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Rinascere dal terremoto è anche riscoprire insieme i borghi e il patrimonio artistico delle Marche. Per esempio trascorrendo una domenica a Monte San Martino, con l’arte di Carlo e Vittore Crivelli. Domenica 27 novembre alle11 nella Chiesa di San Martino la professoressa Angela Montironi illustrerà le opere dei due artisti rinascimentali che hanno arricchito il territorio marchigiano. La giornata è organizzata con la collaborazione di Green Nordic Walking - Macerata e dei volontari della Protezione Civile della colonna mobile Regione Marche, gruppo specializzato nel recupero e messa in sicurezza dei Beni culturali.

Nella Chiesa di San Martino sono conservati importanti polittici, di cui due attribuiti a Vittore Crivelli e uno a entrambi i Crivelli, nonché una pala di Girolamo di Giovanni da Camerino. Il polittico dei due Crivelli che celebra la Madonna in trono mentre adora il figlio, adagiato sulle sue ginocchia. A destra della Vergine ci sono S. Michele Arcangelo e S. Nicola di Bari, seguono S. Giovanni Battista e San Biagio. L’iconografia centrale è sormontata dall’immagine di Cristo morto sorretto da due angeli. Alla sua sinistra hanno un posto d’onore San Martino titolare della chiesa e patrono della città, e San Giovanni Evangelista; alla destra accennano ad un dialogo San Giacomo Apostolo e Santa Caterina d’Alessandria.

Le aziende terremotate con i loro prodotti saranno i protagonisti del mercato straordinario di Campagna Amica in programma sabato 26 e domenica 27 novembre a Pollenza. A renderlo noto è la Coldiretti Macerata in occasione della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nelle zone colpite dal sisma. I produttori del mercato di via Verdini, località Casette Verdini, effettueranno un’apertura straordinaria nella serata di sabato, dalle ore 20 alle 24, e nella giornata di domenica dalle ore 12.30 alle 14.30. Ospiti del farmers market saranno le aziende Angeli di Pieve Torina, con formaggio, legumi e zafferano, La ciccia del castello di Castelraimondo con i salumi, la Cooperativa La Marca di Camerino con la pasta di grano maceratese, Serboni di Serrapetrona con la Vernaccia Docg, Nero visciola di Togni di Cingoli, marmellate e biscotti di visciola. Assieme a loro le aziende Angeletti di Pollenza (salumi), Non solo miele di Macerata (miele), Muccichini di Ortezzano (marmellate e confetture), Mosca di Civitanova Marche (verdure) e Re di Macerata (pane). “Si tratta di iniziative che hanno un impatto economico diretto su queste zone – spiegano il presidente del Coldiretti Macerata, Francesco Fucili, e il direttore Giordano Nasini - per dare continuità all’attività e all’occupazione e fermare l’abbandono delle campagne duramente colpite”. Per l’occasione sarà organizzata anche una Festa della Polenta con salumi. Tra le tipicità della zona uno dei prodotti più noti è il Pecorini dei Sibillini, ottenuto dal latte dei tanti allevamenti presenti in queste zone, ma c’è anche lo zafferano che proprio tra le province di Macerata Fermo e Ascoli ha visto negli ultimi anni il recupero di una coltivazione molto presente in passato. Il ciausculo, salame spalmabile, è un prodotto maceratese ormai noto in tutto il mondo assieme alla carne di razza bovina marchigiana del Vitellone bianco dell’Appennino centrale e all’Agnello del Centro Italia, tutti con l’indicazione Igp (Indicazione geografica protetta). Ma da queste parti si coltivano anche legumi come la pregiata Lenticchia di Castelluccio assieme a ceci, farro, orzo, roveja, oltre alle varietà di olive Piantone di Mogliano e al tartufo nero. Anche la patata di Colfiorito ha ottenuto di recente il riconoscimento europeo Igp (Indicazione geografica protetta) e tipico del Maceratese è anche il vino di Visciole, piccole ciliegie selvatiche che gli agricoltori hanno salvato dall’estinzione, oltre al vino cotto, prodotto tradizionale delle campagne marchigiane ottenuto dalla bollitura del mosto che si trova anche nell’Ascolano e nel Fermano. Vantano, invece, la denominazione di origine (Doc e Docg) la Vernaccia di Serrapetrona, il Verdicchio di Matelica, il Colli Maceratesi e il Rosso Piceno.

" Ricostruiremo tutto. Resistete e siate forti". Queste le parole pronunciate dal Capo dello Stato ad Ussita, prima delle 4 tappe del viaggio nelle zone terremotate. La visita è poi proseguita a Preci, Amatrice e Norcia. Accolto dal sindaco Marco Rinaldi, presenti ill commissario straordinario Errani,il governatore delle marche Ceriscioli, il prefetto Roberta Preziotti, l'arcivescovo Brugnaro, il rettore di Unicam Flavio Corradini, il presidente ha visitato il centro della cittadina devastato dal terremoto.

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Come segnale di vicinanza alle imprese del luogo Mattarella si è recato a visitare anche l'azienda di acque minerali Roana,che imbottiglia dalle 70 mila alle cento mila bottiglie al giorno, vendute nelle marche, Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Canada e la cui attività è ripresa nonostante l'azienda sia stata fortemente danneggiata dal sisma.

Proprio la rinascita economica ed imprenditoriale della zona e un "modello Ussita" capace di far risorgere il territorio, tra le richieste del primo cittadino .con la possibilità di imbastire un tavolo tecnico atto ad individuare delle soluzioni per una fiscalità privilegiata per le imprese che vogliano investire ad Ussita ed agevolazioni per quelle già esistenti nella zona.  

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“Soddisfatti di avere nel nostro bellissimo territorio il presidente Mattarella - ha detto il presidente della Regione, Luca Ceriscioli - a distanza di pochi mesi è tornato, segnale di vicinanza alle popolazioni”. La visita del presidente Mattarella, ha sottolineato Ceriscioli “ha due significati fondamentali. Il primo è mantenere questo impegno di vicinanza preso nei confronti delle popolazioni terremotate. Fin dai primi giorni c'era la preoccupazione che passato il momento dell'emozione e dei riflettori poi fossero lasciati soli. Questa presenza costante dei diversi livelli dello stato segnala questa vicinanza. In secondo luogo è forte e simbolica la scelta di andare a visitare un'azienda. Da subito abbiamo detto che in questi luoghi si può ripartire se si fanno ripartire le imprese e si ricostruiscono le case, comprese le seconde perché si capisce bene che qua la seconda casa è il motore dell'economia. Il fatto che il presidente abbia voluto visitare un'impresa conferma questa attenzione nel far ripartire prima possibile tutte le attività economiche. Anche il governo con i provvedimenti che ha preso sta puntando a dare strumenti che permettano alle imprese di ripartire il prima possibile a riavviare le attività”.

 

“Terremoto Centro Italia: ripensare lo sviluppo del territorio montano” è il tema del convegno

che si terrà domani venerdì 25 novembre 2016 alle ore 9,30 ad Ascoli Piceno presso la

Cartiera Papale.

Attraverso una rappresentanza di esperti relatori il convegno vuole porre l’attenzione sugli

aspetti economici e sociali della ricostruzione dei paesi e delle città colpite dal sisma, con

particolare riferimento alle aree dell'entroterra.

Il dibattito è aperto ad una platea che accoglie i Sindaci dei Comuni delle Province di Ascoli

Piceno, Fermo e Macerata, ai rappresentanti degli ordini professionali, delle associazioni di

categoria e di tutti i portatori di interesse che a vario titolo potranno contribuire a fornire

interessanti contributi sul tema.

La riflessione si aprirà con i contributi programmati, tra gli altri, di Guido Castelli, Sindaco

di Ascoli Piceno, di Anna Casini, Vice Presidente della Regione Marche, del Prof. Flavio

Corradini Rettore dell’Università di Camerino, del Dr. Pietro Marcolini Presidente dell'ISTAO

Istituto Adriano Olivetti, e del Geom. Gino Sabatini Presidente della Camera di Commercio

di Ascoli Piceno.

“Abbiamo ritenuto di indire questa prima giornata di studio – ha dichiarato l'Avv. Achille

Buonfigli, Presidente del Consorzio Universitario Piceno – perché percepiamo l'urgenza di

avviare una approfondita discussione, basata su solidi presupposti scientifici, sugli aspetti

economici e sociali della ricostruzione, per evitare che le case che verranno costruite non

restino poi vuote: per consentire alle persone che nella fase dell'emergenza sono state

costrette a trasferirsi altrove di poter tornare ad abitare i borghi riedificati occorre che

venga ripristinato anche un solido tessuto economico e produttivo, indispensabile a

produrre quel reddito indispensabile per vivere e programmare il futuro. Confidiamo che

dopo questo primo incontro ve ne possano essere altri, tecnico-operativi e tematici, in cui

possano essere elaborate proposte operative concrete”.

“L’Università di Camerino – ha dichiarato il Rettore Unicam Flavio Corradini – ha subìto un

duro colpo, ma si è prontamente attivata per poter riprendere al meglio sia le attività

didattiche che quelle amministrative, ripresa delle attività che ha rappresentato un segnale

fondamentale non solo per l’intera comunità universitaria, ma per l’intero territorio. È un

forte segnale che manifesta la nostra volontà di andare avanti, abbiamo ripreso da dove ci

siamo lasciati, mantenendo alta la sicurezza dei nostri studenti. I nostri geologi ed i nostri

architetti hanno inoltre messo subito le loro competenze a disposizione del territorio e

delle autorità che stanno lavorando in questo difficile momento”.

Il giorno più bello dopo le tremende scosse di ottobre. Così Gianluca Pasqui, sindaco di Camerino,ha definito questo 24 novembre 2016. “Una data – ha detto – che segna l'inizio del futuro”. Oggi,infatti, a Camerino sono tornati sui banchi tutti gli studenti delle scuole cittadine: dai bambini del nido fino ai maturandi. “Abbiamo scelto – ha proseguito Pasqui – di ricominciare tutti e tutti insieme perché un cammino così importante come quello che abbiamo intrapreso non poteva che iniziare in condivisione e con il ritorno a scuola. È stato importante, per me e l'amministrazione comunale in genere, essere riusciti grazie alla straordinaria collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, tornare in aula senza particolari modifiche di orari, senza doppi turni e soprattutto senza soluzioni di fortuna. Possiamo contare su strutture assolutamente sicure e, anche se abbiamo dovuto stringerci un po', questo è quello che conta”.

 

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Significativa è stata la sinergia con i dirigenti scolastici, la Provincia di Macerata, Contram s.p.a. che ha garantito i trasporti anche per coloro che sono ospitati sulla costa, e soprattutto con le famiglie degli stessi ragazzi. Solo una piccolissima percentuale di alunni ha scelto di iscriversi altrove e di questa piccola percentuale molti torneranno a Camerino già da gennaio. “Abbiamo radici che si estendono ma che di certo non si estirpano – ha concluso il sindaco – e questa certezza è la migliore base per tutti noi che oggi a vario titolo siamo chiamati a ripensare il futuro della nostra città e del nostro territorio”.

Questa mattina il sindaco ha portato personalmente un saluto in tutte le classi delle scuole camerti; un saluto che è arrivato anche dai ministri Giannini e Poletti che, insieme all'assessore regionale Loretta Bravi, hanno voluto un collegamento in diretta streaming con Camerino dal JobOrienta di Verona.

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Un cielo sgombro da nubi e un bel sole hanno accolto il rientro a scuola degli oltre 1800 studenti degli istituti d’ ogni ordine e grado della città di Camerino. Sveglia di primo mattino, zaino in spalla e, dai più piccoli ai più grandi , l’esercito dei giovani è risalito dalla costa. Un ritrovarsi tra visi sereni, abbracci, sorrisi e parole positive. Un passo importante per ritrovare la normalità dei giorni; tanta voglia di ricominciare, impegnarsi e condividere progetti, sia tra studenti che tra personale docente e non docente della scuola. Insieme ai più piccoli delle elementari D’Acquisto e del Comprensivo Betti (elementari e medie) hanno fatto ritorno in classe i ragazzi dell’Antinori e dei Licei di Camerino. Una ripartenza attesa e accolta come stimolo positivo dai tanti giovanissimi che non vedono l’ora di accantonare pesanti pensieri, ritrovare la forza dell’aggregazione per vincere ogni negatività. Un nuovo inizio al quale, presso il polo scolastico di San Paolo, insieme ai rispettivi dirigenti, hanno voluto essere presenti per portare il loro saluto e augurio il presidente della Provincia Pettinari e il sindaco di Camerino Pasqui. Il nuovo primo giorno di scuola è stato anche trasmesso con un collegamento in streaming durante il Job Orienta in corso a Verona dove, oltre all’assessore regionale Bravi e ai vertici di Unicam  è presente anche il ministro dell’istruzione Giannini.

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“ L’espressione più bella e prioritaria di una comunità è quella della scuola” - ha dichiarato il presidente Pettinari rivolgendo il suo saluto ai ragazzi-.  “Nel 2013 quando inaugurammo questo bellissimo polo scolastico –ha proseguito - mi venne da sottolineare l’aspetto della sicurezza della struttura. I terremoti che si sono purtroppo succeduti in questi due mesi- hanno testimoniato che si tratta di un edificio che ha proprio queste caratteristiche ”.

Nel polo di San Paolo sono provvisoriamente ospitati da oggi anche gli studenti dei Licei Classico e Scientifico, la cui sede del centro storico sismicamente adeguata qualche anno fa, sebbene abbia retto l’urto del terremoto, si trova tuttavia inserita nella zona rossa e inaccessibile della città.

“ Grazie anche alla collaborazione e disponibilità dei dirigenti– ha detto Pettinari- si è potuta garantire anche per loro la continuità scolastica. L’Istituto professionale continua invece a svolgere le sue attività nella struttura prefabbricata realizzata dalla provincia dopo il sisma del 1997. Per Camerino- ha proseguito – la ripresa delle attività scolastiche è un segnale di normalità e anche di speranza. Questa comunità ferita e in ginocchio ha quella tenacia, quella forza e quel coraggio che i nostri nonni e i nostri genitori hanno dimostrato in tante circostanze. Il rimboccarsi le maniche, il non piangersi addosso, il lavorare sin da subito per la ripresa, la ricostruzione e la prospettiva- ha rimarcato Pettinari- sono caratteristiche insite nel dna della nostra gente. Questo è un territorio che ha tantissime eccellenze, a cominciare dall’università che, pur nella difficoltà, grazie alla forza di volontà del suo rettore e di tutto il senato accademico, fin dal primo giorno ha dato forti ed inequivocabili segnali di prospettiva e di rilancio. Questo entroterra è forte di innumerevoli caratteristiche che ne fanno una ricchezza; adesso è ferito ma la forte volontà di rilancio e di ripresa che ha sempre dimostrato questa comunità , credo sia il viatico giusto”.

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“ Ciascuno di noi è toccato nel profondo da quella che è una situazione significativa- ha affermato il sindaco Pasqui nel dare il benvenuto ai ragazzi-Ho voglia di ricostruire questa città e il suo tessuto sociale insieme ai vostri padri, insieme a voi e ai vostri figli, per cui la prima cosa che voglio chiedervi è di esserci vicini in quello che è e sarà un percorso rilevante della nostra storia. Mi avevano prospettato difficoltà per la riapertura delle scuole di Camerinoe che non ci sarebbe stata la partecipazione degli studenti- ha aggiunto Pasqui- ma chi ha pensato questo, forse non sa che cosa sono le nostre radici. Noi amiamo la nostra terra e rimaniamo qui dove siete anche voi ragazzi. E’ un momento difficile, ma la nostra gente non molla; anche voi siete chiamati a sentire il peso costruttivo che vi aiuterà ad andare avanti e a riuscire a rigenerare quel volano economico e culturale che ha sempre contraddistinto questo territorio. Vi ringrazio con tutto il cuore perché, viene da voi ragazzi, la forza per portare avanti un percorso duro e di grande spessore per la nostra e la vostra terra”. Il primo cittadino ha inteso ringraziare anche i dirigenti per aver trovato la collaborazione di docenti e famiglie al fine di organizzare al meglio il nuovo inizio degli istituti scolastici “ Si riparte in una struttura sicura come quella del polo provinciale; un aspetto- ha sottolineato- che ci fa capire anche come dovrà essere la ricostruzione post- sisma. Da padre- ha concluso – vi auguro giorni sereni e tranquilli e, soprattutto, ricchi di grandi significati. Il significato di quest’anno lo state offrendo voi ragazzi, con la vostra presenza e la vostra voglia di esserci nella vostra terra, con positività e con l’impegno della scuola. Ve ne ringrazio e v’ invito ad affrontare con ancora più forza e coraggio, ogni nuovo giorno”.   

Farà tappa a Ussita, nelle Marche, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua visita di venerdì 25 novembre nelle zone terremotate dell'Italia centrale. La conferma dal sindaco della cittadina del Maceratese Marco Rinaldi, dettosi onorato per l'arrivo del presidente.A Ussita quasi tutti i 420 abitanti sono rimasti senza casa; sono sfollati sulla costa o in alloggi alternativi. Inagibile anche il Municipio.
   

Prosegue senza sosta a Camerino il lavoro dei Vigili del Fuoco impegnati nelle delicate operazioni di messa in sicurezza dei palazzi e degli edifici di culto della città, fortemente danneggiati dal sisma.

Nella chiesa di Madonna delle Carceri, dove si era già provveduto a rimuovere la parte più alta della torre che minacciava di cadere, i vigili del fuoco nelle ultime ore hanno proceduto con la messa in sicurezza della torre rimasta in piedi, assicurando dal rischio crolli le altre parti dell'edificio.  

Avventura, fantasia, coraggio e bontà d’animo raccontati da una musica bellissima ed emozionante. Questo è “Pierino e il Lupo”, fiaba musicale fra le più amate dai bambini, proposta dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana e dal celebre attore Luigi Maio agli studenti delle scuole medie dell’Istituto Comprensivo “De Magistris”. Originariamente previsto al teatro di Caldarola nel prossimo mese di febbraio, lo spettacolo è stato proposto nel tendone allestito dalla protezione civile nei pressi della scuola di Belforte del Chienti, che attualmente ospita anche gli alunni di Caldarola dopo che il terremoto ha reso inagibili le strutture scolastiche del paese dei cardinali Pallotta.

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“Ringrazio i maestri dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana e l’attore Luigi Maio per aver voluto aiutare i nostri ragazzi a ritrovare una normalità che oggi rappresenta una straordinarietà – le parole del dirigente scolastico Fabiola Scagnetti – Due parole chiave per questa giornata straordinaria che, però, dovrebbe aiutare i ragazzi a ritrovare la normalità vivendo nella scuola esperienze che li rinforzino nella ricerca di loro stessi e dei loro talenti. Hanno avuto con loro 35 professori d’orchestra e un musicattore eccezionale che si sono spesi totalmente per questi ragazzi in una rappresentazione straordinaria. Mi auguro che questa sia poi la nostra normalità”. “Abbiamo davvero vissuto una bella mattinata fatta di musica insieme ai ragazzi – fa eco il sindaco di Belforte del Chienti Roberto Paoloni – Oggi la scuola del nostro comune è divenuta la scuola del territorio e giornate come questa ci danno la forza per andare avanti e per guardare verso il futuro rappresentato dai nostri ragazzi. Siamo tutti chiamati a spenderci per loro e per garantire il ritorno sereno alla normalità. E’questo il nostro dovere. E’ sì necessario ricostruire le case e un territorio lacerato dal terremoto, ma serve anche non perdere la cultura e la vicinanza ai nostri giovani”. Di futuro ha parlato anche Silvia Pinzi, primo cittadino di Serrapetrona. “Dobbiamo dare speranza ai ragazzi – le sue parole – Il fatto che la natura, come in questo caso, non sia stata benevola nei nostri confronti non deve scoraggiarci e non può togliere ai giovani il futuro. Noi rappresentanti delle istituzioni siamo qui a garantire loro tutti gli strumenti necessari per rendere più sicuro l’avvenire. Siamo, quindi, chiamati a fornire ai nostri studenti strutture più sicure rispetto a quelle oggi esistenti e dovremmo cominciare a credere, noi per primi, in questo Polo Scolastico che da tanti anni stiamo cercando idealmente di portare avanti. Mi auguro che l’evento funesto del terremoto abbia come rovescio della medaglia questo risvolto positivo, il pensare ad una scuola comune che sia anzitutto sicura e che costituisca un campus dove le nuove generazioni possano formarsi rimanendo nel nostro territorio".                                                                                                                                                                             belforte alunni

 

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Un Gruppo di Acquisto Solidale per essere concretamente vicini a contadini e artigiani danneggiati dal terremoto e sostenerli nella ricostruzione delle filiere produttive e delle reti sociali spezzate dal sisma: è l'iniziativa promossa da Slow Food Friuli Venezia Giulia, insieme alle cinque condotte della regione.
    I soci Slow Food, ma l'iniziativa è aperta a chiunque voglia contribuire a sostenere la ripresa delle aree terremotate, potranno acquistare (per 25 euro) due prodotti tipici abruzzesi (una forma di pecorino amatriciano e un trancio di guanciale) e un prodotto d'eccellenza marchigiano (le lenticchie di Colfiorito). Le aziende sono La Mascionara di Campotosto (L'Aquila) e le Fattorie Subrizi di Castelsantangelo sul Nera (Macerata). I prodotti - si apprende dalla condotta Slow Food di Trieste - saranno consegnati a metà dicembre.

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