Radioc1inBlu
“Agire su tre fonti. Il presidente della Regione Luca Ceriscioli sta facendo figli e figliastri e non ha rispettato la legge”. È ancora sul piede di guerra il comitato per la difesa dell’ospedale di San Severino dopo che il governatore ha deciso di chiedere una deroga al Governo alla chiusura del reparto maternità di Fabriano. Reparto di cui egli stesso aveva disposto al chiusura, insieme a quelli di San Severino e Osimo, con la determina regionale 931 della vigilia di Natale del 2015. All’epoca Ceriscioli dichiarò che non sarebbe tornato sui suoi passi, i reparti con meno di mille parti annui non erano sicuri e andavano chiusi. Se non fosse che per San Severino e Osimo, una deroga dell’allora ministro Lorenzin esisteva già: i reparti situati in zone montane o disagiate e mal collegate potevano limitarsi a un minimo di 500 parti. Che erano ampiamente superati.
Marco Massei, vice presidente del comitato per l’ospedale settempedano, cosa pensate del fatto che Luca Ceriscioli abbia chiesto al Governo una deroga per il reparto nascite di Fabriano?
Senza nulla togliere al punto nascite di Fabriano, questa non è una battaglia contro qualcuno, riteniamo che sia una scelta irrazionale e contradditoria. Si decise qualche anno fa di chiudere i punti nascita di Fabriano, Osimo e San Severino. A quell’epoca precisò che non avrebbe chiesto alcuna deroga.
E invece?
E invece oggi ci fa sobbalzare dalla sedia venire a sapere che per Fabriano, che era il punto nascite con meno numerosità di parti e quindi il primo ad essere chiuso, abbia chiesto una deroga, dunque di aggirare la norma. La nostra realtà invece, come quella di Osimo, che rispettava i parametri di legge non è stata considerata e in tal senso non è stata rispettata la legge che prevedeva giù una deroga per reparti situati in zone montane o ritenute disagiate ma che raggiungessero un minimo di 500 parti. È stata fatta una politica di figli e figliastri.
E cosa proponete ora?
Ci siamo riuniti ieri sera e abbiamo deciso di lavorare su tre fronti: uno locale, comunale con l’aiuto dei consiglieri chiederemo all’amministrazione di prendere una posizione e a far notare questa discriminazione; vorremmo che si porti anche all’attenzione del consiglio regionale attraverso una mozione dei consiglieri regionali. Infine, stiamo contattando i politici eletti del territorio a livello governativo perché segnalino al Governo, l’irrazionalità della politica sanitaria regionale delle Marche che naviga a vista e compie azioni che discriminano i cittadini.
Gaia Gennaretti
Nella mattinata di domenica 2 settembre 2018 l’immagine della Madonna del monte tornerà a Caldarola in occasione della festa del beato Francesco, che la commissionò a Lorenzo d’Alessandro nel 1491 per invocazione la sua protezione sulle opere caritative da lui fondate in un periodo della storia caldarolese di grande crisi.
Il 15 agosto 2016 era stata solennemente esposta la venerata immagine mariana nel santuario dedicata alla Madonna del monte. L’ostensione si sarebbe dovuta concludere il successivo 8 settembre, ma il sisma iniziato la notte del 24 agosto ne ha impedito la conclusione.
L’ostensione di questa quest’anno vuole essere la conclusione posticipata per forza maggiore.
Dal 24 agosto la chiesa,infatti, fu subito chiusa per le gravi lesioni al lanternino della cupola. Con il proseguimento dell’evento sismico, sempre più devastante fino al 30 ottobre2016, nel marzo successivo l’immagine fu posta in salvo nel deposito diocesano.
Anche l’immagine della Madonna del monte ha condiviso lo sfollamento dei caldarolesi. Il suo rientro, anche se per breve tempo, rappresenta per i cristiani che vivono ora a Caldarola e per i numerosi sfollati, ancora lontani, un momento di conforto come avviene in famiglia quando dopo tanto tempo una mamma torna a casa.
Oltre 150 persone tornano a Camerino. Consegnate 60 sae tra S.Erasmo, Vallicelle e Le Cortine
31 Ago 2018Sessanta famiglie possono tornare a Camerino. Iniziando dalla frazione di Sant'Erasmo, da dove sono state distribuite le chiavi di 16 casette, successivamente altre 19 ne sono state inaugurate dagli abitanti nel quartiere di Vallicelle per chiudere con le 25 dell'area Le Cortine ampliamento. Restano da consegnare in tutto 32 sae distribuite tra Le Cortine ampliamento (14) e le frazioni di Arcofiato (8) e Varano(10). " Oggi ho la certezza che queste erano le aree che dovevano essere scelte- ha dichiarato il sindaco Pasqui- Entro la metà di settembre rientreranno tutti e completeremo la consegna delle nostre 311 sae. Aldilà del numero delle casette- ha aggiunto- da sottolineare è quello delle aree. Dodici quelle scelte dall'amministrazione nell'ottica di cercare di tenere tutti il più vicino possibile al centro storico ma anche alle sue frazioni. Iniziando da Sant'Erasmo che è un po' la frazione simbolo in termini di distruzione- ha continuato il sindaco- ho detto che vedere la popolazione rientrare tutta, seppure in case temporanee ma lì dove sono le radici è davvero una giornata di festa, perchè significa certezza nella continuità dei territori.
Nella foto sotto l'area sae di Sant'Erasmo

Sarebbe stato molto più semplice fare una riserva indiana ma noi abbiamo preferito lavorare sulla possibilità di riportare le persone in tutti quei luoghi che sono simbolo del nostro comune. e sembra che ci stiamo riuscendo" Vedere oggi i volti dei miei concittadini soddisfatti pur con i segni del grande dolore e delle preoccupazioni è davvero una festa per tutta la comunità perché qui si è dimostrato che la gente ha voglia di rimanere in loco laddove l'ente locale, in questo caso la regione e le istituzioni dedichino attenzione alle esigenze dei cittadini"




l'area Le Cortine ampliamento
Passione vacanze in campagna. Il terremoto del 2016 non ha fermato l’afflusso di turisti stranieri che vengono nel territorio marchigiano, e specialmente nell’entroterra maceratese, per trascorrere le vacanze estive. Anzi, l’incoming ha registrato un aumento fino al 15%. A dirlo è Frediano Palmili, di Rent Italy, un brand del tour operator settempedano Movimondo che gestisce circa 50 fra ville e casali di campagna in tutta la Regione.
Chi si affida a questo servizio è al 95% proveniente dal nord Europa e viene nelle Marche per trovare silenzio e calma, privacy, contatto con la natura e con le tradizioni enogastronomiche.
“Dopo il terremoto - racconta Palmili - eravamo spaventati e temevamo un arresto del flusso di turisti. Peraltro i nostri clienti di solito prenotano con larghissimo anticipo, ad esempio in questo periodo iniziano ad arrivare già le prime richieste per l’estate 2019. Da settembre a febbraio raccogliamo il grosso delle prenotazioni dunque a ottobre abbiamo temuto il peggio. Invece abbiamo avuto un aumento del 12% degli arrivi che poi è cresciuto fino al 15%”. Le strutture private gestite da Rent Italy sono sparse un po’ in tutta la Regione ma un buon 50% è nel cratere sismico o immediatamente fuori: ad esempio a San Severino, Treia, Cingoli, Cessapalombo, Sarnano, Pievebovigliana. Alcune sono nel pesarese e nell’anconetano.
“I nostri clienti sono al 95% stranieri del nord Europa, soprattutto olandesi belgi e francesi ma di recente abbiamo stretto un accordo con una agenzia di Copenaghen che opera in tutta la Scandinavia e quest’anno abbiamo registrato un aumento del 25% di danesi, svedesi e finlandesi. In generale - spiega - chi sceglie le nostre strutture non cerca il mare. Richiede la piscina in casa piuttosto. Vengono da noi in cerca di contatto con la natura, privacy, momenti di assoluta calma da trascorrere con amici e familiari”. Non tutti, dice Palmili, vanno al mare, al massimo fanno escursioni giornaliere ma sono invece molto interessati all’enogastronomia e alle tipicità locali. Per questo Rent Italy organizza anche dei piccoli tour alla scoperta di aziende locali.
“Tutti rimangono estasiati da questi posti - sottolinea - perché vi possono trovare natura e calma come in Toscana, dove tutti bene o male sono passati, ma con la differenza che non sono ancora troppo turistici. È un territorio tutto da scoprire. La trovano un’esperienza simpatica, ad esempio, andare dal macellaio o in un qualsiasi altro negozio di paese e non trovare qualcuno che parli inglese”.
L’età media degli ospiti di Rent Italy si è abbassata di una decina di anni: prima si aggirava tra i 45 e i 50 anni, ora è scesa a 35-40 con bambini. Tutto gira intorno alle recensioni o al passaparola dunque è importante fare molta attenzione che il servizio offerto sia perfetto. Unica nota dolente, conclude Palmili, “è la logistica. È penalizzante in alcuni casi. Francesi, belgi o olandesi non hanno problemi a venire in macchina. Ma per chi è più lontano è più impegnativo. Devono prendere l’aereo che nella maggior parte dei casi non atterra a Falconara ma a Roma o Bologna e poi noleggiare un auto. Una migliore accessibilità sarebbe di certo un maggior impulso”.
Gaia Gennaretti
(In foto, a sinistra Emanuele Piunti e a destra Frediano Palmili, entrambi di Rent Italy)
E’ arrivato forte il messaggio di solidarietà che, partendo da Camerino, “Il jazz italiano per le terre del sisma” ha voluto trasmettere attraverso la musica. Meraviglia di una notte d'estate inoltrata, nello scenario emozionante di una Rocca Borgesca tutta illuminata e di un prato pieno di persone. Oltre 300 quelle che, in ascolto quasi religioso, col il sottofondo di voci e giochi di bambini in lontananza, in un clima di magica serenità, si sono lasciati accarezzare dalle note. Di quante carezze ha bisogno la gente di questi posti. Di quanta musica. Quasi con stupore, si è scoperto che tutto poteva essere racchiuso in una sera di brezza leggera, in cui è sembrato di sentire più forte il messaggio dell’unione e della speranza. Potere della musica, del suono di una tromba che a tratti piangeva, degli armoniosi saltelli dei bottoni di uno strumento abbracciato, memoria delle radici di questa terra. Oltre la musica, con un Festival “altro”, come ha ricordato il trombettista e direttore artistico Paolo Fresu, salito sul palco insieme al bandoneonista marchigiano Daniele di Bonaventura per regalare un concerto che ha spaziato tra pezzi italiani e sonorità oltreoceano, attraversando note più melodiose e malinconiche fino a toccare i colori folk del saltarello marchigiano. Curata dall’Associazione Musicamdo Jazz e da Tam, la tappa camerte si era aperta al tramonto con Alberto Napolioni al piano e con le musiche degli strumenti ad arco dei "Penta Res". In un crescendo di belle sensazioni, sul palco sono poi saliti i “Pescara Jazz Messangers” che tra gli applausi hanno ceduto la scena all'entusiasmante concertone finale. Alla serata condotta dal direttore artistico di Musicamdo Daniele Massimi, hanno voluto portare il loro saluto e ringraziamento anche il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, il rettore di Unicam Claudio Pettinari.

Soddisfatto dell’impatto così suggestivo della prima uscita, lo stesso direttore artistico del Festival jazz Paolo Fresu : “ Sono giornate preziosissime alle quali lavoriamo tutto l’anno; ottenere questi risultati ci gratifica e ci dà una bella energia per continuare- ha dichiarato in chiusura di serata- Di certo non lasceremo questi luoghi alla fine di quest’anno; torneremo sicuramente anche in futuro, valutando in quale forma poterlo fare. Questo per noi è il quarto anno: dopo l’inizio a L’Aquila, abbiamo proseguito in giro per l’Italia e poi abbiamo voluto essere presenti nelle 4 regioni colpite dal sisma. Qui alla Rocca è stato davvero molto bello, suggestivo ed emozionante”. E dopo Camerino, il grande abbraccio del jazz stasera sarà per Scheggino, il 1 settembre nella tappa di Amatrice e il 2 settembre con l’ultimo concerto a L’Aquila.
C.C.



Al via questa sera la prima edizione dell'evento "Lo sport unisce" organizzato dalla Palombese al lago di Caccamo di Serrapetrona.
Un desiderio che da anni portava avanti il presidente dell società, Ermanno Micucci, è che quest'anno, grazie al sostegno del presidente dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, Giampiero Feliciotti, che ha preso le redini del Conturi Sport, è diventato realtà.
A dimostrare che lo sport unisce la collaborazione dei Cinque Com
uni e la presenza dei rispettivi sindaci all'evento iniziale che ha visto la partecipazione di Fabrizio Castori.
L'allenatore di fama nazionale ha conosciuto la Rosa della Palombese e ha augurato ai ragazzi un buon campionato, con il battesimo di una festa che esalta i valori dell'amicizia e dello sport.

Giulia Sancricca
Nelle Marche si tornerà a scuola lunedì 17 settembre e le lezioni termineranno l’ 8 giugno 2019. Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato l’Ordinanza Ministeriale n. 600 del 28 agosto 2018 che riporta il calendario delle festività e degli esami di Stato di I e II grado per l’anno scolastico 2018/2019, Undici in tutto i giorni di festa nazionale, in cui tutte le scuole resteranno chiuse. La ripartenza delle lezioni riguarderà nelle Marche 210mila studenti ma per il 2018, rispetto all’anno passato, segna un vistoso calo di 3000 iscritti. La ragione della consistente diminuzione di studenti, non è da vedersi tanto nel calo storico delle nascite che nel 2017 ha toccato il suo record negativo, quanto nello spostamento fuori regione di numerosi nuclei familiari, a causa del sisma e della carenza di lavoro. Il Ministero ha comunque confermato il mantenimento delle classi nelle scuole del cratere sismico. Quanto al personale degli insegnanti si attendono nelle Marche 690 stabilizzazioni, essendo solo 133 i posti consolidati. L’integrazione avverrà tramite le graduatorie, Da segnalare l’emergenza presidi; su 237 sedi scolastiche infatti i dirigenti sono solo 166 e 71 di questi hanno una doppia reggenza. Pochi anche gli insegnanti di sostegno: solo 2609 quelli a tempo indeterminato e 1680 i supplenti, a fronte di 8000 alunni che ne hanno bisogno. Di 200 unità il numero in difetto del personale tecnico amministrativo
Sono stati consegnati a “Dirpa 2 Scarl” (Astaldi SpA), Contraente Generale del progetto Quadrilatero Marche-Umbria, i lavori per la realizzazione del secondo lotto della Pedemontana delle Marche, pari a circa 8,4 km di nuova viabilità da Matelica Nord a Castelraimondo Nord. Nelle prossime settimane saranno quindi avviate materialmente le operazioni di cantiere che si concluderanno in un tempo previsto di 36 mesi a decorrere da oggi.
Il tracciato, in prosecuzione del primo lotto in corso di realizzazione, comprende tre svincoli: Matelica Ovest, Matelica sud e Castelraimondo Nord. Le opere principali sono costituite da due gallerie: la galleria “Croce di Calle”, lunga circa 1,5 km, e la galleria “Mistrianello”, lunga circa 1 km. Il tratto comprende anche tre ponti e due viadotti oltre a opere minori come due cavalcavia e cinque sottovia. La carreggiata sarà larga 10,5metri con due corsie da 3,75 metri oltre due banchine da 1,5 metri ciascuna. L’investimento complessivo è di 90 milioni di euro.
I restanti due lotti da Castelraimondo a Muccia/Sfercia, già interamente finanziati per circa 130mila euro, sono in fase di progettazione esecutiva.
“ Sono anni che aspettiamo questa infrastruttura- dice il sindaco di Muccia Mario Baroni- ; spostarci velocemente nelle Vallata del Potenza dell’Esino e del Chienti, è per noi di fondamentale importanza, con la possibilità di collegarci agevolmente con Fabriano, con l’Umbria e la vallata delle Marche verso nord. E’ da molto tempo – continua Baroni- che si sta parlando di questo lotto della Pedemontana per il quale era stata data come priorità la parte finale dello svincolo di Muccia. Da parte nostra c’è l’urgenza di avere il progetto definitivo per sapere dove tale svincolo insisterà , in modo tale da poter porre in essere una studiata pianificazione territoriale, altrimenti resteremmo sempre appesi all’incognita senza poter lavorare in modo più preciso. Per vie informali- aggiunge il sindaco- siamo venuti a conoscenza che si sta lavorando al progetto definitivo ma, sino a questo momento, non ci è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale. Di ufficiale c’è la data programmata del prossimo 4 settembre per un incontro con la società Quadrilatero nel corso del quale si discuterà di varie problematiche. Qui a Muccia infatti c’erano i cantieri della superstrada e abbiamo delle questioni da definire con la società. Mi auguro che sia l’occasione per poter concludere positivamente il passato e che si possa aprire e chiudere a breve anche il capitolo della Pedemontana”.
“Se vivete circondati da tante bellezze,non date tutto per scontato. Godetevele al massimo...,A NOI MANCANO DA MORIRE”. E' il motto con il quale il Comune di Camerino e l'Associazione Turistica hanno presentato la città alla Borsa del Turismo del Centro Italia (MULA: Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo), attiva fino al 2 settembre presso il Centro AgroAlimentare Piceno di San Benedetto del Tronto. Da una città ricca di storia e cultura che il sisma ha profondamente ferito, un messaggio semplice ed incisivo, per sottolineare l'importanza di preservare e custodire bellezza e la grande voglia di rinascere. Al numeroso pubblico della Borsa è stato mostrato il video della città realizzato prima del sisma, proprio a testimoniare quanto di bello racchiudono le mura cittadine. Grazie alla presenza in fiera del presidente e dei volontari della Pro Camerino, è stato anche possibile illustrare ai visitatori la ricca offerta di manifestazioni che Camerino è in grado di offrire nel corso dell'anno.
"Sono al settimo cielo". Alberto Cambio è argento al DecaIronman e batte il record italiano assoluto.
30 Ago 2018Alberto Cambio è argento al DecaIronman e batte il record italiano di categoria. Doppia soddisfazione per l’atleta settempedano delle imprese titaniche, in Svizzera per una delle sfide più dure nel mondo dello sport: fare un Ironman al giorno (la distanza standard del triathlon cioè 3,86 km di nuoto, 180,260 km di bicicletta, 42,195 km di corsa), per dieci giorni. Cambio ha percorso ben 38 chilometri a nuoto, 1800 in bicicletta e 422 di corsa. E lo ha fatto in 143 ore e 43 minuti, aggiudicandosi quattro primi posti parziali e battendo il nuovo record assoluto italiano di categoria.
“Per uno come me che ha fatto sempre sport - dice - primeggiare in queste gare di livello mondiale e così dure, perché è forse la più dura delle competizioni, è il massimo della soddisfazione. È vero che puntavo al podio ma mai avrei pensato di arrivare a questi livelli. Tocco il cielo, non sto nella pelle dall’emozione”.
Ma oltre alla difficoltà delle prove, anche le condizioni atmosferiche hanno giocato la loro parte importante. Il DecaIronman si è svolto in Svizzera, a Buchs, lungo il Reno dove le temperature non erano certamente d’aiuto: “Il posto è bellissimo ma non si può dire lo stesso delle condizioni atmosferiche, terribili. I primi giorni è sempre stato molto caldo - racconta - con condizioni atroci. Erano sempre 34 o 35 gradi ma se ne percepivano anche 40. Tirava anche un vento caldissimo e questo non aiutava, specie in bicicletta. Il terzo giorno ha fatto dapprima molto caldo con un vento fortissimo e poi un temporale. Abbiamo fatto tutta la maratona sotto la pioggia e questo ci ha ucciso fisicamente. E il quarto giorno lo abbiamo passato interamente sotto la pioggia. È stato un diluvio”.
La sveglia, per Cambio e gli altri atleti partecipanti, era ogni giorno alle 5:40 per essere pronti a partire intorno alle 7 meno dieci. Mai avrebbe immaginato, dice, di poter lottare addirittura per il primo posto eppure si è trovato proprio a far questo in una sfida diretta con il russo Vladimir Voloshin. “Nei primi tre giorni - racconta ancora - il russo ha preso tanto vantaggio su di me, quasi 4 ore. Poi il quarto e quinto giorno per me c’è stata la rimonta. Ho iniziato a vincere recuperando ma non tanto da superarlo. Ha mantenuto tre ore di vantaggio nonostante io abbia vinto per quattro giorni. Sono stato bravo a tener botta - spiega - alla sera finivo ad orari che mi hanno permesso di cenare, fare massaggi e dormire molto. Ogni giorno sei sempre più stremato. Il russo era molto molto forte e più imponente di me. Potevo lottare per il primo posto ma non mi importa in fondo - ammette -. L’ultimo giorno è stato bellissimo perché sono arrivato primo e quindi ho dimostrato più resistenza”.
Ora è il tempo di riposare per Cambio e sto fra qualche tempo si penserà alle prossime sfide: “Quali saranno ancora non lo so. Devo fare mente locale, sono sfinito, per recuperare ci vorranno mesi. Vedrò come va il recupero - conclude - e poi cercherò di pianificare la prossima stagione”.
Gaia Gennaretti
