Radioc1inBlu

MESSAGGIO PER LA PASQUA 2021



Carissimi sorelle e fratelli,

anche quest’anno, ci accingiamo a celebrare la Pasqua di Risurrezione del Signore Gesù quasi in punta di piedi, senza i segni evidenti della festa a causa di questo prolungato momento di difficoltà che tenta di spegnere nel cuore la speranza di un giorno nuovo, “il primo giorno della settimana.” (cf. Mc16,1-8).

Il mattino di Pasqua ‒ leggiamo nel Vangelo ‒ alcune donne si recano al sepolcro per ungere di oli profumati il corpo morto di Gesù, con il cuore ferito dal dolore e una grande concreta preoccupazione: Chi ci rotolerà via la pietra dal sepolcro?” (cf. Mc16, 3).

L’incedere delle donne di buon mattino ricorda il cammino della salvezza. Sembra che tutto vada a infrangersi contro una pietra: la bellezza della creazione contro l’orrore del peccato; la liberazione dalla schiavitù contro il tradimento all’Alleanza; le promesse dei profeti contro il triste disinteresse del popolo. Così, pure nella storia di ciascuno di noi, sembra che i passi compiuti non giungano mai a destinazione. L’emergenza del Coronavirus ha messo e sta mettendo a dura prova la nostra vita e tutti avvertiamo un senso di smarrimento, di sfiducia e di paura che toglie le prospettive, prosciuga le speranze e appesantisce anche le cose più semplici. Delusi, stanchi, increduli, rischiamo di non avere più la voglia di rimetterci in piedi, di continuare a camminare.

Tuttavia, l’atteggiamento delle “mirofore” del Vangelo - quelle donne, cioè, che portano unguenti profumati per la sepoltura - è fonte di fiducia per noi perché di fronte ai dubbi, alla sofferenza, ai turbamenti della situazione che attraversano, esse sono capaci di mettersi in movimento e di non lasciarsi paralizzare dal dramma che stanno vivendo. Con l’urgenza di chi ama, esse sono capaci di accettare la vita così come viene senza evadere, né ignorare quello che sta accadendo, senza fuggire né scappare ma, semplicemente, restando.

Ecco io, in quella loro tenacia a non cedere alla rassegnazione della piega che hanno preso gli eventi, vedo già i primi scintillii di luce della Risurrezione che consiste, fondamentalmente, nel vedere più lontano del qui e ora, in quell’orizzonte del già e non ancora che rende la nostra vita affidabile, degna e vivibile; perché sa che il vero problema non è la morte, ma di come io scelgo di stare difronte ad essa.

È vero che quello a cui abbiamo assistito e continuiamo ad osservare in questo tremendo anno di pandemia è esattamente riconducibile al dramma che hanno vissuto i discepoli con la Passione di Gesù. Eppure, come le prime discepole, in mezzo all’oscurità e allo sconforto, riempirono la loro borsa di oli aromatici e si misero in cammino per andare a ungere il Maestro sepolto (cf. Mc 16, 1), così noi abbiamo potuto vedere molti fratelli che hanno cercato di portare l’unzione della solidarietà per risanare e confortare la vita altrui, mostrando nella via della fraternità, l’unico volto di un futuro possibile.

La Pasqua inizia così: bisogna andare a vedere quel luogo di morte, bisogna cercare Gesù. Non si può fuggire davanti alla sofferenza e alle ferite dei poveri. Bisogna essere come i medici, gli infermieri e il personale sanitario, le forze di sicurezza e i volontari, i sacerdoti, le religiose, gli educatori e gli insegnanti e tanti altri che hanno avuto il coraggio di offrire tutto ciò che avevano per dare un po’ di cura e sollievo a chi si trova nel sepolcro della malattia.

Anche se la domanda continua a essere la stessa - «Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro?» - tutti loro non hanno mai smesso di fare ciò che sentivano di dover fare. Ed è proprio in mezzo alle loro occupazioni e preoccupazioni, che anche loro sono sorpresi da un annuncio straordinario: «Non è qui. È risorto».

È risorto quando la ferita mortale della nostra società - l’individualismo - viene medicata con scelte di altruismo per il bene comune. Infatti, seppur si è trovata una medicina o un vaccino per il coronavirus, l’individualismo ha bisogno di ben altri rimedi. Ha bisogno di comunità parrocchiali che tornino ad essere luoghi di fraternità e non dispenser di sacramenti. Ha bisogno di scuole che educhino anche oltre le mura scolastiche. Ha bisogno di una società civile che deve ritrovare il suo centro oltre gli interessi economici e di parte, e che sappia dare attenzione agli ultimi, a chi non ha lavoro, a chi è in difficoltà, a chi ha perso tutto.

Sì, il Signore è il risorto, è il vivente e va cercato non nei segni di morte, ma dentro i segni di bellezza, nei gesti di pace, negli abbracci rassicuranti, nel primo respiro di un neonato, nell’ultimo alito del morente, nella tenerezza con cui si ha cura dell’altro.

L’esperienza delle donne che si recano al sepolcro la mattina di Pasqua ci ricorda che, nonostante tutto, non c’è altro da fare che provare ad alzarsi. Non occorre sapere già in anticipo esattamente quale sarà la direzione del cammino: ciò che importa è non rimanere a terra, ma alzare lo sguardo per poter osservare “che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande”. (Mc 16,4)

A Pasqua, il Signore ci chiama ad alzarci, a risorgere sulla sua Parola, a guardare in alto e credere che siamo fatti per il Cielo, non per la terra. Dio ci chiede di guardare la vita come la guarda Lui che vede sempre in ciascuno di noi un nucleo insopprimibile di bellezza. Nel peccato, vede figli da risollevare; nella morte, fratelli da risuscitare; nella desolazione, cuori da consolare. Non temiamo, dunque: il Signore ama questa vita anche quando abbiamo paura di guardarla e prenderla in mano. Non rimaniamo a guardare per terra impauriti, guardiamo a Gesù risorto: il suo sguardo ci infonde speranza, perché ci dice che siamo sempre amati e che, nonostante tutto quello che possiamo fare, il suo amore verso di noi non cambia. Questa è la certezza non negoziabile della vita: il suo amore è immutabile perché Gesù si è alzato dal sepolcro affinché potessimo farlo anche noi e, grazie a Lui, poter risorgere dalle nostre macerie abbandonando la posizione dei morti per assumere quella da risorti.

Álzati, dunque, dalle tue paure,

álzati dai pensieri che ti stanno piegando,

álzati dalla delusione.

Solo così sperimenterai che la vita può sempre ricominciare.

Cari sorelle e fratelli, questo mio personale augurio, vorrei tanto che invece di raggiungervi con le consuete formule di circostanza, vi arrivasse con la mia stretta di mano e un sorriso cordiale senza parole. La notizia della Risurrezione di Gesù, entrando nelle corsie degli ospedali, nelle camere dei malati, nelle case di famiglie unite o separate e nella vita di coloro che si trovano in qualsiasi forma di sofferenza, difficoltà o fatica, vorrei portasse un barlume di speranza. Vorrei che il mio saluto vi raggiungesse senza la pretesa di risolvere i vostri drammi, ma con l’umiltà di chi, pur non potendo operare miracoli, comunque vi sta accanto, cammina con voi e si fa vostro compagno di viaggio per le strade polverose di questa quotidiana esistenza.

A tutti voi, il mio augurio di buona Pasqua del Signore e nostra!

Il vostro arcivescovo, +Francesco Massara
A tre anni dal sisma, il 9 settembre 2019 segnava un nuovo inizio per Visso e per l’intero centro Italia ancora ferito dal terremoto. Quel giorno, nella Sala Consiliare del Municipio, veniva presentato ufficialmente il progetto della nuova struttura della sede del Parco Nazionale dei Monti Sibillini; a ciò faceva seguito il gesto simbolico della posa della “prima pietra” da parte dell’allora Presidente facente funzione Alessandro Gentilucci con cui si diede inizio ai lavori nel cantiere.

Ebbene, l’opera, simbolo di ripartenza per tutto il territorio, finalmente è pronta. Si tratta di un edificio in
legno, di 700 mq di superficie su un unico livello, integrato nel paesaggio e pensato per avere un impatto ambientale ridotto al minimo: tutti gli elementi costitutivi, infatti, potranno essere smontati e riutilizzati o riciclati poiché la struttura è comunque rimovibile. Anche per l’opera di contenimento, priva di cemento, si è ricorsi a interventi di ingegneria naturalistica che hanno previsto l’uso del legno e la messa a dimora di piante autoctone per favorire la stabilità del terreno. Con una classe energetica A3, la struttura rientra nella categoria “Energia quasi zero” grazie ad una accurata coibentazione e all’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia destinata all’autoconsumo.
nuovasede

“Un segnale di attenzione del Parco verso i valori ambientali, irrinunciabili in un’area protetta. Il sisma del 2016 rese inagibile la sede istituzionale dell’Ente, determinando la dislocazione degli uffici presso strutture ospitanti, che ringrazio sentitamente, collocate tra Visso, Tolentino e Foligno, per poi riapprodare tutti a Visso in container messi a disposizione dal Comune, che non ci ha fatto mai mancare la sua vicinanza. Era fondamentale non solo che il Parco uscisse da quei container, ma che tornasse operativo e funzionale all’interno di una sede stabile, ben organizzata e di qualità, ove poter proseguire il nostro lavoro” ha dichiarato il Presidente dell’Ente, Andrea Spaterna. “E per Visso e tutto il territorio è un segnale di speranza, perché il Parco continua a rappresentare un punto di riferimento, per gli enti locali e per le popolazioni di questi luoghi, e la nuova sede simboleggia anche il senso di una ricostruzione che va avanti e procede”.
spaterna 01 1

Nel profilo della struttura è stato ripreso il logo dell’Ente Parco, simbolo della montagna che vive. Un ulteriore passo di rinascita è stato dunque compiuto ed ora gli uffici sono pronti a insediarsi: il loro trasferimento verrà completato entro il mese di aprile.

c.c
nuovasede3
"Serve un repentino cambio di rotta, perché non è amministrando in questo modo che si potrà tirare fuori la città dalle sabbie mobili in cui si trova.".
A chiederlo è la sezione di Forza italia di Camerino a seguito dell'ultimo consiglio comunale della città ducale di cui analizzano l'aspetto procedurale e quello politico.

"A causa delle prescrizioni adottate contro i contagi da Covid - scrive Forza Italia - , era stato convocato in seduta telematica. Queste prescrizioni, però, evidentemente valgono per taluni soggetti “privilegiati” e non per altri, visto che abbiamo notato che il sindaco, il vicesindaco, il capogruppo di maggioranza e alcuni funzionari comunali erano sicuramente in presenza, come testimoniano le immagini stesse del consiglio. Le persone che erano in presenza - si chiedono i rappresentanti del partito di Silvio Berlusconi - , hanno rispettato le normative anti Covid?".

Sotto l'aspetto politico, Forza Italia si concentra sul documento unico di programmazione: "Quello che si nota all'interno del Dup del Comune di Camerino - scrivono - è la totale mancanza di programmazione, l'assenza di una visione politica e tanta confusione. 

Si dice apertamente che c'è l'intenzione di non accendere ulteriori mutui mentre il capogruppo di maggioranza ha parlato di prendere un mutuo per ristrutturare l’immobile ex Banca Marche; si pensa di penalizzare l’associazionismo, e cioè la spina dorsale della nostra città; non c'è neanche un accenno alla ricostruzione del tessuto economico e sociale di una realtà che, anche per miopia politica, in un solo anno ha perso oltre 300 dei residenti. Non ci viene detto se i licei resteranno in centro, se il palazzo del tribunale verrà delocalizzato e dove, che ne sarà di tutti i commercianti, in che tempi sarà costruita la caserma dei Carabinieri, quando vedrà la luce la struttura socio-assistenziale donata dalla Croce Rossa, quale è la tempistica per vedere il centro storico e le frazioni del nostro Comune ricostruite e tante altre situazioni fondamentali per noi e per i nostri figli".

Poi l'affondo sul tribunale: "Il più importante strumento di programmazione comunale - denunciano - ridotto a nulla cosmico, nella stessa seduta del consiglio comunale in cui il sindaco candidamente non nega, tacendo, di non essere intervenuto alla seduta straordinaria del direttivo Anci Marche in cui si discuteva dei tribunali marchigiani, fra cui quello di Camerino, lasciando la discussione ad altri sindaci". 

GS
Al via dalle ore 12 di oggi, lunedì 29 marzo, la prenotazione per il vaccino anti-Covid19 per la fascia d’età 70-79 anni.

Per tutti coloro che possono raggiungere i punti vaccinali della popolazione (PVP) individuati sul territorio regionale sarà possibile prenotare le vaccinazioni anti-Covid-19 attraverso il portale di Poste Italiane https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it o tramite il Numero Verde 800.00.99.66 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18).

Per la prenotazione online, oltre ai dati personali dell’utente, occorrerà disporre del numero di tessera sanitaria e del codice fiscale, e di un numero di cellulare al quale verrà notificata la conferma. 

Con l’ausilio di Poste Italiane, è possibile prenotare anche nei PostaMat attivi sul territorio regionale (è sufficiente inserire la tessera sanitaria) o tramite i portalettere che consegnano la posta a casa.

Una volta avviata la prenotazione, all’utente verrà immediatamente comunicato il giorno, la sede dove verrà somministrato il vaccino e l’orario in cui ci si deve presentare al Punto di Vaccinazione.

Al momento della somministrazione della prima dose, sarà comunicato il giorno per effettuare il richiamo.

Tutte le informazioni sulla campagna vaccinale nelle Marche sono disponibili al link:https://www.regione.marche.it/vaccinicovid
c.c.


È scomparso la notte scorsa don Nello Tranzocchi.
Il parroco delle terre ferite dal sisma si è arreso al Covid lasciando la sua comunità attonita per la sua perdita.
Classe 1941, Tranzocchi era nato a Fiordimonte ed era diventato sacerdote nel 1965.
Laureato in utroque iure, cappellano militare, rientrato in Diocesi di Camerino cancelliere, Vicario generale parroco di Pievetorina, Montecavallo e Castel Sant’Angelo sul Nera dove viveva in una SAE.
"Don Nello è stato un sacerdote buono - commenta l'arcivescovo Francesco Massara -  che ha amato la Chiesa fino alla fine, servedola nella semplicità e rimanendo sempre vicino ai poveri e ai sofferenti. A lui va il nostro grazie e la nostra preghiera".
I funerali domani saranno celebrati domani alle 15, nella basilica di San Venanzio a Camerino.

GS
Nel corso dei rafforzati controlli anti Covid disposti dal prefetto di Macerata Falvio Ferdani su tutto il terriotorio i carabinieri della stazione di Urbisaglia hanno disposto la chiusura per 5 giorni del Bar dell'Urbe, locale situato lungo la strada provinciale 78, per mancato rispetto della normativa.

I militari, infatti, hanno sorpreso all'interno del bar 7 avventori che stavano consumando bevande sul bancone. Inoltre nel giardino retrostante il locale altre persone si erano radunate per una bevuta in compagnia.

Così è scattato il dispositivo di chiusura del bar per violazione della zona rossa e mancato rispetto delle misure di distanziamento sociale, oltre alle multe che sono state comminate ai presenti.

Della chiusura sono stati trasmessi gli atti alla prefettura di Macerata cui spetta la convalida del provvedimento e le eventuali misure sanzionatorie aggiuntive.

f.u.
Stop agli spostamenti nelle Marche da fuori regione durante il periodo pasquale. Così i proprietari delle cosiddette "seconde case" non potranno raggiungere le proprie abitazioni nei giorni di festa.

Questo il contenuto dell'ordinanza che il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha firmato vietando ai cittadini non residenti e non domiciliati nelle Marche di raggiungere le proprie abitazioni, diverse da quella principale, durante tutto il periodo di Pasqua.

L’ordinanza entra in vigore lunedì 29 marzo compreso e sarà valida fino alle 24 di lunedì 5 aprile. Lo spostamento resta consentito solo in presenza di comprovate esigenze lavorative o situazione di necessità o motivi di salute, sempre mediante l’uso dell’autocertificazione.

Un provvedimento ritenuto necessario in forza del principio di precauzione e alla luce dell’evolversi della situazione pandemica nelle Marche.

f.u.
Anna Alfei, 79 anni il prossimo 15 giugno, nata e cresciuta nel centro di Tolentino, ha lavorato per 40 anni alla Gabrielli ed ha sostenuto tante battaglie e lotte sindacali per difendere i lavoratori e tutelare i loro diritti. In questi giorni si è trovata anche a dover rispolverare la sua battagliera tenacia per sconfiggere il nemico comune: il Covid.

Ci racconti come è andata…

“ I primissimi giorni di marzo pensavo di avere l’influenza, ma quando ho visto che non passava con le cure abituali, mi è sorto il grande dubbio: stai a vedere che il Covid è venuto a farmi visita. Poi la trafila consueta: medico di famiglia, ambulanza, ospedale di Macerata. Anzi, per essere più precisi, i primi 4/5 giorni, per mancanza di posti, dentro uno dei container adibiti per il Covid, poi trasferimento al reparto; in totale un paio di settimane di terapia, la guarigione ed il ritorno a casa”.



“Nonostante il mio carattere tendente a confidare nella buona riuscita dell’evento, debbo confessare che, specie nei primi giorni, non ero sicura per niente che ce l’avrei fatta. Il fatto di essere stata messa nel container mi dava una sensazione negativa; poi, anche se non riuscivo a vedere cosa succedeva intorno, sentivo delle voci e non erano piacevoli: si parlava di quelli che … erano morti! Come corollario la solitudine ed il distacco obbligato dai familiari, le ore che non passavano mai ed il cervello che continuava a lavorare e, non sempre, chiudeva con risultati positivi e paralleli al mio abituale ottimismo”.

Solo forza di volontà?

“No. Anzi. Debbo essere sincera: mi hanno aiutato tutti, a partire dai volontari della C.R.I. che sono venuti a prendermi e riportata a casa dopo la guarigione, ai sanitari ed al personale infermieristico e parasanitario. Tutti bravi, anzi bravissimi ed attenti. A loro debbo non solo il superamento della patologia, ma anche il sostegno e la vicinanza umana. Con più di un anno di esperienza sulle spalle nella lotta contro il Covid, hanno compreso che anche un sorriso diventa terapeutico e ti ridà lo slancio e la voglia di tornare all’ottimismo. Sono stati tutti cari e mi piacerebbe citarli uno per uno, ma rischierei di saltare qualche nominativo e sarebbe ingiusto. Un abbraccio a tutti, allora! Un episodio, però, voglio sottolinearlo: quando sono stata riaccompagnata a casa, i ragazzi della C.R.I. hanno voluto assicurarsi che non avrei avuto problemi di nessun tipo, a partire dalla terapia per finire con i consigli a me ed ai familiari per agevolare un recupero totale, certo ed il più efficace possibile”.

Quali suggerimenti daresti?

“So che sarà difficile, perché come ti ho raccontato, i primi giorni ti viene un magone grande grande, però credo che sia fondamentale la volontà di riprendersi, di fidarsi delle terapie ed il sorriso e l’umanità di chi ti assiste e cura. Poi ognuno di noi ha un carattere diverso, frutto per lo più delle esperienze avute … E’ importante la voglia di lottare”.

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Trasparenza

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo