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Con una cerimonia toccante e molto partecipata che ha avuto luogo al Teatro Filippo Marchetti, alla presenza delle massime autorità militari, religiose e civili, dei rappresentanti istituzionali dell’università, della provincia e della Regione Marche, di un folto pubblico composto anche di studenti delle scuole cittadine, è stata conferita la cittadinanza onoraria di Camerino al Generale di Corpo d’Armata Tullio Del Sette, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. In occasione della cerimonia all’ufficiale superiore è stata donata anche una chiave in argento, con inciso lo stemma della città di Camerino. “ A leggere il suo curriculum – ha detto nel suo intervento il sindaco Pasqui citandone una sintesi - si resta senza fiato. Tre lauree, di cui la prima, conseguita all’Università di Camerino, un lavoro costante e impegnativo nelle principali città e province d’Italia fino alle missioni all’estero, sono solo alcune tappe di una brillante ed incredibile carriera. Ma Camerino può vantare da oggi, tra i suoi illustri concittadini, non solo un carabiniere giunto ai vertici dell’Arma, bensì un uomo che ha voluto formarsi e vivere seguendo quei principi di integrità e legalità che aveva appreso magari da suo padre, anche lui carabiniere. Una realizzazione personale frutto di tappe importanti, di crescita e di formazione continua. Oggi doniamo al Generale Del Sette la chiave della nostra città, un oggetto che è un simbolo significativo. - ha aggiunto Pasqui, rivolto in particolare ai giovanissimi studenti in sala- Rappresenta infatti una sorta di contropartita. Con la sua storia di uomo il Generale ci fornisce in qualche modo la chiave giusta per aprirci al nostro futuro di cittadini, per realizzare i nostri sogni, per compiere i nostri e più diversi percorsi. Donandogli questo simbolo, ricambiamo la ben più preziosa chiave, da lui donataci. E' un uomo, un carabiniere, che ha raggiunto il massimo raggiungibile tenendo sempre al primo posto principi e valori come l'integrità e l'onestà. Tutti mirano alla realizzazione, ognuno nel proprio settore. Il generale Del Sette ci è riuscito, dimostrandoci quindi che esiste la chiave giusta per aprirci al futuro".

Alla cerimonia è intervenuto anche il Pro rettore di Unicam Pettinari :” IL Generale Del Sette è un esempio inequivocabile di quanto la formazione universitaria sia imprescindibile per il raggiungimento di risultati eccezionali- ha affermato –Siamo fieri come Università di Camerino di aver avuto un ruolo nel suo percorso formativo culminato presso l’ateneo camerte il 24 giugno del 1977, con il conseguimento della laurea in Giurisprudenza con il massimo dei voti, discutendo una tesi in procedura penale su “La riforma penitenziaria e le misure alternative alla detenzione”, ma il Generale- ha continuato Pettinari- consapevole dell’importanza della formazione continua ha poi conseguito altre due lauree in altri atenei( Scienze Politiche e Scienze della sicurezza interna ed esterna)” Auspicando per il futuro che i già proficui rapporti tra Università ed Arma dei Carabinieri si rafforzino sempre più il prorettore di Unicam ha fatto dono al generale del Sigillo dell’Università di Camerino, oltre che dell’originale del Libretto degli studi universitari, con il quale lo stesso ha conseguito la laurea presso l’ateneo camerte.

“Una cerimonia per me assolutamente emozionante- ha commentato a conclusione della mattinata il Generale Del Sette- A questi anni di età e, dopo tanti anni di servizio, posso dire di aver vissute tante emozioni e, in qualche modo, dovrei averci fatto un po’ l'abitudine. In realtà oggi è una giornata assolutamente straordinaria perché - ha continuato l’ufficiale superiore- il riconoscimento della cittadinanza onoraria, giunto inatteso, è di una soddisfazione morale. Ho frequentato Camerino, riservatamente e informalmente, dall'inizio degli anni 70. L'ho frequentata nei momenti di svago e di riposo che, in realtà, poi nel tempo sono diventati pochissimi. A volte sono venuto qui quasi di sfuggita, magari soltanto poche ore. Trovarmi oggi al centro dell’attenzione di questa città così bella e così antica, alla quale mi sento legatissimo, perché mia moglie è di qua e Camerino è in qualche modo il nostro luogo di elezione, mi riempie di orgoglio e soddisfazione. L’aver avuto questo riconoscimento, con la motivazione che è stata letta e che ha badato molto a quello che ho speso in termini anche di preparazione, di studio, di lavoro e a come ho agito in questi anni, mi ha toccato veramente il cuore. Una giornata bellissima”.

Tic tac. Tic Tac. Tempo scaduto, che tutte le squadre scendano in campo. La data per la presentazione delle liste che concorreranno in questo grande torneo per l’elezione della nuova amministrazione comunale è arrivata. Sei sono i candidati sindaci: Massimo Panicari e Walter Bianchi per il centro destra, Francesco Borioni per il centro sinistra, Pietro Cruciani per il centro, Mauro Bompadre per la lista firmata Movimento 5 Stelle e Rosa Piermattei per una lista civica.

Dopo il lungo ritiro finalmente comincerà la grande partita, ma quanto sudore per riuscire nell’impresa. Sembra che non siano mancati allenamenti di “lancio alla sedia” e di “schiaffo al volo” soprattutto per la formazione della lista di Panicari e di quella di Cruciani. Altri invece si sono ritirati con arti spezzati, a causa di rigori compiuti dai compagni di squadra. Ma si sa, c’è sempre chi pur di primeggiare gioca sporco. Esempio lampante è quello dell’ormai ex segretario di Fratelli d’Italia, che la scorsa settimana ha improvvisamente lasciato l’incarico: “Non è mia intenzione sollevare polemiche o attaccare qualcuno – ha spiegato –. Mi sento solo di esprimere la mia opinione per motivare la decisione che ho preso e per continuare a camminare a testa alta, politicamente parlando, nel rispetto dei miei convincimenti e di coloro che in questi tre anni di vita della sezione di Fratelli d’Italia a San Severino hanno riposto in me la loro fiducia. Con le altre forze della coalizione – ha proseguito – abbiamo cercato di condividere un progetto politico di rinnovamento per dare un futuro alla nostra città. Due gli obiettivi di partenza: avere il coraggio di puntare davvero sui giovani e scegliere insieme il candidato sindaco. Entrambi – ha spiegato – sono stati disattesi a causa di logiche poco chiare. In particolare è stata calpestata la coerenza politica di chi, come me, si è accostato al tavolo delle trattative non per motivi legati a una candidatura mai chiesta né cercata bensì per una passione innata nei confronti dell’impegno civile basato sulla lealtà”. Insomma, il colpo sferzato da Borgiani non è di poco conto e lascia intendere retroscena poco chiari ma è pur vero che solo gli stolti non cambiano mai idea. Perciò il risultato di questo lungo ritiro per la formazione delle squadre è decisamente…straordinario. Pietro Cruciani, ad esempio, esponente di Nuovo Centro Destra, questa volta ha optato per una coalizione col Partito Democratico.

Si sapeva già da tempo ma, vuoi per tenere tutti sulle spine, vuoi per “lotte” intestine, il segretario del Pd Marco Sabbatini l’ha ufficializzato pochi giorni fa: “La scelta di Cruciani sindaco si è basata su un’ampia e totale condivisione dei contenuti programmatici di completamento delle progettualità già iniziate dalle precedenti amministrazioni Martini e sostenute dagli amministratori del Partito, nonché sulla piena condivisione verso nuovi progetti di sviluppo e rilancio della città. La scelta – ha precisato – ha avuto anche l’approvazione da parte di diversi componenti della società civile. Il Partito democratico – ha incalzato – a differenza di altri schieramenti che hanno lanciato i loro candidati sindaci per poi comporre le liste, ha voluto creare prioritariamente un gruppo di persone che, nel condividere un preciso programma politico per il bene della città, hanno scelto democraticamente e collegialmente la migliore figura che potesse garantire la sua completa attuazione”.

Quando è stata annunciata la candidatura di Panicari sindaco per la coalizione Lega Nord-Fratelli d’Italia e gruppo consiliare “Una Città da vivere”, i miasmi sui social network si sono sprecati. Panicari infatti è stato per qualche tempo uno degli assessori dell’amministrazione Martini. In molti, nell’esprimere il loro dissenso non hanno però ricordato che lo stesso si proclamò convintamente di destra al termine di quella campagna elettorale e che la lista Martini era in ogni caso una lista civica.

La lista civica di Rosa Piermattei invece sarà presentata sabato 7 maggio alle 16 all’ex cinema Italia. La manager ha fin da subito chiarito di non volere nella sua squadra persone legate da ideologie di partito e racchiude infatti personaggi provenienti sia dal centro destra che dal centro sinistra.

Teatro Filippo Marchetti di Camerino gremito in ogni ordine di posti per la cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria al generale Tullio Del Sette, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri. "Grazie al voto unanime del consiglio comunale, oggi questa città consegna la cittadinanza onoraria ad un uomo che, interpretando e facendo propri i valori fondanti dell'Arma e scegliendo di indossare la divisa, ne ha saputo conquistare i gradi fino a raggiungere il massimo di una carriera". Con queste parole il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, ha posto il sigillo sulla consegna della chiave della città al generale Del Sette, sottolinenandone i legami, fin dagli anni degli studi universitari, con Camerino e sintetizzando il curriculum del comandante generale dell'Arma. "Dalle tre lauree al lavoro nelle principali città e province d'Italia fino alle missioni all'estero sono solo alcune tappe di una carriera incredibile. Il profilo, però, su cui mi voglio concentrare è quello dell'umanità, della capacità di umanizzare di un fedele servitore dello Stato".

Quattro persone sono state denunciate per spaccio di stupefacenti, guida in stato di ebbrezza e porto abusivo di armi dai carabinieri della compagnia di Jesi nell'ambito di controlli straordinari del territorio. A Jesi, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno denunciato un giovane di 18 anni trovato in posseso di 6 dosi di hashish per un peso complessivo di 6 grammi. Denunciato anche un 37 enne per guida in stato di ebbrezza, il quale alla guida della sua auto è andato ad urtare contro due veicoli in sosta. E' così scattato anche il ritiro della patente di guida.

A Moie i carabinieri della locale Stazione hanno perquisito un 44 enne, già noto alle forze dell’ordine, trovato con un coltello a serramanico; nei suoi confronti è scattata la denuncia per porto abusivo d’arma ed oggetti atti ad offendere.

Infine a Chiaravalle i carabinieri hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza un falconarese di 33 anni, trovato con un grammo di cocaina e mezzo grammo di hashish. Anche a lui è stata ritirata la patente di guida.  

Festosamente inaugurata a Camerino la decima edizione di "Cortili in fiore". E' una città piena di fiori quella che sta accogliendo i già numerosi visitatori; suggestivi allestimenti hanno preso vita nel centro storico della città grazie al lavoro di tante persone.  Un  compleanno speciale per la manifestazione che ha voluto rendere omaggio al suo fiore più bello: la giornalista Maria Grazia Capulli. Tanta gente ha voluto visitare il bellissimo cortile della sua abitazione, per un allestimento dedicato a lei.

 Una rosa

 

Sviluppando il tema dei  5 sensi, la decima edizione di cortili in fiore ha in serbo tante variegate sorprese e, tra queste, l'annuncio di un matrimonio importante. " Non potevamo festeggiare meglio questo decimo compleanno- afferma la coordinatrice della manifestazione Roberta Grifantini-   lo faremo innanzitutto con degli allestimenti molto spettacolari come la grandissima torta nel cortile del Palazzo Ducale. E' un dolce  molto speciale perché in realtà contiene un percorso olfattivo che, attraverso delle profumazioni particolari, farà rivivere ai visitatori tutti i trascorsi 9 anni di cortili in fiore. Altra novità - aggiunge- l'evento di punta al cioè la presentazione del profumo di Camerino nel Palazzo Comunale. Camerino è la prima città in Italia ad avere il marchio olfattivo e questo regalo che ci siamo fatti, ora ci  lega in un modo speciale alla città di Venaria Reale. Dal nostro palazzo comunale un collegamento con la città di Venaria,  con il sindaco e l'assessore al Turismo Antonella Bentivoglio d'Afflitto (legata a noi anche da un'amicizia per quanto riguarda la cena in bianco) per stringere un gemellaggio con la città piemontese.  E questo legame che si stringe è molto importante per Camerino perché, grazie alla sua straordinaria reggia Venaria Reale può contare,in maniera continuativa, su un consistente numero di visitatori , inoltre, la cittadina piemontese è famosa per la festa delle Rose e il gemellaggio sarà proprio tra la manifestazione di " Cortili in fiore e la Festa delle rose di Venaria Reale, una manifestazione molto simile alla nostra che si tiene ormai da 14 anni, intorno alla metà del mese di maggio".

Maxi sequestro compiuto dai militari della Guardia di Finanza della tenenza di Camerino a Tolentino. Nel corso di un controllo le fiamme gialle hanno notato che, a distanza di pochi mesi, nello stesso luogo in cui vennero sottoposti a sequestro oltre 9.000 articoli per cellulari e deferito all' Autorità Giudiziaria un commerciante extracomunitario, originario del Bangladesh, lo stesso negoziante era nuovamente intento alla vendita di numerosi accessori della stessa tipologia, coadiuvato da un connazionale. Così è scattato il sequestro amministrativo degli articoli messi in vendita, per un totale di circa 6.000 pezzi, mentre il commerciante è stato segnalato alla Camera di Commercio per l’adozione degli opportuni provvedimenti. Gli ulteriori accertamenti hanno permesso di appurare che il connazionale che collaborava nella vendita dei prodotti risultava essere un lavoratore “in nero”.

 

A Camerino, promossa dall'Associazione Banca del Tempo Stella, viene inaugurata questo venerdì nei locali di un ex negozio, in corso Vittorio Emanuele la mostra “Le sartine di Camerino”.

Visitabile fino al prossimo 8 maggio, la mostra offre una testimonianza unica del grande valore del lavoro manuale e della creatività delle donne nel dopoguerra; una testimonianza anche della voglia di riscatto che a quei tempi animava la società. E’ stata la camerinese Marisa Copponi, sartina anche lei, a dare l'impulso all’iniziativa. “Quella volta, alla fine della guerra- spiega Marisa- noi ragazze non è che studiavamo o andavamo a fare le insegnanti nelle scuole. C’era soltanto questo per noi: andare ad imparare da sarta, ricamatrice, camiciaia o maglierista. Debbo dire che quel periodo del dopoguerra veramente ci fece rinascere . Ci si viveva con quel mestiere- ricorda quasi commossa Marisa- è per questo che ho voluto che fosse ricordato in questa mostra, per metterne in risalto il valore. Si lavorava a mano ma ci si guadagnava bene. Eravamo in tante a fare questa esperienza formativa; la sarta che insegnava a me faceva la stessa cosa con un grosso numero di mie amiche, alcune più grandi, altre più piccole. Era il lavoro di allora, si facevano anche sacrifici però era un impegno che rendeva. Oggi giorno – continua- con l’avvento della grande industria, tutto questo non c'è più e forse- nota Marisa- se un po’ ritornasse, non sarebbe male. Nessuna difficoltà particolare nel trovare questo materiale fotografico – spiega ancora-; qualcosa avevo io e, addirittura una signora ha mandato una foto di sua madre che, nel dopoguerra, aveva frequentato un corso al palazzo comunale di Camerino. Ci ha visti su Facebook e da Messina ha mandato la foto della mamma che seguì queste lezioni del corso durato 4 mesi. In seguito la madre scelse invece di fare l'ostetrica e proseguì con gli studi di questo settore. Ha visto l’annuncio sui social ed è entrata subito in contatto scrivendoci e mandatoci la fotografia. Abbiamo poi scoperto che la signora di Messina era la nipote di Domenico Conti, una persona molto conosciuta ai miei tempi, perché per tanti anni gestì un’edicola in piazza del Duomo. Vendeva i giornali e, a san Venanzio, dal terrazzo della piazza estraeva i numeri della Tombola. Ho vissuto insomma delle emozioni nella preparazione di questa mostra. E l’ ho fatto con tanta passione. Già dopo 40 anni di lezioni da sarta (era l'anno 90), organizzammo una bella festa. Per quello speciale ricordo dopo 40 anni, Ado Reinini fece un filmato che sarà tra l’altro proiettato proprio in occasione di questa mostra. Anche sua moglie Dina era venuta ad imparare a cucire con noi. Ci volevano 5 anni di impegno per imparare; io – prosegue Marisa- ho iniziato nel 49 ed ho finito nel 54. Era come una scuola superiore; ci divertivamo, noi, come me tutte le numerose ragazze che andavano a lezione da altre sarte. Alcune erano anche molto brave, c’era infatti chi impiegava solo 2 - 3 anni per imparare . Molte di loro, dopo aver appreso come utilizzare al meglio ago e filo sulla stoffa, decisero di fare il mestiere di sarta. Nel mio gruppo eravamo tutte nate nel 1934 e Iolanda Ferranti di Morro era bravissima, tanto che il mestiere lo fa ancora. Se è stata fatta questa iniziativa è per dire alla gente quanto valeva questo mestiere a quei tempi”. Molte delle creazioni sartoriali di allora, saranno visibili al pubblico in occasione della mostra; ci saranno gli abiti di Elda Andresciani Broglia , quelli di Bettina Marzocco di Canepina o di Teresa Napoleoni di Camerino. Materiali per l’allestimento sono stati offerti anche da Livio Misici e da Marcella Stortini Paganelli

Investimenti per un milione e trecentomila euro, di cui appena un quarto a carico dei Comuni, garanzie di assistenza per oltre 4mila persone: dagli anziani soli ai minori disabili, a chi ha problemi di salute mentale. Dai sindaci dell’Unione Montana delle Alte Valli del Potenza e dell’Esino di San Severino Marche è arrivato il via libera al nuovo Piano dei servizi sociali.

Nessun taglio è stato fatto rispetto al 2015 - annuncia con soddisfazione il presidente dell’Unione, Gian Luca Chiappa, che sottolinea – L’aver lavorato bene in passato ci ha fatto risparmiare risorse che sono per tutti una importante eredità ma anche una vera garanzia. Non andiamo ancora una volta nemmeno a pesare sulle casse dei Comuni dell’Unione visto che a questi chiediamo solo una piccola compartecipazione per la gestione di servizi indispensabili per chi è solo, per chi è disabile, per chi ha problemi e necessità di avere un’assistenza – prosegue Chiappa, che spiega – Il sistema dei servizi sociali come era un tempo, con il trasferimento di fondi da parte del Governo centrale sul territorio, sta ormai scemando. Già oggi ma sempre più nell’immediato futuro il sistema verterà su bandi nazionali cui si sarà chiamati a partecipare per intercettare risorse ed erogare tipologie diverse d’assistenza ai cittadini. Il cambiamento in atto è sicuramente culturale ma anche, e soprattutto, amministrativo. Siamo preoccupati e consapevoli, non possiamo attendere oltre, dobbiamo anticipare le mosse che ci vengono chieste. Di sicuro deve rimanere l’Ambito Sociale che continua a fare un gran lavoro. I Comuni dell’Unione devono continuare a ragionare uniti e senza divisioni e l’ente che rappresento – conclude Chiappa – deve operare nel bene facendo da capofila”.

Le risorse previste per la sanità e i fondi europei – gli fa eco Valerio Valeriani, coordinatore degli Ambiti Sociali - sono i nuovi capitoli della gestione dei servizi sociali. Un tempo c’era il contributo dello Stato che, più o meno certo, garantiva comunque i servizi. Adesso dobbiamo noi attivare risorse e attendere i finanziamenti che arrivano poi, eventualmente, a consuntivo. La logica della legge 328/2000 nazionale e 32/2014 regionale era ben diversa: il territorio programmava quello che gli serviva, utilizzando un fondo unico, e il Comitato dei sindaci decideva cosa fare. Le leggi ci sono ancora ma nei fatti è tutto cambiato perché la programmazione locale è molto ridotta visto che oggi il Ministero detta legge e i soldi, se va bene, vengono restituiti a livello comunitario comunque una volta spesi. La situazione a livello di cassa è molto complessa – sottolinea lo stesso Valeriani che con soddisfazione si unisce al coro dei sindaci che hanno dato via libera al Piano senza tagliare né fondi né prestazioni. Poi però continua - I fondi europei possono andare bene per le sperimentazioni, i servizi aggiuntivi, di sicuro non per l’ordinario. Il sociale merita risposte certe. Speriamo che i decisori tornino sui propri passi”.

Una chiave in argento, con inciso lo stemma della Città di Camerino. E’ il dono che il Comune di Camerino ha ricevuto dall’azienda Dora Lombardi Gioielli in vista della cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria al generale Tullio Del Sette, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri. Il significativo oggetto è stato realizzato dai laboratori artigiani di Dora Lombardi e sarà consegnato nelle mani del generale Del Sette il prossimo 2 maggio. La cerimonia, lo ricordiamo, avrà luogo presso il Teatro Filippo Marchetti, con inizio alle ore 10,30. “Questa chiave é un simbolo – ha detto il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui – Un simbolo a cui abbiamo lavorato insieme all’amico Enzo Martusciello, amministratore delegato della Dora Lombardi, e che vuole rappresentare non solo la chiave della nostra Camerino. La vita e lo straordinario percorso professionale del generale Del Sette rappresentano, infatti, una chiave per il futuro. E’ un uomo, un carabiniere, che ha raggiunto il massimo raggiungibile tenendo sempre al primo posto principi e valori come l’integrità e l’onestà. Tutti mirano alla realizzazione, ognuno nel proprio settore. Il generale Del Sette ci è riuscito, dimostrandoci quindi che esiste la chiave giusta per aprirci al futuro. Con la chiave che il Comune di Camerino donerà il prossimo 2 maggio, quindi, sentiamo di ricambiare attraverso un simbolo l’esempio che il nostro illustre concittadino ci fornisce”.

Andrà in scena sabato 30 aprile, alle ore 18.00, presso il Teatro Comunale di Caldarola, lo spettacolo teatrale “Orfeo e Euridice”, una recita frutto del lavoro di attività teatrale a scopo terapeutico che la Lega del Filo d’Oro porta avanti da oltre dieci anni con i propri ospiti.
L’esperienza di recitazione fa parte del percorso riabilitativo globale, investendo tutte le aree di intervento educativo, dall’autonomia personale alla comunicazione, dall’orientamento all’area socio-affettiva e ricreativa.
Protagonisti e ideatori dello spettacolo la Compagnia “Il cantiere dei Sogni”, composta dagli utenti del Centro di Riabilitazione di Osimo,.
Tutti hanno contribuito alla realizzazione delle scene ispirate al mito di Orfeo e Euridice, con uno splendido finale a sorpresa dove chi non vede e non sente ha il potere di ribaltare la storia.

L’ingresso è gratuito

“Si tratta di una compagnia mista, composta da un lato da ospiti della Lega del Filo d'Oro con una minorazione sensoriale o con una disabilità di tipo cognitivo e, in alcuni casi, anche motoria e dall’altro, da gruppi di volontari ed educatori. Una compagnia dunque abbastanza variegata – spiega la psicologa dott.ssa Nicoletta Marconi,  che coordina i gruppi -.

“Il fare teatro ha un forte valore terapeutico, oltre che esperienza molto piacevole- aggiunge-. L’elemento di divertimento è davvero centrale; i ragazzi si divertono moltissimo ma acquisiscono anche delle competenze di tipo comunicativo, di tipo sociale, di tipo anche cognitivo. E’ per loro una vera e propria crescita anche di conoscenze. Sono almeno dieci anni che portiamo avanti questo tipo di attività teatrali terapeutiche e, negli ultimi tre anni, il nostro lavoro ha avuto comunque una svolta particolare perché , insieme ad altri partner che si occupano di teatro- disabilità in Scozia, in Germania, in Francia, abbiamo partecipato ad “Imagine”, un progetto europeo che si prefiggeva proprio di creare delle buone prassi per il lavoro teatrale con i ragazzi affetti da pluri- minorazione sensoriale. In quell'occasione abbiamo portato in scena La Tempesta” di Shakespeare operando una revisione. Lo spettacolo- spiega ancora la dott.ssa Marconi- è stato rivisto diversamente dai ragazzi francesi, dai nostri ragazzi e dai tedeschi, anche a seconda della cultura di appartenenza. Era la prima volta che ci addentravamo nell'opera classica e davvero ci abbiamo preso gusto, così che quest'anno abbiamo deciso di portare in scena Orfeo Euridice. Tra i vantaggi che si sono potuti notare nelle persone che hanno intrapreso questo percorso, intanto c’è la crescita di vissuti di appartenenza. I ragazzi sentono di far parte della compagnia del Cantiere dei Sogni e orientano la loro attività proprio finalizzandola alla messa in scena dello spettacolo anche se, più che il fine, è importante il percorso. E’ proprio attraverso i laboratori che i ragazzi imparano l'improvvisazione, i tempi o i ritmi comunicativi, infatti, non vedendosi, non possono cogliere tutti quei feedback che attori vedenti riescono a cogliere. Debbono imparare ad entrare nel ritmo dello spettacolo, rifacendosi soltanto alla memoria o a feedback che non sono visivi, riuscire ad esempio a padroneggiare lo spazio, o a conoscere cos'è un palcoscenico, a sapere cosa significa un pubblico. Nei loro spettacoli dunque spesso entrano in teatro e raggiungono il palcoscenico attraversando il pubblico e, in questo modo, riescono ad avere la percezione del fatto che ci siano persone rivolte verso il palcoscenico e che poi saranno gli spettatori che potranno fruire dello spettacolo che loro metteranno in scena. In Orfeo e Euridice che porteremo in scena a Caldarola- sottolinea la psicologa- il finale è a sorpresa nel senso che abbiamo rivisto la conclusione di quest’opera mitologica in una forma meno tragica. Abbiamo voluto dare un taglio più positivo, anche legato alla cecità. Se lo volete scoprire, dovete venire a vederlo”.

“La finalità dello spettacolo- conclude- è sicuramente quella di far conoscere la Lega del Filo d'Oro, sensibilizzare la cittadinanza nei confronti della disabilità e nel poter cogliere un lato positivo abile della disabilità., cioè il fatto che comunque persone con serie minorazioni, riescono fare delle cose anche piacevoli per un pubblico normodotato .Io spero ci sia la possibilità di procedere con questo nostro lavoro perché poi, ciò che conta, è fondamentalmente la crescita dei ragazzi e, il percorso terapeutico che è legato al laboratorio teatrale, è proprio finalizzato a questo”.

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