Radioc1inBlu
Dramma a Tolentino dove un giovane di 38 anni C. D., residente a Caldarola, si è gettato da un cavalcavia della superstrada 77 Valdichienti in contrada Piani Bianchi alto circa 12 metri dopo aver lasciato la propria auto lungo la sede stradale. immediato l'allarme lanciato da alcuni automobilisti che hanno allertato carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118. Giunti sul posto i sanitari, constatate le gravi condizioni del giovane, hanno richiesto l'intervento dell'eliambulanza che ha provveduto all'immediato trasporto all'ospedale regionale di Torrette. Gravi le lesioni riportate dal giovane, molto conosciuto nella comunità caldarolese, nel drammatico volo nel vuoto. L'uomo si trova ora ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale anconetano in stato di coma con i sanitari che, ovviamente, non sciolgono la prognosi.
Castrum Sarnani “Reaedificandum”: ricostruzione storica del passato per ricostruire il presente
23 Ago 2018Tantissimi gli artisti che si sono alternati sui palchi sparsi per la manifestazione, gli spettacoli di giocolieri, danzatrici e mangiafuoco, la comicità delle scenette teatrali e la simpatia dei giullari pronti a coinvolgere i visitatori con gli antichi giochi.A coordinare abilmente i vari gruppi è stato il direttore artistico Alessandro Martello, seguendo il tema scelto per l’edizione 2018 di “Reaedificandum”: un viaggio attraverso la ricostruzione storica del passato di Sarnano per ricostruire il presente dopo il sisma del 2016. Il terremoto, infatti, è stato un momento molto difficile per il paese, che tuttavia dimostra giorno dopo giorno la sua voglia di curare tutte le ferite e guardare avanti. Il successo di una manifestazione come Castrum Sarnani ne è la prova, nonché una soddisfazione che va oltre ogni aspettativa. A causa dei danni riportati nel centro storico dopo il sisma, il percorso ha dovuto subire non pochi cambiamenti. La manifestazione si è sviluppata principalmente nelle piazze più basse del paese, subendo un ridimensionamento e rinunciando a molti degli storici punti di ritrovo per la festa. Tuttavia, intatto è rimasto lo spirito e il fascino del passato che torna in vita per le vie del centro storico. A rendere possibile tutto ciò sono stati gli organizzatori che hanno curato ogni dettaglio, i quasi cinquanta artisti che nei tre giorni hanno animato ogni angolo della festa e tutti coloro che hanno lavorato duramente lungo il percorso. Quest’ultimo gruppo di lavoratori conta un esercito di oltre 150 volontari che coprono tre generazioni, personale in costume d’epoca che ha reso possibile la magia. A confermare il valore di Castrum Sarnani è stata l’attribuzione per la manifestazione del marchio dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, un onore per gli organizzatori e per tutta la comunità.Sabato sera la manifestazione si è chiusa con lo spettacolo dei Tamburini del Serafino in piazza Perfetti, un simbolico arrivederci al prossimo anno.


Dopo la posa della prima pietra avvenuta a fine giugno,procedono nel quartiere di Fonte San Venanzio i lavori per la realizzazione della nuova struttura della Scuola dell'infanzia Maria Ausiliatrice Di recente è stata gettata la piattaforma in cemento armato che farà da base al nuovo istituto della parrocchia di San Venanzio. Un altro passo in avanti per la nuova scuola paritaria dell'infanzia di Camerino che, grazie alla donazione di una onlus cattolica di Cremona guidata dall’imprenditore Giovanni Arvedi, potrà presto diventare realtà.

“ La costruzione sta procedendo con passo spedito - dichiara il parroco don Marco Gentilucci-. E’ già stata realizzata la piattaforma e, nei primi giorni di settembre inizieremo a montare la nuova struttura. Una volta completata la maturazione tecnica del cemento armato, credo che i lavori potranno essere anche molto veloci e comunque tutto procede come previsto; ovvio che l’anno scolastico inizierà ancora nella sede provvisoria, ma l’auspicio è che le operazioni necessarie procedano con celerità, in modo da poter inaugurare il nuovo edificio scolastico e permettere ai bambini di potervisi trasferire al più presto. La nuova struttura, sarà anche leggermente più grande rispetto al progetto iniziale, toccando i 400 metri quadrati di ampiezza, senza considerare la grande pergola che verrà predisposta al di fuori. Una struttura assolutamente antisismica, realizzata con tecniche innovative- spiega don Marco- un edificio passivo con tetto a verde, pieno di ogni confort, un vero dono alla comunità da parte della onlus che fa capo al cav. Arvedi. La scuola dell’infanzia Maria Ausiliatrice, rappresenta una tradizione importante per la nostra città e per la nostra comunità cristiana- conclude il parroco- E’ proprio per questo motivo che, dopo il terremoto, nonostante si siano dovute affrontare grandi difficoltà, non abbiamo mai pensato di chiuderla. Riteniamo che rappresenti anche la scelta chiara che la Chiesa ha sempre fatto, nell’educazione e nello stare vicino ai bambini e alle famiglie; poter avere una struttura nuova, trovo che spinga noi tutti a credere alla garanzia di un futuro stabile per questa istituzione”.


Riapre la discoteca Much More di Matelica
23 Ago 2018C’è già una data fissata per la riapertura della discoteca Much More di Matelica. E’ quella di sabato 13 ottobre, una notte che entrerà nella storia della città e del locale che nel 2019 compirà 40 anni. Sì, si può parlare di storia perché il Much More dagli anni ’80 ha contribuito in grande stile al divertimento notturno di tutto l’entroterra marchigiano, con serate e ospiti che sono nella memoria di intere generazioni. A far ripartire la discoteca saranno tre ragazzi del posto: Riccardo Antonelli, 25 anni di Matelica, Simone Bellardinelli, 27 anni di Castelraimondo e Gianluca Mattioli, 30 anni di Fabriano. Tante le novità che caratterizzeranno la stagione 2018/2019, dal calendario completamente ripensato rispetto al passato, all’allestimento del locale. «E’ ancora presto per svelare tutto – spiegano i tre ragazzi – di sicuro al momento c’è solo la grande emozione che stiamo provando giorno dopo giorno. Abbiamo cercato il più possibile di tenere nascosta la notizia, ma in città e dintorni è stato impossibile per l’attesa che c’era intorno a questo locale. Un clima che è stato reso tale solo grazie a chi ha gestito il locale prima di noi e lo ha portato ad essere un punto di riferimento per tutta la regione, con persone che lo conoscono in tutta Italia». Il Much More è stato costretto a chiudere nel febbraio del 2016, a causa della morte del titolare dell’attività Luciano Beniani. Un lutto improvviso che ha colto di sorpresa tutti. «Tutti e tre conoscevamo bene Luciano, chi per lavoro o chi per amicizia – raccontano i tre nuovi soci – E’ encomiabile lo sforzo che ha messo in campo negli anni dedicandosi a questo locale come probabilmente nessun altro aveva fatto prima. E’ anche per lui che oggi siamo qui decisi a riaprire questa discoteca. Faceva veramente male vedere le porte chiuse e le luci spente anche di sabato sera. E’ stato più per questo motivo che per altri se alla fine ci siamo buttati in questa avventura, considerando anche il fatto che al giorno d’oggi attività come queste sono le più rischiose per tanti motivi». Soprattutto in un territorio che sta facendo fatica a rialzarsi dopo il sisma del 2016. Un evento che ha sconvolto la comunità e cambiato il tessuto economico e sociale dell’intera area. E’ in questo contesto di rinascita che si inserisce la riapertura del Much More, per molti un punto di ritrovo considerato come una vera e propria piazza. «C’è chi lo ha chiamato salotto buono di Matelica e chi invece lo ha considerato come la seconda piazza della città. Noi siamo tra questi ultimi e stiamo lavorando per fare in modo che torni ad essere un punto di riferimento per tutti, giovani e adulti. L’obiettivo è anche quello di riportare gente nei bar e ristoranti di Matelica, perché se si riattiva quel meccanismo come negli anni passati, siamo sicuri che questa città può definitivamente rinascere» concludono Riccardo, Simone e Gianluca.
“Ricostruire è ritornare”. Un titolo simbolico per il convegno che, a due anni dal sisma del Centro Italia, si svolgerà a Muccia presso l’Eremo del Beato Rizzerio. L’incontro dibattito è previsto questo venerdì 24 agosto alle ore 17.00. Vi prenderanno parte l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il direttore dell’Ufficio per la Ricostruzione Cesare Spuri, l’Amministratore Unico Quadrilatero Marche-Umbria Guido Perosino, il senatore Giuliano Pazzaglini, gli onorevoli Mario Morgoni, Rachele Silvestri, Patrizia Terzoni e il relatore di maggioranza alla Camera del D.L. n.55 sisma on. Tullio Patassini, il consigliere Ministro Beni Culturali Daniela Tisi, i prorettori di Unicam Andrea Spaterna e di Unimc Eleonora Cutrini, l’arcivescovo di Camerino- San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro, i consiglieri regionali Giovanni Maggi, (capogruppo del M5S) e Romina Pergolesi. Al convegno, la cui conduzione è affidata al giornalista Maurizio Verdenelli, prenderanno parte anche i sindaci e delegati dei comuni di Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelsantangelo sul Nera, Colfiorito, Fabriano, Foligno, Muccia, Montecavallo, Sarnano, San Severino Marche, Sassoferrato e il “sindaco del terremoto 1997” Venanzo Ronchetti.
“ A due anni dal sisma del 24 agosto 2016- dichiara il sindaco di Muccia Mario Baroni- l’incontro servirà a fare il punto della situazione. Lo stesso titolo dato al convegno è un messaggio forte che si vuol lanciare: “ Ricostruire è ritornare” per dire che se non rendiamo concreta la ricostruzione, le persone non tornano, non si riparte con le attività e non c’è comunità. La partecipazione dei sindaci e delegati dei comuni del territorio è molto significativa e sarà di sicuro apporto ad una discussione e riflessione approfondita; di particolare importanza la presenza dei delegati del comune di Foligno, anche per l’aggancio che stiamo costruendo con la città umbra, testimoniato da un percorso già iniziato e del quale proprio nell’occasione del convegno metteremo le basi”.






Nelle aree terremotate la produzione di latte è calata del 20% anche per la chiusura delle stalle ma le difficoltà non hanno scoraggiato la maggioranza di agricoltori e allevatori che, a prezzo di mille difficoltà e sacrifici, non hanno abbandonato il territorio ferito e sono riusciti a garantire la produzione della maggior parte delle tipicità. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti a due anni dalla prima scossa che il 24 agosto 2016 ha devastato ampie aree del centro Italia. A Castelluccio di Norcia è in piena raccolta la prestigiosa lenticchia con la falciatura degli oltre 500 ettari seminati ed un raccolto che si prevede buono attorno ai 3mila-4mila quintali secondo la Coldiretti. E sulle tavole rimane anche il ciauscolo, il caratteristico salame spalmabile marchigiano, il pecorino dei Sibillini e le tante altre specialità del territorio - continua la Coldiretti – come la patata rossa di Colfiorito, lo zafferano, il tartufo, il prosciutto di Norcia Igp o la cicerchia. “Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che – afferma la Coldiretti - occorre sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “E’ necessario che la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia, che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo, ed è per questo che la Coldiretti insieme alla solidarietà è ininterrottamente impegnata con Campagna Amica a garantire uno sbocco al mercato per le produzioni locali” ha concluso Moncalvo.


Palio aperto anche alle donne: per la prima volta non solo “sciabbegotti” maschi
In attesa del “coffe in spalle” di sabato sera, continuiamo il nostro tour attraverso le Ciurme. Oggi tocca alle Ciurme di Montarice e Castennou, le due che hanno vinto più Palii nelle 23 edizioni precedenti, totalizzandone insieme ben 18.
L'edizione 24 del Palio Storico di San Giovanni, che si terrà nella serata di sabato, sarà caratterizzata da una splendida nota di rosa che suscita la curiosità dei più: per la prima volta nella storia della corsa, infatti, le Ciurme non saranno composte solo da "sciabbegotti" maschi.
Intanto, per la cronaca, le liste delle Ciurme sono state ufficialmente presentate dai “Parò” dei quartieri alla segreteria dell'Ente Palio corredate della documentazione richiesta dal Regolamento della corsa.
Altre curiosità: son 22 gli sciabbegotti che correranno il Palio per la prima volta e saranno tre le stelle d’oro che verranno assegnate al termine della corsa a coloro che saranno arrivati a 10 partecipazioni.
In attesa del “coffe in spalle” di sabato sera, continuiamo il nostro tour attraverso le Ciurme.
Oggi tocca alle Ciurme di Montarice e Castennou, le due che hanno vinto più Palii nelle 23 edizioni precedenti, totalizzandone ben 18 insieme. Montarice è la detentrice del Palio 2017 e ne ha vinti complessivamente 7. Castennou è a quota 11 e lo scorso anno si è piazzato quarto.
Di seguito gli sciabbegotti di Montarice: Alessio Sampaolesi (capitano), Francesco Bartolo, Emanuele Mancinelli, Stefano Pigliapoco, Sina Ghorbanalirad, Adelmo Francesconi, Massimiliano Duca, Mattia Stortoni, Simone Perna, Matteo Corvatta, Christian Anticaglia, Cristiano Grilli, Ludovico Mastrandea e Alessio Ferreo.
Di seguito gli sciabbegotti di Castennou (tra le sue fila quest’anno non correrà il decano di tutti i Palii, Filippo Rombini, che ne ha corsi ben 21 con Castennou mentre suo figlio Mattia non gli è da meno ed è già arrivato a quota 11): Mattia Rombini, Andrea Capitanelli, Federico Capitanelli, Marco Gonnelli, Saverio Teseo, Lorenzo Vallesi, Luca Scoppa e Matteo Araujo.
Castennou

Montarice

Ogni anno a Candia, una frazione del Comune di Ancona situata su una collina affacciata da un lato sulla valle della Baràccola, si svolge una manifestazione che rievoca una antica tradizione, quella della festa dei covoni con la realizzazione di vere e proprie opere d’arte costruite utilizzando soprattutto spighe e paglia.
Per l’edizione 2018 gli organizzatori hanno deciso di realizzare, con dovizia di particolari, la Basilica di san Nicola di Tolentino. La ricostruzione in scala 1 a 15 è stata costruita utilizzando ben 70.000 spighe di grano e curata nei minimi particolari.
A rappresentare la Città di Tolentino il Consigliere Mirco Mancini e Albino Incicco della Pro Loco TCT.
Un ringraziamento va al Comitato Organizzatore della festa e a Luigi Bronzini.
Il Covone dedicato alla Basilica di San Nicola sarà visibile anche il 3 settembre a Tolentino, in occasione dell’apertura delle Feste dedicate al Taumaturgo San Nicola ed esposto in piazza della Libertà.


Sono ciirca 250 persone le persone che la questura di Macerata ha denunciato tra coloro che hanno preso parte al rave party non autorizzato, arrivando nella notte tra il 13 e il 14 agosto a Piane di Vermenone nel Comune di Sefro. Tramite social e passaparola la festa aveva richiamato migliaia di giovani. I ragazzi identificati, provenienti da 43 provincie italiane e da diversi Paesi europei, sono accusati di invasione di terreni e per tutti verrà proposto il rimpatrio con foglio di via obbligatorio con divieto di fare rientro nella zona per tre anni. Proseguono intanto le Indagini per individuare gli organizzatori del rave; dovranno rispondere oltre che di invasione di terreni, anche di aver messo in piedi la manifestazione, senza alcuna autorizzazione. La polizia ha presidiato la zona per 4 giorni, tutelando gli abitanti di Sefro, Fiuminata e Pioraco.
Durante il rave un giovane è stato dichiarato disperso e poi ritrovato in Umbria; altri sono stati denunciati per droga, un camper si è sfrenato ed è finito su una tenda,nella quale dormivano due ragazzi che, rimasti seriamente feriti, sono stati trasportati a Torrette con due eliambulanze.
