Radioc1inBlu
I militari della Compagnia di Civitanova Marche nel corso dei servizi di controllo economico del territorio, hanno sequestrato oltre 5 gr tra cocaina ed eroina, 14 fiale di sostanze dopanti e 1.140 € frutto di attività illecite. Tre ragazzi tunisini tra cui un minorenne sono stati denunciati a piede libero mentre un italiano è stato segnalato alla Prefettura per i provvedimenti di competenza.
I finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Civitanova Marche, nell’ambito dei servizi connessi al controllo economico del territorio, lungo una via cittadina, hanno sorpreso un giovane che, in pieno giorno, con fare sospetto si è avvicinato ad una autovettura consegnando un piccolo involucro e ricevendo in cambio del denaro.
Subito intervenuti, hanno identificato sia l’occupante dell’auto, recuperando l’involucro appena ricevuto, ed il ragazzo che aveva ancora i soldi in mano.
All’interno dell’involucro è stato rinvenuto circa un grammo di eroina.
Il conducente dell’auto, un italiano di 24 anni residente nella periferia di Milano è stato segnalato alla competente Prefettura ai sensi dell’art. 75 del DPR 309/90 per i provvedimenti di competenza.
Il ragazzo che ha ceduto lo stupefacente è risultato essere un cittadino tunisino di 17 anni allontanatosi volontariamente da un centro di accoglienza di Messina.
Nel corso delle indagini i militari sono riusciti a risalire ai soggetti, entrambi di nazionalità tunisina e residenti a Civitanova Marche che hanno dato ospitalità al minorenne.
Le conseguenti attività svolte presso le abitazioni dei due tunisini hanno consentito di sequestrare 7 dosi di cocaina e 14 file di sostanze dopanti nonché € 1.140 frutto di illecite attività.
Entrambi i soggetti sono stati denunciati a piede libero alla locale A.G. mentre il minorenne è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Ancona.
Questa operazione, conferma il costante impegno della Guardia di Finanza a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, attività ricompresa in un ampio dispositivo permanente di lotta ai traffici illeciti recentemente rafforzato dal Comando Generale del Corpo.

Una cerimonia toccante e piena di emozione quella che si è conclusa con l’intitolazione del Belvedere della Rocca Borgesca alla giornalista e scrittrice Maria Grazia Capulli. In un’atmosfera di particolare intimità, l’amministrazione comunale e la città di Camerino, hanno voluto rendere omaggio ad una donna che è stata esempio di vita, di garbo e di sensibilità. Nel suggestivo scenario naturale dei giardini, il sindaco Gianluca Pasqui e i rappresentanti dell’amministrazione, hanno accolto la mamma di Maria Grazia signora Rosa, il fratello Angelo, la cognata Monica e il nipote Giovanni. Presenti l’on. Laura Boldrini, i colleghi giornalisti della sede Rai di Roma, Cinzia Terlizzi, caporedattrice del Tg2 insieme a Monica Matano, Raimondo Maurizi, Gianni Gaspari, l ’autrice Rai e scrittrice Maria Cristina Maselli, l’imprenditrice Valeria Paniccia e la scrittrice camerteMaria Fontana Cito. Ad aprire la commovente cerimonia, alla quale hanno preso parte il rettore di Unicam Claudio Pettinari , autorità militari, civili, e numerosi cittadini, sono state le parole del sindaco Gianluca Pasqui :“ Un momento emozionante, bello e toccante per l’intero Paese- ha detto il primo cittadino- Erano due anni che lo aspettavamo ma abbiamo dovuto sempre rimandare per motivi che , in considerazione di quanto accaduto, possono essere compresi, tuttavia lo desideravamo con grande forza. Lo meritava Maria Grazia e anche il nostro territorio perché, ricordare in maniera perpetua questa bella person,a in un luogo meraviglioso come questo e tra i più significativi della nostra comunità, significa essere vicini anche a quei valori di bellezza e di cultura che sono propri della nostra terra. Un momento che giunge al cuore di tutti noi, tanto è pieno di sentimento e che andrà a ricordare per sempre una concittadina illustre che tanto ha dato a Camerino e a tutta la comunità”. Inframezzate dal delicato sottofondo musicale dei brani eseguiti dai Filarmonici Camerti , le proiezioni dei servizi televisivi realizzati dalla giornalista per il Palazzo della Musica e per il Centro Millecolori di Camerino e del ricordo che ha voluto dedicarle la redazione del Tg2.
Messaggi di stima, amicizia e affetto, in ognuna delle testimonianze che si sono avvicendate al microfono, a confermare il segno indelebile lasciato dalla figura e dalla personalità di Maria Grazia Capulli. Maria Fontana Cito ha letto una delle poesie a lei dedicate.
A scoprire la targa apposta sul viale del Belvedere sono stati poi il sindaco e la signora Rosa. E’ seguita la benedizione del vicario generale Mons. Nello Tranzocchi


“Ho voluto esserci perché ritengo che sia utile per questa cittadina colpita e ferita dal terremoto, avere uno spazio così bello dedicato a una grande donna- Così l’on. Laura Boldrini- - Una donna che si è contraddistinta sempre per la sua umanità, per la sua profondità, per la sua ricerca verso il bene. E’ una figura che ho conosciuto per lavoro ma con la quale poi ho instaurato anche un rapporto di amicizia. Una donna che aveva tanto da dare ed è per questo che ha lasciato anche un grande vuoto. Mi fa piacere che oggi siamo qui per lei e che questa comunità abbia voluto onorare la sua memoria, regalandole questa dedica nello spazio più bello della città”.

“In questo luogo che Maria Grazia ha tanto amato, credo che si possano trovare racchiusi tanti dei valori propri di mia sorella- ha sottolineato Angelo Capulli- ; da qui si apre la vista mozzafiato del Belvedere che regala una grande pace interiore, troviamo cultura, troviamo storia, forza e accoglienza, tutti i valori che hanno sempre reso forte Maria Grazia e le hanno probabilmente dato quella capacità di entrare negli altri e tirare fuori il bello delle persone, il bello di tutti. Sento di ringraziare veramente di cuore il sindaco di Camerino, l'amministrazione e tutta la città di Camerino per aver voluto dedicare a mia sorella questo spazio significativo”
“ Sono ricordi forti quelli che mi legano tuttora alla famiglia e quindi non potevo non essere presente – ha dichiarato Claudio Pettinari, rettore dell’Università di Camerino- Il nostro ateneo ha voluto dedicare l’evento più importante dell’anno proprio alla memoria di Maria Grazia perché siamo convinti che tutto quello che ci circonda, città e paesaggio siano in realtà il frutto di relazioni con le persone. Quello che contano – ha proseguito il rettore- sono le memorie e i ricordi. Credo che tutto questo possa essere capace di ridare immediatamente vita a questi luoghi e prospettive per il futuro. Trovo bellissima questa iniziativa dell’intitolazione del Belvedere. Tutte le volte che ci affacceremo e guarderemo a quel panorama ci ricorderemo di Maria Grazia e, con i suoi occhi vicini, potremo costruire qualcosa di bello come lei voleva”.
A portare la sua testimonianza di amicizia anche la scrittrice Maria Cristina Maselli che a Maria Grazia Capulli ha dedicato il libro intitolato ‘Sigismondo e Isotta’. “ Lei è la persona che per la prima volta ha conosciuto questa storia- ha ricordato l’autrice- Si è innamorata delle mie parole e mi ha incentivata a scrivere il libro. Maria Grazia amava tanto la lettura e amava moltissimo il Belvedere che le è stato dedicato. Mi raccontava che tante volte lasciava dei libri sulle panchine di questi giardini, in modo che le persone arrivando potessero leggerli. E ho deciso di lasciare una copia di questo libro a lei dedicato su una di queste panchine, per far sì che il suo messaggio possa proseguire” .
“ Il luogo scelto per l’intitolazione, ben rappresenta Maria Grazia perché sappiamo che in qualche modo le apparteneva- ha detto Valeria Paniccia- Ricordo in particolare una foto che la ritrae in una danza libera e gioiosa che sembra abbracciare il meraviglioso cedro del Libano che si trova al centro della rotonda del Belvedere. E’ un’immagine che rende il momento della felicità dell'essere qui , in un posto in cui in autunno i faggi si tingono di un giallo omogeneo e particolarissimo. Il giallo era il suo colore preferito e qui alla Rocca, a qualsiasi ora l’azzurro del cielo, come erano i suoi occhi, diventa infinito E’ un luogo dell'anima, ideale per lenire il dolore di una donna che non c'è più, quello dei suoi familiari e di noi che restiamo qui per far sì che il messaggio del nutrimento della bellezza che è stato il messaggio del suo passaggio su questa terra, possa restare per sempre. Sono felice che questo momento sia arrivato; l’intitolazione avrebbe dovuto avvenire pochi giorni dopo il terremoto e si è dovuto rimandare ad un tempo successivo. Avviene oggi, nel momento in cui la ferita ancora c'è ed è giusto che sia così . Quelle impalcature di legno che sorreggono gli archi accanto al nome di Maria Grazia, indicano che c'è una ferita che bisogna ancora lenire. Il suo nome qui, deve essere da monito per tutti quelli che possono collaborare per la rinascita di questa città”.
Carla Campetella

Azioni continue di propaganda, riflettori sempre accesi, continue passerelle nelle consegne delle casette, troppe telecamere e microfoni. I consiglieri di minoranza del gruppo "Comunità e Territorio" Andrea Caprodossi, Marco Fanelli, Fabio Trojani attaccano il sindaco Gianluca Pasqui e lo accusano di non pensare al futuro di Camerino. Di seguito la nota integrale.
Vorremmo dare spazio ad un pò di verità per i nostri cittadini che purtroppo continuano ad essere bersaglio inconsapevole di una azione continua di propaganda. Ciò con la complicità di alcune testate giornalistiche locali che sono state pagate proprio con i soldi dei cittadini stessi e per di più con delibere tenute nascoste che hanno richiesto una segnalazione alla prefettura per poterle vedere pubblicate.
Stessa propaganda che prosegue ogni volta che viene consegnata qualche Sae a famiglie che aspettano ormai da quasi due anni.
Sicuramente siamo contenti che anche nella nostra città, con colpevole ritardo,le famiglie stanno rientrando. La felicita di queste persone di avere una casa, sepppure provvisoria, gliela si legge negli occhi.
Nello stesso tempo riteniamo sarebbe stato più consono consegnare semplicemente gli alloggi alle famiglie senza organizzare ogni volta teatrini con emittenti televisive al seguito. Ciò non è molto rispettoso se non altro per il ritardo con cui stanno rientrando le famiglie rispetto agli altri comuni e le numerose famiglie che ancora non sono potute rientrare.
Su questo punto vogliamo ribadire ancora una volta che la solita storiella raccontata dal Sindaco secondo la quale i ritardi sono dovuti al fatto che ha voluto tenere tutti vicino alla città e non delocalizzare tutto verso "valle". Questa è una grandissima bugia che si sono inventati il Sindaco con gli esponenti Regionali per coprirsi a vicenda. I ritardi partono infatti già dal dopo terremoto quando i Sindaci hanno dovuto individuare le aree per le Sae. Quello di Camerino è stato l'ultimo ed ha agito con un ritardo di sei mesi e più rispetto agli altri.
Non è assolutamente vero che i ritardi sono il prezzo da pagare per tenere insieme la comunità questa è una enorme bugia condivisa con la Regione.
È molto grave prendere in giro chi sta soffrendo e chi si trova in uno stato emotivo fragile.
Inoltre se possiamo concordare su alcune aree individuate per le Sae e le delocalizzazioni non possiamo far notare che concentrare una città interamente su un fazzoletto di terreno non è sicuramente la migliore scelta in termini di vivibilità ed assetto futuro.
Basta pensare che la nuova scuola Betti e tutto il polo scolastico finirà per troversi in mezzo alle strade densamente trafficate.
Non a caso di fronte a tale approccio e le conseguenti opere di cementificazione uno studio famoso di come quello dell'arch. Cucinella ha preferito darsela a gambe levate.
Nella realtà tutte le operazioni di propaganda che giornalmente vengono effettuate servono a nascondere il fatto che per la città non c'è non solo un progetto futuro ma nemmeno una idea. Ciò per stessa ammissione del Sindaco nel Consiglio Comunale. Il fatto inoltre che non vengono dati cronoprogrammi nemmeno per le messe in sicurezza del centro storico da l'idea che la città quella dentro le mura è stata completamente abbandonata. Anche il fatto che sia o state individuate sei perimetrazioni fà capire che si pensa più ad una spartizione che ad un progetto ambizioso per Camerino che tra l'altro deve passare inevitabilmente per una riqualificazuone urbanistica già ampiamente disattesa.
La città ha bisogno di essere rilanciata non si è organizzato praticamente nulla per attirare un minimo di turisti durante questa estate. Bisognerebbe pensare ad un palinsesto di eventi adeguato al nome della cittadina.
La città va ripensata completamente, vanno creati dei luoghi di aggregazione ben definiti per età visto che ora vi sono rimasti solo quelli universitari (Istituzione che a differenza del nostro comune ha saputo rispondere adeguatamente al sisma) e vi è il pericolo di contaminazione per diverse fascie di età, soprattutto per le ragazze.
Andrebbe creata una nuova via di passeggio, per esempio da san paolo fino alle mosse una via di passeggio pedonale illuminata che dia di nuovo motivo alle persone di uscire di casa e di farsi una passeggiata in sicurezza.
Quindi chiediamo a tutti di smetterla di fare campagna elettorale, di non pensare ai proprio torna conti personali ma di svolgere l’attività per il bene della città che non ha bisogno di ulteriori divisioni, ma di marciare unita verso la rinascita
Grave incidente stradale a Sarnano, in località Cardagnano, sulla strada che uscendo dal paese conduce verso Amandola nei pressi del salumificio Monterotti. Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri una moto, condotta da un uomo residente ad Ascoli Piceno, si è scontrata con un’auto, alla cui guida si trovava un uomo del posto, che probabilmente stava voltando non accorgendosi dell’arrivo del motociclista. Nel tremendo impatto ad avere la peggio è stato il centauro soccorso sul posto dal personale del 118 giunto a bordo di due ambulanze. Viste le sue condizioni i sanitari hanno allertato l’eliambulanza che ha provveduto al trasporto del ferito all’ospedale regionale di Torrette. Fortunatamente le condizioni dell’ascolano non sembrano essere gravi. Le operazioni di soccorso del centauro hanno provocato notevoli rallentamenti del traffico poi tornato alla normalità.

San Severino, giovane muore per overdose
25 Ago 2018Tragedia a San Severino Marche dove un uomo di 37 anni è stato rinvenuto cadavere all'interno della propria abitazione in pieno centro cittadino. Sul posto i carabinieri della locale stazione e il personale del 118 che sono riusciti ad entrare nell'appartamento grazie all'aiuto di alcuni vicini che erano riuscita a reperirne le chiavi. Una volta all'interno la macabra scoperta del cadavere del 37enne con vicino alcune siringhe. Inquirenti al lavoro per accertare le cause del decesso, anche se tutto lascia presupporre si sia trattato di un'overdose, a quando risalga la morte dell'uomo e soprattutto se si trovasse da solo in casa.
g.g.
Una festa del patrono particolare per la comunità di San Ginesio dove è stato inaugurato, nel Parco del Colle Ascarano, il Centro di Comunità realizzato grazie anche al sostegno di Caritas Italiana. Al taglio del nastro erano presenti l'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, il sindaco Giuliano Ciabocco, il direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu, il parroco padre Antonio Tripaldi, la banda cittadina, la Corale Bonagiunta che ha solennizzato con i canti la messa di inaugurazione, autorità civitli e mailitari, ma soprattutto tanti ginesini felici di poter riavere, a due anni dal terremoto, un loro luogo di aggregazione. Il Centro di Comunità, infatti, sarà a disposizione della cittadinanza e delle associazione, oltre a fungere da chiesa in attesa della ristrutturazione degli edifici sacri cittadini. "Un esempio singolare di sinergia tra la responsabilità dell'amministrazione comunale, l'attività della parrocchia, l'intervento della Caritas Italiana che insieme hanno permesso a questa comunità di avere di nuovo un luogo di incontro - così l'arcivescovo Francesco Giovanni - Un segno concreto che dà speranza nel futuro perchè chi parla di futuro senza operare concretamente nel presente significa che non crede nel futuro". "Una giornata importante per San Ginesio - l'ha definita il sindaco Giuliano Ciabocco - A distanza di due anni dal terremoto riusciamo ad avere la nuova chiesa ed è un segnale importante per la nostra comunità dato, purtroppo, da privati perchè la ricostruzione pubblica è ancora ferma al palo". Una struttura resa possibile, come detto, dall'intervento di Caritas Italiana che "raccoglie i bisogni dei singoli territori e in essi convoglia la solidarietà concreta perviene dalle offerte ricevute", secondo quanto detto dal direttore don Francesco Soddu.


"Ricostruire è ritornare" . Il punto della situazione a due anni dal sisma del 24 agosto
25 Ago 2018"Ricostruire è ritornare", il titolo del forum tenutosi all'Eremo del beato Rizzerio di Muccia, a due anni dall’inizio degli eventi sismici che hanno sconvolto l’Italia centrale, lasciando i segni della più grande devastazione soprattutto nella regione Marche. 93 mila le scosse da quel 24 agosto 2016, in un territorio determinato a reagire, nonostante il passo lento della ricostruzione. Il punto della situazione al centro del convegno che ha riunito parlamentari ed amministratori provenienti da più comuni e province. Presenti, l’arcivescovo Brugnaro il sen. Pazzaglini, l’on. Patassini, relatore di maggioranza del decreto legge ‘sisma’, le on. Rachele Silvestri e Patrizia Terzoni, l’assessore regionale Sciapichetti, il direttore dell’Ufficio per la Ricostruzione Marche, Spuri, l’amministratore unico di ‘Quadrilatero’, Perosino, la consigliera del ministro Bonisoli, Daniela Tisi, , il prorettore di Unicam, Spaterna e la docente di Unimc in Economia della Ricostruzione, Eleonora Cutrini il capogruppo in Regione di M5S Maggi e la consigliera Romina Pergolesi.

In evidenza nell’intervento dell’arcivescovo Brugnaro una ricostruzione che ha bisogno del rispetto del tempo, del recupero di simboli di ispirazione sia religiosa che materiale, dell’aiuto a tornare a casa, un cosmo che ruota attorno a scuola, lavoro, ritrovi di comunità. “Mettere critica nei difetti e sceverare ciò che si è fatto o che si poteva fare, non è sbagliato Sin dall’inizio dissi al commissario Errani che questo non era il terremoto dell’Emilia. Il compito di usare la critica deve essere carico di speranza perché la speranza ha bisogno di dire che all’errore c’è sempre la possibilità di trovare una soluzione migliorativa. E’ cosi che si dà credito alla speranza; sul piano della speranza si incontrano tutti e quando impari che non c’è una via di uscita, conviene usare la fantasia e supporre che le cose possano cambiare. Utilizzare dunque un atteggiamento che permetta di essere dogmatici, perchè il dogmatismo politico e amministrativo procura danni”. Ragionare insieme e cercare di risolvere questioni ancora aperte nello spirito della condivisione e non della divergenza, è quanto ha auspicato l’assessore Sciapichetti: “ Alle 3.37 della scorsa notte- ha detto- eravamo a Pescara del Tronto nel luogo dove quella notte del 24 agosto giacevano i corpi delle vittime del sisma. Questa è la più grande catastrofe che si sia mai ricordata e di fronte a un evento epocale come questo, ognuno deve fare uno sforzo, lasciando da parte le logiche politiche. Ci vuole onestà intellettuale, trovare il modo di correggere gli errori. Ma occorrono un lavoro fatto insieme, confronto e riflessione, ascolto dei territori e dei sindaci che sono i protagonisti”. Secondo l’assessore alcune questioni avrebbero potuto essere affrontate in modo diverso e l’augurio è che il parlamento intervenga con correttivi. Tra le cose che i passati governi non sono riusciti a capire, ha indicato il passaggio dei piccoli abusi edilizi che rappresentano ostacolo per l’80 % della ricostruzione dei comuni. Positiva invece la rimozione delle macerie pubbliche che ha raggiunto il recupero di 500 mila tonnellate, mentre per la raccolta di quelle private, la normativa è da semplificare.
Della mancanza di normativa efficiente ed efficace per emergenza e ricostruzione e di linee guida adeguate, ha parlato il senatore Pazzaglini, evidenziando che l’esistenza di criteri da adottare permette di evitare scelte arbitrarie e sperequative. “ Imparando dagli errori fatti, si possono creare delle soluzioni diverse che aiuterebbero chi dovesse trovarsi in futuro nella stessa situazione. Invito tutti non tanto ad uno spirito critico, ma a fare un piccolo mea culpa e un passo indietro. E’ quando ci sono le condizioni di pace che occorre pensare alla guerra”. “Dire che il governo si è dimenticato del terremoto è una falsità - ha dichiarato l’on. Ptassini- Dal suo insediamento infatti ,la prima uscita del presidente Conte è stata nei luoghi del terremoto e la prima legge è stato il decreto sisma di conversione, al quale oggi dovremmo non tanto aggiungere, ma semplificare. La questione delle difformità urbanistiche deve invece superare delle divergenze politiche e ci sono diversità tra regione e regione, ma le Marche sono una regione corretta”. Sul cratere che andrebbe diviso per fasce, con un trattamento diverso per i comuni più colpiti, ha richiamato attenzione l’on. Rachele Silvestri evidenziando che di 45 comuni dell’intero cratere colpito in provincia di Macerata, i ricavi del commercio sono calati del 12% ; a questo dato drammatico si sommano la chiusura di 500 imprese con la perdita di 1500 posti di lavoro e lo spopolamento devastante dei territori. “ Per riportare gente serve lavoro e occorre usufruire dei benefici del terremoto per permettere agli imprenditori una sicurezza nell’investire per garantire occupazione”. Dal canto suo la consigliera del Ministro dei beni culturali Tisi ha posto l’accento sulla proposta che è priorità del ministero, di attivazione di procedure e protocolli specifici per la salvaguardia dei beni culturali in caso di emergenza, nell’ottica della prevenzione e individuazione di depositi attrezzati.
“Da tecnico- ha detto Perosino- dico che non è normale stare ancora qui a dire cosa si deve fare; il costruire è un progetto e, in un Paese altamente sismico, dovremmo ritrovarci preparati, invece, stiamo ancora a discutere su come dobbiamo affrontare emergenze. Siamo ancora fragili perché non siamo stati in grado di fare procedure certe e sicure . La priorità è la vita delle persone e lavorando insieme occorre fare dei piani che rispondano alle necessità e alle necessità singole. La Quadrilatero ad esempio non è stata una strada qualsiasi; attraversare gli Appennini non è stato facile ma in questa zona sismica la strada porta dei benefici anche di tipo sociale che evita spopolamento. Cosa importante per il futuro è partire dall’ascolto, perché le strade non si fanno senza aver prima ascoltato le comunità dei territori che si attraversano e, senza valutare la stessa utilità assoluta dell’opera. Occorre smetterla di fare opere inutili. Basta con le opere incompiute che sono lì a testimoniare l’incapacità di gestire ”.“ Il governo dia solo i finanziamenti e il parlamento dia competenze a Regione e comuni, altrimenti non si va da nessuna parte- è intervenuto l’ex sindaco di Serravalle Ronchetti, sollecitando Spuri riguardo alle risorse disponibili per la ricostruzione. “ Nessun problema di risorse – ha detto il direttore dell’Ufficio Ricostruzione- tuttavia , per le opere pubbliche, pur esistendo i fondi, i comuni non riescono a farle partire; solo cento le progettazioni in corso con soli trenta responsabili di procedimento nominati. Il sistema denota delle sofferenze nel complesso a tutti i livelli. Può avere delle semplificazioni ma occorre accettare qualche compromesso. Per la ricostruzione privata all’U.R. sono arrivate 3500 pratiche , autorizzate ne sono 1050, un altro 50 % è fermo nei comuni e per la vastità della devastazione necessiterebbero più professionisti e imprese . Ci vuole più fiducia e meno sospetto, altrimenti - ha continuato Spuri- si perde la volontà di stare sul pezzo tutti i giorni . 200 decreti al mese sono 2400 decreti all’anno e per fare 10 mila cantieri ci vogliono più di 10 anni. Se ognuno di noi vede il suo segmento e non è conciliabile alla fine con la vita delle persone , il risultato dell’equazione è perfetta, ma il paziente intanto è morto”. Altri interventi della serata quelli dell’on. Terzoni, della consigliera regionale Pergolesi, dell’assessore folignate Gubbini, del prorettore Spaterna e della docente Cutrini, seguiti da Maggi e dai sindaci Baroni e Piermattei.
Tragedia sfiorata alla “Palesia” nei pressi di monte Gemmo nel territorio di Pioraco.
Un appassionato di montagna residente a Macerata, mentre stava scalando una parete rocciosa, improvvisamente perso l’appiglio precipitando al suolo, facendo un volo di circa 10 metri e riportando diverse fratture tra cui quella al bacino.
Immediato l’allarme da parte dei compagni di cordata che hanno allertato i soccorsi con i volontari del C.a.i. che hanno raggiunto il ferito sul luogo dell’incidente.
Gli uomini del soccorso alpino hanno poi imbragato l’uomo portandolo nella zona della cartiera cittadina dove i sanitari hanno richiesto l’intervento dell’elioambulanza che ha provveduto al trasporto del ferito all’ospedale regionale di Torrette.
Il punto del Presidente Olivieri sulla situazione presente e futura del Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Nel luglio 2013 veniva nominato presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con decreto del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, il professor Oliviero Olivieri, ordinario di Nutrizione a Alimentazione animale al Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia. Una grande preparazione scientifica alla base pertinente anche alla gestione delle aree protette, ma soprattutto la capacità di intessere un efficace piano di relazioni con il territorio, a cominciare dai Sindaci. Una presidenza, la sua, segnata in particolare dagli eventi sismici che hanno sconvolto i Sibillini e le aree appenniniche del centro Italia a partire da due anni fa, dalla prima scossa del 24 agosto 2016. Di seguito riportiamo una riflessione del Presidente Olivieri alla chiusura del suo mandato che scade proprio oggi, 24 agosto 2018.
“Il Parco, in questi anni, ha fatto la sua parte, cercando di mantenere il ruolo di tutela e valorizzazione del territorio che gli compete, anche in una situazione di emergenza come quella che si è venuta a creare a seguito del terremoto. Pur rimanendo anche noi senza la nostra storica sede, abbiamo cercato in ogni modo di non far mancare il nostro apporto e sostegno alle comunità che, da subito, si sono adoperate per ripartire e scongiurare il rischio dell’immobilismo e dell’abbandono: richieste di pareri, autorizzazioni, sopralluoghi, incentivi come, ad esempio, quelli per le reti elettrificate per la difesa delle greggi, partecipazione ad incontri, dibattiti pubblici ed a iniziative di promozione, ripristino della sentieristica, attivazione di strategie per il rilancio del turismo, nonostante tutto, con il rinnovo della Carta Europea del Turismo Sostenibile, azioni di salvaguardia della fauna come quella custodita nelle aree faunistiche, disponibilità ad interloquire con i mezzi di comunicazione ed anzi a supportare con i propri tecnici e funzionari attività di informazione pubblica sul territorio e sulle emergenze. Poi, certo, il nostro pensiero non può non andare a chi da questa esperienza è stato toccato direttamente, alle vittime, alle migliaia di sfollati tra cui anche molti dipendenti e collaboratori del Parco. Avremmo potuto fare di più e meglio, questo è nelle cose. Penso, ad esempio, all’attuazione del Piano per il Parco che, comunque, è vicino alla sua adozione definitiva. Ma quello che non posso rimproverarmi è l’impegno profuso da tutti noi per portare il nostro contributo ad una comunità sconvolta, che soffre, ha sofferto, continuerà a soffrire ancora, ma con la speranza di un futuro concreto e, auspicabilmente, a portata di mano. Il Parco è amico del territorio. Il Parco, sono certo, giocherà un ruolo fondamentale nella ripartenza, a cominciare dal turismo. E a chi verrà dopo di me spetterà il compito di proseguire su questa strada, consapevole che può contare sul supporto di una struttura preparata e di collaboratori motivati, e su una rete di relazioni, in primis i sindaci, che rappresenta un valore aggiunto per una gestione efficace, razionale, di valorizzazione e tutela di questo straordinario territorio che prende il nome dai Monti Sibillini.”
A fare le veci del Presidente, prima della nuova nomina da parte del Ministero dell’Ambiente, sarà l’attuale vice Presidente del Parco, Alessandro Gentilucci, Sindaco di Pieve Torina, il quale ha espresso, a nome di tutto il territorio del Parco, un sincero ringraziamento al Presidente Olivieri “per il suo operato, per la determinazione che ha sempre dimostrato in questi anni per assicurare un ruolo ed un futuro alle comunità che abitano questi luoghi nel rispetto dello straordinario ecosistema dei Monti Sibillini. Mi impegnerò, in questo periodo di vacatio molto delicato perché è all’ordine del giorno il tema della ricostruzione, per continuare ad operare in un’ottica di piena collaborazione tra istituzioni, nel rispetto dei differenti ruoli.”
Carlotta Maggiorana è Miss Marche 2018. Eletta a Pieve Torina, nel cuore della zona rossa
24 Ago 2018E’ Carlotta Maggiorana la Miss Marche 2018. La ventiseienne di Petritoli è stata scelta come la più bella delle Marche nella finale regionale che si è svolta a Pieve Torina nel cuore della zona rossa, in una piazza Santa Maria Assunta riaperta per l’occasione e gremita di pubblico. Rappresenterà la Regione alle finali nazionali in programma a Jesolo dal 3 all’8 settembre. " Sono felicissima di aver vinto questo titolo qui in uno dei centri che hanno riportato più distruzione nel sisma del 2016- ha detto Carlotta Maggiorana- Ricorderò sempre questa serata di Pieve Torina e mi auguro di poter tenere alta la fascia che mi è stata affidata".
Sentite e intense le parole pronunciate dal palco dal sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci il cui pensiero di cordoglio, solidarietà e vicinanza, è volato alle vittime del sisma del 24 agosto 2016. "Questa serata ha un doppio significato è un po' un ossimoro che riunisce Il bello e il brutto . C’è il bello di questa manifestazione per la quale ci siamo prodigati e c'è il brutto della distruzione, della bellezza che avevamo e che dobbiamo impegnarci a ricostruire. La volontà dell'amministrazione comunale e quella che mi ha animato a portare in questa piazza la finale regionale di Miss Italia- ha ggiunto il sindaco- è un messaggio che vogliamo lanciare ai politici perché questo è il cuore dell'Italia; con rabbia, con determinazione, con grinta e con l'animo della nostra popolazione che testimonia la resilienza della gente che è voluta rimanere qui, dico che il messaggio vero che si è voluto lanciare con questa serata è che così non si può andare avanti. Qui c'è l'Italia vera perchè l' Italia vera sta nelle aree interne che non hanno lasciato morire la vera tradizione italiana. Questo è il significato politico racchiuso nella serata che abbiamo voluto qui: è la volontà dell'amministrazione comunale di riaprire una zona rossa per far vedere a tutti come stiamo messi insieme agli sforzi alla capacità, alla dedizione e all’unità di tutto questo popolo, dimostrati sempre e in tutto questo lungo tempo. Dico tutto questo a nome di un territorio perché rappresento l'Unione Montana che è capofila delle aree interne e, come vicepresidente, anche il Parco nazionale dei Sibillini ".

Nel corso della piacevolissima serata, condotta da Marco Moscatelli e Monica Riva, arricchita dalle esibizioni del cantante Francesco Capodacqua e condita dalle esilaranti battute del comico Marco Passiglia, la giuria ha anche assegnato altre fasce. Prepareranno i bagagli per partecipare alle prefinali nazionali di Jesolo dunque anche la diciottenne Veronica Nucci di Loreto eletta Miss Pieve Torina e la diciannovenne Melania Marinelli di Ancona, scelta come Miss Sport Marche. " Per me l'emozione è fortissima- ha commentato Miss Pieve Torina che conserva anche la fascia di Miss Cinema conferitale nelle precedenti selezioni - Sono orgogliosa e fiera di questo titolo che rappresenta un paese che ha sofferto tanto ma non si è mai arreso".


Insieme a loro accederanno alle Prefinali Nazionali di Jesolo: Laura Schiavoni di Osimo “Miss Rocchetta Marche”, Silvia Sbaffi di Fabriano “Miss Eleganza Marche”, Angelica Berretta di Montefelcino “Miss Sorriso Marche”, Erika Franceschini di Ascoli Piceno “Miss Equilibra Marche”, Sara Ferraiuolo di San Benedetto del Tronto “Miss Riviera Marche”, Anita Privitera di Porto Sant'Elpidio “Miss Miluna Marche”. In giuria anche la Miss Italia in carica, la trentina Alice Rachele Arlanch e Miss Marche 2017 Ilenia Bravetti di Matelica. Alla significativa serata che, dal cuore del paese riaperto è riuscita a trasmettere un’atmosfera festosa e a regalare un po’ di serenità, erano presenti anche Miss Normal Size Daniela Mazzaferro di Civitanova e Miss Coraggio Marche Rossella Fiorani di Pesaro.



