Radioc1inBlu
Belforte del Chienti capofila nella lotta al Coronavirus attraverso l'arma del vaccino. Iniziata nel territorio comunale la somministrazione a domicilio dei vaccini effettuata dal dottor Pascolini, medico di medicina generale, ai propri assistiti, anziani over 80 che hanno effettuato la prenotazione.
Ben 11 sono stati i vaccini somministrati nella prima mattinata, con l'amministrazione comunale, in particolare il vice sindaco Carla Budassi, tra l'altro infermiera in pensione,che si è resa subito disponibile a supportare i medici di medicina generale nella campagna vaccinale fornendo mezzi e personale, ontribuendo così ad alimentare la speranza di un lento ritorno alla normalità.
L'attività proseguirà anche nelle prossime settimane e il supporto sarà fornito anche per raggiungere gli anziani, assistiti dal dottor Pascolini, che abitano fuori del territorio comunale.
f.u.
Ben 11 sono stati i vaccini somministrati nella prima mattinata, con l'amministrazione comunale, in particolare il vice sindaco Carla Budassi, tra l'altro infermiera in pensione,che si è resa subito disponibile a supportare i medici di medicina generale nella campagna vaccinale fornendo mezzi e personale, ontribuendo così ad alimentare la speranza di un lento ritorno alla normalità.
L'attività proseguirà anche nelle prossime settimane e il supporto sarà fornito anche per raggiungere gli anziani, assistiti dal dottor Pascolini, che abitano fuori del territorio comunale.
f.u.
Nella mattinata di oggi il professor Francesco Karrer, docente ordinario di urbanistica de La Sapienza di Roma e già Presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, ha visitato la città di Camerino in qualità di capo del pool di architetti a cui sono stati affidati i piani attuativi. A condurlo durante il sopralluogo in centro storico l’amministrazione guidata dal sindaco Sandro Sborgia. Il professor Karrer ha parlato dei piani attuativi e della separazione tra ricostruzione pubblica e privata: “Questi piani attuativi sono piani del fare, molto mirati, e che ci permetteranno di non avere fasi intermedie, andando direttamente all’obiettivo. L’amministrazione è stata in grado di evidenziare i problemi, estrapolandoli dal quadro complessivo, ce li ha proposti e noi potremo proseguire nel lavoro già iniziato. Per quanto riguarda la parte privata si è già a buon punto e si procede con rapidità. Per la parte oggetto dei piani attuativi, su cui la prevalenza riguarda operazioni pubbliche, ci sarà invece bisogno di attivare appunto la macchina pubblica. Nel farlo – ha concluso Karrer – cercheremo di mettere a punto una certa separazione tra i due percorsi, ma facendo in modo che l’operatore privato riesca a lavorare anche laddove prevale la dimensione pubblica”.

Il sindaco Sandro Sborgia ha sottolineato l’importanza di non perdere ulteriori tempi nell’avviare i processi di ricostruzione e ha sottolineato la levatura delle professionalità a cui sono stati affidati i piani: “Personalità di altissimo profilo, riconosciute a livello nazionale. Sicuramente daranno una spinta importante per tornare ad avere una Camerino così com’era e, perché no, persino migliore. Ricostruzione pubblica e privata seguono percorsi diversi, ma che devono viaggiare allo stesso ritmo senza ulteriori indugi: sono stati persi tempi importanti, ora è il tempo di recuperare”.
Lorenzo Cervigni

Il sindaco Sandro Sborgia ha sottolineato l’importanza di non perdere ulteriori tempi nell’avviare i processi di ricostruzione e ha sottolineato la levatura delle professionalità a cui sono stati affidati i piani: “Personalità di altissimo profilo, riconosciute a livello nazionale. Sicuramente daranno una spinta importante per tornare ad avere una Camerino così com’era e, perché no, persino migliore. Ricostruzione pubblica e privata seguono percorsi diversi, ma che devono viaggiare allo stesso ritmo senza ulteriori indugi: sono stati persi tempi importanti, ora è il tempo di recuperare”.
Lorenzo Cervigni
Cade in un sentiero mentre viaggia in sella alla propria bici, recuperato dai vigili del fuoco e trasportato in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette.
L'incidente si è verificato in località Colleluce, lungo la strada che collega Serrapetrona con San Severino Marche. Il biker, per cause in corso di accertamento, ha perso l'equilibrio ed è caduto, precipitando nella scarpata sottostante.
Sul posto le squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata e del distaccamento di Tolentino, oltre ai sanitari del 118 che viste i traumi riportati dal ciclista hanno allertato l'eliambulanza per il trasporto al nosocomio dorico.
L'incidente si è verificato in località Colleluce, lungo la strada che collega Serrapetrona con San Severino Marche. Il biker, per cause in corso di accertamento, ha perso l'equilibrio ed è caduto, precipitando nella scarpata sottostante.
Sul posto le squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata e del distaccamento di Tolentino, oltre ai sanitari del 118 che viste i traumi riportati dal ciclista hanno allertato l'eliambulanza per il trasporto al nosocomio dorico.
Due denunce per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e una patente sequestrata perchè risultata falsa.
Il risultato dell'operazione di controllo del territorio della Polizia di Stato finalizzata al contrasto dei reati connessi allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti. Ieri l’attenzione della Polizia si è concentrata nelle città di Recanati, Porto Recanati e Potenza Picena dove sono state sottoposte a controllo tutte le aree verdi, i parchi e le aree più sensibili per la prevenzione dei reati, specie di quelli connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti e per il controllo del rispetto da parte dei cittadini delle norme in atto per il contrasto all’epidemia di Covid-19.
Il risultato dell'operazione di controllo del territorio della Polizia di Stato finalizzata al contrasto dei reati connessi allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti. Ieri l’attenzione della Polizia si è concentrata nelle città di Recanati, Porto Recanati e Potenza Picena dove sono state sottoposte a controllo tutte le aree verdi, i parchi e le aree più sensibili per la prevenzione dei reati, specie di quelli connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti e per il controllo del rispetto da parte dei cittadini delle norme in atto per il contrasto all’epidemia di Covid-19.
Nel corso dei servizi, a cui oltre alla Questura di Macerata, hanno concorso unità del Reparto Prevenzione Crimine, del Reparto cinofili antidroga della Polizia e della Polizia Stradale, sono state effettuate perquisizioni personali per la ricerca di sostanze stupefacenti su persone, successivamente estese alle rispettive abitazioni.
Una di queste ha coinvolto un nigeriano ed ha consentito di rinvenire alcuni grammi di marijuana mentre un peruviano è stato trovato in possesso di hashish. Tutta la sostanza era divisa in dosi pronte allo spaccio, pertanto i due soggetti sono stati denunciati all’A.G. per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Nel corso dei controlli sono state identificate 66 persone, sottoposti a controllo 55 veicoli. Sono state rilevate e contestate tre infrazioni alle norme anti-covid e tre al Codice della Strada.
Sequestrata una patente di guida risultata falsa e l’uomo che l’aveva esibita ai poliziotti denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di Uso di atto falso. I controlli continueranno in tutta la provincia anche nei prossimi giorni.
Una di queste ha coinvolto un nigeriano ed ha consentito di rinvenire alcuni grammi di marijuana mentre un peruviano è stato trovato in possesso di hashish. Tutta la sostanza era divisa in dosi pronte allo spaccio, pertanto i due soggetti sono stati denunciati all’A.G. per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Nel corso dei controlli sono state identificate 66 persone, sottoposti a controllo 55 veicoli. Sono state rilevate e contestate tre infrazioni alle norme anti-covid e tre al Codice della Strada.
Sequestrata una patente di guida risultata falsa e l’uomo che l’aveva esibita ai poliziotti denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di Uso di atto falso. I controlli continueranno in tutta la provincia anche nei prossimi giorni.
Con l’appoggio della Regione Marche, è partita la campagna di crowdfunding “Cinema e teatro uniti per un corto in tempo di crisi”: una raccolta fondi che finanzierà la produzione del cortometraggio “Autoritratto con Arma” di Giovanni Ortoleva e ideato dal produttore Stefano Mutolo e dalla sua Berta Film.
Un lavoro girato interamente nelle campagne settempedane, che racconta la crisi di una generazione alla ricerca della sua identità. La storia, la cui sceneggiatura porta le firme di Ortoleva e di Bartolomeo Pampaloni, vede il giovanissimo protagonista portato a forza dal padre ad una battuta di caccia, durante la quale gli si presenterà l’occasione di ribellarsi, aiutato da una natura complice nel suo processo di autodeterminazione.
Con la produzione esecutiva di Damiano Giacomelli, di YUK! Film, in collaborazione con l’Associazione Noa Noa, il lavoro ha l’intento di unire due settori, quello del cinema e quello del teatro, profondamente toccati dalla crisi pandemica e promuove una sinergia tra i due mondi della recitazione.
Nel farlo, Stefano Mutolo celebra il territorio in cui è cresciuto: “Il corto sarà interamente girato nei boschi delle montagne maceratesi e poi inviato ai maggiori festival internazionali. Grazie alla Regione Marche abbiamo avuto la possibilità di credere nel cinema, oggi più che mai, in un momento storico in cui il cinema è in crisi”.
Dopo aver vinto il bando della Regione Marche per l’audiovisivo la produzione lancia un appello per sostenere il lavoro: la campagna di crowdfunding disponibile all’indirizzo: .
Maria Cicconi
Un lavoro girato interamente nelle campagne settempedane, che racconta la crisi di una generazione alla ricerca della sua identità. La storia, la cui sceneggiatura porta le firme di Ortoleva e di Bartolomeo Pampaloni, vede il giovanissimo protagonista portato a forza dal padre ad una battuta di caccia, durante la quale gli si presenterà l’occasione di ribellarsi, aiutato da una natura complice nel suo processo di autodeterminazione.
Con la produzione esecutiva di Damiano Giacomelli, di YUK! Film, in collaborazione con l’Associazione Noa Noa, il lavoro ha l’intento di unire due settori, quello del cinema e quello del teatro, profondamente toccati dalla crisi pandemica e promuove una sinergia tra i due mondi della recitazione.
Nel farlo, Stefano Mutolo celebra il territorio in cui è cresciuto: “Il corto sarà interamente girato nei boschi delle montagne maceratesi e poi inviato ai maggiori festival internazionali. Grazie alla Regione Marche abbiamo avuto la possibilità di credere nel cinema, oggi più che mai, in un momento storico in cui il cinema è in crisi”.
Dopo aver vinto il bando della Regione Marche per l’audiovisivo la produzione lancia un appello per sostenere il lavoro: la campagna di crowdfunding disponibile all’indirizzo: .
Maria Cicconi
Le pagine del settimanale L'Appennino camerte hanno dato voce alla tolentinate Fabiola Caporalini, da anni in prima linea con l'associazione Amici Per, a sostegno del Burkina Faso e del Niger, i cui colori saranno portati sulla cima dell'Etna dal maratoneta Salvatore Sulsenti.
Ma nei giorni in cui il 55enne si sta allenando per la camminata, è lui stesso, con una intervista rilasciata ai microfoni di Radio C1...inBlu, a sottolineare la volontà di voler raccontare a quante più persone possibili l'attività dell'associazione.
Quello di Sulsenti non è, però, solo un messaggio di solidarietà: dal suo racconto e dalle parole che descrivono la passione per la camminata, oggi diventata per lui una filosofia di vita, emergono importanti riflessioni legate anche al benessere fisico e dell'anima. Perchè come ogni storia che intreccia persone e terre diverse, anche questa porta con sé i valori dei suoi protagonisti.
"Camminare e farlo con i colori dell'associazione Amici Per - dice Sulsenti - è stata un'idea nata per caso, come tanti progetti della nostra esistenza. Ho pensato che fosse importante portare sulle mie maglie il logo di un gruppo impegnato in qualcosa di buono, per farlo conoscere ad una platea sempre più ampia.
E poi fare del bene fa bene anche a noi stessi. Scendere per strada, farsi vedere e mostrare l'attività di Amici Per è importante per mettere in mostra ciò per cui a volte siamo troppo superficiali e non riusciamo a notare".

Fabiola Caporalini in uno dei suoi viaggi in Africa
Questa è, dunque, una storia che sa di amicizia, di solidarietà, unite dal lato buono dei social: quello di far ritrovare le persone dopo tanto tempo ed intrecciare rapporti che portano sempre al bene comune: "Io ho conosciuto Fabiola Caporalini durante la mia permanenza a Macerata, dovuta al lavoro. Dopo diversi anni sono tornato in Sicilia e grazie ai social è stato possibile rinverdire una amicizia garbata e gentile come quella che ci ha caratterizzato. Ho conosciuto il suo impegno in Burkina Faso ed ho deciso di portare i colori dell'associazione nelle mie camminate".
Quella che lo porterà sulla cima dell'Etna non è affatto la prima impresa del 55enne: "Io ho avuto l'onore di avere Amici Per anche nei 200 km di camminata nei 12 Comuni della provincia di Ragusa e, quotidianamente, avevo la possibilità di parlarne in una radio locale e diffondere il messaggio con il supporto delle foto e degli amici sui social.
Ora mi sto allenando per la camminata dalla piazza del Duomo di Catania fino al rifugio Giovanni Sapienza, a 1919 metri. Sono 35 km, di cui una metà in mezzo al traffico e la seconda metà in solitudine. Sarà una camminata che mi permetterà di vedere sin dalla partenza il punto di arrivo, visto che l'Etna è visibile anche da Catania, e porterò sulla mia maglietta i colori di Amici Per, sperando che in tanti si accorgano di questa realtà".
Al messaggio solidale si aggiunge quello umano, legato alla passione per la camminata, ed anche questo aneddoto trova spazio nelle Marche: "La mia passione è nata sulla spiaggia di Senigallia a luglio del 2014 - racconta - mi trovavo con degli amici di Senigallia con cui cominciai a camminare fino alla rotonda della città. all'epoca pesavo 122 kg. Io sono un ex obeso e dopo un intervento chirurgico, una nuova consapevolezza di vita, i capelli bianchi, posso dire di aver fatto della passeggiata e del benessere una questione di cura dell'anima e del corpo, anche assecondato da una alimentazione quanto più sana possibile.

Salvatore Sulsenti che si allena per la camminata (Foto Maurizio Crispi)
Non solo si può dimagrire - confida - ma camminare aiuta con una serie di vantaggi a cascata. Per me è stato anche motivo di riscatto: a volte la vita con me è stata dura, ma l'ottimismo non mi fà demordere. Ho vicino una donna che mi ama e per me è importante essere felice e guardare avanti: ho 55 anni e sento di godermi maggiormente la vita ora rispetto a quando ne avevo 25".
Una persona carica di valori e messaggi profondi, legata alle Marche per tanti motivi: l'ultimo, la camminata che sabato 24 aprile lo porterà con i colori di Amici Per sulla cima dell'Etna: "Sarei dovuto partire il 27 marzo, ma le condizioni dell'Etna non lo hanno permesso, abbiamo spostato l'appuntamento a sabato 24 aprile, mi sto allenando per quella data, sperando che il Covid, il meteo e l'Etna mi permettano per portare avanti i colori dell'associazione e di chi decidesse di sposare la causa di Amici Per".
Giulia Sancricca
Ma nei giorni in cui il 55enne si sta allenando per la camminata, è lui stesso, con una intervista rilasciata ai microfoni di Radio C1...inBlu, a sottolineare la volontà di voler raccontare a quante più persone possibili l'attività dell'associazione.
Quello di Sulsenti non è, però, solo un messaggio di solidarietà: dal suo racconto e dalle parole che descrivono la passione per la camminata, oggi diventata per lui una filosofia di vita, emergono importanti riflessioni legate anche al benessere fisico e dell'anima. Perchè come ogni storia che intreccia persone e terre diverse, anche questa porta con sé i valori dei suoi protagonisti.
"Camminare e farlo con i colori dell'associazione Amici Per - dice Sulsenti - è stata un'idea nata per caso, come tanti progetti della nostra esistenza. Ho pensato che fosse importante portare sulle mie maglie il logo di un gruppo impegnato in qualcosa di buono, per farlo conoscere ad una platea sempre più ampia.
E poi fare del bene fa bene anche a noi stessi. Scendere per strada, farsi vedere e mostrare l'attività di Amici Per è importante per mettere in mostra ciò per cui a volte siamo troppo superficiali e non riusciamo a notare".

Fabiola Caporalini in uno dei suoi viaggi in Africa
Questa è, dunque, una storia che sa di amicizia, di solidarietà, unite dal lato buono dei social: quello di far ritrovare le persone dopo tanto tempo ed intrecciare rapporti che portano sempre al bene comune: "Io ho conosciuto Fabiola Caporalini durante la mia permanenza a Macerata, dovuta al lavoro. Dopo diversi anni sono tornato in Sicilia e grazie ai social è stato possibile rinverdire una amicizia garbata e gentile come quella che ci ha caratterizzato. Ho conosciuto il suo impegno in Burkina Faso ed ho deciso di portare i colori dell'associazione nelle mie camminate".
Quella che lo porterà sulla cima dell'Etna non è affatto la prima impresa del 55enne: "Io ho avuto l'onore di avere Amici Per anche nei 200 km di camminata nei 12 Comuni della provincia di Ragusa e, quotidianamente, avevo la possibilità di parlarne in una radio locale e diffondere il messaggio con il supporto delle foto e degli amici sui social.
Ora mi sto allenando per la camminata dalla piazza del Duomo di Catania fino al rifugio Giovanni Sapienza, a 1919 metri. Sono 35 km, di cui una metà in mezzo al traffico e la seconda metà in solitudine. Sarà una camminata che mi permetterà di vedere sin dalla partenza il punto di arrivo, visto che l'Etna è visibile anche da Catania, e porterò sulla mia maglietta i colori di Amici Per, sperando che in tanti si accorgano di questa realtà".
Al messaggio solidale si aggiunge quello umano, legato alla passione per la camminata, ed anche questo aneddoto trova spazio nelle Marche: "La mia passione è nata sulla spiaggia di Senigallia a luglio del 2014 - racconta - mi trovavo con degli amici di Senigallia con cui cominciai a camminare fino alla rotonda della città. all'epoca pesavo 122 kg. Io sono un ex obeso e dopo un intervento chirurgico, una nuova consapevolezza di vita, i capelli bianchi, posso dire di aver fatto della passeggiata e del benessere una questione di cura dell'anima e del corpo, anche assecondato da una alimentazione quanto più sana possibile.

Salvatore Sulsenti che si allena per la camminata (Foto Maurizio Crispi)
Non solo si può dimagrire - confida - ma camminare aiuta con una serie di vantaggi a cascata. Per me è stato anche motivo di riscatto: a volte la vita con me è stata dura, ma l'ottimismo non mi fà demordere. Ho vicino una donna che mi ama e per me è importante essere felice e guardare avanti: ho 55 anni e sento di godermi maggiormente la vita ora rispetto a quando ne avevo 25".
Una persona carica di valori e messaggi profondi, legata alle Marche per tanti motivi: l'ultimo, la camminata che sabato 24 aprile lo porterà con i colori di Amici Per sulla cima dell'Etna: "Sarei dovuto partire il 27 marzo, ma le condizioni dell'Etna non lo hanno permesso, abbiamo spostato l'appuntamento a sabato 24 aprile, mi sto allenando per quella data, sperando che il Covid, il meteo e l'Etna mi permettano per portare avanti i colori dell'associazione e di chi decidesse di sposare la causa di Amici Per".
Giulia Sancricca
Pioraco: parte la ricostruzione pesante
27 Mar 2021
È ufficialmente iniziata la ricostruzione pesante a Pioraco: nell'ultima settimana sono stati ritirati i primi due permessi di costruire con demolizione e ricostruzione per danni gravi, mentre sono già in corso di esecuzione sei cantieri su edifici fortemente danneggiati dal sisma 2016. Passi avanti importanti, come testimoniato dalle parole del sindaco Matteo Cicconi: “Per quanto riguarda la ricostruzione leggera, i cui termini scadevano a fine novembre 2020, le domande presentate sono 87: dove la documentazione presentata è risultata completa il Comune ha già rilasciato il parere di conformità. Sono invece 32 le pratiche che si sono concluse e i relativi immobili tornati agibili, 19 invece i cantieri in corso d'opera”.
La maggiore criticità, emersa già nel post sisma del 1997, è quella che riguarda il quartiere “Madonnetta”. L'area, a rischio idrogeologico, ha richiesto studi di approfondimento portati avanti dall’Università Politecnica delle Marche: “Entro maggio UNIVPM consegnerà lo studio finale sulla perimetrazione del quartiere Madonnetta – ha proseguito Cicconi –, con il quale si potrnno gettare le basi per la successiva implementazione del Piano Speciale di Ricostruzione. Coinvolgendo i cittadini interessati, cercheremo di capire come e cosa ricostruire in loco e chi invece dovrà delocalizzare. Stiamo cercando di accelerare in modo da dare un indirizzo definitivo anche a questa situazione”.
l.c.
La maggiore criticità, emersa già nel post sisma del 1997, è quella che riguarda il quartiere “Madonnetta”. L'area, a rischio idrogeologico, ha richiesto studi di approfondimento portati avanti dall’Università Politecnica delle Marche: “Entro maggio UNIVPM consegnerà lo studio finale sulla perimetrazione del quartiere Madonnetta – ha proseguito Cicconi –, con il quale si potrnno gettare le basi per la successiva implementazione del Piano Speciale di Ricostruzione. Coinvolgendo i cittadini interessati, cercheremo di capire come e cosa ricostruire in loco e chi invece dovrà delocalizzare. Stiamo cercando di accelerare in modo da dare un indirizzo definitivo anche a questa situazione”.
l.c.
Uova pasquali in omaggio, per regalare un sorriso. L'iniziativa è della Delegazione Marche Nord dell'Ordine di Malta che, osservando tutte le misure di sicurezza dettate dalla pandemia, con questo semplice gesto di vicinanza ha voluto raggiungere le persone più fragili e bisognose d'aiuto.
Valori di solidarietà, sostegno, speranza e condivisione hanno motivato il piccolo omaggio pasquale che è stato consegnato questa mattina dai volontari dell'istituzione caritativa nelle province di Pesaro Urbino, Ancona e Macerata. In tutto sono state ben 400 le uova di cioccolato recapitate nelle case famiglia e nelle strutture per ragazzi disabili.
La delegazione ha fatto tappa anche a Camerino e la gradita sorpresa ha potuto raggiungere gli ospiti della Casa di Riposo "Casa Amica" e del Centro Millecolori.
Nella foto, Andrea Caprodossi e il presidente della Fondazione Casa Amica Sante Elisei
"Dedicarsi agli altri è la nostra missione e con questo piccolo segno abbiamo voluto regalare un sorriso alle persone più disagiate - spiega Andrea Caprodossi volontario dell'Ordine di Malta-. Sia gli ospiti di Casa Amica sia quelli del Millecolori hanno molto gradito questa sopresa. La consegna è avvenuta a debita distanza e con l'osservanza di tutte le misure anti-covid ma sappiamo che sono stati molto contenti. Ogni sorriso ricevuto da una persona meno fortunata di noi- conclude Caprodossi- ci dà la forza di andare avanti e di continuare a fare del bene".
c.c.
Valori di solidarietà, sostegno, speranza e condivisione hanno motivato il piccolo omaggio pasquale che è stato consegnato questa mattina dai volontari dell'istituzione caritativa nelle province di Pesaro Urbino, Ancona e Macerata. In tutto sono state ben 400 le uova di cioccolato recapitate nelle case famiglia e nelle strutture per ragazzi disabili.
La delegazione ha fatto tappa anche a Camerino e la gradita sorpresa ha potuto raggiungere gli ospiti della Casa di Riposo "Casa Amica" e del Centro Millecolori.
Nella foto, Andrea Caprodossi e il presidente della Fondazione Casa Amica Sante Elisei

"Dedicarsi agli altri è la nostra missione e con questo piccolo segno abbiamo voluto regalare un sorriso alle persone più disagiate - spiega Andrea Caprodossi volontario dell'Ordine di Malta-. Sia gli ospiti di Casa Amica sia quelli del Millecolori hanno molto gradito questa sopresa. La consegna è avvenuta a debita distanza e con l'osservanza di tutte le misure anti-covid ma sappiamo che sono stati molto contenti. Ogni sorriso ricevuto da una persona meno fortunata di noi- conclude Caprodossi- ci dà la forza di andare avanti e di continuare a fare del bene".
c.c.
La lettera inviata dagli alunni della classe quarta della scuola primaria Salvo D'Acquisto di Camerino dovrebbe strappare un sorriso, ma si porta dietro una riflessione importante sulla pandemia, sulla scuola e sui bambini.
Gli studenti parlano, infatti, di una gita, un viaggio d'istruzione al museo egizio di Torino. Ma solo la fantasia e la fiducia nel futuro dei più piccoli possono evidenziare come sia possibile trarre il lato positivo da ogni cosa.
La primavera è sempre stata la stagione delle gite, quella dell'emozione nel preparare l'occorrente per la partenza, la scelta dei posti sul pullman e la voglia di sentirsi "adulti" data da quel viaggio fatto solo con amici ed insegnanti.
Sono esperienze che, per chi ha avuto l'occasione di farle, resteranno indelebili, mentre per gli studenti di oggi cambiano forma. Noi adulti potremmo dire che sono semplicemente un punto in più da aggiungere alla lista delle cose che i bambini di oggi sono costretti a perdere, ma sono i più piccoli ad insegnarci che non è così: ci aprono gli occhi su un futuro che forse tornerà ad essere come prima, perchè loro credono che sarà così, e ci dimostrano che, nella spensieratezza dei loro 10 anni, può essere bello anche un viaggio immaginario.
Di seguito la lettera per imparare a sognare come loro:
Non ci crederete mai, ma oggi siamo andati a Torino! Sì, proprio a Torino! Al Museo Egizio! Una gita in questo periodo non è da tutti! Grazie al nostro dirigente scolastico, dott. Maurizio Cavallaro, insieme alle nostre insegnanti della classe quarta della scuola primaria Salvo D'Acquisto di Camerino dalle nostre posizioni da casa siamo arrivati a Torino in un baleno! Ognuno di noi aveva la sua “valigia dell'indispensabile” con dentro oggetti necessari. C'è chi si è portato un gatto! Sotto la guida di un egittologo, Stefania, abbiamo esaminato alcune mummie rappresentative di epoche storiche differenti e scoperto le relative tecniche di conservazione del corpo. Su una linea del tempo creata per l'incontro abbiamo capito l’evoluzione dell’architettura della tomba egizia. Grande spazio ha avuto il significato dei culti, dei rituali e dei corredi funerari. Conoscete la posizione dell'Egizio? Posizione eretta con i piedi rivolti verso destra, braccio destro piegato come una elle stampata maiuscola con il palmo della mano rivolto verso l'alto e il braccio sinistro in pozione opposta, testa rivolta verso destra come nei geroglifici. Abbiamo ballato per due volte su una musica che la maestra ha detto di chiamarsi “Walk like an Egyptian”! Fantastico! Sapete che il direttore del museo, dott. Cristian Creco, ci ha dato il benvenuto salutandoci con la frase “IU EM HETEP”, cioè “Benvenuti in pace”. Ognuno di noi ha voluto dire ciò che ha provato!
Livia dice: - In questo difficile momento ci ha dato la possibilità di visitare il museo e di mettere un po’ in pratica la storia che stiamo studiando. È stata un’esperienza unica e davvero interessante. Grazie.
Emanuel e Francesco: - Bellissima gita virtuale. Ci è piaciuto tutto! Soprattutto la mummia predinastica!!
Melissa: - Questa visita virtuale è stata molto bella ed emozionante!
Leonardo: - Senza muoverci dalle nostre case, abbiamo fatto una gita bellissima.
Alessandro - Anche con questa pandemia le nostre maestre sono riuscite, come sempre, a darci un' opportunità unica.
Elena: - Bella esperienza che abbiamo vissuto questa mattina al museo egizio.
Tommaso: - Mi sono divertito molto durante la visita guidata al museo egizio di Torino, è stato come essere lì. Le domande dell'egittologa Stefania sono state molto interessanti e divertenti. Grazie per averci fatto partecipare a questo tour virtuale.
Khady: - Io rivivrei questa storia, mi sono divertita tanto perché ci ha fatto scoprire cose nuove. Io non ho mai visto un corpo di una mummia e grazie a Stefania ho scoperto questa cosa, grazie mille .
Giuseppe: - Bellissima gita, soprattutto in questo momento. Le mummie sono state spettacolari e spaventose.
Giacomo: - Mi ha affascinato la visita virtuale al museo egizio di Torino, è stata un’esperienza bellissima che ha allietato la mia giornata e poi la maestra Stefania è stata davvero simpatica.
David -Mi è piaciuta molto la visita al museo egizio di Torino. Stefania è stata molto brava.
Leandro: -Questa gita virtuale è stata molto bella, grazie anche a Stefania che ci ha spiegato molte cose interessanti.
Elena: - Questa gita è stata molto emozionante, sembrava di essere lì. Grazie per averci fatto vivere questa bellissima esperienza.
Camilla. - Grazie per questa gita al museo. La cosa che mi è piaciuta di più è stata la mummia dove abbiamo visto lo scheletro interno: per me è stato come se fossi lì al museo. Grazie mille!
Cristian: - Che bella avventura!
Siamo pronti a partire di nuovo.
Giulia Sancricca
Gli studenti parlano, infatti, di una gita, un viaggio d'istruzione al museo egizio di Torino. Ma solo la fantasia e la fiducia nel futuro dei più piccoli possono evidenziare come sia possibile trarre il lato positivo da ogni cosa.
La primavera è sempre stata la stagione delle gite, quella dell'emozione nel preparare l'occorrente per la partenza, la scelta dei posti sul pullman e la voglia di sentirsi "adulti" data da quel viaggio fatto solo con amici ed insegnanti.
Sono esperienze che, per chi ha avuto l'occasione di farle, resteranno indelebili, mentre per gli studenti di oggi cambiano forma. Noi adulti potremmo dire che sono semplicemente un punto in più da aggiungere alla lista delle cose che i bambini di oggi sono costretti a perdere, ma sono i più piccoli ad insegnarci che non è così: ci aprono gli occhi su un futuro che forse tornerà ad essere come prima, perchè loro credono che sarà così, e ci dimostrano che, nella spensieratezza dei loro 10 anni, può essere bello anche un viaggio immaginario.
Di seguito la lettera per imparare a sognare come loro:
Non ci crederete mai, ma oggi siamo andati a Torino! Sì, proprio a Torino! Al Museo Egizio! Una gita in questo periodo non è da tutti! Grazie al nostro dirigente scolastico, dott. Maurizio Cavallaro, insieme alle nostre insegnanti della classe quarta della scuola primaria Salvo D'Acquisto di Camerino dalle nostre posizioni da casa siamo arrivati a Torino in un baleno! Ognuno di noi aveva la sua “valigia dell'indispensabile” con dentro oggetti necessari. C'è chi si è portato un gatto! Sotto la guida di un egittologo, Stefania, abbiamo esaminato alcune mummie rappresentative di epoche storiche differenti e scoperto le relative tecniche di conservazione del corpo. Su una linea del tempo creata per l'incontro abbiamo capito l’evoluzione dell’architettura della tomba egizia. Grande spazio ha avuto il significato dei culti, dei rituali e dei corredi funerari. Conoscete la posizione dell'Egizio? Posizione eretta con i piedi rivolti verso destra, braccio destro piegato come una elle stampata maiuscola con il palmo della mano rivolto verso l'alto e il braccio sinistro in pozione opposta, testa rivolta verso destra come nei geroglifici. Abbiamo ballato per due volte su una musica che la maestra ha detto di chiamarsi “Walk like an Egyptian”! Fantastico! Sapete che il direttore del museo, dott. Cristian Creco, ci ha dato il benvenuto salutandoci con la frase “IU EM HETEP”, cioè “Benvenuti in pace”. Ognuno di noi ha voluto dire ciò che ha provato!
Livia dice: - In questo difficile momento ci ha dato la possibilità di visitare il museo e di mettere un po’ in pratica la storia che stiamo studiando. È stata un’esperienza unica e davvero interessante. Grazie.
Emanuel e Francesco: - Bellissima gita virtuale. Ci è piaciuto tutto! Soprattutto la mummia predinastica!!
Melissa: - Questa visita virtuale è stata molto bella ed emozionante!
Leonardo: - Senza muoverci dalle nostre case, abbiamo fatto una gita bellissima.
Alessandro - Anche con questa pandemia le nostre maestre sono riuscite, come sempre, a darci un' opportunità unica.
Elena: - Bella esperienza che abbiamo vissuto questa mattina al museo egizio.
Tommaso: - Mi sono divertito molto durante la visita guidata al museo egizio di Torino, è stato come essere lì. Le domande dell'egittologa Stefania sono state molto interessanti e divertenti. Grazie per averci fatto partecipare a questo tour virtuale.
Khady: - Io rivivrei questa storia, mi sono divertita tanto perché ci ha fatto scoprire cose nuove. Io non ho mai visto un corpo di una mummia e grazie a Stefania ho scoperto questa cosa, grazie mille .
Giuseppe: - Bellissima gita, soprattutto in questo momento. Le mummie sono state spettacolari e spaventose.
Giacomo: - Mi ha affascinato la visita virtuale al museo egizio di Torino, è stata un’esperienza bellissima che ha allietato la mia giornata e poi la maestra Stefania è stata davvero simpatica.
David -Mi è piaciuta molto la visita al museo egizio di Torino. Stefania è stata molto brava.
Leandro: -Questa gita virtuale è stata molto bella, grazie anche a Stefania che ci ha spiegato molte cose interessanti.
Elena: - Questa gita è stata molto emozionante, sembrava di essere lì. Grazie per averci fatto vivere questa bellissima esperienza.
Camilla. - Grazie per questa gita al museo. La cosa che mi è piaciuta di più è stata la mummia dove abbiamo visto lo scheletro interno: per me è stato come se fossi lì al museo. Grazie mille!
Cristian: - Che bella avventura!
Siamo pronti a partire di nuovo.
Giulia Sancricca
Un anno di distanza, Adornato: "La tecnologia non sostituisce la presenza, torneremo più umani"
27 Mar 2021
Un anno di pandemia, un anno in cui tutto è cambiato, anche per l'Università di Macerata, costretta come tutti gli altri atenei a proseguire con le lezioni e le lauree a distanza.
E se da un lato il rettore Francesco Adornato stila un bilancio di ciò che è stato, nel momento in cui si prosegue con le vaccinazioni dei docenti e del personale amministrativo si guarda anche al futuro e a ciò che l'Università tornarà ad essere: "È stato un anno faticoso - dice - , sorprendente, che ha stremato i rapporti sociali, li ha ridotti e ha creato molte complicazioni alle singole persone perchè la comunità ne è stata colpita nel profilo distintivio.
Tutto questo ha richiesto all'Università una implementazione della forza, un impegno più forte, perchè abbiamo dovuto rimediare in tempi rapidi, rispondere alla problematica dell'insegnamento a distanza con la tecnologia che però non sostituice la presenza.
Abbiamo garantito la didattica - spiega - ma è rimasto sempre chiaro a me e agli studenti che il tratto distintivo dell'esperienza universitaria sia quello delle lezioni in presenza. Non si possono costringere studenti e docenti ad andare contro la natura umana che è quella dei profili sociali.
Siamo rimasti in contatto con gli studenti attraverso la radio dell'ateneo - dice - con iniziative e webinar; abbiamo sopperito con la tecnologia, che considero essere un elemento complementare dell'esperienza universitaria in presenza, un elemento che certamente cambierà il percorso di studi, ma non sostituirà mai la presenza delle persone, non toglierà l'umanità che vive nelle esperienze fisiche".
La sensibilità al centro dell'impegno del rettore che comprende come esprienze tanto attese quali la laurea debbano tornare ad essere come prima della pandemia, quando si potrà: "Era un momento di grande aggregazione emotiva - racconta - , non erano solo la pergamena o la proclamazione, ma un passaggio che coinvolgeva la famiglia, era un rito e come tutti i riti ha un suo significato di conferma della realtà umana nel suo sentire più profondo, che è quello dello stare insieme.
L'esperienza fatta attualmente a livello globale inciderà sulla strumentalizzazione utilizzata - spiega - e credo che le università si attrezzeranno per fornire un duplice sistema di formazione didattica. Nell'ultimo anno, quando abbiamo potuto riaprire in presenza, lo abbiamo fatto, perchè vogliamo sostenere la fiducia dei nostri studenti che si attendono di tornare alla normalità".
Si guarda al futuro, quindi, nell'attesa di poter tornare a ciò che era, anche grazie alla campagna vaccinale: "Avevamo iniziato la scorsa settimana quando la somministrazione di AstraZeneca è stata interrotta, poi è ripresa lunedì scorso. Abbiamo preso il tempo per riorganizzarci e abbiamo continuato con la somministtazione sia ai docenti che al personale amministrativo, perchè tutto ciò che si può porgere in presenza agli studenti ed agli interlocutori è un dono che facciamo all'umanità. È stato vaccinato anche il personale che non è dipendente, ma presta i servizi come portierato e pulizie: ci è sembrato coerente, doveroso e giusto. Fra qualche giorno - aggiunge - inizierà la vaccinazione dei soggetti fragili".
La campagna vaccinale rappresenta così il primo passo verso un possibile ritorno alla normalità a cui Adornato crede fortemente: "Se c'è un messaggio che ho cercato di dare in questi anni è che noi guardiamo con ostinata fiducia al futuro. Credo che, anche se per questa sessione non potremo fare le lauree in presenza, tuttavia ripeteremo appena possibile la stessa emozionante cerimonia dello scorso settembre quando, in una pausa consentita dalle norme sanitarie, abbiamo consegnato in tre pomeriggi le pergamene di laurea ai ragazzi. Il messaggio significativo di un legame profondo che connette gli studenti all'università, alla città, al territorio intero. Una manifestazione di sensibilità da parte dell'Ateneo che ha voluto mostrare al virus che noi saremo più forti. Per ora siamo confinati nei nostri rapporti, ma torneremo con più energie e più entusiasmo di prima.
Universitas, nel suo significato, comprende tutto l'insieme, una comunità di uomini e donne con l'obiettivo di aggregare tutte le figure: fare in modo che l'ascensore sociale, garantito dalla costituzione, venga realizzato. Questa è l'esperienza che noi stiamo ricavando dal virus: torneremo come Università più forti di prima e più solidali di prima, avremo appreso una lezione da una esperienza drammatica".
GS
E se da un lato il rettore Francesco Adornato stila un bilancio di ciò che è stato, nel momento in cui si prosegue con le vaccinazioni dei docenti e del personale amministrativo si guarda anche al futuro e a ciò che l'Università tornarà ad essere: "È stato un anno faticoso - dice - , sorprendente, che ha stremato i rapporti sociali, li ha ridotti e ha creato molte complicazioni alle singole persone perchè la comunità ne è stata colpita nel profilo distintivio.
Tutto questo ha richiesto all'Università una implementazione della forza, un impegno più forte, perchè abbiamo dovuto rimediare in tempi rapidi, rispondere alla problematica dell'insegnamento a distanza con la tecnologia che però non sostituice la presenza.
Abbiamo garantito la didattica - spiega - ma è rimasto sempre chiaro a me e agli studenti che il tratto distintivo dell'esperienza universitaria sia quello delle lezioni in presenza. Non si possono costringere studenti e docenti ad andare contro la natura umana che è quella dei profili sociali.
Siamo rimasti in contatto con gli studenti attraverso la radio dell'ateneo - dice - con iniziative e webinar; abbiamo sopperito con la tecnologia, che considero essere un elemento complementare dell'esperienza universitaria in presenza, un elemento che certamente cambierà il percorso di studi, ma non sostituirà mai la presenza delle persone, non toglierà l'umanità che vive nelle esperienze fisiche".
La sensibilità al centro dell'impegno del rettore che comprende come esprienze tanto attese quali la laurea debbano tornare ad essere come prima della pandemia, quando si potrà: "Era un momento di grande aggregazione emotiva - racconta - , non erano solo la pergamena o la proclamazione, ma un passaggio che coinvolgeva la famiglia, era un rito e come tutti i riti ha un suo significato di conferma della realtà umana nel suo sentire più profondo, che è quello dello stare insieme.
L'esperienza fatta attualmente a livello globale inciderà sulla strumentalizzazione utilizzata - spiega - e credo che le università si attrezzeranno per fornire un duplice sistema di formazione didattica. Nell'ultimo anno, quando abbiamo potuto riaprire in presenza, lo abbiamo fatto, perchè vogliamo sostenere la fiducia dei nostri studenti che si attendono di tornare alla normalità".
Si guarda al futuro, quindi, nell'attesa di poter tornare a ciò che era, anche grazie alla campagna vaccinale: "Avevamo iniziato la scorsa settimana quando la somministrazione di AstraZeneca è stata interrotta, poi è ripresa lunedì scorso. Abbiamo preso il tempo per riorganizzarci e abbiamo continuato con la somministtazione sia ai docenti che al personale amministrativo, perchè tutto ciò che si può porgere in presenza agli studenti ed agli interlocutori è un dono che facciamo all'umanità. È stato vaccinato anche il personale che non è dipendente, ma presta i servizi come portierato e pulizie: ci è sembrato coerente, doveroso e giusto. Fra qualche giorno - aggiunge - inizierà la vaccinazione dei soggetti fragili".
La campagna vaccinale rappresenta così il primo passo verso un possibile ritorno alla normalità a cui Adornato crede fortemente: "Se c'è un messaggio che ho cercato di dare in questi anni è che noi guardiamo con ostinata fiducia al futuro. Credo che, anche se per questa sessione non potremo fare le lauree in presenza, tuttavia ripeteremo appena possibile la stessa emozionante cerimonia dello scorso settembre quando, in una pausa consentita dalle norme sanitarie, abbiamo consegnato in tre pomeriggi le pergamene di laurea ai ragazzi. Il messaggio significativo di un legame profondo che connette gli studenti all'università, alla città, al territorio intero. Una manifestazione di sensibilità da parte dell'Ateneo che ha voluto mostrare al virus che noi saremo più forti. Per ora siamo confinati nei nostri rapporti, ma torneremo con più energie e più entusiasmo di prima.
Universitas, nel suo significato, comprende tutto l'insieme, una comunità di uomini e donne con l'obiettivo di aggregare tutte le figure: fare in modo che l'ascensore sociale, garantito dalla costituzione, venga realizzato. Questa è l'esperienza che noi stiamo ricavando dal virus: torneremo come Università più forti di prima e più solidali di prima, avremo appreso una lezione da una esperienza drammatica".
GS
