La presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha incontrato il sindaco del Comune di Cessapalombo, Giammario Ottavi, nel corso di un sopralluogo, effettuato assieme all'assessore regionale della Protezione civile delle Marche, Angelo Sciappichetti, e al direttore della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, Luciano Sulli, sulle aree colpite dal sisma in cui operano tecnici della Protezione civile del Friuli venezia Giulia. Altri centri limitrofi in cui è presente personale della Protezione civile FVG sono Camporotondo e Belforte del Chienti.
Il sindaco Ottavi ha illustrato a Serracchiani alcune tra le criticità più impellenti del paese marchigiano, che conta circa 550 abitanti, tra cui la necessità di effettuare le verifiche dell'agibilità degli edifici, rallentata dalla carenza di personale tecnico. All'apparenza, infatti, molte case sarebbero ancora agibili, ma manca la possibilità di accertare tale stato.
Radioc1inBlu
I vigili del fuoco sono intervenuti a Fabriano nella chiesa di Sant'Agostino, attualmente inagibile, per recuperare tre grandi tele della misura di 180 x 350 cm.

Altri interventi di messa in sicurezza sono stati effettuati a Sarnano con il salvataggio di tele e oggetti sacri.
Il presidente della Regione Marche ha incontrato le associazioni di categoria e le parti sociali in merito alla situazione post sisma.
Nel corso dell'incontro si è fatto il punto sui decreti che il governo ha preparato, elencando i provvedimenti, concentrandosi nella prima fase post emergenza. “La situazione attuale non corrisponde a quella del 24 agosto - ha spiegato il presidente Ceriscioli - si è ampliato il perimetro delle aree colpite, si sono allargati e sono cambiati i temi, quindi bisogna mettere in gioco modelli e strumenti adeguati. Il nuovo decreto, in uscita in questi giorni, quindi, stabilisce e rafforza i criteri di emergenza per l’avvio delle ricostruzioni”.
Le associazioni che hanno aderito e partecipato all'iniziativa: Associazione italiana allevatori, CIA, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Casartigiani, Claai, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, AGCI, Confcooperative, Legacoop, UE.Coop, Unci, Confapi, Confindustria, confservizi Cispel, CGIL, Cisl, UIL, Ugl, centro Agroalimentare di Macerata.
“Le piccole attività commerciali – aggiunge - che hanno necessità di rimettersi subito in moto sono ovviamente il cuore di questa fase”. Con il nuovo decreto si allargherà la possibilità di assistenza alle imprese e per i lavoratori. Come regione intendiamo integrare nelle agevolazioni quelle imprese che si troveranno fuori dal cratere, per offrire a tutti gli stessi strumenti. Anche rispetto alle situazioni minori intendiamo fornire risposte significative, utilizzando le donazioni”. Allo stesso modo un lavoro importante da parte della regione si sta facendo nei confronti dei cittadini con disabilità o non autosufficienti.
Inoltre si è fatto il punto sulle richieste di cassa integrazione in deroga per i lavoratori. Sono infatti arrivate ancora poche domande, circa una ventina. Il dirigente della regione che era presente all’incontro ha invitato le parti sociali ad informare rispetto a questo prezioso strumento.
Intanto, ha annunciato il presidente, “per ricollocare le piccole attività commerciali, gli uffici regionali stanno partendo, in contatto con i sindaci, con una ricognizione per valutare il posizionamento di container nei borghi colpiti dal sisma. In questi casi, per esempio, il meccanismo del lucro cessante potrà essere molto utile. Invece per chi non ha possibilità di riprendere la propria attività in loco potremmo prevedere meccanismi analoghi alla cassa integrazione in deroga”.
Nel corso dell’incontro è stato trattato anche il tema degli alberghi che insieme con le amministrazioni comunali della costa stanno accogliendo ormai ottomila cittadini colpiti dal sisma, “per quanto riguarda il pagamento delle fatture agli alberghi, la Regione Marche ha finora evaso tutte le fatture complete. Per velocizzare ulteriormente i pagamenti, sarà inviato un vademecum che consentirà di produrre il documento corretto, completo di tutte le autocertificazioni richieste”.
Prosegue ormai dal 24 agosto scorso, quando sono cominciate le prime scosse di terremoto, l'opera quotidiana dei Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Ancona di messa in sicurezza delle opere a rischio negli edifici, chiese e musei, lesionati o distrutti dal sisma.
Mercoledi 9 novembre non è stato portato a termine, per la complessità dell'operazione, il recupero di una statua di Urbano VIII del Bernini, ospitata nel Palazzo comunale di Camerino. In corso interventi a Sarnano e nei giorni scorsi i carabinieri, con vigili del fuoco e esperti della Soprintendenza, sono intervenuti a Visso, dove sono stati portati in salvo i capolavori custoditi nel Museo diocesano, tra cui il Trittico in legno della scuola Paolo da Visso (XV-XVI secolo).
Solidarietà degli agricoltori-A Cessapalombo consegnato modulo abitativo donato da allevatore reggiano
10 Nov 2016“Ho dormito tre mesi nel modulo abitativo dopo che il sisma del 2012 mi ha spazzato via casa e stalla e, quando ho visto gli agricoltori marchigiani che stavano vivendo la mia stessa situazione, ho ritenuto giusto donare la struttura a chi in questo momento ne aveva più bisogno”. Lo ha detto Giorgio Caprari, allevatore di Rolo, il paese della provincia di Reggio Emilia che nel 2012 è stato epicentro del terremoto dell’Emilia Romagna, nel consegnare la “casetta” all’azienda Ansovini di Cessapalombo. Azienda che ha avuto gravi danni a causa delle scosse di ottobre. L’iniziativa, nata da un contatto tra i due allevamenti, è stata organizzata dalla Coldiretti Macerata assieme ai colleghi della federazione reggiana. Giorgio ha tenuto ad essere presente di persona assieme alla moglie Elisa, tra l’altro al nono mese di gravidanza. Un ideale abbraccio tra chi ha vissuto il dramma del terremoto, riuscendo comunque a risollevarsi, e chi sta lottando per non abbandonare la propria azienda e il proprio territorio nonostante le gravi difficoltà. Intanto prosegue la consegna dei camper giunti da tutta Italia dopo l’appello lanciato dalla Coldiretti.Al momento sono giunti a destinazione dodici, e altrettanti sono in arrivo. Una soluzione comunque temporanea per consentire agli allevatori di restare accanto ai propri animali, in attesa dell’arrivo dei moduli abitativi e delle stalle mobili previsti dalle misure disposte dal Governo per far fronte all’emergenza sisma.
Un terremoto distruttivo quello di domenica 30 agosto che a Caldarola, come nelle altre località limitrofe alla zona epicentrale, ha devastato non soltanto il patrimonio abitativo, ma anche quello artistico-culturale a cominciare dalle chiese. Nel paese dei cardinali Pallotta sono state pesantemente danneggiate e, di conseguenza, dichiarate inagibili le tre chiese principali: la collegiata di San Martino, la chiesa dei Santi Gregorio e Valentino e il santuario di Maria SS.ma del Monte. Danni ingenti anche al monastero delle canonichesse regolari di S. Agostino, annesso al castello Pallotta, che ha riportato anche il crollo di parte della facciata della chiesa. Ferite profonde alla collegiata di S. Martino, soprattutto nella parete absidale, così come nella chiesa di S. Gregorio che ospita, in una delle cappelle laterali, gli affreschi dei Misteri del Rosario, opera ultima del pittore Augusto (fra Paolo) Mussini, uno dei pochi esempi di stile liberty religioso.
I danni alla chiesa di San Gregorio

Di seguito l'articolo di mons. Eraldo Pittori dedicato a San Martino, patrono di Caldarola, di cui ricorre questo venerdì 11 novembre la festa.
San Martino, patrono di Caldarola
Tutti abbiamo letto l’episodio di san Martino, che - a cavallo - avvolto nel suo mantello di guardia imperiale, incontra un povero ai primi freddi d’autunno. Il cavaliere sguaina la spada, e, facendo due pezzi del suo mantello, ne dona la metà al povero. La notte in sogno vede Gesù avvolto in quel mezzo mantello. La vita di san Martino si può compendiare in questo epigramma:”soldato per forza, monaco per scelta, vescovo per dovere.” Nato nel 317 tra armi e armati, Martino si arruolò e fu mandato nelle Gallie e di guarnigione ad Amiens. Passato dal paganesimo al cristianesimo, Martino ottenne il suo congedo. Si fermò a Poitiers in un luogo solitario, mutato dal santo in un eremo. Con le radici profonde nella carità di Cristo, Martino era diventato nel fertile terreno di Ligugé come un immenso albero, sotto i cui rami da ogni parte correvano a rifugiarsi altre anime, spinte dalla stessa carità. I monaci crebbero in breve a tal punto che si dovettero fondare parecchi monasteri. Il tempo era diviso tra preghiera in comune, nel trascrivere manoscritti e nella coltivazione dei campi. Rimasta vacante la sede vescovile di Tours, il popolo ad una voce lo volle suo pastore. La prima cura fu combattere il paganesimo, diffuso specie nelle campagne. La sua parola persuasiva mosse gli abitanti ad abbattere i loro idoli. Il santo non distruggeva che per riedificare. Non mancava mai di costruire una chiesa e anche un monastero, ove scompariva un tempio pagano. Percorse le Gallie, operando con la parola e i prodigi conversioni di intere città e villaggi. Era la carità di Cristo che, dopo averlo spinto per le aspre mortificazioni della vita monastica, adesso lo spingeva tra la gente. Esercitava anche una grande influenza sugli stessi monarchi, ai quali ricorreva per ottenere favori per i deboli e i perseguitati, fossero pure gli eretici. San Martino, come aveva combattuto contro le atrocità degli Ariani, così non esitò a combattere contro le violenze che una male intesa ortodossia voleva infliggere ai Priscilliani. Ciò finì per accattivargli la venerazione di tutti. Il culto di san Martino iniziò con la sua stessa morte. Appena egli spirò nel 397 presso Tours, san Severino, vescovo di Colonia, intese un coro di angeli celebrarne l’ingresso in paradiso. S. Ambrogio a Milano, mentre celebrava la messa, all’improvviso sembrò addormentarsi con sorpresa degli astanti e quando lo si svegliò, disse di aver assistito alla morte del beato Martino. Si è scritto che dopo la Madonna non vi è santo, a cui siano state dedicate più chiese. Se ne trovano anche in Italia: a Lucca, Napoli, Pisa, Treviglio, Pegli, Assisi aggiungiamo quella di Caldarola, con il capolavoro di Simone De Magistris. Quest’anno - causa terremoto - la cerimonia venerdì 11 novembre alle ore 15 si svolgerà nel tendone posto nella zona industriale e sicuramente la preghiera dei devoti a colui che fin dal 1500 è stato scelto come santo patrono, sarà un grido di speranza e una supplica di aiuto “pro actatione et mactonare” non solo le nostre case ma la stessa sua chiesa.
L'interno danneggiato della collegiata di San Martino


Sono ingenti i danni causati dal terremoto al complesso monumentale della Basilica di San Nicola a Tolentino, l'edificio trecentesco dove visse per 30 anni San Nicola da Tolentino, morto qui nel 1305. Lo dice il sindaco Giuseppe Pezzanesi, dopo il primo sopralluogo tecnico dopo il sisma del 30 ottobre. Non sono agibili i locali della Comunità Agostiniana, e sono emersi ''piccoli distacchi dagli affreschi del Cappellone e dal soffitto ligneo della navata centrale''. Danni anche all'abside. Il complesso conserva uno splendido ciclo di affreschi del 1330-1348 sulla vita del Santo, attribuiti al Maestro di Tolentino. Si tratta del principale esempio di pittura trecentesca nelle Marche.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
SISMA, LE RILEVAZIONI AGGIORNATE
Proseguono i sopralluoghi per la stima dei danni sul territorio. Secondo gli ultimi aggiornamenti sono 122 i Comuni marchigiani coinvolti dal sisma: 54 della provincia di Macerata, 26 della provincia di Fermo, 28 in quella di Ascoli Piceno e 14 in quella di Ancona. Le zone rosse delimitate perché a rischio crolli sono 249 complessivamente, 167 nella provincia di Macerata, 20 in quella di Fermo, 54 ad Ascoli Piceno e 8 ad Ancona. Le sedi municipali inagibili sono 54 (28 nella provincia di Macerata, 6 di Fermo, 19 di Ascoli Piceno e 1 di Ancona). Le attività produttive dichiarate inagibili sono 795, di cui 716 nel maceratese, 17 nel fermano, 58 nell’ascolano e 4 nell’anconetano. Le stalle inagibili sono 195, 152 nella provincia di Macerata, 11 in quella di Fermo e 32 nel Piceno.
In continuo aggiornamento anche gli altri dati. Le persone assistite sono 25010 in totale: di cui 13.007 sono assistite in loco (palestre, capannoni, palazzetti); 5116 in autonoma sistemazione e 6887 in albergo. 13930 le persone che trascorrono la notte in macchina o da parenti e amici per paura di nuove scosse.
Si è svolto a Tolentino il primo dei 5 incontri, organizzati da Confartigianato Imprese Macerata, con le imprese colpite dal sisma, incontri che toccheranno poi i Comuni di S.Severino Marche, Pieve Torina, Camerino e Passo San Ginesio.
Circa un centinaio le persone presenti tra piccoli imprenditori, artigiani, commercianti e liberi professionisti provenienti soprattutto da Tolentino, ma anche da centri limitrofi quali Caldarola, Belforte del Chienti, Serrapetrona, a cui Confartigianato, attraverso i suoi esperti e rappresentanti, ha cercato di dare le prime risposte nonostante le difficoltà legate alla provvisorietà del decreto legge ancora in fase di rielaborazione.
L’incontro, al quale erano presenti il Presidente di Confartigianato Macerata Renzo Leonori, il Vice Segretario Provinciale Giorgio Menichelli, la Responsabile Area Lavoro Cinzia Marincioni, il Presidente di Confartigianato Tolentino Fabio Mazzocchetti, il Direttore della Cooperativa Pierucci Giuseppe Tesei, la Consulente per l’Area Fiscale Mirella Ascani e per l’Amministrazione comunale, il Sindaco Giuseppe Pezzanesi insieme all’Assessore alle Attività Produttive Orietta Leonori, è stato occasione proficua per rilevare quelle che sono le criticità e le necessità impellenti delle singole imprese.
Le conseguenze del disastroso terremoto sono consistite per la grande maggioranza delle attività, in danni alle strutture e soprattutto nel mancato incasso, problema quest’ultimo evidenziato in special modo dalle attività commerciali: ecco quindi che, dai più, le principali richieste delle imprese hanno riguardato l’immediata sospensione dei mutui in corso, il ricorso alla cassa integrazione, le delocalizzazioni, anche temporanee, delle attività produttive e la possibilità di affitto di locali per garantire il prosieguo del proprio lavoro.
Sulla base del D.L. n.189 del 17.11.2016, ad oggi, sono previsti interventi come la cassa integrazione straordinaria per 4 mesi per le piccole imprese artigiane e commerciali (per la quale però si è ancora in attesa di conoscere le procedure per la richiesta delle indennità alla Regione
Marche), la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per le imprese industriali, l'assegno ordinario e di solidarietà per le imprese diverse con più di 5 dipendenti ed iscritte al Fondo Integrativo dell'Inps (F.I.S.). Per quanto riguarda i titolari di impresa professionale il decreto prevede, per chi ha dovuto sospendere l’attività a causa del sisma, un’indennità “una tantum” di 5.000 euro. Infine l’EBAM (Ente Bilaterale Artigianato Marche) ha predisposto in bilancio le risorse per il rimborso, per le imprese artigiane con dipendenti iscritte all’Ente, dei danni diretti subiti per il ripristino dell’attività lavorative. Il contributo a fondo perduto, per il quale si sta valutando la concreta possibilità di aumentare il massimale, sarà erogato fino ad un massimo di 8.000 euro.
Confartigianato Imprese Macerata, in sinergia con le Amministrazioni locali, continuerà a fornire supporto e assistenza alle imprese danneggiate dal sisma cercando nel più breve tempo possibile di far fronte alle tante e diverse esigenze aziendali rilevate. Ricordiamo che gli incontri con le piccole imprese del territorio provinciale che hanno subito danni dal terremoto proseguiranno dopo l'incontro tenutosi a San Severino Marche, giovedì 10 novembre a Pieve Torina (e Camerino e venerdì 11 novembre a Passo S. Ginesio
Nel 2012 ha avuto l’azienda e la casa rase al suolo dal sisma dell’Emilia tanto da essere stato costretto ad acquistare un modulo abitativo che oggi ha deciso di donare ai “colleghi” terremotati del Maceratese.
E’ la storia di Giorgio Caprari, agricoltore della Coldiretti di Rolo (Reggio Emilia), uno dei paesi epicentro delle scosse che devastarono quattro anni fa il territorio emiliano.
L’allevatore reggiano sarà questo giovedì 10 novembre, con la famiglia a Cessapalombo (Macerata) in Contrada Maregnano 10, per consegnare la casetta di legno all’azienda Ansovini che, come lui nel 2012, ha avuto casa e stalla inagibili per le scosse di ottobre.
Un nuovo gesto importante di solidarietà da parte degli agricoltori italiani, che segue la visita del presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo, e l’arrivo dei primi camper da destinare agli allevatori delle zone terremotate, dando loro la possibilità di poter restare accanto ai propri animali. Il tutto in attesa dell’arrivo dei moduli abitativi e delle stalle mobili previsti dalle misure disposte dal Governo per far fronte all’emergenza sisma.
