Radioc1inBlu
“Quale futuro aspetta l’ambulatorio e la week surgery ostetrico-ginecologici?”. È la domanda che l’associazione di San Severino Help Sos Salute e Famiglia, presieduta da Cristina Marcucci, ha rivolto tramite raccomandata al presidente della Regione Luca Ceriscioli in qualità di assessore alla sanità. Il problema è presto detto: l’unico ginecologo operante all’ospedale settempedano, dei quattro che erano in servizio due anni fa quando è stato chiuso il punto nascite, è Vincenzo Felicioli, in collaborazione con l’equipe del reparto maceratese di Mauro Pelagalli. Felicioli tuttavia andrà in pensione con la fine dell’anno e dunque c’è il timore che non venga rimpiazzato e che vengano interrotti non solo i servizi rivolti alle donne in gravidanza fino alla 36esima settimana, ma anche le attività della week surgery.
“Ci teniamo a ricordare - scrivono - che la determina 913 della vigilia di Natale del 2015 sulla chiusura del punto nascite, prevedeva che in tutte le sedi destinate all’applicazione del ‘Percorso di presa in carico della gravidanza’ (come il caso di San Severino, ndr), si prevedeva il mantenimento delle attività ambulatoriali di ostetricia e ginecologia, con visite, ecografie, prelievi, corsi preparto, oltre ad attività medica e chirurgia ginecologia. Dal momento che Felicioli è prossimo alla pensione - chiedono - quale futuro aspetta il reparto?”.
L’associazione chiede al governatore una risposta “congrua ai bisogni delle donne in gravidanza dell’entroterra marchigiano”.
g.g.

Via ai lavori per il terzo piano dell’ospedale di San Severino. Ospiterà la lungodegenza e le cure intermedie. Lo si evince da una determina a firma del direttore generale dell’Asur, Alessandro Marini, con la quale viene aggiudicata definitivamente la gara d’appalto per i lavori di ristrutturazione al Bartolomeo Eustachio. I lavori saranno a cura della ditta Elettro Stella srl di Monsampaolo del Tronto che si è aggiudicata l’appalto con un ribasso del 21,63% su un importo a base d’asta di 651.656 euro + iva.
I lavori saranno pertanto realizzati ad un costo di 565.027 euro iva inclusa.
Un altro investimento dunque, dopo la recente attivazione dell’ambulanza medicalizzata 12 ore al giorno e dell’inaugurazione di un nuovissimo mammografo digitale di ultima generazione al costo di 179mila euro.
g.g.
“Avremmo dovuto avere il teatro entro il 9 dicembre 2014”.
Interviene così il gruppo pentastellato tolentinate sulla riapertura del teatro Vaccaj di Tolentino.
I 5 stelle, in una nota che vi proponiamo di seguito, dicono la loro sui tempi di riapertura del teatro di Tolentin.
“A dicembre 2012 a seguito di una gara pubblica viene stipulato il contratto di appalto per la ricostruzione, e vince su 39 ditte partecipanti la Crucianelli Restedil in forza dell'offerta di completare i lavori in 48 mesi, non oltre il 09/12/2014.
Ricordiamo infatti che nei parametri di bando, il tempo di esecuzione dei lavori era valutato ben 10 punti, quindi chi si dichiarava in grado di essere più celere dei concorrenti era lautamente premiato.
48 mesi, lo ricordiamo, e avremmo dovuto avere il teatro non oltre il 09/12/2014.
Cosa accade allora perché invece scorrano lenti oltre 10 anni? - si chiedono i grillini - .
Accade che vengano concessi circa 1166 giorni di proroghe. A differenza delle sospensioni, quelle che avvengono per cause di forza maggiore, come il terremoto o dei ritrovamenti archeologici e che di conseguenza non hanno responsabili diretti, le proroghe sono un'altra cosa.
La proroga sostanzialmente consente alla ditta di impiegare più tempo di quanto previsto, senza che vengano applicate le penali come da contratto, per ragioni dovute a ritardi o inadempienze della ditta stessa, o della macchina comunale.
Nessuna concreta necessità documentata, solamente una situazione più comoda per tutti.
Come mai nessuna penale viene applicata su 1166 giorni?
Cioè 3 anni di proroghe.
Seppur nella piena discrezionalità politica di questa amministrazione, ci piacerebbe sapere invece perché, per lavori cimiteriali, le penali sono state applicate.
Ricordiamo alla cittadinanza che circa il 90% del tempo occorso è ricaduto sotto le amministrazioni Pezzanesi, che si dichiara ad ogni consiglio comunale “uomo del fare” e sicuramente misura il tempo in danaro. Peccato che in questo caso tre anni di proroghe non abbiano rimpinguato le casse comunali, ma si sa : “governare è far credere” come ben sa anche il nostro di Principe”.
Giulia Sancricca
Un mondo prettamente femminile e perfetto che garantisce l’equilibrio del nostro ecosistema e che ci dona prodotti estremamente benefici per la nostra salute. È il mondo delle api, organizzate in micromonarchie dove a capo ci sono api regine e dove i “sudditi”, tutte di specie femminile, dalla loro nascita alla loro morte lavorano senza sosta ricoprendo, nell’arco della loro vita, tutti i ruoli.
Ne avremmo di cose da imparare dalle api anche se le temiamo per le loro punture, e ce lo conferma Nicoletta Raggi di San Severino, 25enne ex studentessa al liceo classico e poi alla facoltà di Mediazione Linguistica di Macerata. Amante del miele, un giorno ha deciso che avrebbe voluto produrselo da sola: “Ero a lavoro per la vendemmia - racconta - in una ditta locale quando un ragazzo mi ha detto che avrebbe partecipato ad un corso di apicoltura di primo livello a Matelica. Io amo il miele e ne mangio tantissimo per cui ho pensato, perché non produrlo io stessa? Il mio compagno Carloandrea mi ha regalato il corso. Durava sei mesi e prevedeva un esame finale di teoria e pratica e, all’interno, un capitolo dedicato all’analisi olfattiva del miele. Durante il corso poi ho ordinato due arnie con all’interno le relative famiglie di api. Poi - continua - il caso ha voluto che il giorno stesso che le ho ricevute, uno sciame avesse nidificato a casa mia. Così ho recuperato anche quello. Non era mai successo prima”. Così è iniziata l’avventura di Raggi con le api. Al momento il suo è solo un hobby ma conta di crescere e, coi dovuti investimenti per spazi e attrezzature, farla diventare una rendita e magari attivare un’attività didattica dedicata ai bambini per sensibilizzarli sull’importanza di questo insetto per il nostro ecosistema.
“È una sorta di monarchia perfetta - spiega - in cui domina il genere femminile. I maschi, i fuchi, servono solo alla riproduzione e una volta che questo avviene, perdono il loro organo riproduttore. Non hanno pungiglione e nemmeno si nutrono da soli, sono le api operaie che lo fanno. Queste iniziano a lavorare fin da quando nascono e nell’arco della loro vita ricoprono tutti i ruoli”. Una sorta di carriera per anzianità dunque il cui primo step, ricoperto dall’ape appena nata è quello di pulitrice delle celle. Dopo pochi giorni passano al ruolo di cuoche e nutrici. Poi ci sono le bottinatrici, quelle che vanno in cerca di nettare. L’ultima fase è quella delle costruttrici, quelle cioè che si occupano di realizzare le celle.

È affascinante sapere che fra di loro le api comunicano attraverso la cosiddetta danza delle api in cui, l’ape operaia che va in avanscoperta per trovare nettare, torna e comunica attraverso specifici movimenti il risultato delle ricerche e poi, attraverso una coordinazione che avviene sempre attraverso la danza, partono per la nuova meta. Dal loro infaticabile lavoro deriva miele, propoli, polline e pappa reale.
“Le api - torna a dire la giovane - hanno tanto da insegnarci. Ad esempio l’importanza della collaborazione, di ciò che si mangia e che da un grande lavoro derivano grandi cose. Inoltre permettono a 400 specie vegetali di vivere. La specie migliore è quella italiana che ha un giusto rapporto tra produzione di miele e docilità di carattere. ma, come in tutte le cose - stigmatizza - l’uomo deve mettere il suo zampino e si sta cercando di mescolare le razze. Questo non va bene. Un’altra gravità è l’inquinamento: o muoiono per i pesticidi, oppure siamo noi che attraverso il miele che producono li ingeriamo”.
Poi Nicoletta conclude il racconto della sua esperienza con le api con un piccolo aneddoto accaduto mentre si trovava al corso: “Durante una lezione un ragazzo, nel tentare di cercare l’ape regina in un telaio, ha fatto innervosire le api. Io ero lì vicino con il cappuccio della tuta da apicoltore tirato giù e, mentre lo stavo allacciando, un’ape è entrata e si è posata sui capelli. Mi sono innervosita e lei lo ha percepito e così mi ha punto in fronte. Poi inspiegabilmente ne è entrata anche un’altra e ho iniziato a correre schiaffeggiandomi. Quando le api pungono - precisa - rilasciano anche un ferormone che attira anche tutte le altre e quindi mi sono trovata a correre con tutte le api dietro. È importante sapere - conclude - che le api sentono quando ci agitiamo e pungono solo se infastidite o toccate direttamente”.
g.g.
Colto da malore mentre cammina sulla strada, cade e batte la testa. L'incidente in via D'Accorso
06 Set 2018Avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori il malore che ha improvvisamente colpito un camerinese che si trovava a camminare sulla strada in via D'Accorso. Erano da poco passate le 18.00 quando l'uomo ha accusato il malessere improvviso, trovandosi più o meno all'incrocio con via Girolamo di Giovanni e, rischiando di essere investito dalle auto su una via nella quale il transito è solitamente abbastanza sostenuto. Alcuni automobilisti di passaggio, resisi conto dell'accaduto, si sono fermati per prestare soccorso. Sul posto sono immediatamente giunti anche i Carabinieri della Compagnia di Camerino. che hanno allertato il 118 . Il personale sanitario ha poi provveduto a prestare le prime cure sul posto; cadendo rovinosamente a terra l'uomo ha infatti ha riportato un trauma contusivo al capo. Le sue condizioni non dovrebbero comunque destare preoccupazione e allarme ; il camerte è infatti salito da solo sulla lettiga per essere trasportato in ambulanza nel vicino nosocomio. Di supporto ai carabinieri e per la regolamentazione del traffico veicolare nei due sensi di marcia, sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco.
CC
Un successo di abbonamenti per la stagione teatrale invernale e tantissime presenze anche per quella estiva. Francesco Rapaccioni, direttore de I Teatri di San Severino è già all’opera per l’inverno 2018-2019. “Preannuncio una stagione stratosferica - esordisce - con nomi importantissimi. Si intitolerà “Gli uomini e le loro storie”. In quest’annata abbiamo registrato un record di abbonamenti con un cartellone di 120 appuntamenti solo per l’inverno e una ricca stagione estiva”. E infatti ogni anno, da ormai 7 anni circa, I Teatri di San Severino crescono, specialmente negli ultimi due. Se cinque anni fa il teatro Feronia registrava 380 abbonamenti su un totale di 416 posti, quest’anno ha superato i 400, lo stesso numero di abbonati di città ben più grandi e con bacini d’utenza maggiori. “Evidentemente la cultura piace - sottolinea Rapaccioni - nonostante siamo solo 12mila abitanti di cui 3mila sfollati. La stagione estiva, nata per accordare istituzioni, frazioni e associazioni locali e per favorire i settempedani che sono in città nei mesi caldi o chi viene da fuori, è un format che sta funzionando. Ad esempio, oltre un centinaio di persone hanno partecipato alla presentazione di un libro alcune settimane fa che in una sera ha venduto 40 copie. Ha impiegato trequarti d’ora per firmarle tutte”.
A chiudere la stagione estiva avrebbe dovuto essere un concerto di musica spirituale che però sia pensato di posticipare a novembre. Andrà in scena per dare il benvenuto al nuovo arcivescovo Francesco Massara che si insedierà il 21ottobre.
I primi appuntamenti del cartellone invernale sono il 29 settembre, con l’autore giallista di Rizzoli Corrado De Rosa, e il 30 con “Altre culture” e il reportage sul Brasile realizzato proprio da Rapaccioni quest’estate. Ospiti della serata saranno i brasiliani residenti a San Severino.
“La stagione 2017-2018 è stata un successone anche grazie all’Amat. Il nostro è uno dei pochi teatri - conclude - che non ha debiti ma addirittura un piccolissimo credito”.
Gaia Gennaretti
La musica degli anni ’60 incanterà la provincia. È nata da pochissimi mesi l’associazione culturale Fontana, di San Severino e presieduta da Claudio Brunacci, ed ha già in programma in diversi teatri della provincia uno spettacolo itinerante dedicato alla musica degli anni ’60: “Febbre a 45 giri”. Stamattina la presentazione dell’iniziativa a Palazzo Gentili, in piazza del Popolo, insieme al vicesindaco di San Severino Vanna Bianconi, il vicesindaco di Treia Edi Castellani e il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi.
“Ammaliati dalla voglia di vivere degli anni ’60, non abbiamo saputo resistere dal celebrarli. Fu un periodo - ricorda Brunacci - di boom, di benessere e positività e, nella condizione post sisma, vogliamo celebrarlo regalando a chi li ricorda un grosso piacere e al contempo farli godere anche a chi non li ha vissuti.
In quel periodo tutto era possibile - sottolinea - soprattutto sognare, quindi noi vogliamo continuare a sognare, perché la musica di quel decennio era fatta per questo”.
(Claudio Brunacci)

Lo spettacolo farà rivivere la musica di quegli anni, e quindi le maggiori copertine dei dischi 45 giri, attraverso le voci di giovanissimi talenti affiancati da artisti, cantanti e musicisti, di più esperienza. Ospiti fissi Romolo Forlai e Angelo Carestia e, compatibilmente con i loro impegni, Gianluca Barezzi e David Salvadori.
La serata zero sarà il 14 settembre all’Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati. Le altre date già fissate sono l’11 ottobre all’Auditorium Benedetto XIII di Camerino, il 7 Dicembre al Teatro Feronia di San Severino, l’ultimo dell’anno al Teatro Comunale di Treia. In via di definizione le date di Tolentino, Cingoli, Matelica, Morrovalle, Castelraimondo, Civitanova. Saranno un totale di dieci spettacoli entro marzo 2019.
A fare gli onori di casa è stata il vicesindaco e assessore alla cultura Vanna Bianconi: “San Severino cura molto l’aspetto dell’associazionismo perché dietro c’è una ricchezza culturale e sociale. Quando arriva una nuova associazione con finalità che sono le stesse dell’amministrazione, ben venga. Qui la musica è sempre stata una tradizione, fin dalle scuole con l’indirizzo musicale, poi l’Accademia Feronia e il gruppo filarmonico Aleandri. Noi crediamo in questa musica che ha fatto la storia. Per chi ha una certa età è un rivederci giovani, e per i più giovani sarà un modo per rivivere quel tempo dove tutto era diverso”.
Il 31 dicembre la città di Treia festeggerà proprio con “Febbre a 45 giri”, al teatro Comunale: “Appena proposta abbiamo subito aderito - ha esordito Castellani -. Abbiamo un’importante stagione teatrale nel nostro bellissimo teatro e il 31 siamo soliti chiudere l’anno con uno spettacolo. Quest’anno abbiamo scelto questo perché ci crediamo. Come amministrazione condividiamo gli obiettivi dell’associazione Fontana che valorizza la musica degli anni ’60 e i talenti giovani del territorio. Siamo felici di aver avuto questa proposta e se ce ne saranno altre, le abbracceremo. La musica è importante deve far parte della vita di ogni persona e in questo periodo ne abbiamo veramente bisogno”.
(Giuseppe Pezzanesi)

“Gli anni ’60 sono un patrimonio - ha detto Pezzanesi - il segno di qualcosa che non tornerà più. La musica che abbiamo vissuto e che è rimasta una pietra miliare è nata in quegli anni. Gruppi straordinari, generi diversi e oggi continuano a riscuotere successo anche nei giovani. Tentano di far scolorire le mode ma in questo caso è inutile perché sono brani insostituibili. Questa presentazione è stato un bel momento che ci ha fatto un po’ evadere dai pesi delle nostre giornate. Il sisma ci fa tribolare più del dovuto e la cosa non sembra migliorare. “Febbre a 45 giri" è un bellissimo spettacolo che porteremo a Tolentino nel teatro Vaccaj. Quando si toccano questi tasti, questa musica, c’è peraltro una partecipazione che va oltre l’immaginabile”.
Gaia Gennaretti
(Romolo Forlai)

(I giovanissimi cantanti Riccardo Brandi e Camilla Miconi)

Incidente stradale all'incrocio fra via Valletta e via Lamborghini, nella zona industriale di Civitanova. E' successo oggi intorno alle 16:20. A rimanere coinvolti sono stati due furgoni. Uno si è capovolto. Per soccorrere i due autisti, le cui condizioni non sono gravi, sono intervenuti i sanitari del 118. Sul posto anche la polizia municipale per i rilievi e i vigili del fuoco per la messa in sicurezza del sito.
g.g.

Aveva con sè arnesi atti allo scasso. Quarantenne denunciato a Macerata. I militari del Nucleo radiomobile della Compagnia di Macerata, nel corso di servizi atti a prevenire e reprimere reati nel capoluogo, hanno sottoposto a controllo un uomo che si aggirava con fare sospetto nella zona segnalata negli ultimi tempi per il rinvenimento di siringhe. Nell'approfondire gli accertamenti, i militari hanno scoperto che il quarantenne, già noto alle cronache e residente in provincia, aveva con sè un grosso cacciavite e una torcia tascabile, arnesi potenzialmente utili per porre in essere furti e reati contro il patrimonio. Ragion per cui il quarantenne è stato denunciato alla Procura della Repubblica per possesso di arnesi atti allo scasso. Il materiale rinvenuto è stato sequestrato.
g.g.
Mancano ormai pochissimi giorni alla scadenza del mandato dell’attuale Commissario per la Ricostruzione Paola De Micheli. La data è quella dell’11 settembre, ma il nome del prossimo incaricato dal Governo, non è stato ancora ufficializzato, né è dato sapere se l’incarico attuale verrà prorogato di 45 giorni, per avere un lasso di tempo a disposizione e trovare un sostituto.
Sul nome del nuovo commissario, non vi sarebbe ancora l’accordo fra M5s e Lega; ognuno ha un candidato da proporre ( papabili potrebbero essere l’on Coltorti e il sen. Pazzaglini), ma parrebbe che il Presidente del Consiglio sia orientato diversamente, magari prediligendo la figura di un tecnico. Intanto, ad un anno dal sisma che ha colpito l’isola, il premier Giuseppe Conte si è recato ad Ischia annunciando un decreto ad Hoc e un decreto per tutte le emergenze del Paese che provvederà a portare personalmente in Consiglio dei Ministri la prossima settimana. Quanto alla scelta del nuovo Commissario per la Ricostruzione, si vocifera dell’ipotesi che possa ricadere anche su un alto funzionario dello Stato, così come è del resto avvenuto per la nomina a Commissario per la ricostruzione di Ischia, del Consigliere di Stato ed ex prefetto Schilardi. Si viaggia ancora pertanto sul terreno delle ipotesi e dell’incertezza, su chi ricoprirà l’incarico di figura di riferimento diretto con il presidente Consiglio.
Intanto, "a tre mesi dall'insediamento del governo, all'approssimarsi della scadenza del mandato del commissario straordinario Paola De Micheli e avuto notizia che il governo si appresta a licenziare un provvedimento normativo sul sisma", i presidenti delle Regioni Marche , Lazio , Umbria e il presidente vicario della Regione Abruzzo hanno chiesto un incontro urgente al premier Conte.
L'incontro - si legge nella lettera - dovrà servire a "illustrare compiutamente tutto ciò che finora è stato fatto e le questioni che sono ancora da affrontare, offrendoLe la nostra più leale collaborazione istituzionale allo scopo di continuare a concorrere alla costruzione delle migliori soluzioni ai problemi dei cittadini e dei territori che ci onoriamo di rappresentare".
Ceriscioli, Zingaretti, Marini e Lolli ricordano nella missiva che è da poco trasorso il secondo anniversario del terremoto del Centro Italia.
