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Un’altra giornata di festa stamattina a San Severino. Questa volta per l’inaugurazione del nuovo centro diurno per disabili Il Girasole, frutto dei tanto discussi Sms Solidali ma anche a tante donazioni.
Una ripartenza con tante novità per l’importante struttura socio sanitaria che si occupa di circa 25 ragazzi disabili e che ora si trova nel complesso del santuario del Glorioso, dopo i lavori di riqualificazione.
“Chiedo scusa se per un anno avete sofferto - ha detto il sindaco Rosa Piermattei rivolgendosi a operatori, ragazzi e genitori - ma penso che questa struttura vi ripaghi delle vostre sofferenze. Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno partecipato a realizzare tutto questo, abbiamo fatto il meglio che potevamo. I ragazzi sono qui già da agosto e venendo a trovarli ho visto quanto bisogno avessero di questo posto”.
Negli spazi del chiostro e dell’ex Lazzaretto del Glorioso sono stati predisposti anche gli spazi per il progetto “Dopo di noi”, per la residenzialità di ragazzi che hanno problemi familiari.
Tutta l’opera di riqualificazione è costata circa 60mila euro, di cui 40mila di Sms Solidali e il restante di donazioni.
“Spero che questi ragazzi - ha concluso il primo cittadino - vivano un ambiente tranquillo, felice e familiare”.
“Il centro diurno riparte con spazi e dimensioni per tante attività - ha spiegato Valerio Valeriani, coordinatore d’ambito -. Da gennaio il “Dopo di noi” con i primi 5 ospiti. Per quanto riguarda il centro diurno i ragazzi staranno qui dal lunedì al venerdì per 7 ore al giorno. Con questa nuova sede abbiamo potuto aumentare le ore agli operatori e assumerne altri. C’è un’aula informatica, palestra, laboratori espressivi, creativi e artistici, attrezzature multimediali, oltre ad attività esterne grazie al nuovo pulmino acquistato con la vendita del libro di Giammario Borri”.
Ma dopo questo ampliamento non ci si fermerà qui, infatti si sta già lavorando per introdurre anche attività volte all’inserimento lavorativo dei ragazzi, con spazi per laboratori di falegnameria e ceramica, una serra e magari degli animali.
Durante la mattinata, prima del taglio del nastro, sono stati ringraziati con un piccolo omaggio Giammario Borri, la Cna regionale e provinciale, Cooss Marche, gli Ex allievi Don Gnocchi, il Comune di Cervia, Porto Recanati Solidale, la Fondazione Vertical, Francesca Forconi e un paio di giovani richiedenti asilo che hanno lavorato per la sistemazione del verde al Glorioso e anche in centro storico.
A concludere gli interventi molto brevemente il vicesindaco Vanna Bianconi: “Essendo un luogo del cuore, abbiamo fatto tanto ma c’è molto di più da fare”.
g.g.
Chiesa di Fabriano – Matelica in festa alla notizia della nomina, da parte di papa Francesco del vescovo Stefano Russo a segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Chiamato a guidare la diocesi fabrianese dal maggio 2016 mons. Russo, nato ad Ascoli Piceno il 26 agosto 1961, succede a mons. Nunzio Galantino nella guida della segreteria generale della Conferenza Episcopale Italiana.
“Sono rimasto assolutamente sorpreso per questa nomina che non mi sembra possa essere vero – le prime parole di don Stefano Russo – Aderisco a questo incarico con lo spirito dell’uomo di Chiesa con la coscienza che attraverso il papa passa la volontà del Signore. Accetto non perchè mi ritenga capace di riuscire a corrispondere in pienezza a questo ruolo, ma appunto perchè so che in tutto questo c’è un’azione che, al di là delle capacità dei singoli, nasce da un’esperienza cristiana di relazione fra persone che si interrogano per capire la strada da seguire per il bene comune nell’edificazione della Chiesa e della società”.
Un incarico che diviene immediatamente operativo fin dal momento della nomina e che suscita anche qualche interrogativo circa la possibilità che mons. Russo sia chiamato a Roma e, di conseguenza, lasci la guida della diocesi di Fabriano – Matelica. “In questo momento sono il pastore di questa Chiesa particolare – conclude mons. Russo – Quello che sarà in futuro lo vedremo”.

“Una grande gioia anche per la città di Matelica la nomina di don Stefano – così il sindaco Alessandro Del Priori – ma soprattutto una particolare attenzione dimostrata da papa Francesco per un territorio che sta soffrendo per le ferite del terremoto. Ritengo sia un grandissimo gesto del papa per le nostre comunità. A mons. Russo va il nostro augurio più grande per un proficuo lavoro. Buona strada, don Stefano”.
L'Arma dei Carabinieri è cittadina onoraria di Fiuminata. Toccante cerimonia con le massime autorità
28 Set 2018




Domani l'inauguazione del nuovo centro Il Girasole. Grazie agli sms solidali e a tanti donatori
28 Set 2018Frutto dei tanto discussi Sms Solidali, insieme ad alcuni fondi ricevuti direttamente dal Comune, domani sarà inaugurato il nuovo centro per disabili "Il Girasole". L'appuntamento è alle 11, negli spazi ricavati all’interno del chiostro e dell’ex lazzaretto del santuario di Santa Maria del Glorioso che il Comune di San Severino, dopo il terremoto, ha voluto mettere a disposizione gratuitamente a favore degli ospiti del Centro diurno, completo di nuovi locali destinati al progetto “Dopo di Noi” per le persone con disabilità prive di assistenza familiare.
Dopo un restauro conservativo, eseguito dall’impresa Carlini Olindo, gli ospiti del complesso avranno a disposizione tre camere tutte nuove, per un totale di cinque posti letto. La nuova ala conterà anche una sala polifunzionale con i relativi servizi.
Alla cerimonia del taglio del nastro prenderanno parte il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, l’assessore comunale ai Servizi Sociali, Vanna Bianconi, il presidente dell’Unione Montana Alte Valli del Potenza, Esino e Musone, Matteo Cicconi, il coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale di San Severino Marche, Valerio Valeriani. G.G.
Una compattezza straordinaria quella dimostrata ieri sera dal consiglio comunale di San Severino. Maggioranza e opposizione hanno approvato all’unanimità una mozione (presentata dai consiglieri Massimo Panicari, Mauro Bompadre e Gabriela Lampa) riguardante il punto nascite di San Severino ma non solo. Il sindaco Rosa Piermattei ha proposto un emendamento al documento: in origine avrebbe impegnato il primo cittadino a chiedere il ripristino del reparto completo in ogni sede e a mettere al corrente l’attuale Ministro Grillo della condotta della Regione Marche, ritenuta limitante per il diritto alla salute, nei confronti del punto nascite di San Severino. Con la proposta della maggioranza, si riproporrà che il Bartolomeo Eustachio diventi ospedale unico provinciale per la sua posizione baricentrica.
D’accordo sulla mozione, sebbene con qualche dubbio, il consigliere Pietro Cruciani secondo cui “ogni punto nascite vale 1,2 milioni di euro, la Regione ne ha tagliati tre per ricavarne il denaro da dedicare ad altri settori, come ad esempio il sociale. Forse l’ex sindaco Cesare Martini avrebbe dovuto essere più risoluto. Sono favorevole alla mozione ma quale possibilità di riuscita? Servono sette medici, il ripristino delle guardie pediatrica, ostetrico-ginecologica e anestesiologia, nonché la rianimazione o terapia intensiva neonatale”.
Da tutti gli altri, l’invito rivolto al sindaco a disturbare, almeno, la rotta della politica di Ceriscioli visto che, stando agli esiti delle elezioni parlamentari, il suo partito (il Pd) non rappresenta più che una piccola minoranza di cittadini:
“Abbiamo avuto due sciagure - ha detto Panicari - una creata dalla politica con la chiusura del reparto nascite, e l’altra dal terremoto. Su quest’ultima non possiamo far nulla se non costruire meglio, ma quell’altra abbiamo l’obbligo di contrastarla. Ci sono importanti responsabilità politiche anche da parte della passata amministrazione che si limitò ad appendere solo uno striscione. È stata una politica cieca che non ha capito i bisogni di questi territori. Qui ci si veniva per nascere, oggi ci si viene per morire all’hospice. Se non battiamo i pugni, anche se in ritardo, saremo destinati al declino”.
Per il grillino Bompadre è necessario contrastare il disegno che secondo il suo punto di vista viene perpetrato da qualche anno sui territori montani, ovvero quello dello svuotamento: “Il nostro dovere è almeno quello di disturbare questa rotta. Ceriscioli e suoi sodali sono nostri nemici ed è il momento di non essere timidi sulla sanità, anche perché queste persone sono politicamente dei morti che camminano. Fra due anni ci saranno le lezioni e già ora non rappresentano se non una piccolissima percentuale di cittadini. Le amministrazioni locali devono stoppare la politica regionale. Vorremmo che lei, sindaco, non fosse un Cesare Martini qualunque ma la nostra paladina. Ci stanno prendendo in giro - ha concluso - bisogna dichiarare guerra politica in nome di tutto il territorio, non solo di San Severino. Ci faccia sentire orgogliosi”.
Da parte sua il sindaco, in qualità di assessore alla sanità, non solo ha accolto la mozione ma ha voluto aggiungere un emendamento: “Tutti insieme possiamo fare grandi cose. San Severino è il centro di un vastissimo territorio. Nel nostro punto nascite si rivolgevano partorienti da ben 21 comuni, almeno, compreso purtroppo proprio Fabriano, per cui oggi Ceriscioli tanto si batte. Ci impegniamo dunque - ha sottolineato - a sostenere e promuovere, in tutte le opportune sedi istituzionali, tutte le attività necessarie ed opportune per avviare un’azione politica che consenta all’ospedale di San Severino di avere un reparto completo per le nuove nascite, che comprenda la specializzazione di neonatologia, compresa una unità di cura intensiva neonatale, evidenziando che tale struttura, per la sua posizione baricentrica, si pone come punto di riferimento per la sanità dell’intero territorio maceratese e non solo come avamposto dell’entroterra.
Vogliamo poi dare un respiro ancora più ampio alla sanità del nostro territorio certificando con maggiore peso istituzionale la candidatura del nosocomio a ospedale unico della provincia di Macerata”.
g.g.
Stava cenando, come di consueto, presso un ristorante della zona quando all'improvviso ha accusato un malore che non gli ha lasciato scampo. E' morto, così, all'interno della sua auto, nel parcheggio del ristorante, Addis Palmucci, 82 anni, uomo molto conosciuto a Treia per essere stato anche per diversi anni presidente dell'Aurora. Titolare in pensione di una ditta di impianti elettrici, lascia le figlie Sonia e Vania, il fratello Ivano e i nipoti jacopo, Filippo, Loris. I funerali si svolgeranno nella chiesa di Passo di treia questo sabato 29 settembre alle ore 10.
In vacanza nel bresciano contrae la legionella. Salvato all’ospedale di San Severino. È quanto successo a Giampietro Morbidoni, barista della pasticceria Compagnucci, a Tolentino che ancora oggi è alle prese per debellare completamente la malattia.
È tornato a casa con febbre alta e senso di spossatezza, tanto da rendersi necessario il ricovero all’ospedale di San Severino. Dopo i racconti da parte dell’uomo e dei suoi familiari, i medici sono riusciti a capire quale fosse la causa del malessere: la legionella, proprio quell’epidemia che in questi giorni sta colpendo le zone frequentate da Morbidoni durante le sue vacanze. Da lì è iniziata la terapia a base di antibiotico a cui ancora oggi si sta sottoponendo e con un ricovero durato poco meno di un mese.
La legionellosi o Malattia del legionario è una malattia infettiva che colpisce l'apparato respiratorio, causata principalmente dal batterio Legionella pneumophila. Le legionelle, che esistono comunque in una cinquantina di specie batteriche diverse, si annidano nell'acqua e sono trasmesse attraverso l'acqua nebulizzata, per inalazione.
g.g.
Nell’ambito di una complessa e articolata attività di indagine relativa alla contraffazione e all’uso di documentazione falsa attinente la circolazione stradale, nelle prime ore della mattinata odierna, personale della Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Macerata, ha effettuato una perquisizione domiciliare presso un’abitazione sita nel comune di San Severino. Nel corso dell’operazione di Polizia Giudiziaria, oltre ai documenti oggetto della ricerca, sono stati rinvenuti e posti sotto sequestrato circa 1000 proiettili per pistola illegalmente detenuti. Un settempedano si sessantasei anni è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per il reato di illecita detenzione di munizionamento.
G.G.
"Rosa dei Venti": 3 arresti, 2 deferiti, 30 segnalati. Oltre 4 chili di stupefacente sequestrati
27 Set 2018Si è brillantemente conclusa l'attività d'indagine "Rosa dei Venti", condotta dalla Compagnia Carabinieri di Camerino e diretta dal Procuratore della Repubblica Rastrelli, finalizzata al contrasto dello spaccio di stupefacenti. Tre arresti, due deferiti in stato di libertà, oltre 30 segnalati all'autorità amministrativa come assuntori e recupero di oltre 4 chilogrammi di stupefacente tra marjuana, hashis e cocaina , il bilancio dell'operazione che prende il nome dal fatto che il principale indagato Dranoel Ndoja,cittadino albanese residente a Castelraimondo e con precedenti specifici in materia di stupefacenti, ha tatuate su collo e mani una "Rosa dei Venti". La chiusura delle indagini ha portato all'esecuzione di 3 ordinanze emesse dal Gip di Macerata e undici perquisizioni personali e domiciliari a carico degli altri indagati. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati dal Capitano Roberto Cara, comandante della Compagnia Carabinieri di Camerino, presente anche il colonnello Michele Roberti, Comandante provinciale dell'Arma. L'attività d'indagine finalizzata alla repressione dello spaccio è partita circa un anno fa, concentrandosi sull'identificazione di L.M. e Ndoja Dranoel, considerati principali attori dello smercio di sostanze sulle piazze di Castelraimondo, Matelica e Camerino. Alle prime attività d'indagine sono seguite ulteriori iniziative investigative, utilizzando anche supporti tecnici quali, intercettazioni telefoniche e monitoraggio Gps posizionato sulle auto dei sospettati, che hanno consentito di rafforzare il quadro indiziario dei due, confermando le ipotesi investigative e fornendo anche utili informazioni circa il coinvolgimento di ulteriori soggetti nelle attività illecite. Le attività di indagine condotte dai militari della Compagnia di Camerino, hanno portato al sequestro di oltre 4 chili di marijuana e hashish e circa 50 grammi di cocaina. Le operazioni finali condotte stanotte tra le province di Macerata e Fermo, con l'impiego di 60 militari e 15 auto, hanno prodotto l'arresto di due degli indagati destinatari del decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Macerata . Si tratta di Carlo Raimondi trovato in possesso di 50 grammi di marijuana e hashish e materiale per confezionare le dosi e, Michal Radejovsky, trovato con 50 grammi di marijuana, entrambi con precedenti specifici di polizia. Denunciati anche S.P. incensurato, che deteneva in casa 50 grammi tra marijuana e hashish e T.R. nella cui abitazione sono stati trovati circa 200 grammi di semi di canapa, una pianta di marijuana e circa 5 grammi di hashish. Altre 30 persone, residenti nell'entroterra maceratese, per i provvedimenti del caso, saranno segnalate alla competente autorità amministrativa come assuntori. " Andare a disarticolare un'organizzazione di spacciatori in un territorio che conta poche migliaia di abitanti, benchè non possa del tutto mettere la parola fine a quella che è la problematica legata agli stupefacenti- ha detto il Capitano Cara- rappresenta comunque un forte segnale di cui siamo orgogliosi ". Da parte sua, il Comandante provinciale dell'Arma Col. Michele Roberti, nel complimentarsi con i Carabinieri di Camerino per il loro eccellente operato, nonostante il disagio di vivere e lavorare negli angusti spazi di moduli provvisori, ha voluto evidenziare come i militari stiano comunque trovando una motivazione maggiore per poter garantire un territorio con quei principi di legalità che consentono poi anche una ripartenza serena, del tessuto sociale ed economico colpito dal terremoto. " La mia presenza- ha detto il Col. Roberti- un motivo per ringraziare i Carabinieri di Camerino. Molti dei militari, sono ragazzi e, nonostante le condizioni di disagio in cui vivono e svolgono il loro lavoro ormai da due anni, hanno anzi acquisito la consapevolezza che è loro richiesto un impegno maggiore, in una fase del post sisma dove più alta deve essere l'attenzione ai fenomeni criminosi ma anche a tutto quello che può essere correlato alla ricostruzione".
C.C.
Nella foto sotto, da sinistra: il Luogotenente Ventrone, il Colonnello Roberti e il Capitano Roberto Nicola Cara

Nel quartiere Foro Boario è in atto un'infestazione di termiti di terra denominate "reticulitermes lucifugus", rilevata e accertata dal Servizio Fitosanitario Regionale dall'Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche.
Una infestazione che ha interessato anche alcune abitazioni e in particolare uno stabile realizzato in legno causando seri danni alla stessa rendendola inabitabile.
“E’ ovvio – scrive il Comune in una nota - che se tale situazione dovesse aggravarsi potrebbe causare pericolo per la privata e pubblica incolumità. In questo contesto, per la lotta alle termiti, soprattutto dove l'infestazione evidenzia maggiore gravità, si rende necessario il ricorso a strategie che prevedano l'utilizzo di stazioni di monitoraggio contenenti esche lignee o di cellulosa, da innescare in caso di riscontro positivo della presenza di termiti con prodotti anti termite, a basso impatto verso l'uomo e gli animali e quindi si è ritenuto opportuno e necessario provvedere con interventi di monitoraggio dell'area interessata.
A seguito del monitoraggio – prosegue la nota - è stata rilevata la presenza continua e massiccia delle termiti nelle postazioni di monitoraggio installate e quindi è stata ravvisata la necessità di proseguire con il monitoraggio delle postazioni già installate, nonché l'installazione e monitoraggio di ulteriori circa 50 postazioni, con l'ampliamento della zona stessa di monitoraggio nell'area del quartiere Foro Boario, nonché all'interno del perimetro della Cartiera Tolentino”.
GS
