantenere la certezza della propria sede di lavoro, attesa la verosimile mobilità/destinazione del personale verso altre sedi che distano non meno di 80/90 Km”.

e.pi

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Gesto estremo davanti al cimitero della località Appennino di Pievetorina. Silvio Migliaccio, un imprenditore di 47 anni, si è tolto la vita dandosi fuoco, dopo essersi cosparso di liquido infiammabile

Forse alla base del gesto, stando a quanto riferito dai familiari ai carabinieri della Compagnia di Camerino che conduce le indagini, vi sarebbero motivi economici legati all’attività gestita dall’uomo, la cui famiglia è originaria di Pievetorina.. A dare l’allarme è stata una persona, giunta nella zona quando la tragedia era già avvenuta. Al loro arrivo gli operatori del 118 non hanno potuto che constatare il decesso dell’uomo, morto carbonizzato. A quanto è dato sapere, sembra che poco prima il 47enne, che viveva a Cerreto d’Esi, si fosse recato in visita alla madre che, insieme alla sorella dell’uomo, vive ad Appennino,. Il primo ad esprimere il suo cordoglio e sentimenti di vicinanza alla famiglia è stato il sindaco di Pievetorina Alessandro Gentilucci

Nell’ambito di attività di controllo del territorio tesa a contrastare reati contro il patrimonio, i militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Jesi hanno denunciato un 29 enne del maceratese.
Erano circa le 2 di domenica, quando un equipaggio nota aggirarsi  a piedi un giovane nei pressi del centro commerciale Gallodoro di Jesi. Poiché è apparsa alquanto sospetta  la sua presenza in quel luogo a quell’ora, i militari hanno proceduto ad un accurato controllo. Da una prima sommaria perquisizione, sono state rinvenute alcune dosi di hashish, alcune di cocaina, altre di marijuana ed altre ancora di polline di cannabis.
Ritenendo plausibile che il giovane presso la sua abitazione potesse occultare altre sostanze stupefacenti, i carabinieri hanno esteso la perquisizione anche presso il suo domicilio, dove hanno  trovato ancora altre dosi di hashish ed una notevole quantità di  metadone (10 flaconi da 500 mg) non facente parte di un attuale piano terapeutico.
Date  la diversità delle sostanze rinvenute (circa 20 grammi in totale), peraltro già suddivise in dosi, nei confronti del giovane è scattata la denuncia per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Scontro frontale sulla strada statale cingolana nella zona industriale di Chiesanuova di Treia. Coinvolte una fiat Punto alla cui guida si trovava un quarantenne di Chiesanuova che viaggiava in direzione di Macerata e una Panda ( nella foto ) condotta da un giovane di Avenale di Cingoli. La dinamica dell’incidente è al vaglio dei carabinieri di appignano intervenuti sul posto insieme ai Vigili del Fuoco di Macerata e agli operatori del 118. A quanto è dato sapere sembra che il giovane alla guida della Panda si sia addormentato al volante andando a scontrarsi contro la Punto. Una scena che ha fatto temere il peggio ai primi soccorritori.  

( nelle foto il luogo dell'incidente e l'arrivo dei soccorsi )

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Entrambi i conducenti soccorsi erano coscientie non avrebbero riportato gravi conseguenze. Il giovane di Avenale e l'altro ferito, sono stati trasportati in ambulanza all’ospedale di Macerata

La Polisportiva Serralta si veste di azzurro. E' il colore della nazionale di tiro alla fune alla quale la società settempedana dà ben 4 atleti in vista degli imminenti Campionati Mondiali della disciplina. Simone Montecchiari, Massimo Giommi, Roberto Tartabini, Lorenzo Mascioni(nella foto). Sono loro i “tiratori” del Giaguaro convocati per la rassegna iridata che prenderà il via questa settimana (dal 18 al 21) in terra di Olanda, a Volendam, e riservata alle categorie 640 e 680 kg. I quattro rappresentanti del Serralta sono già in viaggio per aggregarsi ai compagni di nazionale, fra cui diversi rappresentanti dei Cobra di Fermo, per poi raggiungere la terra dei tulipani dove si prepareranno per salire in pedana nei prossimi giorni. Ovvio che l'attesa e l'adrenalina da parte dei quattro sia ai massimi livelli in vista di un appuntamento così prestigioso e importante. Stessa cosa si può dire per l'intera Società gialloblù che esprime la massima soddisfazione per un evento che non ha precedenti né per Serralta né per questa attività che, partita sette anni fa, anno dopo anno è cresciuta in maniera esponenziale grazie ad un gruppo di giovani atleti che ha mostrato continui ed evidenti miglioramenti fino a raggiungere un livello di eccellenza in campo nazionale, come certificato in queste settimane nel Campionato Italiano dove, ad una giornata dalla conclusione, i gialloblù occupano il terzo posto assoluto in entrambe le categorie(640 e 680 kg). Giusto premio, dunque, per i ragazzi del Giaguaro che possono ora festeggiare un traguardo di prestigio. Simone Montecchiari, uno degli “anziani” della squadra(è stato sempre presente nel Giaguaro fin dalla prima stagione) parla di questa prima volta in azzurro. “Scontato dire che per noi è un grande traguardo. Poter vestire la maglia azzurra è un onore e un motivo di vanto, dato che non capita certo tutti i giorni. Rappresentare l'Italia ai Mondiali è una cosa che ci ripaga del duro lavoro svolto in palestra in questi sette anni e dei sacrifici fatti lungo il nostro percorso. La felicità e la soddisfazione per essere giunti a questo traguardo sono enormi. Sono contento per i compagni che saranno con me in Olanda, ma devo ricordare e fare i complimenti a tutta la squadra, perchè senza gli altri compagni non sarebbe stato possibile questo risultato. Ovvio che non si può non ricordare tutti coloro che in maniera diversa ci hanno appoggiato e ci hanno seguito sempre, fin dagli inizi. Perciò un grazie particolare va alla Polisportiva Serralta, ai collaboratori del nostro gruppo, agli sponsor, ai sostenitori e a tanti altri”.

Roberto Pellegrino

La giornalista siriana Asmae Dachan, autrice di un’intervista esclusiva pubblicata nell’ultimo numero di “Panorama” a Riyad Al As’ad, leader del Free Syrian Army, domani (mercoledì 17 febbraio) terrà un incontro con gli studenti dell’Istituto comprensivo “Tacchi Venturi” di San Severino Marche per spiegare il dramma che sta vivendo il popolo siriano. Asmae Dachan, che da anni ormai vive nelle Marche, è autrice di numerosi articoli giornalisti, interviste e inchieste ma anche di molti reportage fotografici sulla Siria. Il suo incontro con gli studenti rientra nell’ambito delle iniziative promosse dalla dirigenza dell’Istituto comprensivo settempedano, con la collaborazione anche dell’Amministrazione comunale. Alle ore 9,30 la giornalista parlerà agli studenti delle classi quarte e quinte presso la palestra della scuola “Luzio”. Successivamente incontrerà gli alunni della scuola media e del Consiglio dei Ragazzi, insieme al dirigente Sandro Luciani e ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale nell’atrio dell’Istituto comprensivo.

Il Consiglio comunale cittadino nell’ultima seduta, com’è noto, ha deciso di destinare il gettone di presenza dei partecipanti all’Assise a sostegno di una bella e importante iniziativa di solidarietà lanciata dal Consiglio Comunale dei Ragazzi. Si tratta di una raccolta fondi a sostegno di Aissatou Diallo, una giovane alunna frequentante la 1^C della scuola media. La ragazzina deve sottoporsi a Lione, in Francia, a una serie di interventi chirurgici per una gravissima forma di scoliosi. La sua famiglia non riesce, da sola, ad affrontare le notevoli spese che le cure richiedono. Chi intende contribuire alla giusta causa può rivolgersi direttamente alla dirigenza dell’Istituto comprensivo “Tacchi Venturi”.

Intanto prosegue, è stata lanciata sempre dal Consiglio Comunale dei Ragazzi ed ha trovato pieno appoggio anche dalla Caritas vicariale, anche l’“Operazione Aylan”, una raccolta di abbigliamento, coperte, pannolini, alimenti per bambini, latte in polvere, materiale scolastico e giocattoli da inviare ai campi profughi fra Siria e Turchia, dove tanta gente in fuga dalla guerra si trova a vivere questo bruttissimo momento della propria vita. I materiali vengono raccolti a scuola e nella sede della Caritas. Chiunque può aderire, tenendo presente che viveri, vestiario e quant’altro saranno consegnati tramite l’organizzazione Onsur (www.onsur.it).

Nella foto: la giornalista Asmae Dachan

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