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A tre settimane, ormai, dalla forte scossa di terremoto che ha praticamente distrutto anche il centro storico di Caldarola, il continuo lavoro di vigili del fuoco, tecnici, dipendenti comunali, protezione civile ha consentito di iniziare a restringere la zona rossa. Resta ancora il problema del ripristino della viabilità, sulla quale si sta lavorando per cercare la migliore soluzione al problema. Frattanto si è tenuto un incontro con il sindaco Luca Giuseppetti dedicato alla scuola insieme alla dirigente dell'Istituto Comprensivo “De Magistris”. Sono stati illustrati i lavori all'interno degli uffici della ex fabbrica Millecolori e nei container, dove è arrivato il nuovo pavimento tipo parquet. Anche l'adeguamento dell'ex fabbrica procede speditamente. Arrivato ancheil personale della Croce Rossa dell'Emilia Romagna specializzato nell'assistenza di bambini piccoli e anziani nell'affrontare i traumi causati dal terremoto e saranno operativi presso le strutture alberghiere della costa.
Importante incontro a Tolentino, presso l'Hotel 77, con il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il commissario straordinario alla ricostruzione Vasco Errani, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il responsabile marchigiano, sempre della Protezione Civile, Cesare Spuri, il Presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari e tutti i sindaci interessati dall'evento sismico. Molti i temi discussi e le risposte chiare fornite.
In modo particolare l'attenzione si è concentrata sulle schede Fast, l'importanza della conservazione dei beni monumentali e la successiva ricostruzione. Alcuni sindaci hanno sottolineato l'eccessiva, a loro dire, rigidità dei tecnici incaricati a compilare i moduli, troppe le case dichiarate inagibili. A Caldarola ad esempio delle 450 compilata appena il 30% risulta “utilizzabile” mentre le altre “non utilizzabili” o “non utilizzabili per rischi esterni”.
Per quanto riguarda le liste delle imprese edili a cui attingere invece il Capo della Protezione Civile Curcio è stato molto chiaro, è fondamentale fare capo alle liste delle aziende autorizzate, che già sono state passate sotto la lente dei controlli per verificarne l'affidabilità.
Molto accurati saranno anche i controlli per l'idoneità idrogeologica dei terreni dove nei prossimi mesi saranno alloggiati i moduli e le casette di legno.
A Caldarola nel frattempo continuano ad arrivare attestati di affetto da più parti, diversi cittadini e anche una società, hanno effettuato una donazione al Comune per ripartire anche dalle piccole cose, a loro il più sincero ringraziamento dal Sindaco.
Infine una piccola nota di colore quella che hanno voluto tracciare gli assessori e i consiglieri di Caldarola festeggiando il 60esimo compleanno del sindaco Giuseppetti con una bella torta raffigurante il Castello Pallotta che, ci si augura, tornerà come il resto del paese agli antichi splendori.
Pesce a km zero per la montagna colpita dal sisma.
A Camerino, bellissima iniziativa del Comune di Civitanova Marche insieme ad Asso Ittico e Cooperative dei pescatori. A base di pesce a km zero il pranzo solidale offerto ad oltre 600 sfollati della città e dei paesi limitrofi, nella tensostruttura che ospita la mensa adiacente al palazzetto sportivo della località Le Calvie , Un gustoso menù composto da un primo piatto alla marinara e vari tipi di pesce come secondo, accompagnato da verdure a scelta . Presenti anche il vice sindaco di Civitanova Marche Giulio Silenzi , il prorettore di Unicam Claudio Pettinari, il presidente di Contram SPA Stefano Belardinelli.
“ Un gesto solidale importante per tutto l’Asso Ittico che rappresento – ha dichiarato il presidente Giuliano De Santis – e per tutti i commercianti di pesce di Civitanova Marche, insieme ad una preziosa collaborazione con tutti e tre i produttori delle marinerie, compreso il mercato ittico che ha contribuito alla realizzazione insieme al comune di Civitanova Marche. Solo un piccolo gesto che ci auguriamo possa contribuire a riportare speranza in questo territorio ferito. Un messaggio con il quale abbiamo inteso esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà alla cittadinanza, all’università di Camerino affinchè la ripresa sia veloce ed efficace”.
“ Non nascondo che la preparazione di 650 pasti a questi livelli-, con pesce a km zero garantito ha richiesto un bel lavoro ma se questo serve per riportare un sorriso nei volti di chi è ospite di queste strutture , - ha aggiunto commosso il presidente De Santis-, l’Asso Ittico ci sarà sempre”.

“ L’emozione e lo choc sono fortissimi nel vedere questi nostri paesi dell’entroterra così drammaticamente colpiti,-“ ha detto il vice sindaco Silenzi- “Stringe il cuore vedere, a pochi chilometri da noi, gente che in un attimo ha perso la casa, il lavoro e tutto questo è avvenuto in città e paesi che amiamo e che rappresentano delle eccellenze; a questi centri io sono particolarmente legato anche per l’attività amministrativa che ho svolto in questi anni ma consideriamo fratelli tutti i paesi e le città che hanno comunque vissuto questo dramma che ha un’estensione gigantesca . Il terremoto di diciannove anni fa – ricorda Silenzi all’epoca presidente della Provincia di Macerata- fu una cosa diversa; oggi le dimensioni del dramma sono tali che ogni pensiero di come si potrà fare e del lavoro enorme che si dovrà eseguire in queste aree devastate, rischia di farci del male alla testa. Siamo vicini a questo immenso dolore con quel poco o tanto che possiamo fare, nell’ospitare la gente nei nostri comuni, come avviene a Civitanova, per rispondere a qualsiasi loro bisogno ( sociale, sanitario ecc.). Ci siamo organizzati per far sentire civitanovesi tutte le persone, cercando di dare una risposta ad ogni loro necessità. Con questa bella iniziativa gastronomica- ha aggiunto Silenzi- è la nona volta che raggiungiamo le mense dei campi degli sfollati per portare una piccola normalità . Con il pesce dell’Asso Ittica, associazione che raggruppa i commercianti del pesce a vario titolo ,e ,insieme alle Cooperative dei pescatori con l’aiuto e il coordinamento di Pietro recchioni e del Comune- ha spiegato il vicesindaco- si sono preparati gli oltre 600 pasti di pesce fresco dell’adriatico a km zero , per testimoniare questa affettuosa vicinanza. Bisogna apprezzare la generosità dei pescatori che hanno messo a disposizione la loro opera gratuitamente e ritengo che questi gesti siano belli perché sono il segno di una grande solidarietà e di un impegno che io mi auguro , spero e farò in modo che non sia solo una vicinanza di pochi mesi, ma possa continuare nel tempo. Qui- ha concluso Silenzi- dobbiamo ragionare di anni e dopo che i riflettori saranno spenti, sarà difficile stare vicino a queste popolazioni e che a chi si impegna concretamente per la ricostruzione”.

Si allarga il cratere sismico per l'Arcdiocesi di Camerino San Severino Marche. Se in seguito alla scossa del 24 agosto erano stati rilevati danni ingenti al patrimonio immobiliare ed ecclesiastico per 13 comuni rientrati nel cratere ( Acquacanina, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Gualdo, Pievebovigliana, Pievetorina, San Ginesio, Sarnano, Ussita, Visso) dopo le devastanti scosse del 26 e 30 ottobre la situazione è peggiorata al punto tale che dei 34 comuni totali della diocesi, soltanto i 3 comuni di Arcevia, Mergo, Serra San Quirico restano fuori dal cratre sismico aggiornato.
Alla data del 18 novembre 2016 si aggiungono dunque altri 18 comuni facenti parte dell'arcidiocesi: Apiro, Belforte del Chienti, Caldarola, Camerino, Caporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Esanatoglia, Fiuminata, Gagliole, Montecavallo, Muccia, Pioraco, Poggio san Vicino, Ripe San Ginesio, San Severino Marche, Sefro, Serrapetrona, Serravalle del Chienti. Come si ricorderà, all'indomani dal sisma del 24 agosto, l'arcidiocesi di Camerino San Severino Marche, fu la prima in Italia ad attivare una unità di crisi e coordinamento arcidiocesano post terremoto per il controllo e la salvaguardia dei suoi beni. L'unità di crisi, che fa capo all'arcivescovo Brugnaro, vede presenti il direttore dell'ufficio beni culturali Luca Cristini, i direttori dei musei e gli archivi delle biblioteche, il prof. Pierluigi Falaschi direttore unico della Rete museale, tutti i vicari e tre docenti universitari individuati dall'arcivescovo come esperti di materie ingegneristiche, architettoniche e geologiche. Sin dall'agosto scorso il tavolo di lavoro (che prevede al suo interno anche l’economo e il vicario generale in assenza dell’arcivescovo con funzione di coordinamento), ha avuto il ruolo di gestire tutta la raccolta delle segnalazioni di danno, di stabilire un dialogo permanente con l’Unità di Crisi regionale e, con essa, pianificare sia il rilevamento del danno, che ogni altra opera provvisionale di emergenza, che dovesse rivelarsi necessaria per la messa in sicurezza
“San Severino Marche è una città bellissima. Io ci ho fatto il sindaco in tempi lontani e ne ho ancora nostalgia”. Così Vittorio Sgarbi, il critico d'arte più famoso d'Italia, in un videomessaggio girato dall'associazione “Vivere San Severino” e dedicato a San Severino Marche e a tutti i settempedani. Una riflessione condivisa già da molti sui social che si apre con una riflessione: “E' una città difficile da raggiungere ma capace di resistere e scappare anche al terremoto. Alcuni abitanti, a causa del sisma, devono essere ospitati altrove per i danni che anche qui ci sono stati ma il cuore della città non è stato colpito. Il cuore della città è vivo - dice Sgarbi che lancia anche un appello - Evitare San Severino è come evitare sé stessi. In occasione magari delle vacanze natalizie non ci sarà niente di peggio che dire: “Non vado a San Severino perché c'è il terremoto”. Perché il terremoto è un nemico sconfitto, il terremoto non può vincere e, se dovesse essere più forte della vita degli uomini, allora è meglio che uno vada direttamente al cimitero a vivere. La città di San Severino Marche - prosegue il noto critico d'arte - è viva perché le persone che sono lì continuano a fare cose e viverla. Vedere la bellezza di San Severino significa vederla e viverla per sempre”. Poi, utilizzando un'espressione a lui cara, Sgarbi conclude con un messaggio a non avere paura: “Chi ha paura del terremoto - dice - è una capra”.
Il Presidente del Senato Pietro Grasso, accompagnato dal Commissario Straordinario alla ricostruzione Vasco Errani e dal capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio ha visitato la città di Camerino gravemente ferita dal terremoto. Ad accogliere la seconda carica dello Stato il sindaco Gianluca Pasqui, il pro rettore di Unicam Claudio Pettinari e il prof. Andrea Spaterna, il prefetto Roberta Preziotti, il presidente del Contram Stefano Belardinelli, le autorità civili e militari. Il presidente Grasso, accompagnato dai vigili del fuoco che continuano a garantire la sicurezza, ha visitato la zona rossa della città ducale, toccando con mano le ferite inferte dal sisma. Il presidente del Senato è rimasto favorevolmente colpito nell'apprendere dal pro rettore Pettinari che continuano a tenersi le sedute di laurea presso la locale università. "Un segno importante per questa città - ha commentato Grasso - che dimostra la grande volontà di reagire. Lo Stato terrà alta l'attenzione su di voi e non vi dimenticherà".

In mattinata all’università di Camerino si erano laureati diversi studenti della Scuola di Biologia. Proprio in apertura all’incontro tenutosi nella sala riunioni del Contram il Presidente del Senato Pietro Grasso ha tenuto a sottolineare il fatto come un segnale molto positivo “ E’ bello- ha affermato – che l’ateneo sebbene ferito, continui a produrre i suoi impegni e a far laureare i suoi studenti”
“ I nostri ricercatori, insieme a dottorandi, assegnisti,- ha affermato il pro.rettore Claudio Pettinari- stanno continuando a lavorare a quelle ricerche che per noi sono fondamentali per continuare ad essere Università, Noi siamo convinti che il futuro non crolla e anche a lei regaliamo la nostra maglietta”

Posando per una foto con la tshirt rossa di Unicam, complimentandosi per la forza reattiva dell’ateneo, il presidente del Senato di Unicam ha dichiarato che con l’accoppiata Errani- Curcio, le zone terremotate possono considerarsi in buone mani, “Ho fatto un giro in varie regioni e posso tracciare qui un bilancio della mia visita: la fiducia è che questo territorio possa riprendere presto la sua attività. Le priorità sono che l’Università che già funziona possa funzionare al meglio ma dobbiamo cominciare a prevedere anche la ripresa delle scuole per i ragazzi e so che c’è già un programma in tal senso a Camerino è stato approntato. Ho visitato due scuole oggi ad Amatrice e Norcia dove le attività sono riprese, seppur con le problematiche che tutti comprendono, ma in condizioni comunque soddisfacenti sotto tutti i punti di vista, Ho visto ragazzi con la gioia negli occhi, felici di riprendere i loro studi e quindi penso che anche qui a Camerino vi sia un piano per poter al più presto riattivare gli studi per i ragazzi”.

“ Debbo ringraziarla per questa sua visita a nome di tutti i miei concittadini e di tutto il territorio- ha detto il sindaco Gianluca Pasqui-. Il nostro, presidente, è un territorio che parla un’unica lingua, Anche se i campanili sono tanti e purtroppo oggi nemmeno si vedono più perché sono caduti, noi abbiamo sempre cercato di unire quei campanili, affinché il cd. campanilismo fosse visto in termini molto positivi e per lo sviluppo di questa terra e tale la volontà vuole rimanere, unica per tutto il territorio. Apprezzo molto le sue parole- ha aggiunto il primo cittadino rivolto al presidente Grasso- con le quali ha voluto indicare la volontà di questo territorio di ripartire dai più giovani, l’università e i ragazzi delle nostre scuole; sono 1860 i ragazzi che frequentano le scuole di ogni ordine e grado della città di Camerino. L’idea è di far ripartire questa importante macchina culturale e sociale lunedì prossimo 21 novembre, ma se questa data non dovesse essere rispettata, sarà solo qualche giorno più avanti. Contiamo infatti comunque di far ripartire l’attività scolastica entro il mese: Come lei ha potuto notare – ha sottolineato Pasqui- il nostro centro storico è in parte crollato e, laddove non ci sono crolli, ci sono edifici ormai non più agibili, ma la volontà di questa terra è certo di rimanere e di ritornare nelle proprie abitazioni e di ritornare a splendere come eravamo, come siamo e qui il futuro c’è perché c’è progettualità; la vicinanza dello Stato, del Commissario Straordinario, della Protezione Civile, la vicinanza della Regione Marche, delle forze dell’ordine e dei tanti volontari e di tutii coloro che stanno lavorando minuto per minuto, secondo per secondo aiutandoci in ogni modo, ci fa guardare con grande ottimismo. Io- ha evidenziato ancora Pasqui- sono stato spesso apostrofato come il sindaco ottimista, nonostante tutto. Oggi il nonostante tutto è molto significativo e viene bypassato dalla vostra presenza fattiva e concreta; oggi come oggi io non ho da rimproverare nulla a nessuno: state e stiamo nel nostro piccolo facendo il massimo per i nostri territori e per la nostra gente. E’ chiaro che – ha proseguito- se c’è qualche sbavatura la si può solo evidenziare se non si tiene in considerazione che abbiamo subito un terremoto di magnitudo 6 punto 5 in quanto, laddove è chiaro quello che è accaduto, non solo non ci sono sbavature, ma c’è una macchina che in poche ore si è attivata con grandissimi risultati. Non è mancato mai a nessuno un piatto di pasta e un bicchiere di tè caldo nemmeno pochi minuti dopo la prima scossa; non è mancata a nessuno la possibilità di essere assistito nel migliore dei modi nelle strutture preposte, come la vicinanza e una parola buona sia delle istituzioni, sia dei volontari. E’ chiaro che se non si va a guardare con la comprensione del caso ciò che ci ha colpiti, forse qualcosa si potrebbe anche evidenziare. L’invito è di continuare su questa linea ed io, nel mio ruolo che è l’ultimo di una catena importantissima- ha affermato il primo cittadino- sono ovviamente a disposizione per poter riportare l’arcobaleno e quella luce che ha sempre brillato su questa terra”. In conclusione il sindaco ha voluto ricordare al Presidente del Senato la richiesta fatta fuori dai riflettori poco prima, e cioè quella di rivedere quella Camerino e quel territorio che era, con tutto ciò che aveva, con tutto quello che il terremoto ha fatto crollare ma che ancora esiste. “ Ho fatto anche la richiesta di poter rivedere tutte quelle che erano le istituzioni importanti della città- ha detto Pasqui- compresa una nuova struttura carceraria. Camerino, a differenza di altre città, ha sempre accolto a braccia aperte la possibilità di un carcere che,, per chi ha sbagliato qualcosa, viene visto anche come motivo di ritorno nella società civile. Io sono certo-che questo governo- ha concluso Gianluca Pasqui- considerata anche la vicinanza e solidarietà che ci state esprimendo, potrà accogliere questo mio desiderio che è poi il desiderio della mia gente, della gente di questa terra. Una terra la Regione Marche, una terra la Provincia di Macerata che è stata sempre volano delle ripartenze della nazione tutta, per motivi culturali, per l’artigianato, per il commercio, per l’ambiente, per la storia. Una terra che è stata la storia ed è la storia della nazione Italia. Il popolo marchigiano e la gente della provincia di Macerata hanno dunque spesso alimentato le ripartenze e noi siamo pronti per ripartire da quelle pietre che lei presidente ha appena visto, affinché i nostri figli possano ritornare a quel sorriso vero che oggi hanno perso. Capisco lo sforzo che tutti state facendo- ha aggiunto il sindaco nei suoi ringraziamenti finali- lo apprezzo molto e chi mi conosce sa che non sono solito dire quello che non penso. Sono molto sincero e lo voglio sottolineare ancora, perché le vostre attenzioni, servono ad alleviare e a far rimarginare quel dolore che ognuno dei cittadini porta nel petto, compreso il sindaco di Camerino”.
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Uccisa da un colpo di fucile all'addome Cristina C., la donna di 45 anni trovata agonizzante in casa dei genitori da Montefiore di Recanati, e deceduta in seguito in ospedale a Macerata. Lo avrebbe stabilito l'autopsia che ha smentito l'ipotesi di una ferita mortale da arma da taglio. Il fucile è l'arma da caccia di proprietà del padre della donna, trovato dai carabinieri vicino al letto su cui la donna era distesa . Poco distante c'era anche una cartuccia. L'autopsia ha permesso di rinvenire alcuni pallini da caccia nel ventre della donna. L'ipotesi prevalente resta quella del suicidio. Al momento della tragedia, in casa c'erano soltanto Cristina e la madre. Nessun colpo di arma da fuoco avrebbero udito la madre della donna deceduta e una vicina secondo quanto hanno riferito ai militari.
Ricostruzione post-sisma: Ceriscioli incontra gli ordini professionali.Istituito un tavolo di lavoro
16 Nov 2016Per completare in tempi rapidi una ricostruzione post sisma adeguata, è fondamentale la qualità e la collaborazione dei professionisti e dell'attività tecnica e amministrativa.
Partendo da questo assunto il presidente della Regione Luca Ceriscioli ha chiamato questa mattina a raccolta a Palazzo Raffaello tutti gli Ordini e i Collegi professionali delle Marche per illustrare nei dettaglio il decreto legge 205 dell'11 novembre e per coordinare le azioni tra Protezione civile, amministrazioni e professionisti. A tal proposito sarà costituito un tavolo con un rappresentante per ogni Ordine professionale, da convocare a scadenze programmate perconfrontarsi e condividere problemi, progetti e strategie. L’idea è stata accolta con favore dai professionisti, che hanno espresso apprezzamento per il coinvolgimento e il riconoscimento del loro ruolo.
“La ricostruzione, l’emergenza, la gestione del sisma hanno fortemente bisogno di professionalità – ha sottolineato Ceriscioli -. Gli Ordini racchiudono quel mondo di competenze che all’interno della nostra regione possono dare un grandissimo contributo in tutto il percorso. Laddove lo Stato ha già riservato, con propri atti, le risorse e le regole, sarà poi il lavoro fatto in termini di progetti e di attività da parte dei professionisti a fornire le gambe per proseguire nel percorso. Lo faremo tutti insieme: costituiremo un tavolo istituzionale con la presenza di tutti gli Ordini che hanno espresso grande entusiasmo in termini di collaborazione. Insieme potremo sciogliere i nodi, affrontare i problemi e dare risposte ai cittadini lavorando al meglio per la ricostruzione nel rispetto del rigore nell’utilizzo delle risorse e della trasparenza. Dobbiamo infatti sempre ricordare che l’intervento privato fatto con i soldi pubblici è pubblico: va dunque ricercato l’equilibrio tra uso rigoroso del denaro pubblico ed esigenza di ricostruire con tempi celeri, a servizio dei cittadini”.
Tra gli altri argomenti significativi all'ordine del giorno, la necessità condivisa di strutturare un percorso di qualità, a partire dalla primissime fasi post emergenza, fino alla ricostruzione, in cui il ruolo e le competenze dei professionisti saranno determinanti, soprattutto nella gestione delle situazioni più complesse in cui andranno effettuate scelte strutturali, estetiche, di materiali, di rapporto con il patrimonio storico regionale. Sarà fondamentale, in primo luogo, allargare la base dei certificatori Aedes, poiché questa situazione, eccezionale e senza precedenti, richiede, concretamente, di aumentare le squadre. “In questa prima fase – ha infatti affermato il presidente – la missione comune è il percorso di certificazione dei danni”. L’intero percorso – ha aggiunto Ceriscioli – “passa per la qualità delle procedure di avvio”, che saranno determinanti anche rispetto al meccanismo di pagamento previsto dal decreto, basato sugli stati di avanzamento e non sull’erogazione dei contributi.
Sisma- Il Santo Stefano di Camerino si trasferisce a Matelica. Quello di Tolentino a San Severino
16 Nov 2016“Siamo vicini alla popolazione in questo momento così difficile”.
Le responsabili dei Centri Santo Stefano di Camerino, Roberta Ferranti, e Tolentino, Mariella
Grassettini, esprimono parole di vicinanza alla cittadinanza, colpita così duramente dal sisma.
“Gli effetti li stiamo vivendo direttamente anche noi. Alcune nostre fisioterapiste hanno dovuto
abbandonare la loro abitazione. Noi stessi abbiamo dovuto lasciare il Centro Ambulatoriale e
siamo attualmente ospiti presso la sede ambulatoriale di Matelica (in viale Europa 1,
nell’Ospedale Civile E. Mattei) e presso quella di San Severino (in via Taccoli). I nostri servizi
sono rimasti invariati”.“Per quanto riguarda i nostri pazienti che hanno dovuto lasciare le
proprie case, possiamo raggiungerli nelle loro nuove sistemazioni. Oppure, se si sono
trasferiti come molti lungo la costa, possiamo accoglierli presso le nostre sedi ambulatoriali di
San Benedetto del Tronto, Civitanova Marche, Porto Potenza Picena”.
“Appena le condizioni logistiche lo consentiranno – concludono la Ferranti e la Grassettini -
torneremo nelle nostre sedi di Camerino e Tolentino. È un impegno, oltre che una promessa”.
Un segnale di speranza. Anche questo può servire.
Sisma-Regione Marche- I dati aggiornati
16 Nov 2016Il numero dei Comuni coinvolti si attesta a 122: si passa a 299 zone rosse, 173 nel maceratese, 23 nel fermano 95 nel Piceno e 8 nell’Anconetano.
59 sono invece i municipi inagibili (32 nella provincia di Macerata, 7 di Fermo, 19 di Ascoli Piceno e 1 di Ancona).
Le persone assistite sono ad oggi 26.460 in totale: di cui 8.985 in loco (palestre, capannoni, palazzetti); 9.755 mila in autonoma sistemazione e 7.720 in albergo.
Le attività produttive dichiarate inagibili sono invece 951, di cui 879 nel maceratese, 33 nel fermano, 35 nell’ascolano e 4 nell’anconetano.
Le stalle inagibili sono 214, (110 nella provincia di Macerata, 18 in quella di Fermo, 33 nel Piceno e 53 nella provincia di Ancona).
Dietro ogni consegna c’è un gesto di solidarietà. L’appuntamento è ogni mattina nei Centri Operativi Comunali (Coc). È lì che i portalettere di Visso, Fiastra, Acquacanina, Bolognola, Muccia, Pievetorina, Caldarola, Serrapetrona e Fiordimonte attendono le centinaia di abitanti ospitati sulla costa, che giornalmente ritornano nei loro luoghi per lavoro o per mantenere viva la loro realtà locale.
“Siamo quanto di più vicino alla quotidianità e alla routine esista. In un certo senso si può dire che salviamo la quotidianità della vita umana con i mezzi a nostra disposizione che sono quelli del lavoro e della professionalità” dice Massimo Gagliardini responsabile del recapito Poste Italiane per l’intera regione Marche.
I portalettere attendono gli abitanti nei pressi dei Coc, e la gente lo sa che il “presidio” è aperto all’ora di pranzo (o poco prima) così che quando le persone chiedono se c’è corrispondenza, i portalettere consegnano le buste.
Se prima di oggi il processo di distribuzione era “strutturato” – percorso stabilito, civici e posta suddivisa in base al giro del portalettere – adesso è personale, emotivo e soprattutto mirato. E dietro ogni portalettere c’è una storia che si incrocia con le tante che hanno ferito le popolazioni. “Chi consegna la posta è anch’esso senza casa – aggiunge Gagliardini -, ospite di qualcuno da qualche altra parte sulla costa o nell’entroterra umbro. Rendersi utile è la prima cosa che ti passa per la testa quando vivi queste situazioni, sapere di poterlo fare continuando a fare quello che hai sempre fatto, ti permette di guardare oltre, a quando tutto questo sarà finito e la vita tornerà alla normalità.”
In provincia di Macerata, oltre alle cifre rese note (175 zone rosse, 25 mila sfollati, oltre 500 aziende sepolte, 22 scuole inagibili etc), sono anche altri numeri che danno un quadro reale di quanto la provincia sia stata messa in ginocchio da questo terremoto: stiamo parlando della perdita oltre 13mila “numeri civici” che corrispondono ad abitazioni private ed aziende, sedi comunali e chiese, scuole e negozi, bar e ristoranti, che non esistono più o sono inaccessibili ai proprietari e a chi consegna loro quotidianamente la posta, ossia i portalettere di Poste Italiane, tra i primi a rendersi conto della grave entità della situazione
