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Una delegazione dei Licei di Camerino, insieme a quelle di altre scuole della provincia di Macerata, ha soggiornato per una settimana in Cina a Taicang, stringendo un significativo legame con la realtà locale. Create le condizioni per un gemellaggio che porterà i Licei ad instaurare una forte sinergia con la zona più ricca della Cina. Un gemellaggio con la città di Taicang, sta già interessando il comune di Macerata; la firma di un accordo tra il preside Rosati e il dirigente della Taicang Experimental Middle School China è il primo segno della concreta possibilità per i Licei Sportivo e Linguistico di Camerino di intrecciare proficue relazioni. Il Prof Alberto Montecchia è rienrtrato dalla Cina proprio oggi,  portando a  termine la missione dell’ “accordo di lunga amicizia” che ha per base lo sport e il calcio in particolare e quale finalità ultima, anche quella di favorire un soggiorno di studi in Cina per gli studenti dei Licei, in un utile scambio di  reciproche competenze. “ Abbiamo potuto riscontrare la loro apertura e un forte interesse verso lo sport e il calcio in particolare- dichiara il docente del Liceo Sportivo - Hanno capito che il calcio, non si impara in un anno o due e che sono necessarie basi molto più profonde da gettare. A colloquio con i massimi esponenti dell’amministrazione di Taicang, della quale facevano parte il sindaco il vicesindaco e l’assessore allo sport, ho potuto far comprendere loro come si tratti di disciplina la cui pratica inizia già dalla tenerissima età e per la quale, è richiesto un forte impegno e tempi lunghi di preparazione atletica. Di grande utilità il confronto diretto che abbiamo avuto – continua il prof. Montecchia- e che testimonia il grande interesse della città cinese per la nostra scuola e per l’accordo che è stato sottoscritto, in prospettiva di una crescita reciproca. Da parte nostra, il raffronto con la velocità della loro economia è un qualcosa che non può che stimolarci, per cui non possiamo che essere prontissimi ad offrire il nostro forte contributo in questo reciproco scambio di conoscenze e competenze.  Portiamo a casa, sicuramente l’onore di aver conosciuto una realtà molto importante e la soddisfazione per un sodalizio che apre prospettive di rilevo -conclude il docente-. La città di Taicang conta oltre un milione di abitanti; nel presentarci a loro abbiamo tenuto ad illustrare le caratteristiche del nostro comune e dell’ università di Camerino: siamo convinti che questo bellissimo scambio potrà arrecare utilità, non solo ai Licei “ Varano” ma anche ad altre scuole, all’ateneo e a tutto il territorio”.

C.C.

Taicang 1

Taicang Montecchia

Scontro tra due auto oggi pomeriggio, poco dopo le 15, lungo la strada “Cingolana” all’altezza dell’incrocio per la località Granali, nel territorio del Comune di San Severino Marche.

Per cause in corso di accertamento da parte della Polizia Locale, una Volkswagen Golf condotta da F.F., 37 anni, imprenditore agricolo del posto, è entra in collisione con una Fiat Panda condotta da D.M., 59 anni, pensionato. Insieme agli agenti della Polizia Locale sul posto anche il personale del “118” che ha provveduto al trasferimento dei due feriti all’ospedale di Camerino. 
g.g.

“Costruiamo la comunità nella responsabilità e nella corresponsabilità”. Questo è stato il tema affrontato durante l’ultima Tre giorni diocesana conclusasi ieri con il discorso di Monsignor Francesco Giovanni Brugnaro e il saluto della comunità.

Famiglia e giovani sono senz’altro le parole chiave individuate da don Luigi Verolini e dal vicario don Nello Tranzocchi ma anche dal vescovo Francesco Giovanni Brugnaro.

“Viviamo un momento particolare - ha detto don Nello Tranzocchi - di avvicendamento, ma che dobbiamo vivere nella continuità. Mi piace insistere sull’importanza della famiglia, sui genitori. Sono questi i promotori di responsabilità, prima all’interno della famiglia e poi all’esterno. I coniugi devono prima realizzare il proprio bene. Il primo amore è fra di loro. La prima loro responsabilità è amarsi, cercare il benessere del coniuge. Quando arriva un figlio di solito nascono i problemi, tutta l’attenzione va a lui ma questo è un errore enorme”.

E educare i figli alla responsabilità significa farli crescere e renderli capaci di separarsi dai propri genitori per avere una famiglia propria. 

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E se poi la famiglia funziona bene, allora potrà essere d’aiuto ad altri perché “la Chiesa non ha bisogno di maestri ma di testimoni. Educhiamoci alla responsabilità che è la capacità di scegliere e accettare le conseguenze della scelta. Conosciamo noi stessi, gli altri e collaboriamo insieme”.

A ricordare il motivo del tema scelto è stato don Luigi Verolini: “Noi formiamo un corpo, un popolo, una Chiesa in cui siamo corresponsabili. Abbiamo scelto questo tema per coerenza con il nostro battesimo, perché spronati dal Papa e per il desiderio di un cristianesimo che non sia solo rituale e morale ma anche evangelico”. La corresponsabilità, ha detto Verolini, presuppone anche la volontà di uscire, prendere iniziative senza delegare qualcun altro, senza restare nella pigrizia. Da qui la “ricetta” proposta da don Luigi: formazione personale e comunitaria, ascolto e meditazione e preghiera sulla Parola, momenti periodici di condivisione, formazione secondo l’esortazione dell’evangelii gaudium e il magistero del Papa, formazione alla corresponsabilità dei laici; formazione dei catechisti con incontri parrocchiali, vicariali e diocesani; formazione alla e della Caritas per non delegare l’impegno della carità come comandamento di Cristo ad un piccolo gruppo ma estenderlo alla comunità; formazione specifica nei vari gruppi operanti in diocesi. In ultimo, anche la proposta di coinvolgere i laici in esercizi di corresponsabilità negli uffici pastorali e affari economici.

Domenica invece la giornata di chiusura, introdotta nuovamente da don Luigi Verolini e seguita dal saluto di Monsignor Brugnaro. 

“Il nostro vescovo - ha detto - è stato per noi tutti un padre. Con misericordia e tanto rispetto per ciascuno. È stato fermo nelle sue decisioni, non ha avuto paura di inginocchiarsi davanti a chi lo ha offeso, ha dato tutta la sua vita, negli ultimi 11 anni alla diocesi, non si è mai risparmiato, non ultimo durante il terremoto. Ha messo pace tra di noi, lascia una comunità protesta alla concordia, all’amicizia e all’amore. Ha messo al sicuro economicamente tutte le istituzioni della diocesi - ha aggiunto - si è circonda di collaboratori generosi, rispettosi, leali. Ha risolto tanti problemi con scrupolo, attenzione e dedizione. Ci ha fatto amare la parola di Dio, e questo è il dono più grande”.

Monsignor Francesco Giovanni Brugnaro ha salutato la comunità diocesana, domenica in occasione della chiusura della Tre giorni con una riflessione e l’invito alla condivisione, al volersi bene, a credere nei giovani e a pretendere per loro, e per il territorio, la giusta attenzione.

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“Bisogna cercare di crescere nell’esperienza di una vita fraterna, di una vita che ha cura dei giovani e delle giovani famiglie e soprattutto far in modo che anche i sacerdoti crescano in un reciproco spirito di accoglienza, fraternità e sopportazione. Non sono parole devoto ma il rapporto stretto, profondo, con il messaggio evangelico. Possiamo realizzare la Missione nella misura in cui viviamo fino in fondo il precetto della carità che non è una cosa superflua ma è essenziale per la vita cristiana”.

Per leggere il servizio completo sulle giornate di sabato e domenica, è possibile consultare il prossimo numero de L’Appennino Camerte, in edicola giovedì.

g.g.

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Avrebbe potuto avere tragiche conseguenze l'incidente verificatosi a Matelica, in via del Crocifisso, a poca distanza dallo stadio San Giovanni Paolo II.

Due giovani fratelli stavano raggiungendo lo stadio a bordo di un Ape Car, condotto dal maggiore dei due, quando, forse a causa dell'asfalto reso viscido dalla pioggia, il conducente ha perso il controllo del mezzo che si scontrato con una Fiat Panda. Nel violento impatto l'Ape Car è andata completamente distrutta. Allertati i soccorsi, sul posto sono arrivati i sanitari a bordo di due ambulanze che hanno provveduto a soccorrere i due ragazzi e a trasportarli presso il vicino ospedale. Le condizioni dei due fratelli, fortunatamente, non sembrano destare particolari preoccupazioni. Sul luogo dell'incidente anche i vigili del fuoco che hanno provveduto alla rimozione dei mezzi e alla messa in sicurezza della zona.

 

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Non rinunciare mai ad un sogno, solo perché pensi che ti ci vorrà troppo tempo per realizzarlo. Il tempo passerà comunque". Con questa frase di Nazim Hickmet, l'emozionato rettore Claudio Pettinari, ha inaugurato la coloratissima cerimonia di consegna delle pergamene di laurea, davanti ad un parterre decisamente affollato. Circa 400 i laureati presenti, sul   totale dei 1289 che hanno raggiunto la mèta nell'anno accademico 2017-2018.  Motivi di spazio e di sicurezza non hanno permesso di accoglierli tutti,  ma l'impatto scenico dell'area del Campus, ha sicuramente restituito un'immagine grandiosa e imponente. Alla grande festa che, ovviamente in forma diversa, si tiene a Camerino da 700 anni,  hanno partecipato  intere famiglie e numerosi  amici dei neo-dottori, provenienti da tutto il mondo. A rendere ancora più suggestiva la cerimonia, gli interventi al microfono della dott.ssa Antonietta Lombardozzi e del prof. Ezio Bartocci. Partiti da laureati all'università di Camerino, hanno raggiunto ruoli  di assoluto prestigio professionale nei rispettivi campi.

Festa Laurea 3Toccante e significativa la testimonianza della dottoressa Antonietta Lombardozzi, laureata in chimica ad Unicam, e, oggi direttore tecnico superiore della Polizia di Stato, responsabile del laboratorio chimico Forense dei Gabinetti interregionali di Polizia scientifica per il Piemonte  e per la Val d'Aosta, nonché  dirigente del Gabinetto di Torino. Altra autorevole esperienza quella raccontata dal professor Ezio Bartocci, laureato in informatica ad Unicam  e oggi professor associato presso la Cyber - Physical Systems Research Division della facoltà di Informatica dell'Università di Vienna. Alla presenza del Pro Rettore vicario Graziano Leoni e dei Direttori delle Scuole d’Ateneo, introdotti dai canti intonati dal Coro Universitario diretto dal maestro Luciano Feliciani, si è potuti entrare nel vivo della grande festa che ha tributato un saluto speciale anche ai docenti Mario Cocchioni. e Sandro Frigio e, ai tecnici  Anna Maria Antonini. e Tiziano Pennesi,.che hanno lasciato il servizio nel corso dell’ultimo anno.

festa laurea rettore" La consegna dei diplomi di laurea- ha detto il rettore- è  forse il momento più bello, perché significa avere compiuto pienamente il proprio lavoro.  Significa vedere concretizzati i propri obiettivi, aver lavorato pienamente per il progresso e per la crescita della nostra società. Un diploma  è un qualcosa di veramente importante"-  ha sottolineato Pettinari, ricordando l'etimologia greca della parola e il documento degli inizi del primo millennio che veniva dato  a coloro a cui veniva assegnata la cittadinanza romana. " Nel  Medioevo il diploma era poi un importante lasciapassare per messaggeri e viaggiatori. Oggi è un documento che attesta il conseguimento di un importantissimo titolo di studio e- ha continuato -, a pensarci bene, è sempre un bel lascia passare per diffondere e portare ovunque la cultura, la conoscenza, la scienza .  Voi siete la centralità delle università che  non esistono senza studenti, come non esisterebbero senza docenti e soprattutto non esisterebbero senza laureati.  Andare all'università significa diventare grandi, autonomi, indipendenti; significa talvolta cadere e, altrettante volte rialzarsi e ripartire con slancio per seguire i propri sogni.  Ecco l'obiettivo di un ateneo e, gli sforzi di tutte le sue componenti debbono essere  proprio quello di farvi comprendere che anche nel momento più basso della  vita, quando tutto sembra andare male quando tutto va a fondo, si può scalciare, si può rialzare la testa e  puntare verso l'alto;  si può far tesoro dell'esperienza e parlare della conoscenza,  vero strumento di lavoro e vero successo". Il rettore ha poi evidenziato come arrivare alla laurea segni la fine di uno dei momenti più belli e ricchi di emozioni e  l'inizio di una nuova vita proiettata verso un lavoro ma che la formazione che si è ricevuta non servirà solamente al lavoro e alla  specializzazione.  "Siete stati formati, educati e preparati per contribuire agli obiettivi e gli scopi del pianeta. Non basta raggiungere gli obiettivi individuali, occorre  che  essi siano integrati, condivisi, rafforzati con gli obiettivi del pianeta e, piuttosto, con gli obiettivi dell'universo che è l’insieme di più cose.  Questo è il vero significato della parola universitas. Per questo vi invito ad essere insieme sempre e il più possibile coesi tra voi e a lavorare insieme". Prima della consegna dei diplomi ai 400 tra laureate e laureati delle cinque Scuole d’Ateneo (Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie). il prof. Pettinari ha posto l'accento sull'importanza del trasferimento di esperienze, di insegnamenti, di conoscenze e di obiettivi,  tra genitori e figli , tra docenti e studenti,  tra persona e persona.  " Un qualcosa che  deve sempre caratterizzare la vostra vita per far crescere il vostro Paese. Non basta solamente essere teneri con voi; dobbiamo porvi al centro della nostra vita. Voi siete la parte migliore di noi e, solo in voi la nostra vita si compie e assume pieno valore".

L'emozionante lancio dei tocchi in aria,  ha poi concluso la bellissima e impecccabile cerimonia.

 Carla Campetella

festa Laurea 1

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Sullo stop di Cantone ai lavori del capannone in contrada Rancia interviene l’associazione “Città in Comune” nata dall’omonima lista che ha partecipato alle passate amministrative.
Di seguito il comunicato integrale:
 
“L'associazione Città in Comune esprime viva preoccupazione alla luce delle recenti prese di posizione del commissario anticorruzione Cantone, che ha rilevato l'irregolarità delle procedure previste per assegnare i lavori al Capannone de La Rancia, destinato, secondo l'amministrazione comunale, a realizzare 46 appartamenti per i terremotati e acquistato con soldi regionali: l'operazione è in contrasto con le norme del codice dei contratti. La vicenda, al di là dell'aspetto normativo, conferma le perplessità che abbiamo esplicitato da quando il sindaco si è barricato sulle sue posizioni, quindi da un anno a questa parte. Invece che seguire l'iter previsto dalla normativa in risposta all'emergenza abitativa determinatasi con il terremoto, Pezzanesi si è blindato sull'"operazione capannone" senza sentire ragioni, grazie anche a incomprensibili scelte della Regione. Oltretutto a due anni dal sisma, Tolentino rimane l'unica città a non aver fatto letteralmente nulla per uscire concretamente dall'emergenza. Nulla, eccezion fatta per l'area container, vera e propria bomba ad orologeria (così come confermano i tanti volontari che lì operano) sulla quale auspichiamo un intervento delle istituzioni affinché si proceda ad una sistemazione degli ospiti. 
Come associazione torniamo a chiedere con determinazione la convocazione di un consiglio comunale aperto, dove non si sentano solo le autocelebrazioni del Sindaco ma si dìa finalmente voce a chi in questi lunghi anni è stato costantemente messo al silenzio dai monologhi senza capo né coda di Pezzanesi.”
 
G.S.

Un’opera di cui si parla da decenni. Un’opera fondamentale per collegare le vallate del Chienti e del Potenza. Un’opera per cui, se tutto va secondo le previsioni, potrà non essere più un miraggio. Stiamo parlando della bretella San Severino-Tolentino, quel tratto di strada di 5,7 chilometri il cui progetto è stato fermo per oltre 5 anni e che a breve potrebbe essere completamente finanziato. Ben 80 milioni di euro, di cui 10 già stanziati la scorsa primavera.

Di recente gli onorevoli Elena Lucchini e Tullio Patassini della Lega, hanno presentato al Ministro delle Infrastrutture un’interrogazione relativa proprio all’opera e, se vogliamo, alle intenzioni del Governo. Si chiedeva infatti se il Ministro sarebbe intervenuto affinché l’Anas destinasse dei fondi per il completamento della strada.

Al question time ha risposto il viceministro Edoardo Rixi che ha ricordato l’iter fino a ora, compresi i 10 milioni di euro già previsti per la realizzazione del tratto: “Serve chiaramente l’approvazione del Cipe ma Anas sta portando avanti la questione con l’intesa del Ministero”. Una risposta che non lascerebbe spazio a interpretazioni. La volontà politica ci sarebbe, si tratterebbe solo di attendere i tempi tecnici. A chiarirceli è Luigi Zura-Puntaroni, consigliere regionale che dopo un decennio spera di raggiungere quel traguardo per cui tanto ha lavorato: “La terza settimana di ottobre l’Anas riunirà una conferenza dei servizi a cui saranno invitate Regione, Quadrilatero e Provincia. Si formalizzerà la richiesta definitiva di finanziamento che poi passerà al Cipe. Quest’ultimo si riunisce ogni due mesi circa e in caso di parere favorevole, come già avvenuto con i primi 10 milioni stanziati, la Corte dei Conti dovrà certificare l’utilità e la congruità della spesa”. 

Secondo i tempi stimati da Zura-Puntaroni, se le cose andranno per il verso giusto, per la prossima primavera l’opera avrà il suo finanziamento completo e fra qualche anno, una volta realizzata, il percorso fra Tolentino e San Severino sarà percorribile in circa 3 o 4 minuti.

Sarà un tratto di strada di 5,7 chilometri con gallerie e viadotti in una zona complessa a livello morfologico.

“Ci sono voluti tanti anni - conclude - perché si è perso tempo a mettere d’accordo comuni, provincia e regione. Questa fase invece è molto veloce, sono solo tempi tecnici. La parte politica si è espressa”.

g.g.

C’è tempo fino al 28 settembre alle 18 per aderire al bando per svolgere il servizio civile con la croce rossa di San Severino.

Il progetto, dedicato ai giovani fra i 18 e i 28 anni, prevede una retribuzione mensile di 433,80 euro  e l’acquisizione di crediti formativi nonché la copertura previdenziale e assicurativa. 

Nello specifico, il progetto del comitato settempedano prende il titolo “La Cri per i giovani e gli anziani” e agisce sul settore assistenziale, dei giovani, degli anziani e dei disabili.

Fra gli obiettivi generali, il miglioramento della qualità della vita degli anziani, in particolare quelli ospitati nella Casa di Riposo di San Severino, cercando di coinvolgerli in attività ludiche e ricreative. Si  lavorerà anche sulla collaborazione con tutti gli enti locali, oltre al Comune, l’Asur, la Comunità Montana e le scuole.

Si andranno ad effettuare interventi di prevenzione e contenimento del disagio senile, a stimolare le attività cerebrali degli anziani, ad attivare servizi taxi per le strade della città o dei paesi limitrofi, o anche al mare o in montagna, o ad accompagnare a piedi o in carrozzina nei luoghi di ritrovo e aggregazione settempedani.
g.g.

Tutto pronto all'Università di Camerino per la “Festa della Laurea”, il consueto appuntamento con la cerimonia di consegna delle pergamene di laurea a coloro che si sono laureati nel corso dell’anno accademico 2016/2017.

Anche in questa edizione a fare da scenografia all’evento sarà lo spazio Agorà del Campus universitario di Camerino, che questo sabato 22 settembre sarà letteralmente invaso da oltre 400 laureate e laureati delle cinque Scuole d’Ateneo (Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie), accompagnati da familiari e amici, provenienti da tutto il mondo.

Dalle ore 16.30, tutti i laureati che hanno aderito all’iniziativa, riceveranno la pergamena direttamente dal Rettore dell’Ateneo prof. Claudio Pettinari, alla presenza del Pro Rettore vicario Graziano Leoni e dei Direttori delle Scuole d’Ateneo.

La cerimonia si aprirà con il saluto del Rettore a tutti i presenti, al quale seguiranno le testimonianze di due laureati Unicam che si sono distinti nel loro percorso professionale: Antonietta Lombardozzi, laureata in Chimica ed ora direttore del Laboratorio Chimico Forense al Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica per il Piemonte e la Valle d’Aosta di Torino, ed Ezio Bartocci, laureato in Informatica e attualmente professore associato presso la Vienna University of Technology in Austria.

Nel corso dell’evento, inoltre, Unicam saluterà ufficialmente anche i propri dipendenti, sia docenti che tecnici amministrativi, che hanno lasciato il servizio nel corso dell’ultimo anno: anche per loro quindi un momento di congedo solenne dall’Ateneo.

I laureati potranno poi votare per scegliere quale sarà il “profumo” dell’Università di Camerino. Grazie alla collaborazione con lo spin off Unicam Mumo, specializzato in marketing sensoriale, i partecipanti potranno scegliere tra due fragranze, che racchiudono le essenze di tutti i Paesi di origine dei nostri studenti, quella che preferiscono: quella che avrà ottenuto maggiori preferenze, diventerà il profumo di Unicam.

La cerimonia sarà ufficialmente aperta dal Coro Universitario- cappella Musicale del Duomo di Camerino, diretto dal maestro Luciano Feliciani, che eseguirà alcuni brani, tra cui il “Gaudeamus Igitur”.

“Esito deludente ". Così l'assessore regionale Angelo Sciapichetti in merito alle risultanze dell'incontro con i vertici di Ubi Banca a Jesi, presente anche il consigliere regionale Francesco Micucci. dopo che ieri era stata votata all'unanimità la mozione dell'Assemblea legislativa delle Marche. Scopo dell'incontro con il direttore generale Nunzio Tartaglia, quello di fare un punto tra istituzioni e vertici bancari per scongiurare la soppressione delle piccole filiali bancarie nelle zone interne, molte delle quali rientranti nel cratere sismico. " Speravamo nell'accoglimento delle istanze -ha dichiarato Sciapichetti- invece abbiamo registrato una totale indisponibilità da parte dei vertici a riconsiderare la volontà di chiudere le piccole filiali.   Ci aspettavamo una maggiore attenzione e comprensione delle esigenze dei territori colpiti e delle aree interne delle Marche, ci pare, invece che la logica rimanga unicamente quella della riduzione dei costi per UBI e di non farsi carico delle problematiche contingenti di quelle zone. Speriamo quindi in un ripensamento e in un ulteriore dialogo propositivo per arrivare a soluzioni comuni. Nei prossimi giorni intanto incontreremo anche i vertici di altri istituti bancari sperando di trovare un atteggiamento più aperto alle istanze della comunità”. 

"Quello che ne abbiamo ricavato- ha precisato il consigliere maceratese Francesco Micucciè che UBI Banca non ha alcuna intenzione di investire su questa problematica. Quei presidi bancari sono pure dei presidi sociali, la cui permanenza può favorire il ritorno dei cittadini nelle zone colpite dal sisma”

Entrambi i rappresentanti della Regione  considerata la peculiare situazione marchigiana, hanno poi sottolineato come della questione non possa non farsi carico anche il Governo  con un pacchetto di misure specifiche per il terremoto che consentano alle filiali di rimanere aperte.

 

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